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LA FOLGORE IN PRIMA PAGINA
Sabato, 4 Luglio 2009
by webmaster



PARMA- Anche oggi la Folgore è in prima pagina su tutti i giornali, telegiornali e notiziari. Inutile citarli tutti. E così è ormai da 40 giorni.
Parlano dell'attacco suicida a una nostra pattuglia del 187mo.

E' preoccupante sapere cosa accade ogni giorno in Afganistan per chi ,come noi paracadutisti "maturi" in congedo, vede in quei ragazzi i propri figli, prima che i propri fratelli di Basco.


E vorremmo essere lì.Magari -chissà- uno della redazione a breve potrebbe esserci, a portare il nostro saluto e raccontare la loro azione.

Delle interviste rilasciate ai telegiornali e dalla veloci conversazioni che il nostro webmaster ha avuto con i Comandanti, colpiscono colpiscono la congruità, la lucidità di analisi e la calma che trapela dalle loro parole.

I Generali Bertolini ( capo di stato magiore ISAF) e Castellano ( Comandante del settore west) stanno lavorando in perfetta sinergia con tutti i loro colleghi,anche di altri contingenti, e la Folgore viene additata come esempio di "macchina" efficiente e produttiva.

Lo splendido lavoro del 187mo, el 183mo, del 186mo , dell'8°, del nono regimento e del 185° RRAO appare come una azione costante, ininterrotta,coordinata, sinergica, omogenea, quasi travolgente. Gli insorgenti non se lo aspettavano.

In Afganistan, quindi, c'era bisogno dei Paracadutisti, abituati a uscire dalla basi e andare in profondità in territorio ostile, dove sanno operare in nuclei veloci, in perfetta sincronia, ma autonomi nelle decisioni e-soprattutto- addestrati e lucidi.

I comandanti delle piccole unità sul terreno -marescialli capi o tenenti o capitani- sono perfettamente in sintonia con i propri uomini e con i superiori, con i quali si addestrano in Patria tutto l'anno da molto tempo.

Le reazioni sono sempre state lucide, congrue e risolutive. Dopo ogni assalto si è puntualmente ottenuta la neutralizzazione del centro di fuoco ostile, prima del ripiegamento

Un successo del lavoro di squadra.


Mi è stata riferita la calma di un maresciallo comandante di un piccolo convoglio che, al microfono, veniva informato della partenza di alcuni RPG verso di lui. Con freddezza ha istruito gli uomini, ha reagito al fuoco e ha neutralizzato gli attaccanti. Serena e lucida calma. Ripetutamente. Niente urla,niente agitazione scomposta ma ordini chiari e velocità di reazione.

Solo chi è abituato a farlo, sa come fare.


Da quando la Folgore ha iniziato a rispondere colpo su colpo agli attacchi diretti degli insorgenti , questi sembrano quasi disorientati e stanno cambiando strategia.


Non lo diciamo noi ma il generale Castellano, che ritiene sia in corso un cambiamento, che ha definito "subdolo": ordigni e autobombe invece di azioni dirette, per sfuggire alla superiorità tecnica e militare dei nostri.

Lavorare in pattuglia 10-16 ore al giorno, costretti nel giubbotto antiproiettile, con addosso il life-jacket rifornito al massimo, a 40 gradi di calore, con l'attenzione a mille, non ha diminuito le loro capacità.

Lo dimostra la "RAI"(reazione automatica istintiva), che arriva puntuale e precisa in ogni momento.

I numerosi attentati e assalti a fuoco non li hanno demotivati, anzi.

L'esercito afgano, che la Folgore deve assistere e aiutare a riprendere il controllo della propria terra, ci guarda con rispetto e ammirazione. E loro, credetemi, sono veri guerrieri, che combattono da quando sono nati.

Questa era la strada da percorrere.


Lo aveva capito il Generale Bertolini sin dalla "Nibbio", quando, nel 2003 aveva disorientato anche gli alleati, uscendo dalle basi e agendo in profondità.

Non voglio dimenticare il lavoro "defilato" degli acquisitori obbiettivi e degli incursori del Nono Reggimento , sparpagliati sul terreno e sui monti, proteggono i nostri ragazzi e gli forniscono indicazioni utili. I mortaisti ne sanno qualcosa.

Aviazione e aeronautica lavorano all' unisono. Un'altra pedina di un meccanismo ben addestrato.


I mortaisti dei Reggimenti non potevano far meglio.


Una precisione di fuoco (obbiettivi centrati al primo colpo) che non si inventa ma che si raggiunge con ore e ore di addestramento "in bianco" o a fuoco, in Patria. I risultati sono quelli di essere stati chirurgici nelle reazioni e di non avere mai colpito civili, nonostante gli insorgenti siano sempre a ridosso di villaggi abitati, per farsi scudo.

Un tenente di 27 anni, comandante di una linea di tiro di mortai "Thomson" da 120mm, del 186mo ha detto a un giornalista, durante un attacco: "sparare adesso un colpo verso la sorgente di fuoco sarebbe inutile. Procurerebbe solo danni al villaggio senza risultati. Rimandiamo l'azione. Probabilmente gli insorgenti si stanno già spostanto".

Saggezza,conoscenza dei propri mezzi, calma e autonomia decisionale. La Folgore, insomma.


A tutti i liveli, dal caporalmaggiore capo macchina al Generale.

La nostra azione appare così efficace perchè è forte, serena, ragionata, fatta in profondità e condotta da Ufficiali che conoscono i propri uomini e da uomini che conoscono i propri ufficiali.

Noi lo sappiamo bene: non è fortuna, non è un caso.

Gli equipaggiamenti sono adeguati

Tutti coloro con cui abbiamo parlato, dal paracadutista al Generale, hanno definito adeguati e in alcuni casi eccellenti ( LINCE, BUFFALO, PREDATOR, MANGUSTA) gli equipaggimenti e i mezzi a disposizione. La Difesa, lo SMD e lo SME non fano mancare nulla a chi è impegnato in questa missione.

Una volta, lo sapete, si tendeva a fare "molta resa con poca spesa". Da qualche anno a questa parte i vertici delle Forze Armate si sono guadagnati l' attenzione dei Governi a colpi di sacrifici degli uomini e di successi internazionali.





Complimenti a tutti.
Siamo orgogliosi di Voi.



 
 
 
 
 
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DUE PARACADUTISTI FERITI LIEVI PER ATTACCO SUICIDA. LINCE RIBALTATO
Venerdì, 3 Luglio 2009
by webmaster

*****ULTIM'ORA****



FARAH- ore 11 locali- due paracadutisti italiani del 187mo sono stati leggermente fweriti in seguito ad un attacco suicida. Uno all'orecchio l'altro alla bocca, in seguito al ribaltamento del Lince che -come sempre- ha resistito all'esplosione, salvando la vita dei nostri ragazzi.

Ecco la versione di una fonte militare:

«A 20 chilometri da Farah, c’è stato un attacco a un nostro mezzo Lince. Lo scontro è avvenuto al termine dell'operazione condotta dalle nostre forze armate , che hanno agito nell aloro zona contemporaneamente a quelle americane nel cui ambito un gruppo di insorti è stato catturato nelle ultime 24 ore nella Valle di Musahi, 35 chilometri a sud di Kabul, in un’operazione congiunta compiuta dai militari italiani della Folgore e dai soldati dell’esercito afgano".

Durante l’intervento delle truppe della Folgore e dell'esercito afgano è stato sequestrato un buon quantitativo di armi portatili.

I combattenti arrestati sarebbero tra i responsabili di molti degli attacchi compiuti nella zona contro i soldati italiani.



 
 
 
 
 
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AFGHANISTAN: ESERCITO AFGANO E 186° PARACADUTISTI FOLGORE RICONQUISTANO UNA AMPIA FETTA DI TERRITORIO E CATTURANO AUTORI DI ATTENTATI
Venerdì, 3 Luglio 2009
by webmaster




LA FOLGORE IN AZIONE NELLA VALLE DEL MUSHAI INSIEME ALL'ESERCITO AFGANO. CATTURATI GLI AUTORI DI ATTENTATI CONTRO LE PATTUGLIE.

Azioni concomitanti a quelle dei marines nella zona sud.




Kabul, 03 luglio 2009.E’ terminata nella notte a circa 35 km a sud di Kabul una operazione congiunta tra paracadutisti del 186 reggimento della “Folgore” e militari dell’Esercito afghano volta a contrastare la pericolosa presenza di insorti nell’area a danno della popolazione locale.

Iniziata alle ore 4 del 2 luglio, l’operazione, che ha visto impegnati circa 600 militari tra italiani e afghani, ha permesso la cattura di un gruppo di insorti presenti nel distretto di Musahi da parte dei militari locali, oltre al sequestro di armi portatili. A tali insorti, ora sotto custodia delle autorita’ afghane, sarebbero da attribuire molti degli attacchi verificatisi ultimamente contro le nostre unita’.

All’inizio dell’operazione, inoltre, un secondo gruppo di insorti ha abbandonato le sue posizioni nell’area, cercando rifugio in una provincia limitrofa.

Grazie al controllo dell’area assicurato dalle nostre unita’ preposizionate in punti appositamente scelti, e’ stato possibile individuarne e segnalarne la direzione verso l’area di responsabilita’ di un altro Contingente di ISAF.

L’operazione, che mirava al consolidamento della sicurezza nell’area sotto il controllo dei paracadutisti italiani e dell’Esercito afghano, ha avuto pieno successo ed è stata accolta con favore dalla popolazione e dai locali capi villaggio.

cortesia:

Matteo Mineo
Portavoce C.te Italfor XX - Kabul
Camp Invicta
Jalalabad road -Kabul



 
 
 
 
 
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NOTIZIE DALLA MARINA
Venerdì, 3 Luglio 2009
by webmaster

Roma, 03 luglio 2009

Il pattugliatore "Borsini" partecipa alla missione dell'Unione Europea
contro la pirateria



Domani 4 luglio il pattugliatore Comandante Borsini della Marina Militare entrerà a far parte dell'operazione EU NAVFOR ATALANTA , l'operazione guidata dall'Unione Europea per contrastare il fenomeno della pirateria nell'Oceano Indiano.

Il Borsini, partito da Augusta il 26 maggio scorso per scortare fino ad Umm Qasr (Iraq) il pattugliatore Fatah (Vittoria), il primo pattugliatore costruito in Italia per la marina irachena, rimarrà in zona di operazioni fino al prossimo
agosto.

L'operazione ATALANTA è una missione militare UE che ha preso il via nel dicembre 2008 in accordo alle Risoluzioni del Consiglio di Sicurezza delle Nazioni Unite 1814, 1816 e 1838 per contribuire alla deterrenza e alla repressione degli atti di pirateria al largo delle coste somale.

Il dispositivo aeronavale è al comando del Capitano di Vascello Garat
Caramé, della marina spagnola, imbarcato sulla fregata Marques De La
Ensenada. Il dispositivo coinvolge unità navali britanniche, francesi,
olandesi, greche, tedesche, svedesi e spagnole.

La Marina Militare, oltre al Borsini, è presente nel Corno d'Africa con tre unità navali: la fregata Maestrale , anch'essa inserita nella missione Atalanta; la fregata Libeccio
, facente parte del Gruppo
navale NATO SNMG2
e la nave anfibia San Giorgio

Il pattugliatore Comandante Borsini, al comando del Capitano di Fregata Angelo Bianchi, dispone di un equipaggio di 78 marinai e di un elicottero AB 212.

 
 
 
 
 
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NOTIZIA DAGLI ALPINI PARACADUTISTI RANGERS
Venerdì, 3 Luglio 2009
by webmaster


Cervinia, 5 luglio 2009. Come da tradizione consolidata da oltre 50 anni nel primo fine settimana di luglio avrà luogo la commemorazione dei reduci del pluridecorato Battaglione sciatori “Monte Cervino”.

Come da tradizione il 4° reggimento alpini paracadutisti parteciperà alla cerimonia che avrà luogo alle pendici del Monte Cervino.
Quest’anno, prima della Santa Messa, avrà luogo la cerimonia di assunzione del comando del Battaglione da parte del Maggiore Massimo DAVES.


Il Magg. DAVES riceverà il Comando dal Tenente Colonnello Giuseppe MONTALTO, che dal novembre 2008 ricopre anche l’incarico di Comandante di Reggimento.

Per il Magg. DAVES, già effettivo al 4° reggimento alpini paracadutisti con l’incarico di Ufficiale addetto alle operazioni e all’addestramento del battaglione e prima ancora come Comandante di compagnia ranger, questo incarico rappresenta la conferma delle eccezionali doti professionali ed umane dimostrate negli oltre 10 anni di permanenza al Reparto.

A lui vanno i nostri migliori auguri per la nuova avventura che sta per iniziare.

PROGRAMMA DI MASSIMA
ore 09.30 Ammassamento presso il parcheggio Breithorn di Breuil - Cervinia da parte del picchetto armato.
ore 10.00 Inizio sfilata per le vie di Breuil-Cervinia.
ore 11.00 Cerimonia dell’alzabandiera.
ore 11.15 Lancio di paracadutisti presso la Chiesetta dei Reduci in Breuil-Cervinia. A seguire cerimonia di assunzione del comando di Battaglione da parte del Magg. Massimo DAVES.
ore 11.30 Cerimonia e celebrazione della Santa Messa al campo presso la Chiesetta dei Reduci in Breuil-Cervinia.





 
 
 
 
 
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E' AFFIDATA AL CAPO DEL C.O.I. - GEN C.A. VALOTTO- LA GESTIONE DEL DISPOSITIVO MILITARE A PROTEZIONE DEL G8. IERI IN VISITA A L'AQUILA
Venerdì, 3 Luglio 2009
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IlGen. C.A. Giuseppe Valotto incontra il Gen. D.A. Tommaso Ferro al posto comando delle F.A. per l'operazione GIOTTO_2009






Il Generale Valotto visita il Comando della "Giotto 2009"



Il generale C.A. Giuseppe Valotto, Comandante del Comando Operativo di
vertice Interforze (COI), si è recato presso il Comando della "Giotto 2009",l'operazione militare interforze che partecipa alla realizzazione del dispositivo di sicurezza e all'organizzazione logistica del Vertice G8, intermini di concorso per il trasporto delle delegazioni con mezzi aerei e terrestri e di supporto sanitario.

