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QUESTA SERA AD ALLUMIERE RICORDATO IL CAPITANO FABIO TARANTA
Venerdì, 3 Settembre 2010
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ALLUMIERE- (Roma) - Sarà celebrata stasera alle ore 18 nel suo paese natale, la Santa Messa per l'anniversario della morte del Capitano Fabio Taranta, paracadutista in servizio al 186mo, morto in seguito ad una attività aviolancistica il 3 settembre del 2009.
Accanto ai Genitori, alla fidanzata e tutti i parenti, saranno presenti il Comandante di Reggimento, Col. Aldo Zizzo e una nutrita rappresentanza di suoi colleghi, ufficiali, sottufficiali e paracadutisti della sua compagnia.

Il paese di Allumiere è nell'entroterra laziale, a pochi chilometri da civitavecchia e da Roma

I paracadutisti in zona sono invitati a testimoniare il loro ricordo partecipando alla Messa con i Colleghi in servizio.



 
 
 
 
 
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STRADE SICURE: SPACCIATORE SCAPPA AL POSTO DI BLOCCO. PARACADUTISTA LO RINCORRE IN BICI
Venerdì, 3 Settembre 2010
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PRATO. Un paracadutista del 183mo Reggimento in servizio di pattuglia si è fatto prestare una bicicletta da un passante per inseguire un giovane che ieri mattina era sfuggito a un controllo in via Guasti. Il giovane, un clandestino di 28 anni, è stato poi fermato in via Santa Trinita con l’aiuto di una pattuglia della polizia municipale. Era scappato perché senza documenti,dopo che gli era stato trovato indosso una modica quantità di materiale stupefacente. E’ stato segnalato alla Prefettura.


 
 
 
 
 
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RASSEGNA STAMPA
Venerdì, 3 Settembre 2010
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PANORAMA del 3 SETTEMBRE 2010

di Gian Andrea Gaiani


dal nostro inviato a Herat (Afghanistan)

Gulistan, Bakwa e Por Chaman. Nomi di distretti afghani con i quali dovremo familiarizzare perché dall’inizio di settembre i militari italiani hanno allargato il settore sotto il loro controllo a queste lande desolate della provincia di Farah, al confine con la “prima linea” di Helmand dove le truppe anglo-americane hanno subito (e stanno subendo) le perdite più gravi.

Dopo un mese di transizione caratterizzato da lunghe colonne logistiche che da Herat portavano truppe, mezzi e materiali nelle due basi avanzate note come Ice e Camp Lavaredo, fanti e genieri alpini del Settimo e Secondo reggimento hanno assunto la responsabilità di un’area presidiata negli ultimi due anni dai marines statunitensi, affiancati da alcuni mesi da un battaglione di soldati georgiani.

Per le truppe italiane, quest’area di Farah non è del tutto nuova poiché fino a due anni or sono era teoricamente assegnata al contingente ma nella pratica non c’erano abbastanza truppe per assicurarne il presidio. Nel 2008 gli incursori italiani della Task Force 45 ripresero con un blitz il controllo dell’abitato di Bakwa, espugnato da un gruppo di insorti che aveva ucciso alcuni poliziotti afghani.

L’insufficienza numerica delle truppe italiane venne compensata dai marines che costruirono due basi avanzate e alcuni avamposti (Combat Out Post.Cop) molto spartani e ribattezzarono l’area Operational Box Tripoli. Il ritorno di quel settore sotto il controllo del comando italiano dell’Ovest è stato reso possibile dall’arrivo dei rinforzi che
porteranno il contingente nazionale a circa 4mila militari entro fino anno (attualmente sono 3.600).

Presidiare i distretti di Gulistan, Bakwa e Por Chaman, non sarà uno scherzo. Le ampie zone desertiche e scarsamente abitate sono da tempo rifugio dei talebani in fuga da Helmand che qui hanno sempre potuto trovare tranquille retrovie. Negli ultimi due anni gli americani hanno picchiato duro anche con incursioni della Delta Force che mira a scovare i miliziani di al-Qaeda segnalati in più occasioni dall’intelligence afghana.

Alle bande talebane che si muovono rapidamente utilizzando motociclette sono strettamente legate le milizie narcos che gestiscono le ampie coltivazioni di oppio presenti da queste parti. Probabile quindi che gli alpini, affiancati da truppe e poliziotti afghani, debbano affrontare una consistente minaccia nemica tenendo anche conto che l’assenza di strade asfalate espone le colonne militari a forti rischi di incorrere in ordigni improvvisati lungo le piste sabbiose della regione.

La Task Force South East, così è stato battezzato il reparto alpino schierato in quest’area guidato dal colonnello Paolo Sfarra, potrà godere del supporto di elicotteri da attacco Mangusta e da trasporto Chinook trasferiti da Herat al piccolo aeroporto di Farah. Un supporto indispensabile per offrire alle truppe il fuoco d’appoggio dal cielo ma
anche per rifornire di cibo, acqua e carburante i reparti per i quali i rifornimenti via strada sono resi problematici dalla minaccia degli ordigni talebani.

Alcuni avamposti verranno riforniti dal cargo C-130J che l’Aeronautica ha basato a Herat per aviolanciare pallets di rifornimenti che vengono paracadutati in prossimità delle basi.

L’ampliamento dell’area operativa delle truppe italiane come di tutti i contingenti alleati è previsto dalla strategia contro-insurrezionale del generale David Petraeus per mettere all’angolo gli insorti espugnando le loro roccaforti e offendo sicurezza e aiuti alla popolazione

 
 
 
 
 
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LE IMMAGINI DEL LANCIO IN TANDEM A NETTUNO DEL LEONE DELLA FOLGORE SANTO PELLICCIa
Giovedì, 2 Settembre 2010
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PARMA- Grazie alla disponibilità dello staff della aviosuperfice di Nettuno e alle mille attenzioni che i titolari e i paracadutisti in decollo e il pilota tandem hanno avuto per Lui, il leone della Folgore Santo Pelliccia si è lanciato in sahariana sui cieli di Nettuno, atterrando sorridente e dando un ennesimo esempio di vitalità e grinta. Ecco le immagini pubblicate dal centro di Nettuno su Youtube:



 
 
 
 
 
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PRESTO ANCHE LE DONNE ALLE FRECCE TRICOLORI?
Giovedì, 2 Settembre 2010
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PARMA- Il comandante nella Pattuglia Acrobatica Nazionale, il tenente colonnello Marco Lant,è convinto che presto ci saranno colleghe pilota alla cloche delle Frecce tricolori. E aggiunge il capo di stato maggiore dell'Aeronautica Giuseppe Bernardis: "le vedo bene".

La prima potrebbe essere selezionata già nel prossimo anno. "Per accedere alle selezioni un ufficiale dell'Aeronautica deve avere mediamente dieci anni di esperienza", spiega il tenente colonnello Lant durante la conferenza stampa di presentazione delle celebrazioni per i cinquant'anni delle Frecce Tricolori, che prevedono una grande manifestazione aerea l'11 e il 12 settembre a Rivolto (Udine) ed una serie di iniziative collaterali. "Le prime donne – prosegue il comandante delle Frecce - sono entrate in Aeronautica nei primi anni 2000 e quindi credo che ci troviamo effettivamente alle porte delle prime candidature.

Secondo il generale Bernardis, "il problema non è quello delle donne nella Pattuglia Acrobatica Nazionale ma è il problema delle donne nell'Aeronautica militare. La riduzione dei posti a disposizione e anche la fine della novità ha fatto sì, - spiega il capo di stato maggiore - che le domande di accesso alla forza armata da parte delle donne siano negli ultimi anni diminuite. Noi auspichiamo che ne entrino molte di più, così da aprire le porte alle donne sia delle Frecce Tricolori che dei reparti operativi". "L'Aeronautica – sottolinea il generale Bernardis - ha già delle donne 'combat ready', cioé pronte al combattimento sugli Eurofighter e riteniamo che in un tempo non lontano ne avremo anche a bordo delle Frecce Tricolori".

 
 
 
 
 
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IL PREZIOSO LAVORO DEI FINANZIERI IN AFGANISTAN
Giovedì, 2 Settembre 2010
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PARMA- È affidato a un ufficiale del nucleo di polizia tributaria della Guardia di Finanza di Venezia, attualmente il tenente colonnello Stefano Izzo, il comando della task force "Grifo" che addestra la polizia di frontiera e i funzionari doganali afghani nell’Ovest del Paese.

La task force Grifo è basata ad Herat e dal 2006 ha addestrato circa 700 effettivi afghani. È composta da 16 specialisti delle Fiamme Gialle, tra cui due ufficiali, e in coordinamento con le altre componenti della missione Nato "Isaf", è autonoma sia nella didattica, sia nei contatti con le autorità afghane per organizzare l’attività.

I nostri finanzieri spiegano il sistema dei confini, la Costituzione afghana (poco conosciuta), la ripartizione dei poteri in un sistema democratico. Sul piano tecnico le lezioni vertono dalle norme penali di riferimento - come quelle su corruzione, droga, transito dei capitali - al funzionamento del sistema doganale, alle attività e ai poteri di polizia (arresti, rapporti con la magistratura, uso della forza). Sotto il profilo pratico, posti di controllo stradali, tecniche antisommossa, ricerca di cose sospette in un veicolo o in un bagaglio, organizzazione e direzione di un team».

L’analfabetismo , che in Afganistan è al 60-70% esiste anche tra i poliziotti. Nonostante questo ostacolo, la Task Force diffonde il senso civico e di appartenenza nazionale e trasmette l'orgoglio di indossare l’uniforme e il significato che dovrà avere per la propria gente.

Il sistema delle dogane è -fortunatamente- relativamente efficiente se comparato con altre branche dell’amministrazione afghana. I tributi doganali sono molto importanti perché facili da riscuotere nei transiti alle frontiere, rispetto ad altri, visto che il Paese importa moltissimo. Ecco perchè la categoria dei doganieri di confine è una di quelle che sono maggiormente incluse nei progetti di addestramento.



CONFINI DIFFICILI E A VOLTE IMPRATICABILI

Con l’Iran ci sono 900 km di confini "sensibili", con i valichi doganali che danno il maggior gettito, ma anche con uscite di droga (l’Afghanistan è il primo produttore mondiale di oppio) e ingressi di armi e persone. A nord c’è il Turkmenistan: una frontiera impegnativa per via di montagne e gole di difficile accesso. Gli agenti di frontiera, disseminati in guarnigioni di 8-10 in fortini isolati operano in condizioni difficili, e hanno bisogno di supporto tecnico, logistico e militare.

Sul sistema statale afgano, quindi anche su quello doganale sebbene in misura controllabile, grava la corruzione, che i nostri finanzieri insegnano ad arginare.



 
 
 
 
 
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1° SETTEMBRE 1941 - 1° SETTEMBRE 2010 : ANNIVERSARIO DELLA COSTITUZIONE DEL 186mO REGGIMENTO
Giovedì, 2 Settembre 2010
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SIENA-Il 1° settembre del 1941 venne fondata la Divisione Paracadutisti* insieme al186° reggimento paracadutisti «Folgore». Un evento che è stato ricordato ieri con una cerimonia a Pian del Lago alla quale hanno partecipato tutti i membri del reggimento e il loro comandante, il colonnello Aldo Zizzo.

Per il 69mo anniversario dalla Fondazione è stato effettuato il della Bandiera di Guerra sull'aereoporto di Ampugnano. Dopo l'atterraggio sono seguiti la cerimonia e il pranzo a Pian del Lago. Fra pochi giorni il 186mo si sarà impegnato nella "MANGUSTA", la classica esercitazione che vedrà il reggimento schierato in tutta la Provincia e che li impegnerà per oltre una settimana.
Il Reggimento ha ,infatti, intensificato le attività addestrative in previsione del futuro impiego in Afganistan previsto per il Marzo 2011.


*: il 1 settembre 1941, riunendo il 1° ed il 2° reggimento paracadutisti (V, VI e VII btg.), I'VIII battaglione guastatori-paracadutisti ed il gruppo artiglieria per divisione paracadutisti, nacque la "Grande Unità". Nel gennaio 1942 il gruppo artiglieria fu ampliato a reggimento su due gruppi. Non tutte le unità furono immediatamente disponibili ed operative, ma lo divennero man mano che procedevano le fasi di addestramento.
Nel marzo successivo si aggiunse un 3° reggimento paracadutisti (IX-X e XI btg.), mentre entro giugno il reggimento artiglieria ricevette un terzo gruppo.
La Divisione paracadutisti, questo era il nome ufficiale della nuova Grande Unità, fu posta al comando dei Generale Francesco Sapienza, sostituito quasi subito dal Generale Enrico Frattini. L'addestramento iniziale fu svolto sino al maggio 1942 in Toscana e nel Lazio, poi vi fu il trasferimento nelle Puglie per le successive fasi addestrative, anche in previsione di un lancio in massa su Malta, nell'ambito dell'operazione convenzionalmente conosciuta con la sigla "C3".


TUTTE LE FOTO OFFERTE DAL COMANDO DEL 186mo




 
 
 
 
 
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L'ULTIMA CALZOLERIA MILITARE E' AL 186mo REGGIMENTO. ORA GESTITA DA UN CIVILE
Giovedì, 2 Settembre 2010
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LA CALZOLERIA MILITARE DEL 186mo DIVENTA CIVILE E POTRA' SERVIRE ANCHE I CONGEDATI E I PARACADUTISTI ANPDI


SIENA- Si chiama Paolo Garrone e ha appena rilevato il servizio di calzoleria che il 186mo Reggimento aveva al proprio interno.

Da questo mese, quindi , potrà lavorare anche per i civili che lo contatteranno, per riparare e risuolare scarponi e stivaletti da lancio di ogni tipo in dotazione alle Forze Armate italiane, zaini, materiali avio oppure per produrre ex novo sacche e contenitori.

Con un servizio di corriere espresso potrà ricevere e spedire da/per ogni parte d'Italia, isole comprese.

Un servizio prezioso che risolve lo spinoso problema di tanti paracadutisti in congedo e dell'ANPDI che non riescono a farsi riparare o risuolare da mani esperte i propri stivaletti, o aggiustare gli zaini.

A breve avrà la posta elettronica, ma nel frattempo contattatelo via telefono:



GARDONE PAOLO
CALZOLERIA MILITARE
presso
186mo REGGIMENTO PARACADUTISTI FOLGORE
Piazza Amendola 24
53100 SIENA

telefono
329 426 8968


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LE STATISTICHE DEL SITO - MESE DI AGOSTO 2010
Giovedì, 2 Settembre 2010
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E QUELLE DELL'AGOSTO 2009


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LA GIORNALISTA DE MEO- INVIATA ANSA- PARLA DELL'ATTACCO DI IERI AL CONVOGLIO ITALIANO
Giovedì, 2 Settembre 2010
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«La strada per arrivare a Kush-I-Kuna – spiega la reporter – è impervia, sterrata, tutta salite e discese. Durante il percorso, il convoglio ha trovato un primo ostacolo: la strada sbarrata. I militari del genio sono scesi a controllare se non ci fossero esplosivi. Accertato che non c'era pericolo, i mezzi si sono rimessi in moto. A una ventina di chilometri dall'avamposto americano alcune pattuglie dell'Ana, l'esercito nazionale afghano, che viaggiavano con il convoglio hanno deciso di fare marcia indietro: non si può escludere che sapessero di una possibile imboscata».
Alle 13,55 ora locale, l'attacco. Poi lo scontro a fuoco, «durato quindici, lunghi minuti. Gli insorti hanno esploso colpi di Ak-47 e i mitraglieri italiani hanno dovuto rispondere. Era la prima volta che questo gruppo di militari italiani si trovava coinvolto in un conflitto. Circa 200 i colpi sparati dai nostri militari, che si sono dimostrati all'altezza della situazione, riuscendo a respingere l'attacco e poi a riprendere il viaggio».
Ci sono volute otto ore e mezza per raggiungere la base americana. All'arrivo, una metà della pattuglia è andata a fare una ricognizione dell'area. Dove oggi è in programma la shura, l'assemblea locale, per la distribuzione dello zafferano. A questa pianta e alla profumata spezia che se ne ricava, toccherà il difficile compito di tentare di sconfiggere l'oppio.


 
 
 
 
 
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ATTACCATO CONVOGLIO ITALIANO
Mercoledì, 1 Settembre 2010
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HERAT - Un convoglio militare italiano è stato attaccato circa due ore fa ( alle 1530 ora italiana) a colpi di mortaio a nord di Herat: nessun ferito e neppure danni ai mezzi. è poi giunto regolarmente all'avamposto americano di Kush-I-Kuna. Il convoglio militare era partito da Herat ed era diretto a Kush-I-Kuna, 116 chilometri a nord, dove é in programma una 'shura', la riunione dei capi villaggio, e la consegna di bulbi di zafferano, come coltura alternativa ai papaveri da oppio. A circa una quindicina di chilometri dall'avamposto dei militari Usa a Kush-I-Kuna, l'attacco. I colpi di mortaio, e forse anche razzi Rpg, hanno impattato su una collina, ma almeno uno è passato "molto vicino" ad uno dei mezzi, l'ultimo del convoglio, come testimonia la giornalista De Meo ( ANSA) che era embedded. I militari italiani hanno risposto al fuoco e poi hanno proseguito la marcia, arrivando regolarmente a Kush-I-Kuna.

 
 
 
 
 
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L'onorevole CROSETTO A KABUL
Mercoledì, 1 Settembre 2010
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AFGHANISTAN: Il Sottosegretario di Stato alla Difesa, Onorevole Crosetto, visita il Quartier Generale di ISAF a Kabul.

Questa mattina il Sottosegretario di Stato alla Difesa, Onorevole Guido Crosetto, ha visitato il Quartier Generale ISAF di Kabul.

L'Onorevole Crosetto, accompagnato dal Comandante del COI (Comando Operativo di vertice Interforze), Generale di Corpo d'Armata Giorgio Cornacchione, è arrivato a Kabul ieri sera per far visita al personale militare italiano in servizio a Kabul, nonche' per svolgere una serie di incontri istituzionali.

Accompagnato dall'Ambasciatore d'Italia in Afghanistan, S.E. Claudio Glaentzer, il Sottosegretario è stato ricevuto dal Generale di Divisione Claudio Mora (Deputy Chief of Staff Stability ISAF, nonchè Italian Senior National Rapresentative in Afghanistan) che ha presentato un punto di situazione sullo stato di avanzamento della missione ISAF, e sui possibili scenari futuri della stessa, con particolare riferimento al Contingente italiano.

Succesivamente, l'Onorevole ha incontrato in due differenti meetings il Ministro degli Interni (On. Bismallah Mohammadi), nonchè il Ministro degli Affari Esteri (On. Zalmay Rassoul).

Durante la permanenza presso il Quartier Generale di ISAF, l'Onorevole Crosetto ha avuto inoltre un incontro con il Generale David Petraeus (Comandante dell'International Security Assistance Force, la forza multinazionale composta dai militari di 47 Paesi) con il quale ha discusso circa il futuro immediato e prossimo della missione ISAF in Afghanistan, ribadendo l'impegno italiano in tal senso.

Parlando ai militari italiani impiegati presso il quartier Generale di ISAF, il Sottosegretario ha ribadito infine il sostegno del Governo nei confronti della missione ISAF, sottolineando l'importanza del lavoro svolto quotidianamente dagli uomini e dalle donne con le stellette nella lotta al terrorismo internazionale, ricordando tutti i militari italiani che hanno perso la vita nell’adempimento del proprio dovere ed esprimendo parole di elogio anche alle famiglie che sopportano il peso della lontananza dei loro cari.




 
 
 
 
 
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IL GENERALE SATTA LASCIA IL VICECOMANDO KFOR
Mercoledì, 1 Settembre 2010
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foto di repertorio


Presso il Comando di KFOR, sito in Film City a Pristina, ha avuto luogo la cerimonia di passaggio di consegne tra il Vice Comandante, Generale di Divisione Antonio Satta, ed il Vice Comandante subentrante, Brigadier Generale Marco Serronha (POR).

Durante l’evento, il Comandante di KFOR, il Generale di Corpo d’Armata Markus Bentler (GER), ha insignito il Gen. D. Satta della medaglia NATO.
Il Gen. D. Satta ha assunto l’incarico l’11 agosto 2009 e durante il suo mandato il Kosovo e KFOR hanno vissuto profonde trasformazioni. In particolare, la NATO ha disposto per KFOR l’adeguamento della struttura di Comando e Controllo e il ridimensionamento delle forze di manovra, pur mantenendo gli stessi impegni operativi.

L’Alto Ufficiale, già comandante della Brigata Paracadutisti Folgore, ha una lunga esperienza in missioni di supporto alla pace che va dagli scenari del Medio Oriente a quelli dell’Africa, dell’Iraq e dell’ Afghanistan, oltre ad aver già partecipato alla missione KFOR nel 1999/2000 in qualità di Comandante di Reggimento responsabile dell’area di Pec.




 
 
 
 
 
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NOTIZIE DAL CONTINGENTE ITALIANO IN AFGANISTAN: NUOVA TASK FORCE ITALIANA PER LA COPERTURA DELL'AREA DI COMPETENZA
Mercoledì, 1 Settembre 2010
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HERAT- Il Regional Command West ( ovvero il comando NATO a guida Italiana) responsabile per la regione ovest dell'Afghanistan, dispone da oggi una nuova unita' di manovra destinata a operare nei distretti di Gulistan, Bakwa e Por Chaman, nel settore sud-orientale dell'area di responsabilita' del comando.


