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I PARACADUTISTI DI SARONNO NON DIMENTICANO LE FOIBE
Lunedì, 8 Febbraio 2010
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SARONNO- Con il patrocinio del Comune di Saronno, l’Associazione Nazionale Paracadutisti d’Italia, sez. di Saronno e l’Associazione culturale “Ricordare il Futuro” in occasione della Giornata del Ricordo hanno organizzato i seguenti incontri ai quali è particolarmente gradita la Vs. presenza :

mercoledì 10 febbraio
presso il Santuario della Beata Vergine dei Miracoli di Saronno


ore 18.00 Santa Messa in ricordo delle vittime delle Foibe - ore 19.00 omaggio al cippo del Ricordo


venerdì 12 febbraio presso Villa Gianetti in Saronno


ore 21.00 incontro con il pubblico sul tema :


UN PEZZO DI STORIA ITALIANA AL CONFINE ORIENTALE 1943-45 L’ESODO E LE FOIBE


Interverranno l’Assessore Regionale Luca Ferrazzi e l’Ing. Giuseppe Savatteri. Relatori i giornalisti: Marco Respinti e Ugo Finetti. Porteranno le loro testimonianze Giancarlo Loforti e Tito Lucilio Sidari. Moderatore il Dott. Paolo Strano coordinatore cittadino Ass. Culturale “Ricordare il Futuro”


 
 
 
 
 
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LIVORNO: SEMINARIO SULLE CRISI INTERNAZIONALI
Lunedì, 8 Febbraio 2010
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LA SCUOLA (ANPDI) DI PARACADUTISMO DI VITORCHIANO DISTACCATA A REGGIO RIPRENDE LE ATTIVITA'
Lunedì, 8 Febbraio 2010
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PARMA- Dopo alcuni approfondimenti,l'ispettore alle Scuole ANPDI , il paracadutista Serenelli , unitamente agli organi associativi tecnici ha ripristinato l'autorizzazione ad operare presso l'Aereoporto di Reggio Emilia alla Scuola ANPDI di Paracadutismo di Vitorchiano.

Dal 5 Febbraio scorso, quindi, i paracadutisti del bacino interessato ( Emilia,Lombardia, Toscana) che effettuano lanci con fune di vincolo potranno contare nuovamente sul centro BFU di Reggio Emilia.




 
 
 
 
 
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OLIMPIADI INVERNALI: L'ESECITO ITALIANO SCHIERA BEN 19 ATLETI
Lunedì, 8 Febbraio 2010
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GLI ATLETI DELL’ESERCITO AI GIOCHI OLIMPICI INVERNALI “VANCOUVER 2010”.


Con la cerimonia di apertura del 12 febbraio avranno inizio i Giochi Olimpici Invernali di Vancouver.

L’Esercito ha per la prima volta nella storia la rappresentanza più numerosa tra i gruppi sportivi delle Forze Armate, parteciperà infatti alle olimpiadi invernali con 19 atleti impegnati nelle seguenti discipline: sci alpino con Razzoli e Gius, sci di fondo con Genuin, Pasini e Brocard, biathlon con Vuillermoz, Delorezi, Fiandino, Windisch, Oberhofer e Perathoner, snowboard con Pozzolini, Fischnaller, Raimo e Brutto, short track con Serra e Zini, slittino su pista artificiale con Gruber e Gasparini.

Questo rilevante risultato è frutto di un rinnovato approccio dell’Esercito nei confronti dello sport. A partire dal 2005 la Forza Armata ha notevolmente incrementato gli arruolamenti di atleti di eccellenza nel proprio Centro Sportivo ottenendo in tal modo notevoli successi in campo nazionale e internazionale.

Il Centro Sportivo Esercito, che opera su tutto il territorio nazionale con le sezioni decentrate degli sport invernali (Courmayeur), dell’equitazione (Montelibretti) del paracadutismo(Pisa) della Motonautica(Piacenza) e degli sport olimpici (Roma), nasce il 1° gennaio del 1960 e si affilia, come indicato dallo Statuto Societario, alle Federazioni sportive nazionali d’interesse con scopi che mirano essenzialmente ad incentivare e sviluppare la pratica sportiva.


Ten. Daniele Agrofoglio

Stato Maggiore dell’Esercito

 
 
 
 
 
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HAITI: I NOSTRI RAGAZZI HANNO INIZIATO DA UNA SETTIMANA L'OPERAZIONE WHITE CRANE
Lunedì, 8 Febbraio 2010
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Emergenza Haiti: l’impegno italiano a una settimana dall’arrivo a Porta Au Prince



Ad una settimana dall’arrivo del contingente italiano ad Haiti impegnato nella missione “White Crane”, continua il supporto dei militari italiani alla popolazione haitiana, in coordinamento con la Protezione Civile. ù

Il contingente italiano, costituito da 900 militari dell’Esercito, della Marina, dell’Aeronautica e dei Carabinieri, è comandato dal Capitano di Vascello Gianluigi Reversi, comandante della portaerei Cavour che è alla sua prima missione.

Lunedì scorso, grazie a un ponte aereo effettuato con gli elicotteri della Marina italiana (due EH101 e quattro SH3D) e brasiliana (un Superpuma e un AS350 Ecureil), con 25 voli in 2 giorni sono stati sbarcati gli aiuti umanitari e sanitari. Gli elicotteri sono partiti dalla portaerei in navigazione nelle acque a largo di Port au Prince, epicentro del terremoto del 13 gennaio scorso.

La maggior parte dei mezzi pesanti della Task Force Genio della brigata alpina “Julia” dell’Esercito sono sbarcati mercoledì 3 febbraio a Porto Caucedo nella Repubblica Domenicana. Gli Alpini della Julia, con tutte le loro attrezzature, sono giunti a Port au Prince dopo 24 ore di viaggio, iniziando subito con i loro mezzi, a rimuovere macerie ed alla ricostruzione di alcune infrastrutture dell’ospedale pediatrico San Damian, della fondazione NPH (Nuestro Pequeno Hermanos) - Fondazione Francesca Rava, diretto da Padre Rick Lafaiette.

I fucilieri dell’aria dell’Aeronautica e gli uomini del Reggimento San Marco della Marina insieme ai Carabinieri assicurano la corretta distribuzione degli aiuti delle diverse associazioni ONLUS sbarcati dal Cavour e destinati alla popolazione civile, tramite i delegati sul posto delle stesse organizzazioni umanitarie.

A bordo della portaerei Cavour vengono dissalati e potabilizzati 100 mila litri di acqua al giorno che poi vengono distribuiti alla popolazione.


Sono stati consegnati anche 10 quintali di farina al forno dell’ospedale pediatrico per la produzione di pane fresco destinato ai bambini. In coordinamento con i medici che operano nell’ospedale da campo della Protezione Civile e con l’ospedale San Damian, sono state ricoverate a bordo 3 persone (1 sacerdote di 29 anni e 2 donne), grazie al supporto del team MEDEVAC (Medical Evacuation) dell’Aeronautica Militare, che ricevono le cure necessarie dei medici italiani di Nave Cavour.


 
 
 
 
 
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I GIORNALI INIZIANO A PARLARE DELLA MISSIONE EL ALAMEIN
Lunedì, 8 Febbraio 2010
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L'ARENA DI VERONA del 8 Febbraio 2010



AD MEMORIAM. Gruppi di lavoro si alterneranno a proprie spese a El Alamein per alcuni mesi


I paracadutisti scavano
per onorare i caduti d’Egitto

Tutto ciò che scopriranno verrà inserito in testi dall’Università di Padova che ha stilato un progetto



Paracadutisti, parà in congedo, brevettati Anpdi e simpatizzanti uniti per la salvaguardia e il ripristino delle postazioni della Folgore a El Alamein, e coinvolti nella ricerca internazionale che vede coinvolte Università e ricercatori italiani e internazionali, con vari patrocini di istituzioni italiane ed estere.

Si tratta di una tappa storica di collaborazione, che inserisce organicamente la azione di pulizia e ripristino delle postazioni della Folgore organizzate dai paracadutisti, all'interno del programma scientifico di salvaguardia, classificazione e mappatura dell'area della battaglia, coordinato dal Dipartimento di Geografia e Geologia dell' ateneo padovano e che coinvolge numerosi organismi.


Nella linea del fronte sud giacciono ancora i resti di oltre 1000 paracadutisti, dichiarati "dispersi" e non tumulati al sacrario. Sarà probabile il rinvenimento di alcuni di quei resti. Gli obiettivi dei Paracadutisti sono di impedire che la sabbia cancelli le tracce delle postazioni della Folgore in fase di scomparsa in gran parte e prevede di fornire rilievi topografici e documentazione fotografica perchè sia inserita all'interno della banca dati dell'Università.

La prima missione in partenza l'11 febbraio sarà composta di 12 paracadutisti accompagnati dal pro Aldino Bondesan, del dipartimento di Geografia , nonchè presidente della Società Italiana di geografia e geologia militare.

Le missioni agiranno sul pezzo del fronte sud assegnato alla Folgore, con il primo campo base all' Himeimat, la punta sud più estrema dove il 23 Ottobre 1942 iniziarono i combattimenti.

Le squadre si spingeranno fino all'ospedale italiano di Bab El Qattara,a quindici chilometri dal litorale, verso nord: quel luogo necessita di un intervento anche di asportazione di rifiuti.

Stessa sorte toccherà all'ospedale del Passo del Cammello, nelle retrovie verso sud ovest.

Ai paracadutisti sarà chiesto di compilare una scheda-rapporto che andrà ad arricchire il dossier del progetto dell'Università di Padova, mentre ogni reperto sarà consegnato ai referenti universitari per l'affidamento al Museo del sacrario di cui sono stati dichiarati consulenti e riorganizzatori.

Le prossime missioni saranno il 25-26-27-28 marzo; 29-30 aprile; 1-2 maggio; 1-2-3-4 luglio; 26-27-28-20 agosto (potrebbe essere anticipata a metà mese per abbinare una vacanza familiare); 23-24-25-26 settembre; 21-22-23-24 ottobre-con staffetta.

Il costo è in fase di definizione tra i 550 e i 580 euro a persona. La partecipazione è volontaria e a proprio rischio e spese.

I pernottamenti avverranno nel deserto, in tenda, con l'assistenza della agenzia che opera da 15 anni con l'El Alamein Project.

A.V.



 
 
 
 
 
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ARCHIVIO
Sabato, 6 Febbraio 2010
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PARMA. Continua la pubblicazione di filmati d'epoca, che troverete anche nella sezione STORIA E REDUCI del nostro sito.


TARQUINIA 1941 - SCENE DI ADDESTRAMENTO

TARQUINIA 1941 E IL LANCIO DI CEFALONIA


 
 
 
 
 
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UN SALUTO AI CASTA 2010
Sabato, 6 Febbraio 2010
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PARMA- CASTA 2010- Gli Alpini hanno fatto centro anche con la pubblica informazione.

Avevamo già ricevuto impressioni assai favorevoli, da giornalisti sul posto e dai quotidiani liocali, sulla organizzazione "svizzera" dei luoghi e dei tempi di ogni evento. Anche per la stampa il Comando Truppe Alpine ha organizzato una task force veramente professionale: classifiche, comunicati e tante immagini sono state subito "lanciate" a pochi minuti dalla fine delle prove, mentre un sito web veloce e aggiornato ogni ora, ha permesso di seguire l'intera manifestazione a distanza.

Complimenti, amici alpini.

Una menzione particolare va ai Paracadutisti del 4° Reggimento alpipar, comandato dal Colonnello Montalto, per il primo posto conquistato con energia e grinta alla gara dei Plotoni e dedicato al loro collega Rosario Ponziano, che ricordiamo anche noi, affiancandoci in silenzio e sull'attenti ai Parenti e ai Colleghi.

 
 
 
 
 
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AL COMANDO MILITARE VENETO LA TARGA PER LA PACE
Sabato, 6 Febbraio 2010
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ABANO- PD- «Aver promosso il valore universale della pace attraverso conferenze nelle scuole e nelle ricorrenze militari», con queste parole ieri pomeriggio al Grand Hotel di Abano il generale di divisione Enrico Pino, comandante del Comando Militare Esercito «Veneto», ha ricevuto nelle sue mani la Targa della Pace anno 2010.

A consegnarla è stato il generale Ennio Reggiani, presidente dell'associazione internazionale Regina Elena. «E' un grande onore ha detto il generale Pino -, che giro a tutti imilitari delle forze armate. Va a loro il mio riconoscimento e il mio grazie».

A far pendere la decisioni degli organizzatori a favore del Comando padovano è stato un intenso ciclo di conferenze promozionali nelle scuole di tutto il Veneto, oltre che all'organizzazione di importanti cerimonie commemorative della storia dell'esercito italiano. Occasioni in cui ilComando «Veneto» ha fatto conoscere l'importanza dei militari come strumento di pace in Italia e anche all'estero.

«E' un riconoscimento ai veri protagonisti dei percorsi di pace nel mondo ha commentato l'assessore alla sicurezza del Comune di Padova, Marco Carrai -, segna l'importanza dell'Italia nel ruolo di pacificatore in tutti i contesti».

A chiudere la cerimonia della premiazione, una tavola rotonda dal tema «Le forze armate italiane quale strumento di politica estera a sostegno della pace internazionale», aperta dall'onorevole Gianni de Michelis, e che ha visto protagonisti il professor Arduino Paniccia e alti gradi dell'esercito protagonisti della missione Unifil in Libano.


 
 
 
 
 
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DEDICATA AL RANGER ROSARIO PONZIANO LA VITTORIA DEL 4° RGT ALPIPAR AI CASTA
Sabato, 6 Febbraio 2010
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la spettacolare fiaccolata del 4 Febbraio, terminata con un incontro in tenda per un the caldo insieme alla popolazione



VITTORIA DEL 4° REGGIMENTO ALPIPAR ALLA GARA DEI PLOTONI (cliccate qui per la classifica completa )

dedicata a Rosario Ponziano morto in Afghanistan


SAN CANDIDO. «Dedicata a Rosario!»: Il 4º Reggimento alpini paracadutisti di Bolzano ha dedicato così la vittoria della gara più dura ed ambita, quella dei plotoni

Ritorna quindi a Bolzano il trofeo intitolato alla Medaglia d’Oro tenente Silvano Buffa, triestino, caduto sul fronte greco albanese nel 1941, da dove mancava da diversi anni.

Comandato dal maresciallo Giampiero Nobili, il plotone si è insediato in cima alla classifica sin dalle prove del primo giorno ed è riuscito, con una prova di grande carattere, a mantenersi in vetta alla graduatoria nonostante la tenacia degli altri plotoni di alpini e Gebirgsjaeger.

Proprio il ricordo di Rosario Ponziano ha dato ai ranger bolzanini la motivazione in più per riconquistare dopo 12 anni l’ambito trofeo ed a lui, commilitone del 4º Reggimento alpini paracadutisti scomparso lo scorso anno in Afghanistan gli amici hanno dedicato anche sul podio della premiazione la speciale vittoria, sfoderando dalle tute, nel momento del trionfo, le magliette con la dedica del cuore e del cameratismo.

La contesa è stata comunque aggiuerritissima per tutti e tre i giorni di gara, con il plotone bavarese che fino agli ultimi metri di gara ha lottato per la vittoria.

Pur cedendo però nell’ultima prova la vittoria all’avversario, i parà bolzanini sono riusciti, sfoderando ormai solo l’orgoglio, a non farsi scavalcare e con un arrivo al cardiopalma hanno saputo limitare i danni, salvando il successo finale.

Dopo il posto d’onore del già citato plotone tedesco dei Gebirgsjaeger, la classifica vede il terzo posto del 7º Alpini di Belluno, seguito dai friulani dell’8º davanti agli abruzzesi del 9º Alpini. Le due rappresentative femminili, che hanno gareggiato con lo stesso equipaggiamento degli uomini, non hanno certo sfigurato, riuscendo persino a battere qualche plotone maschile. In particolare la sfida in rosa ha visto le alpine della Brigata Julia superare, seppur di poco, le colleghe della Taurinense.


Un suggestivo momento del passagio di un plotone impegnato nelle prove in alta quota


 
 
 
 
 
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COMBAT STRESS MANAGEMENT: SU INIZIATIVA DELL'UNUCI, UN CORSO AI PARACADUTISTI DEL CAPAR
Sabato, 6 Febbraio 2010
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Gianluca Sarri sez. Unuci Siena

PISA- il 4 febbraio 2010, il ten.col.medico paracadutista (ris) Luciano Cartocci ha tenuto presso il Capar di Pisa una lezione di combat stress - stress management a 40 paracadutisti che a breve dovranno partire per un teatro operativo.

L'iniziativa segue quella presso il 6°reg. di manovra di Pisa e che è stata molto apprezzata dai Comandi.

La giornata e' iniziata con il saluto al Colonnello De Matteis, comandante del Centro.

Durante la nostra permanenza siamo stati "affidati" al ten.col.paracadutista Vittorio Biondi.

Quest'ultimo durante la pausa assieme al luogotenente par. Dinelli ci hanno accompagnati al Museo, illustrandoci la nuova disposizione delle sale e i nuovi materiali esposti.

Pur essendo alla terza visita al musea, ogni volta e' per me un piacere immenso vedere foto, materiali utilizzati dai paracadutisti nel corso della loro prestigiosa storia.

La giornata si e' conclusa alle 16.30 con il saluto del capitano par. Vanzin di Modena, un caro amico in servizio, che non avevamo potuto incontrare prima perche' era impegnato in un'altro corso.

Foto sotto: il ten Col Biondi (sx) , il ten col medico par ( ris) Cartocci e il nostro corrispondente, il ten Gianluca Sarri (dx)( Unuci Siena)


 
 
 
 
 
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P2: UN GENERALE NE PARLA DOPO 28 ANNI
Sabato, 6 Febbraio 2010
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28 ANNI DOPO - Diario di un piduista
(Ipertesto Edizioni)

Umberto Granati, generale di corpo d'armata, tessera P2 n. 1721, racconta la sua esperienza dopo lo scoppio dello scandalo "Propaganda 2".

IL LIBRO:
Il libro è l’aperta denuncia, sulla quale tutti dovremmo meditare, di un uomo onesto. Il Gen. Granati si è iscritto alla Loggia P2 quando la sua carriera era già delineata. Non l’ha fatto quindi per carriera! Allo scoppio del caso P2 ha sùbito ammesso la sua iscrizione alla Loggia. Come conseguenza ha subíto una serie di abusi e prevaricazioni. Leggendo queste pagine ci si può rendere conto di ciò che può avvenire in Italia quando il normale agone politico diventa bassa macelleria!

L'AUTORE:
Umberto Granati ha frequentato l’Accademia Militare e la Scuola d’Applicazione, diventando Ufficiale in s.p.e. (R.N.) prima nei Bersaglieri e poi nei Paracadutisti. Da Ufficiale ha trascorso più di metà del suo servizio con compiti di comando. Congedato nel 1983, attualmente riveste il grado di Generale di Corpo d’Armata nel Ruolo d’Onore. Una volta in pensione si è dedicato al giornalismo. Con Ipertesto ha pubblicato i racconti de “L’isola sbagliata".

Il libro è disponibile on-line su www.iperedizioni.it o nelle librerie e nei nostri punti vendita



 
 
 
 
 
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SIGILLO DELLA CTTA' AD UN LEONE DI EL ALAMEIN
Sabato, 6 Febbraio 2010
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PORDENONE -I soci dell'ANPDI hanno festeggiato il loro presidente onorario, il Leone della Folgore Pierino “Piero” Di Giusto.