Accolto dal Gen. D.A. Tommaso Ferro, Comandante della Forza, il Generale Valotto ha visitato la struttura campale, i diversi dispositivi di comando e controllo istallati e ricevuto un briefing sull'andamento delle attività.

Le attività della "Giotto 2009" sono il contributo della Difesa all'evento, coordinato dal Centro Decisionale Interministeriale di Coppito (AQ), dove opera il Comandante del COI, in qualità di rappresentante della Difesa.

Il COI ha pianificato l'operazione la cui condotta è assicurata per il tramite del comando campale appena schierato all'interno della sede del 9° Alpini, reparto che, unitamente al 33° reggimento artiglieria, è intervenuto in soccorso alla popolazione abruzzese, sin dalle prime ore successive al sisma del 6 aprile.



Il Gen. Valotto, prima della visita, ha preso parte alla cerimonia
d'inaugurazione dell'aeroporto di Preturo, alla presenza del Presidente del Consiglio dei Ministri, dei vertici della Protezione Civile, delle locali autorità istituzionali ed i rappresentanti delle articolazioni militari che hanno fortemente contribuito al potenziamento dell'aeroporto.

sotto: Il Presidente Berlusconi tra le Forze Armate alla cerimonia di inaugurazione dell'aeroporto di Preturo

Il Gen. C.A. Giuseppe Valotto alla cerimonia di inaugurazione dell'aeroporto di Preturo2



 
 
 
 
 
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PROCESSO PER LA STRAGE DI NASSIRYA: IL COLONNELLO PARACADUTISTA DI PAULI INIZIA LA SUA DIFESA IN AULA
Venerdì, 3 Luglio 2009
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ROMA- E’ entrato nel vivo ieri il processo al colonnello dei carabinieri Georg Di Pauli, originaio di Caldaro, per presunte responsabilità per la strage di Nassiriya, in Iraq, che il 12 novembre 2003 costò la vita a 19 italiani, tra militari e civili, presenti nella base «Maestrale», quartier generale dei carabinieri devastato da un attentato suicida.

Il colonnello dei carabinieri paracadutisti, che non ha scelto il patteggiamento nè il rito abbreviato, al contrario di alcuni coimputati, è accusato di non aver disposto una protezione adeguata della base italiana.

L’imputazione parla di «distruzione colposa di opere militari» per non aver innalzato la protezione della base nonostante le notizie «sempre più crescenti, dettagliate e diffuse di imminenti attentati» e per avere sottovalutato il «livello di rischio connesso alla minaccia concretamente esistente» di attacchi con mezzi carichi di esplosivo.

L’avvocato difensore David Brunelli ha chiesto ieri la deposizione di circa 300 testimoni.

Il tribunale si è riservato di decidere sulla loro ammissibilità volta per volta. Come detto il processo, cominciato lo scorso 12 marzo e subito rinviato, ieri è entrato nel vivo con le deposizioni dei primi testi a cominciare dal colonnello del Ros Luigi Arnaldo Cieri, che svolse le indagini sull’attentato.

L’ufficiale ha definito la tragedia di Nassiriya «l’11 settembre italiano». Cieri ha ricostruito anche la dinamica dell’attentati, affermando tra l’altro che l’autocisterna carica di esplosivo (con a bordo i due attentatori suicidi) proveniva da uno dei ponti sull’Eufrate ed è riuscita a raggiungere senza difficoltà l’ingresso carraio della base, dove è saltata in aria.


Di Pauli, comandante del reggimento Carabinieri che aveva una delle sue sedi proprio a Base Maestrale, venne rinviato a giudizio lo scorso 20 dicembre.

Lo stesso giorno il Gup militare condannò a due anni di reclusione il generale Bruno Stano e assolse il generale Vincenzo Lops, entrambi dell’Esercito, i due comandanti della missione Antica Babilonia che si erano avvicendati in Iraq.


Il terrorista accusato di essere l’ideatore dell’attentato suicida venne in seguito giustiziato in Iraq.

Si tratta di Abu Omar Al Kurdi che dopo essere stato arrestato dall’esercito americano confessò di essere stato l’ideatore di un’altra trentina di stragi.

Al Kurdi fu interrogato, nell’estate 2006, dai pubblici ministeri romani in collegamento in videoconferenza. In quell’occasione il terrorista, già luogotenente di Abu Musab Al Zarqawi, confessò di aver preparato il camion pieno di esplosivo che piombò sulla base italiana «Maestrale» sottolineando che quell’ attacco rientrava in un’ottica di aggressione alle «truppe occupanti dell’ Iraq».

Le valutazioni successive portarono a ritenere che la sede dove dormiva il nostro contingente non era sicura perchè non era stata progettata in maniera adeguata. Quello era di fatto un caposaldo in un territorio accessibile al nemico. Un caposaldo di solito è recintato da un fossato, profondo quanto basta perché i mezzi del nemico non lo possano scavalcare. In tempo di guerra, per mezzi del nemico s’intendono i carri armati. In una situazione di guerriglia, com’era quella di Nassiriya, si dovevano intendere le auto o i camion carichi di esplosivo, lanciati a tutta velocità , sotto la guida di uomini votati alla morte.


 
 
 
 
 
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RASSEGNA STAMPA: IL GIORNALE DEL 3 LULGIO 2009
Venerdì, 3 Luglio 2009
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IL GIORNALE del 3 LUGLIO 2009
Vi racconto l’assalto finale dei marine ai talebani
di Luciano Gulli

Le forze Usa lanciano in Afghanistan la più grande offensiva dai tempi del Vietnam: 4mila militari all’attacco Gli islamici rapiscono un soldato americano. Si muovono anche gli italiani. E, con loro, il nostro inviato


nostro inviato a Kabul

Nelle palazzine color sabbia della vecchia caserma di epoca sovietica, dove sono acquartierati i ragazzi del 186°, non si dorme mai molto. Il pericolo, l’attacco improvviso, l’emergenza bruciante sono il pane e il companatico del 186°. Qui, in fondo alla Desperado Highway, in questa abbacinante trappola perennemente ingolfata di vento in cui siamo venuti a cacciarci, un attacco del nemico è più che possibile, ci aveva spiegato all’arrivo il capitano Alessandro Costagliola, responsabile della sicurezza a Camp Invicta.
Però è difficile, dopo una serata passata in allegria all’oratorio di don Salvatore Nicotra, il cappellano militare, pensare al subbuglio improvviso, a ordini brucianti gridati nella notte, a tenenti che entrano nelle camerate accendendo le luci e tirando i ragazzi giù dalle brande. Don Salvatore aveva offerto pizza e birra. Poi erano state chiacchiere e chiacchiere, inframmezzate da dei gran «Ti ricordi?» fra i giornalisti di lungo corso presenti e i ragazzi in mimetica che si sono fatti la Somalia, la Bosnia e il Kosovo.

Alle 2 del mattino si erano messi in moto gli americani. Quattromila marines, 650 ex mujaheddin che si stanno lentamente abituando a vestire la divisa dell’esercito afghano e 50 aeroplani. L’operazione più seria dai tempi del Vietnam, dicono. Noi, a seguire. «Ex Abrupto» si chiama l’operazione dei nostri baschi rossi. Cento paracadutisti del 186° in appoggio a 500 soldati afghani e a 100 poliziotti. Un rastrellamento a pettine fitto, una specie di prova d’orchestra guidata dagli americani.

A Sud, nella provincia di Helmand, nella regione di Kandahar cara al mullah Omar, il «comandante dei fedeli» talebani, c’è fermento da un pezzo. Mercoledì pomeriggio, conferma Londra, gli uomini del Grande Turbante hanno ammazzato due soldati del I battaglione «Wales».

Ma il colpo grosso, gli «studenti della legge» l’avevano messo a segno il giorno prima, martedì, catturando un soldato americano.

Propaganda? No. Parrebbe di no. Il capo talebano Bahram, uno che milita sotto la cupola del capo mandamento Aqqani, facendosi vivo dall’area di Khost, annuncia la «lieta novella» alla sua gente in armi. «Uno dei nostri luogotenenti sul campo, il malaui Sangin, ha catturato un soldato americano e tre militari afghani nel distretto di Yusuf Khail, nella provincia di Paktia». Il portavoce militare Usa, Elizabeth Mathias, conferma, a denti stretti. «Un soldato - dice laconico, senza rivelare né il nome né il grado - manca all’appello da martedì».

Ma non sono i due morti inglesi, e neppure - posto che venga confermato - il rapimento del soldato americano (che fa pensare alla analoga sorte toccata al soldato israeliano Gilad Shalit) ad aver fatto scattare la massiccia operazione decisa dal generale Usa Stanley Mc Chrystal, il nuovo comandante in capo della coalizione.

La batosta era nell’aria da un pezzo. Creare dei «box» di qualche decina di chilometri quadrati, all’interno dei quali i marines hanno il mandato di cercare e distruggere il nemico, senza troppi complimenti, evidentemente non basta più. O funziona poco. Ora si volta pagina. Si pesca «a strascico». E se i pesci scappano, c’è pronto un altro «peschereccio», con la sua rete di fondo, che sta muovendo loro incontro.

Noi siamo quel «peschereccio». Gli americani da Sud, ben addentro alla valle di Musahi, ma in una zona che esula dalla competenza italiana. Noi, giù dal forte «Sterzing», il nostro posto di osservazione avanzato nella stessa cruciale area. In piena notte, a fari spenti, i visori notturni montati sull’elmetto calati sugli occhi. «Khanjar», colpo di spada, è il nome in codice dell’operazione a guida americana.

Un’operazione, dice un portavoce dello staff Usa, «tipica della filosofia del generale Mc Chrystal. Non si va per catturare nemici. Si va per starci. Il successo lo si vede dal numero di afghani posti sotto protezione, e non dal numero degli insorti uccisi».
A metà pomeriggio, il colonnello Aldo Zizzo, comandante del 186°, comunica che nella nostra rete sono finiti due talebani. «Non abbiamo sparato un colpo. Ma in questo momento non posso dire niente di più. L’operazione è ancora in corso».

Nella controra, nei viali di Camp Invicta si vede solo il «sindaco» della base, il luogotenente Raffaele Cappai (è lui che provvede all’acquartieramento dei soldati e degli ospiti) che va zigzagando con la sua bicicletta di fabbricazione cinese.

Sulla targa c’è scritto: «E vai!». Tutti gli altri sono sul chi vive, ciascuno impegnato nella sua «attività». È quando cala la notte che la tensione risale. Però sappiamo che fare, in caso di attacco. La sirena suonerà per due minuti, nel peggiore dei casi, dice il capitano Costagliola. E qual è il peggiore dei casi? «Un attacco con razzi, bombe e armi pesanti».


 
 
 
 
 
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2 LUGLIO 1993: A LIVORNO LA BRIGATA HA RICORDATO I SUOI CADUTI E QUELLI DELLA OPERAZIONE IBIS
Venerdì, 3 Luglio 2009
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il gen Loi legge la Preghiera del Paracadutista, tra la commozione dei presenti




di Paolo Frediani


LIVORNO- Come da programma, presso la Caserma Ruspoli, sede del Comando Brigata Paracadutisti "Folgore", alle ore 10.00 di oggi, si è tenuta la commemorazione dei Caduti nelle Missioni in sostegno della Pace. Alla presenza delle Autorità Civili e Militari della città labronica e del Comandante del Contingente dell'epoca, Gen. Bruno Loi, sono stati resi gli Onori ai Caduti e successivamente la S. Messa concelebrata da Padre Vincenzo, Cappellano della Folgore e da Padre Luca, Parroco di Montenero.
"E' facile esporre la bandiera arcobaleno alla finestra", ha esordito il nostro Cappellano," Ieri ero al Celio e ho portato la solidarietà ai nostri feriti". "Andare di persona in quei contesti, costruire ospedali, mense,scuole e sottostare a gravi attentati, è quello che fanno egregiamente i nostri paracadutisti, troppo facile dichiararsi pacifisti".
Il Comandante del Distaccamento Folgore, Col. Renato Perrotti, ha avuto parole di ringraziamento verso il Gen. Loi per quanto compì in Somalia e per la libertà di iniziativa che diede ai suoi subalterni in quella dolorosa giornata di 16 anni. Tale permesso, anche se causò la ricezione di qualche sassata e sputi in più, certamente risparmiò tante vite umane.
Successivamente la Preghiera del Paracadutista, letta dal Comandante Loi, ha lasciato in tutti i presenti, giovani e non più giovani, la consapevolezza che tutti i militari sono spinti da un destino più forte di loro, uomini che senza storie strabilianti, soffrono e muoiono per la Patria.

TUTTE LE FOTO



 
 
 
 
 
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IL 2 LUGLIO DEL 1993 E I CADUTI DELLA OPERAZIONE IBIS RICORDATI A HERAT
Giovedì, 2 Luglio 2009
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Herat- 2 luglio 2009 - ore 18.30: Il cappellano del contingente all'Elevazione dell'Eucarestia, in ricordo dei Caduti di Somalia




HERAT- Anche in Afghanistan la Folgore ha ricordato i Caduti della operazione Ibis in Somalia. Il Generale Castellano gli ha voluto rendere omaggio con i suoi uomini nella cappella del campo.

Alle 18,30 ( le 16,30 in Italia) il cappellano del contingente ha celebrato una Santa Messa in loro suffragio, presenti i comandanti delle Unità, tranne quelli negli avamposti.

In chiesa anche il Vice Comandante, col Gianmarinaro ed il Colonnello Brandonisio, comandante del PRT.

Una cerimonia sobria, chiusa dalla preghiera del paracadutista, letta dal m.llo Liscito e da una breve rievocazione che il Generale Castellano ha fatto dei tragici fatti.