L'unita', denominata Task Force South-East, e' basata sul contributo del 7° reggimento Alpini della brigata Julia e ha completato nei giorni scorsi lo schieramento nelle basi operative avanzate di Gulistan - dove risiede il comando - e Bakwa.

Lo schieramento della Task Force rientra nella riconfigurazione delle forze ISAF nella regione, cha ha visto in un primo momento la costituzione del Regional Command South-West a guida USA e successivamente il passaggio di responsabilita' dei tre distretti di Gulistan, Bakwa e Por Chaman - appartenenti amministrativamente alla regione ovest e precedentemente presidiati da truppe statunitensi e georgiane - al comando di Herat.


 
 
 
 
 
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AFGANISTAN: IL DURO LAVORO GIORNALIERO DEI NOSTRI RAGAZZI
Mercoledì, 1 Settembre 2010
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Cronaca proveniente da un giornalista embedded che scrive per l'ANSA

ADRASKAN (AFGHANISTAN), 1 SET - Massi posti lungo la strada per sbarrare il passaggio: un possibile avvertimento, meglio cambiare percorso. La missione ricognitiva dei seggi elettorali della Task Force Center inizia con un problema di percorso che costringe a modificare i piani iniziali.

Una strada sbarrata può avere una duplice valenza, una mano tesa da parte degli afghani e la messa in allerta per la possibile presenza di Ied (Improvised Explosive Devise. Ordigni esplosivi rudimentali) oppure un invito ad andare via. Il conto alla rovescia per le elezioni per mandare a Kabul i nuovi membri del parlamento afghano è iniziato, e così anche il rischio di un incremento degli attentati. La Task Force Center composta dall'82mo Reggimento di Barletta e il 3 Alpini di Pinerolo di stanza a Shindand ha iniziato le attività di ricognizione dei seggi elettorali. Molti si trovano in zone remote, come quello del distretto di Adraskan, ad una quarantina di km da Shindand. Un percorso accidentato, una strada sterrata di montagna, salite e discese ripidissime, sassi che rotolano e i mezzi blindati che fanno fatica a percorrerla.

Quasi come salire sul Gran Canyon. Dopo questo continuo sali e scendi, una pattuglia composta da due Freccia, i nuovi veicoli blindati medi acquisiti di recente dalle Forze Armate italiane e quattro Lince, per un totale di 28 uomini, arriva a destinazione per raccogliere informazioni sui seggi elettorali. La prima scuola individuata è circondata da montagne rossicce, in lontananza si intravedono le tipiche case in fango e paglia. La struttura che il prossimo 18 settembre sarà utilizzata per votare per il rinnovo del parlamento afghano apparentemente fa invidia ad un seggio elettorale di un paese occidentale. La scuola è nuova, ben tenuta all'esterno, un po' malandata all'interno. Alle pareti è appesa la foto di un solo candidato mentre sul muro di cinta campeggia una scritta, "Viva Karzai". I soldati italiani vengono subito avvicinati dall'anziano del villaggio e circondati da decine di bambini.

Il signore, che poi tanto anziano non è perché ha solo 35 anni pur dimostrandone oltre 50, apre la scuola e fa entrare i militari. "A questo seggio - dice con l'aiuto di un interprete - fanno capo dodici villaggi con 2000 famiglie per un totale di 4000 votanti". Spiega anche che il villaggio più vicino dista cinque km mentre quello più distante 30. Considerato il percorso impervio per arrivarci, è fondato il timore che gli elettori dei villaggi più lontani difficilmente si recheranno a votare. Tuttavia l'anziano rassicura e dice che i candidati per il giorno delle elezioni noleggeranno dei mezzi per accompagnare la gente ai seggi. Dice anche che l'anno scorso, quando ci sono state le elezioni presidenziali, i talebani hanno bruciato le schede elettorali. Prevede, invece, che quest'anno, almeno nell'area circostante, non ci dovrebbero essere minacce. La presenza di insorti potrebbe farsi sentire altrove.

"Ad una cinquantina di km da qui - dice - si sono visti strani movimenti". E questa è la zona, a sud della provincia di Herat dove qualche giorno prima una delle candidate, Fawzia Gilani, ha ricevuto una telefonata minatoria con la quale si annunciava il sequestro di dieci membri del suo staff. Prima di andare via, i militari italiani distribuiscono ai bambini libri, quaderni, matite e acqua. Si va verso il secondo seggio elettorale ma dopo poche centinaia di metri, la pattuglia è costretta a fermarsi e a cambiare rotta. La strada è stata sbarrata da massi. Scatta l'allerta perché potrebbe trattarsi di un'imboscata. La carovana arretra e cerca un percorso alternativo. "Poteva essere rischioso passare con la strada sbarrata dalle pietre - spiega all'Ansa il tenente Cosimo Perrini, 27 anni, di Mola di Bari, dell'82mo Reggimento di Barletta -. Questo segno può essere un avvertimento con una duplice valenza: che la popolazione vuole metterci in guardia sulla possibile presenza di Ied, oppure vuole farci capire che non gradisce la nostra presenza. Tuttavia è la prima volta che troviamo una strada sbarrata in questo modo". L'attività di ricognizione diventa più lunga del previsto a causa di questo incidente di percorso. Si passa per una seconda scuola, ma è chiusa e alla fine si rivelerà non essere un seggio elettorale bensi una scuola islamica. Il seggio vero e proprio è invece poco distante. Quest'ultima scuola non ha traccia di volantini elettorali. Anche in questo caso i soldati vengono accolti dall'anziano e dalla solita carovana di bambini. Anche a questo seggio fanno capo 4000 elettori ma distribuiti su solo quattro villaggi, il più distante è lontano solo tre km. Il che vuol dire che le condizioni di voto dovrebbero essere più favorevoli. "Ci stiamo preparando alle elezioni con incontri di pianificazione con i capi villaggio, polizia e esercito afghani - ha spiegato il colonnello Giulio Lucia, genovese, 45 anni -. Ci confrontiamo con loro e raccogliamo informazioni che metteremo assieme per elaborare un piano organico per tra Adraskan e Shindand soo abbastanza buone, ci sono stati solo un paio di episodi violenti. Al momento i rappresentanti del governo locale non son preoccupati, le condizioni generali della sicurezza stanno aumentando".

 
 
 
 
 
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USA- ESERCITO FUORI FORMA E OBESO? VIA MARCE E GINNASTICA TROPPO AFFATICANTE
Mercoledì, 1 Settembre 2010
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PARMA- Per preparare i futuri soldati americani, il Pentagono ha deciso di lavorare meno sui muscoli e più sullo yoga.

E' quanto prevede il nuovo programma di addestramento fisico dell'esercito usa destinato alle 145mila reclute di quest'anno.

Ufficialmente le autorità dicono che così si eviteranno incidenti fisici, migliorando anche le capacità psicologiche di chi andrà a combattere in campi di battaglia difficili come quello dell'Afghanistan.

Ma il vero scopo di queste nuove regole è superare due grossi problemi, legati tra loro, che affliggono le forze armate americane: le poche domande per fare il soldato e la presenza di tanti ragazzi sovrappeso.


"Abbiamo verificato che i giovani che vogliono arruolarsi non sono più in forma come lo erano i loro genitori alla loro età", osserva sconsolato il Generale Mark Hertling, supervisore dei programmi di addestramento dell'esercito.

"Stiamo parlando di un problema che non è solo delle Forze Armate - spiega il Generale - ma che riguarda l'intera nazione". L'obesità è infatti la prima ragione per cui tanti ragazzi vengono scartati alle selezione per diventare militari. Una preoccupazione che ha spinto un gruppo di alti ufficiali in pensione a scrivere un rapporto dal titolo esplicito:
TROPPO CICCIONI PER COMBATTERE

"Too fat to fight", ovvero 'troppo ciccioni per combattere''. Accanto al problema dell'eccessivo peso, gli esperti, hanno riscontrato che le reclute degli ultimi anni, hanno molta meno capacità di fare esercizio fisico rispetto al passato.

Troppi videogames e cibo spazzatura, assieme alla riduzione delle ore di ginnastica nelle scuole superiori, hanno creato una generazione meno forte e meno resistente alla fatica.

Insomma, se vuole mantenere gli stessi livelli di reclutamento, l'esercito è costretto ad abbassare gli standard richiesti e alleggerire il programma di formazione. Basti pensare che nel 2003 in uno dei centri d'addestramento ci sono state solo 3 fratture del bacino, mentre l'anno scorso si sono registrati ben 39 incidenti di questo tipo. Secondo il generale Hertling, tutto parte da una dieta sbagliata.

Questi ragazzi, come tantissimi loro coetanei, s'ingozzano di bevande gassose e patatine. Si nutrono di grassi e zuccheri, ma poche proteine e pochissimo calcio e ferro. Un'alimentazione totalmente sbagliata che fa sì che le loro ossa siano sempre più fragili. Con le nuove regole si cerca di risolvere questo problema mettendo al bando fritture e merendine, e introducendo una dieta piena di frutta e verdura fresca. Poi, sedute di stretching, allungamento e rilassamento muscolare, esercizi per la schiena e per l'addome, tutte tecniche che rendono agili, più che potenti. E al posto di lunghe corse di resistenza e marce forzate, scatti brevi e corsette leggere. Infine yoga e pilates, per armonizzare tutto il corpo e aumentare l'autocontrollo e la resistenza psicologica alle difficoltà ambientali


 
 
 
 
 
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NOTIZIE UNIFIL
Mercoledì, 1 Settembre 2010
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BEIRUT- Il contrammiraglio Paolo Sandalli della Marina militare italiana ha lasciato ieri, con una cerimonia nel porto di Beirut, il comando della Task force 448, la Forza marittima internazionale di Unifil (United nations interim force in Lebanon). Per 9 mesi alla guida del comando italiano, la Forza marittima internazionale, composta dalle unità navali delle marine militari di Germania, Grecia, Bangladesh, Italia e Turchia "si è impegnata a garantire - si legge in una nota della Difesa - in accordo con le Risoluzioni 1701 e 1773 delle Nazioni Unite, la stabilità e la sicurezza delle vie di comunicazione marittime della regione medio orientale, attraverso la condotta di operazioni per la sicurezza marittima e attività di ricerca e soccorso in favore di alcuni mercantili in difficoltà". La Marina militare italiana continuerà ad essere presente nell'area con la nave Comandante Borsini per garantire il supporto operativo e addestrativo alla Forza marittima internazionale e alla Marina libanese.


INTENSA ATTIVITA' DI SALVATAGGIO

Le unità della Forza marittima internazionale (Mtf) della missione Onu in Libano (Unifil), da dicembre ad oggi al comando del contrammiraglio Paolo Sandalli, oltre alla normale attività di pattugliamento delle coste libanesi hanno potuto portare in salvo 46 persone e recuperare 26 corpi senza vita dispersi in mare. Il contrammiraglio Sandalli, che ha lasciato il comando della Mtf (ora passato temporaneamente al comandante in capo dell'Unifil, il generale spagnolo Alberto Asarta), ha ricordato che le unità navali da lui comandate negli ultimi nove mesi sono intervenute con successo in tre diverse operazioni di soccorso, ovvero due naufragi e un incidente aereo. "In tutto, abbiamo portato in salvo 46 persone e recuperato 26 corpi dispersi", ha detto Sandalli, che stamani ha incontrato i giornalisti nel porto di Beirut al termine della sua missione. La Mtf, attualmente composta da unità navali delle marine militari di Germania, Grecia, Bangladesh, Italia e Turchia, è impegnata a garantire, in accordo con le risoluzioni Onu 1701 e 1773, "la stabilità e sicurezza delle vie di comunicazione marittime della regione medio orientale, attraverso la condotta di operazioni per la sicurezza marittima e attività di ricerca e soccorso in favore di alcuni mercantili in difficoltà". Un'attività che ha soprattutto lo scopo di "assistere le forze navali libanesi a prevenire il contrabbando di armi o materiale militare non autorizzato in Libano". Sin dall'inizio dell'operazione, nel 2006, la Mtf ha controllato 32.820 imbarcazioni, 750 delle quali sono poi state ispezionate dalla
marina libanese

 
 
 
 
 
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NOTIZIE DALL'AFGANISTAN
Mercoledì, 1 Settembre 2010
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I CANADESI SI LAMENTANO PER IL CIBO SCARSO

I soldati canadesi che combattono in prima linea in Afghanistan non avrebbero cibo a sufficienza, tanto che i parenti si stanno affrettando a inviare più pacchi di vettovaglie possibile via nave. Lo rivela il quotidiano Ottawa Citizen, che avrebbe ricevuto le lamentele delle famiglie. Le Forze Armate canadesi hanno assicurato che, pattugliamenti e operazioni permettendo, vengono assicurati alle truppe due pasti al giorno, ma i soldati sostengono che i pasti si basano sui pacchi di cibo che avrebbero a disposizione privatamente e non vengono assicurati dall'esercito.

I soldati canadesi hanno scoperto che i soldati Usa hanno a disposizione tre pasti al giorno e ricevono cibo fresco via nave ogni cinque giorni. Le condizioni variano a seconda di dove i soldati canadesi sono di stanza, in Afghanistan. La base aerea di Kandahar è come una piccola città, con ristoranti, bar, di cui uno della catena canadese Tim Hortons. Ma i soldati che si trovano negli avamposti sostengono di avere avuto seri problemi in passato nel ricevere approvvigionamenti.

 
 
 
 
 
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PARACADUTISTI DEL 186mo RICORDANO I LORO CADUTI SUL MONTE BIANCO
Mercoledì, 1 Settembre 2010
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SIENA- alle 15 di giovedì 26 agosto dodici paracadutisti del 186° Reggimento paracadutisti «Folgore» di Siena hanno portato a termine l'ascesa alla vetta del Monte Bianco, la cima più alta d'Europa a ricordo di tutti i caduti nelle missioni internazionali. Lo hanno fatto mettendosi in licenza e con il supporto della Fondazione Monte Paschi.


In occasione del primo anniversario dell'attacco del 17 settembre 2009 a Kabul dove persero la vita quattro paracadutisti del Reggimento, capitano Antonio Fortunato, caporal maggiore Scelto Matteo Mureddu, caporal maggiore scelto Giandomenico Pistonami, caporal maggiore scelto Davide Ricciuto, il comando del Reggimento, in collaborazione con La Fondazione Monte dei Paschi di Siena, ha deciso di organizzare una spedizione sulla cima più alta d'Europa a ricordo di tutti i caduti nelle missioni internazionali.

Partiti da Courmayer alle prime luci dell'alba i paracadutisti in poco più di otto ore hanno raggiunto la vetta portando con loro una bandiera del 186° Reggimento.

Lassù sopra le nuvole, ad oltre quattromila metri, in un riverente silenzio, hanno rivolto il pensiero a chi in questi anni ha sacrificato la vita in nome e per conto del Popolo Italiano.

Successivamente il ricordo è andato agli amici e colleghi caduti in Afghanistan ed al capitano Fabio Taranta deceduto a seguito di un aviolancio il 3 settembre sempre dello scorso anno. Trascorsa la notte in un rifugio a tremila metri i militari sono rientrati a Siena consegnando alla bandiera del Reggimento anche questa medaglia. Niente di materiale, ma con un valore morale inestimabile.





 
 
 
 
 
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RASSEGNA STAMPA: ANCORA L'AVIOSUPERICE DI TERNI SOTTO I RIFLETTORI
Mercoledì, 1 Settembre 2010
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LA NAZIONE DI TERNI del 1 Settembre 2010

Tragedia sfiorata domenica all'aviosuperficie di Maratta

di ANDREA FABBRI TERNI

MANCATA collisione aerea, domenica scorsa, sul cielo dell'aviosuperficie di Terni tra un aereo in transito e un gruppo di paracadutisti in discesa. Quello che si temeva e che più di un mese fa, pochi giorni dopo l'incidente mortale occorso a Pietro Taricone (nella foto quei tragici momenti), era stato oggetto di un esposto a firma degli istruttori di volo dei due aeroclub di Terni si stava per verificare intorno a mezzogiorno del 29 agosto.

Tragedia sfiorata soltanto per caso. Un piccolo aereo da turismo viaggiava a vista a una quota e lungo una rotta che prevedevano l'attraversamento del campo-cielo dell'aviosuperficie Leonardi quando proprio in prossimità della verticale della pista di Maratta il velivolo si è trovato nel bel mezzo di una discesa di paracadutisti senza la possibilità di compiere particolari manovre per portarsi fuori dalla zona di conflitto.

All'episodio hanno assistito anche alcune persone in quel momento presenti a bordo pista. Per fortuna non ci sono state conseguenze, ma il rischio è stato altissimo e ancora una volta porta alla ribalta la questione della presenza di attività avio-lancistiche in una zona di Terni diversa da quella formalmente autorizzata e pubblicata sull'Aeronautical Information Pubblication (in sigla Aip).

Sull'Aip, che in pratica è la «Bibbia» di ciascun aviatore, lo spazio aereo sopra all'aviosuperficie Leonardi è al momento libero da zone riservate, regolamentate o delimitate, perché l'area destinata ad attività aviolancistiche è spostata più verso Est e «copre» un'area circolare dal diametro di 4 miglia nautiche che vanno, più o meno, dalle acciaierie di viale Brin al convento delle suore Clarisse di Colleroletta.

Chi decolla da un qualsiasi punto in Italia per un volo a vista e, dopo aver consultato l'Aip, traccia una rotta che prevede l'attraversamento del cielo ternano sopra Maratta, in teoria è sicuro di non essere di ostacolo a nessuno e, al contempo, di non trovare ostacoli egli stesso. E invece la pratica può essere diversa, come accaduto domenica scorsa. In un volo a vista e nella conduzione del proprio velivolo, il pilota, che non è obbligato alla chiamata radio passando sopra la pista di Maratta, non riesce a vedere se sopra di lui c'è un altro aereo che sta sganciando paracadutisti. E' per questo che esistono i Notam, ovvero gli «avvisi ai naviganti dell'aria» pubblicati sull'Aip. Dell'episodio di domenica scorsa è stato ufficialmente informato l'Enac che sta acquisendo informazioni in merito.


 
 
 
 
 
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PETRAEUS ALLUNGA I TEMPI DI PERMANENZA USA IN AFGANISTAN
Mercoledì, 1 Settembre 2010
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KABUL- Il Generale Petraeus lo ripete da vari giorni: non sarà possibile abbandonare l'afganistan entro il 2011, come auspicato da Obama. Secondo Lui, e non solo, il consolidamento della sicurezza nelle zone più importanti richiederà secondo i comandi militari ancora molti mesi e solo nella primavera prossima è prevista la possibilità di lanciare offensive decisive contro le roccaforti talebane. Petraeus -quindi- insiste sulla necessità di non impostare l'inizio del ritiro delle truppe dall'estate 2011,perchè sarà proprio il periodo quando il ritmo delle operazioni richiederà il massimo sforzo possibile sul campo di battaglia.

Rammentiamo che l'estate prossima sarà la Folgore a prendere il comando dell'area OVEST.-


La offensiva anglo-americana condotta in marzo contro il fortino talebano di Marjah (Helmand) ha dimostrato che un'area anche estesa può essere occupata rapidamente ma occorre poi presidiarla a lungo e con forze in numero sufficiente per "bonificarla" dalla presenza talebana, mantenerne il controllo e facilitarne l'insediamento dell'autorità.
Innegabile che le tensioni e il crescente clima di sfiducia intorno alla strategia adottata da Obama, contribuisca a rallentare le operazioni e le decisioni . I comandanti -Petraeus in testa- lamentano una programmazione militare troppo a breve termine da parte della Casa Bianca. Nel frattempo Hamid Karzai ha chiesto una revisione dei piani per attaccare gli insorti nei loro campi in territorio pakistano invece che nei villaggi afghani per evitare di uccidere civili.


Dice Petraeus: "Il numero dei loro attacchi è aumentato per il semplice motivo che abbiamo aumentato le nostre risorse e che riusciamo a conquistare santuari che in questi ultimi anni avevano creato". "E quando i santuari del nemico sono minacciati è chiaro che c'é da attendersi una risposta, non è la prima volta nel corso di quest'anno che dico che la situazione sarebbe stata più difficile per le forze internazionali, prima di diventare più facile", ha aggiunto il generale.

Con le cinque vittime di ieri sale a 485 il numero dei militari della coalizione che nel 2010 hanno perso la vita in Afghanistan. Di questi 320 sono americani. Come già aveva sottolineato la scorsa settimana, Petraeus ha ribadito che in alcune aree del paese la presenza dei talebani resta massiccia e in certi casi si sta addirittura espandendo ma che in altre zone le forze internazionali stanno guadagnando terreno. "E' chiaro che i talebani stanno cercando di resistere e di rispondere agli attacchi ma hanno già perso molti loro leader", ha affermato.

A proposito del cosiddetto 'surge', Petraeus ha annunciato che "entro un paio di giorni" gli ultimi rinforzi arriveranno dagli Usa in Afghanistan e che il totale delle forze occidentali del paese asiatico raggiungerà le 150 mila unità. Il generale Petraeus ha poi cercato di rassicurare alleati e afghani sull'inizio del ritiro americano prospettato per il luglio del prossimo anno dal presidente Obama e da più parti criticato. "Le direttive in fase di elaborazione ci dicono che si tratterà di un processo, non di un singolo evento, ci sarà uno sfoltimento nei ranghi delle forze Nato ma non certo un disimpegno repentino", ha assicurat

 
 
 
 
 
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LIVORNO: GRANDE PARCHEGGIO PER LA CITTA' REALIZZATO GRAZIE ALLA FOLGORE
Mercoledì, 1 Settembre 2010
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LIVORNO. il 3 settembre aprirà un nuovo parcheggio gratuito in via L.A. Muratori, accanto alla Caserma Vannucci. L'opera è stata realizzata con il fondamentale contributo della Folgore, i cui rapporti con la municipalità sono tenuti dal comandante della Caserma, il colonnello Maurizio Mazza.

