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Pubblicato il 08/11/2018

TRIDENT JUNCTURE: ARIETE E FOLGORE IMPEGNATE NELLA “BATTAGLIA” DI OPPDAL PER “LIBERARE” LA NORVEGIA

foto sopra: il colonnello Scuderi ,comandante del 187mo Reggimento Folgore, che ha comandato la unità “punta di lancia” dello schieramento offensivo.

Con la battaglia simulata di Oppdal (Norvegia), ultimo atto “dal vivo” , a cui hanno preso parte mezzi e uomini di Esercito ed Aeronautica , si è conclusa la esercitazione TRIDENT JUNCTURE
Il presupposto addestrativoi prevedeva la contrapposizione sul campo di due corpi di armata , ognuno dei quali ha condotto operazioni in attacco e in difesa. La fase conclusiva era di “contrattacco” per la completa liberazione di territori precedentemente occupati dalle forze avversarie. L’obiettivo finale della “Trident Juncture” era quello di verificare la capacità della NATO di pianificare e condurre un’importante operazione di difesa collettiva, oltre che di valutare l’effettivo grado di integrazione e di cooperazione tra le Forze Armate dei Paesi membri e la loro capacità di interagire con Paesi amici, quali la Finlandia e la Svezia. Nel contempo, l’esercitazione è stata sfruttata anche per analizzare il sistema di prontezza operativa e di risposta militare immediata alle minacce dell’Alleanza, attraverso l’impiego della NATO Response Force (NRF), diretta dal NRDC (NATO Rapid Deployble Corps) di Solbiate Olona per tutto l’anno 2018.

IMPORTANTE PARTECIPAZIONE ITALIANA
La partecipazione nazionale, oltre al citato NATO RAPID DEPLOYMENT CORP, ha visto schierato anche un complesso di forze terrestri, su base 132^ Brigata corazzata “Ariete”, costituente la VJTF Land Brigade (Very High Readiness Joint Task Force), pedina di massima prontezza operativa dell’Alleanza, la cui responsabilità è stata assegnata, nel 2018, alle Forze Armate italiane.

Per tale esigenza, la Brigata “Ariete” (Comando Brigata ed unità e mezzi dell’11° reggimento bersaglieri, del 10° reggimento genio guastatori, del reggimento logistico “Ariete”, del Reparto Comando e Supporti Tattici “Ariete”) è stata rinforzata dal 187° reggimento paracadutisti, dal 7° reggimento trasmissioni, dal 1° reggimento artiglieria da montagna, dalla Scuola di Commissariato di Maddaloni e da una compagnia di Polizia Militare del 13° reggimento Carabinieri “Friuli Venezia Giulia”. Durante la esercitazione finale è entrata in azione anche l’Aeronautica Militare, che ha schierato nella base di Bodo gli Eurofighter (provenienti dal 4° Stormo di Grosseto, dal 36° Stormo di Gioia del Colle e dal 37° Stormo di Trapani) per le attività di Difesa Aerea e di scorta e protezione dei velivoli strategici dell’Alleanza, i Tornado (dal 6° Stormo di Ghedi) per la soppressione delle difese aeree avversarie, il KC-767 (del 14° Stormo di Pratica di Mare) per il rifornimento in volo degli aerei NATO, e il G-550 CAEW (del 14° Stormo) per la sorveglianza, l’avvistamento, il comando e controllo.