La Folgore non dimentica, nè in Italia, nè in Missione.


Foto: cortesia P.I.O. Herat






 
 
 
 
 
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VISITA DELLE NAZIONI UNITE AL COMANDO IITALIANO IN LIBANO
Giovedì, 2 Luglio 2009
by webmaster


Importante visita dell’Assistente del Segretario Generale delle Nazioni Unite, Mr. SOON-HONG CHOI, al Comando Joint Task Force “ Lebanon “ - Sector West, su base 132^ Brigata Corazzata “Ariete”.
L’illustre ospite è stato ricevuto dal Comandante, Gen. B. Carmelo DE CICCO, ed ha assistito ad un briefing sulla situazione operativa del Teatro e sull’organizzazione delle comunicazioni del Contingente UNIFIL a guida italiana nel Sud del Libano.
Mr. SOON-HONG CHOI, visibilmente soddisfatto dell’esito della visita, ha dato atto al Generale Carmelo DE CICCO del prezioso contributo reso per la stabilità e la pace nell’area, in ossequio alla Risoluzione 1701 dell’ONU. Inoltre, Mr. SOON-HONG CHOI è rimasto colpito dalla storia e dallo spirito di Corpo che caratterizza l’”ARIETE”; egli ha concluso la sua visita affermando”di essere orgoglioso di aver conosciuto l’“Ariete”, il cui glorioso passato e gli atti eroici che l’hanno vista protagonista riecheggiano ancora oggi in ambito Internazionale”.
.

Cellula Pubblica Informazione
Col. Giuseppe Perrone

 
 
 
 
 
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CHIAMATA STRAORDINARIA
Giovedì, 2 Luglio 2009
by webmaster


Riceviamo la seguente richiesta urgente da Navelli





Per esigenze G8,
da oggi fino al 15-07 Urge più personale al campo per i servizi ordinari e straordinari

Chiamata generale!!
Per favore contattate il cell.di servizio 338 21 21 268
per ottenere l'inserimento negli elenchi ( obbligatori) degli arrivi.

Non partite senza il contatto e la conferma


I nominativi vanno filtrati nel database del COM6.

Senza questa procedura si rischia di essere respinti ai primi posti di blocco.



 
 
 
 
 
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CONCERTO DEI CONGEDATI DELLA FOLGORE
Giovedì, 2 Luglio 2009
by webmaster



PARMA- Le adesioni sono state talmente numerose, che il concerto offerto dai congedati della Banda Musicale della Folgore è stato spostato nella piazza principale del paese di BIENTINA.

Ecco il comunicato che corregge il precedente invito:

I paracadutisti congedati della Banda Musicale Folgore in occasione del loro primo raduno, hanno il piacere di invitare la S.V. e consorte al concerto che si terrà


Sabato 4 Luglio 2009 alle ore 20:45 nella piazza Vittorio Emanuele di Bientina.





in rappresentanza dei paracadutisti congedati della
Banda Musicale Folgore
par Christian Pegoraro

 
 
 
 
 
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RASSEGNA STAMPA
Giovedì, 2 Luglio 2009
by webmaster



QUOTIDIANO NAZIONALE del 2 Luglio 2009

FORTINO STERZING (Valle di Musahi a sud di Kabul) — A CAMP INVICTA il caporal maggiore Luca Arenare, 25 anni, di Altavilla Silentina mi indica con un sorriso impercettibilmente imbarazzato una cassettina di metallo: «Quella è una novità, quando te la chiedo, passamela in fretta». Luca è l’addetto alla mitragliatrice Mg 42/59 capace di vomitare 1200 colpi al minuto. A quei ritmi scotta. Per toccarla servono speciali guanti neri con strisce di cuoio. Da quando sono qui, assieme al caporal maggiore scelto Francesco Gatto, 27, di Termini Imprese, il conducente del mezzo, Luca, è diventato la mia famiglia.
E il ‘Lince’ è il metallico surrogato della casa, sette tonnellate, porte da 180 chili. Sono le 22 e 40. Si levano le ancore per il ‘Fortino’, in inglese Forward Operational Base, ribattezzato dagli alpini ‘Sterzing’, ossia Vipiteno, una fortezza Bastiani affogata nel nulla della Valle di Musahi, 30 chilometri a sud della capitale. Ci precede un warning arrivato al 186° reggimento della Brigata Folgore: «Possibili attacchi a check point di 40 uomini guidati dal Comandante Darwish, fonte di basso livello».
Nella vallata, dal 2006, sono morti cinque militari italiani. Solo negli ultimi 45 giorni le pattuglie sono state attaccate tre volte, e si è riusciti a scovare una mina artigianale (Ied, in acronimo inglese) su una strada. Al punto ‘Lince 1’, scambi di colpi di fanali con la polizia afgana, due interrogativi dei poliziotti, quattro di risposta. Si spegne ogni luce, anche quelle di guerra, salvo i nostri stop che si arrenderanno solo a un interruttore generale dopo diversi minuti. E’ il momento dei visori notturni, delle camere termiche che rivelano in nero le sagome umane e che sanno distinguere fra un mitra e una zappa.
A complicare la situazione contribuisce un’antica abitudine dei contadini di Musahi. Lavorano di notte, i più evoluti con lucette applicate alla fronte, gli altri con lumi a petrolio. Estraggono grano, cipolle, patate da una terra grama e taccagna.

MEZZ’ORA per 4 chilometri di sobbalzi su una strada sterrata, giubbotti antiproiettile ed elmetti indossati, cinghie che ti inchiodano al sedile. Incrociamo altri due ‘Lince’, fiancheggiamo il muro di una scuola. Sterzing è un fort Apache difeso da file interminabili di Hesco bastion, alti contenitori in rete d’acciaio pieni di terra e di cemento, un’atmosfera da guerra di posizione 1915-18.
Mezzanotte è passata da cinque minuti. Da lontano violentano il silenzio tre esplosioni seguite dai sibili di tre razzi. Ci sospingono concitati nella sala mensa, un bunker perché ha gli ‘hesco’ e del cemento sul tetto. Uno spiritosone l’ha ribattezzata McMusahi, chiara allusione all’imperante McDonalds. A cena avevano servito pasta all’Osama (con gamberetti). I mortaisti armeggiano a una granata illuminante destinata a un pezzo montato su ruote. I colpi avrebbero mancato, per 500 metri, il Distretto di polizia di Musahi, a un chilometro e mezzo da ‘Sterzing’. All’una e mezzo, ancora voci eccitate, altri fischi sinistramente vicini ci sospingono nel bunker adibito a sala di calcolo per i mortai. Un secondo pezzo viene caricato dagli italiani con un colpo più pesante e distruttivo, un proiettile da 120 millimetri H.E., che sta per altamente esplosivo. Ancora ore di attesa. Ma alle 4 l’ufficiale al comando, il tenente Salvatore Piazza, palermitano, 27 anni, decide che non se ne fa nulla, dando prova di senso di misura e di granitico equilibrio.

VENTI uomini, 4 pattuglie, stanno scandagliando la notte. Dal posto di osservazione numero 4 hanno stabilito che i colpi venivano dal villaggio di Suryawun, otto chilometri a sud, al confine con la provincia del Logar, e che le rampe di lancio, forse in semplice terra, erano molto vicine alle case. Due razzi sono precipitati a est dell’edificio della polizia, due a sud, un paio ha sorvolato una cresta a nord della palazzina. «Non c’era più pericolo per gli afgani né per noi. Né eravamo sicuri del fatto che chi ha tirato fosse ancora lì», spiega Piazza. Potevano essere razzi cinesi da 107 millimetri attivati con normali sveglie che danno agli artificieri tutto il tempo di fuggire.
Alle 5 e 30 i genieri della Folgore vanno a recuperare gli eventuali resti. ‘Sterzing’ si ridesta. E ci racconta quello che non avevamo visto nelle tenebre. Sui muri di Hescobastion sono allineate mitragliatrici Mg e Browning e lanciarazzi a raffica automatica coperti da un telo per proteggerli dal caldo. Dal Logar i talebani tentano di infiltrarsi più a nord nella valle di Musahi che porta dritta a Kabul. Pare che li infastidisca molto, oltre a ‘Sterzing’, una base impiantata dall’esercito afgano a Charasiab.
Alle 10 il fortino italiano riceve visite. Sono gli americani del Secondo Battaglione del 121° reggimento della Guardia nazionale della Georgia. Un sergente sussurra che molti sul teatro afgano «vogliono raffermarsi». «In patria — ammette con una punta di vergogna — le famiglie non hanno nemmeno gli occhi per piangere”. Su un hescobastion è appeso, in perfetto contrasto, il motto, in stile antidepressivo Folgore doc, inventato dall’aiutante della prima compagnia di manovra: «Se il destino è contro di noi, peggio per lui».


dall’inviato LORENZO BIANCHI

 
 
 
 
 
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RASSEGNA STAMPA
Giovedì, 2 Luglio 2009
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LA STAMPA del 2 Luglio 2009
MOSSI.DOPO L’INCIDENTE DEL PIPER


I cieli di Novi riaprono ai parà
“Da settembre i nuovi corsi”


[FIRMA]GINO FORTUNATO
NOVI LIGURE
I paracadutisti sono tornati a lanciarsi nei cieli di Novi, a tre anni esatti di distanza dall’incidente che fermò completamente la loro attività al Mossi. Sabato e domenica scorsi sono stati effettuati i primi lanci, grazie al nuovo aereo acquistato dalla scuola nazionale di paracadutismo di Novi che fa capo all’Anpdi, in sostituzione del Piper che planò sulla fusoliera nel giugno del 2006 senza il carrello, rimasto bloccato. Fu un atterraggio di fortuna e solo per miracolo non ci furono vittime, grazie alle abili manovre del pilota.
«Abbiamo comprato un "Cessna 206" in ottime condizioni a San Marino ed è di fabbricazione tedesca», spiega il presidente del club dei paracadutisti di Novi, Gianni Bartoletti. «Possiede caratteristiche», prosegue Bartoletti, «che limitano fortemente l’impatto ambientale poiché non è assolutamente rumoroso in quanto dotato di elica e marmitta silenziate. Per il momento effettueremo lanci di "rodaggio" e di "riaggiornamento", proprio per provare l’aereo e pensiamo di continuare per tutta l’estate, salvo la prevista sospensione nella parte centrale di agosto. L’attività comunque possiamo considerarla ripresa a tutti gli effetti dallo scorso fine settimana. Era tempo che i cieli di Novi accogliessero nuovamente i nostri variopinti paracadute e presto organizzeremo nuovamente i corsi di lancio aperti a tutti. Abbiamo firmato una convenzione col Ministero della Difesa, per quanto concerne i corsi per l’assegnazione dei brevetti militari e per la scuola di paracadutismo moderno. Effettuiamo anche lanci in tandem, quindi con il passeggero appeso insieme all'istruttore sotto lo stesso paracadute, molto più grande di quello usuale. Inoltre torneremo anche con i corsi di paracadutismo moderno all’inizio dell’autunno. Per la città è importante il ritorno a pieno ritmo della nostra attività, insieme a quella che già svolgono gli altri due club di volo a vela e aero - turismo. Questo per evitare pericolose tentazioni di speculazioni edilizie».
Il riferimento di Bartoletti è verso recenti voci che hanno chiesto lo spostamento delle attività dell’"Air match" e dell’aeroclub "Padova" sull’aviosuperficie di Francavilla. Ipotesi che non trova d’accordo i soci e i frequentatori del Mossi, che oltre che dalla provincia alessandrina provengono prevalentemente da tutto il Piemonte, Liguria e Lombardia.


MESSAGGERO VENETO del 2 Luglio 2009

Pagina 6 - Udine Paracadutismo: un nuovo centro a Campoformido
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CAMPOFORMIDO. Per provare a volare c’è ancora tempo, ma intanto i bambini della scuola d’infanzia di Gonars hanno preso confidenza con il paracadute, facendo visita nei giorni scorsi alla neo costituita associazione sportiva UpnGO, unico centro di paracadutismo operante in Regione presso l’aeroporto di Campoformido. «L’entusiasmo e la curiosità classica dei bambini di quell’età si è amplificata – ha detto Michele Visentin, responsabile del centro – quando hanno potuto toccare con mano quello "strano pezzo di stoffa che permette a un uomo di volare come una farfalla....". Hanno condiviso con noi le fasi di ripiegamento di un paracadute, alcuni video sulle diverse discipline del paracadutismo e sono stati spettatori di un lancio vero e proprio. Tra i bambini c’era ovviamente già l’esperto di aerei e chi sapeva tutto su come si ripiega un paracadute». Se lo scopo di questa piacevole gita per la scuola d’infanzia di Gonars era quella di conoscere le diverse forme di volo, per UpnGO si è trattato dell’ennesima occasione di avvicinare più persone al mondo del paracadutismo


 
 
 
 
 
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LUCCA: il Ten Col Biondi PARLERA' DELLA PRESENZA MILITARE IN CITTA' IN OCASIONE DEL'ANNIVERSARIO DELLA CAVALERIA
Giovedì, 2 Luglio 2009
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LUCCA- SABATO 4 Luglio- ore 10.30 - Palazzo Ducale.

Convegno per il 150° anniversario della costituzione del «Reggimento cavalleggeri Lucca», organizzato dall'Unione nazionale ufficiali in congedo d'Italia, sezione di Lucca.

Il convegno è propedeutico alla più grande manifestazione che l'Unuci intende organizzare per il 2010, anniversario della consegna della bandiera di guerra, ricamata dalle donne di Lucca ed orgogliosamente offerta ai cavalleggeri, quale apprezzamento della loro presenza nella città.


Al convegno di sabato, dopo la presentazione del generale Cesare Pucci, interverrà tra gli ospiti anche il Ten.Col. Vittorio Biondi della Brigata Folgore, che parlerà della lunga tradizione militare della città, toccando anche le più recenti qualificate presenze : La Compagnia Genio Pionieri/Guastatori Paracadutisti della "FOLGORE", che aveva sede nella caserma LORENZINI a Lucca, meglio conosciuta dai lucchesi come il Quartiere Cavalleria.