I paracadutisti hanno messo a disposizione dieci mezzi operativi e venti persone specializzate.

L’area, di circa 3.600 metri quadrati, è stata completamente riqualificata con un costo, per il materiale impiegato nella sistemazione, di 22mila euro. Dalla zona sono stati eliminati rifiuti, arbusti, tolte le molte buche presenti, che rendevano l’area dismessa, e questo ha permesso anche di liberarla da frequentazioni poco raccomandabili che erano state segnalate più volte dai residenti della zona.

Un lavoro che è partito il 2 agosto e che terminerà venerdì con l’inaugurazione e l’apertura del parcheggio ai residenti del quartiere e ai dipendenti della caserma.


 
 
 
 
 
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L'ONOREVOLE GIANFRANCO PAGLIA INVITA I PARACADUTISTI A MIRABELLO DI FERRARA
Martedì, 31 Agosto 2010
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PARMA- Un Paracadutista che è il simbolo dello spirito di servizio fino al sacrificio è Gianfranco Paglia, che in Parlamento si è trovato coinvolto suo malgrado nella vicenda FINI-PDL. Lo abbiamo contattato più volte in questi giorni di turbolenza politica, per conoscere la sua posizione e ogni volta ci ha dato la stessa versione.

Eletto deputato di Alleanza Nazionale , ha deciso di rimanere nel gruppo di Fini, Futuro e Libertà, motivando la scelta con il proprio senso dell'onore, che gli impedisce di abbandonare chi lo ha voluto in Parlamento.

Si è anche impegnato a vigilare affinchè il nuovo gruppo parlamentare rimanga fedele agli impegni con gli elettori e al Governo, impedendo una crisi politica che porterebbe solo danni al Paese.


A questo scopo , l' onorevole Paglia lancia un invito ai Paracadutisti:

andare a Mirabello ( Ferrara) il 5 Settembre , alla Festa del suo partito, alle ore 18, per incontrarlo e sentire sia dalla sua voce che da quella di Fini le motivazioni delle scelte e ascoltare dall'onorevole FINI direttamente la versione sugli "scandali" di questi giorni,



Ecco la Sua posizione, che ci ha riassunto durante un lungo colloquio telefonico:


ROMA, 20 AGO - "Dispiace vedere il mio nome che esce negli elenchi di chi pensa possa essere manipolato e convinto a cambiare carro, scegliendo di salire su quello che si spaccia per vincitore". "Io penso di aver fatto una scelta leale e doverosa, che è quella di seguire Gianfranco Fini anche perchè mi è sempre stato detto, anche di recente, che saremmo rimasti fedeli al governo e al programma elettorale. E' ovvio che rammarica vedere che c'è tra i finiani chi si dice pronto ad allearsi con chicchessia, anche con la sinistra. A mio giudizio questo sarebbe un grave errore".

"A differenza di altri preferisco conservare il mio onore piuttosto che il mio posto - aggiunge Paglia-. Per quanto mi riguarda non sono attaccato alla poltrona, anche perchè quella che ho me la porto da casa e nessuno potrá mai togliermela".

"Mi dispiace perciò che nel Pdl ci siano persone che cercano di contattarci per farci tornare indietro e dividerci da Fini - conclude - buttando benzina sul fuoco. In questi ultimi mesi si è parlato di tutto meno che di politica. La gente non capisce. E aggiungo che elezioni a breve sarebbero la rovina del Paese, al cui solo bene noi dovremmo pensare"


 
 
 
 
 
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NOVITA' IN LIBRERIA
Martedì, 31 Agosto 2010
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IN LIBRERIA DALL' 11 SETTEMBRE 2010
UN AVVINCENTE LIBRO
SUI MILITARI IN MISSIONE


PARMA- E' in arrivo il secondo libro di Andrea Marrone (clicca per visitare il suo sito web) "Kaffir" un romanzo dedicato al nostro impegno militare in Afghanistan. Data del lancio del libro: 11 Settembre 2010, Caserma Vannucci di Livorno.







 
 
 
 
 
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NOTIZIE DAL FRIULI
Martedì, 31 Agosto 2010
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DEDICATA AI GENIERI DI JULIA E FOLGORE UNA STRADA DI MONTAGNA DA LORO RISTRUTTURATA NEGLI ANNI 60


Resia (UDINE), inaugurata la strada
Stolvizza-Coritis

'La strada è stata dedicata ai genieri della Folgore e della Julia che cinquant'anni anni prima l'avevano costruita trasformandola da mulattiera a via carrozzabile.

Giornata di festa oggi a Stolvizza di Resia per le cerimonie di inaugurazione della strada Stolvizza-Coritis e per il cinquantesimo anniversario di fondazione del Gruppo alpini Sella Buia, alle quali ha partecipato l'assessore regionale alle Infrastrutture di Trasporto e Protezione civile Riccardo Riccardi.

L'evento, organizzato dai ''Veci'' della Compagnia Guastatori della Julia in collaborazione con il Comune, ha preso avvio con la sfilata per le vie del paese con la filarmonica di Vergnacco, l'alzabandiera e lo scoprimento della targa ricordo a cinquant'anni dalla realizzazione della strada Stolvizza-Coritis da parte del Genio Pionieri della Julia.

''La strada è stata dedicata ai genieri della Folgore e della Julia che cinquant'anni anni prima l'avevano costruita trasformandola da mulattiera a via carrozzabile: al valore militare oggi, dunque, si sostituisce - ha sottolineato Riccardi - la funzione di collegamento turistico che porta fino ai piedi del monte Canin''. Numerosi gli intervenuti alla cerimonia, accompagnata dal gruppo folkloristico ''Val Resia'' e dal coro ''Monte Canin'': in particolare, i gruppi dell'Associazione Nazionale Alpini, con il presidente provinciale Dante Soravito de Franceschi, il sindaco di Resia Sergio Chinese e il consigliere regionale Franco Baritussio.


 
 
 
 
 
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PARACADUTISMO: TRADIZIONE FAMILIARE AL FEMMINILE
Martedì, 31 Agosto 2010
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Madre e Figlia in volo: a destra Vanna Bazzi ( moglie di Luca Fontanella) con la figlia Laura, a Molinella (Bo) il giorno dei campionati italiani di RW4 che si sono conclusi Domenica 29 Agosto.Facevano parte della stessa squadra, piazzatasi seconda tra gli esordienti.



PARACADUTISMO: MADRE E FIGLIA SUL PODIO

PARMA- Si sono tenuti lo scorso fine settimana a Molinella i Campionati italiani di varie specialità del paracadutismo e tra queste anche il relativo a 4 ( RW4).

Le gare hanno visto la presenza di molte squadre, molti spettatori e una buona risonanza sulla stampa locale e nel mondo dei paracadutisti sportivi.

Una notizia, però, è passata quasi in sordina: secondi classificati tra gli esordienti c'erano i "BLACKOUT" ,squadra dello SKYTEAM di Cremona dove gareggia Laura Fontanella, 20 anni. La video-woman della squadra è stata la madre Vanna Bazzi, molto conosciuta nell'ambiente per essere tra i fondatori dello Sky Team e istruttrice di paracadutismo con tutte le qualifiche presso la aviosuperfice di Cremona. Vanna è moglie di Luca Fontanella, altro noto istruttore di paracadutismo, ora anche pilota di aereo, che ha co-fondato lo SKYTEAM.

Se Laura ha poco più di 300 lanci, la madre supera di molto i 4000, mentre il papà, congedato della Folgore, ha ampiamente varcato il "muro" degli ottomila.

Una famiglia con la vocazione del paracadutismo, quindi, a cui non si è sottratta la primogenita Laura.

sotto:
la foto scattata da Alfio Pellegrin il giorno del loro matrimonio e quella dei primi lanci di Laura, assistita dai genitori, entrambi istruttori di AFF


 
 
 
 
 
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BELLUNO: BOSSI PARLA DI PARACADUTISMO
Martedì, 31 Agosto 2010
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IL GAZZETTINO DI BELLUNO del 31 Agosto 2010

Mondiali di Paracadutismo: il Senatùr li vuole in Italia e non non Arabia

I bellunesi si contendono con gli Emirati i mondiali di paracadutismo 2012 ma per Umberto Bossi le gare si devono svolgere in suolo padano, non devono andare agli arabi.

Tra federalismo e seconda casa in Cadore domenica sera alla Buona Tavola 2, proprio accanto all'aeroporto di Belluno, dove dovrebbero svolgersi i campionati, il Senatur si è schierato anche sulle competizioni di paracadutismo in assegnazione nelle prossime settimane.

Le Dolomiti si giocano tutto contro gli Emirati Arabi e Bossi ha dato il suo appoggio alla candidatura di Belluno, assicurando che farà il possibile a Roma per intessere una rete di contatti utile perché tutto vada nel verso giusto per avere i campionati in provincia. (

 
 
 
 
 
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RASSEGNA STAMPA
Martedì, 31 Agosto 2010
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IL GIORNALE DI SEREGNO del 31 AGOSTO 2010

Cesano Maderno - Un omaggio a tutti i caduti cesanesi della seconda guerra mondiale. A simboleggiarli, il nome e la lapide di Nello Mussi , sepolto a El Alamein. Giovedì della scorsa settimana, durante una vacanza in compagnia del marito e di un gruppo di amici, il sindaco Marina Romanò ha incluso tra le tappe del suo viaggio anche i sacrari militari che sorgono nel mezzo del deserto egiziano, in corrispondenza della località che è stata teatro di due battaglie nel secondo conflitto mondiale. Accanto al memoriale tedesco e a quello del Commonwealth, anche il luogo che accoglie i corpi degli italiani. «Prima della mia partenza - ha raccontato la prima cittadina - avevo avuto dei contatti con la mamma di questo giovane caduto originario della nostra città , che mi aveva avvisato della presenza dei resti del figlio nel sacrario di El Alamein». Il sindaco, facendo visita al sacrario tricolore, è andata dunque alla ricerca del luogo esatto in cui riposa il giovane soldato cesanese, soffermandosi in prossimità della lapide che porta il suo nome: «Ho approfittato di questa occasione - ha proseguito Marina Romanò - per rendere omaggio tramite una dedica a tutti i cittadini di Cesano che hanno perso la vita nel corso dell'ultimo conflitto mondiale».


 
 
 
 
 
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NOTIZIE DALL'AFGANISTAN
Martedì, 31 Agosto 2010
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KABUL - Sette soldati americani sono stati uccisi per l´esplosione di mine artigianali, probabilmente piazzate dai Taliban, in due diverse aree del sud dell´Afghanistan, facendo salire così a 14 i militari della Nato uccisi in 3 giorni (478 è invece il numero delle vittime straniere uccise dall´inizio dell´anno). Sempre ieri due cooperanti della Croce Rossa, un afgano e uno straniero, sono stati liberati dopo un sequestro durato sei giorni nella provincia di Herat. Sarebbe stato pagato un riscatto di 30 mila dollari.

 
 
 
 
 
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AGGIORNAMENTO TECNICO DI DIFESA PERSONALE MILITARE ALL' 8° GUASTATORI PARACADUTISTI DI LEGNAGO
Lunedì, 30 Agosto 2010
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PARMA- Il 24 e 25 agosto, presso l’8° Reggimento Genio Guastatori Paracadutisti di Legnago (Vr), si è svolto un aggiornamento tecnico e formativo del personale inserito nell’ “Operazione Strade Sicure”, nella città di Verona.
Nello staff tecnico c'erano i neo-istruttori di "MAM" ( metodo autodifesa militare): il primo caporalmaggiore par. Alessio LONI e il caporale par. Daniele GARRITANO, entrambi del 187° reggimento.


ATTIVITA' DI AGGIORNAMENTO DEI TECNICI MAM

Gli istruttori “MAM” C.le Magg. Capo par. Daniele PILAGATTI e C.le Magg. Capo par. Antonio CITI hanno partecipato al “4° Seminario Scientifico Internazionale Alta Formazione Karate”, tenuto dal Direttore Tenico della Nazionale Fijlkam prof. Pierluigi ASCHIERI, dal 23 al 27 agosto a Grado(GO).
Tra le materie di studio c'erano anche argomenti legati alle neuroscienze, analizzati e approfonditi dal professore, che hanno fortemente arricchito il contenuto tecnico professionale del corso.
Un prezioso bagaglio didattico che gli istruttori del 187° reggimento trasformeranno in utili nozioni da riversare nell’ambito del “Metodo Autodifesa Militare”.










 
 
 
 
 
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NOTIZIE DA AFGANISTAN
Lunedì, 30 Agosto 2010
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OPERAZIONE DELLE FORZE ARMATE ITALIANE

Si è conclusa con successo al termine di sei giorni di attività nel distretto di Chest-e-Sharif, a 140 chilometri da Herat, una nuova operazione di "Districts Stability" condotta in partnership con le forze di sicurezza afgane.

Facevano parte delle foze in campo anche il Provincial Reconstruction Team e la Task-Force Centre, con le unità costituite rispettivamente dal 1° reggimento artiglieria da montagna e dal 3° reggimento alpini della brigata Taurinense, cui si è aggiunto un team del 28° reggimento Comunicazioni Operative di Pesaro.


L'operazione - svolta con oltre 20 veicoli blindati Lince - si è articolata in una serie di ricognizioni e incontri con i leader locali del distretto, per verificare tra l'altro lo stato di diversi seggi elettorali in vista delle votazioni di settembre. Gli Alpini della 34ma compagnia della Task Force Centre si sono recati insieme alla polizia afgana fino alla diga di Salma, una delle principali dell'intero paese, dove hanno verificato le condizioni di sicurezza dell'area. Momento culminante dell'operazione - mirata a estendere il raggio d'azione delle istituzioni di Herat nei distretti remoti della provincia nei quali la presenza governativa è limitata - è stata la convocazione di una shura (assemblea) a cui hanno partecipato oltre 250 persone tra esponenti governativi, anziani dei villaggi e mullah. Alla shura ha partecipato anche il generale Claudio Berto, comandante del Regional Command West, il quale ha presentato il progetto di riparazione della strada che collega Herat e Chest - e - Sharif, un'opera da 100.000 Euro che sarà finanziata dal Ministero della Difesa. Il progetto consentirà tra l'altro lo sviluppo del commercio del marmo bianco delle cave di Chest - e - Sharif, per il quale esiste l'interessamento di ditte italiane del settore. Il Provincial Reconstruction Team ha poi annunciato la costruzione di 1 pozzo della profondità di oltre 100 metri, e ha donato beni per un valore di 36.000 Euro.

 
 
 
 
 
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EL ALAMEIN PROJECT : PRONTE LE MISSIONI DI SETTEMBRE E OTTOBRE
Lunedì, 30 Agosto 2010
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PARMA- Sono già pronte le prossime missioni - quarta e quinta del 2010- del PROGETTO EL ALAMEIN, che si svolgeranno dal 23 al 26 Settembre e dal 21 al 24 Ottobre.
La prima-composta di 15 unità- sarà condotta dal capogruppo ANPDI Francesco Crippa e dal coordinatore scientifico del SIGGMI, il geologo Lamberto Fabbrucci. Lavoreranno nell'area di quota 105 e Munassib, completando il lavoro iniziato dal gruppo di Marzo.


MISSIONE DI OTTOBRE: CENSIMENTO, RIPRISTINO E STAFFETTA PER I LEONI DELLA FOLGORE


Sarà più numeroso, invece, il gruppo di Ottobre , con 32 con unità, tra Tedofori, "badilanti" e accompagnatori.

Il programma si preannuncia molto intenso : oltre al lavoro scientifico, sarà tenuta anche la II STAFFETTA PER I LEONI DELLA FOLGORE, da Himeimat al Sacrario , che partirà alle ore 22 del giorno 22 Ottobre per giungere a El Alamein alle ore 07.00 del 23 Ottobre.

Il percorso sarà allungato per passare attraverso le postazioni ripristinate di Naqb Rala e tutte le altre lungo l'itinerario, per un totale di circa 85 chilometri.


LE IMMAGINI IN DIRETTA

L'intenzione del nostro sito (che proporremo al Presidente Nazionale ANPD'I affinchè lo sottoponga per l'approvaziopne al Comandante della Folgore) è di inviare le immagini dell'arrivo della Staffetta al Sacrario Italiano (23 Ottobre 2010 ore 08.00) via internet alla cabina di regia della Festa di Specialità che si terrà lo stesso giorno alla Vannucci di Livorno, nella speranza che possano venire proiettate sul maxischermo mentre entreranno le Fiaccole di Tradate e Tarquinia.

GRUPPO NUMEROSO PER LA CELEBRAZIONE DELLA BATTAGLIA

Data la coincidenza con le solenni celebrazioni al Sacrario Tedesco( ore 10 del 23 Ottobre) e Italiano ( ore 12), sono stati accettati alcuni accompagnatori, affinchè la presenza degli italiani sia numerosa e visibile.

La composizione del gruppo

12 rilevatori del progetto El Alamein, guidati dal Professor Bondesan

12 Tedofori della Staffetta (tutti quelli del 2009 più 3 unità di riserva)

8 accompagnatori



NOVEMBRE 2010

Ci sono posti liberi per la missione di NOVEMBRE ( 25 - 28/11/2010)

scrivete in redazione per prenotarVi

 
 
 
 
 
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GRANDE FESTA IN SARDEGNA PER IL PARACADUTISTA GUASTATORE SIMONE CAREDDU
Lunedì, 30 Agosto 2010
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ORISTANO- Con una semplice e calda cerimonia amici, parenti e autorità comunali hanno salutato Simone Careddu, il Paracadutista dell' 8° Reggimento Guastatori di Legnago, rimasto gravemente ferito più di un attentato a Farah, in Afghanistan, nel luglio del 2009: il suo collega Alessandro di Lisio era rimasto ucciso e altri tre feriti.

Il più grave era proprio il ventinovenne primo caporalmaggiore Simone Careddu che, dopo un primo ricovero al Celio di Roma, era stato trasferito in Svizzera, presso un centro specializzato nel trattamento e riabilitazione per lesioni del midollo spinale che lo constringono attualmente ad usare una carrozzina. (clicca)



«A Nottwil - precisa Simone - dove sono rimasto per nove mesi». L'altra sera, durante il caloroso abbraccio organizzato con il supporto delle associazioni Mani amiche e Smile Dizy, Simone ha avuto parole di ringraziamento e un sorriso per tutti.


«Mesi di cure e di terapie riabilitative - commenta - durante i quali gli ostacoli più duri sono stati soprattutto psicologici». Ma ora va meglio. «Sicuramente - assicura con un sorriso disarmante - del resto posso ben dire di essere stato fortunato: posso raccontare quanto mi è successo». Durante gli interminabili mesi di cure Simone non è rimasto mai solo.

«L'Esercito - racconta - è stato sempre presente con grande sensibilità».


«Voglio soprattutto ringraziare la mia famiglia - dice - e in particolare Tiziana, la mia fidanzata». E i tanti amici che gli sono stati vicini. «Sono stati eccezionali, sono venuti anche a Nottwil, a festeggiare con me il Capo d'anno». Simone ripartirà oggi (ieri per chi legge) per a Verona, dove vive, dopo quasi un mese trascorso a Cabras con la famiglia.

«Il mio futuro - dice - sarà ancora nelle Forze Armate». E a chi gli chiede se valesse la pena rischiare la vita in una missione pericolosa come quella in Afghanistan, Simone risponde: «Certamente si, rifarei tutto quello che ho fatto. Solo chi sta dentro l'Esercito può capire le motivazioni che ti spingono a fare queste scelte».


 
 
 
 
 
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RASSEGNA STAMPA
Lunedì, 30 Agosto 2010
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GAZZETTA DEL MEZZOGIORNO del 30 Agosto 2010


di GIUSEPPE DIMICCOLI

BARLETTA - «Ho visto e raccolto bimbi senza speranza incapaci di piangere, piccoli uomini con un futuro improbabile ed ho abbracciato bimbe il cui destino rimandava ad un inferno di abbandono e sudditanza. Di schiavitù insomma. I bambini e le bambine vivono una condizione assolutamente inimmaginabile per quelli che sono i nostri parametri. È per questo che scappano da qull’inferno e sperano di trovare rifugio nella nostra terra pugliese. È fondamentale aiutare tutti i bambini che arrivano da noi». È commosso, e lo si legge perfettamente nei suoi occhi, Alessandro Carone, sangue barlettano nelle vene, quando ricorda la «tragedia dei piccoli bimbi afgani».

Lui, in qualità di maggiore degli Alpini specialista funzionale impegnato nel contingente Isaf per la ricostruzione dell’Afghanistan, ha visto quello che accade in quei luoghi. Nelle sue quattro missioni dai Balcani all’Afghanistan ha messo a disposizione le sue competenze di architetto per «costruire scuole, pozzi ponti, strade ed un tetto a quei bimbi».