Piero ha raggiunto in piena forma psico-fisica 91 anni, e rappresenta, con la sua storia, il simbolo di tutti i paracadutisti pordenonesi.

Appena costituita la nuova specialità, si è arruolato e, dopo aver frequentato la scuola di paracadutismo di Tarquinia,è stato inquadrato nel quinto battaglione quindicesima compagnia della divisione Folgore.

Ha combatturo a El Alamein.

Dopo la ritirata e la prigionia, Di Giusto è tornato a Pordenone, dove ha condotto una vita di lavoro che non gli ha fatto dimenticare la Folgore.

Assieme ad altri personaggi indimenticati a Pordenone come il dottor Piero Polese, Sacilotto e Collovati, proprio Di Giusto è stato tra i fondatori, nel 1963, della locale sezione paracadutisti intitolata a O.Civran.

All’assemblea dei Paracadutisti ha voluto essere presente anche il sindaco del capoluogo del Noncello, Sergio Bolzonello, che ha ricordato la figura di Di Giusto, ultimo reduce di El Alamein della nostra città, e gli ha conferito il sigillo del Comune per il suo valore di soldato e per l’esempio di italianità e di fedeltà ai valori patriottici che riesce ancora a trasmettere.

 
 
 
 
 
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GLI ALPINI PARACADUTISTI PRESTO A VERONA
Sabato, 6 Febbraio 2010
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foto: archivio del sito
L'ADIGE del 6 FEBBRAIO 2010

Il Monte Cervino lascia le Huber
Trasferimento imminente per gli alpini, nuove case al posto della caserma

L’OPERAZIONE I militari sicuri: «Ad aprile il reggimento verrà spostato a Verona». L’area passa alla Provincia





BOLZANO. Nulla di ufficiale, ma tutti al 4º reggimento Monte Cervino, in servizio alla caserma Vittorio Veneto, danno ormai per certo, ad aprile, l’inizio del trasferimento di uomini e mezzi a Verona. La notizia sta creando forte agitazione tra i militeri e le loro famiglie che non vogliono lasciare Bolzano. In una lettera firmata da alcune mogli, un appello alle autorità militari, perché ci ripensino.

Nato a Bolzano una ventina d’anni fa, il reggimento paracadutisti e ranger Monte Cervino è il fiore all’occhiello delle truppe alpine. Per l’alta preparazione, i suoi uomini sono spesso impegnati in missioni all’estero. Complessivamente sono circa 600.

I single in genere vivono alla caserma Vittorio Veneto. Quelli con famiglia sono in affitto oppure hanno sottoscritto il mutuo per comprare casa qui. E adesso, almeno una parte di loro, non vuole più andarsene: perché le mogli hanno trovato lavoro, i figli vanno a scuola.

Ma il Ministero della difesa, non da oggi per la verità, ha deciso che innanzitutto per ragioni logistiche il Monte Cervino deve spostarsi nella città scaligera.

BOLZANO INOSPITALE E OSTLE?
Se una parte delle mogli auspica il trasferimento, giudicando la città - queste le parole usate da un gruppo di compagne di militari in una lettera inviata a luglio al nostro giornale - “inospitale e ostile”, quelle che ci hanno inviato la e-mail che pubblichiamo a fianco, sperano che ciò non avvenga. Ma ormai sembra tutto deciso. La prima parte dei trasferimenti dovrebbe iniziare ad aprile: si calcola di completare gli spostamenti del reggimento prima della fine dell’anno.

CASE PER MILITARI AL POSTO DELLA EX CASERMA

La seconda parte del piano prevede che i militari della caserma Huber di via Druso si spostino alla Vittorio Veneto. Una volta liberata, la Huber verrà trasferita - come da accordi con il ministero della difesa - alla Provincia. Non si è ancora calcolato quanti alloggi si potranno realizzare su quel terreno, ma è già stato inserito come area di recupero all’interno del masterplan approvato dal consiglio.

Il piano del Comune punta ad utilizzare aree dismesse, per rispondere al fabbisogno casa senza dover consumare campagna vergine. Sull’asse di via Druso, di fronte alle Huber, c’è la zona artigianale. Anche in quel caso il masterplan prevede il trasferimento delle aziende in zona produttiva, al loro posto si faranno alloggi.

La caserma Huber rientra nell’accordo che Provincia e Ministero della difesa avevano siglato nel 2008 per la cessione di aree in cambio della costruzione di alloggi per militari sulle superfici residue. «L’impegno - spiega l’assessore Florian Mussner - è di investire 36 milioni di euro, di cui ne abbiamo già spesi 9».

L’intesa, sottoscritta dal presidente Durnwalder e dal generale Ivan Felice Resce, prevede che lo Stato ceda alla Provincia alcune aree militari a Bolzano, Merano, Bressanone, Varna, Appiano, Brunico, Dobbiaco e Stilves, in cambio della realizzazione di circa 350 alloggi e di altre strutture per i militari.

Dopo la fase di progettazione, si è ora passati a quell’esecutiva, con il via ai lavori. La prima tappa ha riguardato la ristrutturazione di sette appartamenti ai civici 15 e 27 di via Marconi a Bolzano, già consegnati alle famiglie.

L’intesa comporterà un dimezzamento della superficie occupata attualmente dalle caserme in provincia di Bolzano: a fine operazione ne rimarranno circa 90 ettari. «I militari continueranno comunque - ha più volte assicurato il presidente della giunta provinciale Luis Durnwalder - ad avere a disposizione aree più che sufficienti per lo svolgimento dei loro compiti». (an.ma)

APPELLO DELLE MOGLI: VOGlIAMO RIMANERE A BOLZANO

Appello delle mogli al ministero: «Ripensateci, vogliamo stare qui»





BOLZANO. A luglio una lettera firmata da un gruppo di mogli di militari del Monte Cervino auspicava il trasferimento del reggimento a Verona, in quanto Bolzano sarebbe “ostile e inospitale”. La decisione di spostare a breve i paracadutisti se da una parte accontenta loro, dall’altra scontenta un altro gruppo di mogli che non vogliono andarsene. I motivi sono elencati in una e-mail di cui pubblichiamo alcuni passaggi. «Chi scrive, lo fa unicamente a nome delle mogli di quei militari, del 4º Reggimento che in questi anni, anziché piangersi adosso, hanno ritenuto opportuno rimboccarsi le maniche e, senza preconcetti o manie di persecuzione, intraprendere un percorso di integrazione, in una cittá ed in una regione, che pur non esenti da situazioni di criticitá, costituiscono un modello cui ispirarsi per l’intero territorio nazionale». Neppure il patentino per le firmatarie della e-mail ha rappresentato un limite, “bensì un’opportunitá non solo economica, ma anche e soprattutto, per calarsi meglio nella realtá locale e con sforzi commisurati a livello rischiesto, siamo riuscite a conseguirlo”. Queste donne lavorano, con o senza patentino, “contribuendo ad elevare il tenore di vita della nostra famiglia di cui ci sentiamo orgogliose”. «Grazie a ció, assieme ai nostri mariti abbiamo potuto progettare il futuro, acquistando una casa e mettendo al mondo dei figli, a loro volta perfettamente integrati e, pur districandoci tra mille difficoltá, guardiamo al futuro con la speranza di chi ha la percezione di vivere in posto privileggiato, dove la qualitá della vita é sicuramente superiore alla media nazionale». Per tutte queste ragioni chiedono al Ministero della difesa di ripensarci e non trasferire ill reggimento Monte Cervino.



 
 
 
 
 
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RASSEGNA STAMPA: PERCHE' USARE LA PORTAEREI PER HAITI? LA RISPOSTA SU AVVENIRE DI OGGI
Venerdì, 5 Febbraio 2010
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ROMA- Qualcuno ha polemizzato sui costi ( del "CAVOUR", NDR) (in media 200mila euro al giorno, per il 40% relativi al carburante, infatti la cifra varia a seconda se si è alla fonda o in navigazione) e sull’opportunità di inviare una portaerei.

Impossibile raccogliere commenti allo Stato maggiore della Marina, dove si fa notare soltanto, in via ufficiosa, che i costi d’esercizio della nave non cambiano in base alle acque che solca.

Semmai, le spese aggiuntive riguardano le ore di volo degli elicotteri per i ponti aerei, ma in assenza del «Cavour» avremmo dovuto impiegare i C130: circa 20mila euro per ogni ora di volo. Nei pur capienti C130, tuttavia, non è possibile stivare le macchine per il movimento terra del Genio, quindi sarebbe stato necessario noleggiare i russi Antonov. In ogni caso, la missione ad Haiti è finanziata per il 90% da Fincantieri (che ha costruito la portaerei), Finmeccanica ed Eni.

Una nave civile, comunque, non avrebbe potuto assicurare il rifornimento dei materiali di supporto in soli 3 giorni, come ha fatto la Marina, né viaggiare alla velocità del «Cavour » (una volta e mezzo più rapida di un comune mercantile), né garantire interventi fino a 400 chilometri di distanza grazie ai 6 elicotteri imbarcati.

Nei primi tre giorni di presenza in zona, cioè dal primo febbraio a ieri, i velivoli hanno fatto la spola con Port -au-Prince carichi di uomini e materiali. Nel frattempo, dopo la tappa a Fortaleza per prendere a bordo altri 2 elicotteri e 74 militari e civili brasiliani, la nave si è diretta a Puerto Caucedo dove ha fatto scendere i mezzi pesanti del Genio e quelli della Croce Rossa, che ieri hanno raggiunto Haiti via terra.

L’ammiraglia della nostra flotta, inoltre, è un vero ospedale mobile: dispone di 2 ambulatori, 2 sale operatorie, una sala rianimazione, 8 posti letto per terapia intensiva, una sala per le radiografie e la Tac, una sala per il trattamento degli ustionati, un laboratorio di analisi e un laboratorio odontoiatrico.

A bordo del «Cavour» hanno viaggiato oltre 200 tonnellate di aiuti umanitari e circa 920 militari (per il 10% donne), 560 dei quali fanno parte dell’equipaggio e gli altri appartengono a tutte le Forze armate.

La Marina ha messo a disposizione anche 15 fucilieri del reggimento San Marco, 85 elicotteristi, 8 subacquei con una camera iperbarica trasportabile per trattare le sindromi da schiacciamento; l’Esercito ha mobilitato una task force del Genio formata da 186 militari della Brigata alpina Julia attrezzati con autocarri e autocisterne, potabilizzatori dell’acqua, container, autogru, rimorchi torri d’illuminazione, rimorchi cucina, un apripista cingo-- lato, pale meccaniche; i Carabinieri forniscono 6 uomini con 2 Land Rover Discovery per compiti di polizia militare; l’Aeronautica contribuisce con 14 militari per la protezione della missione e il coordinamento dell’attività aerea; per il settore sanitario sono 37 i medici e gli infermieri interforze e 8 gli infermieri della Croce rossa.

 
 
 
 
 
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RIMINI: VALE DI PIU' LA PAROLA DI UN BUTTAFUORI MACEDONE O QUELLA DI UN UFFICIALE DEI CARABINIERI ??
Venerdì, 5 Febbraio 2010
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RIMINI - rinvio a giudizio disposto dal Gip Lucio Ardigò su richiesta del Procuratore della Repubblica Paolo Giovagnoli a carico di un Ufficiale dei Carabinieri, Crocifisso Giordano, 52 anni, comandante della Compagnia di Rimini.

Viene accusato di abuso d'ufficio, violenza privata e falso ideologico .

I fatti contestati all'ufficiale risalgono al 2008, quando suo figlio lo chiamò da una discoteca, dopo essere stato malmenato da un buttafuori. Giordano fece intervenire due pattuglie dei carabinieri che identificarono l'uomo, un macedone di 39 anni.

Il macedone sostiene che quando arrivò il capitano, questi lo avrebbe minacciato e malmenato, invitandolo a lasciare l'Italia. L'uomo avrebbe lasciato il nostro paese e poi sarebbe ritornato, presentando una denuncia ai carabinieri di Cesenatico. Il capitano sostiene di avere invitato il macedone ad andare in caserma per chiarire la vicenda, e ha sottolineato di potere dimostrare la propria innocenza. Intanto il macedone si è costituito parte civile.



 
 
 
 
 
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NATO PER AFGHANISTAN: IED-CURE PER I SOLDATI E PIU' ELICOTTERI
Venerdì, 5 Febbraio 2010
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ISTANBUL-Tre le priorità focalizzate dalla Nato, riguardo all'Afghanistan, nel corso della riunione informale di oggi dei ministri della Difesa ad Istanbul: un maggiore contrasto ai micidiali 'Ied', gli ordigni esplosivi, il miglioramento delle cure mediche per i militari impegnati sul campo e l'impiego di più elicotteri. Con particolare riferimento al primo punto, il comandante supremo della Nato per la Trasformazione, il generale Stephane Abrial, ha illustrato le sue proposte per migliorare le dotazioni tecniche e l'addestramento in modo da assicurare una maggiore protezione ai soldati impegnati sul terreno. I ministri si sono poi detti d'accordo sulla necessità di incrementare l'assistenza medica per i soldati impegnati nelle operazioni e di schierare più elicotteri adatti a compiere le varie tipologie di missioni.

 
 
 
 
 
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AFGANISTAN: CORPO A CORPO CON I TALEBANI A HELMAND
Venerdì, 5 Febbraio 2010
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KABUL- Scontri corpo a corpo sono in corso da tre giorni nella provincia meridionale di Helmand fra i talebani e militari afghani e della Forza internazionale di assistenza alla sicurezza (Isaf). Lo confermano gli stessi talebani nel loro sito Internet. Gli scontri, scrive Yusuf Ahmadi, sono concentrati oggi nel villaggio di Khush Hal, nel distretto di Nad Ali. La coalizione afghano-statunitense, si dice ancora, "é rimasta bloccata nell'area ed utilizza mezzi aerei per il trasporto di truppe e di rifornimenti nell'area dove i Mujaheddin hanno collocato mine rendendo i movimenti molto difficili". In tre giorni, conclude la notizia, quattro carri armati sono stati danneggiati dalle mine. Nei giorni scorsi il ministero della Difesa afghano e l'Isaf avevano annunciato l'imminente avvio di una offensiva in Helmand

 
 
 
 
 
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OMOSESSUALI NELLE FORZE ARMATE. NULLA OSTA PER LARUSSA
Venerdì, 5 Febbraio 2010
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ROMA- Il Ministro della Difesa ha dichiarato ieri che non c'è "Nessuna incompatibilità tra gay e forze armate, nessuna preclusione".

Di per sé, ha detto il ministro, l'essere gay "non ha alcun valore" ai fini della compatibilità con il militare. Essere gay o non esserlo non ha rilevanza per essere ammessi nelle forze armate". "In Italia - osserva La Russa - non c'é una norma come c'era in altri Paesi, che vieta ai gay di fare il servizio militare. Devo dire che a volte in passato, quando c'era il servizio di leva, erano di più quelli che dichiaravano di essere omosessuali, anche senza esserlo, nel tentativo di evitare la naja. Semmai, quindi, l'opera di selezione dei militari per il servizio di leva è stata al contrario, dicendo: 'no, lo fai anche se dici di essere gay'". Ma secondo lei c'é oggi qualche incombatibilità tra gay e forze armate? "Secondo me no. Soprattutto adesso - dice il ministro - che c'é un servizio militare volontario e professionale, non obbligatorio. Se qualche problema poteva essere sollevato in passato, quando la leva era obbligatoria, adesso questo argomento non può neanche essere posto, ammesso che mai abbia trovato ascolto". Il ministro della Difesa ha quindi aggiunto di non aver mai ricevuto "segnalazioni da parte di gay in uniforme che dicono di essere discriminati e neppure, all'opposto, di qualcuno che ha protestato per la presenza di omosessuali nelle forze armate. Da questo punto di vista sono molto contento perché la considererei una discriminazione senza alcuna ragione". "Diverso è - conclude La Russa - se uno, eterosessuale o omosessuale che sia, dà fastidio a persone del suo stesso sesso o del sesso opposto (non dimentichiamo che adesso ci sono anche le ragazze). Quello non lo ammettiamo e verrebbe sanzionato. Quindi nessuna discriminazione, ma nemmeno nessun trattamento di favore".
APPREZZAMENTO DI UN LEADER DEGLI OMOSESSUALI : IMMA BATTAGLIA, LA RUSSA SORPRENDE MOLTO POSITIVAMENTE


"La dichiarazione del ministro Ignazio La Russa sui gay nelle forze armate mi sorprende molto positivamente". E' quanto ha detto Imma Battaglia, uno dei leader storici del movimento omosessuale italiano. "Segno che il tabù gay deve cadere - ha aggiunto - e in molti settori della società è già caduto. Fa piacere quando un politico da cui non te lo aspetteresti parla così apertamente e chiaramente dell'omosessualità"


Sotto: un manifesto contro i gay, risalente alla seconda guerra mondiale

APRILE 2008 : IL GENERALE DEL VECCHIO DICHIARA CHE I GAY SONO INADATTI ALL'ESERCITO

ROMA - "I gay nell'esercito sono inadatti". E' quanto ha dichiarato il generale Mauro Del Vecchio, candidato Pd, in un'intervista rilasciata a Klaus Davi per "KlausCondicio", il contenitore di approfondimento politico in Rete, in onda su YouTube ( 20 APRILE 2008). Il generale si è anche detto favorevole "alla creazione di case di piacere per i soldati impiegati nelle missioni all'estero".
Più tardi, ha rettificato e chiesto scusa.


"Io rispetto ogni scelta legittima e lecita della persona - è il ragionamento del generale - ma credo che nell'ambito di una struttura come l'esercito, dove le attività si svolgono sempre insieme, è opportuno non dichiarare ed evidenziare la propria omosessualità". "Anche nella mia carriera" aggiunge "mi sono imbattuto in episodi di omosessualità e ho fatto in modo che quelle situazioni non si verificassero di nuovo, che chi ne era coinvolto venisse ricollocato ed impiegato in altre aree".





 
 
 
 
 
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IL GENERALE MAGGI LASCIA IL SERVIZIO E SALUTA LA SUA" BANDIERA AL L 'ACCADEMIA DI MODENA
Venerdì, 5 Febbraio 2010
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MODENA - Il generale di Corpo d'Armata Giuseppe Maggi, comandante delle Scuole dell'Esercito e della Scuola di Applicazione, prima di lasciare il servizio attivo per raggiunti limiti di età, ha reso omaggio alla Bandiera d'Istituto dell'Accademia Militare di Modena, al cospetto della quale, 43 anni fa, giurò fedeltà alla Repubblica Italiana. Ad accogliere Maggi è stato il comandante dell'Accademia Militare, generale di Corpo d'Armata Roberto Bernardini. "Il generale Maggi - rende noto l'Accademia Militare – ha voluto incontrare il quadro permanente e gli allievi ufficiali esprimendo il suo apprezzamento per il lavoro svolto dall'Istituto ed evidenziando i lusinghieri risultati ottenuti nella formazione dei futuri dirigenti dell'Esercito e dell'Arma dei carabinieri". La visita di Maggi si è poi conclusa con la firma dell'Albo d'Onore.

 
 
 
 
 
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FANFARE MILITARI ALPINE INSIEME IN CONCERTO
Venerdì, 5 Febbraio 2010
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Dobbiaco 4 Febbraio – Tutto esaurito presso l’auditorium “Gustav Mahler” di Dobbiaco per il concerto delle fanfare delle due brigate alpine riunite che si è svolto ieri sera alle ore 21.