Il convegno nasce dal lavoro del tenente in congedo Bruno Giannoni, delegato alle rievocazioni storiche all'interno dell'Unuci, che ha scritto l'omonimo libro, frutto di pazienti ricerche d'archivio, viaggi e contatti con l'archivio storico del Ministero della Difesa. Il libro, di cui si avrà la pubblicazione per i tipi della Maria Pacini Fazzi Editore, oltre alla storia del Cavalleggeri Lucca, reggimento che fu presente nella nostra città dal 1859 al 1909, raccoglie numerose documentazioni fotografiche, lettere, cartoline ed altro materiale didascalico che illustra in modo completo la vita del reparto e la sua storia, fino al suo definitivo scioglimento, dopo aver preso parte alla difesa di Roma, nel 1943. Nel libro, la cui prefazione è del generale Rodolfo Puletti, è raccontata la storia del glorioso reggimento e del suo rapporto privilegiato con la nostra città, la sua partecipazione alla guerra di Libia, alla Grande Guerra, alle numerose battaglie che lo videro protagonista.

 
 
 
 
 
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STATISTICHE DEL MESE DI GIUGNO 2009
Mercoledì, 1 Luglio 2009
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... e quelle dello stesso periodo 2008



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Grazie a tutti!!!!!


 
 
 
 
 
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ATLETICA
Mercoledì, 1 Luglio 2009
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PARMA- La sezione atletica è aggiornata.

LEGGETE L'ARTICOLO



IL PARACADUTISTA E' UN
ATLETA

COL FUCILE E LO ZAINO




Gen. Div. Marco Bertolini
intervista rilasciata al sito
www.congedatifolgore.com
Giugno 2009

 
 
 
 
 
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NAVELLI CHIAMA E I PARACADUTISTI RISPONDONO
Mercoledì, 1 Luglio 2009
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di Alberto Vezzoli

NAVELLI- Navelli chiama e i Paracadutisti rispondono

Dopo la chiamata urgente da parte dei responsabili del com6 che richiedeva più uomini, in pochissime ore sono partiti 3 uomini da Cinisello,2 da Cosenza,2 da Napoli.

Ed altri arriveranno tra domani e dopo domani, ovvero chi non ha potuto partire nella immediatezza dell'appello, ma ha però già prenotata da metà luglio fino a fine agosto, da varie parti d'italia

Esempio di prontezza operativa dei paracadutisti,ed efficacia del sito
congedati folgore.

grazie



 
 
 
 
 
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UN PARACADUTISTA APPASSIONATO DI STORIA, RELATORE A LUCCA DELLA STORIA DELLA CAVALLERIA
Mercoledì, 1 Luglio 2009
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LUCCA- SABATO 4 Luglio- ore 10.30 - Palazzo Ducale.

Convegno per il 150° anniversario della costituzione del «Reggimento cavalleggeri Lucca», organizzato dall'Unione nazionale ufficiali in congedo d'Italia, sezione di Lucca.

Il convegno è propedeutico alla più grande manifestazione che l'Unuci intende organizzare per il 2010, anniversario della consegna della bandiera di guerra, ricamata dalle donne di Lucca ed orgogliosamente offerta ai cavalleggeri, quale apprezzamento della loro presenza nella nostra città.


Al convegno di sabato, dopo la presentazione del generale Cesare Pucci, interverranno Carla Sodini dell'Università di Firenze su «Dall'esercito sabaudo del risorgimento all'esercito nazionale del conflitto 1915 - 1918 attraverso le trasformazioni dell'arma di cavalleria», il Ten.Col. Vittorio Biondi della Brigata Folgore, il ten. Bruno Giannoni Bruno, autore di «Memorie del Reggimento cavalleggeri di Lucca (16°)».






Il convegno nasce dal lavoro del tenente in congedo Bruno Giannoni, delegato alle rievocazioni storiche all'interno dell'Unuci, che ha scritto l'omonimo libro, frutto di pazienti ricerche d'archivio, viaggi e contatti con l'archivio storico del Ministero della Difesa. Il libro, di cui si avrà la pubblicazione per i tipi della Maria Pacini Fazzi Editore, oltre alla storia del Cavalleggeri Lucca, reggimento che fu presente nella nostra città dal 1859 al 1909, raccoglie numerose documentazioni fotografiche, lettere, cartoline ed altro materiale didascalico che illustra in modo completo la vita del reparto e la sua storia, fino al suo definitivo scioglimento, dopo aver preso parte alla difesa di Roma, nel 1943. Nel libro, la cui prefazione è del generale Rodolfo Puletti, è raccontata la storia del glorioso reggimento e del suo rapporto privilegiato con la nostra città, la sua partecipazione alla guerra di Libia, alla Grande Guerra, alle numerose battaglie che lo videro protagonista.

 
 
 
 
 
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NORD-EST : ATTENZIONE A UN TRUFFATORE CHE SI SPACCIA PER UFFICIALE DELLA FOLGORE
Mercoledì, 1 Luglio 2009
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IL RESTO DEL CARLINO - Ferrara - 1 luglio 2009

SI E' PRESENTATO IN ALBERGO (il Carlton di piazza Sacrati) vestito in tuta mimetica, con un basco amaranto contraddistinto dal fregio dorato della Folgore'; all'addetto alla reception ha detto di essere un ufficiale, con un lungo curriculum di missioni internazionali anche per conto della Nato, e che si trovava a Ferrara per trascorrere alcuni giorni di meritato riposo. A suo nome non c'era la prenotazione che il parà' sosteneva essere stata effettuata dalla base aerea di Poggiorenatico, ma visti i modi affabili e soprattutto la divisa ineccepibile, la portineria dell'hotel non ha avuto problemi nel metere a disposizione una delle stanze più tranquille. Tanto più che l'uomo non aveva avuto alcun indugio nel consegnare il proprio passaporto, con il quale continuava a raccontare aveva visitato mezzo mondo nel corso della sua carriera di militare. Arrivato a Ferrara lo scorso 15 giugno, il parà' è però scomparso quattro giorni più tardi; ovviamente senza lasciare traccia di sè, se non il conto da pagare per oltre 320 euro. Al mattino infatti la stanza era vuota e non c'era più nemmeno lo scarno bagaglio con cui l'uomo si era presentato. Insomma, una Folgore di nome ma non di fatto, visto che le indagini che a quel punto sono iniziate sulla base della denuncia presentata dall'amministratrice dell'hotel di via Garibaldi , hanno permesso di scoprire rapidamente che l'uomo non aveva mai fatto parte del celebre corpo dei paracadutisti. Nè tanto meno che dalla base dell'aeronautica militare qualcuno lo conoscesse, o che vi fosse mai stato distaccato in servizio. Insomma, divisa, basco, stellette e addirittura l'adesivo in velcro con la scritta del cognome (Muolo, tra l'altro quello vero del presunto truffatore) erano frutto soltanto di un'accurata messa in scena. Proprio risalendo alle generalità le stesse del passaporto , la Squadra Mobile ha appurato che si tratta di un pregiudicato (originario probabilmente di Pordenone), noto per commettere questo tipo di reati. Pernottamenti in alberghi, pranzi e cene con le credenziali di ufficiale e gli aneddoti di improbabili missioni militari, poi una rapida fuga lasciando lo scoperto'. L'originale carriera, vestito in una divisa inappuntabile, di un truffatore... Nato.

 
 
 
 
 
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ADDESTRAMENTO
Martedì, 30 Giugno 2009
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PARMA- Il centro di paracadutismo di Reggio Emilia preannuncia la presenza dell'ANTONOV 28 ( lanci assiali vincolati e TCL) in aereoporto nel mese di Settembre,

Chiedono di prenotarsi per organizzare meglio l'aereo.


LEGGETE IN ADDESTRAMENTO COME FARE

 
 
 
 
 
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IL KARATE FOLGORE SI FA STRADA ANCHE NELLA ANTICA DISCIPLINA DI COMBATTIMENTO "PANCRAZIO"
Martedì, 30 Giugno 2009
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Da sinistra: Resp. Ufficiale di Gara GIANCANE Pompeo ,CITI Antonio, Presidente FIPA - MORELLO Italo, PILAGATTI Daniele




OSTIA-ROMA- - Si è svolto presso il PALAFIJLKAM di Ostia (Roma) il “1° Campionato Nazionale Assoluto” di Pancrazio (dal greco:"intera forza" (del corpo)”) della Fijlkam/Fipa.

L’ A.S.D. ESERCITO – 187° Reggimento Paracadutisti “Folgore”, ha schierato gli Atleti interdisciplinari C.le Magg. Capo CITI Antonio nella categoria di peso 71 Kg senior e il C.le Magg. Capo PILAGATTI Daniele, nella categoria di peso 77 Kg senior, entrambi impegnati nella specialità Agon (combattimento).

All’ insegna di combattimenti totali, come prevede questa affascinante e antica disciplina (pugni, calci, gomitate, ginocchiate, proiezioni, immobilizzazioni, bloccaggi, strangolamenti e leve articolari) la spettacolarità non è mancata per tutte le specialità. E sono arrivati, come sempre, i podi per la “Folgore”.

Risultati di gara:

C.le Magg. Capo CITI Antonio 1° classificato 71 Kg
C.le Magg. Capo PILAGATTI Daniele 1° classificato 77 Kg



La nostra squadra conta due titolari in nazionale, che sono stati convocato per gli allenamenti della Nazionale Italiana nel periodo luglio e agosto, in preparazione al “Campionato del Mondo” che si terrà in Lituania nel mese di settembre.

COMPLIMENTI!







 
 
 
 
 
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102 CHILOMETRI VERTICALI COL PARACADUTE ED E' RECORD DEL MONDO A FANO
Martedì, 30 Giugno 2009
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FANO - La squadra di paracadutismo chiamata Nagual (Daniele Fraternali del team Turbolenza, Alessandro Mitrugno e Cristian Giorgi) ha realizzato il record mondiale di 100 chilometri in caduta libera, entrando nel Guinness World Record.

videooperatore aereo Max Haim che ha immortalato i lanci.

Tutti i lanci sono stati fatti da 4500 metri.

“Abbiamo effettuato il primo decollo – spiega Daniele Fraternali, capo tribù del team Turbolenza e membro dei Nagual – alle 5.20 del mattino, in perfetto orario. Dopo 9 decolli ci siamo fermati per il rifornimento e subito ripartiti. Al 27esimo decollo, alle ore 19, abbiamo realizzato il record con 102 chilometri. Siamo davvero molto soddisfatti della nostra impresa”.


 
 
 
 
 
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NOTIZIE MILITARI DALLA CALABRIA
Martedì, 30 Giugno 2009
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Catanzaro, 30 giu - Il colonnello Ignazio Rao sara', da luglio, il nuovo Capo di Stato Maggiore del Comando Militare Esercito ''Calabria'', principale struttura regionale dell'Esercito italiano. Ne da' notizia un comunicato.

''L'alto ufficiale - si legge nella nota della Brigata meccanizzata ''Aosta'', ha svolto numerosi incarichi fra cui quello di Comandante di Plotone, di Compagnia, Aiutante Maggiore, Capo Sezione nelle branche informative ed addestrative. Da Colonnello ha retto l'Ufficio Personale del Comando Brigata ''Aosta'' . Il Colonnello Rao nella sua lunga appartenenza alle unita' operative ha preso parte ad esercitazioni nei poligoni nazionali, di Protezione Civile'' ed all'Estero (Ungheria - Ucraina - Kosovo) nonche' alla Operazioni ''Vespri Siciliani''. Il Colonnello Ignazio Rao e' insignito della Croce d'argento per anzianita' di servizio, della medaglia Mauriziana al merito di dieci lustri di carriera, infine e' stato insignito della Croce di Cavaliere al merito della Repubblica Italiana. L'alto Ufficiale, sposato con due figli, - conclude la nota - e' laureato in scienze naturali''.

 
 
 
 
 
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AL GENERALE LOPS IL PREMIO "PILADE BRONZETTI"
Martedì, 30 Giugno 2009
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CASTEL MORRONE

Al Generale Lops il premio “Pilade Bronzetti”

CASTEL MORRONE-Caserta– Il prossimo 4 luglio, il Generale di Corpo d’Armata, Vincenzo Lops, nell’ambito del Premio Nazionale di Poesia “Termopili d’Italia”, riceverà l’ambito riconoscimento intitolato a “Pilade Bronzetti”, mitico bersagliere garibaldino morto proprio a Castel Morrone nella campagna dei Mille.

Il premio “Ad honorem” verrà consegnato dalla Presidente dell’Associazione “Termopili d’Italia” di Castel Morrone, Francesca Prata, in occasione della cerimonia conclusiva del premio di Poesia “Termopili d’Italia”. L’anno scorso il premio venne assegnato al Tenente di Vascello Stephen J. Trzcinski, della Marina degli Stati Uniti d’America, direttore d’Orchestra della Banda dell’Allied Forces Ceremonial Band della Nato di Bagnoli (Napoli).

La nobildonna Francesca Prata ha, inoltre, ufficializzato anche il nominativo del vincitore del premio ad honorem intitolato “Pilade Bronzetti per lo Sport”, si tratta del plurimedagliato campione del mondo e vice campione olimpico di boxe Clemente Russo, l'orgoglio di Marcianise, della Campania sportiva e dell’Italia tutta. La serata sarà condotta da Ilaria Bencivenga, giornalista e da Pierluigi Tortora ed avrà la partecipazione di Fiammetta ed Antonio De Innocentis, che per la prima volta, si esibiranno nell'inno delle “Termopili”, scritto dagli stessi interpreti.