Il suo è un appello accorato acchè questa «tragedia che si consuma ogni notte sulle coste pugliesi » possa trovare la solidarietà degli studenti e del popolo della provincia di Barletta-Andria-Trani. I suoi ricordi sono commoventi: «Ad ogni sguardo incrociato, per ogni scuola elementare costruita, (e sono state ben sessanta dal 2005 quelle realizzate dal contingente italiano), l’obbiettivo era stato raggiunto ed il cuore… tornava ai ritmi di una apparente tranquillità, ma dietro l’angolo, mille altre sofferenze e mille altri abbandoni e bimbi infelici».

Carone, inoltre, proprio per i suoi meriti dimostrati «sul campo» ha ricevuto la cittadinanza onoraria della città di Herat e continua la sua azione di aiuto concerto essendo project leader nell’Unicef Italia. Altro aspetto che Carone vuole mettere in evidenza è la condizione femminile: «Si sappia che nella sola provincia di Herat sono centinaia le donne che si uccidono dandosi fuoco e questo per sancire quanto il loro silenzio ed il loro essere cancellate sotto i burqua sia insopportabile. Non possiamo rimanere inermi sapendo che avvengono queste tragedie». «Sono convinto che si potrà costruire un ponte di solidarietà tra la Puglia e quei luoghi martoriati», conclude Carone. Una convinzione da onorare con tanto amore.

 
 
 
 
 
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8° GUASTATORI PARACADUTISTI: DOMENICA DI LAVORO A CESENA
Lunedì, 30 Agosto 2010
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foto Orlando Poni



CESENA - Giornata di lavoro per i Paracadutisti di stanza a Legnago di Verona, che hanno fatto brillare una bomba da 270 chili di peso.

Cento persone evacuate, tra cui una centenaria, duecento operatori tra protezione civile, vigili del fuoco, forze dell'ordine e artificieri dell'8° reggimento Genio Guastatori Paracadutisti "Folgore". Sono questi i numeri che hanno accompagnato l'esplosione della bomba risalente alla Seconda Guerra mondiale, rinvenuta nelle scorse settimane.

L'ordigno è stato fatto brillare attorno alle 15, dopo essere stato rimosso dal luogo del ritrovamento; è stato portato alla cava di Selbagnone, vicino a Forlimpopoli, ed è qui che la bomba inesplosa da decenni dopo essere stata sganciata da un aereo statunitense, è finalmente saltata in aria.




 
 
 
 
 
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MOLINELLA: PODIO PER LO SKY TEAM DI CREMONA
Lunedì, 30 Agosto 2010
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PARMA- I paracadutisti del gruppo Skyteam Cremona con base all’aeroporto Migliaro hanno disputato il Campionato Italiano di Paracadutismo confermandosi campioni tricolori nella specialità di RW4 Esordienti con la squadra Adrenalin e secondi con la squadra Black Out.

La squadra Evolution, da sempre portacolori dell'Aeroclub, ha conquistato un bronzo nella categoria Rw4 Assoluti, categoria nella quale, all’esordio di partecipazione, la squadra Assouei, campioni esordienti 2009, ha riportato un onorevole sesto posto.

A completamento di questa soddisfacente edizione sono arrivati anche i due premi come migliori video italiani, categoria Assoluti ed Esordienti con Stefano Bindellini e Andrea Silvotti.

Si parla già di una una prossima edizione del Campionato Italiano nei cieli di Cremona. Significativa nella squadra Black Out la partecipazione nello stesso team di mamma e figlia


 
 
 
 
 
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RAVENNA: NESSUNA FRATTURA PER IL PARACADUTISTA ATTERRATO MALE
Lunedì, 30 Agosto 2010
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RAVENNA- E' STATO dimesso il paracadutista trentunenne che sabato pomeriggio era rimasto ferito atterrando in malo modo alla Spreta. Gli accertamenti cui è stato sottoposto al Santa Maria delle Croci' hanno escluso fratture o lesioni gravi.

 
 
 
 
 
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FESTIVAL DEL CINEMA DI GUERRA
Domenica, 29 Agosto 2010
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Dal 30 agosto al 4 settembre si terra' a San Pietro Infine, piccolo borgo in provincia di Caserta, la prima edizione del Festival Internazionale del film di guerra 'Storie nella storia'. Si tratta di una rassegna di film, documentari e reportage giornalistici di guerra .
Ideato e diretto da Angelo Maria Villani il festival nasce sotto l'Alto Patronato del Presidente della Repubblica, con i patrocini della Direzione Generale per il Cinema, della Provincia di Caserta e della Regione Campania, e' promosso e finanziato dal Comune di San Pietro Infine ed organizzato dall'Istituto di Studi Storici 8-16 dicembre 1943 e si svolge nel ''Parco della Memoria Storica'' di cui e' presidente Fabio Vecchiarino, Sindaco di San Pietro Infine.


Tra l'autunno del 1943 e la primavera del 1944 la zona che va da Pescara al Garigliano fu teatro di aspri combattimenti fra i tedeschi e gli anglo-franco-statunitensi.

Le battaglie interessarono la cosiddetta "Linea Gustav", o Linea Invernale, un sistema di fortificazione che tagliava in due l'Italia (a nord di essa vi erano i tedeschi, a sud gli Alleati) e si estendeva dalla foce del fiume Sangro, a sud di Pescara, alla foce del Garigliano, passando per Cassino.

Lo scontro si acuì proprio nei centri intorno alla cittadina laziale, perché l'Abbazia di Montecassino fu ritenuta erroneamente una importante fortificazione tedesca e pesantemente bombardata: la mattina del 15 febbraio 1944 oltre 250 bombardieri rasero al suolo la struttura ecclesiastica e la sottostante città di Cassino. Anche altri centri vicini vennero interessati alla battaglia: Venafro, scambiata per Montecassino, venne colpita duramente dai bombardamenti alleati con morti tra gli eserciti alleati e la popolazione civile; San Pietro Infine subì violenti bombardamenti e feroci rappresaglie che procurarono numerose vittime e la totale distruzione dell'abitato; Rocca d'Evandro fu sottoposto a feroci rastrellamenti da parte delle truppe tedesche e a devastanti bombardamenti alleati che provocarono la morte e il ferimento di moltissimi cittadini e la quasi totale distruzione del centro urbano.

Il 10 settembre 1943 anche Isernia fu sottoposta a un pesante bombardamento da parte degli anglo-americani. Gli alleati volevano colpire la ferrovia che collegava Isernia a Sulmona per intralciare la ritirata delle truppe tedesche verso nord. Ma l'incursione rase al suolo quasi un terzo della città e provocò la morte di un numero enorme di civili (si parla di circa 4000 morti).

La battaglia di Montecassino e le vicende belliche che portarono in quella zona allo sfondamento della Linea Gustav è ritenuto uno degli episodi più tragici della seconda guerra mondiale, e come tale è rimasto nella coscienza collettiva. Ovviamente ne sono memoria storica soprattutto i centri interessati, che vanno da Cassino a Isernia passando per il nord casertano e il venafrano, che ancora conservano i segni della distruzione. Il Festival si svolgerà in varie sedi (locations).

La Piazza del Parco della memoria Storica di San Pietro Infine per quanto concerne la proiezione dei film, gli appuntamenti con gli attori ed i registi e la consegna dei premi. Il Museo della memoria storica di San Pietro Infine ospiterà invece la proiezione dei documentari e delle fiction.


 
 
 
 
 
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MILITARE
Domenica, 29 Agosto 2010
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PISA. Un giovane di 24 anni, incorporato da due mesi nel centro di addestramento di paracadutismo è morto la scorsa notte in un incidente stradale avvenuto nei pressi di Acquaviva delle Fonti, in provincia di Bari, suo paese natale dove stava trascorrendo le ferie. Si chiamava Francesco Pugliese e da circa due mesi era arrivato a Pisa per seguire il corso di specialità. Il giovane era un caporale in ferma volontaria prefissata di quattro anni.

Aveva lasciato la caserma per andare a trovare i suoi genitori in Puglia. Il giovane, intorno alle 4,30 stava guidando la sua Punto sulla strada provinciale 82 che collega Gioia del Colle ad Acquaviva delle Fonti. Il paracadutista era da solo in macchina e si è scontrato frontalmente con un tir. L’impatto è stato violentissimo. Francesco Pugliese è morto sul colpo e per estrarre il corpo dall’auto, sono dovuti intervenire i vigili del fuoco.

 
 
 
 
 
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LATINA: PARACADUTISTA SU UN PALO DI 13 METRI . RAVENNA: IMPATTO VIOLENTO AL SUOLO
Domenica, 29 Agosto 2010
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LATINA-Un paracadutista che si era lanciato col paracadute tondo è rimasto appeso ad un palo di 13 metri che si triva in prossimità della torre di controllo dell'aerereoporto. La presumibile manovra errata di avvicinamento alla zona di aterraggio e la volontà di non finire sulla pista di cemento hanno indotto il paracadutista a compiere manovre che lo hanno portato sulla verticale del palo, una volta usato per il trasporto di energia eletrica, ed ora in disuso.

E' intervenuta una squadra dei vigili del fuoco con gli esperti del Saf (Speleologico-alpino-fluviale) e di uno speciale carro-teli.

La vittima dell'incidente è Vincenzo De Gregorio, 67 anni, che era arrivato all’Aeroclub di Latina da Castellammare del Golfo, in provincia di Napoli. Ricoverato in ospedale, gli sono state riscontrate le fratture della tibia e del perone alla gamba sinistra.

E' stato dimesso dopo le cure ortopediche.


RAVENNA- un paracadutista di 31 anni è finito malamente sul terreno durante la manovra di atterraggio. Il medico giunto con l'ambulanza ha ritenuto che non vi fosse necessità dell'intervento dell'elicottero. Dopo avere stabilizzato' l'infortunato, i soccorritori hanno provveduto a trasportarlo all'ospedale Santa Maria delle Croci'. L'uomo è grave,con diverse fratture tra gambe e bacino ma non in pericolo di vita.


 
 
 
 
 
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MALTEMPO: BLOCCATE TUTTE LE GARE DI CORSA ALPINE DOVE ERANO ISCRITTI PARACADUTISTI
Sabato, 28 Agosto 2010
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VALDAOSTA: BLOCCATA AL SETTANTESIMO CHILOMETRO LA CCC (95kmt) -PARTITA VENERDI ALLE 10-
SOSPESA AL 22mO L'ULTRA TRAIL DEL MONTE BIANCO ( 163 KMT),PARTITA ALLE 20
ANNULLATA LA TDS (97).


CURMAYEUR- Stavolta lo "show" è stato fermato dal maltempo: migliaia di partecipanti al "trittico" di gare del Monte Bianco con cinquemila iscritti alle tre prove in partenza tra Venerdì e l'alba di sabato ( CCC, UTMB, TDS) devono rimandare al 2011 la loro sfida alle montagne della Valdaosta e della Francia.

Le condizioni meteo sul percorso e in quota contraddistinte da fortissime piogge che potevano diventare neve oltre i 2000 m, i fiumi in piena e il rischio di smottamenti, infatti, hanno consigliato Sabato notte gli organizzatori di non andare oltre con lo svolgimento di quelle in corso e di annullare la terza in partenza entro poche ore.

I PARACADUTISTI ROMANI BLOCCATI AL SETTANTESIMO CHILOMETRO

Alla "CCC" (Curmayeur, Chamonix, Curmayeur, 95 chilometri), prima delle tre gare, partecipavano due paracadutisti romani: Fabio Orsini ,coordinatore sportivo dell'ANPDI di Roma, e Pietro Cirilli, della stessa sezione.

Fabio Orsini, veterano di tutte le edizioni di Agosto, avendo partecipato ad ognuna delle gare, ci ha descritto come un vero inferno il calvario dell'avanzamento, tra fango,pioggia a diluvio e cadute.Alltre tre del mattino, dopo oltre 15 ore di fatica, quasi settanta chilometri e 3000 metri di dislivello positivo percorsi,venivano invitati dai commissari di gara a riconsegnare il pettorale e trovare rifugio nei tendoni allestiti per l'assistenza.

Sul percorso c'era anche Alberto Neiretti, che dava assistenza logistica ai nostri colleghi in gara, dopo essersi concesso due giorni di pausa dagli intensi allenamenti che sta svolgendo in previsione della sua partecipazione al "Tour de Geants" di 350 kmt del 12 di Settembre.

Anche per lui sotto il diluvio, una inzuppata memorabile, su e giù dalla navetta che lo portava ai punti di controllo.

I suoi SMS che inviava in redazione sembravano un bollettino di guerra:

ore 10 di Venerdì: "nuvole nere e diluvio universale alla partenza"
ore 14.50 "decine di ritiri al primo punto di controllo"
ore 17 "il vento forte e la pioggia continuano"
ore 2250 "sospeso l'UTMB. Fabio e Pietro sono ancora in
corsa sotto l'acqua e n mezzo al fango"
ore 03.00 Sabato "tutti fermi"

ai nostri colleghi e membri del FOLGORE TEAM PARACADUTISTI vanno i complimenti e l'ammirazione per avre resistito fino all'ultimo minuto di gara, senza lasciarsi intimidire dalla meteo "biblica".

I paracadutisti non sono idrosolubili.






 
 
 
 
 
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AFGANISTAN: CADUTO UN DRONE. DEPREDATO DAI TALEBANI
Venerdì, 27 Agosto 2010
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KABUL- Un aereo spia senza pilota è precipitato nel sud dell'Afghanistan ed è stato depredato da ribelli talebani che però non potranno trarne alcun concreto vantaggio. Lo riferisce un comunicato dell'Isaf, la Forza internazionale di stabilizzazione del paese asiatico. Il velivolo, viene precisato, è caduto oggi nella provincia di Kandahar ed è stato trovato dalle forze dell'Isaf privo della fotocamera con cui inviava immagini senza memorizzarle. "Secondo gente del posto", riferisce il comunicato, la fotocamera è stata prelevata "da insorti" che però potranno farne uno scarso uso dato che il drone non immagazzinava dati. Il velivolo da ricognizione, definito "leggero e a medio raggio", non aveva neanche

 
 
 
 
 
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EGITTO: PARTITI I LAVORI PER UNA CENTRALE NUCLEARE A POCHE DECINE DI CHILOMETRI DA EL ALAMEIN
Venerdì, 27 Agosto 2010
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PARMA- Hosni Mubarak - presidente egiziano- qualche giorno fa ha annunciato che a Dabaa (50 KMT da El Alamein, ) verrà aperta (nel 2019) la prima centrale nucleare del paese per la produzione di energia elettrica.


La prima centrale nucleare egiziana per la produzione di energia elettrica sorgerà nell'area della città di Al-Dabaa, sulla costa del Mediterraneo, ad ovest di Alessandria. La scelta dell'ubicazione è stata fatta dal presidente Hosni Mubarak al termine di una riunione del Consiglio supremo per l'uso pacifico dell'energia nucleare, alla quale hanno partecipato anche primo ministro Ahmad Nazif, il ministro della difesa, Hussein Tantaoui, e il responsabile del servizio informazioni, Omar Souleimane.

Il sito di Al-Dabaa è stato per lunghi anni al centro di polemiche tra i partigiani del nucleare e coloro che invece ritenevano che l'area andasse sviluppata sotto il profilo turistico e quindi dotata di strutture abitative e alberghiere.



 
 
 
 
 
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MONTEGRIDOLFO(RIMINI) :
Venerdì, 27 Agosto 2010
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Celebrazioni in paese a cura della "legione italiana paracadutisti San michele arcangelo

Montegridolfo - per ricordare il 31 agosto del 1944, data dell'arrivo degli anglo americani, il paese propone una mostra di mezzi militari lungo le vie del centro e di armi allestita nella Grotta Azzurra e un picchetto d'onore riprodotto dalla neonata Legione Italiana Paracadutisti S. Michele Arcangelo i cui uomini vestiranno le uniformi degli eserciti che si contesero Montegridolfo.

Fu il capitano scozzese Gerard Ross Norton, a cui Montegridolfo ha consegnato le chiavi della città, ad azzerare le difese germaniche conquistando il punto di osservazione sulla vallata dove oggi sorge il Museo della Linea Gotica.

Sabato 28 agosto alle 19 conferenza dal titolo "Martin Heidegger la linea gotica della filosofia"

Domenica 29 mercatino di militari a partire dalle 10.

Dalle 16 alle 22 si potrà collezionare l'annullo postale su La Montegridolfo liberata' e caccia al tesoro ambientata nel periodo del fronte.

Alle 18 teatro sulla vita nel dopoguerra

Alle 20 sarà rievocata l'impresa dei soldati del reggimento inglese Hampshire. Sarà possibile cenare con la cena del periodo d'occupazione' ovvero zuppe a base di fagioli e ceci.


 
 
 
 
 
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RASSEGNA STAMPA: REPORTAGE DEL SOLE 24 ORE DA BALA MURGAB
Venerdì, 27 Agosto 2010
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IL SOLE 24 ORE del 27 Agosto 2010


Roberto Bongiorni


BALA MORGHAB. Dal nostro inviato

In alto, dal portellone aperto dell'elicottero, lavalle appare come una lingua verde che si distende in mezzo a una catena di montagne brulle e gialle. Gli alpini la chiamano la Bolla, quasi fosse un'invisibile campana di vetro. Perché all'interno del suo perimetro, orlato di capisaldi e trincee, gli insorti sono stati espulsi, i villaggi si sono ripopolati e il commercio è rifiorito.

Perché tutto ciò che sta al di là, invece, è terra del nemico. Cellule di talebani molto aggressive, che con cadenza quotidiana attaccano gli avamposti del contingente Nato ( Isaf). Bala Morghab è l'ultimo avamposto dove i 350 alpini del secondo reggimento di Cuneo portano avanti l'operazione Buongiorno.

Con due obiettivi: ripulire l'area da presenze ostili e consentire alla popolazione di tornare alla normalità. La Bolla è l'esempio più efficace di counter-insurgency, la strategia militare di attacco alla guerriglia talebana, perseguita con forza dal comandante delle truppe americane e dell'Isaf,il generale David Petraeus . "Win hearts and minds", vale a dire vincere la diffidenza della popolazione e portarla dalla propria parte, anche con progetti che migliorino la vita nei piccoli centri rurali, sottraendoli così alla sfera di influenza della guerriglia.

In questa valle della turbolenta provincia nord occidentale di Baghdis, dove il tempo sembra essersi fermato alcuni secoli fa e le leggi tribali sostituiscono l'autorità dello Stato, sta accadendo qualcosa di significativo. Il generale Petraeus ha voluto recarsi a Bala Morghab il due agosto; ha visitato le trincee, si è seduto con gli anziani esprimendo «soddisfazione per il clima di collaborazione raggiunto tra le comunità locali e le forze di sicurezza».
A bordo di due black hawk con le mitragliatrici spianate, il viaggio da Herat dura un'ora e mezzo.

Una volta atterrati il primo segno di benvenuto è una vampata di ca-lore che stordisce: 45 gradi. La base italiana è un vecchio cotonificio al cui interno sono montate le tende,la clinica e la mensa.Accanto c'è la base del battaglione americano (circa 100 uomini), poco più in là quella dell'esercito afghano ( Ana).

«In ognuno dei 12 capisaldi di difesa intorno alla valle – ci spiega il colonnello Massimo Biagini, 43 anni, originario di Empoli, comandante della Task Force North - cooperiamo insieme all'esercito afghano. Mese dopo mese siamo riusciti ad avanzare ed ora la bolla ha una lunghezza di 20 chilometri».

Visitare la valle significa avere un'idea dell'Afghanistan rurale, così diverso da quello dei grandi centri. I bambini, curiosi, salutano i soldati mentre si tuffano nelle acque verdi del fiume Morghab.

Gli uomini, nelle tradizionali vesti pashtun, si limitano a un cenno. Di donne se ne vedono poche, sono macchie blu che si stagliano sui muri di fango. Appaiono e subito dopo scompaiono.
Bala Morghab è il paradigma del perché la guerra in Afghanistan sia così difficile da vincere.

«Quando Petraeus - racconta un militare - ha parlato di Karzai gli anziani si sono guardati intorno sconcertati. Quasi tutti non avevano mai sentito il nome del presidente dell'Afghanistan».

Anche il concetto di nazione, qui, è un'eco lontana.La geografia si ferma alle alture vicine. La valle di là, è già una terra lontana. Herat, a 170 km, una città che pochi fortunati hanno visitato e descrivono come il centro del mondo. Solo i capi villaggio possiedono il cellulare, un generatore per la luce elettrica, la Tv.
In attesa che arrivino le Ong, l'Isaf assiste con i suoi medici la popolazione e porta avanti piccoli progetti di ricostruzione.

«Abbiamo esortato gli anziani dei sette villaggi – ci spiega il capitano Matteo Mineo, 35 anni, genovese, addetto alla cooperazione civile militare- a esporci i loro bisogni e a indicare l'ordine delle loro priorità. Hanno risposto: per prima cosa vogliamo acqua e moschee. Ora stiamo ricostruendo anche una scuola e diversi pozzi». Progetti che, per quanto piccoli, hanno avuto un impatto positivo. «Qualcosa di profondo è cambiato. Se qualche insorto riesce a penetrare dentro la Bolla e a piazzare un ordigno sulla strada la gente riferisce il fatto agli anziani che a loro volta contattano l'Isaf».

A Bala la gente ha compreso i vantaggi che derivano dalla stabilità. La voce è corsa di villaggio in villaggio. Ed ora, dalle vicine valli, alcuni anziani sono accorsi a chiedere agli italiani di allargare la Bolla e includere anche i loro villaggi.

