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IL GENERALE C.A. PARACADUTISTA CC LESO IN SICILIA
Sabato, 4 Febbraio 2012
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MESSINA- Visita ufficiale del generale di corpo d’armata, Leonardo Leso, nuovo comandante dell’interregionale carabinieri "Culqualber", accompagnato dal comandante provinciale carabinieri di Messina, colonnello Claudio Domizi, al presidente della provincia regionale di Messina, Nanni Ricevuto.

Il generale di corpo d’armata, Leonardo Leso, succede al generale di divisione Ermanno Meluccio. Leso, veronese di 64 anni, due lauree, ha svolto incarichi operativi e di comando in zone ad alto indice di criminalità (Sicilia, Campania e Calabria) e in reparti speciali come i carabinieri paracadutisti TUSCANIA , il Gis e le unità specializzate dell’arma all’estero (Somalia, Bosnia Herzegovina, Albania e Kosovo). È stato addetto all’ufficio operazioni al comando generale dell’arma, ha retto i comandi provinciali di Catanzaro e Trieste e la scuola allievi carabinieri di Roma. Ha frequentato corsi di specializzazione anche all’estero (controterrorismo in Israele, combattimento urbano e negoziazione in caso di presa di ostaggi in Inghilterra).
Fu artefice del blitz del Gis nel carcere di Trani nel 1980 per liberare 18 agenti di custodia ostaggi di 96 detenuti delle Br.
È insignito della Legion of Merit concessagli dal Congresso degli Stati Uniti, della Croce d’oro al Merito dell’ Esercito, una medaglia di bronzo al valore dell’Esercito e della Croce di Cavaliere Ordine Militare d’Italia, la più alta decorazione militare italiana.





 
 
 
 
 
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IL RICORDO DI MARIANO DEL MEDICO, ALPINO PARACADUTISTA MORTO A REGGIO EMILIA DOPO UNA COLLISIONE IN VOLO
Venerdì, 3 Febbraio 2012
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PARMA- Pubblichiamo ancora una volta il commovente striscione con il quale gli alpini paracadutisti del 4° Reggimento dedicano la loro vittoria nella gara dei plotoni ai CASTA 2012 al collega Mariano Del medico, caporalmaggiore "ranger", con cui hanno condiviso anni di duro addestramento e varie missioni.

Da Ancona, Milano, Ravenna, Parma, Reggio Emilia, Verona, Vicenza ci sono giunti scritti che ringraziano il 4° Reggimento Alpipar e condividono l'affettuoso ricordo dello sfortunata caporalmaggiore deceduto durante un lancio privato, a Reggio Emilia.

Mariano del medico era un apprezzato pilota tandem e jump master di AFF. Il suo basso profilo ( pochi sapevano quale fosse la sua professione, ndr) e gli atteggiamenti amichevoli, ed estroversi sono le frasi ricorrenti.


 
 
 
 
 
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IL GENERALE GRAZIANO DICHIARA CHIUSI I CASTA 2012. IL RICORDO DEL TENENTE MASSIMO RANZANI E DEL CM MIOTTO
Venerdì, 3 Febbraio 2012
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Sono terminati questo pomeriggio con la cerimonia di chiusura i Campionati sciistici delle Truppe Alpine 2012, che per quattro hanno visto la partecipazione sulle nevi dell’Alta Val Pusteria di un migliaio di atleti con le stellette provenienti da sette Paesi.

Sulle note della fanfara della Brigata Julia, in piazza del Magistrato si sono schierati gli atleti e i reparti che hanno dato vita alla 64° edizione della manifestazione organizzata dal Comando Truppe Alpine di Bolzano assieme alle Amministrazioni comunali della zona, mentre sul palco hanno preso posto numerose autorità civili e militari: tra queste il capo di Stato maggiore dell’Esercito, Generale Claudio Graziano, il comandante delle Truppe Alpine, Generale Alberto Primicerj, e i sindaci di San Candido, Dobbiaco, Sesto e Complico Superiore.

“Un grazie agli atleti, che ho visto gareggiare con entusiasmo, determinazione e lealtà, animati da uno spirito agonistico sano, proprio di chi crede nei valori alpini comuni al mondo militare e allo sport” sono state le parole del Gen. Primicerj che ha quindi ringraziato i sindaci dei comuni che hanno ospitato i Ca.STA, anche per la sentita partecipazione alle manifestazioni collaterali tra cui la commemorazione di quanti hanno sacrificato la vita per un ideale, il concerto della fanfara della Brigata Julia e la fiaccolata notturna.

“I Campionati, proprio per la loro peculiare caratteristica di competizione sportiva applicata alle attività militari, sono soprattutto un momento di verifica del livello addestrativo – ha detto il Generale Graziano – La preparazione su questi monti è funzionale a qualsiasi teatro operativo, e chi si prepara qui può operare in qualsiasi contesto”.

Nel corso degli interventi, sono stati ringraziati i genitori del capitano Massimo Ranzani e del 1° caporalmaggiore Matteo Miotto, entrambi alpini caduti in Afghanistan, presenti alla cerimonia.

Si sono svolte quindi le premiazioni dei vincitori dei diversi trofei, che sono stati tutti appannaggio del 4° reggimento alpini paracadutisti di stanza a Montorio Veronese

Con l’ammainabandiera dei vessilli dei Paesi partecipanti, lo spegnimento del tripode e la formula di chiusura dei Ca.STA da parte del Gen. Graziano, è quindi sceso il sipario sulla 64° edizione dei Campionati sciistici delle truppe alpine.





 
 
 
 
 
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LA ATTIVITA' DELLA BASE AIRFORCE DI AVIANO
Venerdì, 3 Febbraio 2012
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GAZZETTINO VENETO del 3 Febbraio 2012
AVIANO - Nel 2010 la torre di controllo dell'aeroporto «Pagliano e Gori» di Aviano (sede di uno Stormo permanente di cacciabombardieri F-16 americani) ha gestito 42 emergenze occorse a caccia militari, tutte risoltesi con la salvezza dei 46 piloti coinvolti e la salvaguardia dei mezzi, il cui valore complessivo ammontava a un miliardo e mezzo di dollari. Dei 42 pericoli occorsi, solo due sono risultati «visibili» all'opinione pubblica. Nella serata del 16 novembre di quell'anno, il pilota di un cacciabombardiere F-16 in avaria si libera in volo di missile e serbatoi, pensando di sganciarli sul poligono del Dandolo. In realtà arma e taniche si schiantarono su campi coltivati che separano alcune abitazioni. Il successivo 1° dicembre, in aeroporto un F-16 atterra senza freni, arenandosi fuori pista, a pochi metri dalla recinzione. La viabilità interna alla Base è preventivamente interrotta da apposito semaforo, mentre quella esterna (la provinciale Aviano - Pordenone) è sempre rimasta percorribile. Episodi che testimoniano come l'attività militare costituisca pericolo per un'area densamente urbanizzata come il Friuli Occidentale. La riprova è quanto accaduto nel marzo del 2009, quando nell'abitato di Tamai di Brugnera la tragedia è stata sfiorata di un nonnulla: ancora un F-16 col motore che si spegne in volo, e il pilota che (per poter rientrare in Base) si libera in fretta dei due serbatoi esterni. Il primo «bombarda» un fienile, il secondo la stradina che separa alcune case. Gli F-16 di Aviano (che vantano già oltre vent'anni di anzianità) sono destinati a restare in servizio fin quasi al 2030, soprattutto considerando che il suo sostituto F-35 sarà distribuito col contagocce. Tutto ciò proprio oggi, che ricorrono 14 anni dalla strage del Cermis, che è stata causata anche dall'inerzia delle autorità italiane e americane, come concluso dalla Commissione parlamentare d'inchiesta. Una tragedia che (come abbiamo segnalato) è stata omessa dal libro che racconta i 100 anni di storia del «Pagliano e Gori», sollevando l'indignazione popolare. Un quotidiano del Trentino ha richiamato in causa il Comando dell'Aeronautica militare italiana di stanza ad Aviano, il quale ha diplomaticamente giustificato l'assenza dell'episodio dal libro riferendo che «ci sono di mezzo le famiglie dei caduti». Resta il fatto che come hanno insegnato altre tragedie la storia e i morti non si dovrebbero cancellare con un "omissis

 
 
 
 
 
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QUIRINALE: APERTURA AL PUBBLICO E CONCERTO DOMENICA
Venerdì, 3 Febbraio 2012
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ROMA- La Presidenza della Repubblica ha reso noto che domenica 5 febbraio nel corso dell'apertura al pubblico del Palazzo del Quirinale, si svolgerà alle ore 11.50 nella Cappella Paolina un concerto di Francesco Libetta, pianoforte, con il seguente programma: Camillo Togni: Seconda Partita corale su Preludi corali di Bach (1976); Georg Friedrich Händel: Suite n. 7 in si bemolle maggiore HWV 440 (1733); Anton Webern: Variationen für Klavier op. 27 (1936); Ildebrando Pizzetti: Canti di ricordanza Quattro variazioni per pianoforte su un tema del "Fra Gherardo" (1943). Il concerto sarà trasmesso in diretta da Rai Radio 3.

Nel pomeriggio alle ore 16 si terrà il tradizionale cambio della Guardia d'Onore al Palazzo del Quirinale, al termine del quale la Banda dell'Aeronautica Militare eseguirà un concerto di cui si indica il programma: . Walter: Neige d'avril; U. Roever e M. Korb: Highland cathedral;R. Novacek: Castaldo; G.Rossini:Guglielmo Tell;A. Di Miniello:Ordinanza A. M.

 
 
 
 
 
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RASSEGNA STAMPA: IL FOGLIO RIDICOLIZZA PETRAEUS
Venerdì, 3 Febbraio 2012
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IL FOGLIO QUOTIDIANO DEL 3 FEBBRAIO 2012

Poco più di due anni dal suo culmine sono bastati, e la dottrina militare della counterinsurgency è passata da essere l’argomento più figo, scintillante e irresistibile di Washington al secchio della spazzatura.

La sua star, il generale David H. Petraeus, che girava i mercati dell’Iraq da Baghdad a Ramadi per dimostrare che quello che conta è esserci fisicamente, stare in mezzo alla popolazione, mangiare cosce di pollo con le mani e ingollare tazze di chai, il tè – ah quante tazze di tè ci tocca bere, era il lamento sussiegoso della nuova generazione di ufficiali americani, “ma si sa, il successo della counterinsurgency si misura dagli ettolitri di tè che hai bevuto” – e camminava senza l’elmetto, senza gli occhiali scuri e senza il giubbetto antiproiettile per stabilire un contatto immediato e di fiducia con i locali, ecco, fisicamente non c’è più: la star è stata richiamata dietro a una scrivania a Langley, in Virginia. Il generale congedato oggi è direttore della Cia e quindi, per ironia della sorte, lavora direttamente al servizio della dottrina rivale: niente counterinsurgency, ma counterterrorism. La differenza tra queste due scuole di pensiero e di azione è cruciale e nel 2009 ha spaccato Washington su fronti opposti. Niente più strategia onnicomprensiva su larga scala, niente più nation building e vittoria sui cuori e sulle menti della gente per allontanarla dagli estremisti, niente più arruolamento di milizie locali, niente più fucina araba o afghana che forgia un nuovo esercito con i dollari americani, niente più governo locale affidabile con cui suggellare un’alleanza strumentale alla stabilizzazione a breve termine e quindi alla vittoria finale. Vince l’impegno ridotto: soldati a casa, pochi dollari e via libera ai bombardamenti mirati con i droni – che negli ultimi due anni sono decuplicati – e agli interventi sporadici delle forze speciali – che stanno diventando il marchio del successo militare dell’Amministrazione Obama, da Abbottabad alla Somalia.

Il bello è che nel 2009 lo schieramento della counterinsurgency aveva prevalso sui rivali, dopo un tempo di riflessione del presidente Obama che a molti era parso immenso, persino dannoso mentre si era nel mezzo di una guerra da combattere. Molti difesero la durata dell’attesa e dissero: è la decisione che modellerà il resto della guerra, la scelta tra la vittoria e la sconfitta, che si prenda pure il tempo che serve. Una volta imboccata la strada, sarà percorsa fino in fondo.

Tra i perdenti del 2009 ci fu anche il vicepresidente, Joe Biden, fautore della strategia “light”, che però all’epoca era stato appena eletto e dentro l’Amministrazione faceva ancora la figura del gaffeur, oppure la parte più rispettabile dell’avvocato necessario, che ti presenta con chiarezza tutti gli argomenti, anche quelli contrari, prima che tu faccia la scelta; assolutamente imparagonabile per profondità di pensiero e caratura marziale alla squadra dei duri, ai COINdinistas – come erano chiamati i profeti della counterinsurgency – gente che aveva stabilizzato quel casino inguardabile che era diventato l’Iraq, aveva ancora la polvere addosso ed era poco disposta ad ascoltare – se non con la cortesia cerimoniosa dovuta ai nuovi interlocutori di Washington – altra gente che non aveva mai vinto una guerra. Anzi: fosse stato per il senatore democratico Obama il surge in Iraq, ovvero l’aumento di soldati che fu decisivo, non ci sarebbe mai stato. Lui si era dichiarato contro. Entrambe le parti lo sapevano.
I COINdinistas (una crasi tra COIN, sigla militare per la counterinsurgency, e i sandinisti, gli irriducibili marxisti del Nicaragua che fecero crollare il regime di Somoza) per un attimo furono – e qui si prende in prestito la definizione che girava a Washington – il gruppo di ragazzi più fighi della scuola, quelli con cui tutti volevano giocare. Questa è la lista breve. Petraeus. Il suo allievo generale Stanley McChrystal, misterioso comandante delle forze speciali folgorato dalla nuova dottrina sulla via di Baghdad. John Nagl, coautore assieme a Petraeus del manuale militare che spiega come si combatte secondo la nuova dottrina. David Kilcullen, un rubizzo ufficiale di fanteria e antropologo australiano che impersonò al meglio il carattere ibrido della counterinsurgency, metà soldato metà intellettuale, metà un film d’adrenalina come “The Hurt Locker” metà un saggio d’antropologia densa come “Tristi tropici”. Andrew Exum, un ex ranger delle truppe speciali diventato membro dello Cnas, il pensatoio di politica estera di Obama, diventato seguitissimo sul web con il nomignolo Abu Muqawama, e per un certo tempo al servizio di McChrystal come suo consigliere in Afghanistan. Andrew Krepinevich, autore di un lungo saggio di guerra, “The Army and Vietnam”, che è diventato un classico sul fallimento del pensiero militare convenzionale negli anni Settanta e autore anche di un articolo seminale su Foreign Affairs sulla guerra in Iraq e la counterinsurgency. Ai COINdinistas nel loro momento di massimo fulgore era semplicemente impensabile dire di no, perché erano i protagonisti del rovesciamento della situazione in Iraq, un esempio di epopea americana: gli Stati Uniti sono entrati in Iraq, hanno combinato un guaio disastroso ma hanno saputo trovare le risorse intellettuali, di temperamento e materiali per metterci una pezza.

Tanto che l’alone di intoccabilità del gruppo di Petraeus – a proposito: non c’è giornalista che non gli abbia strizzato l’occhio con una domanda su una sua prossima candidatura alla presidenza – ha finito per guastarli. Subito dopo avere ottenuto quello che chiedevano dalla Casa Bianca, più uomini e più fondi per vincere (anche) in Afghanistan, hanno imboccato la parabola discendente.

La prima sconfitta è arrivata con la cacciata di McChrystal, maggio 2010, dopo che il quindicinale di musica Rolling Stone ha pubblicato un ritratto micidiale, in cui tutto lo staff era descritto mentre si prendeva gioco del potere politico a Washington come e peggio di un gruppo di studenti in gita. Senza pudori, davanti all’inviato. McChrystal in realtà non c’entra, lui fu cauto anche in quell’occasione e in fin dei conti stava soltanto applicando una delle regole di Petraeus, tenere ottimi rapporti con la stampa, portarla dalla propria parte esattamente come si fa con una tribù afghana. Si trattava di essere pop, un po’ più dei soliti generali di legno a cui erano abituati i lettori di giornali. Michael Hastings, l’autore del ritratto, ricorda che quando si presentò a McChrystal, nella hall di un albergo a Parigi, il generale gli chiese a bruciapelo: “Sarò almeno sulla copertina?”. “It’s between you and Lady Gaga”. “Ve la battete lei e Lady Gaga”. Un mese dopo era a Washington a rassegnare le dimissioni.

Esserci: era il primo comandamento della counterinsurgency, ripetuto in infiniti decaloghi distribuiti agli ufficiali prima che partissero per l’Iraq e l’Afghanistan. Esserci altrimenti il nemico ti frega, gira indisturbato, prende contatto con la gente, la porta dalla sua parte, si mescola, impone la sua visione delle cose, ti prepara trappole mentre tu non ci sei. Alla fine è una regola buona anche per la guerra incruenta che si combatte tra la Casa Bianca, il Pentagono, il Congresso, per chi riesce a prevalere con i propri suggerimenti all’orecchio del presidente su quelli degli altri. Petraeus, McChrystal, le altre star della dottrina e soprattutto il segretario alla Difesa Bob Gates, passato dall’Amministrazione Bush a quella Obama per quel riconoscimento di superiore esperienza che ha fatto il successo dei COINdinistas e che da oppositore riluttante si trasformò nel loro protettore, non ci sono stati più, non a sufficienza.

Quello da counterinsurgency a counterterrorism era uno spostamento tettonico già in corso da tempo e mercoledì è arrivato il segnale definitivo. “The funding is going to largely determine the kind of force we can sustain in the future”, ha detto ai reporter il segretario alla Difesa americana, Leon Panetta, sull’aereo che lo portava a Bruxelles per un altro meeting con i poco convinti alleati Nato. “Il nostro impegno in Afghanistan sarà in gran parte determinato da quanti fondi avremo”. Faremo quello che potremo, dipende dai soldi a disposizione e non aspettatevi che siano molti. L’esatto contrario del secondo comandamento di Petraeus, “Money is ammunition”, i soldi sono munizioni, si vince spendendo denaro.

Sono passati cinque anni dal gennaio 2007, da quando il presidente Bush telefonò a Petraeus e gli chiese di prendere il comando dei soldati in Iraq e di applicare la sua teoria sul campo e lui che era al volante su un’autostrada di Los Angeles con moglie e figlio grande dovette accostare nel parcheggio di un supermercato per rispondere con più concentrazione. Ora la morte della dottrina ha bisogno del suo araldo e allora chi più titolato di Michael Hastings, il corrispondente di guerra che ama mettere in mezzo Robert Capa (“we get more drinks, more girls and a better pay”) e che ha inferto il colpo iniziale al gruppo con lo scoop su Rolling Stone? Non è il reporter da embed più bravo che c’è in circolazione, o il più esperto, ma il suo stile vagamente ribelle e i suoi aneddoti funzionano (sapete qual è il nome in codice del presidente Karzai? “Grey wolf vagina”, per la bustina di pelliccia che porta tradizionalmente sul capo).

Hastings ha dilatato il pezzo fortunato su Rolling Stone fino a farlo diventare un libro, “The operators”, appena uscito, che spiega ai nemici di Petraeus e della counterinsurgency che cosa devono pensare e dire. Un capitolo s’intitola “Breve storia di un’idea orribile”. Racconta che la dottrina non è un’idea nuova, ma piuttosto il ripescaggio di una teoria fallimentare elaborata negli anni Cinquanta da un ufficiale francese, David Galula, durante un’altra delle guerre perse consecutivamente da Parigi, prima la Seconda guerra mondiale, poi quella d’Indocina e infine quella in Algeria. Hastings scrive che gli unici a raccogliere il pensiero di Galula furono gli ufficiali astiosi che accusavano il governo di essere stato troppo molle, di essersi ritirato senza onore davanti agli arabi, i fascisti dell’Organisation de l’Armée Secrète, Oas, legati ai fascisti di mezz’Europa, e responsabili di torture contro gli algerini (fate la guerra come i francesi, anzi come i fascisti francesi: sentite come suona male?). Senza nessuno che l’ascoltasse in patria, Galula trovò ascolto in America, dove divenne amico di Henry Kissinger e dove propose la sua COIN, che finì per essere adottata assieme un’altra varietà di strategie dannate durante la guerra del Vietnam. “Dopo tre milioni di vietnamiti morti, e 58.195 soldati americani uccisi, gli Stati Uniti si ritirarono dal sud-est asiatico e la counterinsurgency divenne un nome maledetto” – scrive Hastings – e fu sostituita completamente dalla dottrina Powell, dal nome del generale e futuro segretario di stato Colin Powell: Washington dovrebbe impegnare le sue truppe soltanto in conflitti limitati, con una strategia d’uscita chiara e una superiorità di forze schiacciante.
“Ora – scrive l’uomo che ha fatto dimettere McChrystal – ci hanno lasciato con la stessa cornice strategica ispirata ai fallimenti della Francia in Algeria, da una guerra imperiale nelle Filippine, dalla guerra coloniale britannica in Malesia e dall’umiliazione in Vietnam. Nessuno contesta i suoi fautori – sono convinti che funzioni. Il generale McChrystal tiene i libri di Galula sul comodino”.