Applauditissima novità di quest’anno è stata l’esibizione del soprano Anna Viola e del tenore Alessandro Cortello – del conservatorio di Udine – che con le loro voci hanno esaltato le note dei complessi musicali delle brigate alpine Julia e Taurinense.

Gli oltre settanta musicisti alpini, alla cui guida si sono alternati i direttori il 1° maresciallo Biagio Cancelosi ed il maresciallo capo Marco Calandri, hanno entusiasmato il pubblico con brani che hanno spaziato da famose colonne sonore – “il Gladiatore”, “La leggenda del Pianista sull’oceano” – a brani classici e lirici, tra cui “La Gazza Ladra” di Rossini e “Il brindisi” da “La Traviata” di Verdi, di cui è stato richiesto a gran voce il bis.

Momento centrale è stato il video-collegamento con gli alpini impiegati a Kabul, realizzato grazie ai trasmettitori alpini del 2° reggimento trasmissioni di Bolzano. Il generale Claudio Mora, responsabile per Isaf della ricostruzione del paese afgano, ha salutato dall’Afghanistan i propri concittadini: “La situazione, nonostante la tensione resti alta, è in costante seppur lento miglioramento e gli sforzi profusi sono destinati a progetti e realtà ben definiti” – ha spiegato il generale Mora – “Il lavoro del Provincial Recostruction Team italiano di Herat è stato più volte elogiato sia dalla Nato che dalle autorità e dalla popolazione afgane”.

Il pensiero è poi andato agli alpini della task force “Iseo” che, proprio in queste ore, stanno iniziando la loro preziosa opera a favore dei terremotati di Haiti.

Come di consueto la performance del complesso si è concluso sulle note della marcia degli alpini ‘Trentatre’ e dall’Inno di Mameli.

Questa sera alle 18.15 la fanfara della Taurinense sfilerà per le vie di Sesto per poi suonare in occasione della spettacolare e tradizionale fiaccolata degli alpini sulle piste del Monte Elmo.

Alle ore 20.30 nella sala Polifunzionale di Sesto, sarà la fanfara della Julia a fare da sottofondo alla proiezione in dissolvenza de “La Voce del Silenzio”, opera a cura dell’alpinista scrittrice Fornari.


 
 
 
 
 
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CASTA 2010: ENTRA NEL VIVO LA GARA DEI PLOTONI
Venerdì, 5 Febbraio 2010
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Campionati Sciistici Truppe Alpine 2010
I plotoni in competizione, la classifica rimane fluida mentre i plotoni femminili fanno gara nella gara



San Candido – Si è svolta ieri la seconda giornata della gara dei plotoni ai Campionati sciistici delle Truppe Alpine.

Per gravosi impegni di servizio la Brigata Folgore non ha potuto inviare atleti ad alcuna delle gare previste.

I trecento alpini che si contendono la vittoria finale che giungerà al termine della tre giorni di prove si sono confrontati al poligono di tiro e nella prova lunga di slalom.

I divari tra i venti plotoni in competizione per trovare il meglio addestrato rimangono, a un giorno dalla conclusione, ancora minimi e la classifica provvisoria ancora così fluida da non svelare i possibili contendenti al podio di domani.

Ma una gara nella gara si sta consumando sulle nevi della Pusteria, è quella tra i comandanti dei plotoni femminili.

Per il secondo anno, infatti, iscritti alla gara più dura dei campionati, sono due plotoni che esprimono sul terreno una selezione del personale delle due brigate alpine, la friulana Julia e la piemontese Taurinense.


Al comando ci sono il tenente Bollati Elisa per la Julia e il tenente Cervesatto Sabrina per la Taurinense. La seconda “soffre” l’impegno dei CaSTA già dall’anno scorso quando si preparò per la competizione e fu poi riserva. Quest’anno, forte dell’esperienza maturata conduce lei le quindici ragazze, i quindici alpini che cercano di portare alla vittoria la propria brigata.

Ogn’una delle due è originaria della regione d’elezione della brigata avversaria, il tenente Bollati, di Pinerolo, corre con i colori della Julia che ha in Udine e nel Friuli il suo baricentro mentre la friulana Cervesatto gareggia per la piemontese Taurinense.





 
 
 
 
 
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TRENTO : MEMORIALE AI CADUTI "DELLA PARTE SBAGLIATA"
Venerdì, 5 Febbraio 2010
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TRENTO-Domenica scorsa si è svolta a Trento la grande cerimonia di inaugurazione del Memoriale che prende lo spunto dal verso di una poesia di Giuseppe Ungaretti «nel cuore nessuna croce manca», che riguarda anche le Comunità di Pedemonte e Casotto, in provincia di Vicenza dal 1929.

La manifestazione infatti ricorda gli oltre 11.400 Trentini caduti durante la Grande Guerra CON LE INSEGNE ASBURGICHE, ed è stata resa possibile grazie a cinque anni di ricerche svolte dal Museo Storico della Guerra di Rovereto e dalla Fondazione Museo Storico del Trentino.

«Oggi risarciamo un torto causato dalla Storia che ha ucciso due volte questi figli della nostra terra: la prima volta quando caddero indossando la divisa dell'esercito asburgico, la seconda quando vennero dimenticati e sepolti sotto la polvere».

Queste le parole pronunciate dall'assessore alla cultura Franco Panizza, alla presenza di numerose autorità civili, religiose e militari, sia italiane sia estere. Le celebrazioni dureranno due settimane, ma il momento più significativo e toccante ci sarà domenica 7 febbraio quando saranno letti uno ad uno tutti i nomi ed i cognomi delle vittime.

In quell'occasione nella sala della rappresentanza della Regione verranno pronunciati anche i nomi ed i cognomi dei ben sessantadue caduti di Pedemonte e Casotto, ai quali purtroppo non sempre fu riservato il dovuto rispetto; negli anni '50 fu eretto un monumento commemorativo ed alla cerimonia di inaugurazione venne invitato, quale massima autorità civile, il Prefetto di Vicenza.

Appena saputo che le lapidi ricordavano, oltre ai caduti della seconda guerra mondiale, anche quelli del precedente conflitto, egli si rifiutò categoricamente di presenziare alla cerimonia spiegando all'incredulo sindaco che «… non avrebbe mai accettato di rendere onore a dei soldati nemici».


Poco importava che essi fossero stati anche padri, sposi e fratelli della gente di Pedemonte. Oggi per fortuna il senso dell'umana pietà verso di loro prevale sul colore delle divise e delle bandiere e si rende ufficialmente onore al loro sacrificio. Rivolgendo uno sguardo alle immani tragedie causate nel secolo scorso dagli opposti nazionalismi, non sembra un progresso di poco conto.


 
 
 
 
 
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PARACADUTISTI DEL 183mo A PRATO: OTTIMI RISULTATI
Venerdì, 5 Febbraio 2010
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L'assessore alla sicurezza del Comune di Prato , dr Aldo Milone ha elencato i dati sull’attività dei Paracadutisti, accompagnati sempre da un poliziotto o un carabiniere: 5525 persone identificate, 3537 stranieri; 8 arresti (tutti stranieri); 82 denunce (67 stranieri); 474 perquisizioni effettuate; 2419 esercizi pubblici controllati e 478 pezzi di materiale contraffatto sequestrati. In forte calo i reati nel 2009: decrescono del 43% gli scippi, del 14 i furti con destrezza; -35,46% di ricettazioni; meno 21,32% di rapine; droga in calo del 42,61%. Aumentano (più 15,72%) i furti in abitazione.

 
 
 
 
 
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MANCANO ISTRUTTORI PER L' AFGANISTAN
Giovedì, 4 Febbraio 2010
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Il Segretario della Difesa Usa Robert Gates sta premendo sugli alleati Nato per inviare fino a 4.000 altri istruttori consiglieri militari al fine di preparare l'esercito e la polizia afghana a gestire la sicurezza di alcune province a partire dal 2011.

Lo dicono oggi funzionari americani.

La mancanza di istruttori ha fatto sorgere dubbi sul piano del presidente Barack Obama di iniziare il passaggio di responsabilità alle forze di sicurezza afghane a partire dal prossimo anno, che permetterebbe alle truppe alleate un graduale ritiro dal paese.

"Penso che il 2010 sia l'anno del massimo sforzo", dice Ivo Daalder, ambasciatore americano alla Nato.

"In quest'anno dobbiamo fare tutto il possibile... La soluzione è fare tutto entro il 2010 per poi iniziare la transizione nel 2011", ha detto il diplomatico ai giornalisti.

Il portavoce del Pentagono Geoff Morrell ha detto che Gates ha intenzione di chiedere ai ministri della Difesa Nato di "contribuire alla causa nel minor tempo possibile" in occasione dell'incontro di Istanbul in programma oggi e domani.

Gli addestratori sono necessari per preparare 300.000 agenti di sicurezza entro il 2011.


 
 
 
 
 
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CAMBIO DI COMANDO IN BOSNIA
Giovedì, 4 Febbraio 2010
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Avvicendamento del Contingente Italiano dell’Esercito in Bosnia Erzegovina

Ha avuto luogo questa mattina, presso la base di Butmir in Sarajevo, la cerimonia di avvicendamento del Contingente Italiano Esercito in Bosnia Erzegovina. Alla presenza del Comandante del Contingente Nazionale, Colonnello dei Carabinieri Vincenzo Costantini, il Tenente Colonnello Giovanni Petrocelli ha passato le consegne al Tenente Colonnello Ernesto Acciarino. Durante la cerimonia, la drappella di ITALFOR 32 è stata ammainata e issata quella di ITALFOR 33.

ITALFOR 32 ha iniziato il suo mandato il 6 luglio 2009 e vede tra i suoi ranghi uomini e donne provenienti dai reparti del Comando Artiglieria Controaerei di Sabaudia, della Brigata Logistica di Proiezione, dal 232° Reggimento Trasmissioni di Avellino e dell’Aeronautica Militare. Il Contingente dell’Esercito è composto da una componente operativa denominata L.O.T. (Liasion and Observation Team), unità dislocate sul terreno, responsabili delle attività di osservazione e di collegamento tra il Comando della Missione EUFOR, le Autorità locali e la popolazione, e da una componente logistica che fornisce il supporto necessario all’assolvimento del compito assegnato nell’ambito della missione.

In questi 7 mesi sono state numerose le attività dei team. In particolare oltre 700 sono stati gli incontri con le Autorità locali, dai sindaci delle municipalità, agli esponenti politici, imprenditori, rappresentanti delle Autorità religiose delle diverse etnie, cui si aggiungono le interviste ai comuni cittadini, il tutto per monitorare i progressi e le problematiche a livello locale.

Numerose sono state le iniziative a carattere umanitario svolte a favore della popolazione locale. Oltre 600 quintali di generi di prima necessità, materiali sanitari, prodotti alimentari, capi di vestiario, materiale didattico e giocattoli provenienti dall’Italia sono stati distribuiti negli asili, orfanotrofi e istituti particolarmente bisognosi delle municipalità di Sarajevo, Pale, Sokolac e Visegrad, località in cui sono presenti i L.O.T. costituiti da militari italliani.

ITALFOR 33 annovera tra i propri ranghi i militari appartenenti alla Brigata Logistica di Proiezione, gli artiglieri del 5° e 52° Reggimento della Brigata di Artiglieria di Portogruaro, i trasmettitori del 232° Reggimento di Avellino.


 
 
 
 
 
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SALUTI DA UN ULTRARUNNER ALPINO
Giovedì, 4 Febbraio 2010
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PARMA- Continua il "chi l'ha visto" per sapere cosa fanno per allenarsi i paracadutisti componenti del gruppo di ultra runner alpini del sito (FOLGORE TEAM).

Dopo avere rintracciato in Gennaio Alessandro Nugnes aggrappato ( per lavoro) a una Montagna a strapiombo sul lago di Garda, Fabio Orsini in solitaria sulle montagne laziali con passaggi da 1 metro di neve fino alla coscia con temperature polari e Amatobene sulle montagne parmensi a correre sul ghiaccio (con i ramponi) a -15°, siamo riusciti ad avere qualche immagine di Alberto Neiretti,quarto del gruppo, che fa lo specialista di lavori appesi nelle alpi biellesi. Alberto ha pensato di tenersi in allenamento dedicandosi ad un altro suo hobby preferito: la scalate della cascate di ghiaccio della Valle dell'Orco (Gran Paradiso) da dove ci ha mandato i suoi saluti.-






 
 
 
 
 
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L'ESERCITO STA SBARCANDO DALLA PORTAEREI CAVOUR
Giovedì, 4 Febbraio 2010
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PARMA- Ci sono giunte le prime immagini dei reparti dell'Esercito che sbarcano nella Repubbilca Dominicana (Puerto Caucedo Santo Domingo), dalla Nave Cavour , in procinto di mettersi in autocolonna verso Haiti.

Buon lavoro Ragazzi!





 
 
 
 
 
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IL GENERALE GRAZIANO CAPO DI GABINETTO DEL MINISTERO DELLA DIFESA
Giovedì, 4 Febbraio 2010
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ROMA- Il generale Claudio Graziano, appena lasciato l'incarico di comandante della missione Unifil in Libano, è stato nominato oggi capo di gabinetto del ministro della Difesa Ignazio La Russa.

Lo ha detto lo stesso La Russa, conversando con i giornalisti.

Graziano, un ufficiale di grande esperienza, anche internazionale, molto apprezzato proprio per il suo lungo periodo al comando della delicata missione internazionale in Libano, prende il posto del generale Biagio Abrate, già nominato segretario generale della Difesa e direttore nazionale degli Armamenti.

 
 
 
 
 
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archivio
Giovedì, 4 Febbraio 2010
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FILMATO LUCE SULLA SMIPAR DEL 1971

VIDEO SULLA 46ma AEROBRIGATA DEL 1974

 
 
 
 
 
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REGIONE MILITARE LOMBARDIA: MOSTRA DAL RISORGIMENTO ALL'AFGANISTAN
Giovedì, 4 Febbraio 2010
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GALLARATE- VARESE- Venerdì 5 febbraio alle ore 18.00 verrà inaugurata presso la palestra degli Istituti Vinci, in via Mantova 6, Gallarate, alla presenza di autorità militari e civili, la Mostra "L'Esercito italiano dal 1848 al 2009", allestita dal Comando Militare Esercito Lombardia.

Si tratta di una mostra statica, allestita su pannelli riportanti fotografie, documenti, riproduzioni che narrano la storia delle nostre Forze Armate dall’età risorgimentale sino alle missioni di pace di questi ultimi anni.

Particolarmente interessante per gli studenti, la Mostra resterà aperta al mattino di sabato 6, domenica 7 e lunedì 8, sempre dalle ore 09.30 alle 12.30.

Sarò presente personale che potrà illustrare il materiale esposto.

Con questo evento continua la serie di manifestazione in occasione delle celebrazioni del 25° anniversario di fondazione del Liceo Linguistico “P. Chiara”, uno dei due Istituti paritari che sono da quest’anno uniti sotto la denominazione comune di Istituti Vinci.




 
 
 
 
 
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GARA DEI PLOTONI: REGINA DEI CASTA .RANGERS PARACADUTISTI IN PRIMO PIANO
Giovedì, 4 Febbraio 2010
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PRIMO POSTO PROVVISORIO AGLI ALPINI PARACADUTISTI, DOPO LA ZAVORRATA DI 25KMT

San Candido –Valgrande in Comelico-La gara tra plotoni è una tre giorni massacrante con 25 km di fondo (su 1000 metri di dislivello) percorsi con lo zaino di 15 chili ed il fucile sulle spalle, prove di tiro, slalom, topografia, ricerca di vittime da valanga.

Viene disputata ai CaSTA, che in 62 anni è giunta ad avere oltre 1000 atleti ad edizione ma che rimane comunque banco di prova delle capacità dei reggimenti.

I reparti si sfidano in una tre giorni di sci e prove di tecnica militare che eleggeranno, alla fine il meglio addestrato.

La posta in gioco fa scatenare l’agonismo tra gli uomini che normalmente fanno del cameratismo il loro credo “non sono in antitesi le due cose - ricorda il friulano tenente Cinque comandante di uno dei plotoni in attesa del turno di partenza – l’agonismo compatta il personale attorno ad un obbiettivo, crea coesione”.

C’è chi parte con ritmi sostenuti ma i veterani commentano che la gara, articolata su tre giorni è lunga, “taanto lunga” con quell’accento sulla distanza che tra gli alpini è sinonimo di fatica infernale.

Per tre giorni i plotoni saranno impegnati in prove di fondo, slalom ma anche topografia, tiro, lancio bomba a mano, nella ricerca di travolti da valanga e in altre prove che delineano l’addestramento che fa delle truppe da montagna un punto di riferimento per i soldati ad ogni latitudine.

Nascono nel 1931 queste competizioni e a vedere alcune barbe ghiacciate dalla temperatura polare del Comelico e della Pusteria unita al vapore della fatica sembra che il tempo non sia passato. Fatica, rabbia, tenacia e sofferenza, oggi come allora sono ingredienti indispensabili per affermarsi.

Alle 16 è giunto ieri a San Candido, l’ultimo dei plotoni.

Una notte per prepararsi alla giornata seguente, la fatica, le piste, la tecnica, l’addestramento e la fortuna hanno stilato la classifica provvisoria che vede, ai primi tre posti li uomini del 4° alpini paracadutisti seguiti dal 5° che gioca in casa avendo base a Vipiteno e dalla propaggine alpina sull’appennino, il 9° reggimento con sede all’Aquila.


 
 
 
 
 
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MINI SERVIZIO MILITARE: APPROVATO IL FINANZIAMENTO
Giovedì, 4 Febbraio 2010
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ROMA -Il ministro della Difesa, Ignazio a Russa, ha annunciato , al termine del consiglio dei ministri, che è stata finanziata oggi e dunque diventerà operativa la cosiddetta "mini-naja".

La Russa ha ricordato che già quest'anno è stata avviata una sperimentazione di questa iniziativa,con il coinvolgimento di un centinaio di ragazzi e ragazze, condotta dalle Truppe Alpine.

"Ora - ha spiegato – è venuto a compimento il provvedimento vero e proprio. si tratta di un corso di formazione a carattere teorico-pratico che durerà 21 giorni e si svolgerà due volte l'anno. E' diretto ai ragazzi tra i 18 e i 30 anni che abbiano determinate caratteristiche: essere in condizione di svolgere attività sportive, avere ubn diploma, possedere i requisiti morali previsti da una legge del 2001, documentare di non avere procedimenti penali in corso o condanne, mostrare accertamenti clinici con esito negativo sull'assunzione di alcol e stupefacenti"


Si prevede che la gestione dei singoli "scaglioni" sarà volta per volta affidata a singoli Reparti. In passato La Russa aveva preannunciato che sarebbe tocato presto anche ai Paracadutisti.


 
 
 
 
 
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SICUREZZA E INFORMAZIONE INTERNA: IL GENERALE SANTINI NOMINATO DIRETTORE
Giovedì, 4 Febbraio 2010
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ROMA- Il generale di Corpo d'Armata, Adriano Santini, è stato nominato nuovo direttore dell'Aise, l'agenzia per le informazioni e la sicurezza interna. Santini, già consigliere militare del presidente del Consiglio, sostituisce l'ammiraglio di squadra, Bruno Branciforte che dopo tre anni trascorsi nell'incarico di direttore dell'Aise si appresta ad assumere quello di Capo di Stato Maggiore della Marina Militare

 
 
 
 
 
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AFGANISTAN: NUOVA OFFENSIVA A HELMAND
Giovedì, 4 Febbraio 2010
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AFGHANISTAN: IMMINENTE NUOVA OFFENSIVA MILITARE IN HELMAND


KABUL - L'esercito afghano e la Nato stanno preparando una nuova offensiva militare nella provincia meridionale afghana di Helmand al fine di rafforzare la sicurezza e debilitare le posizioni dei talebani.