Altri hanno preferito trasferire parte delle comunità al suo interno, vivendo come rifugiati. Il supporto dei capi villaggio è fondamentale. Rais Abdel, 54 anni, è il capo di Quibcab, l'unico villaggio tajiko nella valle di Bala, liberato solo in aprile dopo violenti combattimenti.

«I talebani – racconta - ci imponevano con la forza tasse religiose, punivano i reati con metodi brutali e se qualcuno era sospettato di avere relazioni con il governo era arrestato. Non potevamo celebrare le feste di matrimonio, radio e musica erano banditi. Quando ci hanno liberati eravamo così felici ».

Oggi dentro la Bolla vivono almeno 10mila persone. Difendere il suo perimetro non è facile. Dai 12 capisaldi costruiti sulla sommità dei colli, gli alpini combattono la loro guerra come la combattevano nella Grande guerra.

Alla postazione Sigma, di fronte alle linee nemiche, le condizioni sono molto dure; turni di cinque, sette giorni, con il fucile di precisione e il binocolo puntato verso il villaggio vicino. Di giorno e di notte, tra sacchi di sabbia e trincee, mangiando razioni in scatola e conservando l'acqua in buche sabbiose. Durante la nostra visita, Barracuda, l'avamposto di fronte a Sigma, controllato da americani e afghani, è attaccato. Gli insorti fanno sul serio. Alla base arriva la richiesta di aiuto. Partono i tiri di mortaio, un colpo dietro l'altro, squarciano il cielo. Il nemico si ritira. Ma sarà pronto a dare battaglia già domani. «Dovete capire – conclude Rais Abdelche i talebani sono ancora forti. Capiscono solo il linguaggio della forza. Solo quando saranno messi in ginocchio accetteranno la riconciliazione. Se l'Isaf intende smantellare i capisaldi è meglio che ci informi, così abbandoneremo l'area. I talebani tornerebbero a vendicarsi ».

 
 
 
 
 
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CROCE D'ORO AL MERITO AL 7mo REGGIMENTO TRASMISSIONI
Venerdì, 27 Agosto 2010
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SACILE. Croce d’oro al merito dell’esercito italiano per il 7º reggimento trasmissioni di stanza in riva al Livenza nella caserma Slataper di via Fasan.

La consegna della decorazione alla bandiera di guerra del reggimento è prevista per il 3 settembre in occasione della cerimonia che si terrà in piazza del Popolo per il cambio del comandante della Brigata trasmissioni: al generale Umberto Maria Castelli subentrerà il generale Pietro Serino. La Brigata trasmissioni è stata costituita nel 2007 con la fusione della Brigata trasmissioni supporto nazionale con la Brigata trasmissioni supporto alla manovra.
Dislocata ad Anzio, la Brigata trasmissioni ha alle dipendenze sette reggimenti di cui quattro dedicati alle operazioni ed alla proiezione mentre tre sono rivolti all’esercizio, mantenimento ed implementazione del Network C4 nazionale. Il 7º reggimento, come detto, ha sede a Sacile da dove partono gli uomini impegnati in missioni internazionali.
In questi ultimi anni il reparto ha operato in Albania, Bosnia, Kosovo, Iraq, Sudan ed Afghanistan dove è tuttora operativo. Un impegno che trova riscontro nella motivazione della concessione della Croce d’oro al merito dell’esercito. «Il reparto – si legge, infatti, nella motivazione – ha operato incessantemente e con provata perizia nelle missioni internazionali intervenendo con propri distaccamenti di diverso livello ordinativo per fornire supporto alle unità italiane schierate nei teatri d’operazione con elevatissima professionalità e con impareggiabile efficacia consentendo costantemente collegamenti eccellenti con la madre patria e rendendo possibile l’assolvimento delle funzioni di comando e controllo delle unità operative. Con la sua qualificata opera ha contribuito in maniera determinante al successo di missione emergendo per l’abnegazione, la capacità tecnica e la professionalità dei suoi trasmettitori che, per l’impegno profuso e per le capacità dimostrate, hanno guadagnato il rispetto degli alleati e consolidato il prestigio dell’esercito italiano e del paese nel contesto multinazionale». L’inizio della cerimonia, cui presenzierà il Capo di stato maggiore dell’esercito, è fissato per le 10.30.

 
 
 
 
 
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NOTIZIE DALL'AFGANISTAN: CANDIDATA ALLE ELEZIONI RAPITA INSIEME A 10 PERSONE
Giovedì, 26 Agosto 2010
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HERAT- Una candidata alle elezioni parlamentari in programma in Afghanistan il 18 settembre e altre dieci persone sono state sequestrate nella provincia di Herat, nell'ovest dell'Afghanistan, provincia dove è di stanza il contingente a guida italiana comandato dal Generale Claudio Berto.

«La signora Fauzia Gilani si stava recando nel distretto di Adraskan quando uomini armati l'hanno sequestrata insieme a quattro parenti e sei sostenitori», ha spiegato il numero due della polizia locale, Dilawar Shah Dilawar.

La Gilani si stava recando nel distretto di Adraskan per un'iniziativa nell'ambito della campagna elettorale, quando il suo convoglio è stato attaccato da un gruppo di uomini armati. Dopo la notizia del sequestro è subito scattata un'operazione per arrivare al rilascio degli ostaggi.

Quello contro la Gilani è il quarto attacco contro candidati alle parlamentari negli ultimi due mesi. Due candidati sono stati uccisi nella provincia meridionale di Ghazni e in quella orientale di Khost. I Talebani hanno minacciato di boicottare il processo elettorale. Il 18 settembre, in occasione del voto, oltre 930 seggi in diverse zone dell'Afghanistan dei 6.835 totali rimarranno chiusi per motivi di sicurezza.



 
 
 
 
 
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NOTIZIE DALL'AFGANISTAN
Giovedì, 26 Agosto 2010
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LE ARMI SEQUSTRATE DAI NOSTRI SOLDATI DA FARAH.Cortesia ISAF


OPERAZIONE ANTITERRORISMO DEI BERSAGLIERI A FARAH

HERAT- Le forze di sicurezza afgane e i militari italiani della Task force south, di stanza a Farah, hanno arrestato due uomini sospettati di far parte di una cellula di attentatori con ordigni rudimentali. L'operazione, avvenuta nel villaggio di Kormaleq, a sud-est della città di Farah, è stata condotta dopo aver ricevuto la segnalazione della presenza di una cellula di 'insorti' e di un deposito di esplosivo per il confezionamento di ordigni. Con il sostegno degli alpini e dei bersaglieri della Task force south, le forze afgane hanno arrestato due persone e sequestrato tre kalashnikov, un "consistente quantitativo" di munizioni, filo elettrico, un contenitore di nitrato d'ammonio - il fertilizzante usato per la produzione di ordigni improvvisati - e una motocicletta

I TALEBANI SPRUZZANO GAS IN UNA SCUOLA : 40 BAMBINE INTOSSICATE


KABUL- Una quarantina di bambine sono rimaste intossicate ieri da un gas sprigionato nella loro scuola di Kabul dai talebani, non nuovi a questo tipo di attacchi per opporsi all'istruzione femminile. Lo ha riferito un portavoce del ministero dell'Istruzione. Quando furono al potere in Afghanistan tra il 1996 ed il 2001, i Talebani abolirono ogni forma di istruzione femminile e la questione rimane controversa in gran parte dell'Afghanistan. Le bambine, di diverse età, sono state ricoverate in ospedale, ma le loro condizioni non sembrano critiche. Il governo afghano non ha fornito dettagli suoi responsabili dell'attacco .


 
 
 
 
 
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VITERBO: MOSTRA ARTISTICA DEDICATA AI PARACADUTISTI DI EL ALAMEIN
Giovedì, 26 Agosto 2010
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VITERBO- Nella ex chiesa degli Almadiani in questi giorni viene esposta la storia del "Campanile che cammina". “Volo d’angeli, Macchina di Santa Rosa 1967-1978”. E' l'opera di Giuseppe Zucchi che rivive grazie alla mostra realizzata dall’associazione culturale onlus Pro Volo d’angeli.

L'Autore è lo stesso che aveva disegnato e realizzato il monumento ai paracadutisti di Viterbo.

Zucchi ha dedicato la Macchina più bella, più amata e importante della storia, da lui chiamata "Volo d'Angeli"(1977) ai paracadutisti caduti a El Alamein, che si tuffavano a “volo d’angelo”.


La "macchina di Santa Rosa"* è una antica tradizione della cittadina laziale: un enorme torre costruita in onore della Santa viene portata a spalle da volontari per le vie del paese. Ogni anno un artista ne crea una nuova, che rimane nella storia delle "Macchine".


A mettere a disposizione il suo immenso patrimonio d’archivio è il figlio Luigi. Verrà mostrato anche il bozzetto originale in gesso realizzato da Giuseppe e Luigi Zucchi nel 1965 e presentato al concorso del 1967 ed il modello in scala della Fontana Grande detta del Sepale realizzato in bronzo da Giuseppe nel 1950, fontana a lui tanto cara da cui trasse ispirazione per realizzare l'architettura centrale del Volo D' Angeli.(foto sotto)

Il Volo d’angeli nasce da elementi totalmente diversi tra loro. Uno è artistico. «Mio nonno Luigi - dice - negli anni ’30 era il “fontanaro” di Viterbo. Una passione alla base della Macchina di mio padre, che infatti riproduce quella di piazza Fontana grande». Il secondo riguarda l’infanzia. «Da piccolo mi piacevano i fumetti come Flash Gordon. Disegnavo sempre queste figure alate, che poi sono diventati gli angeli».




*:COSA E' LA MACCHINA DI SANTA ROSA"
La Macchina di Santa Rosa è un'imponente costruzione che viene trasportata a spalla da circa 100 facchini per le vie del centro storico di Viterbo (nel Lazio) la sera del 3 Settembre di ogni anno, vigilia della ricorrenza della festa di Santa Rosa. Questa manifestazione è la più importante dell'anno ed attrae nella città di Viterbo molte migliaia di persone.

Il trasporto muove da piazza San Sisto, nei pressi di Porta Romana, dove la Macchina viene assemblata nelle settimane precedenti. La macchina è illuminata da moltissime luci che fanno parte della costruzione, alcune sono elettriche altre a fiamma viva. L'altezza della struttura varia a seconda dei progetti ma è comunque intorno ai trenta metri ed il peso sulle cinque tonnellate.

Il percorso è lungo poco più di un km e giunge fino al Santuario di Santa Rosa. Durante il trasporto si effettuano cinque fermate:
•Piazza Fontana Grande
•Piazza del Plebiscito (di fronte al Comune)
•Piazza delle Erbe
•Corso Italia (davanti alla Chiesa del Suffragio)
•Piazza Verdi o del Teatro.
Al termine del trasporto la Macchina di Santa Rosa viene fermata davanti al Santuario, dove rimane per alcuni giorni successivi.
Solitamente ogni cinque anni viene dato incarico di realizzare un nuovo modello della macchina.



Prossimo trasporto: 3 Settembre 2010 ore 21






UNA STORIA ANTICA
Le prime informazioni attendibili che si hanno sulla Macchina risalgono alla fine del '600, le cronache narrano che il 3 settembre 1686 vennero cantati i Vespri alla presenza dei Canonici del Duomo e che il delegato della festa, tale Sebastiano Gregorio Fani, inforò la popolazione che la processione ed il trasporto della Macchina di Santa Rosa sarebbero avvenuti il 27 Ottobre. Sarebbe da attirbuire al conte Fani anche il progetto di quella Macchina.
Nella raccolta conservata presso il Museo Civico di Viterbo si trova uno dei primi e pochi disegni conservati, ad opera del costruttore Giuseppe Franceschini risalente al 1690. Il difficile trasporto della macchina di Santa Rosa ha sfiorato a volte la tragedia, per esempio nel 1790 cadde durante la mossa. Nel 1801 a causa di una persona che affermò di aver subito un furto si scatenò il panico, i cavalli presenti si imbizarrirono e diverse persone vennero travolte, nella confusione generale.
Dopo aver ripreso a fatica il trasporto la macchina si incendiò presso Piazza delle Erbe ed i facchini dovettero posarla a terra ed assistere, impotenti, al completamento del rogo. In seguito a questi sfortunati avvenimenti Papa Pio VII vietò il trasporto fino all'anno 1810 che vide il riprendere della manifestazione.

Nel 1814 e nel 1820 la macchina si inclinò pericolosamente all'indietro, tanto che i facchini dovettero desistere dal trasporto.

In epoche più recenti grazie a metodi di costruzione che ne allegeriscono il peso ed a sempre maggiori misure di sicurezza non si sono più avuti simili incidenti e questo ha permesso agli spettatori di godere della bellezza delle macchine che si sono susseguite negli anni.



 
 
 
 
 
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LA FOLGORE ANNUNCIA IL CAMBIO DI COMANDANTE
Giovedì, 26 Agosto 2010
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PARMA- LA Brigata Folgore ha preannunciato ufficialmente che
il giorno 24 Settembre il generale Federico D'Apuzzo cederà il comando al colonnello Carmine Masiello, che , per quel giorno, sarà già diventato generale di Brigata
La cerimonia si svolgerà alla Vannucci, con inizio alle 10.45.

Entrambi i generali vantano un curriculum professionale di altissimo profilo, di cui parleremo più ampiamente. Il generale d'Apuzzo diventerà capo di stato Maggiore della Divisione Acqui, in CAMPANIA, la regione da cui era partito a diciotto anni per iniziare la Sua carriera militare. Il futuro generale Carmine Masiello ha trascorso quasi tutta la sua carriera al 185°, prima come Ufficiale artigliere e successivamente come Comandante di Reggimento, prima di rivestire incarichi presso gli Stati Maggiori Esercito e Difesa a Roma. A pochi mesi dal suo insediamento dovrà portare i suoi uomini in Afganistan,territorio che ben conosce, per un turno di missione previsto dal mese di Aprile 2011


 
 
 
 
 
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L'8° GUASTATORI PARACADUTISTI IMPEGNATO A CESENA PER FAR BRILLARE UNA BOMBA D'AEREO
Giovedì, 26 Agosto 2010
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CESENA - Domenica prossima un residuato bellico della seconda guerra mondiale nel letto del fiume Savio verrà rimosso e neutralizzato a cura degli artificieri dell'8° Reggimento Genio Guastatori Paracadutisti "Folgore". L'ordigno è una bomba d'aereo americana, ancora attiva, da 500 libbre (circa 227 Kg.), rinvenuta durante i lavori di scavo in un cantiere lungo l'alveo del fiume Savio.


Si tratta di una attività coordinata dal 1° Comando Forze di Difesa con sede a Vittorio Veneto e diretto dal Generale di Corpo d'Armata Mario Marioli. Le operazioni di messa in sicurezza del territorio saranno supervisionate dalla Prefettura di Forli'-Cesena ed avranno inizio alle 08.30, in concomitanza con il disinnesco dell'ordigno ed il successivo spostamento in località Cava di Selbagnone nel comune di Forlimpopoli, luogo idoneo a farlo brillare.

L'intervento complessivo (despolettamento, caricamento sul mezzo, trasporto, preparazione delle cariche, brillamento) ha una durata prevista di circa 5 ore. L'operazione sarà portata a termine dal Maresciallo Capo Rocco Pezzano e dal suo nucleo di specialisti EOD (Explosive Ordnance Disposal-Bonifica Ordigni Esplosivi).

 
 
 
 
 
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DUE MILITARI SPAGNOLI E UN INTERPRETE UCCISI DA UN ALLIEVO AFGANO NELLA PROVINCIA DI BAGHDIS. TENTATIVO DI ASSALTO ALLA BASE DOPO CHE SI E' DIFFUSA LA NOTIZIA
Mercoledì, 25 Agosto 2010
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HERAT- Due appartenenti alla "guardia civil" e un interprete spagnoli sono stati uccisi in un attacco in Afghanistan. Le due guardie civili stavano effettuando una missione di formazione di polizia afghana nella base spagnola di Qalaw-i-Naw, nella provincia di Badghis (nord-ovest del Paese) e sono state uccise, assieme all'interprete, da un allievo durante una lezione.

"In una classe, uno degli allievi ha sparato sulle due guardie civili e sull'interprete, uccidendo tutti e tre", ha spiegato il ministro Rubalcaba. "Le forze di sicurezza hanno risposto all'attacco sparando sul poliziotto afghano e l'hanno colpito a morte", ha aggiunto.

La Spagna ha un contingente di 1.270 militari in Afghanistan, dislocati nell'ovest del Paese. La sparatoria è avvenuta nella provincia di Badghis nell'area occidentale dell'Afghanistan tutta sotto il comando del generale degli Alpini Claudio Berto: nessun soldato italiano - riferiscono al comando del contingente - è stato però coinvolto nell'incidente.

Secondo una ricostruzione dei fatti fornita dalla stessa missione della Nato in Afghanistan, lo scontro a fuoco sarebbe avvenuto durante una sessione di addestramento tra i militari di Isaf, nel caso specifico uomini della Guardia civil spagnola e i poliziotti afgani. Sarebbe stato proprio uno di questi ultimi improvvisamente - secondo una prima ricostruzione - a sparare: nello scontro a fuoco che ne è seguito sarebbero rimasti uccisi i tre spagnoli e lo stesso poliziotto afgano.

Sembrerebbe collegato a questo episodio anche una dimostrazione di civili afgani sfociata in un tentativo di assalto.




L'assalto ha avuto luogo dopo che era circolata la notizia che un membro ISAF aveva ucciso un soldato afghano.

I manifestanti hanno tentato di dare fuoco ad una parte della base che è vicino al confine con il Turkmenistan.

Uno dei manifestanti, che si è identificato solo come Abdullah, ha detto che ci sono stati anche vittime tra i manifestanti dopo che le truppe all'interno della base hanno sparato su di loro.






 
 
 
 
 
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PARTONO I LAGUNARI PER L'AFGANISTAN
Mercoledì, 25 Agosto 2010
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PARMA Il Reggimento Lagunari 'Serenissima' è in procinto di partire per la missione in Afghanistan, al seguito della Brigata alpina Julia.

Salutaranno la città con una cerimonia ufficiale che si svolgerà il 7 settembre in Piazza San Marco, a Venezia.

Oltre al saluto ai soldati del Reggimento, al comando del col. Giovanni Parmiggiani, che si apprestano a svolgere il loro compito nell'area di Herat - dopo le precedenti missioni nei Balcani, Iraq e Libano - l'evento sarà l'occasione per la consegna della medaglia d'oro al valore dell'Esercito a Enzo Vanzan, padre di Matteo, il primo militare del Reggimento morto a Nassiriya. Alla cerimonia sarà presente tra gli altri il col. Emilio Motolese, comandante dei Lagunari durante la missione in Iraq.




 
 
 
 
 
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POSIZIONI ANTI OBAMA TRA I MARINES AMERICANI
Mercoledì, 25 Agosto 2010
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Riportiamo alcune dichiarazioni effettuate da generali dei Marines che riguardano Afganistan e omosessualità, da cui trasparirebbe una certa irritazione nei confronti di Obama.


OBAMA INCORAGGIA I TALEBANI STABILENDO DATE DI RITIRO TROPPO AFFRETTATE

- Le forze afgane non saranno in grado ancora "per alcuni anni" di garantire da sole la sicurezza nelle province del sud dell'Afghanistan, ha detto oggi un generale americano. Il generale James Conway, capo dei marines, ha detto oggi che la data del luglio 2011 annunciata dal presidente Barack Obama per l'inizio del ritiro delle truppe Usa dall'Afghanistan "offre incoraggiamento" ai Talebani. Secondo il generale Conway ci vorranno ancora alcuni anni prima che le forze afghane siano pronte a raccogliere da quelle americane il testimone del compito di garantire la sicurezza del paese.
"Pensiamo che la scadenza del luglio 2011 sia di incoraggiamento per i nostri nemici", ha dichiarato oggi il generale. E' una tesi sostenuta a gran voce dai repubblicani che criticano Obama per avere annunciato la data dell'inizio del ritiro delle forze americane. La Casa Bianca ha sottolineato più volte che la scadenza del luglio 2011 segnerà solo l'inizio del ritiro ma il ritmo del rimpatrio dipenderà dalle condizioni esistenti in Afghanistan

I NOSTRI MARINES NON VOGLIONO IN CAMERA GLI OMOSESSUALI



Il generale dei Marine James Conway ha detto pubblicamente oggi che la stragrande maggioranza dei suoi soldati non vuole condividere la propria camerata con soldati dichiaratamente gay o lesbiche. Convay, da sempre fermo oppositore dell'ammissione nell'esercito americano di soldati dichiaratamente omosessuali, parlando al Pentagono con alcuni giornalisti ha ribadito le sue posizioni contrarie al provvedimento (il divieto dovrebbe essere formalmente rimosso dal Congresso). Il presidente americano, Barack Obama, si era esplicitamente espresso contro la politica finora seguita dal Pentagono del cosiddetto "don't ask don't tell', che consente ai gay di prestare servizio nelle forze armate a patto che non dichiarino apertamente la loro omosessualità.
"A volte chiediamo ai marines quali siano le loro preferenze e vi posso garantire che la stragrande maggioranza preferisce non condividere la stessa camerata con una persona apertamente omosessuale", ha detto il generale Conway, suggerendo che "forse" le nuove regole dovrebbero entrare in vigore "su base volontaria, in modo da non urtare il senso morale di nessuno".