Il barese Lops (è nato a Corato nel 1952), da poco neo comandante dei Supporti delle Forze Operative Terrestri, è da sempre cittadino casertano avendo praticamente vissuto molti decenni della sua vita militare presso la “Garibaldi”, prima come comandante di compagnia presso l’8° Reggimento Bersaglieri (1975 - 1979) e poi come Comandante del 18° Reggimento Bersaglieri, dal 1995 al 1997, di Vice Comandante della Brigata Bersaglieri "Garibaldi" dal 4 settembre 2000 al 5 aprile 2001, e dal 6 aprile 2001 al 2003 come Comandante della Brigata Bersaglieri “Garibaldi”. Dopo aver lasciato la Garibaldi è stato promosso comandante della Divisione Acqui di stanza presso il 2° FOD di San Giorgio a Cremano e, recentemente comandante dei Supporti del FOTER.

Il Comando dei Supporti delle Forze Operative Terrestri è composto da Brigate monoarma di differente tipologia ed assolve funzioni di supporto alle forze operative terrestri nei diversi teatri. Il Comando, che ha sede a Treviso, inquadra quattro Brigate e il Centro Addestramento Artiglieria Controaerei dell'Esercito, dislocati nell'Italia del Centro Nord.
NUNZIO DE PINTO

 
 
 
 
 
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ANCHE LA 46MA BRIGATA AEREA DI PISA MOBILITATA PER LA TRAGEDIA DI VIAREGGIO
Martedì, 30 Giugno 2009
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VIAREGGIO (LUCCA) Continua, anche con l'intervento dell'Aeronautica militare, il trasferimento dei feriti ricoverati al pronto soccorso dell'ospedale Versilia dopo l'esplosione nella stazione ferroviaria. Anche nella prima mattinata, così come è accaduto nel corso della notte, gli elicotteri si sono avvicendati per trasportare gli ustionati più gravi in altri ospedali. Il trasporto di un ferito con l' elisoccorso della Regione Toscana è stata fatto verso Milano. L'Aeronautica militare, su richiesta della prefettura, ha mobilitato un C130 della Brigata aerea di Pisa per il trasporto di quattro ustionati - tra cui madre, figlia e un'altra persona - all'ospedale Le Molinette di Torino. Durante la notte già erano avvenuti i primi trasferimenti sia con l' uso di elicotteri del 118 sia con le ambulanze per le distanze più brevi.


 
 
 
 
 
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NOTIZIE DA NAVELLI : ANCHE I CUCCIOLI HANNO BISOGNO DI NOI
Martedì, 30 Giugno 2009
by webmaster




di Francesco Crippa



MONZA- sono rientrato oggi da Navelli dove, per 8 giorni ho gestito il Campo con altri paracadutisti dell' Associazione.


Delle tante cose fatte, mi piace ricordare l'adozione di alcuni cuccioli di cane che abbiamo raccolto in una porcilaia in condizioni penose.

Con la collaborazione di un veterinario dell' ASL li abbiamo curati, rifocillati e trasferiti al nostro Campo, dove abbiamo costruito un piccolo recinto per custodirli.

Nei prossimi giorni li porterò a casa e stiamo cercando loro una sistemazione.

I cani saranno vaccinati e iscritti all' anagrafe canine per mezzo di micro-chip.

Spero, anche attraverso questo sito di trovare loro presto una casa.

La vita e le attività al Campo procedono regolarmente e sono frequenti le visite in quanto assistenza, organizzazione, sicurezza e cucina sono da tutti apprezzate.
Ho avuto il piacere di lavorare in stretta collaborazione con i par. Errico Salvatore e Facciocchi Riccardo e con l'aiuto dei par. Padovani Bruno e Porzano Romeo.

Ringrazio l'organizzazione per avermi concesso l'onore di questa responsabilità e ringrazio ancora tutti coloro che mi hanno aiutato nell'assolvimento del compito che mi è stato affidato.

LE FOTO





RICHIESTA URGENTE DAL CAMPO




NAVELLI- Il "COM 6" ovvero il centro della protezione civile nella quale è inserita l'attivita del campo di Navelli ha chiesto ai paracadutisti un contributo straordinario di alcune unità per procedere alle operazioni di smontaggio e accorpamento dei campi, in un momento nel quale le nuove scosse sismiche hanno nuovamente richiamato diversi abitanti nelle tende.

I paracaduisti che possono recarsi a Navelli anche solo per qualche giorno sono pregati di chiamare urgentemente la segreteria del campo ai numeri:


CELLULARE ALBERTO VEZZOLI: 3929701955




par. BARBARA LODRINI
par. BOCCI MARIA LUISA
telefono 0862 95 91 50
FAX 0862 95 91 51




 
 
 
 
 
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CIMA VALONA: SOLENNE RICORDO DEI CADUTI ALLA PRESENZA DEL LABARO NAZIONALE ANPDI
Martedì, 30 Giugno 2009
by webmaster

Capitano dei Carabinieri paracadutisti Francesco Gentile, paracadutisti della Folgore Mario Di Lecce e Olivo Dordi, alpino Armando Piva !
PRESENTI!




CIMA VALONA (BL)-28 Giugno 2009 - Il Presidente Nazionale Andpi ha accompagnato gli oltre 20 labari del triveneto e del Friuli che hanno celebrato domenica scorsa il ricordo dei caduti di Cima Valona.

La cerimonia è cominciata prestissimo la mattina, davanti al piccolo sacello inugurato dagli alpini nel 1999, nei pressi del traliccio, raggiunto con un cammino che ripercorre parte di quello fatto dagli sfortunati paracadutisti che rimasero vittima di un doppio attentato che li uccise il 25 Giugno del 1967.

Il Capitano dei Carabinieri paracadutisti Francesco Gentile, i paracadutistti della Folgore Mario Di Lecce e Olivo Dordi e l'alpino Armando Piva sono stati falciati dallo scoppio di due bombe, posizionate per uccidere anche i soccorsi.

Ai piedi delle quattro croci sono stati deposti fiori e corone d’alloro mentre s’intonava il canto "Signore delle Cime".



Anche il vicepresidente della provincia di Bolzano, Mauro Minniti, per la prima volta in veste ufficiale a Sega Digon per ricordare i Caduti di Cima Vallona.


La cerimonia si è poi spostata a Santo Stefano, dove il Presidente Nazionale Anpdi insieme accompagnato dall’amministrazione comunale con in testa il sindaco Alassandra Buzzo hanno accolto il prefetto di Belluno e i parenti delle vittime, giunti qui per inaugurare il sentiero dedicato ai 4 militari di Cima Vallona.


«È giunto il momento che Bolzano si interroghi sul silenzio calato in questi anni sugli avvenimenti truci di quel periodo così difficile», ha detto Minniti ricordando il difficile periodo che le popolazioni confinanti del Comelico e dell’Alto Adige vivevano in quegli anni a causa anche dell’incapacità di Roma di gestire quel difficile passaggio storico. L’esponente si è detto peraltro preoccupato dell’escalation dei toni che in quest’ultimo periodo sono seguiti alla domanda di grazia per gli altoatesini stragisti. Gli ha fatto eco l’intervento del consigliere regionale Bond. Un messaggio personale è giunto dal ministro della Difesa Ignazio La Russa.





 
 
 
 
 
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UN MESSAGGIO DA HERAT
Lunedì, 29 Giugno 2009
by webmaster



Riceviamo un gradito messaggio del Maggiore Marco Amoriello portavoce del Comandante del settore west ISAF, a Herat, generale Castellano.

Risponde al padre di un guastatore paracadutista che ringraziava per l'informazione che diamo sui Reggimenti, chiedendo però una attenzione in più per l'8° Reggimento guastatori paracadutisti Folgore di Legnago.

Le parole che usa il maggiore Amoriello non potranno che fare estremo piacere a Gianni - come si chiama il padre del nostro collega in servizio in partenza per l'Afganistan- così come l'hanno fatto anche a noi. Le parole usate sono quelle che ci aspettavamo da un Ufficiale della Folgore.

Nello stesso pomeriggio abbiamo avuto una ulteriore conferma dal Suo Comandante, il generale Rosario Castellano, che ha rinnovato l'apprezzamento per ciò che noi -congedati e lettori del sito- stiamo facendo in Italia a favore delle forze armate italiane, dell'Esercito e in particolare per i Paracadutisti.

Ecco il messaggio del Maggiore Amoriello:



Caro Direttore,
Il Comando Brigata Folgore sta cercando di dare risalto alla nostra gloriosa Brigata nel suo insieme.

Normalmente, citiamo espressamente una Unità solo quando è direttamente coinvolta in un evento, altrimenti preferiamo parlare sempre di FOLGORE.

Lo facciamo per non scordare nessuno e soprattutto per accontentare tutti,.........anche coloro che, giovani e "meno giovani", pur non essendo materialmente qui, ci sono vicini con il cuore, perché legati dalla NOSTRA STESSA GRANDE PASSIONE e dal NOSTRO BASCO AMARANTO.

Tutti noi dobbiamo essere orgogliosi e fieri di quanto stanno facendo i "nostri ragazzi" in questa terra lontana, in situazioni spesso molto
difficili, per garantire la sicurezza di tutti. Siamo uniti dai valori e dalle tradizioni che ci hanno sempre distinto e che hanno contribuito a rendere grande il Nostro Paese nel mondo.


Marco Amoriello




Foto sotto:
il nuovissimo mezzo "Buffalo", usato dall'8° reggimento guastatori paracadutisti Folgore per bonificare le vie di comunicazione e le zone "sensibili", da ordigni esplosivi. Si tratta di un recente acquisto della Difesa per aumentare la protezione del personale che opera in prima linea. Il mezzo ha blindature efficaci anche contro ordigni di notevole potenza. Opera con bracci telescopici che riescono a prelevare e trasportare in sicurezza ordigni esplosivi di notevole potenza.

Con il LINCE - di fabbricazione italiana- e il Buffalo, di derivazione USA,unito ad altri e più complessi sistemi di protezione attiva e passiva, l'Esercito Italiano si pone tra i contingenti con il più alto grado di sicurezza dei propri uomini.










 
 
 
 
 
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KANDAHAR : SPARATORIA TRA FORZE SPECIALI ED ESERCITO E POLIZIA AFGHANA
Lunedì, 29 Giugno 2009
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KABUL, 29 GIU - Una sparatoria dai contorni ancora misteriosi fra poliziotti afghani e corpi speciali afghani addestrati dagli americani, stamani a Kandahar, nell'insanguinato sud Afgano, è terminata in un massacro, con la morte del capo provinciale della polizia, del capo della polizia criminale e di altri otto agenti. Le forze della coalizione a guida Usa affermano di non sapere, mentre il ministero degli interni a Kabul vuole che si vada a fondo per capire "quali criminali si trovino dietro" l'attacco delle forze speciali, sembra vigilantes addestrarti dagli Usa, che si sono presentati nell'ufficio del procuratore generale di Kandahar per prelevare senza spiegazioni un non meglio precisato "criminale". Il capo del consiglio provinciale di Kandahar, Ahmad Wal Karzai, fratello del presidente afghano Hamid, ha dichiarato che "non sappiamo ancora cosa abbia provocato la sparatoria". Ma secondo una prima ricostruzione dei fatti tentata dal ministero degli interni, "degli afghani armati che sarebbero affiliati alle forze della coalizione (internazionale) basati nella provincia di Kandahar si sono presentati oggi verso le 11.00 (le 08.30 italiane, ndr) nell'ufficio del procuratore generale per liberare un criminale". A questo punto, secondo il portavoce del ministero, "il procuratore ha chiesto aiuto. Il capo della polizia si è recato sul posto per sbrogliare la situazione...Al suo arrivo gli uomini hanno aperto il fuoco". Testimoni affermano che nella zona c'erano truppe americane, senza però poter precisare se abbiano partecipato.

 
 
 
 
 
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LA FOLGORE RICORDA I CADUTI IN SOMALI A
Lunedì, 29 Giugno 2009
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LIVORNO- Comando Brigata Paracadutisti-

Sono trascorsi 16 anni dall’episodio più doloroso della storia dei Paracadutisti impegnati nelle Missioni a sostegno della Pace.

Alle 07.30 del 2 luglio 1993, gli Uomini della “FOLGORE” stavano concludendo un rastrellamento, iniziato all’alba, nel quartiere di ABRGHEDIR di HALIWA.

La zona, tristemente conosciuta come CHECK POINT “PASTA” era uno dei distretti più turbolenti di MOGADISCIO e teatro di traffici illeciti.

L’operazione si concluse con un cospicuo sequestro di armi ma, durante la fase di ripiegamento, i nostri Paracadutisti furono oggetto di azioni di fuoco anche di armi controcarro. L’uso di donne e bambini come scudi umani, da parte dei miliziani, non permetteva un’adeguata risposta per agevolare la manovra di sganciamento del dispositivo.

In tale contesto persero la vita i primi Paracadutisti. Alla fine della giornata il bilancio tra le truppe italiane sarà drammatico: muoiono il Paracadutista Pasquale BACCARO, il Serg. Magg. Incursore Stefano PAOLICCHI ed il S.Ten. Andrea MILLEVOI; i feriti sono 36 di cui alcuni molto gravi.

Oggi, mentre il “grosso” della Brigata Paracadutisti “FOLGORE” è dispiegato in AFGHANISTAN ed altri ottomila militari circa, tra donne e uomini, delle Forze Armate Italiane sono impegnati nei vari Teatri in ALBANIA, BOSNIA, KOSOVO e LIBANO, alla Presenza di Autorità civili e militari i Paracadutisti rimasti in Patria si ritroveranno per commemorare l’evento e ricordare tutti i Caduti Italiani in SOMALIA.

La cerimonia avrà inizio alle ore 10.00 presso il Comando della Brigata Paracadutisti sito in Viale Marconi 25 a LIVORNO. Alla deposizione di una corona presso il Monumento ai Caduti in Somalia, posto all’interno del Comando, seguirà la celebrazione della Santa Messa.


 
 
 
 
 
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IL GENERALE GIANNINI LASCIA IL COMANDO LOGISTICO SUD
Lunedì, 29 Giugno 2009
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NAPOLI, - Il generale di divisione, Franco Giannini, dopo tre anni lascia la responsabilità del "Comando Logistico Sud" dell'Esercito Italiano che ha sede a Napoli per andare a ricoprire un altro incarico alle dipendenze della Presidenza del Consiglio dei Ministri.