L’America divora periodicamente il suo establishment e il suo pensiero dominante. La ristrettezza di budget sta tagliando le gambe alla rivoluzione militare più importante del decennio e i giornalisti colpiscono duro. Il problema è che il nemico, in Afghanistan e altrove, non devia e non intende cambiare letture.

© - FOGLIO QUOTIDIANO
di Daniele Raineri

 
 
 
 
 
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GULISTAN: COLPI DI MORTAIO ALLA BASE SNOW
Venerdì, 3 Febbraio 2012
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GULISTAN- Alla Cop Snow ( combat out post), base avanzata, dove tredici mesi fa è morto in combattimento Matteo Miotto, presidiata dal reggimento San Marco , sono piovuti colpi di mortaio.
L´attacco è avvenuto nel pomeriggio di ieri. I fanti di marina hanno risposto sia con il tiro di armi leggere che utilizzando i mortai. Sono gli stessi marinai che poche settimane fa avevano costruito un monumento dedicato alla memoria di Matteo dedicandogli una cerimonia conclusa con l´alza bandiera. In Afghanistan in questi giorni,approfittando di un invernomite, sono scattate una serie di operazioni volute dall´esercito del governo di Kabul in collaborazione con i militari dell´Alleanza.

. Da giorni le forze della coalizione del contingente italiano appoggiate dall´esercito e dalla polizia afgana si stanno confrontando con gruppi armati. Si combatte per il controllo delle principali via di comunicazione. Durante l'operazione ciopperhead, dic ui abbiao parlato alcuni giorni fa, nelle mani dei talebani sono stati trovati anche due veicoli bomba, un ingente quantitativo di nitrato d´ammonio, che è il fertilizzante utilizzato anche per la fabbricazione artigianale degli ordigni e circa un´ottantina di kg di sostanze stupefacenti, tra eroina ed hashish.
QUALCHE BUONA NOTIZIA
Ieri a Farah una ventina di guerriglieri hanno consegnato le armi accettando il processo di reintegrazione. IERI sera a Camp Herat è cominciato a diluviare. Nottata difficile per i Fucilieri dell´Aria dell´Aeronautica militare che hano montato la guardia.


 
 
 
 
 
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VIA DALL'AFGANISTAN NEL 2013
Venerdì, 3 Febbraio 2012
by webmaster





PARMA- Sarà la Folgore a "chiudere la porta" italiana in Afganistan? Da quanto si è appreso ieri da fonti NATO, che anticipano al 2013 la uscita dal Paese di alcuni alleati, sembrerebbe di si. Secondo i nostri calcoli ( non confermati da alcuna fonte ufficiale, ndr) sulle rotazioni delle Brigate italiane , toccherebbe proprio alla Folgore la Missione RCWEST del periodo Marzo-Ottobre 2013, periodo che potrebbe coincidere con la riconsegna della base di Herat alle forze armate afgane.

Sono stati Usa e Francia a pigiare l'accelleratore , chiedendo di anticipare il passaggio di consegne agli afghani della sicurezza del territorio. Ieri, nel­la prima giornata dell’incontro dei ministri della Dife­sa dell’Alleanza a Bruxelles, è emersa come data chiave il 2013, e non più il 2014 come deciso a Lisbona nel 2010. Formalmente niente cambia, ma in realtà il prossimo anno sarà quello in cui le truppe in­ternazionali inquadrate nella missione Isaf in sostanza assu­meranno un ruolo più defilato in vista del ritiro.

Lo ha confermato lo stesso se­gretario generale della Nato An­ders Fogh Rasmussen. «Mante­niamo le decisioni assunte al vertice di Lisbona (con il definitivo passaggio della si­curezza in mani afghane entro fine 2014, ndr ) – ha det­to Rasmussen – la transizione continuerà per tutto il 2012. Ci aspettiamo che le ultime province afghane pas­sino sotto controllo delle forze di sicurezza afghane nel­la seconda metà del 2013. Da quel momento il nostro ruolo gradualmente cambia: da combattente a mag­giormente focalizzato alla formazione e all’addestra­mento ». Il tutto non senza una stoccatina a Usa e Fran­cia: «È assolutamente importante che questo cambio di ruolo avvenga in coordinamento e prenda in conto la situazione sul terreno».

Rasmussen era stato preceduto, subito prima dell’ini­zio della riunione, dal segretario alla Difesa Usa Leon Pa­netta. «La speranza – ha affermato per la prima volta uf­ficialmente – è che per la seconda metà del 2013 sare­mo in grado di passare dal ruolo di combattenti a quel­lo di istruttori, consiglieri e fornitori di assistenza». L’ac­celerazione è pilotata da Usa e Francia, entrambe alle prese con la campagna elettorale, con l’obiettivo di ri­durre rapidamente le truppe sul territorio. Il presiden­te francese Nicolas Sarkozy si è anzi spinto a dire che en­tro fine 2013 ritirerà i suoi 3.900 soldati, lasciandone po­che centinaia. E da tempo Barack Obama ha annun­ciato che il contingente Usa, già entro l’estate (e dun­que prima delle presidenziali Usa di novembre), si ri­durrà dagli attuali 90mila soldati a 68mila.

40% DELLE ATTIVITA' GIA' IN MANO ALLE FORZE AFGANE
Rasmussen ha voluto sottolineare che già ora gli afgha­ni conducono il 40 per cento delle operazioni di com­battimento e sono responsabili della sicurezza di metà della popolazione. Il piano di Lisbona del 2010 preve­deva però una tabella di marcia più lunga, lasciando so­lo al 2014 le province più difficili, quelle del sud dove più forte è l’attività dei taleban. A conferma che non è vero che, come cercava di convincere ieri la Nato, «nulla cam­bia », è il fatto che questa accelerazione ha colto chiara­mente di sorpresa Kabul. L’anticipo al prossimo anno, ha detto sconsolato un alto ufficiale afghano all’agen­zia

Reuters, «scompiglia l’intero piano di transizione, che era stata preparata con un calendario preciso. Ora dovremo affrettare tutti i preparativi».

In serata, peraltro, anche dopo le critiche giunte dall’a­spirante alla nomination repub­blicana Mitt Romney, la Casa Bianca ha precisato che non è sta­ta presa alcuna decisione in me­rito ad una accelerazione della transizione in Afghanistan e che le parole di Panetta si riferivano ad una possibilità e non ad una decisione concreta. Anche Ra­smussen ha spiegato poi meglio che il processo di transizione «continuerà fino alla fine del 2014» e anche durante que­sto periodo «condurremo operazioni di combattimen­to ». «Penso che ci sia ancora un’ampia aspettativa per­ché l’ultima fase della transizione possa avvenire nel 2013 – ha aggiunto – ma ovviamente molto dipende dal­la situazione sul terreno».









 
 
 
 
 
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"SABOTAGGIO" DI RAMSTEIN: PARLA UN TECNICO DELLA PATTUGLIA ACROBATICA NAZIONALE
Venerdì, 3 Febbraio 2012
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UDINE - Il colonnello Carlo Baron parla dell’ennesima versione del tragico impatto avvenuto nel 1988.

«Ma quale sabotaggio? Vorrei sapere quando avrebbero potuto solo avvicinarsi agli aerei della Pan all’interno della base di Ramstein. Il giorno prima della tragedia c’erano state le prove generali, come di consueto, e la manovra era stata eseguita con gli stessi velivoli, quindi solo durante la notte poteva essere avvenuto il “misfatto”. Mi sento di escluderlo fermamente».

Baron è stato per ben 18 anni al 313° Gruppo addestramento acrobatico a Rivolto come ufficiale tecnico, per poi trasferirsi proprio a Ramstein per tre anni prima della quiescenza.

Quando ha letto gli articoli che riprendono l’ipotesi di sabotaggio, ha voluto fugare ogni dubbio sollevato dall’indagine difensiva del pool degli avvocati che assiste i familiari delle vittime della tragedia di Ustica.

«Per quanto riguarda i due elementi evidenziati dai legali - afferma Baron -, mi pare che ci siano gravi inesattezze. Si sostiene che il carrello e il freno aerodinamico dell’aereo del solista erano aperti. Prima di tutto ai comandi c’era Nutarelli e non Naldini, come invece si legge nell’articolo. Basta rivedere il filmato per vedere come solo dopo l’impatto esce il carrello (è chiaro che l’impianto idraulico nel forte urto è stato disintegrato).

Io ero a poche decine di metri dal luogo dell’incidente e ricordo ancora oggi, purtroppo, che il solista resosi conto che era in anticipo nell’esecuzione della figura ha provato a “frenare” e poi ha tirato la cloche e l’aereo è arrivato fino a 9,8G.

La commissione tecnica ha confermato questa ipotesi. Non capisco come si possa affermare che sono scomparsi i "riscontri"(PARTI MECCANICHE, NDR) che bloccano le taniche del carburante sugli aerei. Fatto questo che sarebbe stato denunciato solo anni più tardi. Mi sembra un’enorme falsità.

Quando si staccano i serbatoi dalle ali i meccanismi che vengono chiamati "riscontri" restano attaccati ai serbatoi. Quindi non sono spariti e non c’è alcun mistero. Basti pensare che una parte dei relitti degli aerei coinvolti nel disastro furono sistemati all’interno di grosse casse di legno e vennero trasportati in Friuli.

Nessuno venne mai a vederli o a fare perizie... e dopo almeno una decina di anni furono venduti come ferro vecchio (tanto che l’acquirente ne utilizzò una parte per creare il monumento che ricorda la tragedia). Non capisco poi come si possa affermare che l’altimetro non avrebbe dato la possibilità al solista di verificare la distanza dal suo aereo e il centro della formazione. Per il semplice fatto che l’altimetro è uno strumento che misura l’altezza del velivolo dal suolo. La valutazione della distanza, lo sanno anche i bambini, dalla formazione è solo effettuata a vista dai piloti». Anche il generale Massimo Montanari, aveva più volte evidenziato come potevano essere varie le cause dell’incidente, ma non di sicuro un attentato e qualcosa di simile. Come scritto anche nel libro «Capriole tra le nuvole» edito da Mondadori, la ricostruzione di colui che collaborò con il giudice Ennio Diez, per l’indagine, non contempla ipotesi di sabotaggio. Secondo Montanari, che all’epoca ebbe modo di visionare centinaia di filmati e fotografie, qualcosa è accaduto durante il looping del solista, ma non si saprà mai esattamente cosa. Le indagini ufficiali, svolte a livello internazionale (erano stati coinvolti anche gli esperti di Inghilterra, Francia e Stati Uniti, così come evidenziato dallo Stato maggiore dell’Aeronautica militare italiana, hanno sempre escluso ipotesi di complotti e sabotaggi. Giuseppe

 
 
 
 
 
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SI RIBALTA UNA DEFENDER : TRE CARABINIERI PARACADUTISTI LEGGERMENTE CONTUSI
Venerdì, 3 Febbraio 2012
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LIVORNO- Tre carabinieri paracadutisti sono stati vittime di un incidente stradale. Attorno alle 7,50, il defender sul quale stavano viaggiando, si è rovesciato per cause ancora da accertare provocando il ferimento dei tre. I tre feriti sono stati trasportati all'ospedale dove sono state loro riscontrate soltanto delle forti contusioni e che gli costeranno qualche giorno di prognosi

 
 
 
 
 
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DAL 187mo REGGIMENTO AI RANGERS ALPINI: TENENTE CASERTANO FA ONORE ALLA SPECIALITA'
Venerdì, 3 Febbraio 2012
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SPORT

Il tenente alpino di Pietramelara, Carmine Muzza, vince il Trofeo Buffa dei Campionati sciistici delle truppe alpine

Nunzio De Pinto

CASERTA – Nel corso della giornata di ieri si è concluso il “Trofeo Buffa”,(CASTA 2012) intitolato alla Medaglia d’Oro Tenente Silvano BUFFA, triestino del 1914 deceduto sul fronte greco nel 1941, il più ambito, combattuto e sofferto di quelli in palio nei Campionati Sciistici delle Truppe Alpine.

Abiamo già dato conto del risultato della gara dei plotoni, della durata di 2 giorni con un pernottamento in tende biposto, che prevede una prova di tiro, una prova di lancio di precisione della bomba a mano, una prova di discesa guidata a cronometro, due prove di fondo a cronometro, una prova topografica, una marcia di regolarità in salita lungo un percorso di circa 15 Km. (con un dislivello di 700-900 m. ed in un tempo massimo prefissato) ed una prova a cronometro della lunghezza di 10 Km. E la ricerca di dispersi sotto la neve.

La vittoria è andata al plotone del 4° reggimento alpini paracadutisti (ALPIPAR) di Bolzano guidata dal Tenente Alpipar. Carmine Muzzo, classe 1984 di Pietramelara, in provincia di Caserta.

Il plotone era composto dal sergente donna Rossana Da Re, sergente Mauro Tenghettini, CMC Davide Gallo, e dai Caporal Maggiori: Visentin, Beccucci, Amico, Giordano, Castagneri, Saponara, Gattere, Leone, Di Tizio, Manauzzi e Giacomini.

“La nostra è stata un vittoria sofferta” – ha affermato il Tenente Muzzo – “anche perché abbiamo avuto poco tempo a disposizione per allenarci. Ciò nonostante tutti i miei ragazzi sono stati magnifici, hanno stretto i denti ed hanno portato il plotone alla vittoria. La vittoria nella gara dei Plotoni da parte del 4° Reggimento Alpini Paracadutisti” – ha aggiunto l’ufficiale casertano – “l’abbiamo voluta dedicare al Caporal Maggiore Capo Mariano DEL MEDICO, nostro collega deceduto durante un lancio con il paracadute nel mese di settembre 2011 a Reggio Emilia”.

Il Tenente Carmine Muzzo è nato nel 1984. All’età di sedici anni, Carmine Muzzo nel 2000 entra alla Scuola Militare della Nunziatella di Napoli. Dopo la maturità frequenta l’Accademia Militare di Modena e la Scuola di Applicazione di Torino (2004-2009).

Con il grado di Sottotenente fa domanda per entrare nelle aviotruppe e viene comandato presso il 187° Reggimento Paracadutisti della “Folgore” di stanza a Livorno, all’epoca sotto il comando del Colonnello Toscani Dal Col.
Nel mese di settembre del 2009 fa domanda per entrare nel 4° Reggimento Alpini Paracadutisti di stanza a Bolzano. Vinte le selezioni, dopo un anno di corso duro ed intenso, supera brillantemente il corso di “Ranger”.
Nunzio De Pinto

 
 
 
 
 
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CONSEGNATO IL FOGLIO MATRICOLARE DEL PERIODO DI LEVA DI SAN PIO DA PETRALCINA
Venerdì, 3 Febbraio 2012
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CASERTA

Il colonnello Iannetta consegna a Padre Marciano il foglio matricolare di San Pio da Pietrelcina

Nunzio De Pinto

CASERTA – Ieri mattina, 2 febbraio, presso la caserma Sirtori sede dell’ex Distretto Militare oggi Centro Documentale di Caserta,il Reverendo Padre Marciano, guardiano del convento “Padre Pio” di Pietrelcina, è stato ospite dell’Ente dove gli è stata consegnata la copia autentica del “Foglio Matricolare” del soldato Francesco Forgione, classe 1887, al secolo padre Pio oggi assurto agli altari della Santificazione come “San Pio”.

Il prezioso documento è stato ritirato dal prelato, erede spirituale di San Pio, al quale è stato consegnato dal Comandante pro-tempore Col. Luciano Iannetta. La cerimonia, semplice nel suo complesso è stata ricca di significato per gli aspetti socio religiosi in essa contenuti. Era il 16 aprile del 1907 quando il giovane Forgione, all’epoca seminarista, come tutti i giovani della sua età, venne chiamato a visita per il servizio militare e nessuno avrebbe potuto immaginare, in quei giorni, che quel ragazzo, votato alla Chiesa, nel tempo, sarebbe assurto in Paradiso. “Questa occasione, insieme ad altre a sfondo socio culturale” – ha affermato il Colonnello Iannetta – “permettono di aprire le porte della caserma favorendo così l’avvicinamento e l’apertura delle Istituzioni Militari al tessuto sociale circostante che, per molto tempo, sono stati separati a causa di vecchie teorie ed abitudini ormai superate dai tempi”. Il Distretto Militare di Caserta, custode e memoria storica del territorio, che comprende le province di Caserta, Benevento, Isernia e Campobasso, oltre a conservare la documentazione di quanti ebbero a svolgere il servizio militare dal 1870 ad oggi, conserva gelosamente anche il foglio matricolare del giovane soldato di Pietrelcina. Nel suo breve discorso il Colonnello Iannetta ha evidenziato come “…il documento non rappresenta solo un “foglio” ma qualcosa in più che ci fa sentire eredi e testimoni di un periodo e di un momento significativo della vita del Santo. Cosa riporta il documento del frate? Era il 16 Aprile del 1907, quando il giovane Francesco Forgione viene chiamato a visita e giudicato idoneo di 1^ categoria e lasciato in riserva perché seminarista. Il 6 novembre 1915 fu chiamato alle armi perché l’Italia era in guerra e tutti i giovani idonei al servizio militare vennero precettati per il primo conflitto mondiale. Il soldato Forgione, già malato di broncopolmonite, ottiene un lungo periodo di convalescenza ed al termine della malattia, svolge circa 4 mesi di servizio attivo. Il 5 marzo 1918, sottoposto a visita, viene “riformato” dall’Ospedale Militare di Napoli per “bronco alveolite doppia”; Il 18 luglio 1918 viene posto in congedo con il giudizio “di aver tenuto buona condotta e di aver servito con fedeltà ed onore”. Leggendo quest’ultima considerazione sul Suo comportamento da militare” – ha concluso Iannetta – “ciò permette di asserire che San Pio è stato anche un “militare”, una persona che ha fatto, del sacrificio e della disponibilità, la propria ragione di vita, dove la sua essenza di persona e di religioso ha fatto, della motivazione al servizio, la sua arma vincente e proprio per questo può essere considerato anche lui un “Comandante” nel senso più nobile del termine”.
Nunzio De Pinto


 
 
 
 
 
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LA VITTORIA AI CASTA 2012 DEI RANGERS DEDICATA AL COLLEGA MARIANO DEL MEDICO, DECEDUTO A REGGIO EMILIA
Giovedì, 2 Febbraio 2012
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SAN CANDIDO- La vittoria nella gara dei Plotoni da parte del 4° reggimento alpini paracadutisti è stata dedicata al Caporale Maggiore Capo Mariano DEL MEDICO, loro collega deceduto durante un lancio con il paracadute nel mese di settembre 2011 a Reggio Emilia.

"Per le eccezionali dote umane e militari, il suo ricordo non svanirà"- ci ha detto un collega, commosso .



 
 
 
 
 
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CASTA 2012 : LA GARA DEI PLOTONI VINTA DAI PARACADUTISTI DEL 4° REGGIMENTO
Giovedì, 2 Febbraio 2012
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San Candido. Nell’ambito dei campionati sciistici delle truppe Alpine, si è conclusa oggi la sfida tra i plotoni, la gara regina della manifestazione, che quest’anno ha visto sfidarsi 19 plotoni in un massacrante tour de force che, complici le condizioni meteorologiche avverse, hanno richiesto ai partecipanti sforzi superiori alle aspettative.

I primi tre plotoni classificati si sono contesi la vittoria fin dallla prima giornata con vero spirito alpino, sfidandosi senza lesinare energie nella massima correttezza agonistica e, alla fine, hanno prevalso gli Alpini paracadutisti del 4° reggimento davanti alle compagini dell’8° reggimento Alpini e del 3° reggimento artiglieria da montagna, entrambi della Brigata Alpina Julia.



LE IMMAGINI DI OGGI


 
 
 
 
 
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OPINIONI
Giovedì, 2 Febbraio 2012
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PARMA- «Revisionismi di sinistra» sul gruppo di ex partigiani comunisti che nel 1947-49 uccise tre presunti «fascisti» I colpevoli poi fatti fuggire a Praga: vita "dura", ma nessun pentimento «politico» .

IL RESTO IN "OPINIONI">


 
 
 
 
 
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AFGANISTAN: PAKISTAN E TALEBANI INSIEME PER RIPRENDERSELO DOPO LA NATO
Giovedì, 2 Febbraio 2012
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PARMA- Un rapporto militare Nato, elabo­rato dagli Usa, sostie­ne che i taleban, con l’aiuto dei servizi segreti pachistani, si stiano preparando a riprende­re il controllo dell’Afghanistan dopo la fine della missione Na­to.

Notizia che rischia di incrinare fragili rapporti, già compromessi, ora che si fanno sempre più con­sistenti le voci di possibili col­loqui di pace in Arabia Saudi­ta promossi dal Pakistan tra il governo di Hamid Karzai e i ta­leban.