 
 
 
 
 
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PAOLO NESPOLI: SLITTA DI 4 GIORNI LA DATA DELLA SUA MISSIONE
Mercoledì, 25 Agosto 2010
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PARMA- Potrebbe slittare di qualche giorno la missione dell'astronauta italiano dell'Agenzia Spaziale Europa (Esa) Paolo Nespoli, Ufficiale Folgore ( riserva selezionata) con una lunga esperienza da incursore del Nono Reggimento. "E' un'eventualità che si sta esaminando e che al momento ha un 80% di probabilità", ha spiegato la responsabile del Direttorato dell'Esa per il Volo umano, Simonetta Di Pippo.

All'origine dell'eventuale slittamento dal prossimo 10 dicembre al 14 c'é la decisione della Nasa di allungare la finestra di lancio della missione dello shuttle Sts-133, prevista all'inizio di novembre.

Se inizialmente il lancio era in programma il primo e 2 novembre, ora la finestra si è ampliata dal primo al 5 novembre. "Non ci sarà alcun impatto sulla data della missione Sts-134", ha detto Di Pippo, riferendosi all'ultima missione dello shuttle, alla quale parteciperà l'italiano Roberto Vittori e che porterà sulla Stazione Spaziale Internazionale il cacciatore di antimateria Ams.

La nuova finestra di lancio della missione Sts-133 potrebbe far tardare qualche volo della navetta russa Soyuz e del cargo Progress. Si sta valutando anche un eventuale impatto sul lancio della navetta europea senza pilota Atv, previsto per il 16 dicembre


 
 
 
 
 
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NOVANT'ANNI PER UN LEONE DELLA FOLGORE
Mercoledì, 25 Agosto 2010
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AVERSA

Compie 90 anni il folgorino Sasso, eroe di El Alamein che gli è valsa la Medaglia di Bronzo al Valor Militare

di Nunzio De Pinto

AVERSA – Proprio mentre il bersagliere parmense Mario Mercadanti, reduce della battaglia di El Alamein, scompariva mprovvisamente a novanta anni, l'aversano Agostino Sasso, paracadutista della “Folgore”, festeggiava nartedì scorso il suo novantesimo compleanno. Agostino Sasso partecipò alla seconda guerra mondiale, combattendo nella leggendaria divisione di Paracadutisti "Folgore".

Per l'eroico comportamento nella battaglia di El Alamein del 24 ottobre 1942 fu insignito di Medaglia di Bronzo al Valor Militare con la seguente motivazione: "Mitragliere già distintosi per coraggio, nel corso di aspro combattimento contro nemico preponderante, ferito in varie parti del corpo, rifiutava di recarsi al posto di medicazione e continuava a sparare finché non veniva sopraffatto". (El Munassib , Africa Settentrionale - 24 ottobre 1942).

Ritornato in patria dopo la prigionia in un campo inglese in Egitto, fu tra i fondatori della sezione ANPd'I "Gambaudo" di Caserta. Agostino Sasso ha ricevuto solamente nel 2006, a distanza di oltre sessanta anni dalla Seconda Guerra Mondiale, l’onorificenza di Cavaliere dell’Ordine “Al merito della Repubblica Italiana”. Classe 1920, aversano, Agostino Sasso avrebbe meritato questa onorificenza al rientro in Patria subito dopo la fine della 2^ Guerra Mondiale. Sasso l’onorificenza l’ha conquistata combattendo per l’Italia nelle sabbie del deserto nordafricano. Inquadrato nella gloriosa Divisione Folgore che ebbe anche l’onore delle armi dagli angloamericani, aveva appena ventidue anni quando prese parte con la 6^ Compagnia “Grifi”, inquadrata nel 2° Battaglione “Folgore”, alla memorabile ed epica battaglia del 23-24 ottobre 1942.

Durante la cerimonia di consegna delle onorificenza, avvenuta all'interno della Reggia di Caserta, Sasso stringeva fra le mani con orgoglio il suo “basco amaranto”, simbolo di coloro che hanno prestato servizio nelle aviotruppe. Nel ritirare il decreto le lacrime gli rigavano le guance, certamente commosso per l’alta onorificenza che il Capo dello Stato, Giorgio Napoletano gli ha concesso, ma, il pensiero andava commosso ai tanti amici della Folgore che, ventenni come lui, hanno dato la vita per la Patria. Erano cinquemila i paracadutisti della Folgore, ne rimasero circa trecento alla fine della battaglia di El Alamein. Questa onorificenza è anche per loro.
NUNZIO DE PINTO

 
 
 
 
 
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GAZZETTA DELLO SPORT: NUMERO SPECIALE PER LE FRECCE TRICOLORI
Mercoledì, 25 Agosto 2010
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PARMA- La Gazzetta dello Sport», in collaborazione con Fabbri Editori, lancia «I Miti del Cielo», la collezione ufficiale dei 50 aerei che hanno fatto la storia dell'Aeronautica Militare. E questa rassegna unica non poteva che aprirsi con un omaggio alla pattuglia acrobatica più famosa al mondo, che tra due settimane festeggerà il cinquantenario.

Sabato 11 e domenica 12 settembre appuntamento nella base udinese di Rivolto. Cinquanta anni fa, lo Stato Maggiore dell'Aeronautica decise di formare stabilmente una sola pattuglia con i migliori piloti nel 313Ëš Gruppo acrobatico a Rivolto del Friuli, invece che assegnare, anno per anno a rotazione, il titolo di pattuglia a un determinato Stormo da caccia. Leggendarie erano state, al riguardo, le evoluzioni di Cavallino Rampante (dal 1950, con 4 velivoli), Getti Tonanti, Tigre Bianche, Diavoli Rossi e Lanceri Neri. La prima esibizione della Pan risale al 1° maggio 1961 a Trento.

 
 
 
 
 
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NO COMMENT
Mercoledì, 25 Agosto 2010
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NO COMMENT

Si chiama Marzio Dal Monte, meglio conosciuto come Marzio Punk Skydiver, e sarà tra le "attrazioni" della aviosuperfice di Molinella per il fine settimana, secondo quello che scrive il Resto del Carlino di Bologna di oggi.

 
 
 
 
 
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MUORE UN BERSAGLIERE DI EL ALAMEIN
Mercoledì, 25 Agosto 2010
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NOCETO-PARMA- Ieri pomeriggio, il paese ha dato l’ultimo saluto al bersagliere Mario Mercadanti, reduce della battaglia di El Alamein, scomparso improvvisamente nei giorni scorsi a novanta anni.

La chiesa era gremita e i rappresentanti dell’Associazione nazionale bersaglieri e della Croce verde, per la quale Mario ha svolto 55 anni di volontariato, hanno salutato la salma con i gonfaloni.

Alla Santa messa era presente anche il sindaco di Noceto Giuseppe Pellegrini accompagnato dal consigliere Fabio Fecci.
Al termine della funzione religiosa, la salma ha raggiunto il tempio di Valera per la cremazione.

 
 
 
 
 
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FOLIGNO: IL GENERALE VALOTTO, CAPO DI SME ALLA GIOSTRA DELLA QUINTANA
Mercoledì, 25 Agosto 2010
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FOLIGNO-PERUGIA- IL GENERALE Giuseppe Valotto, Capo di stato maggiore dell'Esercito italiano sarà presente alla edizione di settembre della giostra della Quintana ( 12 SETTEMBRE 2010)- clicca per informazioni. Il generale, in occasione del primo raduno nazionale degli ufficiali della «Gonzaga», ha ricevuto la cittadinanza onoraria di Foligno e la spilla d'oro della Quintana.

 
 
 
 
 
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NOTIZIE DALLE MISSIONI
Martedì, 24 Agosto 2010
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UNIFIL: MUORE UN CASCO BLU FRANCESE

UN casco blu della missione Onu schierata nel sud del Libano (Unifil) è morto stamani in un incidente stradale e altri due suoi colleghi sono rimasti feriti. Fonti di stampa libanesi riferiscono che si tratta di un militare francese. In un comunicato, l'Unifil afferma che l'incidente ha coinvolto un mezzo blindato Onu nei pressi di Burj Qalawiyah, nel settore centrale dell'area di responsabilità dei caschi blu, a est del porto di Tiro. Nessun altro veicolo è stato coinvolto nell'incidente, su cui l'Unifil ha aperto un'inchiesta. Alla missione Onu partecipano dall'autunno 2006 circa 2.000 militari italiani.


KFOR RITIRA LE TRUPPE DAL MONASTERO ORTODOSSO DI GRANICA . SARA' LA POLIZIA KOSOVARA A SORVEGLIARLO, TRA LE CUI FILA CI SONO ELEMENTI CHE LO HANNO INCENDIATO E DISTRUTTO PRECEDENTEMENTE

Il passaggio ieri delle funzioni di controllo e sorveglianza sul monastero serbo ortodosso di Gracanica dai militari della Kfor alla polizia locale kosovara, ha provocato la vibrata protesta delle autorità di Belgrado e della Chiesa ortodossa.

Oliver Ivanovic, viceministro serbo per le questioni del Kosovo, ha detto oggi alla tv che Belgrado non ha fiducia nella polizia del Kosovo che non ha ancora arrestato e assicurato alla giustizia i responsabili dei progrom contro le chiese e i monasteri serbi nel 2004.

Belgrado, ha sottolineato, è fortemente contraria al disimpegno della Nato dalla sorveglianza su chiese e monasteri serbi, dal momento che, finché resteranno in libertà, i responsabili degli attacchi del 2004 potranno ripetere le loro azioni di odio. "E' per questo che il numero dei militari non va ridotto, sopratutto nei siti più importanti e più a rischio e nelle enclavi serbe", ha osservato Ivanovic.

Anche la Chiesa ortodossa ha espresso protesta e disappunto per il passaggio del monastero di Gracanica, a pochi km dalla capitale kosovara Pristina, sotto il controllo della polizia locale. L'arcidiacono del monastero di Decani, Sava Janjic, ha detto alla Tanjug che il passaggio di funzioni è avvenuto senza il consenso della Chiesa ortodossa. "L'eparchia di Raska e Prizren non consentirà alla polizia kosovara di istituire ogni sorta di checkpoint o di fare controlli all'interno delle mura del monastero", ha detto Janjic, secondo il quale gli agenti kosovari potranno entrare nel territorio del monastero "solo per pregare o accendere candele". La Kfor, ha aggiunto, resta l'unica autorizzata a espletare funzioni di sorveglianza sul monastero.

 
 
 
 
 
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I FILMATI DI CONGEDATIFOLGORE
Martedì, 24 Agosto 2010
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PARMA- Il nostro sito ha allestito un "canale" Youtube, per pubblicare filmati.

La loro qualità "tecnica" è talvolta scarsa, perchè sono prevalentemente amatoriali e girati in azione. Non pubblichiamo altro che non sia ORIGINALE e quasi sempre girato da noi: diamo la precedenza alla originalità e al contenuto.

Grazie alla amicizia con il titolare della PROFESSIONAL VIDEO,Marco Pollini, abbiamo messo in onda 4 puntate di circa 15 minuti cadauna che riguardano l'addestramento dei paracadutisti in servizio; si tratta di un vero e proprio docu-film costituito da spezzoni di montaggio che raccontano una giornata a Valle Ugione, l'area addestrativa della Folgore.
Vedremo alcune fasi di assalto ed espugnazione obbiettivo, percorso cinghiale, percorso "pantegana" anticlaustrofobia , una azione dimostrativa del Nono Reggimento e tanto altro. Marco Pollini era al seguito delle squadre in movimento, e ci ha regalato quasi un'ora di immagini ESCLUSIVE con sonoro originale.
GUARDATELI


 
 
 
 
 
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KOSOVO: ALCUNI MILITARI ITALIANI SI CONVERTONO VOLENTIERI ALLA RELIGIONE CRISTIANO-ORTODOSSA
Martedì, 24 Agosto 2010
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A riferire del rapporto molto intenso e particolare fra i nostri soldati e l'importante monastero serbo del Kosovo è il quotidiano Kurir, che dedica all'argomento un articolo dal titolo in italiano 'Fratelli'



PARMA- I militari italiani della Kfor in servizio al monastero ortodosso di Decani, in Kosovo, si legano fortemente a tale luogo di culto al punto che alcuni di loro si convertono alla religione ortodossa.

"Decani è per noi come la nostra chiesa di San Marco. Con i monaci abbiamo sempre avuto rapporti corretti. Molti miei colleghi che sono stati qui in servizio per alcuni mesi continuano a visitare il monastero ancora oggi", ha detto al giornale un militare italiano della Kfor che ha preferito rimanere anonimo. Un altro soldato, rimasto anch'egli anonimo, parla del rapporto particolare e delle sensazioni forti che il monastero di Decani lascia nei militari italiani. "Questo monastero esercita una forza inspiegabile. Alcuni miei amici si sono convertiti alla religione ortodossa in questo monastero, dopo essere stati in servizio per un anno nel contingente Kfor. Posso capirlo, poiché si tratta di un luogo particolare, sacro nel vero senso della parola". Il giornale riporta al tempo stesso le parole di alcuni monaci, tutti entusiasti e soddisfatti dell'operato dei militari italiani
SOTTO: FOTO DI REPERTORIO DELL'ANNO 2007 AI TEMPI DEL TURNO DI MISSIONE AFFIDATO ALLA FOLGORE.



 
 
 
 
 
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ESERCITO A CASERTA: OTTIMI RISULTATI DI "STRADE SICURE"
Martedì, 24 Agosto 2010
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nella foto:Colonnello Iorio a sx, Gen. Tarricone al centro, Col. Grasso a dx


CASERTA

Operazione “Strade sicure”, i numeri di sei mesi di attività


di Nunzio De Pinto

CASERTA - 70.000 persone controllate, 62 arrestate, 68 poste in stato di fermo, 214 denunciate e 33 indagate in stato di libertà mentre 36 persone sono state accompagnate in Questura per accertamenti. Sono stati oltre 52.000 i controlli effettuati ad automezzi e motoveicoli, con 645 mezzi sequestrati e 220 posti in fermo amministrativo; 16 sono stati i mezzi rubati rinvenuti e restituiti ai legittimi proprietari e 3.785 le contravvenzioni al Codice della Strada che si è contribuito a far elevare. Importanti anche i risultati ottenuti nella prevenzione della vendita illegale ed al sequestro di merce ed abbigliamento contraffatti. Cospicui, infine, anche i sequestri di armi, munizioni e di sostanze stupefacenti. Sono questi i numeri di oltre 6 mesi di attività, dal 9 febbraio al 20 agosto scorso, effettuati sulla piazza di Caserta nell’ambito dell’Operazione Strade Sicure dall’8° Reggimento Artiglieria Terrestre “Pasubio” comandata dal Colonnello Walter IORIO, che la settimana scorsa ha ceduto il delicato incarico al 9° Reggimento Fanteria “Bari” di stanza a Trani. Il passaggio di consegne è avvenuto a San Giorgio a Cremano, presso la Caserma “A.Cavalleri”, sede del 2° Comando delle Forze di Difesa, Comando Operativo dell’Esercito per il Centro, Sud Italia e le Isole, alla presenza del Comandante, Generale di Corpo d’Armata Francesco Tarricone, che si è complimentato per i risultati raggiunti. Il Reggimento di artiglieria, unità incardinata nella Brigata “Garibaldi” di stanza a Caserta, ha operato, in particolare, nei territori dell’agro aversano, congiuntamente alle Forze dell’Ordine, e, con il concorso di altre componenti dell’Esercito, a Santa Maria Capua Vetere e Gricignano. Dal gennaio 2008 l’Esercito ha ricevuto dal Governo il mandato di condurre, congiuntamente e in concorso con le Forze dell’Ordine, l’Operazione “Strade Pulite”, per l’emergenza rifiuti in Campania, con l’impiego di personale in attività di allestimento e vigilanza dei siti e, in situazioni estreme, anche di raccolta e versamento dei rifiuti, mentre da agosto dello stesso anno ha avuto inizio l’Operazione “Strade Sicure”, ribattezzata nell’agosto del 2009 in “Strade Sicure 2” per il controllo del territorio al fine di garantire e accrescere la sicurezza dei cittadini. In questo contesto, il 2° Comando delle Forze di Difesa di stanza a San Giorgio a Cremano, al cui vertice c'è il Generale di Corpo d'Armata Francesco Tarricone, è stato designato per la condotta e la gestione, alle dipendenze del COI, sia dell’Operazione “Strade Pulite”, attualmente con circa 250 uomini, sia dell’Operazione “Strade Sicure 2”.
NUNZIO DE PINTO

 
 
 
 
 
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CORSA DEI GIGANTI: CONTO ALLA ROVESCIA PER IL TEAM FOLGORE
Lunedì, 23 Agosto 2010
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PARMA- Correre e camminare per 330 chilometri e superare complessivamente 24000 metri di dislivello positivo nel tempo massimo di 150 ore, con tappe orarie minime da rispettare da un ristoro all'altro: è questa l'impresa a cui si sta preparando l'atleta dell' ASD Team Folgore Paracadutisti, Alberto Neiretti.
E' una impresa sportiva che diventa notizia di cronaca per l'eccezionalità della sfida.

Una cosa è certa: per pensare di presentarsi alla linea di partenza bisogna allenarsi tanto, giorno e notte. Così ha fatto Neiretti per mesi, anche insieme al webmaster (in fase di recupero dopo un paio di stiramenti che lo hanno rallentato tra Marzo e maggio) , su tutte le montagne del nord.


Alberto, carabiniere del Tuscania in congedo, Vice presidente del TEAM FOLGORE PARACADUTISTI, è un atleta montanaro veramente "tosto"; uno specialista della corsa e dei "raids" massacranti in montagna che ha trascorso il fine settimana appena passato sui ghiacciai del Gran Paradiso, correndo e marciando forzatamente per 16 ORE, partendo la notte di Sabato, da solo.

Superando i 3600 metri di quota e totalizzando un dislivello positivo di circa 4000 metri, passando in piena notte da pietraie a ghiaccio e poi ritornare a valle, ha testato materiali e resistenza "di testa" e gambe. La sua sfida inizierà il 12 settembre e si chiama il TOUR DE GEANTS( il tour dei giganti, dal nome delle cime che attraverserà), ovvero corsa e marcia per almeno 70 chilometri al giorno, superando ogni 24 ore almeno 4500 metri di dislivello, in solitaria, con punti ristoro ogni 30-35 chilometri.

Il suo "giretto" di una cinquantina di chilometri della scorsa settimana si è svolto nella parte Valdostana del Gran Paradiso e ha richiesto anche l'uso dei ramponi.

Altimetro e sguardo parlano da soli, così come le vallate.









 
 
 
 
 
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GORIZIA: ALL'ARA PACIS ZOLLE DI TERRENO DI NASSIRIAH ED HERAT
Lunedì, 23 Agosto 2010
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MEDEA-GORIZIA- Sarà il monumento dell’ Ara pacis, sul colle di Medea, a ospitare domenica 5 settembre una cerimonia in memoria dei caduti nelle missioni internazionali di pace, cui seguirà il tradizionale "Concerto per la pace nel mondo". Nel corso della manifestazione saranno deposte nell’ipogeo del monumento zolle di terra raccolte a Nassiria ed Herat, zone dove persero la vita soldati italiani in missione di pace. La cerimonia è prevista alle 19.45

 
 
 
 
 
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MARMOLADA: I L GHIACCIAIO RESTITUISCE UN ALTRO CORPO
Lunedì, 23 Agosto 2010
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PARMA- Il ritiro dei ghiacciai, se da una parte è un brutto segnale per l'ambiente, rappresenta tuttavia la possibilità di portare alla luce quello che il ghiaccio aveva conservato per decenni, come è accaduto sulla Marmolada per la seconda volta in 12 mesi, quasi a un anno esatto di distanza dal precedente ritrovamento:

I resti di un soldato della prima guerra mondiale sono stati infatti trovati proprio sotto le pendici del ghiacciaio della Marmolada. Dai primi rilievi dovrebbe trattarsi di un militare dell'esercito italiano.

Il ritrovamento è stato effettuato da un appassionato ricercatore di reperti bellici della provincia di Belluno che ha avvisato i resti umani a quota 2.800, sul versante trentino della montagna, e ha avvertito i carabinieri di Canazei.

Lo scheletro è stato quindi trasportato a valle dove verrà tumulato nell'ossario militare del passo Pordoi. Questa mattina esperti della Provincia di Trento sono saliti nuovamente sulla Marmolada: sul luogo del ritrovamento effettueranno scavi alla ricerca di altri reperti. Esattamente un anno fa un altro scheletro di un soldato della Grande Guerra era stato trovato sulla Marmolada


 
 
 
 
 
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NOTIZIE DALL'AFGANISTAN
Lunedì, 23 Agosto 2010
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HERAT - Si è conclusa dopo quattro giorni di attività, nel distretto di Farsi, vicino a Herat, nell'Afghanistan occidentale, l'operazione di 'Districts stability' condotta, in partnership con le forze di sicurezza afgane, da oltre 150 militari italiani del Provincial reconstruction team e della Task force centre, le unità costituite rispettivamente dal 1/o reggimento artiglieria da montagna e dal 3/o reggimento alpini della brigata Taurinense.

"Momento culminante dell'operazione, mirata a estendere il raggio d'azione delle istituzioni di Herat nei distretti remoti della provincia - spiegano al comando del contingente italiano - é stata la convocazione di una 'shura' (assemblea) cui hanno partecipato oltre 500 persone tra esponenti governativi, anziani dei villaggi e mullah".