A Giannini, che è anche vicario del sottosegretario all'Emergenza Rifiuti, Guido Bertolaso, subentrerà il maggiore generale dell'Arma dei Trasporti e dei Materiali, Mario Morelli, 62 anni, proveniente da Padova, dove è stato vicecomandante del Comando Logistico Nord.

La cerimonia del passaggio delle consegne avverrà domani, alle ore 9,15, al circolo ufficiali di Palazzo Salerno, in piazza del Plebiscito a Napoli, alla presenza tra gli altri del generale di Corpo d'Armata Rocco Panunzi. Annunciata la presenza anche del sottosegretario Bertolaso. Il Comando Regione Militare Sud è il Comando responsabile della logistica di sostegno dell'Esercito Italiano nell'Italia del centro sud. Svolge questa attività a favore di 180 Comandi, Enti, Reparti e Distaccamenti della Forza Armata che insistono nell'area di giurisdizione e nei teatri operativi fuori area.

 
 
 
 
 
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OTTO MESI AL CAPORALE CHE HA UCCISO UN COMMILITONE PER ERRORE DURANTE L A MISSIONE IN AFGANISTAN
Lunedì, 29 Giugno 2009
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PALERMO - La condanna a otto mesi nei confronti di Francesco Santoro, 34 anni, il caporale dell'Esercito che uccise senza volerlo un commilitone in Afghanistan, nel 2005, è stata definitivamente confermata dalla prima sezione della Corte di Cassazione. Santoro è stato giudicato colpevole di omicidio colposo del caporalmaggiore Michele Sanfilippo, originario di Trabia (Palermo). L'imputato, amico della vittima, è di Bivona (Agrigento). Sanfilippo morì all'età di 34 anni a Kabul, l'11 ottobre del 2005. Durante la missione di pace in Afghanistan, la vittima fece un tragico scherzo al commilitone: lo disarmò e gli puntò la pistola alla testa. Santoro fece a sua volta una manovra di disarmo, sbagliando, e fece partire un colpo che uccise Sanfilippo. La condanna di primo grado, inflitta dal tribunale militare di Roma, era stata di 1 anno e 4 mesi, ridotta in appello a otto mesi. L'imputato era assistito dagli avvocati Alfredo Galasso e Licia D'Amico. I familiari della vittima erano parte civile, con l'assistenza degli avvocati Giovanni Di Benedetto e Paolo Sanfilippo.

 
 
 
 
 
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LUTTO DEI PARACADUTISTI DI POGGIO RUSCO
Lunedì, 29 Giugno 2009
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Paracadutisti,

Vi comunico che, a seguito di un incidente sul lavoro, sabato scorso, è deceduto il paracadutista della Sez. di Poggio Rusco Cesare GHELLI.

Figura di spicco dell'associazionismo paracadutista, ha ricoperto per due mandati la carica di Sindaco di Poggio Rusco, contribuendo a sviluppare e consolidare le annuali celebrazioni che si tengono a Dragoncello e dintorni, rievocative dei fatti d'arme dell'operazione Herring.

Sua l'idea, nel 50 anniversario, di far frequentare alla giunta comunale, di Poggio Rusco, un nostro corso di paracadutismo, per celebrare con un lancio gli eventi.

I funerali si svolgeranno domani martedì 30 giugno alle ore 09.30 nella Chiesa di Poggio Rusco. Sono graditi i rappresentanti delle altre Sezioni e i Labari.

Il consigliere nazionale partecipa, commosso, al lutto che ha colpito la famiglia e i paracadutisti Poggesi e a nome di tutto il 2 Gruppo regionale porge le sue più sentite condoglianze.

Paracadutista Cesare GHELLI ! PRESENTE !


il cons. nazionale 2 Gruppo
Aldo Falciglia


 
 
 
 
 
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E' MORTA LA MEDAGLIA D'ARGENTO AL V.M. BRUNO VETTORELLO - LEONE DELLA FOLGORE
Lunedì, 29 Giugno 2009
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VERCELLI- Si è spento serenamente il Leone della Folgore di El Alamein, Medaglia d'Argento al Valor Militare



BRUNO VETTORELLO


88 anni , presidente onorario della Sezione ANDPI di Vercelli.
I funerali si sono tenuti Sabato mattina nella sua parrocchia, circondato dai suoi paracadutisti. Una tromba ha scandito i momenti più commoventi.

Lo avevo conosciuto in occasione del viaggio a El Alamein del 2002.

Simpatico, discreto umile. Con tante storie da raccontare, ma non lo faceva volentieri.

Nemmeno quella- tristissima- di un infermiere della sanità, prigioniero degli inglesi anche lui, che, avendolo visto colpito e sanguinante su una barella, lo voleva abbandonare al suo destino, ma i suoi Camerati lo impedirono

Nel suo paese -Gattinara- era molto apprezzato per l'attività di allenatore di calcio giovanile, con la base nell'oratorio parrocchiale. Ancora nei mesi scorsi i suoi "ragazzi" con qualche capello bianco, lo andavano a visitare.


IL RICORDO DE "LA STAMPA" pagina di Vercelli:

"Vettorello era una delle persone più generose e altruiste di Gattinara. In città tutti lo ricordano affaticato dal peso degli anni, darsi da fare in oratorio per avviare i bambini al gioco del calcio, procurare loro le magliette e i pantaloncini per le squadre o insegnare a nuotare ai bimbi più timorosi in piscina.

Una dedizione al prossimo che nel 2004 lo portò a vincere il premio solidarietà «Don Mauro Stragiotti», indetto dalle Acli.



Era il 23 ottobre 1942 quando ad El Alamein, dopo aver già riportato due ferite, uscì dalla postazione per prelevare delle munizioni. Insieme a lui un graduato che rimase ferito nel tragitto. Mentre Vettorello aiutava il suo superiore a tornare al sicuro, fu ferito alla testa. Fu soccorso e imprigionato dagli inglesi, subì la prigionia in Egitto.

Era un ventenne quando, con questo gesto eroico, si meritò la medaglia d’argento al valor militare. Nel 1946, al suo ritorno in Italia, continuò a dedicarsi agli altri, ai più piccoli, alla loro crescita sportiva e morale. La sua passione era vedere i bambini giocare a calcio e spesso all’impegno personale aggiungeva anche quello economico. Bruno era così, un «un ragazzo della Folgore» dal cuore grande.



Li vedo spegnersi uno ad uno, i Miei Padri. Ho avutro l'onore e il privilegio di conoscerli tutti, e per ognuno soffro come se perdessi un Genitore spirituale. I nostri Leoni.

Ecco cosa scrivevo nel 2002. Qualche riga parla anche di Bruno.



I MIEI LEONI
5 Nov 2002
Autore art par Walter Amatobene




Ci sono volute tre settimane per“metabolizzare” il mio viaggio con i Leoni della Folgore,e riprendermi dal fiume di emozioni e di pensieri che mi hanno assalito e travolto per tre giorni, dal 19 al 21 ottobre.

E’ cominciato tutto alle 5 del mattino,quando ci siamo incontrati a Trieste.Io ed i “miei” Leoni.

Sarebbero diventati,strada facendo,30 i Folgorini che avevano accettato di salire a bordo del pulman che abbiamo voluto organizzare per alleviare qualche disagio ai più lontani.

L’onore ed il privilegio di averli con me per un lungo viaggio che ci avrebbe portati ad El Alamein non mi aveva fatto dormire.

Li ho visti salire,all’alba,uno ad uno, sul Pulman,con gli occhi gonfi(e non per il sonno) , e lo sguardo assorto , come di chi ,pur nei suoi tristi ricordi , non si vuole sottrarre all’”incontro” con una angosciosa e mai cicatrizzata ferita.

Tutti con ottanta primavere o forse più sulle spalle,ma tutti pronti per l’ennesima pazzia della loro vita.

“Ogni volta che la mente vola ad El Alamein”-mi dice il guastatore Napoli Nicola,quasi sordo a causa delle tante mine che faceva esplodere sotto gli sherman-“ ecco riaprirsi le ferite”.

Ancora, dopo 60 anni, le lacrime sgorgano copiose e sincere.

Ancora,dopo 60 anni,riaffiora il rimorso,comune a tutti coloro che ho incontrato, di non essere rimasti lì,con i loro Camerati, nella sabbia del deserto, per l’eternità.

Mi sono chiesto: di che materia indistruttibile era fatta la loro lealtà ,il loro coraggio,il loro stile, il loro carattere,la loro fierezza, per avere resistito 60 anni così fresca, vigorosa, giovane,“alta”???

Li ho osservati lungo,seduti con le teste bianche,lievemente dondolate dal movimento del pulman, fragili, con i colli segnati dalla vita, con i volti scolpiti da mille avventure, molte sicuramente dolorose .

Una ,per tutte, indelebile e dirompente.

Le spalle ritte.Il Basco sempre calzato.

Il segno del loro Onore.Mai nessuno ha amato ed ama il Basco come Loro.

Mai nessuno ho visto così orgoglioso di indossarlo,con naturalezza.

Destinati ad essere diversi e migliori. Anche oggi.

Chissà perché proprio adesso mi viene in mente il paracadutista ( mortaista "da 81") BOF,veneziano: una sorta di gigante buono,con occhi celesti profondi e sinceri, ma silenzioso e scostante.

Solo la carta d’identità parla di 82 anni.

Lo sguardo è quello di un “pazzo e poeta” fermo alla stazione di Tarquinia,che pensa a come andare a donne in poche ore.

Per tutto il tempo ha scritto, con una stilografica tra le dita nodose ,i nomi dei suoi camerati di Compagnia. Uno per uno.

E poi, dopo molte ore ,ad El Alamein,senza che fossi riuscito prima a familiarizzare,scontroso come appariva, mi ha avvicinato: “ Capo: Tu sei una brava persona. Tieni questo foglio dove ci ho scritto i nomi dei miei fratelli. ”.

Si:ha detto Fratelli.Proprio Lui, che mi sembrava su un altro pianeta! Chi dice di avermi visto piangere me lo mangio vivo!


Il sergente paracadutista Bruno Vettorello, con la stampella. Occhi buoni, come tutti i Leoni della Folgore. Mite. Memoria di ferro. Ricorda ogni istante di quello che ha vissuto nel deserto.Ma si dimentica dove ha lasciato la borsa pochi minuti prima.
Un altro particolare comune a tutti loro….

Racconta pacatamente come , ferito gravemente, sta per essere abbandonato dal suo compagno di buca.Morte Tua vita Mia. Lo racconta con naturalezza.Aveva accettato di morire , per non rubare acqua agli altri.
“Ero messo male, ma ce l’ho fatta lo stesso”. Così ho dato altro filo da torcere agli inglesi, che hanno dovuto curarmi a lungo", aggiunge sorridendo.

Rifiuta ogni aiuto,persino per scendere e salire dal pulman, vuole fare da solo.. Soffre di dolori forti al ginocchio, ma non vuole che gli porti nemmeno la borsa.
Mi distraggo un momento ed è già avanti, da solo, per raggiungere posti che solo Lui sa.


Anche Oreste Magnani,piacentino,che fino a poco prima mi parlava dei funghi che coglie nelle sue colline, con occhiali spessi un dito,si apparta silenzioso e guarda il mare....e le lenti si appannano ancor di più.

Bruno Vettorello vuole devolvere la indennità ministeriale di cui godranno per questo "richiamo" di due giorni fatto da Ciampi, alla Associazione.

"La nostra Associazione ne ha più bisogno di me".

Rischia persino un colpo di calore.Arriva al pulman, dopo la cerimonia, stravolto, caldissimo, sudato.Non una parola. Non una richiesta di aiuto. Solo: “ lo rifarei mille volte”.

Ed ogni volta che chiede qualcosa, dal bicchier d’acqua alla telefonata, tenta di porgermi denaro.
Non vuole partite aperte.Non vuole debiti con nessuno.
"Voglio andarmene senza problemi". La sindrome della
Buca. Vivi oggi.Fai tutto oggi. Domani, chissà.


Non è il solo che non chiede nulla, e se chiede prima vuole pagare.

Sono tutti così, su questo pulman.

Ognuno di loro non vuole nulla gratuitamente. Nemmeno un biscotto. Se però fai capire che hai Tu bisogno di qualcosa, si offendono se cerchi di rifiutare o di contraccambiare.E poi, quando tocca a loro…...: rifiuti sdegnati per le cose gratuite.

Sono proprio tutti “toccati”,direbbe qualcuno.

Ma io sono orgoglioso che siano così. Vorrei assomigliargli.

Lo voglio da quando avevo vent’anni ed incontrai uno di loro in Caserma, alla Pisacane.Un artigliere che aveva fatto fuori 30 sherman con il tiro teso del “fucilino di latta” 47/32.
( così lo ha chiamato)

Ma quanto dura è stata la loro vita,dopo El Alamein, se persino ad un Camerata più giovane,hanno l’istinto di ricompensare le attenzioni ricevute??

Forse perchè nessuno ha mai dimostrato gratitudine e doverosa generosità nei confronti di questi UOMINI?

Loro,i nostri Leoni,erano sin dall’inizio destinati ad essere dimenticati.
Persino in Africa li volevano mandare in incognito.

Il destino dei Forti? Il Destino di chi sarà un Eroe??
Lo vavevano forse capito sessant'anni fa, che per essere migliori si deve essere soli e diversi?

Nemmeno un tale, certo signor regista Monteleone, nell’ultimo film “EL ALAMEIN” ne vuole parlare.“ Non ho voluto parlare della Folgore ma di tutti i poveri Cristi mandati a morire”, dice con un certo orgoglietto da sessantottino mal riuscito.

Eh già: la storia d’Italia deve essere fatta dai poveri Cristi.
Fa più cassetta.
“ Erano volontari”-dice per giustificarsi-come se “volontari” significhi qualcosa di diverso da coraggio,onore,amor patrio,coraggio,ardimento.