Lo scrive l'agenzia di stampa afghana Pajhwok. Nel corso di una conferenza stampa con il portavoce della Forza internazionale di assistenza alla sicurezza (Isaf), il generale Eric Trembly, il ministro della Difesa afghano Zahir Azeemi ha detto che obiettivo dell'operazione sarà separare i civili dai combattenti talebani e rafforzare la sicurezza per accelerare il processo di ricostruzione.

Senza precisare quando l'offensiva sarà avviata, Azeemi ha aggiunto che essa permetterà al governo di consolidare il suo controllo della esplosiva regione meridionale per fornire servizi alla popolazione. Da parte sua Trembly a confermato che i preparativi per la missione, a cui parteciperanno migliaia di soldati afghani e di militari guidati dalla Nato, sono già in corso. In dicembre la Coalizione internazionale e l'esercito afghano hanno realizzato una operazione denominata 'La rabbia del cobra', che ha permesso un'opera di bonifica nel distretto di Now Zad.


 
 
 
 
 
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LA FONDAZIONE COSSIGA SCONSIGLIA L'USO DELLE DONNE IN COMBATTIMENTO
Giovedì, 4 Febbraio 2010
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articolo apparso su "italia oggi" del 4 febbraio 2010


Muscoli e non gonne svolazzanti delle soldatesse, armi sofisticate, magari un ponte da battezzare di tanto in tanto e tanti investimenti.

Ah, dipendesse da Marco Minniti e Francesco Cossiga, l'Italia in Afghanistan ne avrebbe di cose da fare.

Che cosa? È tutto scritto nel primo report sfornato dalla Icsa (di cui Minniti e Cossiga sono rispettivamente presidente e presidente onorario), la fondazione che si vanta di essere un «centro di analisi e di elaborazione culturale che intende trattare in modo innovativo i temi della sicurezza, della difesa e dell'intelligence».

Icsa che, a lettura ultimata delle 23 pagine del dossier («l'Italia e la Nato in Afghanistan: un approccio integrato per la stabilizzazione dell'area»), sembra atteggiarsi a una sorta di ministero della Difesa parallelo: il documento è curato dai generali Carlo Cabigiosu, Fabio Mini e Leonardo Tricarico, ma con l'ovvio visto-si-stampi di Cossiga.

Ebbene, il risultato è una lettura interessante.

Dicono gli strateghi di Icsa che in Afghanistan, visto che c'è una guerra, occorrono militari addestrati.

Invece, «la perdurante criticità delle risorse destinate all'addestramento potrebbe generare il rischio di portare nel teatro afghano personale con preparazione deficitari rispetto gli standard richiesti» e «forse ve ne sono già le prime avvisaglie».

L'addestramento al quale si fa riferimento «non si deve limitare alle attività di peace keeping (check point, pattugliamenti, attività umanitaria), ma al combattimento vero e proprio nel quale la prestanza fisica rappresenta ancora una capacità fondamentale».

Insomma: ci vogliono muscoli, muscoli, muscoli. Una parola: Rambo.

E a tal proposito, consigliano Cossiga e i suoi generali, «parrebbe opportuno riflettere sull'impiego delle donne in attività di combattimento, circostanza verosimilmente già accorsa in zona di operazioni».

In altre parole «sarebbe il caso di operare una verifica sulle scelte a suo tempo compiute dai tre stati maggiori, in particolare dell'esercito, di non precludere alcun impiego operativo alle donne».

E se non bastasse, invitano a cogliere l'occasione del conflitto afghano per «verificare la presenza di eventuali nuclei di criticità in ordine all'impiego delle donne in combattimento».

Della serie: per le nostre Tomb Raider non c'è posto. Non è la sola cosa fuori dalle righe che spunta dal dossier della Icsa.

A pagina 19, per esempio, si accerta «l'esigenza di un cambio di passo nell'attività civile».

I progetti di grande sostanza «sono poco visibili», meglio quelli «di maggiore e immediato impatto comunicativo»: dunque, che cosa c'è di meglio che «battezzare come italiano un aeroporto, una strada, una ferrovia, dei ponti, una diga»?

Operazione d'immagine, notizia in prima pagina assicurata e gli afghani e la storia si ricorderanno per sempre di noi.

Ma al capoverso successivo (quello dedicato alle imprese italiane) ci si imbatte nel concetto forse più difficile da digerire. Scrivono i tre generali, infatti, che «anche la componente civile deve maturare una mentalità di accettazione del rischio quando si opera in aree di conflitto. Un simile atteggiamento consentirebbe di superare l'approccio psicologico e la prassi secondo cui soltanto i soldati devono accettare di rischiare la propria incolumità in zona di operazioni». Della serie non soltanto i soldati devono rischiare la pelle.

 
 
 
 
 
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FINE MISSIONE IN LIBANO PER IL BATTAGLIONE LOGISTICO ARIETE"
Mercoledì, 3 Febbraio 2010
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Maniago (Pordenone)- si è svolta ieri presso la base di Shama, nel sud del Libano, la cerimonia di passaggio di responsabilità tra il Battaglione Logistico “Ariete” e il 10° Reggimento Trasporti “Bari, alla guida del Gruppo Supporto di Aderenza nell’ambito dell’Operazione Leonte 7.
L’”Ariete” è ultimo battaglione logistico esistente dell’Esercito Italiano.

Con il passaggio della bandiera dell’ONU dalle mani del Tenente Colonnello Alessandro Sciarpa a quelle del Colonnello Saverio Pirro, si è suggellato l’inizio delle responsabilità del 10° Reggimento nell’area sud del Libano, in accordo con quanto previsto dalla risoluzione 1701 delle Nazioni Unite.

Alla cerimonia, oltre al generale Luigi Francavilla, hanno partecipato anche i comandanti delle varie task forces della missione UNIFIL, le autorità locali, tra cui il Mohktar Issam Mohssen , e rappresentanti civili e militari libanesi.

Il Generale Francavilla ha elogiato il lavoro portato avanti dal Colonnello Sciarpa e dai militari del battaglione logistico “Ariete” durante i sei mesi di missione in Libano e ha confermato il suo più sincero apprezzamento per il loro contributo e soprattutto per aver sempre assicurato il loro qualificato supporto tecnico in ogni circostanza.

Il GSA (Gruppo Supporto di Aderenza) svolge un ruolo fondamentale nella missione “Leonte” assicurando il sostegno logistico per tutte le attività operative e di cooperazione militare – civile che coinvolgono l’operazione svolta dai militari italiani sotto l’egida dell’ONU.

Alla brigata logistica “Ariete” va il merito di aver affrontato e risolto con assoluta efficacia numerose attività logistiche a sostegno dei reparti italiani appartenenti alla Joint Task Force “Lebanon”. Sotto la guida del Colonnello Alessandro Sciarpa, il GSA ha svolto anche attività molto apprezzate dalla popolazione civile. “E’ stata un’esperienza breve ma intensa – ha sottolineato Sciarpa – sono soddisfatto di come hanno lavorato i miei uomini durante questi sei mesi garantendo, in modo continuo e silenzioso, tutto il supporto logistico al contingente”.

Per il 10° Reggimento Trasporti “Bari” la cerimonia odierna segna l’inizio di una nuova esperienza al di fuori dei confini nazionali fino al prossimo agosto. L’attività in Libano si aggiunge alle esperienze già svolte dal 10° Reggimento a Timor Est, Bosnia, Kosovo, Albania, Macedonia, Iraq, Sudan ed Afghanistan nel corso degli ultimi anni.

 
 
 
 
 
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LARUSSA: I RAGAZZI IN AFGANISTAN SONO NEL NOSTRO CUORE
Mercoledì, 3 Febbraio 2010
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ROMA - Tutta l'Aula della Camera ha applaudito unanimemente i militari italiani impegnati nelle missioni all'estero. L'applauso è partito, durante l'esame del testo sul legittimo impedimento, quando il ministro della Difesa Ignazio La Russa ha chiesto che "tutto il Parlamento ha sempre i nostri ragazzi nel cuore: sappiano che siamo sempre vicini a loro"

 
 
 
 
 
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LE FRECCE TRICOLORI CAMBIANO COMANDANTE
Mercoledì, 3 Febbraio 2010
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foto Papagni



PARMA- Cambio di comando alle Frecce Tricolori di Rivolto (Udine). Giovedì 11 Febbraio il Tenente Colonnello Massimo Tammaro, Comandante in carica del 313° Gruppo Addestramento Acrobatico, cederà il comando al Tenente Colonnello Marco Lant attuale Capoformazione del Gruppo Acrobatico che diventerà così il 20.mo 'Pony 0' della Pattuglia Acrobatica Nazionale.

Alla cerimonia, all'aerobase di Rivolto, parteciperà il Generale di Squadra Aerea Giuseppe Bernardis, Sottocapo di Stato Maggiore dell'Aeronautica Militare nonché ex Comandante delle stesse Frecce Tricolori.

Sono state invitate le massime autorità civili, religiose e militari della Regione Friuli Venezia Giulia nella quale ha sede l'aeroporto di Rivolto.



 
 
 
 
 
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BOMBA SU CONVOGLIO ITALIANO: 5 FERITI
Mercoledì, 3 Febbraio 2010
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SHINDAND AFGANISTAN

- Bomba contro un LINCE italiano in pattuglia.


Risulta ferito più gravemente un soldato che ha riportato un sospetto trauma cranico.

Gli altri quattro occupanti del blindato Lince lamentano solo leggere contusioni.

Una bomba presumibilmente comandata a distanza o a pressine, è esplosa alle ore 13.20 (le 9.50 in Italia), dopo un incontro con i leader di alcuni dei villaggi.

I militari si erano recati tra loro per raccogliere informazioni sull'area.


L'esplosione si è verificata a circa quattro chilometri dalla base avanzata di Shindand, presidiata dal primo Reggimento bersaglieri.


I militari sono all'ospedale da campo della base e hanno già parlato al telefono con i familiari.

Sul luogo dell'incidente è intervenuto un team di artificieri (esperti nel riconoscimento e nella bonifica di ordigni esplosivi) per stabilire "la natura e l'origine dell'esplosione".


 
 
 
 
 
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LOGISTICA DELL'ESERCITO: CAMBIO ALL'AREA SUD
Mercoledì, 3 Febbraio 2010
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PARMA- Il brigadiere generale Antonio Monaco da giovedì prossimo sarà il nuovo capo di Stato Maggiore del comando Logistico Sud dell'Esercito Italiano, che ha sede a Napoli e prenderà il posto del brigadiere generale Sandro Mariantoni, destinato a ricoprire un importante incarico presso il Comando Logistico dell'Esercito di Roma.


Il generale Monaco, proveniente dalla Brigata Logistica di Proiezione di Treviso, sarà dunque tra i principali collaboratori del maggiore generale Mario Morelli, che è il comandante del Comando Logistico Sud nonché il coordinatore dell'Unità stralcio e dell'Unità operativa per la chiusura dell'emergenza rifiuti in Campania. Il generale Monaco è subentrato al pari grado Mariantoni anche al vertice della stessa Unità .


 
 
 
 
 
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LA GUARDIA DI FINANZA ADDESTRA I DOGANIERI AFGANI
Mercoledì, 3 Febbraio 2010
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PARMA- La Guardia di finanza addestra la polizia di frontiera afgana: si tratta di un'attività cominciata da tempo e che prosegue con il 5/o corso avanzato di polizia doganale cominciato ieri a Camp 'Arena', ad Herat, la base che ospita il Regional command west della missione Isaf.

Il corso, rivolto agli agenti della Custom Police della locale Direzione generale delle Dogane e condotto dai militari della Guardia di finanza della task force 'Grifo', si sviluppa parallelamente alle attività di training che gli uomini delle Fiamme gialle svolgono nei confronti della Afghan Border Police e dei funzionari doganali: un'attività che ha consentito di specializzare finora circa 600 funzionari ed agenti.

"Lo scopo di questi programmi - viene sottolineato al comando del Regional command west - consiste nell'incremento dei livelli di efficienza del personale preposto alla tutela dei confini e alla riscossione dei tributi doganali che costituiscono circa il 40% di tutte le entrate dello Stato".

La provincia di Herat, in particolare, è da sempre considerata la zona economicamente più ricca del Paese grazie alla presenza di più di 800 piccole e medie imprese attive nel settore edile, tessile, agro-alimentare e del trattamento delle materie plastiche.

La frontiera con l'Iran, inoltre, è tradizionalmente area di transito di grossi volumi di merci: per questo l'addestramento della polizia di frontiera e doganale "costituisce una priorità negli indirizzi del Regional Command West di Isaf in quanto il controllo delle merci e delle persone in entrata e in uscita dai confini rappresenta non solo una necessità ai fini della sicurezza, ma anche un concreto aiuto allo sviluppo economico del Paese".

Il direttore generale delle dogane di Herat, Khaliq Ullah, ha spiegato che nell'ultimo anno il gettito delle entrate doganali nella zona di sua competenza è molto aumentato, superando anche gli obiettivi fissati dal Governo.


 
 
 
 
 
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SOMALIA: PARTE UNA MISSIONE EUROPEA- CON TRUPPE ITALIANE- PER ADDESTRARE IN UGANDA TRUPPE SOMALE
Mercoledì, 3 Febbraio 2010
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BRUXELLES - L'Italia parteciperà ad una missione militare dell'Unione europea per contribuire alla formazione di duemila soldati somali, che sarà operativa da maggio prossimo ed avrà una durata di un anno.

spagnoli e francesi leader della missione

La missione, che sarà a guida spagnola, vedrà un ruolo di primo piano di spagnoli e francesi, ma anche l'Italia, ha riferito un alto funzionario del consiglio Ue, contribuirà con un certo numero di carabinieri (probabilmente da 10 a 20), su un totale di circa 200 formatori.

"L'obiettivo della missione è di aiutare il governo federale somalo di transizione (Gft) ad estendere la propria autorità su tutto il territorio nazionale", ha detto Didier Lenoir, membro del Civilian military planning directorate (Cmpd) che coordina gli aspetti militari e civili delle missioni della Difesa Ue, in un incontro stampa a Bruxelles.


L'operazione di formazione - che si svolgerà in Uganda - allarga l'impegno europeo verso la Somalia, dove già opera al largo delle coste la missione Eu-navfor Atalanta, contro il fenomeno della pirateria. Anche in questa missione, l'Italia ha un ruolo importante: dal 12 dicembre scorso, il contrammiraglio Giovanni Gumiero ha assunto il comando sul teatro della forza marittima nelle acque del Corno d'Africa e dell'Oceano Indiano.


 
 
 
 
 
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RETTIFICHE SUL PILOTA E PARACADUTISTA DANIELE DOTTORI
Mercoledì, 3 Febbraio 2010
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PARMA- Ci scrive il papà del Cadetto di Accademia aeronautica Daniele Dottori, di cui avevamo citato la determinazione e il brillantissimo inizio di carriera. Influenzati dalla ammirazione e dalla amicizia che i suoi colleghi dell'ANPDI di Roma hanno per lui, abbiamo pubblicato il loro articolo con alcune inesattezze.

Ecco le precisazioni che ci sono state spedite dal Padre:


Daniele Dottori:

* è risultato 6^ nei test di preselezione;
* è risultato 4^ nella graduatoria finale del corso Marte V - piloti (58 posti disponibili);
* il brevetto di pilota già conseguito è quello BPA (brevetto pilota d'aeroplano) il cui distintivo è l'Aquila, ovvero quella consegnata nella fotografia pubblicata. Il distintivo del brevetto di pilota militare si consegue, invece, tra il 3^ ed il 4^ anno dell'Accademia, per chi supererà tutte le prove.





ROMA- STORIA DI UN EX ALLIEVO DELL'ANPDI DI ROMA, CHE HA SUPERATO BRILLANETEMENTE LE SELEZIONI DELL'ACCADEMIA AERONAUTICA E QUELLE DEL CORSO DI PILOTAGGIO.

Il Paracadutista di cui parliamo nel titolo si chiama Daniele Dottori e si è brevettato col 132° corso della sezione romana. Divenuto poi aiuto istruttore nei corsi palestra, abilitato tcl, entra nel 2009 all'accademia aeronautica.

Il suo brevetto - l’aquila "semplice" - l'ha ricevuto dalLe mani del Tenente Colonnello Lant. Lo vedete nella foto: chi glielo appunta è il "PONY 1" della PAN.







 
 
 
 
 
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BANDA DELL'ESERCITO: ANTEPRIMA DEL 150mo DELL'UNITA' D' ITALIA
Mercoledì, 3 Febbraio 2010
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ROMA- Si apre questa sera all’Auditorium " PARCO DELLA MUSICA" con un concerto della Banda dell’Esercito e il coro di S. Cecilia la lunga serie di eventi che anticipano le celebrazioni del 150° della nascita dello Stato italiano
Musica .

Il concerto è stato promosso dall’Accademia di Santa Cecilia - in collaborazione con la Presidenza del Consiglio dei Ministri e la sua Unità Tecnica di Missione per le Celebrazioni del 150° Anniversario dell’Unità nazionale .

In apertura di serata sarà eseguita la versione originale per coro maschile e banda dell’Inno degli Italiani, sul celebre testo di Goffredo Mameli musicato da Michele Novaro. Seguiranno brani d’opera del compositore che più di ogni altro ha incarnato con la sua musica gli ideali risorgimentali: Giuseppe Verdi.

 
 
 
 
 
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MUSICA E MONTAGNA: LE FANFARE ALPINE IN CONCERTO
Mercoledì, 3 Febbraio 2010
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MUSICA E MONTAGNA A SAN CANDIDO



San Candido 2 Febbraio – Sala Resch gremita di pubblico per il concerto della Fanfara della brigata alpina Taurinense diretta dal maresciallo capo Marco Calandri.

I 35 musicisti alpini piemontesi hanno eseguito musiche tradizionali per banda militare alternando brani di classica – particolare successo ha riscosso ‘O fortuna’ dai Carmina Burana di Orff che è stato richiesto come bis dal generale Primicerj, comandante delle Truppe Alpine – ad arrangiamenti per fiati di melodie pop o di colonne sonore, come ‘il Gladiatore’.

Come di consueto la performance del complesso della Taurinense si è concluso sulle note della applauditissima ‘Marcia dei Coscritti Piemontesi’, inno della brigata di stanza a Torino, seguita dalla marcia degli alpini ‘Trentatre’ e dall’inno di Mameli.

La Fanfara della Taurinense è ospite fissa dei Campionati di Sci delle Truppe Alpine ed è attualmente costituita da musicisti tratti dai reggimenti di stanza in Piemonte ed in Abruzzo, molti dei quali sono diplomati al Conservatorio.

Negli ultimi anni, la Fanfara si è esibita in Italia ed in Europa ai Festival internazionali di musica militare di Modena, Huesca, Martigny, Mons, Losanna e La Chaux-de-Fonds; in più occasioni ha suonato al Regio di Torino, all’Auditorium RAI ed all’Auditorium “Giovanni Agnelli” del Lingotto, oltre che alla sfilata del 2 giugno a Roma, nel giorno della Festa della Repubblica ed alle cerimonie di inaugurazione e chiusura delle Olimpiadi Invernali di Torino 2006. Nel 2007, in occasione della Festa dell’Esercito, la Fanfara ha eseguito a Verona un brano lirico originale, cantato dal soprano Cecilia Gasdia.