"Fortemente auspicata" dal governatore di Herat, durante la shura sono stati discussi diversi temi, tra cui "lo sviluppo della zona in collaborazione con le istituzioni locali e la sicurezza". In particolare, riferiscono sempre al comando del contingente, nel corso del dibattito sono emerse "due priorità essenziali": la costruzione di un ponte e l'asfaltatura di una nuova strada, opere di cui il Prt di Herat verificherà la fattibilità. Attualmente il distretto di Farsi è collegato alla Ring Road, l'arteria stradale che collega le principali città dell'Afghanistan, per mezzo di una pista sterrata dove il rischio legato agli ordigni rudimentali è considerato elevato.

Al termine dell'assemblea il colonnello Emmanuele Aresu ha annunciato la costruzione da parte del PRT di 5 nuovi pozzi che serviranno a garantire agli abitanti del posto l'accesso alle risorse idriche in un territorio particolarmente arido come quello di Farsi. Nell'occasione il Prt ha anche donato beni per 35.000 euro.



 
 
 
 
 
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NOTIZIE DALL'AFGANISTAN
Lunedì, 23 Agosto 2010
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HERAT - Si è conclusa dopo quattro giorni di attività, nel distretto di Farsi, vicino a Herat, nell'Afghanistan occidentale, l'operazione di 'Districts stability' condotta, in partnership con le forze di sicurezza afgane, da oltre 150 militari italiani del Provincial reconstruction team e della Task force centre, le unità costituite rispettivamente dal 1/o reggimento artiglieria da montagna e dal 3/o reggimento alpini della brigata Taurinense.

"Momento culminante dell'operazione, mirata a estendere il raggio d'azione delle istituzioni di Herat nei distretti remoti della provincia - spiegano al comando del contingente italiano - é stata la convocazione di una 'shura' (assemblea) cui hanno partecipato oltre 500 persone tra esponenti governativi, anziani dei villaggi e mullah".


"Fortemente auspicata" dal governatore di Herat, durante la shura sono stati discussi diversi temi, tra cui "lo sviluppo della zona in collaborazione con le istituzioni locali e la sicurezza". In particolare, riferiscono sempre al comando del contingente, nel corso del dibattito sono emerse "due priorità essenziali": la costruzione di un ponte e l'asfaltatura di una nuova strada, opere di cui il Prt di Herat verificherà la fattibilità. Attualmente il distretto di Farsi è collegato alla Ring Road, l'arteria stradale che collega le principali città dell'Afghanistan, per mezzo di una pista sterrata dove il rischio legato agli ordigni rudimentali è considerato elevato.

Al termine dell'assemblea il colonnello Emmanuele Aresu ha annunciato la costruzione da parte del PRT di 5 nuovi pozzi che serviranno a garantire agli abitanti del posto l'accesso alle risorse idriche in un territorio particolarmente arido come quello di Farsi. Nell'occasione il Prt ha anche donato beni per 35.000 euro.



 
 
 
 
 
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ROMA: CONVEGNO IL 30 AGOSTO SU STORA LIBICA E COLONIALISMO ITALIANO IN LIBIA
Lunedì, 23 Agosto 2010
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ROMA- L'ambasciata libica in Italia e l'Ufficio Popolare della Jamahiria Araba Libica Popolare Socialista annunciano che il 30 agosto si terrà, con la partecipazione di storici, scrittori, docenti universitari, in via Cortina d'Ampezzo, nella sede dell'Accademia libica in Italia, un convegno storico sulla Libia e sul ruolo del colonialismo italiano.

Presente Gheddafi e ci sarà un vertice con Berlusconi nel secondo anniversario del Trattato di amicizia tra Libia e Italia.


 
 
 
 
 
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SANREMO: PIASTRINA DI UN SOLDATO ITALIANO CONSEGNATA DOPO 65 ANNI AI PARENTI
Lunedì, 23 Agosto 2010
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Dopo la consegna ai parenti, da parte del Comune e dell’Associazione Nazionale Alpini di Sanremo, della piastrina di riconoscimento appartenuta ad un cittadino sanremese alpino disperso nella tragica campagna della seconda guerra mondiale, fortunosamente ritrovata in Russia, giovedì scorso si è svolta in Comune a Sanremo un’altra restituzione di un analogo cimelio appartenuto ad un soldato emiliano.

Ad essere stata ritrovata da una coppia di dipendenti del comune di Sanremo, Sergio Furlan e Patrizia Bergonzo (marito e moglie), nell’orto della casa nel territorio di Realdo, frazione del comune di Triora (IM), in alta Valle Argentina, è stata una vecchia piastrina in rame e ottone dell’esercito. La targhetta è stata ripulita, permettendo così la lettura delle generalità del soldato: Mario Campioli, nato a Casalgrande (Reggio Emilia), nel 1922.

Attraverso ricerche effettuate dall’Ufficio Anagrafe di Sanremo con l’omologo Ufficio di Casalgrande, è emerso che l’uomo è, nato ed ha vissuto a Casalgrande. E’ risultato ancora residente nella cittadina il figlio Moreno che, contattato telefonicamente, ha dichiarato con commozione di avere piacere di rientrare in possesso della targa appartenuta al papà scomparso.

Giovedì mattina pertanto, a Palazzo Bellevue, il Vicesindaco Claudia Lolli ha consegnato a Marco Cassinadri, assessore all’Associazionismo, Volontariato e Sport di Casalgrande, che si trova in questi giorni ad Ospedaletti, il prezioso cimelio, che poi verrà riconsegnato al figlio.

Dal racconto del figlio del soldato Campioli è stata ricostruita la storia del reperto. Mario Campioli faceva parte di un reparto di fanteria dell’esercito di stanza a Mentone. Dopo l’armistizio dell’8 settembre 1943 e il conseguente sbando dell’esercito italiano, la zona montana dell’alta Valle Argentina, presso il confine francese, era il passaggio obbligato, e più sicuro, per i soldati italiani che volevano ritornare in Italia. E’ stato probabilmente nel corso di questa marcia di rientro che la targa è stata persa.

Dopo 65 anni è stata ritrovata e recuperata, grazie alla sensibilità della coppia di dipendenti comunali, per essere restituita agli eredi.


 
 
 
 
 
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LA MORTE DEL PARACADUTISTA BASEGGIO IN SARDEGNA: IL VIDEO MOSTRA UNA APERTURA IN NUBE
Lunedì, 23 Agosto 2010
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PARMA- Lo scontro in aria fra i due paracadutisti lombardi alla vigilia di Ferragosto, costato la vita all'ingegnere milanese Ambrogio Baseggio, potrebbe essere stato provocato da un'insufficiente visibilità ad alta quota.

La collisione è avvenuto all'interno di una grossa nuvola, dove il campo visivo era ridottissimo.

Così si dedurrebbe dalle immagini girate dalle telecamere sistemate sui caschi dei due paracadutisti: le cassette, poste sotto sequestro, sono ora a disposizione della magistratura. Nonostante lo scontro in aria i due paracadutisti, Stefano Guerra di Sondrio e Ambrosio Baseggio di Milano, erano riusciti ad azionare i paracadute di emergenza, sganciando gli altri, che erano rimasti danneggiati.

Il secondo paracadute di Baseggio si è però impigliato su quello che il compagno di volo aveva appena liberato, dopo il contatto. Così, Guerra era riuscito ad atterrare regolarmente, mentre Baseggio era invece caduto in picchiata su un campo di macchia mediterranea vicino alla spiaggia, dov'è morto.


Il giorno prima aveva perso la vita il primo caporalmaggiore cagliaritano Alessio Rais, precipitato sulla sabbia di Piscina Rei.
Anche della morte di Rais si occupano i carabinieri della Compagnia di San Vito, che subito dopo le due tragedie - su disposizione del sostituto procuratore Paolo De Angelis - avevano posto sotto sequestro una parte dell'aviosuperficie di Maloccu a Castiadas, dove si tenevano gli stage di paracadutismo. L'intera indagine è stata coordinata dal capitano Federico Loiacono.




 
 
 
 
 
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MONFALCONE: MUORE UN INCURSORE DI MARINA IN UN INCIDENTE
Lunedì, 23 Agosto 2010
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MONFALCONE (Trieste)-E morto ieri in un grave incidente d'auto Thomas Conte,29 anni, appartenente al Gruppo Incursori della Marina che ha sede a Varignano, La Spezia. In gravi condizioni versano invece le compagne di viaggio, due giovani residenti a Cervignano. I tre giovani, erano in rientro da una serata a Lignano. Feriti in modo lieve gli occupanti dell’altra vettura, tamponata, di Reggio Emilia.

Era ritenuto uno dei migliori incursori del gruppo. Thomas Conte aveva anche conseguito innumerevoli specializzazioni nazionali e internazionali, in particolare nell’ambito subacqueo e del paracadutismo.

Durante la sua carriera nella Marina militare,aveva affrontato numerose missioni ad alta intensità operativa.

Costernati e distrutti dal dolore la Madre, impiegata in un centro nuoto, avvisata ieri mattina mentre si accengeva ad aprire la struttura, e i numerosi amici , che non aveva mai trascurato nonostante le lunghe assenze che il suo lavoro lo obbligava a fare.

 
 
 
 
 
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IL LEONE DI EL ALAMEIN SANTO PELLICCIA SI LANCIA IN TANDEM
Lunedì, 23 Agosto 2010
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foto scattata da DANIELE MORETTO , ELQATTARA.IT


NETTUNO- Santo Pelliccia,86 anni, il nostro amato ( e famoso) Reduce della battaglia di El Alamein, che tutti ricordiamo per il suo saluto alla baionetta in uniforme storica alle cerimonie ufficiali della Folgore, si e' lanciato col paracadute da 4000 metri di altezza presso il Centro di paracadutismo sportivo di Nettuno. Pelliccia si e' lanciato in tandem ieri pomeriggio da un Pilatus Porter, con il suo giovane istruttore Gianfranco Spina. Il lancio e' stato regolare e l'atterraggio perfetto.

 
 
 
 
 
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MUORE UN COMBATTENTE DELLA DIVISIONE TRIESTE DI EL ALAMEIN
Domenica, 22 Agosto 2010
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Castelsangiovanni - Piacenza- Verranno celebrati domattina alle 10, nella chiesa di Pievetta di Castelsangiovanni, i funerali di Carlo Tosca, conosciuto anche come Carletto, sopravvissuto alla battaglia di El Alamein.


Originario di Pievetta, fu chiamato alle armi nel febbraio del 1940, all'età di soli 21 anni. Partito quindi per il militare, come geniere scelto nella Divisione Trieste dove in seguito fu nominato magazziniere, restò lontano dalla sua amata Pievetta per ben sei anni durante i quali fu inviato a combattere in Africa e dove venne fatto prigioniero per essere destinato in un campo di priogionia in Scozia da cui fece rientro solo dopo il 1946. Nell'agosto nel 1940 venne imbarcato per Bari e di lì per Durazzo, in Albania dove restò fino all'agosto del 1941. «In quell'anno - ricordano i familiari - venne rimpatriato e destinato a Napoli». Da Napoli Carlo Tosca fu poi destinato a Tripoli dove iniziò l'esperienza che lo segnò per tutta l'esistenza e che fino all'ultimo ha voluto ricordare e tramandare ai posteri. Di quegli anni infatti il reduce castellano scrisse un dettagliato diario in cui affidò le sue memorie e che i figli gli fecero stampare. Nel diario, tra le altre cose, Carlo Tosca annotò anche episodi particolari come l'incontro con il maresciallo Rommel, che allora era comandante in capo delle truppe italiane e tedesche e che proprio al militare castellano chiese alcune informazioni di cui gli fu poi riconoscente. Sempre in Africa fu tra i protagonisti dell'epica battaglia di El Alamein di cui nel suo diario aveva annotato diversi episodi. «Eravamo calati in buche a raso terra - aveva scritto Carlo Tosca - nascosti come topi. Sentivo i proiettili che passavano sopra la testa ma ebbi la fortuna di non essere colpito. Si trattò di un olocausto di tanti giovani immolati». Da quella battaglia Carlo Tosca uscì vivo ma prigioniero degli inglesi che nel maggio del 1943 lo deportarono in Scozia in un campo di lavoro dove rimase fino al 1946, anno del rientro a Castello. «Dell'esperienza in Scozia - raccontano i familiari - ricordava sempre che non era stato trattato male, anzi nelle aziende agricole dove lo avevano mandato a lavorare la terra lo trattavano come in famiglia». A casa si erano perse sue notizie fino al giorno in cui si presentò alla porta in divisa militare. Una volta rientrato si sposò con la signora Agostina Castellani da cui ebbe i figli Luigina e Gian Franco. Di professione autotrasportatore, Carlo Tosca ha sempre abitato a Pievetta.



 
 
 
 
 
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RASSEGNA STAMPA -
Sabato, 21 Agosto 2010
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LA GAZZETTA DI PARMA DEL 21 AGOSTO 2010



Viel, il re dei lanci azzurro fa man bassa di trofei
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Vittorio Rotolo

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■ Rappresenta con orgoglio il tricolore e la nostra Parma Daniele Viel, classe 1960, punto di forza della Nazionale italiana di paracadutismo impegnata fino a domani nei cieli austriaci di Thalgau dove è in programma una prova valida per la World Cup.

Coraggio e tanta determinazione le principali caratteristiche del forte atleta parmigiano che, da quando ha cominciato a volare (correva l’anno 1986...), ha collezionato oltre 6000 lanci in Italia ed all’estero ottenendo allori ed importanti piazzamenti nelle maggiori competizioni internazionali, sia a livello individuale che a squadre.

Sotto il profilo delle soddisfazioni questo 2010 meglio non poteva procedere per Viel: qualche mese fa, insieme al suo team, la Scuola nazionale blu di Pavullo (Modena), ha portato a casa la Dolomiti Cup di Belluno e conquistato un altro trofeo a Montagnana, in provincia di Padova.

Nel giugno scorso invece ai campionati italiani disputati a Molinella, nel Bolognese, Viel si è piazzato alle spalle di Francesco Gullotti. Un risultato personale di prestigio sfiorato al termine di un’estenuante battaglia condizionata come se non bastasse dal caldo torrido, non proprio l’ideale per questa disciplina.

L’occasione del riscatto si è comunque materializzata ben presto: già nelle settimane successive infatti Viel ha trionfato a Bled, in Slovenia, nella prova individuale della World Cup.

Un successo bissato appena qualche giorno fa ancora a Belluno dove ha sbaragliato la concorrenza di oltre 200 avversari, tutti atleti di notevole spessore tecnico ed espressione non a caso delle maggiori nazionali europee.

Archiviata la tre giorni di lanci in terra austriaca i nostri paracadutisti saranno impegnati a Niksic, in Montenegro, dove dal 28 agosto al 4 settembre è in programma la trentunesima edizione della Fai World Style and Accuracy Championship.

«Far parte del gruppo della Nazionale italiana, oltre che un onore, è il coronamento di un sogno - racconta Viel -: cercherò di dare il massimo e spero, insieme agli altri componenti, di ben figurare centrando un ottimo piazzamento».

Ma dietro questa bella favola c'è molto di più. Perché nel caso dell’atleta parmigiano la chiamata in azzurro acquista una valenza maggiore dal momento che, a differenza dei suoi compagni, militari di professione ed appartenenti al Centro Sportivo Esercito, Viel è un disegnatore meccanico che lavora presso una nota azienda di Fornovo.
Aspetto, questo, tutt'altro che trascurabile. La costanza nella preparazione, curata sempre nei minimi dettagli, è frutto anche del sostegno di amici e datori di lavoro.
Permessi lavorativi, ferie e weekend sono, per così dire, gli unici momenti che Viel può dedicare agli allenamenti. E se i risultati sono questi, chapeau.

 
 
 
 
 
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EL ALAMEIN: A SETTEMBRE APRIRA' UNA ZONA ARCHEOLOGICA
Sabato, 21 Agosto 2010
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PARMA- La zona archeologica di Marina El Alamein,Locassis ( conchiglia, ndr) sulla costa mediterranea dell’Egitto, a 5 chilometri dalla città di El Alamein, sarà aperta al turismo nella metà di settembre.

Qui in epoca greco-romana vi sorgeva una località portuale ricca di traffici. Messo alla luce nel XIX secolo, il complesso archeologico comprende un teatro e una serie di ville d’epoca romana, terme, numerose statue, mercati, resti di basiliche cristiane, tombe e antiche pavimentazioni stradali. Un moderno sistema di illuminazione permetterà anche le visite notturne del complesso archeologico.
Conosciuta con il nome di Locassis, la località era nota come uno dei principali luoghi al culto di Afrodite di cui sono state rinvenute alcune statue.
L’annuncio dell’apertura del sito è stato dato dal ministro egiziano delle antichità Zahi Hawass.

 
 
 
 
 
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RISOLVE IL DADO DI RUBIK IN CADUTA LIBERA
Venerdì, 20 Agosto 2010
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GUARDATE IL VIDEO DI UN PARACADUTISTA CHE IN CADUTA LIBERA RISOLVE IL DADO DI RUBiK

 
 
 
 
 
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I KOSOVARI VOGLIONO ESSERE GLI UNICI SECESSIONISTI IN SERBIA
Venerdì, 20 Agosto 2010
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PARMA- Chi di secessione ferisce... verrebbe da dire, leggendo le dichiarazioni del ministro dell'interno kosovaro, che, dopo avere proclamato la secessione dei kosovari adducendo motivi di maggioranza, non consentirebbe ai serbi, maggioranza al nord, di riannettersi alla Serbia.

Ecco il comunicato letto sulle agenzie:

Pristina è pronta a usare la forza e a reagire con le armi nel caso il nord del Kosovo a maggioranza serba proclami l'indipendenza o decida di unirsi alla Serbia. La grave ammissione è del ministro dell'interno kosovaro, Bajram Rexhepi, secondo il quale il governo di Pristina intende difendere con ogni mezzo l'integrità territoriale del paese. "Di sicuro, chiunque dovesse appoggiare l'eventuale indipendenza del nord verrà arrestato", ha detto Rexhepi in una intervista oggi al quotidiano serbo Danas

 
 
 
 
 
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UFFICIALE DELL'AERONAUTICA PRIMA DONNA ASTRONAUTA RITIRA UN PREMIO A MONTALCINA
Venerdì, 20 Agosto 2010
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MONTALCINO (SIENA) - E' il tenente Samantha Cristoforetti, prima e unica astronauta italiana donna, la vincitrice del premio 'Casato Prime Donne' 2010, che le sarà consegnato il 18 settembre a Montalcino (Siena).

Cristoforetti sarà premiata per essersi distinta nel mondo femminile per coraggio e eticità di comportamenti e in lei, spiega una nota, le giurate del premio (Francesca Colombini Cinelli, Rosy Bindi, Anselma Dell'Olio, Anna Pesenti, Stefania Rossini, Anna Scafuri e Daniela Viglione) hanno visto un esempio da proporre alle altre donne.

Il premio, istituito dalla produttrice Donatella Cinelli Colombini, ogni anno viene assegnato al personaggio femminile più emblematico e ai migliori contributi nella divulgazione di Montalcino. Classe 1977, Cristoforetti vanta due lauree, una in ingegneria aerospaziale conseguita a Monaco di Baviera e l'altra in scienze aeronautiche ottenuta, con il massimo dei voti, all'Accademia di Pozzuoli.

Tra le prime donne a diventare pilota militare è stata selezionata fra 8.500 candidati per diventare astronauta dell'Esa, l'Agenzia spaziale europea. Samantha Cristoforetti, prosegue la nota, è attualmente l'unica donna fra i 14 astronauti dell'Esa, e a chi le chiede cosa prova per questo risponde con semplicità "che io sia una donna è un aspetto personale. Non so se questo abbia o meno un significato più ampio per la figura femminile in Italia e in Europa". Gli anni scorsi furono premiate, tra le altre, l'olimpionica Josefa Idem e la virologa Ilaria Capua.


 
 
 
 
 
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I CARABINIERI ALL'AVANGUARDIA IN IRAQ: ADDESTRATI CIRCA 9000 POLIZIOTTI
Venerdì, 20 Agosto 2010
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PARMA- USI OBBEDIR TACENDO: il motto dei Carabinieri potrebbe essere adattato a ciò che stanno facendo in Iraq trasformandolo in "USI FAR BENE IL PROPRIO LAVORO, IN SILENZIO".

Ancora una volta ,infatti, l'Arma -Tuscania in testa- si distingue in un teatro internazionale, lontana dai riflettori, dando silenziosamente un fondamentale contributo alla sicurezza di quel Paese. Lo stesso avviene in Afganistan, dove il Generale paracadutista Carabiniere Burgio sta ottenendo gli stessi risultati.

Ma torniamo all'Iraq: se gli USA si serviranno da questo mese di un esercito di diecimila "contractors" per addestrare le forze iraqene, l'Italia ha preferito inviare i migliori istruttori militari con specifiche e uniche competenze di Polizia: i Carabinieri, ovvero il reparto definito dai comandanti USA (e da un Presidente) "la migliore polizia militare del mondo".

Insieme a loro lavorano altri componenti delle Forze Armate italiane che stanno dimostrando ancora una volta che "l'italian way" è considerata internazionalmente una qualità.

Ecco cosa ci scrive da Bagdad l'ufficio stampa della IRAQ NATO TRAINING MISSION:

Baghdad, Iraq – 8296 poliziotti iracheni ad oggi addestrati dai nostri Carabinieri. Altri 530 poliziotti iracheni, frequentatori del 14^ corso di addestramento, si apprestano oggi a terminare la fase basica per iniziare la successiva fase di specializzazione del corso.