Tali negoziati, alternativi a quelli promossi dagli Usa in Qatar, sono stati smentiti dai militanti islamici.

Intanto ieri è morto un altro sol­dato Isaf per mano di un indi­viduo che vestiva l’uniforme dell’esercito afghano.

CAPACITA' MILITARE INTATTA DEI TALEBANI DOPO 10 ANNI DI GUERRA: PER LORO E' UNA GUERRA "LOW COST"
Il documento USA ,in base a 27 mila in­terrogatori di quattromila pri­gionieri, avrebbe dichiarato che «la manipolazione da par­te del Pakistan della leadership taleban prosegue senza atte­nuazioni » e che la forza, la mo­tivazione, i finanziamenti e la capacità dei taleban rimango­no «intatte» nonostante dieci anni di conflitto.

Secondo la portavoce dell’Alleanza atlan­tica, Oana Lunghescu, il rap­porto, intitolato “Lo stato dei taleban” sarebbe solo «una delle tante fonti d’informazio­ne », non un’analisi della si­tuazione, in quanto i taleban «hanno subito una sconfitta tremenda» e non torneranno a controllare l’Afghanistan do­po il ritiro delle truppe di assi­stenza alla sicurezza Isaf, a fi­ne 2014.

Il ministro degli Esteri pachi­stano, Hina Rabbani Khar, ie­ri in visita a Kabul, ha poi ri­badito che Islamabad «sostie­ne ogni iniziativa di pace as­sunta dal governo» di Karzai.


 
 
 
 
 
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MUORE UN FANTE DI EL ALAMEIN ATTENDENTE DEL PADRE DI LARUSSA
Giovedì, 2 Febbraio 2012
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BRESCIA- Si è spento nella notte di ieri all´ospedale di Esine Giovanni Biondi, 91 anni compiuti il 9 Settembre, quello che era uno dei ultimi reduci della battaglia di El Alamein.

Giovanni Biondi, classe ´20, che prese parte alla battaglia di El Alamein trascorse 7 anni in divisa tra il 1940 e il 1946, quando fu congedato e per 46 mesi fu prigioniero degli Inglesi. L´attendente del tenente Antonino La Russa, padre dell´ex ministro al quale salvò anche la vita, ha compiuto la campagna d´Africa per intero, sbarcando il Libia il 13 marzo del 1941, combattendo a Tobruck e passando quasi quattro anni nel campo di concentramento 309 di Ismailia in Egitto, con il numero di matricola 358279.

I funerali sono previsti OGGI alle 15.30 nel paese di ESINE.


 
 
 
 
 
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INCIDENTE DELLE FRECCE TRICOLORI A RAMSTEIN. SABOTAGGIO? . SECONDO UN AVVOCATO C' ENTRA USTICA
Giovedì, 2 Febbraio 2012
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Una perizia disposta dall’Aeronautica militare tedesca dopo l’incidente accaduto nel 1988 a tre aerei delle Frecce Tricolori sui cieli di Ramstein, in Germania, durante un’esibizione acrobatica nella base Nato, proverebbe che il velivolo “solista”, schiantatosi contro quelli dei due colleghi sarebbe stato sabotato. Una circostanza emersa grazie alle indagini difensive condotte dall’avvocato Daniele Osnato nell’ambito della nuova indagine sulla strage di Ustica aperta, dopo le dichiarazioni dell’ex presidente della Repubblica Francesco Cossiga dai pm di Roma


PARMA- L'avvocato OSNATO fa propria la tesi della aeronautica tedesca, secondo la quale l’incidente di Ramstein, costato la vita ai militari Ivo Nutarelli, Mario Naldini e Giorgio Alessio, non fu determinato da un errore del pilota solista - Nutarelli -, ma che invece il velivolo venne sabotato per impedire al tenente colonnello di testimoniare davanti al giudice istruttore Rosario Priore sulla strage di Ustica.

Il militare, alzatosi in volo con Naldini il 27 giugno del 1980, la notte dell’incidente del Dc9, per un’esercitazione, lanciò per due volte l’allarme generale in prossimità della rotta del velivolo dell’Itavia, prima di atterrare a Grosseto.

Su questo anomalo comportamento il giudice avrebbe dovuto interrogare due settimane dopo la tragedia di Raimstein il pilota.

Nutarelli, dice il legale, durante l’esibizione nei cieli tedeschi accortosi che qualcosa non andava nella strumentazione di bordo, che avrebbe segnalato altimetrie errate, tentò di frenare tirando giù il carrello e il freno aerodinamico. Il tentativo di frenata emergerebbe dalla perizia tedesca, ma sarebbe stato scoperto dal legale che sta ritraducendo l’atto.

«Ho saputo da fonti di stampa - commenta Osnato - che l’Aeronautica militare avrebbe fatto una sua perizia su Ramstein. Noi non ne abbiamo mai avuto notizia. Se questo è vero la chiederemo e se non ce la daranno, chiederemo alla magistratura di fare un ordine di esibizione di atti all’Aeronautica». In tutto a Ramstein furono 49 le vittime e 282 i feriti, che furono ricoverati in vari ospedali. Il programma della manifestazione aerea era ormai al culmine quando la Pan si apprestava a eseguire la figura del “cardioide”. Secondo la ricostruzione dei fatti, all’epoca resa nota dal comandante della Pan, il tenente colonnello Diego Raineri, l’Aermacchi Mb 339 del solista era in netto anticipo sul resto della formazione, tanto da colpire altri due velivoli precipitando al suolo come palle infuocate. Le polemiche furono immediate e particolarmente dure, c’era chi voleva far sciogliere il reparto, mentre altri ponevano sotto accusa tutte le manifestazioni aeree. I parametri di sicurezza furono pressochè triplicati e cominciò un duro lavoro di ricostruzione dell’immagine del reparto che rappresenta il “fiore all'occhiello” dell’Aeronautica militare italiana. Nacquero i primi Club a sostegno dell’attività delle Frecce tricolori, che attualmente sono quasi un’ottantina diseminati in Italia e all’estero.

 
 
 
 
 
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CADUTO DA UN BUFFALO IN AFGANISTAN: APERTA UNA INCHIESTA A ROMA
Giovedì, 2 Febbraio 2012
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BARI – Sulla morte in Afghanistan del caporal maggiore Francesco Saverio Positano, avvenuta il 23 giugno 2010 in un incidente durante un’attività di pattugliamento, la Procura di Roma ha aperto un fascicolo di indagine per omicidio colposo. Lo rendono noto i genitori del caporalmaggiore, Luigi e Rosa Positano. Il militare, in servizio su un blindato, perse l'equilibrio per un malore e cadde, battendo violentemente la testa sulla strada; i coniugi Positano sostengono invece che il loro figlio è morto a causa di una manovra del blindato.

Sulla morte del caporale un’inchiesta era già stata aperta dalla procura di Roma, che però ha archiviato il fascicolo. I genitori affermano però che già la morte del giovane non fu dovuta a un malore ma a una «caduta da un mezzo in movimento».

Positano, 29 anni, di Foggia, faceva parte della pattuglia del 32/esimo genio guastatori della brigata Taurinense in forza in Afghanistan alla task force 'Centrè, impegnata in un’attività di ricognizione lungo la strada tra Herat, il capoluogo della regione occidentale sotto il controllo italiano, e Shindad, uno degli avamposti più caldi dell’intera regione. La missione dei genieri, una ventina in tutto, era di controllare i punti della strada più sensibili. La pattuglia italiana era composta da due veicoli blindati Lince e da due mezzi speciali, un 'Buffalò e un 'Cougar', pesanti ciascuno circa 15 tonnellate e lunghi circa 6 metri e considerati i più avanzati veicoli del mondo in tema di resistenza alle mine.

Secondo la versione ufficiale, la colonna si era fermata per compiere le verifiche su un tratto di strada quando avvenne l'incidente: Positano, che era a bordo del Buffalo, cadde e battè la testa sulla strada, riportando un forte trauma cranicoche gli procurò la morte.

 
 
 
 
 
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CASTA 2012 : GIORNATA DI GARE
Mercoledì, 1 Febbraio 2012
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San Candido 01 febbraio 2012. L’austriaca Marlies Schild, numero uno di Coppa del Mondo, sarà al via sulla pista Haunold di San Candido per le due prove di slalom (gare FIS valevoli per la Coppa Europa – Trofeo TYruppe Alpine) domani e venerdì. Le gare, organizzate dal Comando Truppe Alpine nell’ambito della 64^ edizione dei loro Campionati sciistici, saranno riprese in diretta da RAI Sport Uno a partire dalle ore 09.30 (prima manche) e 12.00 (seconda manche).

Al cancelletto di partenza per l’Italia Federica Brignone, Chiara Costazza, Irene Curtoni e Nicole Gius.


 
 
 
 
 
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IL COLONNELLO PARACADUTISTA TOSCANI DE COL NELLO STAFF DEL GENERALE SERRA IN LIBANO
Mercoledì, 1 Febbraio 2012
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PARMA- Il Colonello paracadutista Gabriele Toscani de Col, che i nostri lettori ricorderanno come comandante del 187mo Reggimento della Folgore fino allla fine del 2009, lascia dopo due anni l'incarico di Capo Divisione Operazioni del COI per assumere in Libano quello di Capo dello Special Staff del nuovo Comandante di UNIFIL, Gen. Paolo SERRA (notizia puntualmente riportata tra le news del sito). Al Colonnello Toscani , che sappiamo essere un lettore del nostro giornale, auguriamo buon lavoro. Conoscendo il suo tasso di operatività e capacità decisionale, possiamo immaginare i motivi per cui è stato chiamato ad entrare nello staff del Comandante Unifil.

I PARACADUTISTI SONO DISTRIBUITI IN MOLTI CENTRI NEVRALGICI DELLO STATO MAGGIORE DIFESA ED ESERCITO
Alcuni mesi orsono, incontrando il Generale C.A. Giorgio Cornacchione, che è il capo del COMANDO OPERATIVO INTERFORZE , mi disse scherzosamente: "caro Amatobene, sono circondato da Paracadutisti", alludendo in modo scherzoso alla presenza contemporanea di numerosi ufficiali in posti chiave della struttura.
Fra pochi giorni gli subentrerà il Generale di C.A. Marco Bertolini.

Il generale Cornacchione, grande amico della Folgore, aveva ragione....


 
 
 
 
 
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STATISTICHE DEL MESE DI GENNAIO
Mercoledì, 1 Febbraio 2012
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PARMA- Il mese di Gennaio 2001 si chiude con statistiche in leggero aumento rispetto al 2010 ( + 4%). Questo mese abbiamo aggiunto ai numeri principali anche alcune misurazioni specifiche.

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Monthly Statistics for January 2012

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SCENARI DI GUERRA : IRAN PRONTO A COLPIRE GLI USA?
Mercoledì, 1 Febbraio 2012
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WASHINGTON. Le agenzie di intelligence americane ritengono che l’Iran sia pronto a lanciare attacchi sul suolo americano in risposta a quelle che Teheran considera minacce provenienti da parte degli Stati Uniti e dei loro alleati. Lo ha riferito il direttore della National Intelligence, James Clapper, in un intervento davanti al Congresso. Clapper ha sostenuto che figure di spicco del regime iraniano, compresa la guida suprema, Ali Khamenei, hanno «probabilmente» intenzione di attaccare gli Stati Uniti. La pianificazione delle operazioni sarebbe in corso da tempo. In particolare, Clapper ha fatto riferimento allo sventato complotto per assassinare l’ambasciatore saudita negli Stati Uniti, Adel al Jubeir, nell’ottobre scorso, attribuito dalle autorità americane a Teheran. Sul caso-Iran, e con particolare riferimento al tema delle sanzioni, è intervenuto ieri il direttore della Cia, il generale David Petraeus, che, in un’audizione alla Commissione intelligence del Senato, ha sottolineato che che nelle ultime settimane le sanzioni all’Iran sembrano essere diventate sensibilmente più efficaci.

Petraeus ha anche spiegato che, secondo l’Agenzia, l’Arabia Saudita si sta preparando a compensare con le sue capacità di riserva di greggio la perdita sui mercati mondiali del petrolio iraniano, le cui esportazioni sono state bloccate in Occidente dalle ultime sanzioni Usa ed Ue. Intanto, è terminata la missione nel Paese dell’Agenzia internazionale per l’energia atomica (Aiea). Gli ispettori erano arrivati domenica. Nulla è trapelato sullo svolgimento del loro compito e non è chiaro se abbiano avuto accesso ai siti nucleari. Il responsabile della delegazione Aiea, Herman Nackaerts, ha solo detto di aver incontrato il capo negoziatore iraniano, Saeed Jalili, e il capo dell’agenzia atomica, Fereydoun Abbasi.Teheran ha parlato di «colloqui costruttivi» con gli ispettori dell’Aiea.
DRONI USA IN PAKISTAN
Per la prima volta il presi­dente Usa Barack Obama ha ammesso l’utilizzo di droni nelle operazioni militari in Pakistan contro presunti mem­bri di al-Qaeda. L’occasione è sta­ta l’iniziativa «Ask the president» (chiedi al presidente), un’intervi­sta di 49 minuti concessa via In­ternet al popolo di YouTube e Google Plus (erano arrivate oltre 130mila domande), attraverso la quale diversi utenti hanno potu­to parlare direttamente con l’in­quilino della Casa Bianca.

Per Obama, l’uso dei velivoli sen­za pilota consente «attacchi mol­to precisi contro al-Qaeda e i suoi affiliati», individui inseriti «in u­na lista di terroristi che vogliono colpire i cittadini americani, le basi americane, le strutture a­mericane ». Tutte operazioni «condotte con la massima scru­polosità » su cui finora la Casa Bianca ha sempre mantenuto u­no stretto riserbo. I raid, 64 nel 2011, sono stati condotti in par­ticolare nella zona tribale del Nord Waziristan, al confine con l’Afghanistan. Quanto all’Iraq, O­bama ha puntualizzato che gli U­sa «non sono impegnati in attac­chi con droni» in quel Paese, pur ammettendo che «c’è una sorve­glianza per assicurarci che la no­stra ambasciata sia protetta».

Altro tema caldo durante l’inter­vista l’economia e soprattutto la disoccupazione, che ancora pe­sa sulle spalle degli americani. «Se mi manda il curriculum di suo marito, sarei interessato a ca­pire cosa sta succedendo», ha ri­sposta ad una signora del Texas, il cui marito ingegnere fatica a trovare un impiego. Dai prestiti agli studenti universitari ai visti concessi agli immigrati qualifi­cati, dalla legge anti-pirateria che ha fatto infuriare il Web alla sati­ra politica, Obama è sembrato a suo agio davanti a tutte le do­mande. Comprese le curiosità più personali.

A chi gli chiedeva del ventesimo anniversario del suo matrimonio con Michelle, il presidente ha detto scherzoso: «Purtroppo è il 3 ottobre, un mese prima delle e­lezioni. Può darsi che festeggere­mo più avanti...». E su cosa si pro­vi a vivere in un «bolla» come la Casa Bianca, Obama ha scelto la sincerità: «È la parte più dura del lavoro di un presidente».


 
 
 
 
 
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CONSEGNATA UN'ALTRA SPILLA AD UN LEONE DELLA FOLGORE
Mercoledì, 1 Febbraio 2012
by webmaster


PARMA- Ci è giunta la "cronaca" di un'altra consegna della spilla che abbiamo fatto coniare appositamente ed esclusivamente per i Leoni della Folgore. Stavolta ce la inviano i Paracadutisti di Pisa, che hanno l'onore di avere tra i soci della Sezione ANPD'I , il Leone di El Alamein Piero Pieri.

Ecco cosa ci scrive il Presidente della Sezione ANPD'I che ne aveva fatto richiesta:


Sabato 28 gennaio 2012 la sezione ANPD’I di Pisa ha consegnato al paracadutista Piero Pieri classe 1919 n. matricola 6846 , la spilla commemorativa inviata dal sito CongedatiFolgore .

Piero impegnato negli anni 1942-1943 nella guerra d’Africa nel secondo Reggimento Paracadutisti Folgore , ha partecipato alla battaglia di El Alamein ed è stato fatto prigioniero e liberato solo nel 1947 .

La sezione di Pisa ha salutato entusiasta il suo paracadutista , ringraziandolo e ricordando anche tutti i suoi commilitoni che si sono sacrificati per l’ Italia tra le sabbie del deserto di El Alamein .


Il Presidente

Umberto Bastari




 
 
 
 
 
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AFGANISTAN: LE ONG VOGLIONO SOSTiTUIRSI AI MILITARI. "SAPPIAMO FARE MEGLIO"
Mercoledì, 1 Febbraio 2012
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PARMA- Le organizzazioni non governative iniziano a dare consigli alle Forze armate e ai politici italiani. Le ONG siono entità "no profit" generosamente finanziate dal ministero degli esteri attraverso ...leggi tutto l'articolo in OPINIONI

 
 
 
 
 
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AFGANISTAN: TRANSIZIONE E AZIONI CONTRO I NARCOTRAFFICANTI
Mercoledì, 1 Febbraio 2012
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HERAt . E’ in corso nel settore meridionale dell’area di responsabilità del Comando Regionale Ovest (Regional Command West- RC-West), a guida Brigata “Sassari”, l’operazione denominata “CopperHead” che ha portato al sequestro di 500kg di oppio ed il conseguente arresto, da parte delle forze di sicurezza afghane (ANSF), di 10 sospetti insurgents.
L’operazione “Copperhead” ha lo scopo di disarticolare l’azione degli insurgents nelle aree a ridosso della Route Copper (via di comunicazione nel Sud del settore di RC- West) e di assicurare la libertà di movimento lungo l’importante arteria di comunicazione. Sul percorso sono stati, inoltre, individuati e disattivati due ordigni improvvisati (Improvised Explosive Device- IED) e sono stati realizzati tre “check points” presidiati dalla polizia afgana per garantire la sicurezza della stessa Route Copper.
Le unità che conducono l’operazione appartengono alla Task Force (TF) South (su base 152° Reggimento “Sassari”) e South East (su base Reggimento “San Marco” della Marina Militare) in stretto coordinamento con le forze di sicurezza afgane (ANSF).
Continuano, inoltre, a registrarsi nella provincia di Herat gli effetti della pressione operativa esercitata da RC-WEST con l’operazione “OMID 12” recentemente conclusasi.
Infatti, nella giornata di ieri, un gruppo armato di insorgenti, operante nella territorio della provincia di Herat, composto da un importante comandante e circa 30 affiliati combattenti, ha consegnato le armi alle autorità della polizia afgana per essere avviato al processo di reintegrazione.



SECONDA FASE DELLA TRANSIZIONE NEL SETTORE RCWEST ITALIANO


HERAT, – Si è svolta ieri, nell’area di responsabilità del Comando Regionale Ovest (Regional Command West- RC-West), a guida Brigata ‘Sassari”, presso la sede del Provincial Reconstruction Team (PRT) spagnolo di Qal ‘ah-ye Naw nella provincia di Badghis, la cerimonia che sancisce il passaggio della responsabilità della sicurezza dalle forze NATO di ISAF (International Security Assistance Force) alle Forze di Sicurezza Afghane (ANSF) di tutti i distretti scelti dal Governo afgano nella trance 2 del processo di transizione.
Durante la cerimonia, alla presenza del Comandante di RC-West, Generale di Brigata Luciano Portolano, il Capo della Commissione per la Transizione del Governo afgano, Dottor Ashraf Ghani Ahmadzai, ha ringraziato pubblicamente l’Italia per l’impegno militare ed i successi operativi ottenuti, sottolineando l’importanza di progetti realizzati nel settore delle attività umanitarie, a favore della popolazione, e nel settore delle infrastrutture come l’espansione dell’aeroporto civile di Herat.
La cerimonia segna il passaggio dei distretti di Abe Khamari e Qal ‘ah-ye Naw della provincia di Badghis, è l’ultima delle tre già svolte nell’area di responsabilità di RC- West e contraddistingue la fine della seconda fase (trance 2) del processo denominato “Inteqal” – Transizione annunciato dal Governo afghano il 27 novembre 2011.
Nella prima cerimonia, del 4 gennaio scorso, per la provincia di Ghor è transitato il distretto di Chagcharan, mentre nella seconda cerimonia di Herat, del 16 gennaio scorso, sono passati sotto la responsabilità afghane la quasi totalità della provincia di Herat, 13 distretti su 16, ad eccezione dei distretti di Shindand, Obeh e Chisht-e Sharif.