Oggi la fanfara della Taurinense si esibirà insieme alla gemella della Julia presso l’auditorium “Gustav Mahler” con inizio alle ore 20.30.


 
 
 
 
 
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ARCHIVIO
Mercoledì, 3 Febbraio 2010
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Cortesia: UNUCI Siena - G.Luca Sarri
A sinistra: il presidente UNUCI SIENA- col.par.giorgio bonifazi- al centro il gen.par.Enrico Celentano

 
 
 
 
 
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LETTERE AL DIRETTORE
Mercoledì, 3 Febbraio 2010
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Lucca, 3 Febbraio 2010

Caro Walter,
mi è stato regalato un libro sulla missione della Folgore in Afghanistan nel 2003 (missione “Nibbio”), scritto da un ufficiale medico paracadutista al seguito del 187° Rgt Folgore.
L’ho letto tutto d’un fiato e ti assicuro che è uno dei più bei libri sulle missioni che mi sia capitato.
Merita senz’altro di essere segnalato e divulgato.

Par. Franco Lippi.


Nota della Redazione:

Già in Luglio 2007 Framer, nella sua rubrica OSSERVATORIO, l'aveva notato e recensito. Un successo duraturo, quindi, di cui ci complimentiamo con l'Autore..


 
 
 
 
 
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L'8 GUASTATORI PARACADUTISTI FOLGORE AL LAVORO
Mercoledì, 3 Febbraio 2010
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foto di archivio: intervento su un grosso ordigno. La buca predisposta per farlo brillare.



Distrutto un razzo che era nascosto sulla riva dell’Adige


Gli specialisti della «Folgore» e i carabinieri impegnati due ore


È stata una mattinata movimentata quella del cantiere aperto in riva all’Adige per la riqualificazione ambientale di un tratto di argine.


Intorno alle 9, gli operai al lavoro sulla sponda destra del fiume si sono infatti imbattuti, all’altezza del ponte della ferrovia, in un residuato bellico della Seconda guerra mondiale. Un fuoriprogramma che ha suggerito al personale dell’Ufficio tecnico comunale di avvisare immediatamente i carabinieri di Legnago.

I quali, dopo un sopralluogo coordinato dal capitano Francesco Provvidenza, hanno allertato gli artificieri dell’ottavo reggimento Genio guastatori Folgore di stanza alla caserma Briscese per procedere al disinnesco al fine di scongiurare esplosioni e possibili incidenti. Si trattava, infatti, della testa di un razzo di fabbricazione tedesca, lunga circa 40 centimetri, che è stata lanciata in città dalle truppe di fanteria oltre 65 anni fa durante l’ultimo conflitto. Dopo aver provveduto a mettere in sicurezza l’ordigno collocato in una zona particolarmente battuta da chi passeggia sulle sponde del fiume, la squadra di militari ha provveduto a farlo brillare. Un’operazione che si è svolta ad un centinaio di metri dal luogo del rinvenimento in una buca profonda un paio di metri scavata nella golena. Tutto ciò non prima però di aver avvisato il vicino ospedale e di aver verificato che durante il disinnesco non ci fossero treni in transito. Alla fine l’intervento, terminato verso le 11.30, è andato a buon fine senza alcun inconveniente tecnico.

S.N.



 
 
 
 
 
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CASTA: ESERCITAZIONE MILITARE DEGLI ALPINI A DOBBIACO
Martedì, 2 Febbraio 2010
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San Candido 02 febbraio 2010 – Si è svolta oggi a Dobbiaco una articolata esercitazione di alpini, impegnati in simulazioni di combattimento, colpo di mano, mesas in sicurezza di area ed esfiltrazione.

“La capacità al centro dei Ca.STA resta quella del movimento su terreni innevati ed impervi, basilare per poter operare ovunque - ancora oggi - in contesti altamente tecnologici” : così le parole del Comandante delle Truppe Alpine Gen. Div. Albero PRIMICERJ alla cerimonia d’apertura dei Campionati Sciistici delle Truppe Alpine.
E questa esercitazione lo sottolinea.

“I miei ranger del 4° alpini paracadutisti e gli alpini del 7° in supporto con i loro assetti di movimento su terreno innevato si addestrano in maniera congiunta per testare le possibilità di impiego congiunto” spiega il Comandante del reparto di Bolzano Ten. Col. Giuseppe MONTALDO, quanto hanno sperimentato ha,in quest’esercitazione, finalmente prova pratica.

Gli spettatori occasionali hanno assistito nei pressi dell'aerocampo a volo radente d’elicotteri,schieramento di tiratori scelti ed assaltatori in azione, con “rappeling”, mezzi blindati per il movimento su neve e sciatori, un mix quasi cinematografico che ha evidenziato un addestramento altamente specializzato.

L’intervento si svolge fulmineo e in perfetta sincronia: difficile seguire tutte le distinte azioni che si articolano tra la messa in sicurezza dell’area, l’irruzione in un abitato con uno scontro a fuoco e la succesiva analisi del materiale rinvenuto.

Ogni componente sa cosa fare, come muovere, quale obbiettivo raggiungere. E' "solo" un’esercitazione all’interno degli impegni dei CaSTA in Pusteria, che serve a testare il livello raggiunto.

“L’addestramento - come ricorda un ufficiale calatosi da poco in corda doppia da un elicottero - è lo strumento essenziale per giungere preparati all’azione”.

Un centinaio di operatori hanno ritagliato il tempo per questo addestramento, mentre più di mille colleghi iniziavano le gare sulle piste da sci.

Sono stati utilizzati una compagnia del 7° alpini, un nucleo di Rangers, l’elite delle Truppe Alpine in azione per una eserrcitazione a cui hanno assistito gli alunni delle scuole elementari e medie di lingua italiana e tedesca del centro della Pusteria.

L’appuntamento per i ragazzi è stato nell’area addestrativa di Villabassa dove il personale del 4° reggimento alpini paracadutisti assieme ai colleghi di Belluno del 7° reggimento alpini, ha simulato un’azione diretta volta a neutralizzare una minaccia.

Supportati dagli elicotteri del reggimento AVES “Altair” i Rangers di Bolzano hanno effettuato una spettacolare discesa rapida dai velivoli con la tecnica denominata “rappeling”: pane quiotidiano insieme agli aviolanci, di questo particolare reparto.

Effettuato il colpo di mano l’esercitazione ha visto l’intervento, nel terreno innevato dell’area addestrativa, con compiti di supporto operativo i BV 206, mezzi specifici per il movimento su neve degli alpini di Belluno.

TUTTE LE FOTO DELL'ESERCITAZIONE (cortesia Comando Truppe Alpine



 
 
 
 
 
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LIBANO: TRIANGOLARE DI CALCIO
Martedì, 2 Febbraio 2010
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ROMA- Un triangolare di calcio tra la Nazionale dei giornalisti italiani, una squadra composta da militari italiani e libanesi e una terza di cui fanno parte ex calciatori del paese dei cedri si svolgerà domenica 7 febbraio a Tiro, nel sud del Libano, dove il Contingente militare italiano è presente da oltre trent’anni inserito nell’operazione UNIFIL delle Nazioni Unite.

L’inedito incontro calcistico è stato organizzato su proposta della RAI nell’ambito delle attività del Contingente italiano; la giornata di sport si articolerà in tre incontri da 40 minuti l’uno e prevede collegamenti in diretta con la trasmissione “Quelli che il calcio”, che avrà come inviata in Libano Antonella Elia.

NUMEROSI VIP

La squadra dei giornalisti italiani, tra i quali scenderà in campo anche l’attore Raoul Bova, schiererà alcuni dei volti più celebri e conosciuti dal pubblico televisivo: da Paolo Di Giannantonio, Attilio Romita e Giuliano Giubilei della Rai a Tony Capuozzo e Fabio Tamburrini di Mediaset a Paolo Fratter di Sky.


 
 
 
 
 
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ANCHE LA PRESIDENZA NAZIONALE ALLA CONSEGNA DEI BREVETTI AGLI ALLIEVI MARESCIALLI
Martedì, 2 Febbraio 2010
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LUCCA-C'era anche il generale incursore paracadutista Giuseppe FALCONE, in rappresentanza della Presidenza Nazionale ANPD'I, alla consegna dei brevetti di lancio FDV, ai 25 Allievi Marescialli del 30 gennaio presso la scuola dell'Arma.
Per un pasticcio elettronico era stata omessa la frase che lo riguardava

Ce ne scusiamo con i Paracadutisti di Lucca e con l'interessato.


 
 
 
 
 
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FILMATI STORICI
Martedì, 2 Febbraio 2010
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PARMA- Continua il "saccheggio" pacifico degli archivi dell' ISTITUTO LUCE.


Nuovi filmati storici sono disponibilinella rubrica STORIA E REDUCI

 
 
 
 
 
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RAZZI A HERAT
Martedì, 2 Febbraio 2010
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HERAT-Razzi contro Camp Arena, quartier generale dei militari italiani nell'ovest dell'Afghansitan: nessun ferito. L'attacco, riferiscono al comando del contingente, è avvenuto alle 22.15 locali (le 18.45 in Italia). Due razzi sono esplosi in prossimità di Camp Arena, la base multinazionale che ospita il Regional Command West, uno dei 5 comandi regionali responsabile dell'operazione Isaf.

"I razzi, caduti nelle vicinanze della base - dicono da Herat- non hanno provocato alcuna conseguenza per i militari italiani e per quelli delle altre nazionalità in forza al contingente". Dopo l'attacco sono state "immediatamente avviate le procedure per il rafforzamento del dispositivo di sicurezza della base ed il controllo esterno dell'area". Sono in corso accertamenti per individuare "la natura e l'origine della minaccia


 
 
 
 
 
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EL ALAMEIN PROJECT: CLASSI DI SCUOLA SUPERIORE A EL ALAMEIN IN VISITA DI STUDIO
Martedì, 2 Febbraio 2010
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PARMA- Prosegue la intensa attività divulgativa e didattica dei ricercatori dell' EL ALAMEIN PROJECT", all'interno del quale -come sapete- i paracadutisti seguiranno rilievi e ripristino delle postazioni della Folgore.

Grazie alla sensibilità di due presidi di istituti superiori , si sono formati altrettantii gruppi di studio a Novara e Brescia che hanno organizzato visite guidate a El Alamein, assistite da ricercatori della Università di Padova.

Primo è stato l'Istituto Euroscuola (Geometri, Turismo e Scientifico) di Brescia, che, grazie alla sensibilità del preside Dr Roberto Viani ( riservista dell'Esercito), condurrà in Aprile un nutrito gruppo di giovani in ricognizione storica sui luoghi della Battaglia,spingendosi fino alle postazioni Folgore, dove potranno già rilevare i primi risultati delle spedizioni di ripristino organizzate dal nostro sito e dall'ANPDI.

Il secondo gruppo, proveniente da Novara ( istituto tecnico "Bianchi" per Geometri ) ,è stato invitato nel mese di Marzo dall'addetto scientifico dell'Ambasciata al Cairo -prof. Franco Porcelli e si ocuperà, tra le altre cose, di effettuare rilievi topografici della zona del Sacrario Italiano, elaborando anche un progetto (per ora "virtuale", ovvero senza portafoglio) di creazione di un centro assistenza per i visitatori e di rielaborazione degli spazi del Museo.

Entrambi i gruppi e l'Ambasciata si avvarranno della assistenza dei ricercatori della Università di Padova e del dr Daniele Moretto, attraverso il SIGGMI, l'istituto di emanazione universitaria che assiste anche i Paracadutisti.

Sono in corso contatti tra i nostro sito e il SIGGMI per offrire ai due istituti tecnici una eventuale assistenza dei Paracadutisti.




 
 
 
 
 
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BASE JUMPER A SIENA E CREMONA: NON LO FACCIAMO PER ESIBIZIONISMO. ANZI SI. OPPURE NO? MAH!
Martedì, 2 Febbraio 2010
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PARMA- Parla uno dei "paracadutisti" che si sono lanciati dal Torrazzo di Cremona e dalla torre del Mangia di Siena. Chiamano "adrenalina" un salto da meno di 70 metri, su una piazza con passanti ignari.
Un pò come fare i campionati mondiali di tuffi da trampolino, lanciandosi dal balcone di casa in una pozzanghera.

Sono gli stessi ,parlo della categoria, che hanno stravolto, modificato e definitivamente spoetizzato il paracadutismo, trasformandolo in una specie di circo e fabbrica dello sballo, molto spesso "assistito" da qualche pastiglia.

Le interviste che stanno rilasciando -perchè tanta visibilità?- la dicono lunga sulla immaturità e schizofrenia degli individui. Negano di farlo per esibizionismo ma poi ammettono che pubblicano in internet i filmati " ma.... rimangono nell'ambiente". Ma possiamo stare tranquilli: Non lo fanno per saltare in testa alle persone (vorrei vedere!). Unico rammarico: sono due congedati, anche se "non ci tengono". Lo immaginavo.

L'ADIGE del 2 Febbraio 2010

Noi non siamo esibizionisti, non cerchiamo pubblicità gratuita tantomeno interviste. Quello che facciamo lo facciamo perché comporta divertimento, fascino, ricerca dell'estremo. Voi avete scritto tante cose, alcune giuste altre sbagliate ma com'è andata veramente non lo saprete mai, perché nessuno di noi ve lo dirà. Va bene così».

Parla, e per rispetto di quello che i base jumper chiamano «codice d'onore» terremo la bocca, pardòn, la penna chiusa anche noi sul nome di uno dei cinque paracadutisti che venerdì scorso a mezzogiorno si sono ritrovati a Siena, in piazza del Campo, per saltare dalla torre del Mangia. Vi diciamo solo che è uno dei due che ha saltato, che abita in zona e che ci ha chiesto di non fare il suo nome. «Tanto quello ce l'ha la polizia a Siena - afferma ridacchiando - e a me basta così. Per fare quello che abbiamo fatto ci siamo recati quattro volte in quella città, salendo sulla torre per studiare nei minimi dettagli il salto». L'avevamo scritto, ipotizzando che fosse proprio lui, M.D.P.assieme a D.S. ad aver creato lo scompiglio tra i turisti che affollavano piazza del Campo venerdì scorso, quando la gente in un attimo si è vista due paracadute aprirsi sopra le teste, atterrare e scomparire a gambe levate. Poi sembrava che M.D.P. fosse stato l'autore del video (sequestrato dalla polizia Municipale), ma come l'anonimo conferma «è la giusta confusione che noi vogliamo succeda - riprende il filo del discorso - quando finiamo sui giornali. Dunque tenetevi il dubbio, a noi va bene così. Però, ripeto, alcune cose sono giuste ed altre sbagliate, ma sappiate che noi non saltiamo per creare panico o, peggio, potenzialmente cercare di finire in testa a qualcuno. Quello che noi vogliamo esprimere con le nostre imprese è la gioia di farlo, l'adrenalina che mette in circolo un salto da un luogo proibito, ma è tutto sotto controllo. Tempo zero e come arriviamo ce ne andiamo, perché così deve essere». D'accordo, però poi finisce tutto in un sito web. «Quello, come va in rete si può togliere - afferma - se vuole è un modo per mettersi in mostra, ma all'interno della nostra comunità, non certo perché amiamo sentirci dire bravi dalla gente. Le ripeto, amiamo fare quello che facciamo, ci piace confrontarci ma tutto rimane, nonostante i video siano diffusi in rete, all'interno della nostra comunità. Meno se ne parla meglio è, anche se l'apparenza può ingannare». Insomma, non è la prima e non sarà certamente l'ultima volta che accade un fatto del genere, certo. Ormai un salto dal Brento fa notizia solamente quando ci scappa il morto, tutti sono a conoscenza del pericolo che comporta il Base jump. Un salto dalla torre del Mangia, però, fa notizia. «Allora scrivete - conclude ridendo - scrivete pure, che poi noi leggiamo».







 
 
 
 
 
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FINANZIERE, PARACADUTISTA IN CONGEDO, CATTURA UN LADRO CHE AVEVA AGGREDITO LA VICINA CINESE
Martedì, 2 Febbraio 2010
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PRATO- La scorsa settimana una ragazza cinese di 34 anni era sola in casa l'altra sera, quando hanno fatto irruzione i tre uomini armati di coltello.
La giovane ha urlato e un finanziere già paracadutista della Folgore, è intervenuti in suo aiuto. I tre banditi sono stati costretti a lanciarsi dalla finestra per fuggire e uno è stato placcato dal militare delle Fiamme gialle e arrestato.

W.Q., il rapinatore di 35 anni, è stato condotto in ospedale con due vertebre schiacciate e una caviglia rotta.

 
 
 
 
 
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DUE PRESIDI DISPREZZANO I CADUTI DI KABUL: CENSURATE, REAGISCONO PROTETTE DA ALCUNI SINDACATI
Martedì, 2 Febbraio 2010
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Roma, - Si conclude con un provvedimento di 'censura' nei confronti di due dirigenti scolastici, emesso dal direttore dell'Ufficio scolastico regionale del Lazio, Maria Maddalena Novelli, il procedimento disciplinare in relazione alla mancata osservanza del minuto di silenzio indicato dal ministro dell'Istruzione per il 21 settembre, in coincidenza dei funerali dei sei paracadutisti rimasti uccisi a Kabul a seguito di un attentato.

Il provvedimento (scritto) sarebbe stato comunicato prima di Natale alle due presidi romane, Simonetta Salacone, a capo dell'istituto primario Iqbal Masih, e Renata Puleo, dirigente della scuola primaria Maffi di Primavalle, e reso noto solo oggi. Quando le due dirigenti censurate hanno deciso di rendere pubbliche, attraverso una lettera aperta, le ultime settimane della vicenda.

"La direttrice regionale, durante le vacanze natalizie, ci ha 'comunicato' - scrivono le dirigenti censurate - che abbiamo ignorato non una circolare, ma infranto la legge sui cerimoniali di Stato e un'ordinanza del Governo; che non possiamo riferire alla stampa senza autorizzazione, in forza della fedeltà dovuta (al contratto, alla Nazione, alla amministrazione pubblica, al Governo in carica?); che abbiamo sforato rispetto all'autonomia dirigenziale e degli organi collegiali".

La nota chiude con un ammonimento a recedere in futuro da tali comportamenti e allerta le dirigenti rispetto alle ricadute di questi atti sulla valutazione del loro operato complessivo. Per le presidi si tratterebbe quindi di una 'censura'.


 
 
 
 
 
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NOTIZIE DAI CA.STA
Lunedì, 1 Febbraio 2010
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San Candido 01 febbraio 2010 – Il generale Alberto Primicerj, comandante delle Truppe Alpine, ed il sindaco di San Candido Josef Passler, hanno reso omaggio, questo pomeriggio, ai Caduti dei due conflitti mondiali che riposano presso l’ossario Versciaco e al cimitero di San Candido. Altre due cerimonie si sono svolte successivamente, con la presenza del Sindaco di Dobbiaco, Bernhard Mair, presso il cimitero del centro pusterese ed il sacrario Austro-Ungarico della Val di Landro.

Alla cerimonie – rese solenni dalla deposizione di corone dinanzi ad un picchetto in armi del 6° reggimento Alpini di Brunico e dalle note del silenzio – hanno presenziato le autorità civili e militari locali e le rappresentanze delle associazioni combattentistiche e d’Arma.

