OPINIONI

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Pubblicato il 04/08/2012

USO INCIVILE E CRIMINALE DEL CELLULARE ALLA GUIDA

Nigeria, da Agosto 2012 in cella chi telefona quando guida

ABUJA. Nuovo codice della strada nello stato federale di Lagos, la megalopoli nigeriana di oltre 15 milioni di abitanti. La normativa stabilisce pene severissime per chi telefona mentre guida. La legge, voluta dal governatore-sceriffo, Babatunde Fashola, punisce con tre anni di carcere o 20mila naira di sanzione (100 euro), chi utilizza il cellulare al volante. Stessa sanzione per chi viene sorpreso al volante mentre mangia, o beve dell’acqua. Nel primo semestre 2012, i morti in incidenti d’auto sono stati 35.

PER CAUSE IN CORSO DI ACCERTAMENTO. FORSE UN MALORE

Il degrado sociale interpretato da piccoli (non più tanto) segni premonitori. Gli spot che in Italia non si vedono

di walter amatobene

PARMA-L’ articolo delle sanzioni nigeriane mi fa riflettere, così come la lucidità dell’impegno di certe nazioni europee che stanno facendo campagne con risultati reali per la civiltà stradale, contro l’uso del telefonino, dell’alcol e per una maggiore civiltà di guida.

Penso che proprio la condotta degli automobilisti sia una delle cartine al tornasole del tasso di ignoranza e di degrado di una nazione, da chi la governa fino al singolo cittadino.
Non faccio esempi stranieri. Mi limito all’Italia e alle migliaia di morti per distrazione, alle centinaia di pedoni travolti, alle rotonde sfondate con cartelli abbattuti, agli incidenti di cui leggiamo ogni giorno, molti dei quali con fuga del conducente. Degrado, far west, miliardi di danni. L’Italia stradale è servita.

Da tempo mi chiedo anche quanti morti e quanti incidenti siano imputabili al cellulare.

Non c’è statistica sull’opera tumorale di questo oggetto invasivo, patologico, mortale, inutile per gran parte del suo uso: il telefonino. Frugando bene negli abitacoli dei morti dilaniati in incidenti d’auto, sono certo si potrebbe trovare molto frequentemente un telefonino ancora “caldo”, con la linea agganciata oppure aperta su un sms che il destinatario ha guardato o scritto durante la guida, per poi schiantarsi contro un palo o un pedone,o una auto con una famiglia o una mamma con la carrozzina,un ciclista o una processione.

Siamo diventati una nazione di “inspiegabili malori”,ovvero la stupida frase usata per non chiamare le cose col loro nome?
Quel “per cause in via di accertamento” è una genuflessione al politically correct: chi muore in auto, anche se guidava come un delinquente, è sempre un “angelo nei nostri cuori”, il luogo della tragedia viene trasformato in uno deposito rifiuti-altarino con fiori in pastica; spesso con una lapide sul ciglio di una strada, messa da una mamma che ripete “aveva tanta voglia di vivere”. Gli altri, quelli uccisi dal figlio, evidentemente non avevano la stessa voglia.

Nel paese dove abito, un ventenne è morto schiantandosi in curva perchè telefonava e guidava a 130 all’ora, senza cintura, ovviamente. La mamma ha invitato gli amici dopo il funerale ad una happy hour nel bar preferito del suo “bambino”. Campari per tutti. “Lui avrebbe voluto così”, ha detto. Brava. Per un caso non ha ammazzato nessuno. Mia moglie è passata di lì dopo pochi minuti, nella corsia che ha invaso.

Chi legge o manda sms, chi parla al telefono incurante degli altri, mentre guida,siano uomini , donne, ragazzi, ciclisti, camionisti, poliziotti, autisti di autobus, – ho visto perfino le badanti che spingono carrozzine attraversando la strada- sono incivili, poveri fessi da rieducare a sberle, schiavi di una tecnologia inutile nel 75% dei casi. Schiavi di una insostenibile pressione pubblicitaria delle compagnie telefoniche , asfissiante e piratesca, che prosciuga le tasche e i cervelli.

La maggioranza di itagliani ( con la ggì) è diventata un enorme gregge che fissa orgogliosamente il prorio aggeggio ultimo tipo, sperando di rompere la solitudine e il vuoto pneumatico del cervello. Pensare fa paura, quindi eccoti gli auricolari: quando non sai più chi chiamare, sparati musica a tutto volume. Anche quelli, già proibiti e sanzionati ( davvero) in moltissime nazioni, aumentano l’effetto isolamento e il pericolo per sè e per gli altri.
In Italia sono una vera e propria moda , soprattutto tra i giovani.

Nessuno interviene. Nessuno sanziona. Nessuno fa trasmissioni o spot chiari che fanno vedere situazioni reali, come quello inglese pubblicato in questo articolo.

Esagero? No davvero. Tutti avete visto ciclisti col cellulare in mano, sbandare per rispondere, oppure auto che hanno tamponato moto o bici per lo stesso motivo o che sorpassano in autostrada in terza corsia mentre usano le due mani lontane dal volante. Tutti vi sarete accorti di come siano incuranti degli altri, senza alcun controllo della guida. Avrete notato il loro sguardo, fisso sul parabrezza e non sulla strada. Aggravato dal matematico mancato uso della freccia e il vaffanculo, se gli lampeggi.

Quanta gente ammazzano questi sottosviluppati?

E che dire delle “forze dell’ordine” ?
Polizia, Vigili e Carabinieri sembrano avere altre priorità. C’è la mafia, la camorra, ci sono le gang, ci sono i politici da arrestare o da scortare. E la gente viene lasciata da sola. Loro, che per primi non si allacciano la cintura ( una legge fatta da un parlamento con il 26% di pregiudicati potrebbe essere violata, agganciando la cintura ugualmente. Così, per civiltà). Loro, che per primi parlano al cellulare guidando auto di servizio e perfino sul luogo di un omicidio, mentre fanno rilievi. Fateci caso nei reportage dei tiggì: c’è sempre un paio di loro che non può fare a meno del telefono, passeggiando avanti e indetro guardandosi le punte delle scarpe.

Mi rincresce complimentarmi con la Nigeria, patria di ogni illegalità e di ogni misfatto e corruzione. Sempre meglio dell’Italia, evidentemente.