 
 
 
 
 
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AFGANISTAN- STA MEGLIO IL CARABINIERE PARACADUTISTA FERITO DOMENICA IN UN INCIDENTE STRADALE
Martedì, 31 Gennaio 2012
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PARMA- Sta meglio L. di L. , carabiniere paracadutista del Tuscania dal 2002 , che era rimasto coinvolto in un incidente stradale nei pressi di Farah, dove svolgeva il ruolo di Police mentoring

Il suo Lince ,per evitare l’impatto contro un auto di civili afghani si è cappottato. Il carabiniere si trovava nella torretta, e impugnava la browning. Il ribaltamento gli ha procurato un’emorragia interna determinata dal trauma toracico della grave frattura di diverse costole. Subito soccorso è stato trasportato all’ospedale da campo americano nella provincia di Helmand dove è stato ricoverato nel reparto di terapia intensiva. Gli ultimi aggiornamenti forniti dallo Stato Maggiore dell’Esercito lo danno in netto miglioramento, grazie anche alla sua prestanza fisica per cui è conosciuto in paese con il nomignolo di “toro”: i medici sono perfettamente riusciti a tamponare l’emorragia. Il peggio, dunque, sembra essere definitivamente scongiurato. In via cautelativa è stato disposto il trasferimento nell’ospedale americano di Ramstein in Germania, specializzato nella traumatologia da guerra. La sua famiglia, ieri, lo ha raggiunto in Germania.

Nello stesso paese vive anche Simone d'Orazio, caèporalmaggiore paracadutista della Folgore, ferito gravemente nel 2011 ed ora in fase di convalescenza, dopo avere subito importanti interventi chirurgici.


 
 
 
 
 
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AFGANISTAN: FILM GIRATO CON LA VIDEOCAMERA "RISCHIA" L'OSCAR
Martedì, 31 Gennaio 2012
by webmaster



L'AVVENIRE del 31 Gennaio 2012
«La mia guerra da Oscar girata con la fotocamera»

Dennis, favorito nella categoria miglior documentario «Avevo una carriera da manager ma volevo di più»



DI FABIO FORLANO

E CARLOTTA GARANCINI

T rent’anni, una laurea in Econo­mia e una carriera di consulen­te aziendale alle spalle. Il 26 feb­braio, Danfung Dennis vivrà il brivido della notte degli Oscar al Kodak Thea­tre di Hollywood. Il suo lungometraggio,

Hell and Back again, è il titolo favorito alla vittoria per la categoria «miglior do­cumentario ». Dal 2006, Dennis ha mollato la vita in cravatta per indossare una mimetica e raccontare con una macchina fotogra­fica i conflitti in Iraq e Afghanistan. Do­po aver pubblicato reportage per quo­tidiani e magazine di tutto il mondo, ha deciso di allargare ulteriormente gli o­rizzonti: sperimentando la produzione video. E così nel 2009 ha scelto una mac­china fotografica Canon 5D Mark II per girare quello che, finora, è stato il suo «capolavoro». Due riconoscimenti al Sundance Film Festival, premi a Lon­dra e a Mosca. E ora la soddisfazione della nomination per gli Academy Award.

Come nasce «Hell and Back again»?

Sono stato insieme alla Echo Company durante l’assalto nella zona della Hel­mand River Valley in Afghanistan. Fini­te le riprese avevo 45 ore di girato. La prima volta che le ho riviste mi sono detto «Oh no, qui non c’è niente, è solo un mucchio di materiale». Era davvero difficile scegliere cosa raccontare tra i molti filoni narrativi possibili. Alla fine mi sono focalizzato sulla storia del ser­gente Nathan Harris. Ho seguito la sua vicenda, dal ferimento in Afghanistan fi­no al suo ritorno in America, nella sua cittadina nel North Carolina. Il docu­mentario racconta due storie parallele che si incrociano con l’uso del flash­back dando vita a un unico piano nar­rativo.

Qual è il significato del titolo «all’in­ferno e ritorno»?

Ho voluto raccontare la difficoltà di reinserimento dei soldati nella società quando la gente che sta intorno a loro non può capire l’esperienza che hanno vissuto. Gran parte della popolazione americana non avverte appieno la drammaticità di un conflitto lontano e questo scarto si traduce nella difficoltà che i reduci incontrano nel tornare a casa.

Per le riprese hai utilizzato una mac­china fotografica…

La Canon 5D è capace di produrre im­magini di una qualità pari a quella ci­nematografica, ma ho dovuto adattar­la alle mie esigenze, per esempio do­tandola di uno stabilizzatore e di un’im­bragatura. L’attrezzatura finale era mol­to pesante e ci ho messo due mesi per allenare le mie braccia a sostenerla.

Che tipo di immagini cercavi?

Con la macchina fotografica potevo es­sere più vicino al soggetto fisicamente ed emotivamente. Cercavo di rendere visualmente le emozioni per portare lo spettatore il più possibile dentro la sto­ria.

I vertici militari ti hanno imposto dei limiti durante le riprese?

Dovevo rispettare la regola fondamen­tale di non divulgare, prima di un’ope­razione militare, le informazioni capa­ci di compromettere la sicurezza delle truppe. Una volta finito il documenta­rio però nessuno mi ha chiesto di con­trollare il film.

Hai una laurea in economia, come hai deciso di fare il fotoreporter?

I miei studi derivano dall’interesse, che ho sempre avuto, di comprendere i meccanismi economici che governano il mondo. Scattare fotografie e raccon­tare storie, invece, è sempre stata una passione. Cerco di produrre immagini oneste, veritiere e ricche di significato allo stesso tempo. Il mio scopo princi­pale non è quello di lavorare solo in vi­sta della pubblicazione, tant’è vero che quando sono partito per l’Afghanistan nessuno mi aveva garantito di acqui­stare le mie immagini. Solo un editore mi disse: «Se ci porti delle belle foto po­tremmo comprarle». Disse solo 'po­tremmo'… e io sono partito.



 
 
 
 
 
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SUDAN : E' ANCORA GUERRA
Martedì, 31 Gennaio 2012
by webmaster


PARMA- Il Sud Sudan è sull’orlo di un nuovo conflitto civile con il nord. Secondo fonti governative, al­meno 40 persone sono rimaste ucci­se negli ultimi scontri etnici di saba­to scorso, sebbene altri testimoni parlino di oltre 100 vittime. Gli ufficiali del Sud Sudan accusano le au­torità della capitale nord-sudanese Khartum, sostenendo che le milizie responsabili di questo ultimo mas­sacro sono state «sicuramente arma­te dal presidente del nord, Omar el-Bashir». Sebbene il Sud Sudan abbia conqui­stato l’indipendenza dal Nord in mo­do "pacifico" l’anno scorso, sono sem­pre più numerosi i segnali di un possi­bile pericoloso ri­torno a un diretto scontro armato. U­na delle principali ragioni risiede nel mancato accordo riguardo alle in­genti risorse petro­lifere la cui mag­gior parte si trova nel sud, sebbene le raffinerie e gli oleodotti per l’espor­tazione sono stati costruiti al nord.



 
 
 
 
 
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SOMALIA: AL QUAEDA ESPELLE LA CROCE ROSSA
Martedì, 31 Gennaio 2012
by webmaster

PARMA- La crisi somala sta riaffiorando e l'Europa, prima o poi , potrebbe essere chiamata dalle Nazioni Unite per stabilizzare. Siccità e guerra tra l’e­sercito somalo e i ribelli islamici di al-Sha­baab.

Proprio questi ultimi hanno ordinato ieri al­la Croce Rossa Internazionale (Cicr) di «so­spendere tutte le operazioni umanitarie nel­le zone della Somalia colpite dalla carestia sotto il loro controllo». Un comunicato e­messo dal gruppo ribelle ha annunciato il «completo annullamento» dell’accordo con la Croce Rossa, poiché l’organizzazione a­vrebbe «ripetutamente tradito la fiducia che la popolazione aveva riposto nei loro con­fronti, e falsamente accusato i mujaheddin di contrastare la distribuzione di cibo».

Se­condo gli Shabaab, la Croce Rossa avrebbe anche offerto alla popolazione «cibo scadu­to ».


Continuano gli assas­sinii di giornalisti. L’ultima vittima è stata Hassan Osman Abdi, da ottobre scorso diventato direttore della Ra­dio locale Shabelle media network .
Hassan è stato il quinto giornalista a morire per il suo lavoro. Aveva 29 anni, una moglie e tre figli piccoli. I suoi articoli criti­cavano duramente la corruzione degli uffi­ciali somali e le atrocità commesse dai ri­belli, per questo molti lo volevano far tace­re.


 
 
 
 
 
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AFGANISTAN: CELLULARI E MEDIOEVO
Martedì, 31 Gennaio 2012
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KABUL- Uccisa pe rnon avere dato un figlio maschio al marito. Sher Mohammad, di trent’anni, aveva minac­ciato già diverse volta la moglie, identificata con il nome di Storai, perché vo­leva un figlio maschio, ma dal terzo parto era arrivata una femmina. In base a quanto ha riferito la polizia locale, la vittima è stata strangolata dal mari­to – un membro della mi­lizia locale – con l’aiuto della madre sabato scorso nel villaggio di Mafli, (di­stretto di Khanabad), ma la notizia si è appresa sol­tanto nella giornata di ie­ri.

Il capo della polizia del distretto, Sufi Habibullah, sostiene che il giovane ha trovato rifugio presso uno dei boss locali di nome Qadir, alla guida di un commando di trenta uomini armati. «Finchè sarà protetto dal boss lo­cale non potremo arre­starlo », ha confessato la sua impotenza Habibul­lah.

Sher Mohammad aveva avver­tito diverse volte la moglie che ci sarebbero state con­seguenze gravi se non a­vesse partorito un ma­schio. La storia di Storay è soltanto l’ultimo di una serie di episodi che mette in luce il taso diciviltà sociale del paese.
Lo scorso novembre, nella stessa provincia, una fa­miglia afghana che si era rifiutata di concedere la mano della figlia a un uo­mo ritenuto pericoloso è rimasta vittima di un’ag­gressione nella quale alcu­ni uomini hanno cosparso di acido marito, moglie e i tre figli. La polizia ha poi arrestato il «genero» man­cato e tre suoi fratelli rite­nuti i responsabili dell’ag­gressione ai danni della fa­miglia colpita.

 
 
 
 
 
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COMINCIANO I CAMPIONATI DELLE TRUPPE ALPINE
Martedì, 31 Gennaio 2012
by webmaster


L’alpino Patrick Gruber, già campione mondiale di slittino, ha acceso ieri sera a San Candido il tripode allestito in piazza Magistrato aprendo così ufficialmente la 64° edizione dei Ca.STA, i Campionati sciistici delle Truppe Alpine, che fino al 3 febbraio vedranno impegnati sulle nevi dell’Alta Val Pusteria oltre mille atleti con le stellette.

La cerimonia, alla quale ha presenziato il comandante delle Truppe Alpine, generale Alberto Primicerj e hanno partecipato i sindaci di San Candido, Werner Tschurtschenthaler, Dobbiaco, Guido Bocher, e Sesto, Fritz Egarter, si è aperta con la sfilata delle squadre e delle delegazioni di Argentina, Libano, Macedonia, Slovenia, Spagna e Stati Uniti d’America, le cui bandiere sono state issate in piazza Magistrato sulle note dei rispettivi inni nazionali.

Alla cerimonia ha partecipato il comandante delle Forze operative terrestri, generale Roberto Bernardini, che al termine del suo intervento ha pronunciato la formula di apertura. “I Campionati sciistici delle Truppe Alpine – ha detto il generale Bernardini – trasmettono quelle sensazioni di fatica e sofferenza che stanno alla base del buon esito sia di una complessa esercitazione sia di una rischiosa fase operativa e la soddisfazione per il conseguimento di un traguardo che solamente la coesione del gruppo ha reso possibile raggiungere”.

“I Ca.STA – sono state le parole del generale Primicerj - sono l’ambiente ideale nel quale i soldati specialisti della montagna, italiani e non, possono dimostrare quali livelli di professionalità sono capaci di raggiungere allorché si trovano a operare in un ambiente difficile come quello invernale”.

Sul maxischermo allestito in piazza Magistrato è stato quindi trasmesso il videomessaggio del Capo di Stato maggiore della Difesa, generale Biagio Abrate, che ha fatto giungere il suo saluto agli alpini, all’organizzazione dei Ca.STA e ai sindaci dell’Alta Val Pusteria, sottolineando il valore sportivo, professionale e operativo della manifestazione.

Domani le competizioni inizieranno con la gara dei plotoni per il “Trofeo Medaglie d’oro” e per l’“International Federation of mountain soldiers Trophy”, con inizio alle 8 da Padola (Bl), con lo lo slalom gigante, alle 10 sulla pista Signaue di Sesto e con la gara di biathlon militare maschile e femminile, sempre alle 10, a San Candido.



 
 
 
 
 
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AVIORIFORNIMENTI AD ALTA QUOTA
Lunedì, 30 Gennaio 2012
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PARMA- Da molti mesi è in uso presso le aviotruppe e la AIRFORCE americane , un sistema di aviorifornimento ad alta quota che raggiunge l'obbiettivo grazie all'ausilio di un GPS che manovra la vela e consente di raggiungere postazioni o squadre di combattenti il località isolate o che richederebbero tempi terrestri troppo lunghi.

Anche in Italia il sistema è in fase avanzata di utilizzo e contiamo presto di avere informazioni più dettagliate. Intanto guardiamoci un video esclusivo con una videocamera montata sul pallet in volo. Cortesia: banca dati USA presso la quale il nostro sito è accreditata ( Defence Video distribution).

Lo troverete sul nostro canale YOUTUBE



 
 
 
 
 
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F35: SI COSTRUISCONO NUOVI CAPANNONI PER LA FABBRICA ITALIANA DI CAMERI
Lunedì, 30 Gennaio 2012
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NOVARA- Prende il via la fabbrica di Cameri per gli F35. Entrerà in produzione alla fine dell’anno presso la base dell’Aeronautica Militare, in provincia di Novara (a qualche km in linea d’aria da Malpensa).
Si occuperà dell’assemblaggio finale del caccia supersonico che l'Italia acquisterà - sembra- in 131 esemplari e che sostituirà aerei già in servizio nelle differenti aviazioni dei Paesi partner.

I nuovi Caccia invisibili Lockeeed porteranno un migliaio di posti di lavoro e l’investimeno: è già in corso la costruzione di una ventina di capannoni, con un investimento previsto di circa un 800 milioni di euro. Contro questa realizazione si muove già da tempo un Comitato che ha sede a Castano Primo.




 
 
 
 
 
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GORIZIA: ALFIO CARUSO PRESENTA IL LIBRO SU EL ALAMEIN
Lunedì, 30 Gennaio 2012
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GORIZIA- Giovedì, 2 febbraio, a partire dalle 17.30, a Palazzo Attems (in piazza De Amicis, 2, a Gorizia) ci sarà la presentazione del nuovo libro di Alfio Caruso “L’onore d’Italia. (El Alamein: così Mussolini mandò al massacro la meglio gioventù)”, Edizioni Longanesi.

L’incontro, che vede il patrocinio della Provincia di Gorizia e gode del contributo della sede goriziana della Deutsche Bank, vedrà la partecipazione dello stesso autore e sarà moderato dal caporedattore del Piccolo di Gorizia e Monfalcone, Roberto Covaz.

 
 
 
 
 
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NOTIZIE DAI PARACADUTISTI CREMONESI
Lunedì, 30 Gennaio 2012
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di Roberto Magarini

CREMONA- Sabato 28Gennaio il Presidente della Sezione ANPdI di Cremona Par.Fabio Cristofolini, accomagnato dal Vice Presidente Par.Roberto Magarini ha consegnato al Par.Reduce Combattente di El Alamein Giuseppe De Grada la spilla in oro appositamente creata( su disegni originali dell'epoca raffiguranti il simbolo della Brigata con la sottostante scritta Folgore) dal sito Congedatifolgore.

E' un riconoscimento che il sito, dopo il brevetto" ora per allora", dopo le "Staffette degli Ideali "in Italia e quelle "per i Leoni della Folgore" in Egitto ed altre iniziative specifiche, ha creato per confermare ai Reduci Paracadutisti della Battaglia di El Alamein la costante vicinanza, la stima e l'affetto di tutti i Paracadutisti Italiani.

Il Reduce De Grada, classe 1921, ancora fisicamente massiccio e mentalmente presentissimo, ha con l'occasione ringraziato , attraverso la Sezione di Cremona, il sito e il suo webmaster, della cui amicizia si onora da tempo.

Stimolato ha ,seppur con qualche pudica reticenza, ricordato i trascorsi inizialmente per un breve periodo al Passo del Cammello, nel Sahara, e poi sotto il comando del Colonello Camosso, in prima linea con il Ten Bertoni di Trieste sempre al pezzo da 47/32, tranne qualche scontro all'arma bianca, sempre sul fronte desertico di El Alamein.Catturato il 4 novembre 1942, è stato prigioniero in Egitto e Palestina fino al 1946.

Sempre presente a Cerimonie e Raduni ieri si è fatto scappare (ma secondo noi lo pensava da tempo) che ad Ottobre vorrebbe essere a El Alamein per il 70°.

Solo lo sguardo di una preoccupatissima moglie quasi coetanea lo ha per il momento tacitato ma di sicuro non dissuaso.


 
 
 
 
 
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NOTIZIE DAI PARACADUTISTI TRIESTINI
Lunedì, 30 Gennaio 2012
by webmaster


di Umberto Bordon

TRIESTE- Quella di venerdì 27 gennaio è stata la prima assemblea senza Emilio Camozzi, da molti anni nostro presidente onorario.
Ed è iniziata proprio con il suo ricordo e un minuto di silenzio in memoria dei nostri caduti e dei soci scomparsi, tra cui David Tobini già socio e brevettato nel 2004 dalla nostra sezione, caduto in azione in Afghanistan l'anno scorso.

Dopo aver svolto in fretta le formalità dell'assemblea sono stati consegnati i diplomi ai paracadutisti abilitati nel corso del 2011, ma prima del rompete le righe l'assemblea ha dovuto adempiere ad un compito non previsto dall'ordine del giorno.

Per acclamazione, la sezione di Trieste ha nominato nuovo presidente onorario il Tenente Franco Slataper.(nella sezione Storia e Reduci troverete un approfondimento, ndr)

Proveniente da una delle piu note ed importanti famiglie irredentiste triestine, il padre Guido insignito durante la prima guerra mondiale di Medaglia d'oro e due d'argento, lo zio Scipio Medaglia d'argento caduto sul Calvario nel 1915, il fratello Giuliano ed il cugino Scipio Secondo Medaglie d'oro sul fronte russo, è anche lui pluridecorato: classe 1920 come ufficiale alpino si guadagna una Medaglia di bronzo sul fronte Greco, mentre ad El Alamein, ufficiale della compagnia mortai divisionale, le sua postazione viene investita subito dall'attacco inglese, e la sua perizia e coraggio gli fanno guadagnare la Medaglia d'argento
Fatto prigioniero trascorre 4 anni di prigionia in India tra i non collaboratori.

Dopo un suo breve discorso di ringraziamento, mancava soltanto un ultimo atto.

CONSEGNATA LA SPILLA RISERVATA AI COMBATTENTI DI EL ALAMEIN
Come promesso ad Emilio e a Walter Amatobene, è stata consegna al Tenente Slataper la spilla dorata riservata ai reduci combattenti di El Alamein: per adempiere completamente a questo compito avremmo dovuto consegnarne una anche a Valentino Bortoli, Leone di El Alamein, ma le sue attuali condizioni di salute non gli hanno permesso di essere presente.

Slataper, che conosce ed apprezza il progetto El Alamein ci ha lasciato un messaggio per le missioni future: nei suoi ricordi, la sua buca era una specie di osservatorio avanzato fuori dallo schieramento, difficilmente accessibile.

E ha aggiunto: io in quella buca non ci tornerei! Era tutto minato
E con quel sorriso un po' maligno e un pò guascone che riconosciamo in tutti i nostri reduci ci ha fatto capire che le mine e i sui colpi avevano fatto, e bene, il loro lavoro.
Per finire: ciao Emilio, lo sappiamo che anche tu eri presente venerdì, siamo sicuri di averti sostituito degnamente

foto sotto: I leoni della Folgore Lucio Mazzoli a sinistra e Franco Slataper, entrambi con la spilla d'argento e oro che riproduce il gagliardetto divisionale della Folgore di El Alamein


 
 
 
 
 
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NOTIZIE ANPDI
Sabato, 28 Gennaio 2012
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PARMA- Le aviosuperfici a gestione non professionale non dovranno sottostare alla circolare denominata OPV23 A, che determina l'obbligo di affidare il volo per il lancio di paracadutisti a società con precisi parametri organizzativi tipici di una impresa commerciale. L'Anpd'I ha diramato un comunicato nel quale informa del suo intervento presso le autorità di controllo e dell'esito positivo dei chiarimenti forniti a queste ultime, finalizzati ad escludere i gestori dalla OPV23A:

L’ENAC (Ente Nazionale per l’Aviazione Civile) con lettera datata 27 gennaio 2012 conferma che la certificazione di operatore di lavoro aereo, richiesta con la citata circolare OPV 23 A, non è richiesta per le attività delle scuole di paracadutismo A.N.P.d’I.

Per quanto sopra l’attività di una scuola di paracadutismo A.N.P.d’I. che abbia in proprietà o in esercenza un aeromobile idoneo al lancio di paracadutisti, e utilizzi l’aeromobile nell’ambito della scuola stessa, per l’aviolancio dei propri associati, compresa l’attività aviolancistica svolta per il conseguimento e il mantenimento della licenza di paracadutista, non è configurabile come lavoro aereo.