E cambia argomento, il signor tale monteleone.

Li ho spiati lungamente mentre guardavano fuori dal finestrino, lontano. Già ad El Alamein con il pensiero, da giorni, da anni.Forse non sono mai tornati da lì.

Ne ho condiviso le lacrime, silenziose, dignitose, represse. Avrei voluto abbracciarli per come mi facevano sentire orgoglioso di essere un paracadutista.

Ho passeggiato con loro nella Caserma di Roma,tra gli sguardi ammirati dei fanti.

Giungere insieme a loro nel Sacrario, tra gli applausi e le lacrime di tutti.


Mi hanno fatto sentire , nell’anima, pronto a ripetere quello che loro hanno fatto.

Il loro spirito mi ha inondato al punto che anche io,indegno e pavido ometto,ho sentito che potrei riuscire, con il Loro aiuto, a fare l'UOMO.

Sì: dopo averli incontrati ho capito che la codardìa quotidiana che come un tumore distrugge i nostri ideali e la nostra associazione, è vinta.

Ho il dovere di cercare di assomigliare a Loro.Ogni paracadutista della Folgore lo ha!

Gli ho rubato alcuni aneddoti, registrandoli.

Ho conosciuto la incredibile storia di una scrofetta che viaggiò da Tarquinia a Gallipoli ad El Alamein in una cassa con sopra scritto “FRATTINI”.

Solo loro, pazzi e poeti, sono stati capaci di “creare” le leggende, che sono ormai il nostro DNA.

Tutto vero?? Si!! E’ tutto vero!! Come dice il caporale paracadutista BOF: "prettamente!!!"

Sto cercando di trasporre i loro dialoghi in versione elettronica.

Vorrei che sentiste da soli la freschezza dei racconti e la capacità di descrivere cose e fatti che richiederebbero volumi ,con solo tre, quattro battute.

Un Fante dell’Aria Libico, il par PERNA, napoletano D.O.C. mi chiede alcune fotografie e mi promette di svelarmi “ il segreto della giovinezza”. Gli avevo fatto io quella domanda, molti giorni prima, e Lui , dopo settimane se ne è ricordato.

Mi ha fissato a lungo con il suo sguardo pungente ed acuto. Ed ha capito tutto di me.

Mi ha preso sottobraccio e mi ha parlato della Libia e dei morti che ogni giorno contavano.

Della voglia di morire per accorciare la sete.Della sofferenza nel vedere un Camerata togliersi la vita per non cadere nuovamente nelle mani nemiche ( il sgt art par PIRLONE, falciato da una granata , senza gambe, col mitra in mano e la pistola pronta a giocare l'ultima beffa agli inglesi).

Sarò all’altezza della fiducia che Loro, dopo tre giorni, hanno acquistato nei miei confronti?
Quegli abbracci tra Camerati. Quei saluti da Uomo a Uomo. Quei colloqui lunghi ore, come si fa con un amico di naja.
Ho parlato di donne con un paracadutista della Folgore.
Lui, ottantatre anni,vigoroso e attivo.
Un altro,medico paracadutista, che curava le ferite a cento metri dagli inglesi, che tutt'oggi ha bisogno di appartarsi in alta montagna per "parlare con le mie anime"..
Minuto e fortissimo.Al punto che,durante il viaggio, attardatosi per un momento, in pochi istanti,velocissimo, ci ha raggiunto come farebbe un ventenne."Siete proprio delle teste di cazzo!!Se lo fate ancora vi stendo a cazzotti!!"

"E' un parà della Folgore" diceva un gruppetto di signori che mangiavano....

E di me, come loro, vorrei che si dicesse: "E' un parà della Folgore". Solo questo.



 
 
 
 
 
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MOTORADUNO DEGLI INCURSORI AL COL MOSCHIN. MOLTI, TUTTI, PRESENTI.
Lunedì, 29 Giugno 2009
by webmaster




GLI INCURSORI RICORDANO GLI ARDITI - 28 E 29 GIUGNO- COL MOSCHIN (VI)


foto e cronaca di Paolo Frediani

LIVORNO- AUDACIA ET FIDE, dice il motto degli Arditi. Gli ideali non son cose astratte. Eccoci pertanto sul Col Moschin, tra giovani e anziani folgorini per ricordare le gesta che compirono eroicamente i nostri nonni in difesa dell'ultimo baluardo della Patria.

Alla breve ma intimamente sentita cerimonia presenziavano, oltre alle autorità civili e militari, una dozzina di labari con capofila quello dell'A.N.I.E giunto espressamente da Livorno con il Direttivo Nazionale.

Tra i labari visti alla cerimonia organizzata dall'ANIE, il più giovane che spiccava per la sua lucentezza era quello della Sezione ANPd'I di Dorgali (NU), portato dal suo Presidente Adriano Palomba, un centauro di provata capacità tecnica.


La cerimonia commemorativa sul Col Moschin è iniziata alle ore 10.00, con l'aLza-bandiera comandata dal col. Luigi Melissano ed eseguita da un ltg. incursore, subito a seguita dall' Onore ai Caduti con la deposizione di due corone da parte dell'ANIE e della Sezione di Modena, che si fregia di possedere il 1° Labaro ANIE, concesso dalla Presidenza Nazionale di Livorno.

Presa la parola il P.N., col. Enrico Celi, dopo aver menzionato i Fatti d'Arme del 15 giugno del 1918, ha ringraziato le Associazioni d'Arma presenti e la rappresentanza della nuova Amministrazione del Comune di Solagna ed il Sindaco uscente ,dott. Bellò, una figura molto nota tra gli incursori per la sua assidua presenza durante il mandato decennale.

Il Presidente ha ricordato tra l'altro anche i caduti degli atti terroristici di Cima Vallona del 25 giugno 1967, dove persero la vita nel vile attentato, Ufficiali e Sottufficiali della Brigata Folgore e che al termine di questa commemorazione sarebbero andati ad onorare il loro sacrificio nell'Alto Comelico.

Sicuramente,aggiungiamo noi, ricordando le parole del Ministro Tremelloni, quei feroci attentatori sul nostro territorio nazionale compirono efferati delitti perchè aiutati da complici tollerati al di là del confine di Stato.

Data subito la parola all'emerito Sindaco Bellò, il quale ringraziando tutti presenti per la consueta partecipazione intorno alla colonna romana, che ricorda qui reparti che su quel baluardo difensivo parteciparono con tenacia all'arresto del nemico, e confermando quanto detto da Celi sulla battaglia e sull'eroismo degli Arditi, ha terminato mandando un messaggio di solidarietà alla Folgore così fortemente impegnata da mesi, in una difficile missione in quelle lontane terre ostili."

"Al Comandante Bertolini, primo tra i primi sul Col Moschin, vada il saluto di tutti noi e del popolo di Solagna".

Al termine, presso l'Albergo di San Giovanni ai Colli Alti, Luciano Favero, che tramanda con i familiari l'attività del nonno Leandro e del padre Danilo, nipote del Capitano degli arditi, MOVM Angelo Zancanaro, c'è stata come consetudine l'assegnazione dei premi del Trofeo "par. Luigi Dal Maso", noto meccanico vicentino e ormai cittadino labronico dal 1967, anno in cui entrò nei ranghi del 9° Btg."Col Moschin" raggiungendo il grado di sergente maggiore, deceduto nel 2001 per un incidente di collaudo.

I riconoscimenti più significativi sono stai assegnati al gruppo di centauri più numeroso, guidati dal Capo Team Paolo Martinello del 9° d'Assalto, al più giovane e quello venuto da più lontano, il calagonese Adriano. Altri riconoscimenti significativi al col. alp. Bellò, per la sua disponibilità nei raduni e col saluto affettuoso del Vice Comandante della Folgore Renato Perrotti, in ricordo degli anni di fraterna armonia trascorsi insieme nelle truppe alpine e dei non più verdi anni vissuti all'Accademia di Modena.

Al Comandante del RAFOS, del 9° Reggimento Incursori "Col Moschin", in rappresentanza del Reggimento, spalmato in tanti teatri operativi della Terra, una targa ricordo sull'evento del Motoraduno 2009.

Alle tredici tutti i centauri alati hanno finalmente infilato le gambe sotto il tavolo, ascoltando le parole del delegato della Yamaha Italia e mirando in tv le prodezze di Valentino Rossi, hanno iniziato gli assaggi delle specialità di Pove. Con gli abbracci e la promessa a ritrovarci per la 92^ commemorazione nel 2010, sono improvvisamente svaniti, come poche ore prima erano giunti, nella nebbia fitta che ormai assediava il Massiccio del Grappa.


TUTTE LE FOTO






 
 
 
 
 
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STORIA E REDUCI
Sabato, 27 Giugno 2009
by webmaster


PARMA- Un doveroso omaggio agli ARDITI D'ITALIA lo troverete in
CLICCATE QUI


 
 
 
 
 
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OSSERVATORIO
Sabato, 27 Giugno 2009
by webmaster


LA RUBRICA OSSERVATORIO E' AGGIORNATA

 
 
 
 
 
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IL CAPO DI STATO MAGGIORE DELL'ESERCITO GEN. C.A. CASTAGNETTI DA' IL BENVENUTO AGLI ALLIEVI CHE GIURANO FEDELTA' A CAPUA. FESTEGGIATI ANCHE CON UN LANCIO DELLA FOLGORE
Sabato, 27 Giugno 2009
by webmaster




CAPUA

Giuramento volontari, l’ultima volta del Generale di SME Castagnetti

di Nunzio De Pinto

CAPUA – “I volontari rappresentano il nocciolo duro dell’intero strumento militare, la linfa vitale che ci consente di operare con la straordinaria intensità a qualità che ci contraddistingue da anni e che fa dell’Esercito una istituzione di riferimento per l’intero Paese”.

Così il Capo di Stato Maggiore dell’Esercito, Generale di Corpo d’Armata Fabrizio Castagnetti, a distanza di nove mesi dalla sua ultima visita a Capua, si è rivolto venerdì scorso ai 1.200 volontari in ferma prefissata di un anno del 2° blocco 2009 subito dopo che questi ultimi avevano giurato fedeltà alla Repubblica ed alle sue libere e democratiche istituzione – “Sappiate che quanto fate qui a Capua nel corso della vostra breve permanenza, rappresenta solo un punto di partenza.

Oggi” – ha sottolineato Castagnetti che dal 14 settembre 2007 è a capo dell’Esercito – “circa 30.000 soldati sono attivamente impegnati nelle fasi di approntamento, condotta delle operazioni e di ricondizionamento al termine delle stesse e l’ormai imminente impegno del G8 produrrà un significativo incremento di tale numero. Dall’Africa ai Balcani, dal Libano all’Afghanistan, a Bagdad come in Abruzzo, in Campania, in Sicilia e nelle principali città italiane”
– ha affermato Castagnetti.

Il prossimo mese di settembre, dopo due anni di intenso lavoro pieno di successi personali e per l’Esercito, lascerà l’incarico – “gli uomini e le donne dell’Esercito, oggi come in passato, operano a garanzia degli interessi nazionali. L’elevata professionalità dimostrata dai nostri soldati, ma, soprattutto, il peculiare “spirito italiano”, consentono ai nostri reparti di assolvere al meglio il loro mandato, affrontando tutte le attività di ricostruzione e sviluppo e di combattimento – quando necessario – sempre con grande professionalità. Ne sono testimonianza i numerosissimi attestati di stima ed apprezzamento da parte di diverse autorità nazionalità ed internazionali."


Spirito di sacrificio, lealtà, coraggio, onestà e disciplina” – ha concluso Castagnetti rivolto ai suoi giovanissimi "colleghi" – “dovranno essere gli elementi guida delle vostre decisioni ed azioni nel servizio quotidiano come negli eventi eccezionali”.

Prima di lui era intervenuto anche l’On. Gianfranco Paglia, Medaglia d’Oro al Valor Militare, maggiore dell’Esercito, momentaneamente prestato alla politica, la cui testimonianza ha rappresentato per i giovani volontari un concreto esempio di dedizione, attaccamento alle istituzioni, senso del dovere e coraggio.

Nel corso della cerimonia di giuramento, svoltasi nel piazzale intitolato al caporale Gerardo Antonucci, anch’egli Medaglia d’Oro al Valore militare dell’Esercito alla memoria, i cui genitori erano presenti alla cerimonia, c’è stato un aviolancio da 1.500 metri da un elicottero NH 90 (uno dei più moderni della Forza Armata) da parte di un team di paracadutisti della Folgore.

Il Capitano Giancarlo Angeli e con il 1° Maresciallo Luogotenente Salvatore Marrocco, il 1° Maresciallo Stefano Sodi ed il Maresciallo Capo Gioacchino Di Benedetto sono perfettamente atterrati in piazza d'ARMI.

Anche il Comandante del R.U.A., Generale Antonio De Vita, ha sottolineato l’importanza della giornata. “Giurandi” – ha affermato – “Voi siete una parte della speranza dell’Italia di domani, siete la risorsa umana nuova, sana, motivata, che la nostra Nazione proietta verso le sfide del futuro, affinché siano garantite per tutti la giustizia, la pacifica convivenza, la migliore qualità della vita.

