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Pubblicato il 11/06/2018

TUNISIA: SALVINI DICE LA VERITA’

di Corrado Corradi


La scandalizzante dichiarazione di Salvini secondo cui dalla Tunisia, sui barconi dei clandestini, arrivano solo galeotti, a me che in Tunisia ci sono stato prima dal 2001 al 2003 e poi, in pieno della primavera (primavera?) araba dal 2011 al 2016, non mi ha scandalizzato affatto perché si tratta di realtà ; mi scandalizza piuttosto chi la ignora.

Nel primo periodo, dal 2001 al 2003, ho potuto osservare che il laico Ben Ali saldamente al potere, non disdegnava di favorire l’emigrazione di cittadini indesiderati (soprattutto spacciatori, delinquenti vari, sovversivi, etc). Il Ministero dell’Interno tunisino al posto di rimetterli nelle patrie galere da dove andavano e venivano faceva loro attraversare la frontiera con la Libia e da Zouwahra (dotati del contante per il « biglietto » della traversata) si imbarcavano alla volta delle nostre coste in compagnia di altri clandestini di origine africana; siccome da molti arabi i negri sono considerati inferiori (ma i razzisti non dovevamo essere noi?), i trafficanti libici, trattavano quei ribaldi tunisini con le dovute maniere riservando comportamenti violenti per i poveri negri che giungevano da Ciad, Mali, Niger, etc.

Nel secondo periodo, dal 2011 al 2016 ho assitito allo stesso fenomeno a cui si sono aggiunti numerosi aspiranti jihadisti alcuni dei quali avevano partecipato all’assalto dell’Ambasciata statunitense in Tunisi e, non essendo riusciti a entrare nei ranghi del neo costituito gruppo jihadista Ansar Shari’a, sono stati aiutati, sempre dal locale ministero dell’interno (questa volta a guida islamista) ad esfiltrare verso l’Italia ove qualche esponente del partito islamista Ennahda sognava di poter creare una testa di ponte dormiente (di militanti islamista/salafiti oppure di fighter jihadisti? E chi lo sa!) nel nostro paese.
Il pericolo é maggiormente grave se si conta che la piccola Tunisia ha fornito al califfato oltre 6.000 fighters dei quali ne sono rientrati in patria in seguito ad una sorta di amnistia solo 800.

Che l’Italia sia il ricettacolo della feccia della peggior Tunisia è una realtà confortata da un dato: nelle nostre prigioni sono detenuti circa 2.000 tunisini a fronte ai circa 3.200 detenuti nelle prigioni d’Europa (ossia il 70% di quei ribaldi é atterrato da noi spesso facilitato da estensioni occulte del ministero dell’interno tunisino).
Che io sappia, in Francia dove vivono più tunisini che da noi ne sono incarcerati più o meno 500.