A San Candido sono intervenuti i generali Berto e Rossi, comandanti rispettivamente della brigata “Taurinense” e della brigata “Julia”, il presidente della sezione Alto Adige dell’Associazione Nazionale Alpini, ed una rappresentanza di Schuetzen, in uniforme storica, della compagnia di San Candido. La benedizione è stata impartita in lingua tedesca dall’ex-cappellano militare degli Alpini don Valentino Quinz.


 
 
 
 
 
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SEQUESTRO DI ARMI ED ESPLOSIVO A HERAT
Lunedì, 1 Febbraio 2010
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HERAT- Un arsenale con tutto il necessario per costruire potenti ordigni rudimentali è stato sequestrato nei giorni scorsi dai militari italiani nell'ovest dell'Afghanistan. Il ritrovamento è avvenuto nell'area di Shewan, circa 30 chilometri a nordest di Farah.

Gli uatori sono i militari della Task Force South, su base 152/o reggimento della brigata 'Sassari', con l'ausilio di un team cinofilo Edd (Explosive detenction dog). Tra il materiale sequestrato e distrutto c'erano roiettili d'artiglieria di vario calibro, polvere da sparo, tritolo e alcuni 'piatti' a pressione collegati a contenitori di nitrato d'ammonio: proprio questi ultimi dispositivi vengono utilizzati per imboscate ai danni delle pattuglie di Isaf e dell'esercito afgano.

 
 
 
 
 
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LA CAVOUR HA FATTO DECOLLARE I PRIMI ELICOTTERI DI SOCCORSO
Lunedì, 1 Febbraio 2010
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PORT AU PRINCES- E già cominciato lo sbarco aereo degli aiuti umanitari per la popolazione colpita dal sisma, imbarcati a bordo della Cavour, ormai poco distante.

Dalla nave, secondo quanto si è appreso, sarebbero infatti già decollati i primi elicotteri con uomini e materiali che, in circa un'ora di volo, raggiungeranno la terraferma. Per quanto riguarda i mezzi pesanti a bordo della nave, invece, per il loro sbarco sarà necessario attendere che venga deciso il porto dove attraccare

 
 
 
 
 
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LE STATISTICHE DEL SITO - GENNAIO 2010
Lunedì, 1 Febbraio 2010
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PARMA- Come tradizione, il primo giorno del mese pubblichiamo le statistiche di quello appena trascorso. Anche per Gennaio 2010 si registra un decisa impennata di tutti gli indici.

Giudicate Voi:



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GENNAIO 2009

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FILMATI ORIGINALI SU EL ALAMEIN
Lunedì, 1 Febbraio 2010
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PARMA- Inizia la pubblicazione di documenti originali che indicano i luoghi dove si svilupperà la MISSIONE EL ALAMEIN 2010

Ricerca di archivio a cura di Giovanni Conforti.



FILMATO DELL' ISTITUTO LUCE GIRATO IL 21 ottobre 1942

FILMATO DELL'ISTITUTO LUCE GIRATO IL 5 NOVEMBRE 1942


5 NOVEMBRE 1954- EL ALAMEIN- CELEBRAZIONI IN ONORE DEI CADUTI

15 GENNAIO 1959 : SI INAUGURA UFFICIALMENTE IL SACRARIO COSTRUITO DA PAOLO CACCIA DOMINIONI



 
 
 
 
 
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HERAT: VISITA AMERICANA AL SETTORE OVEST.
Lunedì, 1 Febbraio 2010
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Il generale Veltri: "siamo qui per servire la popolazione afgana".


Il Generale Rodriguez, Comandante dell’International Joint Command di ISAF, ha incontrato stamane a Herat il Generale Veltri, comandante del RCW.

Il Comando del Regional Command West (RCW) è la struttura NATO a guida italiana, multinazionale e interforze su base Brigata “Sassari” che, dal 21 ottobre scorso, ha assunto la responsabilità della regione occidentale dell’Afghanistan .

Riassumiamo il discorso del generale Veltri:

"Elemento chiave della strategia di Isaf resta il consenso della popolazione nei confronti della quale ogni sforzo sarà sempre volto al mirato soddisfacimento di tutte le esigenze".

Così andrebbero interpretati gli omaggi di 600 capre e di svariate centinaia di copie del Corano alle locali autorità, azioni non isolate, a cui ne seguiranno molte altre analoghe.




 
 
 
 
 
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KARATE FOLGORE
Lunedì, 1 Febbraio 2010
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31 gennaio 2010 Colleferro – Roma
La "new entry" Marco COLAIANNI, ora tesserato con la Sezione Autonoma, Gruppo Sportivo Esercito ASD ESERCITO – 187° Reggimento Paracadutisti “Folgore”, è stato Convocato dal Comitato Regionale Toscana per partecipare al 23° Campionato Italiano per rappresentative Regionali di Karate, per la specialità Kumite (combattimento) della FIJLKAM.




Marco, cintura blu:
in esecuzione del calcio “ura mawashi geri”.




Prima medaglia di Bronzo nella categoria “juniores”, conquistata dal “Settore Giovanile Esercito - 187° Folgore”.




Era presente alla manifestazione il PRESIDENTE del settore Karate della FIJLKAM, Prof. Giuseppe PELLICONE, nella fotoc on i due Tecnici del gruppo sportivo Karate Folgore.

 
 
 
 
 
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LA CAVOUR ARRIVERA' DOMANI AD HAITI
Lunedì, 1 Febbraio 2010
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PARMA-E' ormai a poche centinaia di miglia da Haiti la portaerei italiana Cavour. La nave dovrebbe arrivare sotto costa in serata.

E' ancora allo studio il luogo dove potrebbe attraccare; a Port au Prince le banchine non sono sicure e quindi si sceglierà un'altra destinazione.

La Cavour è partita dalla Spezia lo scorso 19 gennaio con circa 900 persone a bordo.

La portaerei ha fatto sosta giovedì scorso a Fortaleza in Brasile dove ha imbarcato due elicotteri e 74 persone tra civili e militari del Paese sudamericano. L'operazione – chiamata 'White Crane' - è infatti congiunta tra la Difesa italiana e quella brasiliana. La Cavour, ha spiegato il ministro della Difesa, Ignazio La Russa, "diventerà un ospedale avanzatissimo a disposizione dei feriti".

 
 
 
 
 
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SPIONAGGIO INDUSTRIALE IN INGHILTERRA: I CINESI AI PRIMI POSTI
Lunedì, 1 Febbraio 2010
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LONDRA - secondo i servizi segreti interni inglesi , i manager delle aziende di quel paese sono uno degli obiettivi più ambiti delle spie cinesi, che cercano in ogni modo di carpire i loro segreti industriali.
Secondo un rapporto riservato dell'MI5 il governo cinese rappresenta "una delle minacce di spionaggio più serie per il Regno Unito". Impiegando una serie di metodi, hacking incluso, i cinesi sarebbero riusciti ad infiltrarsi e a entrare in possesso dei segreti industriali di importanti aziende nei settori della difesa, della comunicazione, dell'energia e della manifattura.
In alcuni casi le spie cinesi avrebbero addirittura regalato ai manager chiavette Usb o macchine fotografiche infettate con Cavalli di Troia, che permettono loro di controllare a distanza il computer della vittima e di entrare in possesso così dei suoi segreti.

Due anni fa un collaboratore di Gordon Brown aveva smarrito il proprio BlackBerry dopo essere stato 'agganciato' da una cinese nella discoteca di un hotel di Shanghai.

Questo tipo di pratica, afferma l'MI5, ora sarebbe comune anche in ambito industriale. "Gli agenti tentano di instaurare una relazione di amicizia o d'affari tramite elogi o offerta di ospitalità di lusso. I servizi di intelligence cinesi sono anche noti per la loro capacità di sfruttare le vulnerabilità altrui, da relazioni sessuali a attività illegali, in modo da costringere gli individui a collaborare con loro", dice il controspionaggio di Londra.

Nelle grandi città come Pechino e Shanghai poi, nemmeno le stanze d'albergo sarebbero sicure: gli agenti vi nasconderebbero infatti cimici e altri dispositivi d'ascolto e le perquisirebbero in assenza dell'occupante.



 
 
 
 
 
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GLI ALLIEVI MARESCIALLI DELL'ARMA SI BREVETTANO CON GLI ISTRUTTORI DI ANPDI LUCCA
Lunedì, 1 Febbraio 2010
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di Giuseppe Toschi


LUCCA- La Sezione di Lucca diventa una vera e propria "fucina" di formazione per l’ottenimento della qualifica di paracadutista di interesse militare.


Il 27 gennaio 2010 la Sezione ha tenuto una emozionante cerimonia di consegna dei brevetti di paracadutismo sotto controllo militare a 25 Allievi Marescialli dei Carabinieri.

Le necessità di studio e il poco tempo libero disponibile non hanno impedito a questi volenterosi e determinati giovani Carabinieri -ormai alla vigilia della nomina a Marescialli- di ottenere la qualifica di paracadutista effettuando i 3 lanci di brevetto presso la scuola ANPDI di Ravenna, diretta dal Maresciallo dei Carabinieri Marco Schenetti.

Un ulteriore traguardo, quello del brevetto, che si aggiunge sia alla nomina a Maresciallo che alla laurea breve. Un corso di studi faticoso e impegnativo che fornisce una qualificata formazione per futuri quadri e comandanti di Stazione dell' Arma dei Carabinieri .

La cerimonia di consegna si è svolta presso il circolo della Scuola Allievi Marescialli di Firenze.

Gioia ed emozioni per tutti, a volontà!

Il Comandante della Scuola Colonnello Leonardo Giangreco dopo aver elogiato, con parole non di circostanza, la volontà e il comportamento di tutti gli allievi, ha ringraziato vivamente il Paracadutista Antonino Tringale, veterano istruttore e i suoi collaboratori, tra i quali il caporal maggiore paracadutista Andrea Angeli, il Caporale par. Enrico Bernardi e il caporal maggiore Marco Tonazzini, tutti appartenenti allo Staff tecnico della sezione di Lucca. Un riconoscimento della professionalità e passione con le quali hanno portato al lancio più di 100 futuri Marescialli.

Interventi di stima e congratulazion anche quelli del Gen.le di Brigata CC par Luciano Francini, del Ten. Col. Par Tiziano Serafinelli e del Tenente Federico Carpentieri.

La caporal maggiore paracadutista in servizio Valentina Privitera ha rappresentato, con la sua presenza,anche le donne paracadutiste della Brigata Folgore.

I comandanti hanno confermato che mai si sarebbero aspettati così tanta passione per il paracadutismo da chi, come loro, ha scelto la già difficile e impegnativa carriera di Carabiniere.

Poi gli eventi "classici" di una giornata così importante: consegna dei brevetti, scambio dei crest, foto ricordo,brindisi e una bella e allegra cena conviviale.

Il prossimo corso, con 45 allievi Marescialli, è già iniziato.

L’ANPDI è la sezione di Lucca sono nel cuore dell’ Arma.

I nomi dei neo brevettati:
Abeti Emmanuel
Ascione Ciro
Sirica Dario
Dugo Davide
Iodice Ferdinando
Andreatta Alessandro
Aiola Rossi Massimiliano
Granata Giuseppe
Carli Carlo
Cappellaccio Lorenzo
Ciccotti Anna
Catalanotti Giuseppe
Callegari Samuele
Boriello Salvatore
Pezzano Anna
Interlicchia Vincenzo
Grillo Valentina
Viscosi Carmen
Migliore Emanuela
Famà Valentina
Gullotto Mario.



 
 
 
 
 
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GENNAIO 2010: IL PEGGIORE PER LE TRUPPE IN AFGANISTAN
Lunedì, 1 Febbraio 2010
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KABUL - Sono 44 i militari stranieri che hanno perso la vita in Afghanistan durante il mese appena trascorso, che è diventato così il gennaio più sanguinoso per le truppe straniere dall'inizio del conflitto ormai entrato nel suo nono anno. Stando ad un bilancio compilato sulla base del sito Internet specializzato icasualties.org, nel gennaio 2010 sono morti 44 soldati stranieri, rispetto ai 25 dello stesso mese l'anno scorso. La gran parte dei militari rimasti uccisi erano americani: 29 nel primo mese di quest'anno, 15 durante lo stesso periodo del 2009. Di singoli mesi più sanguinosi ce ne sono

stati una mezza dozzina, soprattutto durante l'estate scorsa, quando le perdite della coalizione furono una settantina al mese. Il tragico bilancio si fa di anno in anno più drammatico, battendo di volta in volta il suo stesso tragico record: sono stati 502 i morti tra le truppe internazionali nel 2009, contro i 295 dell'anno precedente. Sono sempre più numerose le vittime anche tra i civili afghani: secondo l'Onu 2.412 civili sono rimasti uccisi nel 2009, la cifra più alta dall'inizio dell'intervento militare nel 2001.

 
 
 
 
 
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ADDESTRAMENTO
Lunedì, 1 Febbraio 2010
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MILANO- Un gruppo di paracadutisti milanesi e bresciani ha svolto unm addestramento notturno in montagna, a meno 19 gradi.

LEGGETE L'ARTICOLO DI ANDREA DE MILATO


 
 
 
 
 
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IL CAMPIONE OLIMPICO PISTORIUS AL MOROSINI DI VENEZIA
Lunedì, 1 Febbraio 2010
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cortesia MARINA MILITARE

PARMA- Il 28 gennaio il pluricampione paraolimpico sudafricano Oscar Pistorius ha incontrato gli studenti della Scuola Navale Militare Francesco Morosini. L’evento è nato per iniziativa del rettore dell’Istituto Giovanni Paolo I, don Natalino Bonazza, e si inquadra nel progetto didattico “Il capitale umano siamo noi”.
L’aula magna dell’istituto comandato dal Capitano di Vascello Enrico Pacioni ha ospitato per l’occasione anche gli studenti delle scuole secondarie di secondo grado del circondario e una rappresentanza dell’Autorità Portuale di Venezia, presieduta dal dott. Paolo Costa.

L’esperienza di vita del grande atleta, ricca di esperienza umana e sportiva, ha centrato l’obbiettivo di comunicare a tutti i presenti l’importanza di avere sempre coraggio e fiducia in se stessi per fare fronte a ogni tipo di limitazione e difficoltà.


 
 
 
 
 
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GIOCHI INVERNALI DELLE TRUPPE ALPINE: IL VIA A SAN CANDIDO
Lunedì, 1 Febbraio 2010
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L'OLIMPIONICO WINDISH HA ACCESO IL TRIPODE:caporal maggiore degli Alpini Markus Windisch di Brunico – atleta del Gruppo Sportivo Esercito – che parteciperà assieme ad altre 18 penne nere alle prossime Olimpiadi Invernali di Vancouver

San Candido 31 gennaio 2010 – Ha preso il via la 62ª edizione dei Campionati sciistici delle Truppe Alpine, con l’esordio della specialità del Winter Triathlon, disciplina assai impegnativa che prevede la combinazione di corsa piana (6 km), mountain-bike (10 km) e sci di fondo (7 km).

Primo classificato tra i 64 individualisti è stato il caporal maggiore Daniel Antonioli mentre ad aggiudicarsi la gara di staffetta è stata la formazione del 5° reggimento Alpini di Vipiteno.

NOVELLI: QUESTI GIOCHI INVERNALI SERVONO PER MISURARE LA VOSTRA PREPARAZIONE E DETERMINAZIONE AD AFFRONTARE DIFFICOLTA' COME FARETE IN AFGANISTAN

La cerimonia ufficiale di apertura si è tenuta alle 18 in piazza Magistrato, dove il generale di corpo d’armata Armando Novelli, comandante delle Forze Operative Terrestri, ha pronunciato la formula di apertura seguita dall’accensione del tripode che rimarrà acceso per tutta la durata della manifestazione.


Il generale Armando Novelli, Comandante delle Forze Operative Terrestri, è infine intervenuto ringraziando le autorità ed cittadini dei tre comuni che ospitano da anni la manifestazione, evidenziando il particolare significato di questa edizione dei Campionati nel rivolgersi agli Alpini schierati in piazza: “nei prossimi mesi, molti di voi faranno parte dei contingenti che si avvicenderanno in Afghanistan ed allora questa competizione assume anche il valore di una verifica della vostra determinazione e la vostra forza ma anche la vostra capacità di sopravvivenza, di mobilità, di operatività in ambienti difficili”.


Il generale Alberto Primicerj, comandante delle Truppe Alpine, ha sottolineato la natura dei Campionati che – oltre ad essere un appuntamento sportivo - costituiscono la verifica delle capacità dei reparti alpini a muovere in ambiente innevato di alta montagna, fattore basilare anche in teatri operativi come l’Afghanistan e Haiti dove sono chiamati ad operare le Truppe Alpine.


L'OLIMPIONICO WINDISH HA ACCESO IL TRIPODE

Tedoforo d’eccezione è stato il caporal maggiore degli Alpini Markus Windisch di Brunico – atleta del Gruppo Sportivo Esercito – che parteciperà assieme ad altre 18 penne nere alle prossime Olimpiadi Invernali di Vancouver.

Nel corso della cerimonia - a cui hanno presenziato i sindaci dei comuni di S. Candido, Dobbiaco e Sesto, il vice-presidente dell’Associazione Nazionale Alpini e numerose associazioni combattentistiche e d’Arma - sono state issate le bandiere dei 10 Paesi partecipanti (oltre all’Italia gareggeranno Cile, Francia, Germania, Libano. Macedonia, Romania, Slovenia, Spagna e USA) sulle note dei rispettivi inni nazionali.


All’intervento del generale Alberto Primicerj è seguito l’indirizzo di saluto del Sindaco di S. Candido Professor Passler, che a nome anche delle comunità di Sesto, Dobbiaco, e delle Associazioni Turistiche dei tre Comuni, ha rivolto un saluto a tutti gli atleti, complimentandosi con gli organizzatori per il grande impegno dimostrato nel dar vita a questo spettacolare manifestazione sportiva internazionale.

Il sindaco ha concluso il suo intervento formulando l’augurio che “i Ca.S.T.A. 2010 diventino una festa, una dimostrazione d’amicizia e di intesa tra i popoli”.






Una immagine della prova di corsa della prima gara dei Giochi: Winter Triatlon

 
 
 
 
 
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GENNAIO 2010: EMILIO E DORINA CAMOZZI COMPIONO 62 ANNI DI MATRIMONIO
Domenica, 31 Gennaio 2010
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TRIESTE- Era il 27 Gennaio del 1948 quando il Paracadutista di El Alamein Emilio Camozzi sposò Dorina, una bella "mula" triestina, con la quale aveva già condiviso più di una avventura "militare", appena tornato dal POW 305 FASCIST CRIMINAL CAMP egiziano dove era stato tenuto come non cooperatore, dopo la cattura a El Alamein.
Al loro matrimonio , come testimoni, c'erano due cari amici combattenti a El Alamein, uno dei quali diventato successivamente famoso sceneggiatore. Entrambi parteciparono alla gladio triestina anticomunista, e svolsero una preziosa azione di punizione ad alcuni infoibatori.


Emilio ha dedicato un pensiero alla moglie:


Mia moglie
Qualche ortodosso griderà indignato:"Ora anche le mogli ci propinano questi rompiballe di Reduci".Andiamoci piano, molto piano.

Oltre ad avermi sopportato per sessantadue anni, il che non è poco visto il carattere piuttosto irsuto che accomuna tutti i paracadutisti, ha delle qualità che la fanno meritare la qualifica di reduce. Ha accettato il mio turbolento considerare la vita , magari con il cuore in gola, qualche volta affiancandomi nelle mie non troppo facili avventure, e rincuorandomi quando mi prendeva il magone per qualcosa non riuscita.