Qui finisce il comunicato dell'Associazione. Resta da chiarire un punto: se la OPV 23A dovrà essere applicata nel caso in cui la aviosuperfice dovrà effettuare i fermi tecnici per manutenzione, o aumentare il numero di aerei in caso di manifestazioni o competizioni. La società sportiva che "prestera" il proprio aereo al collega temporaneamente in difficoltà, dovrà essere registrata come società di lavoro aereo, ovvero una società che vola dietro compenso per soggetti che non fanno parte della proprietà, della gerenza o della associazione sportiva che lo usa?




 
 
 
 
 
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CARABINIERE DEL TUSCANIA FERITO IN INCIDENTE STRADALE A FARAH ( AFGANISTAN
Sabato, 28 Gennaio 2012
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HERAT, 28 Gennaio 12. Questo pomeriggio, alle ore 15.00 circa (11.30 italiane), un Carabiniere Paracadutista e’ rimasto ferito a seguito di un incidente stradale avvenuto a circa due chilometri dalla Foward Operational Base (FOB) “Dimonios” in Farah, settore Sud dell’area di responsabilità del Comando Regionale Ovest (RC- West), a guida Brigata “Sassari”.

Il militare e’ impiegato presso il Police Operational Mentor Liaison Team (POMLT), un nucleo impegnato nelle attività di “mentoring” del Comando dell’Afghan Uniform Police (AUP).

Il ferito è ricoverato presso l’ospedale da campo (ROLE 3) americano nella provincia di Helmand.

 
 
 
 
 
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I "DIMONIOS" RICORDANO LA BATTAGLIA DEI TRE MONTI DEL 1918
Sabato, 28 Gennaio 2012
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HERAT, 28 Gennaio 2012 – Il Generale di Brigata Luciano Portolano, Comandante del Comando Regionale Ovest (Regional Command West- RC-West), Comando NATO a guida italiana su base Brigata “Sassari”, ha inviato una lettera a tutti i comandanti delle Task Forces per commemorare il 94° anniversario della Battaglia dei “Tre Monti” (1918) coincidente con la Festa di Corpo dei Reggimenti storici della Brigata “Sassari” (151° e 152° reggimento).

La lettera, indirizzata alle unità della “Sassari” in Afghanistan, alle unità della coalizione impiegate nell’area di responsabilità di RC-West e ai distaccamenti della Brigata “Sassari” in Italia, ricorda i fatti d’arme che furono riportati nel bollettino di guerra dell’epoca, evidenziando il sacrificio dei “Diavoli Rossi” e dell’importante vittoria delle armi italiane che segnò la ripresa operativa e morale dell’Esercito Italiano.

La battaglia combattuta per l’intera giornata del 28 gennaio 1918 dal 151° e dal 152° reggimento della “SASSARI”, vide momenti di estrema drammaticità culminata con la morte del Comandante del 151° Reggimento.

Gli austriaci resisi conto della difficoltà del momento dei “Sassarini”, poiché erano isolati e senza munizioni, si lanciarono all’attacco sicuri di riconquistare le posizioni perse.

In quegli attimi critici, il richiamo all’isola lontana risvegliò l’orgoglio e la fierezza tipica dei SARDI. I “Diavoli Rossi” decisero di contrattaccare all’arma bianca.

All’incitamento “Avanti Sardegna” rispose il grido di guerra “Forza Paris”, urlato all’unisono, che accompagnò il terribile contrattacco alla baionetta, condotto dai “Sassarini” con la forza della disperazione, disorientando e sorprendendo gli austriaci benché fossero in numero più elevato e ben armati.

Da circa quindici anni, i “Dimonios” operano con professionalità nei più diversificati scenari. Dall’Albania alla Bosnia, dal Kosovo alla Macedonia, fino alle recenti missioni in Iraq e in Afghanistan, i fanti della “Sassari” si sono sempre distinti per generosità, serietà e riconosciute capacità professionali.

La lettera si conclude con l’antico grido di guerra della Brigata “Forza Paris”, “tutti insieme”, che da 94 anni alimenta il ricordo del valore dei “Dimonios”.


 
 
 
 
 
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ITALIA: MENO ITALIANI. 9% DI IMMIGRATI DICHIARATI PIU' IL 6% DI ILLEGALI
Sabato, 28 Gennaio 2012
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ROMA. L'Istat rende noti i primi risultati del censimento: la popolazione dell'ex Belpaese è cresciuta fino a 61 milioni, (60 milioni 851mila, al primo gennaio). Una notizia che ci fa pensare a sovraffollamento e densità per chilometro quadrato che assomiglia a certi paesi asiatici, visto che la nostra penisola è per il 60% montuosa e che la popolazione si concentra nelle pianure e nelle città più importanti o industrializzate.

Gli italiani sono scesi sotto quota 56 milioni, con una perdita netta di 65 mila unità rispetto al primo gennaio dell’anno scorso, mentre gli stranieri sono arrivati a 4 milioni 859 mila (289 mila in più), e rappresentano ormai ben oltre l’8% della popolazione complessiva, cui si deve aggiungere una percentuale non minore al 6% di irregolari, secondo l'incrocio dei dati tra sbarchi, enti di accoglienza e rilasci con l'ammonimento ad espatriare, che non viene mai rispettato. Fenomeno in riopresa è anche l'emigrazione dal sud verso il nord Italia .

Nel nostro Paese nel 2011 sono nati 556 mila bambini, 6 mila in meno dell’anno precedente; mentre il numero delle persone morte è stato pari a 592 mila, 4 mila in più dell’ anno precedente.

Sono le donne straniere a fare più figli: ne hanno una media di due a testa a fronte di uno delle italiane, che oltretutto diventano mamme sempre più tardi (a 32 anni).

Gli immigrati rendono il Nord Italia la zona più prolifica del Paese (con 1,48 figli per donna), capovolgendo il luogo comune che vorrebbe il Sud il posto dove si fanno più bambini e che ora invece è diventato il fanalino di coda (1,35).

La regione che ha il tasso di natalità più alto (il 10 per mille, con 1,63 figli per donna) è il Trentino Alto Adige e la Campania è l’unica tra quelle del Sud con un livello riproduttivo superiore alla media nazionale, (1,43 rispetto all’1,42). Mentre la Liguria abbina alla più bassa natalità (7,3) anche il più alto tasso di mortalità (13,3 per mille).

Tra le sole cinque regioni in cui il numero dei nati supera quello dei morti, c’è di nuovo il Trentino Alto Adige, insieme a Campania, Lombardia, Puglia e Veneto. Italiani meno prolifici, ma sempre più longevi. La speranza di vita è cresciuta ulteriormente e ha raggiunto i 79 anni per gli uomini e gli 84 per donne. E se dunque la popolazione femminile è ancora in vantaggio, quella maschile sta recuperando, visto che rispetto al 2008 guadagna in media mezzo anno di vita supplementare rispetto ai quattro mesi delle donne.


 
 
 
 
 
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EGITTO: LA PIAZZA LIBERTARIA ACCUSA MILITARI E FRATELLI MUSULMANI
Sabato, 28 Gennaio 2012
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EGITTO ALLA DERIVA??
IL CAIRO. Ieri la piazza TAHIR, simbolo della richiesta di libertà da parte dei giovani egiziani, ha contestato i fratelli musulmani ( arrivati al potere insieme ai salafiti ortodossi,ndr) urlando «bugiardi», accusandoli di usare la religione a fini politici gettando scarpe contro la delegazione islamica presente sul palco.

I neoeletti detengono la maggioranza nel nuovo Parlamento egiziano avendo registrato un vero e proprio exploit alle prime elezioni politiche del dopo Mubarak. Un esponente del movimento dei Giovani del 6 Aprile ha detto dall’altoparlante che tutte le forze politiche deovrebbero avere un nemico comune. In settoimana si registra anche in incidente diplomatico: il governo dei militari del Cairo ha fermato una decina di cittadini americani a cui è stato impedito di uscire dal Paese. Gli americani coinvolti – tra cui il figlio del ministro dei Trasporti americano Ray Lahood – appartengono tutti a una Ong per i diritti umani.

 
 
 
 
 
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PRONTA PER I NAVY SEALS UNA NAVE COME BASE VIAGGIANTE
Sabato, 28 Gennaio 2012
by webmaster


PARMA-La situazione in Medio Oriente, Iran, Yemen e Somalia sta convincendo gli USA ad attrezzare una "base mobile" di forze speciali nell'area mediorientale. Sembra che Marina americana, su richiesta del Comando strategico centrale, stia attrezzando un'enorme nave da guerra per trasformarla in una base mobile per i commandos americani. Soprannominata ufficialmente "mothership" (nave-madre) la base flottante potrà ospitare piccoli motoscafi ed elicotteri da guerra generalmente utilizzati dai Navy Seals. Un pèasso avanti della strategia del presidente Barack Obama, per ridurre e rendere più efficace le forze militari americane, visti i consistenti tagli al budget della Difesa, pari a 487 miliardi di dollari per il prossimo decennio- La base flottante dovrebbe gravitare nelle acque del Golfo, non distante dallo stretto di Hormuz, il passaggio marittimo strategico per le esportazioni di greggio che l'Iran minaccia di bloccare

CONSISTENTI TAGLI ALLE "FORZE DI MASSA"
Il budget per l'anno fiscale 2013 che entrerà in vigore nelk settembre 2012 prevede una richiesta di 525 miliardi di dollari cui si aggiungono altri 88,4 destinati a finanziare il dispositivo bellico schierato in Afghanistan che scenderà nei prossimi mesi da 90mila a 67mila militari. Nel complesso il bilancio 2013 che il Pentagono sottoporrà al Congresso raggiunge i 614 miliardi, con un taglio di circa il 9% rispetto ai 671 miliardi stanziati nel 2012.

Nei prossimi cinque anni le forze armate perderanno 100mila unità tagliate a Us Army e Marines che nell'ultimo decennio erano stati rafforzati sensibilmente. L'esercito farà a meno di 80mila militari e passerà da 570mila a 490 mila unità (meno 14%) con lo scioglimento di otto brigate, incluse due delle quattro schierate attualmente in Europa, mentre i Marines perderanno 20mila unità (il 10% della forza) scendendo da 202 mila a 182 mila. Penalizzate le forze pesanti in tutto il mondo, mentre saranno conservati e potenziati i reparti di fanteria leggera, le divisioni aeromobili 82a e 101a (inclusa la 173a brigata schierata a Vicenza) come il grosso delle forze dei Marines e le forze speciali (che cresceranno da 64mila a 70mila unità) per garantire capacità di intervento rapidonegli scenari del sud europa , africa e medio oeriente



 
 
 
 
 
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OTTO NUOVI INCURSORI DI MARINA SU DICIOTTO CHE AVEVANO INIZIATO IL CORSO
Sabato, 28 Gennaio 2012
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IERI, nella Piazza d'Armi del Comprensorio del Raggruppamento Subacquei ed Incursori "Teseo Tesei" al Varignano ha avuto luogo la tradizionale cerimonia di "imbascamento" degli otto Allievi Incursori che hanno superato con successo il 62° Corso Ordinario Incursori- anno 2011- conseguendo il brevetto di Ardito Incursore della Marina Militare. Alla presenza dell'Ammiraglio di Squadra Andrea Campregher, Comandante in Capo del Dipartimento Militare Marittimo dell'Alto Tirreno, e di fronte ad una tribuna gremita di Autorità e familiari, il Comandante del Raggruppamento Contrammiraglio Mario Caruso, ha consegnato l'ambito basco verde agli otto neo-operatori. Nel suo discorso, l'Ammiraglio Caruso ha sinteticamente spiegato come si diventa Incursori e quali caratteristiche devono avere i giovani marinai per diventare tali sottolineando che si diventa uomini capaci di valutare freddamente le situazioni di rischio e capaci di farvi fronte quando necessario. IL CORSO Ordinario Incursori prepara gli aspiranti Incursori ad avere consapevolezza delle proprie capacità e dei propri limiti e la Scuola Incursori, con i suoi Istruttori e con l'ausilio di tutte le componenti del Raggruppamento, lavorando un intero anno (tanto dura un Corso Ordinario), guida i migliori lungo un difficile percorso fitto di prove di sbarramento e difficoltà fino a conseguire l'obiettivo. Non tutti gli Allievi che iniziano il Corso arrivano alla fine del percorso nonostante il bisogno di nuovi elementi per rinfoltire i ranghi, ma una delle regola indefettibile che sta alla base della formazione dei neo-Incursori è quella di non brevettare uomini che non possiedono tutte le qualità fisiche, militari e morali necessarie per far bene questo lavoro. In questa occasione 18 erano gli allievi alla partenza; al traguardo sono arrivati in otto. Ieri a rendere ancora più solenne la cerimonia ha contribuito la presenza tra gli ospiti del Comando della signora Maria Irene Birindelli e di Paolo Ferraro figli delle due gloriose Medaglie d'Oro al Valor Militare che tanta parte hanno avuto nella storia e nelle tradizioni degli Incursori della Marina Militare. Uno degli Allievi neo-brevettati ha ricevuto il basco verde da Incursore dal padre, ex Incursore ritiratosi dal servizio attivo per raggiunti limiti di età poco meno di un mese fa , mentre il più anziano dei brevettati del 12° Corso Incursori ha consegnato una targa commemorativa al più giovane dei neo-brevettati creando ,

 
 
 
 
 
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COMUNICATO SULLE VISITE MEDICHE PER I PARACADUTISTI
Venerdì, 27 Gennaio 2012
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PARMA- Alcuni giorni orsono è circolata notizia che le visite mediche per i paracadutisti e loro istruttori fossero passate sotto la giurisdizione degli Istituti di Medicina Legale, che sono competenti per le altre professioni aeronautiche.

Una commissione di studio mista si è riunita presso l'ENAC per esaminare il provvedimento. Ecco il loro comunicato:

IN DATA 26/01/12 SI E' RIUNITA PRESSO LA SEDE DELL'ENAC IN ROMA LA COMMISSIONE CONSULTIVA DI STUDIO, CONVOCATA DALLA STESSA ENAC, PER LA STESURA DEFINITIVA DELLA NORMATIVA RIGUARDANTE L'ATTIVITA' DI PARACADUTISMO.

TRA LE QUESTIONI DA AFFRONTARE C'ERA QUELLA RELATIVA ALLE VISITE MEDICHE PER I PARACADUTISTI CONNESSA PROPRIO ALLA RECENTE APPROVAZIONE DEL NUOVO REGOLAMENTO IN MATERIA.

SUL PUNTO L'ENAC SI E' DICHIARATA DISPONIBILE A DIPANARE IL PROBLEMA IN BREVISSIMO TEMPO, AFFINCHE' I PARACADUTISTI -COME SPORTIVI APPARTENENTI A SOCIETA'- POSSANO CONTINUARE AD AVERE LA GIURISTIZIONE DEL MEDICO SPORTIVO PER GLI ACCERTAMENTI MEDICI DI LEGGE.
I LAVORI PER LA NUOVA NORMATIVA SI STANNO SVOLGENDO IN UN SERENO CLIMA DI MUTUA COLLABORAZIONE TRA LE PARTI INTERESSATE.
I NUOVI REGOLAMENTI VEDRANNO LA LUCE ENTRO BREVISSIMO TEMPO E NE DAREMO OPPORTUNA INFORMAZIONE.


 
 
 
 
 
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BREVETTO SPORTIVO TEDESCO: RICONOSCIMENTO DELLA PROVA DA PARTE DEI CARABINIERI
Venerdì, 27 Gennaio 2012
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PARMA- Su esplicita richiesta del Responsabile per l’Italia del DOSB anche l’Arma dei Carabinieri (dopo GdF e EI) ha riconosciuto la validità del Deutsches Sportabzeichen- DSA (Brevetto Sportivo Tedesco) autorizzando con una recente circolare il proprio Personale a fregiarsi del nastrino al conseguimento del Brevetto.

Copia della circolare è scaricabile www.militaly.it/home.html




 
 
 
 
 
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RISORGE UN AEREO DA ROTTAMI TROVATI A KABUL
Venerdì, 27 Gennaio 2012
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Sopra: come si presentavano i resti dei RO73 a Kabul nel 2006, e, sotto, un bellissio esemplare di RO73bis dopo il restauro degli specialisti della Aeronautica Militare
cortesia: Difesa



VARESE- Eccezionale restauro di un velivolo storico, ritornato "in vita" grazie al contributo del personale del 1° Reparto Manutenzione Velivoli di Cameri dell'Aeronautica Militare e di alcune ditte specializzate. E' un «Ro.73bis», un biplano a due posti in tandem venduto nel 1937 all'aeronautica afgana. «L'aereo può essere ammirato al museo Volandia di Lonate Pozzolo - dicono dall'aeroporto di Cameri - è un pezzo unico al mondo. E' stato riportato in condizioni simili a quelle di volo grazie ad una complessa procedura».

Il recupero dell'aereo è iniziato a marzo 2006. Le segnalazioni di diversi appassionati e storici indicavano la presenza di alcune carcasse del Ro.37bis all'interno di un deposito di rottami nella periferia a Nord-Est di Kabul, in Afghanistan. Erano i resti dei 16 esemplari della versione RO.73 bis con motore radiale Piaggio P.IX da 560 cavalli acquistati dalle autorità afgane nel 1937 e costruito dalle Officine ferroviarie meridionali (Ofm).

«Il personale militare specialista in servizio a Cameri ha curato il restauro del propulsore, partendo dalle parti di tre motori recuperati in Afghanistan - dicono dal 1° Reparto manutenzione velivoli di Cameri - il Ro.37bis è stato un velivolo caccia, ricognizione e bombardamento. Rappresenta un pezzo di storia militare e industriale italiana». Hanno partecipato al restauro gli addetti dell'azienda pisana Celin Avio, del 1mo e 10mo Reparto Manutenzione Velivoli del Comando Logistico dell'Aeronautica, di Cameri e Galatina. Concluso il periodo di esposizione, il velivolo sarà trasferito al museo storico dell'Aeronautica di Vigna di Valle.

 
 
 
 
 
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MUSICA AL PALAZZO DEL QUIRINALE
Venerdì, 27 Gennaio 2012
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DOMENICA 29 gennaio 2012, nel corso dell'apertura al pubblico del Palazzo del Quirinale, si svolgerà alle ore 11.50 nella Cappella Paolina un concerto dell'Ensemble La Reverdie, dal titolo:I Dodici Giardini.

Laude polifoniche del Monastero di Santa Caterina da BolognaIl concerto sarà trasmesso in diretta da Rai Radio 3.

Nel pomeriggio alle ore 16.00 si terrà il tradizionale cambio della Guardia d'Onore al Palazzo del Quirinale,
al termine del quale la Banda dell'Aeronautica Militare eseguirà un concerto di cui si indica il programma:K. J. Alford: Army of the Nile;J. Williams: The symphonic march;J. Fucik: Florentiner march;G. Rossini: Guglielmo Tell;A. Di Miniello: Ordinanza A. M.

 
 
 
 
 
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ARRUOLAMENTI VFP1: PER IL 2012 SCENDONO A 8914, CONTO I 10800 DEL 2011
Venerdì, 27 Gennaio 2012
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PARMA- I primi segnali di attenzione e monitoraggio delle spese giungono da diversi fronti delle Forze Armate. Per quanto riguarda l'Esercito, il bando di arruolamento per il 2012 di VFP1 mostra una consistente riduzione di unità, che passano da 10800 a 8914.
Presto per dire se si tratti di un tassello di una manovra più complessa, ma le parole che il Ministro Di Paola aveva pronunciato il giorno del suo insediamento , che citava riduzioni delle dimensioni generali dei nostri Militari, sembrano iniziare a trovare le prime conferme.-




 
 
 
 
 
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C27J: DIMINUISCONO LE FORNITURE AGLI USA
Venerdì, 27 Gennaio 2012
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PARMA- Se da una parte Finmeccanica gioisce per la ottima posizione acquisita nella gare per la fornitura di caccia addestraiti ad Israele, dagli Usa arrivano la voci di una possibile riduzione della fornitura dei C-27J alle Forze armate. Alenia North America e il suo partner L-3 ne hanno già consegnati 21 sui 38 ordinati, ma ora il Pentagono potrebbe abbassare l'entità della commessa su indicazione del segretario alla Difesa, Leon Panetta.