Il Generale di Divisione Claudio Angelelli, Vice Comandante della NATO Training Mission in Iraq, sottolinea che a questi significativi risultati bisogna aggiungere i 133 istruttori addestrati dai nostri Carabinieri. Tale dato che numericamente appare meno rilevante evidenzia il contributo che nell'ambito della Missione Addestrativa della NATO i Carabinieri Italiani stanno fornendo nel perseguimento della Self Sustainability pianificata per la fine del 2011. Questi istruttori che a loro volta vengono classificati in T3 ("Train the Trainers" istruttori di base) e T5 ("Train the Trainers by the Iraqi Trainers" i migliori tra gli istruttori T3) rappresentano l'effetto moltiplicatore dell'attivita' addestrativa.

Questo in un quadro di flessibilita' e aderenza alle esigenze della polizia irachena come piu' volte sottolineato dal Gendarmerie Division Head della NTM-I, il Colonnello dei Carabinieri Mauro Isidori e dal Chief Gendarmerie Training Unit, il Tenente Colonnelo Roberto Jervolino. Nuove materie da insegnare, personale motivato e coinvolto nella conduzione delle attivita’ addestrative ma soprattutto con un addestramento di base migliore di corso in corso. Questa la realta’ dei poliziotti iracheni.

Il contributo nell'addestramento offerto dall'Italia, rappresenta una parte di sicuro rilievo all'interno di un programma di addestramento della NATO piu' ampio che ha dato l'opportunita', per la prima volta alla fine di luglio, di svolgere con successo una Crisis Management Exercise (CMX).

Personale qualificato dei diversi Ministeri Iracheni, durante la conduzione dell’esercitazione (CMX), ha mostrato di interagire con buona sinergia nella risoluzione di una possibile crisi a livello Paese.

Un altro italiano, un Ufficiale dell'Aeronautica Militare Italiana, e' stato il Project Manager dell'attivita' che e' stata ben supportata da un gruppo di esperti del NATO Defence College di Roma.

Cio' nel quadro della formazione degli Alti Ufficiali delle Forze di Sicurezza irachene e dei funzionari dei diversi ministeri.
E' forse anche a questi risultati, ma sicuamente al sacrificio degli italiani caduti a Nassirya a cui il Generale Babakir - Comandante delle Forze Armate Irachene - al termine dell'intervista riservata a giornalisti italiani accreditati dalla RAI TV presso la NTM-I ha ritenuto doveroso, mettendosi “in piedi”, di ringraziare il nostro Paese per il contributo e sacrificio offerto nella formazione del nuovo IRAQ.





 
 
 
 
 
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TRE SETTIMANE CON LA FOLGORE: CONTINUA LA SELEZIONE DEI CANDIDATI DA PARTE DELL'ANPDI
Venerdì, 20 Agosto 2010
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APERTE LE PRENOTAZIONI PER PARTECIPARE AL SECONDO ESPERIMENTO DI "MININAIA" ALLA FOLGORE

DAL 13 SETTEMBRE - 1 OTTOBRE



La Presidenza Nazionale ANPD'I ci comunica che sono aperte sino al 3 Settembre le prenotazioni dei ragazzi che vogliono partecipare alla entusiasmante esperienza con la Folgore. C'è qualche interessante novità che consentirà -ad esempio- di utilizzare il periodo trascorso anche a fini di studio. Leggete con attenzione il comunicato stampa e inviate subito la Vostra adesione. Sarete successivamente contattati per le istruzioni sulla selezione:



ROMA- L’ANPDI SEMPRE IN PRIMA LINEA PER SELEZIONARE I GIOVANI PER LA SESSIONE DI SETTEMBRE DEL “PROGETTO PIANETA DIFESA” .



Il risultato positivo, delle precedenti sessioni del "Progetto Pianeta Difesa" e la considerazione che la Finanziaria ha approvato stanziamenti triennali per la organizzazione, in via sperimentale, da parte delle Forze Armate di corsi di formazione teorico-pratico per la divulgazione dei valori propri che da esse promanano, tutte le Associazioni d’arma sono state invitate a selezionare i giovani di età compresa tra 18 e 30 anni per la sessione di settembre (periodo 13 settembre – 1 ottobre 2010)


•I giovani ammessi ai corsi assumono lo stato di militari,
contraendo una speciale ferma volontaria di durata pari alla durata del corso, e sono tenuti all'osservanza delle disposizioni previste dagli ordina¬menti di Forza armata. Durante i corsi i frequentatori fruiscono, a titolo gratuito, degli alloggi di servizio collettivi e della mensa.


•Al termine dei corsi, ai frequentatori è rilasciato un attestato di frequenza,
che costituisce titolo per l'iscrizione all'associazione d'arma di riferimento del reparto di Forza Armata presso il quale si è svolto il corso, nonché, previa intesa con il Ministero dell'istruzione, dell'università e della ricerca, per il riconoscimento di crediti formativi nei segmenti scolastici in cui sia possibile farvi ricorso.

I Presidenti di Sezione sono chiamati a divulgare e promuovere al massimo l’iniziativa, tenuto conto che tutte le associazioni d’arma sono invitate a fornire quote di giovani da avviare ai vari reparti delle FF.AA. e che quindi l’ANPDI deve dimostrare di non essere seconda a nessuno.

Le domande di partecipazione debbono arrivare in Presidenza entro il 3 settembre 2010.

SCRIVETE SUBITO ALLA PRESIDENZA NAZIONALE ANPDI PER PRENOTARVI!!! CLICCATE QUI

 
 
 
 
 
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I PARACADUTISTI DI RIVAROLO CANAVESE IN ADUNATA
Venerdì, 20 Agosto 2010
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I PIPISTRELLI DEL GRACO IN ADUNATA
Venerdì, 20 Agosto 2010
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COMMEMORAZIONE DI UN CADUTO ITALIANO A KABUL: IL COLONNELLO CALO'
Giovedì, 19 Agosto 2010
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Domenica 22 agosto 2010 con inizio alle ore 18.30, in piazza Calò sarà commemorato il 12° anniversario della morte del colonnello Carmine Calò, medaglia d’oro al valor militare “alla memoria”.
Farà gli onori di casa l’avv. Martino Melchionda, Sindaco di Eboli.

Il saluto dell’Esercito Italiano alla vedova, Signora Maria Pepe, sarà portato dal generale di brigata Guido Landriani, vertice del Comando Militare Esercito “Campania” con sede in Napoli.

Gli onori militari saranno resi da una schierante con trombettiere della Brigata Bersaglieri “GARIBALDI” di Caserta.

Il colonnello Calò era nato a Gesualdo, in provincia di Avellino, il 7 maggio 1950.

Conseguito il diploma di perito aziendale aveva abbracciato la carriera militare divenendo ufficiale dei carristi e successivamente ufficiale specialista di elicotteri.

Sposatosi, aveva eletto quale luogo di residenza del suo nucleo familiare proprio la città di Eboli.

L’eccellente stato di servizio e la conoscenza delle lingue straniere, consentirono all’allora tenente colonnello Calò di partecipare a numerose ed impegnative missioni internazionali per il mantenimento della pace.

A partire dalla missione in Libano negli anni ottanta, a quelle nella ex Jugoslavia come Osservatore militare della Comunità Europea e, successivamente, alle missioni quale osservatore dell’ONU in India e Pakistan.

Infine a Kabul, in Afghanistan, dove svolgeva l’incarico di Consigliere Militare del Rappresentante Speciale del Segretario Generale delle Nazioni Unite, nell’ambito della missione “UNMSA” (United Nations Special Mission Afghanistan).

Durante questa missione in un momento particolarmente delicato per le relazioni internazionali – determinatosi a causa di atti terroristici compiuti contro alcune sedi diplomatiche – mentre effettuava una regolare attività assieme ad un collega francese a bordo di un automezzo recanti i contrassegni delle Nazioni Unite, il tenente colonnello Calò veniva mortalmente ferito, il 22 agosto 1998, in un vile attentato perpetrato da due sconosciuti che proditoriamente aprivano il fuoco contro i rappresentanti delle Nazioni Unite.
Per il comportamento tenuto nella circostanza, che lo portò sino al sacrificio supremo per il sommo bene della pace e per queste gesta, al tenente colonnello Carmine Calò gli era stata già concessa la promozione al grado di colonnello e la medaglia d’oro al valor militare “alla memoria” .

La cerimonia è stata promossa dal Comune di Eboli in collaborazione con L’associazione Nazionale Bersaglieri (sezione di Eboli Piana del Sele).

MOTIVAZIONE DELLA CONCESSIONE DELLA
MEDAGLIA D’ORO AL VALOR MILITARE “ALLA MEMORIA”

“Ufficiale superiore impegnato nell’ambito della missione UNSMA (United Nations Special Mission Afghanistan) con l’incarico di consigliere militare del rappresentante speciale del Segretario Generale delle Nazioni Unite, svolgeva il suo mandato con grandissimo spirito di sacrificio, altissima professionalità e non comuni doti umane apprezzate indiscutibilmente da tutti i membri della missione. A conferma delle spiccate capacità dimostrate e dell’alto prestigio acquisito nel corso di precedenti operazioni effettuate sotto l’egida delle Nazioni Unite, in un momento particolarmente delicato per la sicurezza internazionale - in cui si erano verificati anche atti terroristici contro alcune sedi diplomatiche - incurante del potenziale pericolo, effettuava regolarmente un trasferimento di servizio assieme ad un collega francese a bordo di un automezzo recante i contrassegni delle Nazioni Unite. Nel corso dello spostamento veniva coinvolto in un vile attentato condotto da sconosciuti che proditoriamente aprivano il fuoco contro i rappresentanti delle Nazioni Unite. Gravemente ferito, riusciva, comunque, a mantenere il controllo del veicolo di cui era alla guida ed ad arrestarlo, evitando gravissimi possibili danni al collega trasportato. Successivamente malgrado le cure ricevute e la robusta tempra, il Tenente Colonnello Carmine CALÒ, spirava a causa del peggioramento delle sue condizioni cliniche, suscitando unanime ammirazione e commossa solidarietà in ambito internazionale. Fulgido esempio di elette virtù militari e altissimo senso del dovere che ha sacrificato la vita nel pieno adempimento del compito per un ideale di pace e solidarietà tra i popoli, dando lustro e prestigio all’Esercito Italiano e alla Patria tutta”. Kabul (Afghanistan, 22 agosto 1998 - D.P.R. n. 2007 del 17 agosto 1999).




 
 
 
 
 
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I "SUOI" REPARTI SPECIALI AL FUNERALE DI COSSIGA
Giovedì, 19 Agosto 2010
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Sassari, 19 agosto 2010 - E' stato accolto da un lunghissimo applauso di alcune migliaia di persone che si sono assiepate sul sacrato della chiesa di San Giuseppe, a Sassari, il feretro di Francesco Cossiga avvolto nel tricolore e nella bandiera dei Quattro Mori. ''Francesco, Francesco'', ha scandito la gente tacendo solo quando il comandante del picchetto d'onore della Brigata Sassari ha ordinato il presentat arm. A rendere onore al presidente emerito della Repubblica anche rappresentanze dei Corpi ai quali lui era affettuosamente legato Comsubin, Gis, Nocs, Granatieri di Sardegna e Col Moschin.


 
 
 
 
 
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FESTA DEL REGGIMENTO VOLONTARIE DI CAPUA: GLI AUGURI DEL GENERALE BORRECA
Giovedì, 19 Agosto 2010
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CAPUA

Gli auguri del Generale Borreca per la festa del reggimento delle volontarie


di Nunzio De Pinto

CAPUA – Oggi ricorre l'Anniversario della festa del 235° Reggimento Addestramento Volontari, unità incardinata nel R.U.A. (Raggruppamento Unità Addestrative) e comandata dal Generale di Brigata Attilio Claudio BORRECA. L'anniversario è stato festeggiato, presso la Caserma “Emidio Clementi” di Ascoli Piceno, il 29 luglio scorso, il giorno prima del giuramento delle volontarie del 2° blocco 2010. Dopo la cerimonia dell'alzabandiera, sono sono stati letti alla presenza del Vice Comandante ed Aiutante Maggiore del 235° Reggimento Addestramento Volontari "Piceno", Colonnello Roberto Faiazza e del Quadro Permanente del Reggimento, i messaggi augurali pervenuti dal Comandante della Scuola di Applicazione e Istituto di Studi Militari dell’Esercito, Generale di Corpo d’Armata Giuseppe Emilio Gay, e del Comandante del Raggruppamento Unità Addestrative di Capua, Generale di Brigata Attilio Claudio Borreca nell'accasione della Festa del Reggimento. Il Generale Borreca, nel suo messagio, ha formulato, anche a nome di tutto il personale del RUA, “...i più fervidi voti augurali a tutto il personale in servizio al 235° RAV "Piceno"”. Il 235° RAV, l'unico in Italia dedicato all'addestramento di base dei Volontari di Truppa di sesso femminile, si compone di un comando di reggimento, una compagnia di supporto logistico e un battaglione addestrativo. Il quadro permanente dell'unità che ha sede in Ascoli Piceno, è alimentato con personale scelto in tutta la Forza Armata. La Bandiera di Guerra è decorata di Una Croce di Cavaliere dell'Ordine Militare d'Italia e di una Medaglia d'Argento al Valor Militare per i fatti accaduti a Selo korite dal 19 al 22 agosto 1917, con la seguente motivazione: “Con meraviglioso irresistibile impeto irruppe in munitissimi trinceramenti nemici, oltrepassandoli, pur flagellato da numerosi mitragliatrici, che i suoi fanti snidarono in epica gara di sanguinoso individuale ardimento. Sulle posizioni conquistate s'affermò con incrollabile tenacia, respingendo con serena fermezza i violenti contrattacchi dell'accanito avversario”. Nel frattempo, è atteso per i primi giorni di settembre l'arrivo delle volontarie a ferma prefissata di un anno (VFP1) del 3° blocco 2010.
NUNZIO DE PINTO


Una volontaria in servizio al 186mo Reggimento della Folgore. Anche Lei ha iniziato a Capua.


 
 
 
 
 
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HERAT: L'IMPEGNO DELL'ITALIA PER L'ISTRUZIONE DEI GIOVANI AFGANI
Giovedì, 19 Agosto 2010
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HERAT- - Con la posa della prima pietra di tre scuole nei distretti di Injil, Karokh e Shindand, in Afghanistan, il Provincial Reconstruction Team (Prt) di Herat - l'unità dell'Esercito italiano specializzata nella ricostruzione - ha raggiunto il traguardo di 60 progetti di strutture scolastiche in 5 anni.

I lavori delle tre nuove scuole, che si concluderanno all'inizio di dicembre, sono stati affidati a ditte e manodopera della zona in modo da incentivare lo sviluppo dell'economia locale. I progetti verranno realizzati anche grazie al contributo dalle forze statunitensi, che hanno stanziato circa 450 mila euro e alla Cooperazione italiana allo sviluppo, che fornirà gli arredi e il materiale didattico. Alla cerimonia di inizio dei lavori della scuola di Shindand ha partecipato il Governatore di Herat che ha simbolicamente posto la prima pietra della sessantesima scuola.


i simboli lasciati nelle fondamenta della scuola


Il colonnello Emmanuele Aresu (foto sopra), comandante del Prt, nel discorso inaugurale ha dichiarato che: "per il Prt l'istruzione è una priorità assoluta, specie nelle aree rurali. Con la struttura di oggi, il numero di giovani che potranno frequentare le 60 scuole realizzate dal 2005 dai militari italiani nella provincia di Herat salirà a più di 80.000".


 
 
 
 
 
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MONTE GRAPPA: FANTI IN CONGEDO AL LAVORO NELLE TRINCEE
Giovedì, 19 Agosto 2010
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POVE(VI) - I Fanti delle sezioni di Cassola, Marostica, Pianezze, Romano d'Ezzelino, Rosà, Schiavon e Tezze sul Brenta sono ritornati nella loro "casa" naturale: la Casara Andreon sul Grappa. Un appuntamento che si rinnova ogni anno a primavera e estate e che li vede lavorare al ripristino delle gallerie e delle trincee della prima guerra mondiale. Armati di badile, piccone e carriola, ogni sabato per vari mesi recuperano i siti storici, con un'energica pulizia di camminamenti e con lo sgombero dai detriti delle gallerie.
Attualmente stanno ripristinando i ricoveri e le postazioni di mitragliatrice della 91. brigata di fanteria Basilicata, che in questa zona del massiccio era dislocata e pronta ad intervenire in prima linea sui monti Monfenera, Asolone, Oro, Col Moschin e Tomba. Su Tomba e Monfenera la brigata si guadagnò due medaglie d'argento al valor militare.
Ferdinando Celi

 
 
 
 
 
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RASSEGNA STAMPA
Giovedì, 19 Agosto 2010
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IL GIORNALE DEL 19 AGOSTO 2010


Interni 19-08-2010
La testimonianza

Prigioniero dei sovietici, sono vivo grazie a lui

di Fausto Biloslavo
«Comprendo il grande dolore per la privazione della libertà a cui è sottoposto suo figlio e altrettanto profondamente condivido la sua angoscia di madre per gli sviluppi di questa vicenda nel complesso contesto della situazione politica in Afghanistan» scriveva Francesco Cossiga su carta intestata della presidenza della Repubblica nel 1988, quando languivo nelle galere di Kabul. A 26 anni e con il sacro fuoco del reportage in corpo avevo raggiunto dal Pakistan i mujaheddin del leggendario comandante Ahmad Shah Massoud, che combatteva l’Armata rossa in Afghanistan e anni dopo diventerà la prima vittima dell’11 settembre.
Sulla via del ritorno mi acciuffarono i governativi consegnandomi ai paracadutisti russi. Il mondo era ancora diviso in due blocchi e non tutti si sbracciavano per liberare un giovane free lance in galera a Kabul. Se fosse stato per
l'Unità avrei dovuto restare a marcire dietro le sbarre comuniste.
Nessuno si sognò di proporre scambi di prigionieri e tantomeno di risolvere la questione nel minor tempo possibile, come capita oggi.
Uno dei pochi che si impegnò veramente per tirarmi fuori fu il presidente Cossiga. Una piccola vicenda, nel contesto delle grandi storie che hanno visto il compianto «picconatore» come protagonista. Un rivolo di guerra fredda, con missive presidenziali rispedite al mittente, che dimostra quanto controcorrente e pronto quasi a tutto fosse Cossiga per salvare un italiano nelle grinfie del Kgb e dei suoi accoliti. A mia madre scriveva: «Quanto ad un mio personale intervento vorrei che lei fosse certa, che così come in passato svolgerò anche in futuro ogni possibile passo che sia destinato a rivelarsi utile e che mi venga suggerito nella pienezza della sua competenza dal governo ». Un tribunale socialista di Kabul mi condannò a 7 anni di carcere, reo di aver fatto il mio lavoro da giornalista, quando in Afghanistan ci andavano pochi a raccontare l’occupazione sovietica. Adesso è assai più facile sparare a zero sui cattivoni della Nato. Quella volta si rischiava una lunga galera a raccontare l’occupazione. Il mio destino era scontare la pena nel triste penitenziario di Pol i Charki, alle porte di Kabul, che esiste ancora oggi. Ironia della sorte proprio l’Italia si è impegnata, negli ultimi anni, a rendere questo carcere più umano. Ai tempi dei sovietici era una catacomba di cemento dove il 90 per cento dei detenuti aveva subito torture. Molti finivano con un colpo di pistola alla nuca nelle fosse comuni poco distanti da Pol i Charki.
Non penso che sarei sopravvissuto a lungo. A Roma, però, Cossiga aveva più coraggio di altri e seguiva da vicino il mio caso. La faccenda era complicata dalla ferma posizione della Nato di non riconoscere il governo filo sovietico di Mohammed Najibullah. Il presidente afghano, ex capo della polizia segreta, era soprannominato «il macellaio», perché dicono che avesse strangolato dei prigionieri con le sue mani. Una decina d’anni dopo verrà evirato e impiccato dai talebani ad un lampione di Kabul.
Cossiga non si perse d’animo e buttò giù una prima lettera, che prendeva spunto dalla mobilitazione di Trieste, la mia città, per farmi tornare a casa. Il presidente si rivolgeva genericamente alle autorità afghane invocando la mia liberazione. La prima bozza arrivò a Kabul nella mani dell’incaricato d’affari italiano, Enrico Calamai, che doveva ottenere il gradimento degli afghani. «La lettera era troppo generica. Najibullah voleva venir preso maggiormente in considerazione. Così suggerii di cambiare il tono indicando alcune correzioni » racconta Adi, un pezzo grosso del ministero degli Esteri afghano di allora, che oggi si è ricostruito una vita ed una posizione in Europa.
La leggenda vuole che il testo del presidente italiano fosse stato addirittura corretto con la matita rossa e blu, ma forse è solo un’esagerazione.In ogni caso Calamai riferì tutto a Roma, correzioni comprese. Cossiga non si scompose e riscrisse la missiva «con un passo diplomatico in più rivolgendosi direttamente a Najibullah » ricorda l’ex diplomatico afghano. La nuova versione andava bene e dopo sette mesi di dura galera venne a prendermi a Kabul il segretario generale della Farnesina, Bruno Bottai.
Il presidente di Gladio, che sui muri del nostro paese era diventato Kossiga, con la K di Kissinger, non aveva esitato a rivolgersi ad un signore della guerra comunista, bollato dalla Nato, accettando le sue «correzioni» per farmi tornare a casa. A Cossiga l’Italia deve molto, ma chi scrive gli deve la libertà e probabilmente la vita.