Durante i periodi di fuoco qui a Trieste la mandai a Udine con il figlioletto che avevo avuto il tempo di mettere al mondo: Aveva il compito di accogliere, sistemare, e provvedere al vitto dei feriti che riuscivamo a far fuggire da Trieste dove, dopo le prime cure nell’infermeria del carcere dovevano subire un processo che finiva sempre in una condanna. Svolse il suo compito in modo encomiabile.
Credo quindi si sia meritata l’onore di una citazione fra di noi.







 
 
 
 
 
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UN PARACADUTISTA IN CONGEDO AI VERTICI EUROPEI DEGLI INVESTIGATORI PRIVATI
Sabato, 30 Gennaio 2010
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MONZA- Dal 1971 a Monza opera una Agenzia di investigazioni a carattere nazionale ed internazionale, chiamata G-MEN ( Italy) , il cui titolare è un paracadutista in congedo, molto noto nell'ambiente.

Nonostante la discrezione (deformazione professionale, ndr) e al basso profilo che una attività del genere deve avere, ha raggiunto i vertici della associazione che raggruppa le più attive e qualificate agenzie di investigazioni italiane ed è federata a quelle europee più importanti.

E' di queste settimane, infatti, la conferma a consigliere regionale della FEDERPOL: chi è del settore sa che si tratta della più importante federazione di agenzie di detectivein Italia e tra le più accreditate in europa.

Notizia rimbalzata nell'ambiente internazionale, al punto che la rivista della attivissima associazione di categoria spagnola gli ha dedicato una intervista (pagina 6) .

Ci dicono alcuni utilizzatori istituzionali di agenzie di investigazione, che la Agenzia G-MEN ha raggiunto un alto tasso di tecnologia applicata alla professione e si avvale di un team di specialisti affiatato, sia nazionale che internazionale, ed è una delle più "gettonate" nell'area di lavoro per una vasta gamma di servizi, dalla sicurezza ambientale di cose, aziende e persone, fino alle investigazioni di supporto giudiziario.

Recentemente le televisioni locali della Brianza gli hanno DEDICATO UNA INTERVISTA ( VIDEO :INCONTRI RAVVICINATI 13 gennaio)

Insomma:si tratta di un esempio di Paracadutista imprenditore che ha messo in pratica il metodo di lavoro imparato ai tempi del Basco Amaranto: legalità, perseveranza, decisione e professionalità. G-MEN vanta 39 anni di attività, che, nel settore, fanno la differenza..

 
 
 
 
 
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SERATA CULTURALE DELL'ANPDI DI MONZA
Sabato, 30 Gennaio 2010
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Il Dr Moretto, al centro, ospite dei paracadutisti di Monza per presentare il PROGETTO EL ALAMEIN





PARMA- Riceviamo dal Presidente della Sezione di Monza,il paracadutista Francesco crippa, un breve resoconto della splendida serata dedicata ai Guerrieri e ad El Alamein, di cui abbiamo dato conto la scorsa settimana:


di Francesco Crippa
foto Rodolfo Hauff

MONZA 28 gennaio 2010.

La sezione ANPd'I di Monza ha organizzato, nella serata di giovedì 28 gennaio, un interessante incontro che ha richiamato un pubblico numeroso e alla fine coinvolto emotivamente dagli argomenti.

La Libreria Militare di Milano rappresentata da Angello Pirotti ha presentato il libro: "ON COMBAT, psicologia e fisiologia del combattente in guerra e in pace". Relatore Fabrizio Comolli traduttore e curatore grafico del libro scritto da Dave Grossman tenente colonnello dei Ranger (U.S. Army).

Il volume, che negli Stati Uniti è già un best seller spiega la dinamica fisiologica e psicologica dell'essere umano mentre si trova in combattimento o in stato di emergenza.

Analizzando i processi delle reazioni fisiche e mentali l'autore, coadiuvato nell' analisi da Loren Christensen, riesce ad illustrare con estrema precisione quelli che sono i comportamenti e le reazioni
di quelli che lui definisce "combattenti" e non semplicemente soldati.

La sua visione del combattente è rivolta verso tutti gli operatori di sicurezza dai militari, alle forze dell' ordine fino agli appartenenti alle organizzazioni private di sicurezza.

Particolare la descrizione che lui fa della razza umana dividendola in tre tipologie.
I lupi, che rappresentano la parte peggiore (terroristi, malviventi, assassini); le pecore, coloro che pur vivendo in pace non sanno e non vogliono difendersi e infine i cani pastore, cioè i tutori dell'ordine, le forze armate e tutti coloro che vigilano sulla sicurezza di tutti. Significativa del contenuto e del valore che vuole assumere questo libro è la dedica (in seconda pagina) dell'autore: "Questo volume è rispettosamente dedicato ai nostri Guerrieri e a tutti i Guerrieri che sono là fuori a difenderci e proteggerci dai lupi e a coloro che hanno donato la Loro vita per permetterci di vivere in pace, ingrati e immemori del Loro
sacrificio".


Di seguito il dott. Daniele Moretto ha presentato il suo bellissimo filmato "Gli uomini di El Alamein" frutto di anni di lavoro tra le sabbie di El Alamein e nelle biblioteche.

Un filmato che, con le foto dell'epoca e attuali (molte delle quali inedite) e i racconti dei reduci tratti da diversi testi arriva a
toccare il cuore di chi lo vede.

In questo lavoro si vede la passione con la quale l'autore ha tracciato un percorso che riporta lo spettatore indietro di 67 anni e lo avvicina alle storie di quegli uomini fino a sentirle proprie, c'è la ricerca di una continuità che non sia solo frutto del
pensiero e delle sensazioni ma palpabile e reale.

La stessa continuità che lui interpreta ricordando il padre combattente della Divisione Ariete. Il centinaio di persone presenti-tra questi anche il consigliere nazionale Aldo Falciglia- hanno salutato con un lungo applauso la proiezione del filmato e le parole del dott. Moretto.

Rilevante il fatto che "Gli uomini di El Alamein" sia stato presentato per la prima volta nel 2008 al Cairo alla presenza del Presidente della Repubblica nelle celebrazioni per il 66° anniversario della battaglia di El Alamein e dunque Monza è da considerarsi l'anteprima nazionale del filmato.


Moretto ha anche ricordato il grande e importante "Progetto El Alamein" che vivrà un momento storico quando, a partire dal mese di Febbraio gruppi di paracadutisti in servizio e dell' ANPd'I si recheranno nel deserto egiziano per riportare allo stato originario le buche e le trincee di El Alamein che "ospitarono" i nostri soldati.

Spedizioni che vedranno partecipare anche un gruppo di soci della sezione monzese.

Grande la soddisfazione dei relatori per il successo della serata e per il numeroso pubblico che ha richiamato.

Si tratta di una conferma che questi incontri dovranno essere sempre più frequenti perchè consentono di mantenere viva la memoria dei nostri eroi e di conoscere aspetti sconosciuti dei "nostri ragazzi" già in armi.




 
 
 
 
 
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LA MARINA HA 7 NUOVI INCURSORI
Sabato, 30 Gennaio 2010
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LA SPEZIA- Varignano - Cerimonia di consegna dei brevetti da incursore


Ieri 29 gennaio, alle ore 11,00 presso il Raggruppamento Subacquei ed Incursori della Marina Militare, a Le Grazie (La Spezia), alla presenza dei Comandanti delle Forze Speciali nazionali, del Comandante della Brigata paracadutisti Folgore, Gen. Federico D'Apuzzo e dai Labari ANAIM e Madagliere e dei familiari dei 7 neo-incursori venuti da ogni parte d'Italia, ha avuto luogo la cerimonia di consegna del brevetto di Incursore agli operatori che hanno portato a termine con successo il 60° corso.

Durante la cerimonia, davanti ai reparti schierati, il Contrammiraglio Giuseppe Cavo Squadrone, Comandante del COMSUBIN, ha consegnato ai neo-brevettati il basco verde, simbolo di appartenenza al reparto delle forze speciali, vanto della Marina Militare, che trae origini dalla storia e dallo spirito dei mezzi d’assalto della seconda guerra mondiale, conosciuti per le loro eroiche imprese in tutto il mondo.

In tale contesto è stata consegnata al Comandante un opera in rame sbalzato , raffigurante lo stemma della Scuola Subacquei e Incursori "Teseo Tesei", realizzata dal cav. Severino Cristel (foto sopra, il cav Cristel col basco nella foto ricordo).

Non poteva esser diversamente - ci ricorda Frediani -: nel 2008 anche il 9° Reggimento D'Assalto ricevette tale opera in rame raffigurante il brevetto da incursore dell'E.I. proprio per il 90° anniversario della battaglia, sul Col Moschin.

Per sopraggiunti motivi di servizio l' evento dimostrativo del Gruppo Operativo Incursori su una Unità navale ormeggiata nell’insenatura del Varignano non è stata effettuata.








 
 
 
 
 
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MUORE UN LEONE DI EL ALAMEIN
Sabato, 30 Gennaio 2010
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Riceviamo un triste messaggio che ci gira Emilio Camozzi:






Oggetto: Paracadutista Ivo Gozzi

Salve Sig.Camozzi,
le scrivo per comunicarle la scomparsa di mio nonno Ivo Gozzi,paracadutista delle Folgore ad El Alamein.

Se ne è andato domenica 24/01/2010 all’età di 88 anni dopo meno di 2 mesi di malattia.

Non so perché mi sento in dovere di comunicarglielo,forse perché ho scoperto su internet che cura gli elenchi e le storie di questi eroi o più semplicemente perché lo devo a mio nonno che mi ha cresciuto come un padre e mi ha insegnato i veri valori e che andava fiero di essere stato un paracadutista della Folgore.
Mi raccontò dell’estenuante resistenza di fronte agli inglesi e dei 51 mesi di prigionia in Libia.
Grazie per quello che ha fatto per ricordare questi eroi che,come lei,hanno scritto una pagina di storia.
Cordiali saluti

Gianluca Delbue








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Nota di Emilio Camozzi:
Ho ricevuto questa notizia e te la giro Dal ruolino Gozzi apparteneva all'11° compagnia del 4° battaglione.

 
 
 
 
 
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INUTILE BRAVATA DI DUE PARACADUTISTI
Sabato, 30 Gennaio 2010
by webmaster

Dopo quella dal Torrazzo di Cremona di giovedì scorso, ecco un'altra "impresa sportiva", fatta senza tenere conto dei pericoli a cui gli autori espongono i passanti, tra i quali potevano esserci bambini o disabili o persone non in grado di reagire al pericolo di una collisione:


LA NAZIONE di SIENA del 30 Gennaio 2010




Uno dei due temerari bloccato dalla polizia municipale. L'altro è scappato

di CECILIA MARZOTTI

MANCANO pochi minuti a mezzogiorno e in una Piazza semideserta la sorpresa è in arrivo. Non spunta da dietro l'angolo come vuole il proverbio , bensì dalla sommità della Torre del Mangia. Uno dopo l'altro, due temerari saltano nel vuoto. I loro paracadute librano per alcuni istanti nell'aria e in un batter di ciglio hanno già toccato la pietra serena. Il tipico rumore dell'apertura del «base jump» è il tipo di paracadute usato in questi casi fa alzare gli occhi a senesi e turisti che in quel momento si trovano nella conchiglia. E sono loro gli increduli testimoni del lancio: non è il primo in Piazza e, forse, non sarà neppure l'ultimo. Sul Campo ci sono anche gli uomini della Polizia municipale. Si precipitano verso i due paracadutisti. Uno viene bloccato davanti al Casin Dei Nobili, mentre l'altro benché sia caduto male e si rialzi a fatica riesce a scappare e lascia il suo paracadute del valore di 2000 euro nelle mani del vigile che lo stava inseguendo. NELL'IMMEDIATEZZA vengono fermati anche due loro amici. Uno era salito sulla Torre del Mangia, ma non si era lanciato, mentre l'altro era rimasto giù a riprendere con una telecamera la «bravata». I tre raggiungono poco dopo il comando della polizia municipale. M.D.P., 31 anni, di Riva Del Garda viene denunciato e sanzionato, al suo concittadino e quasi coetaneo che aveva filmato il lancio viene sequestrata la cassetta, mentre il terzo viene rilasciato perché non gli si può imputare di aver commesso alcuna violazione. Quest'ultimo verosimilmente è lo stesso che nel 2006 si lanciò dalla torre del Mangia e rimase seriamente ferito. I vigili urbani hanno sequestrato anche la registrazione delle telecamere interne perché pare che i due paracadutisti siano saliti sulla torre in compagnia di altrettanti amici. E' quanto emerge dalle prime testimonianze raccolte dalla stessa polizia municipale tra gli addetti all'ingresso. SE LA RICOSTRUZIONE fosse confermata dalle immagini (le registrazioni verranno sbobinate dopodomani) a questo punto all'appello ne mancherebbero due: l'uomo che si è lanciato e un «accompagnatore». Abbiamo contattato uno di loro, ma ci liquida dicendo «Non voglio dire nulla». Sappiamo che due sono parà della Folgore congedati da tempo: uno ha partecipato alla missione in Somalia e l'altro in kosovo.
IL PARERE DI FILIPPINI - CSE

IL CAPITANO Paolo Filippini, della Sezione paracadutismo del Centro Sportivo Esercito, di stanza al Centro Addestramento Paracadutisti di Pisa, facente parte della Brigata Paracadutisti Folgore, è campione del mondo di paracadutismo di precisione, due volte per l'individuale e cinque volte a squadre. Quale tipo di paracadute potrebbero aver utilizzato per il lancio dalla Torre del Mangia?

«Molto probabilmente paracaduti specifici per questo tipo di lanci... che anzi non chiamarei proprio 'lanci' ma più che altro 'attività', anche perchè sono lanci vietati. Un paracadute usato per i lanci normali ha un sistema di rallentamento per l'apertura più confortevole per il paracadutista stesso, per la caduta libera da un aereo ad una certa velocità.

Da un punto fermo, che può essere una montagna, un palazzo o per l'appunto la torre del Mangia, la velocità è minima. Quindi questo obbliga ad eliminare il sistema di rallentamento dell'apertura, cosicchè, con una velocità minima di caduta il paracadute si apra in fretta, anche se comunque difficilmente permette di atterrare incolumi. Si chiamano 'Base Jump'».

Quali sono i rischi a cui si va incontro con un lancio di questo tipo?

«Da un'altezza così c'è un minimo di probabilità di apertura, inoltre se il paracadute si gira e si apre verso qualcosa, come un palazzo o la torre, il paracadutista entro pochi secondi va a sbattere. E infatti ci sono stati molti casi in cui c'è stato qualche problema del genere. Se poi i lanci vengono effettuati dove non c'è stato alcun preventivo controllo, senza alcuna autorizzazione specifica, il rischio è anche quello di procurare danni ad altri che, per sbaglio, si trovano sotto a noi».

Forse dalle sue risposte precedenti potrebbe sembrare già piuttosto ovvio: ma uno come lei si lancerebbe mai dalla torre del Mangia?

«Io non mi lancerei mai dalla torre, infatti. Ma lo farei volentieri da un aereo che sorvoli la città per poi scendere in piazza del Campo. E questo è proprio un invito ufficiale al sindaco di Siena per permetterci un giorno di poterlo fare. Dodici anni fa era già stato organizzato, ma a causa del maltempo abbiamo dovuto annullarlo. Io sono senese e per me è veramente un sogno fare un lancio in piazza del Campo, regolare ed autorizzato il Capitano Paolo Filippini tende ad accentuare questo punto più volte, come per sottolineare che la sicurezza è essenziale . Sarebbe bello anche poter fare un filmato della città dall'alto, che sicuramente affascinerebbe tutti i senesi che non hanno mai avuto l'occasione di vederla. Quando c'era stato il progetto del lancio su Siena avevo fatto anche una ricognizione aerea per vedere tutte le varie problematiche e capire meglio il volo e posso assicurare che è veramente uno spettacolo».

I risultati agonistici ottenuti da Paolo Filippini gli hanno fatto meritare tra l'altro due croci d'oro al Merito dell'Esercito e otto medaglie al valore atletico del CONI (quattro d'oro, una d'argento, tre di bronzo). Un'amore per il lancio il suo che ha saputo trasmettere anche ai suoi figli, un maschio e una femmina, che hanno entrambi deciso di seguire le sue orme. Natascia Marchi

I PRECEDENTI


AVEVA AGGIRATO i controlli ed era riuscito a lanciarsi col paracadute dalla Torre del Mangia. Erano le 10.30 del 2 giugno del 2004. Davanti agli occhi allibiti di numerosi turisti. L'uomo si sarebbe gettato dalla Torre con un paracadute di piccole dimensioni, riuscendo ad atterrare illeso sulla piazza, nonostante la difficoltà dell'impresa. Appena toccata terra, l'uomo è stato individuato e rincorso da una vigilessa che aveva assistito all'intera scena. Il temerario paracadutista è riuscito però a far perdere le proprie tracce senza ricevere neppure una multa. Resta intanto da chiarire in che modo l'uomo abbia potuto salire sulla torre con il paracadute, aggirando i controlli. Nel '97, si era verificato un episodio analogo: in quel caso a gettarsi furono i tre, due uomini e una donna. ERA IL 25 GIUGNO del 2006 quando D.S., di 32 anni si lanciò con un paracadute dalla Torre del Mangia. Il ragazzo, originario della provincia di Pavia, ma da anni residente nel Chianti, rovinò sulla Cappela e si ferì. Fu costretto a ricorrere alle cure dei medici delle Scotte. Aveva riportato diverse ferite, fra cui una abbastanza importante al braccio, e qualche contusione. Insomma, un vero «miracolato», considerato che si è lanciato da 88 metri e che il suo paracadute non si è aperto perfettamente attutendo solo in parte l'impatto con il terreno. Anche allora, come ieri, intervenne la polizia municipale. Al tempo furono visionate le videocassette con le registrazioni effettuate dalla telecamere a circuito chiuso all'interno della biglietteria e sulla Torre del Mangia. I DUE GIOVANI che si sono lanciati ieri mattina dopo essere stati bloccati dalla polizia municipale sono stati portati al comando di viale Tozzi. Qua sono stati identificati e alla fine sono stati denunciati in base all'articolo 674 del codice penale e relativo al «getto pericoloso di cose» e saranno costretti a pagare anche una sanzione pecuniaria perché è stato loro contestato l'articolo 5 del Regolamento comunale che testualmente recita: «Sul suolo pubblico è di norma vietato lavare i veicoli, attrezzature ed oggetti in genere; eseguire giochi che possano creare disturbo alla viabilità, danno o molestia alle persone o animali, o comunque deteriorare immobili o cose... La violazione alle prescrizioni previste dal presente articolo comporta una sanzione amministrativa da euro 50 a euro 300».



 
 
 
 
 
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UN ASSEGNO PER GLI ORFANI DEI PARACADUTISTI CADUTI A KABUL
Venerdì, 29 Gennaio 2010
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ROMA Un assegno di 159 mila euro è stato consegnato ieri dal vicedirettore del Corriere della Sera Antonio Macaluso al generale di Corpo d'armata dell'Esercito Michele Ragusa (presidente dell'Opera nazionale di assistenza per gli orfani e i militari dell'Esercito). La somma è destinata ai familiari dei sei paracadutisti italiani morti nell'attentato del 17 settembre a Kabul.