 
 
 
 
 
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L'ARENA DI VERONA PARLA DEI DISCORSI DEI GENERALI AL CAMBIO DI COMANDO DEL COMFOTER
Venerdì, 27 Gennaio 2012
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ARENA DI VERONA DEL 27 GENNAIO 2012



Tarricone, il generale che fa gioco di squadra
Discorso di commiato fuori dall´ordinario, con l´invito «ai pochi che battono la fiacca a darsi una mossa». Al suo posto Bernardini


VERONA Capita di rado che un generale si permetta di essere così schietto. Ma chi conosce il comandante Francesco Tarricone sa che non è uno che le manda a dire. E ieri mattina alla Gran Guardia, dove si è celebrato il cambio di comando del vertice di Foter tra Tarricone e Roberto Bernardini, alla presenza del capo di stato maggiore dell´Esercito Claudio Graziano,
Tarricone, con un discorso determinato quanto cardiaco, s´è tolto qualche sassolino dagli anfibi quando ha ricordato che l´Esercito italiano è fatto da tanti uomini e donne che credono in quello che fanno, ma c´è anche una minoranza che batte la fiacca. E l´ha invitata a darsi una mossa. Così come quando ha ringraziato ufficiali e sott´ufficiali che hanno le divise sporche di polvere, ma di quella raccolta nei teatri all´estero e non quella dei faldoni sulle scrivanie. Lavoro pur dignitoso, ma un buon militare si valuta soprattutto per le missioni che ha compiuto, per la sua operatività e non per quanto è stato seduto a una scrivania. S´è anche commosso Tarricone, quando ha ringraziato la «sua squadra» che ha partecipato alle decisioni, non sempre facili che lui ha dovuto prendere in questi 13 mesi di comando. E anche non condividendole, quella squadra, affidabile e leale le ha accettate. Il generale ha ricordato che nel suo lavoro è indispensabile «cercare» compromessi, che non significa «scendere» a compromessi. E la sua carriera testimonia, anche con l´ultima scelta di decidere di lasciare Comfoter, che lui a compromessi non scende.
La cerimonia è stata fatta in videoconferenza con l´Afghanistan, il Libano, il Kosovo e con tutti i battaglioni e le brigate italiane. Il sindaco Flavio Tosi ha ringraziato Tarricone a nome della cittadinanza, ricordando un esempio che ben caratterizza l´ufficiale che lascia Verona: «Durante la cerimonia del 4 novembre scorso diluviava. E il generale ci ha raccomandato di tenere discorsi brevi perchè i suoi uomini erano fuori all´acqua. E questo dà la dimesione del senso pratico e del rispetto che il generale ha per i suoi collaboratori», ha detto Tosi. Tarricone lascia al suo «cappellone», a chi è entrato cioè nel corso in accademia l´anno dopo il suo. Di Bernardini era infatti caposcelto. Entrambi hanno poi negli anni diretto l´accademia militare di Modena.
«È già la seconda volta che ci scambiamo gli incarichi», ha detto Tarricone, «attrezzati, perchè non c´è due senza tre». Il generale da oggi è a Roma come direttore generale per il personale militare, al ministero della Difesa. A.V.


 
 
 
 
 
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IL MINISTRO DELLA DIFESA DECISO AD USARE LE RISORSE MILITARI IN AFGANISTAN CON MENO IMPEDIMENTI
Venerdì, 27 Gennaio 2012
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ROMA - «Intendo usare ogni possibilità degli assetti presenti in teatro, senza limitazione», ha detto l´ammiraglio Di Paola ai parlamentari riuniti in commissione congiunta di Camera e Senato. E a chi gli chiedeva se questo volesse dire anche attacco a terra, il ministro ha confermato: «Se sarà necessario».


I caccia "Tornado" nella sola versione Ecr, erano sinora destinati alle ricognizioni, lasciando a casa la Ids, destinata ai bombardamenti.
Pur disponendo , a copertura delle emergenze sul terreno, degli elicotteri d´attacco "Mangusta",interverranno anche i piloti degli AMX di Herat , per discernere e valutare le informazioni che la TASK FORCE AIR, dotata di sensibili strumenti di studio del terreno,gli fornirà, e decidere di fare uso delle bombe.

Inutile dire che le parole del Ministro hano suscitato polemiche tra i partiti , destinate ad infiammarsi nei prossimi giorni.

 
 
 
 
 
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LE ORGANIZZAZIONI NON GOVERNATIVE PARLANO DI AFGANISTAN
Venerdì, 27 Gennaio 2012
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Nino Sergi, presidente dell'organizzazione umanitaria Intersos (quella delle due simone, ndr) spiega in un aintervista su riviste "noprofit" che «il testo del decreto, gli interventi dei Deputati e gli emendamenti presentati, permettono di mettere in evidenza alcune problematicità che a nostro avviso dovrebbero essere maggiormente approfondite, ora o nei prossimi mesi».

POLITICHESE CONTRO LA PRESENZA DEI MILITARI?
Secondo Sergi, «a parte la positiva durata non più semestrale ma annuale, la riduzione del personale militare in alcune missioni, il maggiore impegno nell’area balcanica, il lieve aumento dei fondi per le attività di cooperazione (un minimo 5,57%), il decreto esprime un’automatica continuità con i precedenti, come se mancassero valutazioni, analisi e strategie sulle singole missioni e quindi sul significato della presenza (italiana e internazionale) nei diversi contesti e nelle mutate condizioni».

LE ONG "CAMPANO" SULLE AREE DI CRISI
È stata infatti cancellata la missione nella Repubblica democratica del Congo «che rimane uno dei principali paesi di crisi e con crescente instabilità» sottolinea il presidente. Che aggiunge «mentre sulla principale missione, quella in Afghanistan, non si intravvede alcuna riflessione critica e alcun conseguente cambio di presenza e di strategia a fronte di un bilancio “non sempre linearmente positivo”, come lo stesso relatore on. Frattini l’ha diplomaticamente definito».


CROCE ROSSA ITALIANA: DAI DEBITI ALL'EFFICIENZA
Anche sull’impiego del corpo militare della Croce Rossa Italiana, introdotto per la prima volta nel decreto, «andrebbe fatto un serio ragionamento», secondo Sergi, «a partire dal D.Lgs. di riorganizzazione della CRI già all’esame del Parlamento, per allineare l’Italia ai paesi più avanzati in relazione alla necessaria indipendenza di tale istituzione e alla piena applicazione dei principi umanitari, a cui l’Italia ha peraltro aderito».

«È evidente il miglioramento delle condizioni di vita della popolazione afgana» spiega, «nella capitale in particolare. Anche se dilagano corruzione e gravi criticità nella governance e nella gestione della cosa pubblica, l’aiuto internazionale, pur non rispondendo a molte delle aspettative afgane, ha comunque funzionato».
INTERSOS "STUDIA" LA REPULSIONE AFGANA AI MOLITARI
«la percezione afgana della presenza militare internazionale, anche quando ritenuta necessaria, non è positiva. Una recente ricerca promossa da Intersos su tale percezione lo dimostra. Occorrerà ora che si incominci a tenerne conto seriamente e con un maggiore grado di umiltà: la percezione afgana può infatti contribuire a guidare la fase di passaggio e di strategia di uscita.

La proposta di INTERSOS: smantellare il prt: isola di efficienza ed economicita' per dare i fondi alle ONG.

I'Italia dovrebbe ad avviso di INTERSOS iniziare l’immediato smantellamento della base del PRT nel centro cittadino di Herat, una base militare fortificata osteggiata dalla popolazione e da esponenti sociali e religiosi, e seguire due direttrici: l’ampliamento della formazione del personale della sicurezza afgano, limitando la presenza militare italiana ai soli istruttori e alla loro sicurezza, e un deciso e sostanzioso programma di aiuto allo sviluppo (dieci volte superiore a quanto stabilito dal decreto) che veda gli afgani, le istituzioni ma anche la società civile organizzata, come principali attori e decisori».


 
 
 
 
 
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SI E' INSEDIATO IL GENERALE BERNARDINI, IL NUOVO COMANDANTE DEL COMFOTER. IL GENERALE TARRICONE SARA' CAPO PERSOMIL
Giovedì, 26 Gennaio 2012
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Verona, 26 gennaio 2012 –l’Auditorium della Gran Guardia di Verona, ha ospitato l’avvicendamento al comando delle Forze Operative Terrestri tra il Generale di Corpo d’Armata Francesco Tarricone che ha ceduto il comando al Generale di Corpo d’Armata Roberto Bernardini.L'importanza della Cerimonia era dimostrata dalle tante presenze importantio: dal Capo di Stato Maggiore dell’Esercito, Generale di Corpo d’Armata Claudio Graziano alle principali autorità civili, militari e religiose scaligere.

Presenti anche in videoconferenza tutti i comandanti dei reparti delle Forze Operative Terrestri schierati sul territorio nazionale, dalla Valle d’Aosta alla Sicilia, ed i comandanti dei reparti delle FOTER impegnati in Afghanistan, Libano e Kosovo.


Il Generale Tarricone lascia il comando “con la serena consapevolezza di aver offerto all’istituzione ogni energia ed ogni capacità umana e professionale affinché le Forze Operative Terrestri potessero assolvere al meglio i propri compiti”.

Nell’assumere il comando il Generale Bernardini ha lucidamente riconosciuto - citiamo testualmente- “la complessità dei compiti che mi attendono in un momento storico, quale quello attuale, che imporrà una profonda riorganizzazione della Forza Armata. Ma abbiamo sempre saputo superare con successo questi momenti ed anche questa volta non saremo da meno”.

Il Generale Graziano, ha sottolineato l’importanza del contributo delle Forze Operative Terrestri alle operazioni in corso sul territorio nazionale ed estero ed ha, infine, ringraziato il sindaco di Verona, Flavio Tosi, esprimendo il suo profondo apprezzamento per il legame secolare che unisce la città all’Esercito.

Il Generale Tarricone ha lasciato l’incarico dopo più di un anno per assumere, a breve, l’incarico di Direttore Generale per il Personale Militare, presso il Ministero della Difesa ritornando così nell’ambito interforze, in cui ha già ricoperto in passato gli incarichi di Capo Dipartimento Relazioni Internazionali e Sicurezza del II Reparto dello Stato Maggiore della Difesa e di Capo Ufficio Generale del Capo di Stato Maggiore della Difesa.


Il Generale Roberto Bernardini, trevigiano e fino a pochi giorni fa Comandante del 1° Comando Forze di Difesa, nel corso dei suoi 39 anni di carriera ha assolto numerosi incarichi nell’area operativa e nell’ambito dello Stato Maggiore dell’Esercito e della Difesa. E’ stato, comandante dell’Accademia Militare di Modena e Vice Comandante della missione NATO KFOR in Kosovo. E’ stato, inoltre, Addetto per la Difesa presso l’Ambasciata d’Italia a Rabat (Marocco).


foto sotto
I generali Graziano ( al centro) Tarricone ( sin) e Bernardini durante l'inno d'Italia
il generale Graziano parla alla platea
ultima: la sala gremita



 
 
 
 
 
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AFGANISTAN : ATTACCO A SOLDATI ITALIANI
Giovedì, 26 Gennaio 2012
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HERAT, 26 Gen. 2012. Questo pomeriggio una pattuglia della Task Force Nord, su base 151° Reggimento “Sassari”, durante un’operazione congiunta con le forze di sicurezza afgane (ANSF), veniva fatta oggetto di un attacco a fuoco complesso e contemporaneamente coinvolta nell’esplosione di un ordigno improvvisato (IED- Improvised Explosive Device). Quattro soldati, a bordo di un veicolo protetto del Genio, del tipo MAXXPRO, colpito nell’esplosione sono stati sottoposti ai controlli sanitari di routine e informato le rispettive famiglie.

L’evento è avvenuto a circa 10 Km a Ovest di BALA MURGHAB, villaggio che ospita la FOB (Foward Operating Base) “COLUMBUS”, avamposto nel settore Nord dell’area di responsabilità italiana.

Il MAXXPRO è un veicolo resistente alle mine e dotato di protezione balistiche per il fuoco fatto da armi a tiro teso.




 
 
 
 
 
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UNA NAVE DEL GRUPPO CARNIVAL ( A CUI COSTA APPARTIENE) CHIEDE AVIORIFORNIMENTO DI SANGUE E MEDICINALI
Giovedì, 26 Gennaio 2012
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PARMA- Un C130 HC della Coast Guard USA di base a Barbieri, Honolulu, ha aviolanciato sacche di sangue e materiale sanitario all'equipaggio della Carnival Spirit, che si trovava a 900 miglia a nord est della Big Island. Il personale medico dello nave da crociera - che trasporta 3200 passeggeri e 1000 uomini di equipaggio- ha contattato la Guardia Costiera Joint Rescue Coordination Centre di Honolulu Lunedi scorso, richiedendo assistenza medica per un passeggero malato. La nave ha a bordo il medico. Si trattava di una signora di 67 anni con complicanze così gravi da richiedere la stabilizzazione con sangue aggiuntivo.

GUARDATE LE IMMAGINI


 
 
 
 
 
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MUSEO DEI PARACADUTISTI DI PISA: PROSSIMA LA RIAPERTURA
Giovedì, 26 Gennaio 2012
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PISA- Il Museo dei Paracadutisti -ospitato all'interno del CA.PAR di Pisa- è prossimo alla riapertura.
Da qualche mese, infatti, era stato cautelativamente chiuso al pubblico a causa di infiltrazioni di umidità, all'interno di una stanza, che avrebbero potuto pregiudicare la portata di un muro maestro.
E' stato necessario l'intervento del Genio Militare -unico autorizzato ad intervenire strutturalmente su edifici della Difesa- che ha portato a termine i lavori edili; mancano solo alcuni completamenti elettrici -questione di giorni- e il materiale esposto potrà essere riposizionato e il Museo riaperto.
Telefonare per preavvisare la visita : 0505640509, chiedendo della segreteria del Comandante, oppure del Luogotenente Dinelli.






Il Museo dei paracadutisti è il risultato di un grande impegno iniziato nel 2001 e che ha visto coinvolti l'allora comandante del CA.PAR, Colonnelo Bertolini, il maggiore Alfio Pellegrin, Emilio Camozzi e il nostro sito più tutti i comandanti che negli anni lo hanno supportato. Uno per tutti il generale Fioravanti.
Si trattava di "modificare" la destinazione d'uso del circolo sottufficiali e di reperire i fondi per la partenza. Il nostro sito fu il protagonista civile insieme ad Emilio Camozzi. Nei primi anni, in solitudine e con molti scetticismi, abbiamo svolto una intensa opera di informazione e sensibilizzazione dei Paracadutisti. Il Colonnello Leoni portò a compimento la fase strutturale.


 
 
 
 
 
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COSTA CONCORDIA: IL PREZIOSO LAVORO DEL COMSUBIN IN UN VIDEO DELLA MARINA
Giovedì, 26 Gennaio 2012
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AFGANISTAN: UN CH47 ITALIANO NELLA PANCIA DI UN C17 AMERICAMO
Giovedì, 26 Gennaio 2012
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cortesia Esercito Italiano


PARMA- Nei giorni scorsi è stata effettuata la sostituzione di un elicottero CH-47C dell’Aviazione dell’Esercito nel Teatro di operazioni afghano. Il “Chinook”, il più grande mezzo ad ala rotante delle forze NATO, è stato immesso in Afghanistan utilizzando un aereo americano C-17, che è decollato dalla base dell’Aeronautica Militare di Pratica di Mare (RM).
Per permettere l’operazione, i tecnici del 4° reggimento di sostegno Aviazione dell’Esercito “Scorpione” di Viterbo hanno dovuto smontare parzialmente l’elicottero, separare l’intero pilone del rotore posteriore e, una volta imbarcato all’interno del C-17, hanno provveduto al suo ancoraggio.

 
 
 
 
 
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I CASTA 2012 - OLIMPIADI DEGLI ALPINI- IN DIRETTA SU INTERNET
Giovedì, 26 Gennaio 2012
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SPLENDIDA COLLABORAZIONE TRA ALPINI IN SERVIZIO E LORO ASSOCIAZIONE D'ARMA

PARMA- Le cerimonie di inaugurazione e chiusura dei Campionati sciistici delle Truppe Alpine saranno trasmesse in diretta via internet. L’inaugurazione sarà visibile in streaming sul sito www.esercito.difesa.it e sul sito www.ana.it lunedì 30 gennaio dalle 18, mentre la cerimonia di chiusura sarà trasmessa sugli stessi siti con le medesime modalità a partire dalle 14 di venerdì 3 febbraio.

Le dirette delle cerimonie di apertura e chiusura della 64^ edizione dei CaSTA saranno assicurate dal personale tecnico del 2° reggimento trasmissioni Alpino di Bolzano, grazie anche alla collaborazione tra Comando Truppe Alpine, Stato Maggiore dell’Esercito ed Associazione Nazionale Alpini.

La manifestazione sportivo-militare, cui parteciperanno oltre mille atleti con le stellette e che si svolgerà nell’alta Val Pusteria, si aprirà a San Candido lunedì 30 dicembre alle 17,30 con la sfilata degli atleti e delle delegazioni straniere, cui farà seguito alle 18 in piazza del Magistrato la cerimonia di apertura con l’accensione del tripode, alla presenza del comandante delle Truppe Alpine, Gen. Alberto Primicerj, e delle autorità amministrative della zona.


 
 
 
 
 
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FINMECCANICA: ALTRE COMMESSE IN ARRIVO PER PROTEGGERE LE BASI IN AFGANISTAN ED ELETTRONICA PER IL MANGUSTA
Giovedì, 26 Gennaio 2012
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MILANO - Nuovi contratti per un valore complessivo di circa 120 milioni di euro per Finmeccanica attraverso la controllata SELEX Sistemi Integrati. Il primo contratto, firmato con il Ministero della Difesa italiano, riguarda il potenziamento del livello di protezione delle basi operative (FOB) e delle basi di supporto (FSB) italiane che operano in Afghanistan.

SELEX Sistemi Integrati, in qualità di mandataria di un raggruppamento temporaneo di imprese con altre due società di Finmeccanica, SELEX Galileo e Oto Melara, garantirà la realizzazione, l’installazione e l’integrazione dell’intero sistema. Sempre con il Ministero della Difesa italiano è stato firmato un contratto che riguarda il potenziamento di alcune funzionalità operative del sistema di comando e controllo (SIACCON2) sviluppato da SELEX Sistemi Integrati per l’Esercito Italiano e della infrastruttura connettiva attualmente utilizzata in Afghanistan dalle Forze Armate italiane.

Anche questo contratto è stato aggiudicato a SELEX Sistemi Integrati in raggruppamento temporaneo con altre imprese di Finmeccanica, tra cui SELEX Elsag e Telespazio.

Ulteriori contratti sono stati firmati da SELEX Sistemi Integrati con il Ministero della Difesa italiano per la manutenzione del Sistema Informativo Gestionale dell’Esercito (SIGE) e per lo sviluppo di nuove prestazioni e funzionalità del sistema a vantaggio di tutte le Forze Armate italiane.

Infine, la società ha sottoscritto un contratto con l’agenzia NATO NAHEMA sia lo sviluppo di un nuovo sistema di pianificazione di missione per l’elicottero da combattimento A129, sia l’ aggiornamento tecnologico del sistema di pianificazione di missione dell’elicottero da trasporto tattico NH90. Entrambi i velivoli sono in dotazione all’Esercito Italiano.


 
 
 
 
 
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BLITZ DEI NAVY SEALS IN SOMALIA: LIBERATI DUE OSTAGGI
Giovedì, 26 Gennaio 2012
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PARMA- Una azione rapida e ben congegnata dei Navy Seals ,firmata dalla stessa squadra che uccise Osama Bin Laden, ha liberato due ostaggi dei pirati in Somalia.
Un bel modo di celebrare il cinquantesimo della loro creazione, nel 1962


Il Team Six ha fatto irruzione in un covo di pirati, in mezzo al deserto somalo, dopo essere stato elitrasportato da sei elicotteri.
Nove pirati uccisi. In pochi minuti l´azione si è conclusa, i due ostaggi sono caricati sugli elicotteri, che volano in una base militare americana a Gibuti. Nel corso dell´assalto-lampo neppure un ferito, da parte americana.

« «Gli Stati Uniti - avverte il presidente Obama, annunciando il blitz con orgoglio - non tollerano i rapimenti dei propri cittadini».

E' la prima volta che un´operazione di recupero di ostaggi avviene sulla terraferma, in una zona desertica considerata più ostica per l´intervento delle forze speciali americane che hanno dovuto inoltrarsi molto lontano dalle proprie basi. I due salvati sono operatori umanitari per conto di un´organizzazione danese, il Danish Refugee Council. Una è americana: Jessica Buchanan, 32 anni; l´altro è un cittadino danese, Poul Hagen Thisted. Sembra che i pirati avessero appena rifiutato un´offerta di riscatto per 1,5 milioni di dollari.

IL VIDEO DELLA ABC NEWS CON IMMAGINI DEL LORO ADDESTRAMENTO

 
 
 
 
 
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IL TEAM FOLGORE SCALDA I MOTORI : PODISMO E GARE ESTREME IN ARRIVO
Mercoledì, 25 Gennaio 2012
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PARMA- Il Team Folgore Paracadutisti parteciperà massicciamente ad importanti gare di corsa del 2012, alcune delle quali sono annoverate tra le più massacranti ed estreme, in alta montagna.

Dopo una uscita ufficiale il 3 Marzo alla Gara del Monte Serra, dieci chilometri in salita in onore dei 46 Cadetti precipitati su quelle antenne nel 1977, i nostri podisti e gli skyrunner si preparano ad una stagione con alcune pietre miliari.