La raccolta è stata organizzata dal Comitato «Un aiuto subito», composto dal Generale dei Carabinieri Giuseppe Richero e dai segretari di redazione del Corriere Francesco Faranda e Gianluigi Astroni, utilizzando un conto di Banca Intesa San Paolo e raccogliendo fondi anche attraverso Cartasi e Wind

«L'importo sarà diviso in parti uguali tra le sei famiglie ha spiegato il generale Ragusa . Per chi non aveva figli, l'aiuto sarà destinato ai genitori».


 
 
 
 
 
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LA SASSARI RICORDA I SUOI " DIMONIOS" DI CAPORETTO
Venerdì, 29 Gennaio 2010
by webmaster


NOTA DELLA REDAZIONE
Ci scusiamo con i numerosi lettori sardi e sassarini in congedo che lamentano la penuria di informazioni e fotografie dei loro colleghi di truppa in servizio in Afganistan.
Le nostre richieste all'addetto stampa sono rimaste tutte senza risposta. Ci è anche impossibile un contatto telefonico, perchè la linea -evidentemente guasta- squilla libera da settimane.
Siamo solo in possesso delle immagini del comandante ISAF WEST e di quello PRT HERAT impegnati nella distribuzione di capre e Corani




HERAT. Nonostante i numerosi impegni umanitari che vedono impegnato il contingente ( leggete alcune operazioni di cui diamo conto più sotto, ndr), è stato possibile a Camp Arena in Afghanistan, celebrare la festa dei reggimenti storici della Sassari: il 151º e il 152º. Nel 92º anniversario della battaglia dei “Tre Monti”, in cui la gloriosa Brigata si era coperta di gloria conquistando la prima importante vittoria italiana dopo la ritirata di Caporetto.

La storica ricorrenza è stata rievocata dal comandante del Regional command west e della Sassari, generale di brigata Alessandro Veltri, che ha rivolto un pensiero a tutti i caduti e alle loro famiglie e a quanti, con straordinario valore e spirito di sacrificio, hanno combattuto nelle due guerre mondiali e operato nelle missioni per il mantenimento della pace all’estero. Durante la cerimonia, è stato ricordato, con la lettura del bollettino di guerra dell’epoca, il sacrificio degli eroici «Diavoli rossi» sul Carso.


Il loro eroismo, scolpito nella memoria di tutti i sardi, è testimoniato dalle numerose decorazioni. La cerimonia si è conclusa sulle note struggenti dell’inno “Dimonios” e con un corale “Forza Paris”, l’antico grido di guerra della Brigata Sassari che riecheggiò sulle montagne dell’Altopiano del Carso.

Sono passati 21 anni dalla ricostituzione.

 
 
 
 
 
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EL ALAMEIN FA "AUDIENCE" A MONZA
Venerdì, 29 Gennaio 2010
by webmaster


a cura di Rodolfo Hauff

MONZA- 28 Gennaio 2009 - ore 21- La sala comunale gremita di spettatori che hanno assistito alla presentazione del PROGETTO EL ALAMEIN condotta da Daniele Moretto, è la prova che la sezione ANPD'I di Monza aveva bene interpretato l'interesse dei suoi soci.

La serata, patrocinata da Libreria Militare, prevedeva la presentazione del libro ON COMBAT da parte di Angelo Perotti e di Fabrizio Comolli e una conferenza sull' EL ALAMEIN PROJECT e sui luoghi della Battaglia, tenuta dal dr Daniele Moretto.

Quest'ultimo ha usato come traccia un elaborato filmato che riportava molte immagini delle missioni in quel deserto e tante suggestive foto d'epoca. Nell'occasione ha preannunciato la partenza della MISSIONE EL ALAMEIN 2010 di cui il nostro sito si è fatto promotore, di cui trovate dettagli nelle notizie di questa testata.






 
 
 
 
 
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PILATUS CADUTO AL CINQUALE: SEQUESTRATO IL SECONDO AEREO DELLA SOCIETA' PROPRIETARIA PER IL RISARCIMENTO AI FAMILIARI DEL PILOTA DECEDUTO
Venerdì, 29 Gennaio 2010
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PARMA- Nel 2007 l’ agenzia Nazionale per la Sicurezza del Volo ha pubblicato il rapporto sull’ incidente avvenuto il 15 agosto 2002 a Massa Cinquale che vide coinvolto un Pilatus Pilatus PC-6 B2-H2 ( marche F-GLTP ) dopo che aveva lanciato 10 paracadutisti.

Il rapporto conferma che fu un cedimento strutturale a provocare l’ incidente al velivolo che costò la vita la pilota Cesare Sacchi.
L'aereo precipitò al suolo sfiorando i bagnanti sulla riviera versiliese.



PIGNORAMENTO CONSERVATIVO A DANNI DELLA SOCIETA' PROPRIETARIA DEL VELIVOLO PRECIPITATO

Come garanzia per l’eventuale risarcimento dei danni materiali e morali ai familiari del pilota è stato disposto il sequestro conservativo dell’altro aereo posseduto dalla società proprietaria di quello precipitato

Il magistrato ha accolto la richiesta della parte civile ed ha provveduto al sequestro conservativo in Svizzera del secondo aereo della società.

Il velivolo si trova vicino a Lugano.

Che cosa ha causato la tragedia del Cinquale, dove morì il pilota borgomanerese Cesare Sacchi? In tribunale è già guerra di perizie. A Massa è iniziato il processo per accertare le responsabilità del disastro aereo del giorno di Ferragosto del 2002.

LA CRONACA DI QUEL GIORNO

Sacchi pilotava un velivolo Pilatus Pc6, decollato dalla pista di Cinquale, in Versilia, con a bordo nove paracadutisti che dovevano effettuare lanci. Dopo l’ultimo, un’ala dell’aereo si stacca. Il pilota fa appena in tempo a portare il velivolo in mare aperto, poi si schianta tra le onde.

La manovra sicuramente ha salvato la vita di tanti bagnanti che quel pomeriggio affollavano la spiaggia del Cinquale, ma è costata la vita a Sacchi, che per questo riceverà poi, su intervento del Presidente della Repubblica Carlo Azeglio Ciampi, la medaglia d’oro al valor civile.

Sacchi aveva 35 anni, abitava a Maggiora ed era originario di San Marco di Borgomanero, dove ancora oggi vive la madre, Carla Cerutti.

Adesso i magistrati dovranno stabilire quale sia stata la causa dell’incidente e di chi siano le responsabilità della tragedia.
Denis Miotto, 49 anni, cittadino francese, è stato rinviato a giudizio con l’accusa di omicidio colposo e disastro aereo: era il tecnico incaricato della manutenzione del velivolo.

L’inchiesta dell’Ansv, l’Agenzia nazionale per la sicurezza volo, sostiene che il cedimento del Pilatus è stato causato da un difetto di manutenzione: non era stato sostituito il sistema di ancoraggio alla carlinga e le sollecitazioni subite dall’aereo, anzichè distribuirsi, si sono concentrate su una parte, determinando l’incidente.

Il processo (giudice Maria Cristina Failla, ndr) è iniziato con l’esposizione dei periti di parte. Secondo il consulente dell’accusa, responsabile della caduta del velivolo (precipitato in mare a trenta metri dalla riva) sarebbe stato un cuscinetto arrugginito, collocato nell’attacco fra il montante e l’ala destra.

L’avvocato Matteo Bertucci, difensore di Miotto, ha confutato la tesi del perito dell’accusa affermando che non era sostenuta da prove tecniche.

Lo ha fatto basandosi sulla consulenza di Carlo Casarosa, docente dell’Università di Pisa, lo stesso che è stato perito del giudice Rosario Priore per il caso di Ustica.

Il legale ha affermato che il cuscinetto al momento dell’incidente non era arrugginito e se anche fosse stato in quelle condizioni non avrebbe potuto essere causa della tragedia.

LA DIFESA DEL PROPRIETARIO

La caduta dell’aereo, secondo Bertucci, sarebbe stata determinata, invece, nell’eccessivo carico sopportato dal velivolo. Miotto quindi, stando alla sua difesa, non avrebbe alcuna responsabilità nella tragedia, attribuendola, tra le righe, all'uso "stressante" dell'aereo da parte del pilota.

MANUTENZIONI NON ESEGUITE O MALFATTE

In aula è inoltre emerso che al manutentore non era stato affidato l’incarico di svolgere un controllo nonostante il numero di ore già effettuate dall’aereo. A questo punto il dibattito dovrà rispondere ad un altro interrogativo: l’ultima manutenzione era stata svolta bene? La risposta si dovrebbe avere nella prossima udienza, in calendario per il 17 febbraio.





 
 
 
 
 
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OGGI A LA SPEZIA VERRANNO "IMBASCATI" NUOVI INCURSORI DI MARINA
Venerdì, 29 Gennaio 2010
by webmaster




LA SPEZIA - Questa mattina, 29 gennaio alle ore 11.00, davanti l' Ammiraglio Comandante il Raggruppamento Subacquei ed Incursori "Teseo Tesei", alle S.A. Civili e Militari ed ai Comandanti delle Forze Speciali della Difesa, si svolgerà la cerimonia del brevettamento dei Neo Incursori all'interno della fortezza del Varignano. Dopo la consegna dei Premi di Merito, ci sarà la Cerimonia Imbascamento: Neo Incursore verrà calzato il prestigioso Basco Verde sul capo da parte dell' Incursore di Corpo. Per noi sarà presente l'incursore della Folgore in congedo Poalo Frediani.



 
 
 
 
 
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UN REDUCE DI RUSSIA RICEVE IL SUO COLBACCO DA LANCIERE
Venerdì, 29 Gennaio 2010
by webmaster



RASSEGNA STAMPA
LA LIBERTA' DI PIACENZA del 29 Gennaio 2010

caorso - Domani alle 11, nella sala consiliare del comune di Caorso Aride Fermi, reduce della seconda guerra mondiale, ed ex vigile urbano del paese, riceverà un merito speciale.

A soli 19 anni, il giovane Aride è chiamato a partecipare alla Campagna di Russia come cavaliere del gruppo "Lancieri di Novara". Il suo nome rimarrà tra l'elenco dei dispersi fino a quando nel 1946 la Russia rimpatrierà più di 10mila prigionieri di guerra italiani. Ad Aride Fermi sarà consegnato lo storico colbacco (con fregio da lanciere d'argento con il numero 5 nel tondino) del 5° Reggimento dei "Lancieri di Novara", simbolo del gruppo di cavalleria dell'esercito italiano.

Il cimelo di guerra che il signor Fermi aveva perso in battaglia, gli verrà dunque restituito per completare l'uniforme ufficiale.

La cerimonia sarà occasione per ricordare l'azione e il contributo di un corpo militare facente parte dell'Armata Italiana in Russia (ARMIR) che nell'agosto 1942 resistette, per giorni, a furiosi attacchi nemici sul fronte sovietico e nel novembre venne assegnato alla divisione alpina "Tridentina".

Assieme al corpo da montagna, lottò sulla linea del Don, svolgendo brillanti azioni di retroguardia e fiancheggiamento, sostenendo 11 combattimenti, percorrendo 600 km e raccogliendo, nella steppa gelata, dispersi di altre armi. Tutta la popolazione è quindi invitata a partecipare alla premiazione di Aride che, anche dopo la guerra, è rimasto al servizio del cittadino e del suo territorio.
Valentina Paderni



 
 
 
 
 
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UN "PARACADUTISTA" SI LANCIA DAL TORRAZZO DI CREMONA
Venerdì, 29 Gennaio 2010
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RASSEGNA STAMPA

LA PROVINCIA DI CREMONA DEL 29 gennaio 2010

I presenti, una decina in tutto, per prima cosa hanno sentito un rumore piuttosto forte, un fruscio che li ha spinti a guardare in alto. Quel che hanno visto non lo dimenticheranno: un uomo che plana col paracadute aperto verso la piazza subito dopo essersi lanciato dalla sommità del Torrazzo. Un istante, poi l’atterraggio, davanti al battistero. A seguire pochi movimenti rapidi per recuperare il paracadute e dileguarsi. Il perché di tanta fretta è facilmente spiegabile: quel che ha fatto avrebbe potuto costargli caro. Come minimo una bella multa. Queste le sequenze andate in scena una dozzina di giorni fa, domenica 17 gennaio, in piazza del Comune. Sono da poco trascorse le 16.30 quando nella piazza tutti si mettono con il naso all’insù, richiamati da quell’insolito rumore. La scena è di quelle che lasciano allibiti: del tutto inimmaginabile. «Quando io ho alzato gli occhi si trovava all’altezza dell’orologio. Il paracadute era di quelli rettangolari, non troppo grande. In pochi istanti è atterrato. E in altrettanto poco tempo ha radunato la tela e si è dileguato», ha spiegato ieri uno dei presenti all’impresa, un assicuratore cremonese che si trovava con la moglie a pochi metri dal palazzo della Libera. Secondo altri testimoni l’uomo — con un accento spiccatamente tedesco — ad atterraggio avvenuto avrebbe pronunciato un paio di frasi di ammirazione per dire come è bella Cremona e quel che si vede dall’alto. Il lancio di questo parà, per quanto anomalo, non rappresenta un precedente. Una decina di anni fa un paio di persone hanno fatto la stessa cosa. Anche in questo caso tutto all’improvviso e a seguire fuga, con i pochi testimoni in piazza che non credono ai loro occhi. (g.gugl.)


 
 
 
 
 
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TRUFFA DEL GASOLIO. FORNITURE FINTE O DECURTATE. ANCHE LA FOLGORE TRA LE INVOLONTARIE VITTIME
Venerdì, 29 Gennaio 2010
by webmaster


LIVORNO. C’è anche la brigata paracadutisti “Folgore”, insieme al coordinamento provinciale del Corpo Forestale dello Stato, tra le 1.027 vittime di una maxitruffa con le forniture di gasolio. Il processo per la vicenda vede imputate davanti al tribunale di Avezzano 39 persone, accusate di non aver effettuato le forniture pattuite a numerosi clienti, nella maggior parte enti pubblici, in diverse parti d’Italia ma specialmente in Toscana.
L’imputato principale è Mauro Lilli, 54 anni, residente in provincia dell’Aquila. Secondo le accuse lui e gli altri complici hanno rifornito per anni dal 30 al 50 % di gasolio in meno rispetto a quanto incassato nelle fatture. L’inchiesta risale al 2004, quando partirono i controlli di carabinieri e guardia di finanza nelle cisterne dei clienti della ditta.

 
 
 
 
 
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LE ATTIVITA' DEL CONTINGENTE ITALIANO IN AFGANISTAN
Giovedì, 28 Gennaio 2010
by webmaster



Segnaliamo le iniziative del contingente italiano a comando Brigata Sassari.



L'ESERCITO ITALIANO - PRT DI HERAT- DONA 600 CAPRE

Herat, 23 gennaio 2010. Donazione di capre da parte del Regional Command West a favore del Dipartimento dell'Agricoltura della Provincia di Herat.


All’attività, che ha avuto luogo presso un importante centro di allevamento per animali nel distretto di Gozara, hanno presenziato il Governatore della provincia di Herat, Mr. Nooristani, il Comandante del Regional Command West, Generale di Brigata Alessandro Veltri( a destra, con gli occhiali), ed il Comandante del PRT, Colonnello Claudio Dei ( con l'animale in mano), i quali hanno donato al Capo Dipartimento dell’Agricoltura della provincia di Herat - Mr. Haider Zadeh - 780 capre appartenenti alla razza “Cheeli” (di origine pakistana), particolarmente indicata a scopo di allevamento in un ambiente - quale quello afghano - caratterizzato da difficili condizioni climatiche e dall’aspra configurazione morfologica.

“L'iniziativa - ha spiegato il Generale Veltri - coinvolgerà almeno 33 villaggi per ogni distretto e consentirà agli abitanti della zona di poter beneficiare degli effetti della distribuzione ai fini riproduttivi della specie, favorendo così l’incentivazione dell’allevamento”.


IL CONTINGENTE ITALIANO DONA COPIE DEL CORANO

Afghanistan: Il Provincial Reconstruction Team dona testi sacri del ''Corano'' alla scuola religiosa di Herat



Il colonnello Dei comandante del Provincial Reconstruction Team ha incontrato Mr. Mowlawi Khodadad responsabile delle scuole coraniche della regione ovest dell’Afghanistan, area di responsabilità del Regional Command West a guida italiana attualmente su base brigata “Sassari”.

Al termine dell’incontro è stata effettuata la donazione di numerosi testi sacri del “Corano” in favore degli studenti che frequentano le scuole religiose della provincia di Herat.

Mr. Mowlawi Khodadad ha ringraziato il colonnello Dei per aver fatto visita alla scuola e per i “Corani” ricevuti in dono ed ha sottolineato come questa sia stata la prima volta che un esercito effettua una donazione a carattere religioso.


Come sottolineato dal Generale Alessandro Veltri - “ogni sforzo da parte di ISAF sarà sempre volto a garantire la sicurezza nei confronti della popolazione, dare impulso all’opera di ricostruzione e sviluppo della regione anche attraverso il costante e mirato soddisfacimento di tutte le esigenze di carattere assistenziale a favore delle persone maggiormente bisognose”.



 
 
 
 
 
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Giovedì, 28 Gennaio 2010
by webmaster



PARMA- La rubrica Osservatorio riporta le osservazioni di Framer e di un qualificato lettore sulle informazioni che (non) arrivano dall'Afganistan.

LEGGETE L'ARTICOLO

 
 
 
 
 
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MISSIONE EL ALAMEIN 2010
Giovedì, 28 Gennaio 2010
by webmaster


PARMA- Situazione delle squadre in partenza per El Alamein


FEBBRAIO - completa - ZONA DI OPERAZIONE NAQ RALA

MARZO- due posti disponibili ZONA DI OPERAZIONE HIMEIMAT - NAQ RALA

APRILE- un posto disponibile ZONA DI OPERAZIONE MUNASSIB

GIUGNO- 5 posti disponibili ZONA DI OPERAZIONE ALINDA-MUNASSIB

SETTEMBRE- 6 posti disponibili ZONA DI OPERAZIONE HIMEIMAT - MUNASSIB

OTTOBRE ( nucleo di 24 - tra staffettisti e "sbadilatori"): 10 posti disponibili ZONA DI OPERAZIONE BAB EL QATTARA



Nota: ogni missione dedicherà un giorno alla visita in jeep di TUTTE le linee della Folgore dal Passo del Cammello sino al Munassib.

La Domenica mattina di ogni nucleo, giorno di partenza alle 17:20 dal Cairo, sarà dedicata al Sacrario per l'Onore ai Caduti e una visita al Museo di quota 33.




 
 
 
 
 
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CALZE INODORI E ANTIMICOTICHE PER I MILITARI ISRAELIANI
Giovedì, 28 Gennaio 2010
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GERUSALEMME - L' esercito israeliano ha deciso di distribuire a soldati di unità combattenti, a partire dal prossimo marzo, un tipo rivoluzionario di calze che permette a queste di "respirare" e di restare asciutte per due settimane, evitando così cattivi odori e la formazione di micosi, un disturbo assai diffuso tra soldati costretti ad operare sul campo per periodi prolungati. Secondo il quotidiano Maariv a prevenire questi due fenomeni é un additivo metallico nel tessuto usato per le calze. L'impiego sperimentale di queste calze tra alcune unità di fanteria ha avuto risultati "spettacolari", ha assicurato il generale Nissim Peretz, capo della divisione logistica dell'esercito