DODICESIMA EDIZIONE DEL "CRO MAGNON EXTREME RACE
Il battesimo "estremo" degli skyrunner del sito fu nel 2000, alla prima edizione del CRO MAGNON EXTREME RACE: 108 chilometri, 6000 metri di dislivello positivo,a cui parteciparono walter amatobene, da congedato, insieme al capitano Squadrone e ai Maggiori Galeotti, Angeli e Logli.

Impresa ai limiti della resistenza, che vide i paracadutisti chiudere tra i 62 che arrivarono al traguardo, su 184 partiti. Dalla edizione successiva, e per dieci anni, iniziò la propria intensa attività sulle montagne anche Alessandro Nunes, istruttore di Roma, che dimostrò una speciale attitudine alla corsa estrema, affiancato da Fabio Orsini , entrambi dell'ANPDI di Roma.

Il percorso si snoda da Limone piemonte a Montecarlo ( F), attraversando le alpi marittime. E' stata per anni la prima e più dura gara di Francia, ora battuta dall 'Ultra trail du Mont Blanc.

In tutto il webmaster ha corso e finito sette delle dodici edizioni partite da Limone Piemonte,una delle quali sospesa per una bufera di neve, nonostante fossimo in giugno.

Uno degli organizzatori è Pietro Martinengo,che vive in Francia, padre di due campionesse mondiali italiane di Paracadutismo e suocero di due Ufficiali della Folgore.

Il CRO MAGNON rimane una pietra miliare, tra le più dure competizioni internazionali, dove la componente italiana, anche grazie al nostro sito, che è sponsor di gara, è diventata preponderante, contro la iniziale percentuale massiccia di stranieri, in testa i francesi.
Il numero di iscritti è fissato a 400 -numero chiuso-, e anche quest'anno è statoraggiunto in poche ore dall'apertura del sito delle iscrizioni.
Si tratta dell'unica gara che ha conservato le caratteristiche originali di surezza, sobrietà e solitudine dei concorrenti e ha resistito, grazie agli sponsor tra i quali figuriamo orgogliosamente, alle tentazioni di diventare un "evento" affollatissimo che avrebbe potuto snaturare le attese di chi corre in alta quota per sfidare solo se stesso.


ALLENAMENTI DURISSIMI
Per sperare di portare a termine una gara come il CRO MAGNON, è necessario sottoporsi a lunghi ed estenuanti allenamenti durante l'anno -almeno 80 chilometri alla settimana- e tante corse in montagna da Marzo in poi , neve permettendo.
A questo scopo il nucleo del Team Folgore aveva tracciato nel 2009 il SENTIERO FOLGORE, che da Lagdei ( Parma 1200 mslm) arriva a Levanto, in 75 chilometri con 4000 metri di dislivello, passando dal Passo della Cisa, Passo del Brattello, Monte Gottero.
Entro la fine di Febbraio sarà "re-inaugurato" da Alberto Neiretti, Poalo Robuschi, Walter Amatobene e Michele Polzella.

Alcuni paracadutisti coordinati da Fabio Orsini, parteciperanno anche alla "PORTE DI PIETRA", gara di 70 chilometri, tra Piemonte e Liguria, che sarà disputata in Maggio.

Vi terremo informati


13 ANNI DI... STRADA
Il Gruppo sportivo TEAM FOLGORE è nato con le stellette nel 2000 grazie alla grinta di un gruppo di pionieri di cui il webmaster e il Maggiore Alfio Pellegrin, che sono stati rispettivamente sponsor e pila atomica organizzativa. Negli anni recenti il gruppo sportivo ha cambiato fisionomia, diventando civile, come previsto dalla riorganizzazione delle attività sportive nel tempo libero dei militari, voluta da SMD. Nonostante questo passaggio, il gruppo continua a reclutare moltissimi paracadutisti in servizio, con una altrettanto solida base di congedati e di atleti provenienti dall'ANPDI.

Il nostro sito, dedica loro una sezione ed è anche sponsor principale del TEAM FOLGORE PARACADUTISTI, che ha creato negli anni alcuni nuclei di "sky runner" sparsi per l'Italia. Il più numeroso è quello dei "romani", coordinati dal paracadutista Fabio Orsini, seguito da un manipolo di Toscani e di Piemontesi. E' in formazione quello triestino.

COME ISCRIVERSI
Iscriversi è facile: basta inviare a folgore.team.atletica@congedatifolgore.com
un certificato medico di idoneità agonistica per atletica
eventuale nullaosta della società.
Ogni iscritto può continuare a partecipare alle gare nei luoghi e della lunghezza e tipologia che desidera, salvo conoscere quelle dove potrebe incontrare i suoi colleghi di Team. La tuta e l'attrezzatura di gara sono in fase di produzione, per consentirVi di correre sotto le nostre insegne.
Il costo sarà parzialmente coperto da uno sponsor.







 
 
 
 
 
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INIZIA LA MISSIONE ANTARTICA
Mercoledì, 25 Gennaio 2012
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PARMA- Il 21 gennaio Nave Italica, con il suo carico di personale scientifico e rifornimenti per la Stazione Italiana in Antartide “Mario Zucchelli” (MZS), ha concluso la traversata della porzione di oceano Pacifico che separa la Nuova Zelanda dal continente antartico.

La storica nave utilizzata per il Progetto Nazionale di Ricerche in Antartide, anche quest’anno ha lasciato il porto neozelandese di Lyttleton (Christchurch) il 13 gennaio scorso alla volta del continente ghiacciato, dove sarebbe dovuta arrivare dopo circa 7-8 giorni di navigazione: tuttavia le condizioni meteorologiche particolarmente instabili che caratterizzano quelle latitudini hanno rallentato la spedizione.

A bordo della nave, come personale scientifico e logistico fornito dalla Marina Militare, sono imbarcati due Ufficiali idrografi, il Capitano di Corvetta Nunziante Langellotto ed il Tenente di Vascello Carlo Marchi, un pilota di elicotteri tipo AB212, Sottotenente di Vascello Andrea Bonsignori, e un Sottufficiale Nocchiere, 2° C° Emanuele Spinelli. Agli Ufficiali idrografi è affidato l’incarico di proseguire il lavoro di scandagliamento di quella porzione del Mare di Ross ancora inesplorata, prospiciente il continente, di competenza italiana.

A breve saranno raggiunti dal tenente medico paracadutista del 186mo reggimento della Folgore Simone Pieroni, figlio del ten col ( art par) Franco Pieroni


A livello internazionale l’Italia, e nella fattispecie l’Istituto Idrografico della Marina , aderendo all’Hydrographic Commission On Antarctica (HCA), che fa capo all’International Hydrographic Organization (IHO), ha preso precisi impegni per produrre cartografia a standard internazionali, inserendosi in un contesto in cui ogni stato membro si è assunto l’impegno nei confronti della comunità internazionale della realizzazione di una porzione di cartografia dell’area Antartica.

Ad oggi nel portafoglio cartografico dell’Istituto Idrografico sono presenti due carte nautiche costruite con i dati raccolti nelle precedenti spedizioni dai vari ufficiali idrografi della Marina Militare susseguitisi negli anni. L’Ufficiale pilota affiancherà il personale della sala operativa della base di ricerca italiana in Antartide nelle operazioni di coordinamento e controllo dei mezzi terrestri, aerei e marini che operano dalla base antartica.

Il sottufficiale nocchiere integrerà il personale logistico nel supportare i team scientifici della spedizione durante le operazioni marinaresche di messa a mare e recupero della strumentazione. Uno dei compiti di Nave Italica, durante la sua permanenza nel Mare di Ross, è anche quello di fornire supporto logistico al personale che sta già operando presso la stazione italiana. La spedizione, che è arrivata alla sua XXVII edizione, ha una durata prevista complessiva di cinque settimane

 
 
 
 
 
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SI FINGE AGENTE SEGRETO E PARACADUTISTA . ARRESTATO
Mercoledì, 25 Gennaio 2012
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RAGUSA- E' finita con la denuncia per sostituzione di persona, possesso di documenti falsi e segni distintivi contraffatti. Si tratta del 46enne M.S., originario di Augusta, che si sarebbe falsamente accreditato come appartenente ai servizi segreti al fine di ottenere sconti e facilitazioni da operatori commerciali di Pozzallo, vantando anche trascorsi nei reparti speciali militari.

L'uomo deteneva illecitamente una placca metallica blu con la scritta "Polizia Giudiziaria" e "Lex", nonché una divisa della Marina Militare, avente sul bavero due stellette militari e gradi di ufficiale superiore sulle maniche, brevetti di paracadutismo ed altri contrassegni, rinvenuta dalla polizia giudiziaria della Tenenza Guardia di Finanza di Pozzallo nella sua casa

Il falso agente mostrava agli operatori commerciali la placca metallica, qualificandosi come appartenente ora alle Fiamme gialle, ora ai Servizi segreti, all'Aereonautica e alla Marina militare o alla Capitaneria di porto, al fine di ottenere credibilità per poi chiedere favori, in particolare prestiti. I commercianti presi di mira non hanno presentato querela per le ipotesi di truffa tentata commesse ai loro danni.


 
 
 
 
 
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UNA CORONA PER I MORTI DELLA CONCORDIA LANCIATA DALLA PORTAEREI CAVOUR
Mercoledì, 25 Gennaio 2012
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ISOLA DEL GIGLIO Una corona d'alloro è stata lanciata in mare, questa mattina, al largo di Civitavecchiadalla portaerei Cavour della Marina Militare, in memoria delle vittime della nave Costa Concordia. La cerimonia, che si è svolta alla presenza del sottosegretario agli Affari Esteri, Staffan de Mistura, ha avuto luogo nell'ambito dell'iniziativa 'Ambasciatori a bordo', ovvero di una visita alla portaerei italiana da parte di ambasciatori in Italia di Paesi della Nato, dell'Ue e di altri Stati del Mediterraneo e mediorientali.

 
 
 
 
 
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MORTO A LA SPEZIA IL TROMBETTIERE PIU' ANZIANO DELLA BANDA REGIA DELLA MARINA
Mercoledì, 25 Gennaio 2012
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LA SPEZIA- SI È SPENTO a cento anni Vincino Barbagli. Durante la seconda guerra mondiale, Barbagli era stato la prima tromba della Banda Regia della Marina militare. Negli anni 60-70 si era esibito a New York a bordo dell'Amerigo Vespucci. Numerosi i suoi concerti con l'inseparabile tromba in numerose compagnie dell'avanspettacolo al Monteverdi e all'Astra. Memorabili anche i concerti di musica classica e di varietà al San Carlo, all'Arena di Verona e allo storico Gambrinus di Montecatini.

 
 
 
 
 
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BRESCIA: L'ESERCITO RIPRENDE IL TRAINING DAY PE RI RAGAZZI DELLE SUPERIORI
Mercoledì, 25 Gennaio 2012
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BRESCIA- Sabato prossimo all'Istituto tecnico commerciale «Battisti» di Salò verrà dedicata una giornata al tema del volontariato e come protagonista ci sarà personale dell'Esercito italiano, che coglierà l'occasione per illustrare agli studenti le caratteristiche del «Training Day».
E' una l'iniziativa nata nel bresciano che ha avuto tra i suoi motiri diversi paracadutisti e che ora si è diffusa in altre città lombarde,proponendo ai ragazzi attività addestrativa a varie discipline proprie dell'ambito militare. Saranno proposte alcune dimostrazioni «sul campo» in cui saranno simulate situazioni di necessità.

 
 
 
 
 
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MOSTRA STORICA SU EL ALAMEIN
Mercoledì, 25 Gennaio 2012
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Venerdì 27 Gennaio alle ore 20:30 presso il centro culturale di Zompitta di Reana,UDINE, in collaborazione e con l'ospitalità
della locale Associazione "Amici di Zompitta", si terrà la serata tematica avente ad oggetto:RITORNO a EL ALAMEIN Mostra tematica sulla Guerra in Africa Settentrionale 1940/1943

A cura di Guido Aviani Fulvio,Luca Cossa,Errico de Luca.

Nota della redazione:
Si tratta di un evento non curato dal SIGGMI o dal Progetto Ela Alamein


 
 
 
 
 
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CASARSA DEL FRIULI: ALFIO CARUSO SU EL ALAMEIN
Mercoledì, 25 Gennaio 2012
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CASARSA DEL FRIULI - Torna l'appuntamento culturale "Dietro le quinte", con una serie d'incontri e riflessioni sulla storia e sull'attualità. Mercoledì primo febbraio è stato invitato puntatilo storico Alfio Caruso che parlerà del suo ultimo libro sulla battaglia di El Alamein.



 
 
 
 
 
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RASSEGNA STAMPA - BRIANZA CHANNEL PARLA DEL LIBRO DI FOSSATI PRESENTATO A MONZA
Martedì, 24 Gennaio 2012
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PARMA- Su segnalazione del paracadutista Gabriele Stefanoni di Monza, pubblichiamo il link del servizio televisivo prodotto da BRIANZA CHANNEL sulla serata di presentazione del libro di Giovanni Fossati

GUARDATE IL FILMATO DI OTTIMA QUALITA'


 
 
 
 
 
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NOTIZIE DALL'AFGANISTAN : SEQUESTRO DI ARMI
Martedì, 24 Gennaio 2012
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HERAT, 24 Gennaio 2012. Si è conclusa ieri, nel settore centrale dell’area di responsabilità del Comando Regionale Ovest (RC-West), a guida Brigata “Sassari”, una operazione che ha portato al sequestro di un importante quantitativo di materiale d’armamento ritrovato in due siti.

Si tratta di razzi, bombe a mano, bombe da mortaio, proietti d’artiglieria di vario calibro e caratteristiche (contro carri- HEAT, alto esplosivo- HE, illuminanti), le cui buone condizioni di mantenimento presupponevano un imminente uso per attacchi alle basi della coalizione o per il confezionamento di ordigni improvvisati (IED – Improvised Explosive Devices).

L’operazione, condotta dalla Task Force (TF) Center, su base 66° Reggimento Aeromobile “Trieste”, è stata supportata da assetti dell’intelligence Nazionale appartenenti all’Agenzia Informazioni e Sicurezza Esterna (AISE), e si è sviluppata in risposta ad un lancio di razzi contro la base di Shindand, Forward Operational Base (FOB) “La Marmora”, avvenuto lo scorso 19 Gennaio, che, tuttavia, non ha causato danni.



 
 
 
 
 
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UN FILM SU POLIZIOTTI VIOLENTI. A CHI SERVE? PERCHE' PROPRIO ORA IN PIENA EMERGENZA CRIMINALITA' ??
Martedì, 24 Gennaio 2012
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A chi serve un film sui poliziotti violenti?


DI E. GENOVESE

A chi serve un film sui poli­ziotti violenti? Per Stefano Sollima, regista della serie te­levisiva di successo Romanzo crimi­nale,
il suo esordio al cinema


A.C.A.B. ( in uscita in 300 sale dal 27 gennaio) tratto dall’omonimo ro­manzo del giornalista Carlo Bonini «non è un film a favore o contro dei poliziotti, ma un lavoro sull’odio che c’è nella società in cui viviamo, sul­l’intolleranza che proviamo tutti noi girando nelle nostre città».

Il titolo si rifà ad un acronimo, nato in ambiente skinheads, senza sfu­mature.

All cops are bastards . Tutti i poliziotti sono bastardi. Una cita­zione che dà spunto «a racconti di storie realmente accadute» e che hanno come protagonisti i poliziot­ti del reparto Celere, in gergo celeri­ni, quelli che in prima fila, armati di scudo, sono chiamati a gestire le si­tuazioni più violente.
Mazinga (Giallini) è il capo della Ce­lere che ha come migliori uomini, compagni di lotta e amici. Cobra (Favino), Negro (Nigro) e Adriano (Die­le), il nuovo arrivato che ha scelto la Celere perché «paga di più». Sullo sfondo le loro vite private: il difficile rapporto di Mazinga con il figlio ul­trafascista, la solitudine di Cobra, co­nosciuto per il suo innato istinto al­la violenza, Adriano alla ricerca di u­na soluzione dopo lo sfratto impo­sto a sua madre, e Negro, con una difficile vita relazionale e un’incapa­cità di fondo di essere un buon ma­rito e un buon padre.

«Per lavorare in questo film – spiega Favino durante la conferenza stam­pa a Roma – mi sono addestrato at­traverso il rugby. Ho compreso cosa può accadere in un uomo quando deve difendersi da persone che ti spingono, che ti sputano e che ti lan­ciano pietre. Dentro di te senti pul­sare qualcosa che ha che fare con l’aggressività. Comprendi però co­me la violenza e l’odio non sono so­lo dei celerini e degli ultrà. Ma esi­stono in ognuno di noi». E sulla par­tecipazione alla sceneggiatura Bo­nini spiega: «La durezza della vio­lenza, moltiplicata dalle immagini del film, fa parte di noi, della nostra realtà. Quando il libro fu pubblicato mi chiesero se avessi preso in consi­derazione il rischio morale del con­tenuto. Ho capito che dovevo libe­rarmi dal ricatto 'morale' altrimen­ti avrei raccontato non la realtà ma solo ciò che sarebbe stato funziona­le alle mie convinzioni». Un problema però c’è. Se pur il film è impeccabile nella messa in scena e nell’interpretazione resta eviden­te come odio e violenza, crudel­mente rappresentate, lasciano nello spettatore una traccia chiara. Por­tando ad avere, come lo stesso tito­lo lascia intuire, una posizione ag­gressiva e giudicante. «Acab – come scrivono gli sceneggiatori nelle no­te di regia – è un grido degli ultras, un libro e ora un film, tutti con la stes­sa matrice, lo stesso tema: l’odio, cru­do, virale, puro. Che è dentro di noi, che ci piaccia o meno». Ma che ci piaccia o meno il film, giudicato di interesse culturale, senza moralismi e buonismi lascia l’amara consape­volezza di una realtà dove non c’è soluzione all’homo homini lupus .

Per ora, dalla polizia non ci sono sta­te reazioni ufficiali. «Alcuni hanno mostrato riserve, altri hanno com­preso le nostre intenzioni» spiega il regista. Alla fine, torna la domanda di partenza: a chi serve nel clima at­tuale un film sui poliziotti violenti?



 
 
 
 
 
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STRAGE DI NASSIRYA: PRESI 7 COLPEVOLI
Martedì, 24 Gennaio 2012
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PARMA- Nove anni dopo la strage di Nasiriyah, teatro dell’attacco più sanguinoso perpetrato contro nostri militari do­po la Seconda guerra mondiale e costato la vita a diciannove italiani (12 Carabinieri, 5 uomini dell’Esercito e due civili) e a nove i­racheni, sette persone sono state arrestate in Iraq per complicità nell’attentato.

Gli arrestati sono accusati di avere parte­cipato all’organizzazione dell’attentato sui­cida del 12 novembre 2003 contro la 'Mae­strale', la base dei Carabinieri italiani a Na­siriyah.

I sette hanno confessato di avere «appoggiato e assistito l’attentatore suicida». La loro i­dentità non è stata resa nota, ma si sa che avevano fatto parte del gruppo terroristico Jamaa al Tauhid al Jihad, legato ad al-Qae­da, ritenuto responsabile dell’attentato.

In­vece non avrebbero alcun legame con gli autori di altri sanguinosi attentati avvenu­ti nella regione negli ultimi tempi, in parti­colare di quello compiuto il 5 gennaio scor­so da un kamikaze contro un posto di bloc­co delle forze di sicurezza a ovest di Nasi­riyah, che ha provocato 50 morti.

IRAQ ANCORA IN BALIA DELLE VIOLENZE
Una con­ferma dell’insicurezza che continua a re­gnare in Iraq anche dopo nove anni di oc­cupazione americana - finita il mese scor­so - e delle capacità organizzative di cui con­tinuano a godere gruppi legat ad al-Qaeda. Anche ieri, secondo fonti di polizia, un at­tentatore è stato ucciso mentre cercava di attaccare un posto di blocco a Hammam A­leel, una località nel nord del Paese, circa 25 chilometri a sud di Mossul.

IL REGISTA DELLA STRAGE IMPICCATO NEL 2005
Ideatore dell’attacco alle truppe italiane fu Abu Omar al Kurdi, 'il curdo', arrestato nel 2005 dalle truppe Usa e impiccato nel set­tembre del 2007 dalla giustizia irachena.

Le autorità di Baghdad infatti non accolsero le richieste dei pm romani titolari dell’in­chiesta italiana, Ionta, Saviotti e Amelio, che avevano chiesto di sospendere l’esecuzio­ne per poter celebrare un processo in Italia alla presenza dello stesso imputato. Al Kur­di, ritenuto uno dei luogotenenti dell’allo­ra leader di al-Qaeda in Iraq, Abu Musab al Zarqawi, confessò di aver organizzato ben 36 attacchi suicidi, compreso quello di Na­siriyah contro la Base Maestrale. Secondo quanto riferito da al Kurdi ai carabinieri del Ros, l’uomo avrebbe preparato material­mente il camion-bomba insieme a Haji Tha­mer (morto nel 2004 a Falluja durante un al­tro attentato), imbottendolo con trecento chili di tritolo. Mentre la caserma saltava per aria, sulla rive dell’Eufrate c’era proprio Thamer, e a raccontare agli inquirenti le sue reazioni sarà lo stesso al Kurdi: «Allo scop­pio, rise congratulandosi per quanti italia­ni avevamo massacrato».



 
 
 
 
 
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MOSCA FORNIRA' AEREI DA CACCIA A DAMASCO :
Martedì, 24 Gennaio 2012
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Mosca e Damasco hanno firmato un accordo per la fornitura di 36 Yakovlev-130 russi per l'addestramento dei piloti di caccia. Il valore del contratto ammonta a 550 milioni di dollari (15,3 milioni per velivolo). Lo dicono fonti vicine a Rosoboronexport, il monopolista russo per l'export di armi. La Siria e' uno dei principali clienti dell'industria bellica russa. Altri clienti dell'addestratore avanzato russo sono stati l'aeronautica militare dell'Algeria con 16 esemplari ordinati nel 2006 e la forza aerea della Libia con 6 velivoli ordinati nel 2009.

 
 
 
 
 
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ISOLA DEL GIGLIO: ALTRO CONTRIBUTO DELLA MARINA MILITARE
Lunedì, 23 Gennaio 2012
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ISOLA DEL GIGLIO- E' stata inviata sul posto l'unità "Galatea", la nave oceanografica della Marina militare in uso all'Istituto idrografico della Marina. Dotata di strumentazioni speciali, tra le quali un ecoscandaglio di ultima generaizone, "leggerà" il fondo del mare a sud del relitto di Costa Concordia per cercare dispersi e materiali. Non è escluso infatti che nella fase ultima del naufragio, alcuni siano caduti in acqua e nonostante il salvagente siano affogati e trascinati poi dalla corrente siano rimasti impigliati negli scogli. Nave Galatea butterà l'ancora a sud del relitto, tra il porto e le 'Scole', il gruppo di scogli sui quali ha sbattuto la Concordia.

La peculiare struttura della nave, a catamarano ed interamente realizzata in materiale composito FRP (Fibre Reinforced Plastic) è stata espressamente concepita per condurre attività idro-oceanografiche. La conduzione di rilievi portuali, costieri e d'altura sono finalizzati all’aggiornamento della cartografia dei mari d’Italia.

Le principali attività svolte dall’Unità sono:

•determinazione dei fondali a mezzo di ecoscandagli di ultima generazione;
•ricerca di relitti e di scafi affondati o di ostacoli sommersi pericolosi per la navigazione;
•topografia e geodesia delle opere portuali, delle coste e dei punti cospicui costieri;
•determinazione della natura dei fondali marini;
•raccolta dati oceanografici di marea, correnti marine e di parametri caratteristici delle acque;
•raccolta di informazioni finalizzate all’aggiornamento della documentazione nautica.
L’Unità inoltre, collabora con istituzioni pubbliche, enti di ricerca nazionali e con il Nurc (Ec Saclantcent).

I dati raccolti sono controllati e valorizzati tramite l’utilizzo di software dedicati. I rilievi effettuati consentono all’Istituto Idrografico della Marina la produzione di:

- Cartografia Nautica tradizionale ed elettronica.
- Cartografia Militare.

Documentazione nautica, tecnica e scientifica utile per i naviganti.





 
 
 
 
 
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IL SISTEMA DELLE LICENZE PER IL LAVORO AEREO E' IN FUNZIONE. IL PRIMO ESPULSO
Lunedì, 23 Gennaio 2012
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PARMA- L'Enac aveva esteso la normativa che regola il lavoro aereo anche a quelle aviosuperfici che svolgono attività di paracadutismo, nei casi in cui il velivolo non sia di proprietà oppure sotto gerenza e direzione diretta della associazione sportiva in capo alla quale è intestata la scuola di paracadutismo.

Questa estensione sembrava avere favorito quei pochi operatori dotati di liquidità e organizzazione tale da garantire il numero minimo di strutture, dipendenti e addetti alla sicurezza previsti. Clausole attuative che, insieme ad altre, avrebbero reso la vita delle scuole assai difficile, pe rla impossibilità di contare sul lavoro semi-volontario dei piloti, con semplice rimborso spese, e la possibilità di "scambiarsi" aerei con altri colleghi, nei casi di fermo per manutenzione o manifestazioni.

Tra gli operatori che avevano caldeggiato l'entrata in vigore della estensione, figura anche quello che ha preso in gestione l'attività aviolancistica dell'avioosuperfice di Terni.

ROTKOPF E IL PARACADUTISMO TERNANO
Il titolare della ROTKOPF è Viscardo Paganelli. Il figlio Riccardo lo coadiuva in azienda con incarichi direttivi. La Rotkopf, prima con ragione sociale inglese Rotkopof Aviation Italia è a Terni dal 2008. Il 17 dicembre insieme all’ATC, Azienda trasporto pubblico locale appena nominata società di gestione dell’aviosuperficie di Terni, annuncia l’operatività di voli turistici e collegamenti aerei, mai partiti, con l’Elba e Ciampino. Il radicamento a Terni si ufficializza nel Febbraio del 2009 quando l’amministrazione Raffaelli concede alla Rotkopf Aviation un diritto di superficie a canone agevolato di 30 anni (poi ridotti a 20), su circa 1200 metri quadrati (poi diventati circa 1800) per la costruzione-gestione di una struttura ricettiva tipo bar-ristorante, mai avvenuta. Sui terreni sui quali doveva sorgere il bar-ristorante sono stati installati alcuni giochi mobili per bambini e alcuni container che vengono usati quali uffici per le attività sportive del centro di paracadutismo “The Zoo” (General manager Riccardo Paganelli amministratore di Rotkopf), che per i lanci paracadutistici impiegava prevalentemente l’areo della Rotkopf, Cessa 208 Caravan 675 I-Ro. La Procura di Roma contestò nel 2011 a Pronzato - dirigente ENAC- di avere avuto una tangente di 40mila euro per favorire la società Rotkopf sia per la partecipazione all’appalto per ottenere la gestione dei voli sulla tratta Roma Urbe-Elba sia per il certificato di operatore aereo Coa necessario per poter partecipare alla gara.

Sotto : l'estratto delle società autorizzate al lavoro aereo che compare sul sito ufficiale ENAC.




 
 
 
 
 
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VERONA : IL GENERALE BERNARDINI A CAPO DEL COMFOTER
Lunedì, 23 Gennaio 2012
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Verona, 23 gennaio 2012 – giovedì 26 gennaio alle ore 11.00, presso l’Auditorium della Gran Guardia in Verona, alla presenza del Capo di Stato Maggiore dell’Esercito, Gen. C.A. Claudio Graziano, il Generale di Corpo d’Armata Francesco Tarricone cederà il comando delle Forze Operative Terrestri al Generale di Corpo d’Armata Roberto Bernardini.(foto sopra)


Sotto la guida del Generale Tarricone, le Forze Operative Terrestri hanno continuato ad alimentare i contingenti impegnati in Afghanistan, Libano, Kosovo ed in altre 9 missioni di assistenza ed osservazione in diverse parti del mondo. Di non minore importanza il contributo fornito dai militari impiegati sul territorio nazionale in concorso alle Autorità di Pubblica Sicurezza, in attività di salvaguardia delle vite umane (Metapontino, Liguria, Toscana, Sicilia), nel ripristino della viabilità, nella messa in opera di ponti Bailey e nella bonifica del territorio da ordigni esplosivi.

Il Generale Tarricone lascia il capoluogo scaligero per assumere, a breve, l’incarico di Direttore Generale per il Personale Militare, presso il Ministero della Difesa, ritornando così nell’ambito interforze, in cui ha ricoperto in passato gli incarichi di Capo Dipartimento Relazioni Internazionali e Sicurezza del II Reparto dello Stato Maggiore della Difesa e di Capo Ufficio Generale del Capo di Stato Maggiore della Difesa.

IL CURRICULUM DEL GENERALE BERNARDINI
Il Generale di Corpo d'Armata Roberto Bernardini, trevigiano, entrato all’Accademia di Modena nel 1971 e qualificato pilota militare di elicottero nel 1983, giunge a Verona dopo aver ricoperto, dal 08 ottobre 2010 al 20 gennaio 2012 l’incarico di Comandante del 1° Comando Forze di Difesa con sede in Vittorio Veneto. Nel corso dei suoi 39 anni di carriera ha alternato periodi di attività, formativa, presso le Scuole Militari e le Università, operativa e di comando presso numerose Unità dell’Esercito Italiano ad ogni livello ordinativo, dirigenziale presso gli Stati Maggiori dell’Esercito e della Difesa, diplomatica in sedi estere al servizio del Ministero degli Esteri, operativa in teatro operativo estero e in ambito NATO.

Tra i principali incarichi che ha ricoperto si citano il Comando del 1° Reggimento Aviazione dell’Esercito ”Antares” in Viterbo dal 1996 al 1998, il Comando della Brigata Artiglieria di Portogruaro nel 2001, quello dell’Accademia Militare di Modena dal 2008 al 2010 e, infine, quello di Vice Comandante della Kosovo Force della NATO dal 23 agosto 2006 al 3 agosto 2007.

Dal 1998 al 2001 inoltre, è stato Addetto per la Difesa presso l’Ambasciata d’Italia a Rabat (Marocco), periodo in cui ha maturato una significativa esperienza sulle problematiche del mondo islamico e dell’Africa sub-sahariana, nonché sulle missioni ONU operanti nell’area.


 
 
 
 
 
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AFGANISTAN : KARZAI PARLA DI UN RITIRO OCCIDENTALE PRIMA DEL 2014
Lunedì, 23 Gennaio 2012
by webmaster



KABUL- Il presidente afgano Hamid Karzai, che dopodomani sarà in visita aRomanon teme l'eventualità di un ritiro anticipato delle forze Nato dall'Afganistan rispetto al termine previsto del 2014. "Se il processo viene accelerato e il ritiro avviene prima, non c'è problema. Noi siamo pronti", dice in un'intervista al Corriere della Sera.

"Se viene completato nel tempo deciso, va bene lo stesso", prosegue Karzai. "Il popolo afgano non perderà le conquiste ottenute. Non sono preoccupato da un ritorno dei talebani con le armi. Se torneranno grazie al processo di pace, sono i benvenuti".

Karzai non è neanche preoccupato dall'ipotesi che europei e americani, in difficoltà per la crisi economica, potrebbero ridurre il numero di poliziotti e soldati afgani da addestrare prima del ritiro: "L'importante - afferma - è raggiungere la pace. In quel caso, non serve un grande esercito. Dobbiamo rimanere con le forze di sicurezza che possiamo permetterci, non vogliamo che i contribuenti italiani paghino gli stipendi ai nostri agenti o militari per sempre".

Come rivela oggi il quotidiano britannico The Times, gli Stati Uniti hanno minacciato di "proclamare la vittoria" e accelerare il ritiro dall'Afghanistan per vincere la resistenza di Karzai all'apertura di una missione dei talebani in Qatar.

All'inizio di questo mese i talebani hanno annunciato di aver accettato in via di principio di aprire una missione nel paese del Golfo, dopo 13 mesi di delicati negoziati con gli Stati Uniti, condotti con la mediazione tedesca. L'accordo rappresenta una svolta che potrebbe portare alla fine della guerra iniziata dopo gli attentati alle Torri Gemelle dell'11 settembre 2001, ma fino all'ultimo ha rischiato di deragliare per l'opposizione di Karzai.

Il presidente afgano ha invece accettato ieri il trasferimento in Qatar dei prigionieri talebani detenuti a Guantanamo, uno dei punti chiave dell'accordo, dopo due giorni di intensi colloqui a Kabul tra lo stesso Karzai e l'inviato Usa in Afghanistan, Marc Grossman.

 
 
 
 
 
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PROGETTO EL ALAMEIN
Lunedì, 23 Gennaio 2012
by webmaster



PARMA- La sezione PROGETTO EL ALAMEIN è aggiornata con un articolo che il Professor Bondesan ha pubblicato su riviste scientifiche di geologia, che riguarda il GIS, overo uno degli obbiettivi dell'imponente lavoro che ha intrapreso, e di cui i paracadutisti del nostro sito e dell'ANPDI sono co-protagonisti sul campo.


LEGGETE L'ARTICOLO DEL PROFESSOR BONDESAN

 
 
 
 
 
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NOTIZIE DA LECCO
Lunedì, 23 Gennaio 2012
by webmaster

foto: Efisio Secci

Venerdì 20 gennaio, al termine della lezione di preparazione al lancio del 1° corso 2012, tenutasi nella palestra in uso alla sezione di Lecco, tutti i soci presenti si sono stretti attorno al loro Mentore per una breve e siobria cerimonia durante la quale è stata consegnata al “Folgorino” Carlo Murelli la spilla commemorativa inviata dal sito Congedatifolgore.
Un piccolo segno per ricordare il sacrificio di tutti coloro che, in obbedienza alla Patria, hanno sacrificato la loro giovane vita tra le roventi sabbie di El Alamein.
Inutile dire che sono proprio momenti come questi il cemento che unisce indissolubilmente gli aderenti al nostro sodalizio e l’atmosfera di grande commozione che viene a crearsi rafforza i legami di cameratismo che caparbiamente i nostri reduci hanno trasmesso con l’esempio.

Il Presidente
ANPD'I LECCO
Arnaldo Tavola

 
 
 
 
 
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STATO MAGGIORE AERONAUTICA: UN ANNO IN PIU' AL GEN. BERNARDIS. IL GEN TARRICONE CAPO DEL PERSONALE . NUOVO CAPO DI SM PER LA MARINA
Lunedì, 23 Gennaio 2012
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PARMA- Il generale di squadra aerea Giuseppe Bernardis e' stato confermato per un anno nella carica di Capo di stato maggiore dell'Aeronautica militare. Lo ha deciso il Consiglio dei Ministri di sabato su proposta del ministro della Difesa Giampaolo Di Paola.

Inoltre e' stato conferito l'incarico di Direttore generale per il personale militare al generale di Corpo d'armata dell'Esercito Francesco Tarricone ( foto sotto).





Nella stessa riunione del Consiglio dei Ministri è stata deliberata anche la nomina del nuovo Capo di Stato Maggiore della Marina Militare, l'Ammiraglio di Squadra, Luigi Binelli Mantelli.


 
 
 
 
 
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MUSEO DEL VOLO A MALPENSA: UN RO73BIS RITROVATO A KABUL
Lunedì, 23 Gennaio 2012
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RICOSTRUITO UN AEREO CHE FU ECCELLENZA AERONAUTICA
IL ROMEO 73BIS
Il restauro è stato reso possibile grazie al ritrovamento, su segnalazione di diversi appassionati e storici, di diverse carcasse di RO 37bis in un deposito di rottami nella periferia a nord est di Kabul.



VARESE- Dopo quasi settant’anni e una storia da film d’azione è stato presentato sabato 21 gennaio, il velivolo storico RO 37bis a Volandia, Parco e Museo del Volo che sorge, dal 2007, accanto all’aeroporto di Malpensa (Terminal 1).
Il velivolo, restaurato e di proprietà dell’Aeronautica Militare, è un pezzo unico al mondo.
Il RO 37bis è un velivolo caccia da ricognizione e bombardamento degli anni 30 e rappresenta un vero e proprio pezzo di storia militare e industriale italiana e resterà esposto temporaneamente al Parco e Museo del Volo - Volandia per poi andare in esposizione permanente al Museo Storico dell’Aeronautica Militare di Vigna di Valle (RM).

"Il ritorno del Ro.37bis, come tutto ciò che testimonia i periodi storici passati, ha un fondamentale valore per la Forza Armata. Anche questo velivolo, che pensavamo ormai perduto, è un tassello di quel “continuum” di valori, di tradizioni, di sacrificio sul quale l'Aeronautica Militare fonda il proprio codice genetico", ha affermato il Generale di Squadra Aerea Giuseppe Bernardis, Capo di Stato Maggiore dell’Aeronautica Militare.

"E’ un onore ospitare nei prossimi mesi un pezzo unico al mondo come questo" spiega il direttore Francesco Reale "ciò attesta quanto il Parco e Museo stia crescendo e diventando un punto di riferimento sempre più importante nel panorama internazionale. Inoltre" – ha detto ancora il direttore – "testimonia la grande sinergia che si è venuta a creare con l’Aeronautica Militare che presenta fuori della sede del museo di Vigna di Valle un proprio velivolo, consolidando così la collaborazione tra pubblico e privato per la diffusione della cultura aeronautica in Italia e nel mondo".

Il Romeo RO 37 è stato il più diffuso velivolo da osservazione aerea italiano nella seconda metà degli anni ‘30. Fu costruito in 621 esemplari per le squadriglie della Regia Aeronautica, prestando servizio su tutti i fronti e in tutte le campagne.

Nel 1937 l’Aeronautica afgana ne acquistò 16 esemplari della versione RO 37bis con motori radiali Piaggio P.IX da 550 cavalli. Il RO 37bis rappresenta anche un pezzo di storia industriale italiana. L’azienda che lo ha costruito, la napoletana Romeo, si è trasformata negli anni sino a divenire l’attuale Alenia Aermacchi


 
 
 
 
 
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100 MILITARI ITALIANI NEL PANTANO LIBICO DELLE FAZIONI CHE SI SPARANO TRA LORO
Domenica, 22 Gennaio 2012
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ROMA- Un centinaio di militari italiani sbarcheranno in Libia per dare vita all'operazione Cirene, di addestramento e consulenza destinata alle forze armate e di sicurezza libiche.

Il problema delle forze regolari sarà quello di dividere ed inquadrare decine di milizie che restano armate e si fronteggiano a Tripoli e nel resto del Paese. Intanto in Cirenaica Orientale è segnalata la presenza di una formazione di 200 unità di al-Qaeda. La nomina del nuovo comandante delle forze armate, il generale in pensione Yousef al-Manqoush , non è stata riconosciuta da molte milizie incluse quelle islamiche e di Zintan e Misurata con il rischio di una guerra civile. Dice il Ministrpo della Difesa:
"Ci accingiamo ad avviare una cooperazione nel settore della sicurezza e della difesa , che curi l'addestramento, lo sminamento, la sorveglianza del territorio e la cessione di mezzi alle forze libiche Il ministro degli Esteri, Giulio Terzi aveva sottolineato che l'Italia "ritiene essenziale puntare alla formazione delle forze di polizia in Libia".

l'operazione Cirene sarà guidata da un colonnello e vedrà impegnati 54 ufficiali e 46 sottufficiali provenienti da diversi reparti e specialità. Si tratterà di istruttori e consglieri militari dell'esercito e forse di aeronautica, marina e carabinieri, conm impiego improntato alla massima flessibilità in base alle esigenze dei libici e alle opportunità che potranno aprirsi. Roma aveva inviato dieci consiglieri ad affiancare il comando militare del Cnt e alcune decine di uomini delle forze speciali direttamente impegnati in prima linea e nell'addestramento dei ribelli.
L'operazione Cirene potrebbe offrire all'Italia qualche vantaggio soprattutto su francesi e britannici che premono da tempo sul Cnt per incassare, anche in termini di commesse militari, i dividendi della vittoria contro Gheddafi.


 
 
 
 
 
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IMMIGRATI IN ITALIA
Domenica, 22 Gennaio 2012
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MILANO. Nei campi rom abusivi (e in quello regolare) di Milano il numero medio di figli per donna è di 2,8. E mentre per la fascia di età dai 15 ai 25 anni le donne rom hanno 1,2 figli, la media sale con l’aumentare dell’età tanto che tra i 36 e 45 anni è di 3,6 figli.

È quanto emerge dallo studio condotto dal Naga su 1.142 persone visitate in 13 campi irregolari e in quello comunale di via Triboniano. I ricercatori sono rimasti sorpresi dal fatto che almeno un terzo delle donne visitate, sopra i 14 anni, ha avuto un’interruzione di gravidanza (volontaria o spontanea) con una media di 3,8 aborti per donna.

PROFUGHI TUNISINI: IL 70% NON MERITA IL PERMESSO DI SOGGIORNO
Il 70% dei 62 mila profughi giunti dal nord Africa nel 2011 l’Italia non concederà il permesso di soggiorno per motivi umanitari. Ben 28mila di questi sono subsahariani, il diniego è dovuto al fatto che non sono fuggiti da persecuzioni né originari di Paesi in conflitto. Erano infatti lavoratori magari in nero a Tripoli e dintorni e sono fuggiti da una guerra che non li riguardava. L’assessore regionale alle politiche sociali Boscagli ha poi confermato che la Lombardia ha accolto finora 3.600 profughi. Uno su cinque è ospite in strutture delle Caritas lombarde.

I profughi dal nord Africa, proprio perché in attesa di asilo politico, per legge non possono lavorare. Stiamo creando una forma di assistenzialismo che sconcerta».