Il futuro di una Nazione” – ha sottolineato De Vita, dal 2006 a capo del R.U.A. – “non può prescindere dal suo rispettabile passato militare e dalle sue tradizioni storiche, ciò nell’esempio delle migliaia di soldati che ci hanno preceduto sulla strada del dovere”.
NUNZIO DE PINTO



 
 
 
 
 
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NON SCORDIAMO NAVELLI. CONTINUIAMO A CONTRIBUIRE CON "FIORI" E OPERE
Sabato, 27 Giugno 2009
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foto Papagni



Mi chiamo Davide Sampugnaro (Rambo per Gatto e qualcun altro), sono arrivato per la prima volta a Navelli il 18/4/2009 e dopo una settimana rientrato a casa, a Napoli sono stato colto dalla così detta sindrome del soccorritore, non sopportavo di dover dormire al caldo quando sapevo che tanti, troppi civili erano alloggiati in delle tende umide e fredde, non sopportavo di starmene con le mani in mano senza poter aiutare senza poter crescere. Dopo essermi iscritto all' ANPd'I alla sezione di Napoli, sono tornato a Navelli il 2 giugno e lì ho trascorso poi altri indimenticabili otto giorni questo mese, sotto il paterno e fraterno coordinamento di Claudio Buono meglio conosciuto come Gatto. Aver reso possibile il drenaggio dell'acqua piovana, la sistemazione degli aiuti stivati nei container, aver detto quando serviva una parola dolce di fiducia e di speranza a chi l'aveva persa e tante altre piccole azioni, mi ha fatto crescere tanto, e tanto ancora mi farà crescere negli anni avvenire ripensando ad un'esperienza di vera VITA. Rientrerò con la gioia a Navelli il prossimo mese se ci sarà bisogno di me. Ringrazierò per sempre tutte le persone che ho potuto conoscere e che mi hanno dato la possibilità di fare del bene mettendo a disposizione la mia forza, la mia tenacia e che quando dovevano non hanno mai esitato a consigliarmi per il mio bene. E' bello tornare da un luogo dove ha regnato per poco tempo il dolore, e la disperazione, sapendo che questi sentimenti si sono tramutati in forza, speranza, ricordo gioioso di chi purtroppo non è più in mezzo a noi.
Un mio saluto particolare và: al Nucleo Paracadutisti della PROTEZIONE CIVILE di Cinisello Balsamo (Mi), ai Genieri che hanno portato avanti la cucina campale in particolare Antonio lo chef, Gaetano, Giusepppe; al Ma.llo Ercole Angelone che non si è mai stancato di rispondere alle mie domande sui Carabinieri e sulla figura del Maresciallo (che è poi la strada che vorrei intraprendere), a Vittorio il nonno del campo che instancabile non esita mai ad armarsi di zappa, pala e piccone per levare le erbaccie e sistemare i canali di scolo, a Fabio, Carmelo, Maurizio, al sindaco Paolo Federico, ai Navellesi e a tutti quelli che per la mia scarsa memoria ho forse dimenticato.
Un grande ABBRACCIO, e un dolce SORRISO; non vi dimenticherò mai con affetto ...
Davide

 
 
 
 
 
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ULTIME DALL'AFGANISTAN: ATTACCO AI PARACADUTISTI DEL 187MO A FARAH
Sabato, 27 Giugno 2009
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FARAH: ATTACCO CONTRO SOLDATI ITALIANI – NESSUN FERITO

Herat, 27 Giugno 2009

Questa mattina a circa 40 chilometri a Nord Est di Farah una Pattuglia di Paracadutisti della Folgore è stata attaccata con un ordigno esplosivo posizionato lungo la strada.

I militari italiani, si stavano recando verso BALA BALUK, per garantire la sicurezza ad una Caserma dell' Esercito Afghano che era stata attaccata dagli insorti.

Grazie alla protezione offerta dal veicolo blindato “LINCE”, nessuno dei Paracadutisti è rimasto ferito nell'esplosione, mentre il mezzo è stato gravemente danneggiato.

Nella stessa area, circa un ora fa, un'altra nostra unità che si stava recando in supporto di Forze Afghane è stata attaccata con armi automatiche.

I militari Italiani hanno risposto al fuoco eliminando la minaccia, proseguendo poi la manovra per il ricongiungimento con le Forze Afghane.


Maggiore Marco AMORIELLO

RC- W Chief PIO, Herat

 
 
 
 
 
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ANCORA SALUTI DA NAVELLI
Sabato, 27 Giugno 2009
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Parma- La didascalia dice: "due "vecchietti" massicci e.....(finitela Voi). Nino e Franco.




 
 
 
 
 
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IN RICORDO DI UN ITALIANO VERO
Sabato, 27 Giugno 2009
by webmaster


Carissimo Walter,
Ti trasmetto queste quattro righe, in ricordo di un Marinaio che ha
creduto fermamente in tutto quello che ha fatto durante tutta la sua vita, sia da Militare che da Civile.

Ho avuto l'Onore, alla fine degli anni sessanta di conoscerlo personalmente. era una persona unica, come pochi se ne trovano in questi tempi


Il suo credo era l'amore per la Patria.

A circa un anno dalla sua morte,
venga ricordato nella cronaca del sito Congedati Folgore, anche se non è stato paracadutista. Era un vero ardito del mare.




UOMINI D'ARMI






Il 4 Agosto, all'età di 97 anni, è tornato per sempre "nel Suo
Mare", 'LAmmiraglio di Squadra Navale Gino Birindelli, decorato MOVM e MAVM. Comandante la V° squadriglia della X° Flottiglia Mas, ardito
violatore dell'inviolabile base navale inglese di Gibilterra.


Con Birindelli non se ne va soltanto uno degli ultimi Grandi Eroi delle FF.AA. Italiane, ma anche un pezzo di storia d'Italia che
non dovrebbe mai essere dimenticata.

Rivolgo un invito a tutti gli Italiani degni di questo nome , che
leggono la presente, ad osservare un minuto di silenzio.

X^ sempre .........!!
FOLGORE.......!!



par.Gianfranco B.Cuguttu

 
 
 
 
 
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IL GIORNALISTA BILOSLAVO ATTACCA LA FOLGORE
Sabato, 27 Giugno 2009
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PARMA- Il giornalista Biloslavo ha pubblicato giovedì un articolo su IL GIORNALE che parlava a sproposito del contingente italiano in Afghanistan, usando un vocabolario inappropriato per descrivere il lavoro dei Paracadutisti e delle Forze Speciali.

Trasgredendo alle regole deontologiche, e adeguandoci all'atteggiamento di saggezza e serietà assunto dagli organi militari, NON publicheremo quanto da Lui scritto, ma riporteremo solo una sola frase : "i paracadutisti sono in Afghanistan per uccidere", scritta con incredibile e mendace leggerezza a voglia di stupire.

Sottoscriviamo, al contrario, la risposta che l'onorevole Gianfranco Paglia , Medaglia d'Oro al Valor Militare, ha inviato alle agenzie di stampa e al direttore del IL GIORNALE, per replicare:





Caro Direttore

con grande stupore giovedì sul quotidiano Il Giornale ho letto un articolo del giornalista Fausto Biloslavo che mi ha profondamente deluso e amareggiato.

Premetto che io ho sempre rispettato il lavoro e l'alta professionalità della maggioranza di coloro che amano fare i giornalisti, questa volta ritengo si sia superato il limite della decenza.

Non si possono attaccare i nostri soldati e nello specifico i Nostri paracadutisti che ogni giorno onorano la loro uniforme col Lealtà ed Onore e questo lo fanno semplicemente perchè hanno Giurato Fedeltà alla Patria consapevoli del fatto che il Loro giuramento andrà onorato sempre ed ovunque mettendo in gioco molto spesso la propria vita. Il giornalista in questione con grande leggerezza (preferisco pensare a questo e non ad altro) si è permesso di definire i nostri parà dei killer, senza rendersi conto di scrivere il falso.

Le Forze Armate Italiane sono lì per portare la pace e non la morte e non vi è stato nessun cambio di strategia. Nessuno nasconde il fatto che per svolgere il mandato NATO e quindi attenersi a quanto previsto dalla Missione ISAF (assistenza al governo Afghano, nello specifico occupandosi di Sicurezza, Ricostruzione ed Addestramento) è alto il rischio per il Contingente Italiano che spesso è costretto a difendere se stessi e il popolo Afghano con l'uso della forza.

Ma in questo articolo non ci si è limitato a definire killer i nostri soldati ma si è andati oltre enunciando i compiti previsti dai Corpi Speciali appartenenti alla Task Force 45: tutto ciò potrebbe mettere seriamente a rischio la vita di tutti coloro che sono li. Vi sono cose che meritano il Segreto di Stato e non perchè si ha paura di dirle o perchè si ha voglia di nascondere qualcosa, semplicemente perchè vi è il pericolo di ritorsioni.

Questo è l'unico modo per cercare di salvaguardare la vita di coloro che rischiano di perderla ogni giorno lontani dalle proprie famiglie e dai propri affetti più cari. Non so quanto le mie parole potranno essere capite da coloro che non conoscono l'eccellente lavoro svolto dai Soldati Italiani, spero però che possano essere comprese da coloro che si occupano di dare informazioni alla gente e che ci si renda conto che anche se un quotidiiano come Il Giornale non verrà mai letto dal popolo Afghano non ci si può per questo sentire in diritto di pubblicare qualsiasi cosa pur di vendere qualche copia in più. Chi rischia la vita, col tricolore cucito sulla spalla, non rappresenta governi o ideologie politiche ma rappresenta l'Italia e per questo merita molto ma molto più rispetto e considerazione da parte di tutti. La mia speranza è che una penna non rechi più danni di una granata.








 
 
 
 
 
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FORZE ARMATE: : MASSICCIO IMPEGNO ANTINCENDIO
Sabato, 27 Giugno 2009
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Roma, 26 giu - Sei elicotteri con relativi equipaggi di volo e due aeroporti per il rischieramento logistico dei velivoli del Dipartimento della Protezione Civile saranno forniti quest'anno dalle Forze Armate per contribuire alla campagna estiva antincendi boschivi in Italia. A darne l'annuncio lo Stato Maggiore della Difesa che precisa che il contributo dell'Esercito Italiano e' basato su tre elicotteri: due CH-47, dislocati sulla base di Viterbo, e un AB-205 operante da Cagliari.

La Marina Militare partecipa, invece, all'attivita' con tre elicotteri AB-212 schierati sulle basi di Luni Sarzana (La Spezia),
Catania e Grottaglie (Taranto). L'Aeronautica Militare ha reso disponibile, da parte sua, gli aeroporti di Sigonella (Catania) e Trapani Birgi e il relativo supporto logistico per il rischieramento di due velivoli Fire Boss e di un elicottero Erickson S64 Air Crane della Protezione Civile.

Un ulteriore e qualificato contributo della Difesa alla lotta attiva agli incendi boschivi e' costituito dall'impegno di 25 piloti militari delle Forze Armate (14 dell'Aeronautica, 6 dell'Esercito e 5 della Marina) sulla flotta aerea di Stato. Si tratta di piloti particolarmente esperti, si precisa, abitualmente impiegati in operazioni di volo tattico a bassa quota, in grado di affiancarsi rapidamente ed efficacemente al personale di volo gia' in servizio presso il Dipartimento della Protezione Civile.

FORZE ARMATE

 
 
 
 
 
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UNA LETTERA DA UN VOLONTARIO DI NAVELLI
Venerdì, 26 Giugno 2009
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Ecco cosa ci scrive un paracadutista -volto noto di Milano- che è appena rientrato dal suo quarto turno a Navelli:



MILANO- Vorrei fare un ringraziamento a tutti quei paracadutisti che si sono alternati al campo "GESSO4 ".

Uomini splendidi , che ,dimenticando il loro grado e rango , si sono adattati a fare i lavori più umili.

Navelli,ci quanto hai insegnato!

Ci vorrebbero giorni per descrivere le sensazioni provate. Non riesco a scordare le fila ordinate all' alza bandiera , il grido FOLGORE al rompete le righe, i volti delel persone del paese che ci trattavano come figli...

Grazie di cuore a tutti Voi, e grazie a quegli Ordinari , che mi hanno concesso tutto questo .

I.P. Claudio Buono ( gatto )
FOLGORE !!!


 
 
 
 
 
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UN PARACADUTISTA "OSTAGGIO" A l'AQUILA DI UN CAMPO DI PROTEZIONE CIVILE EMILIA ROMAGNA
Venerdì, 26 Giugno 2009
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UN PARACADUTISTA ALLA "CONCORRENZA"

PARMA- Tutti conoscono Giorgio Cenci, paracadutista di Salsomaggiore, Ufficiale Unuci, fedelissimo del sito dalla prima ora, e sempre presente agli appelli per ogni manifestazione, staffetta, lancio, evento che organizziamo.

Giorgio Cenci è delegato provinciale per la Protezione Civile a Parma da molti anni. Coordina l'istruzione di un folto gruppo di volontari ed è stato mobilitato tre volte per il terremoto a l'Aquila, inserito nella colonna mobile dell'Em ilia romagna, che gestisce un campo da 1200 ospiti. Non ha potuto partecipare a Navelli per questi incarichi nazionali che frequantemente gli vengono assegnati, portando un pò di sana efficienza paracadutistica nell'ambiente dei volontari emiliano-romagnoli.

E' appena rientrato dalla terza chiamata in Abruzzo, dove, stavolta, ha svolto il compito di responsabile della logistica ( custodia, gestione del personale, sicurezza, registrazione, smistamento e consegna).


Il suo modo di fare e il rispetto delle regole gli fanno guadagnare ogni tanto qualche moccolo da parte dei più lavativi, ma complessivamente ci racconta di una esperienza positiva, con le sbavature che può avere un campo dove convivono situazioni di ogni tipo: dal tossicodipendente agli arresti, al gruppo di rom cialtroni, alle liti familiari. Una paese in tenda, insomma, dove il buonismo delle autorità e la "italian way" per gestire le sanzioni penali, aggravano il disagio.


Grazie a Lui, anche in quel campo la cerimoia dell'alzabandiera è diventata una cosa seria, con ospiti civili e militari che si sono immediatamente adeguati a questo modo di ricordare lo Stato.


Pubblichiamo alcune immagini dell'inizio giornata fatto al suono dell'Inno nazionale e del tricolore del gruppo Boy Scout aggregato al suo comando, menzionando un aneddoto: alcune mattine orsono stava transitando un'auto con a bordo un anziano in uscita dal campo. Ha fatto fermare la macchina e si è messo sull'attenti davanti all'auto, insieme all'autista.

L'ordine-invito di Cenci è stato rispettato: all'alzabandiera hanno partecipato tutti gli organi dello Stato e moltissimi sono stati gli abitanti del campo. Silenzio e rispetto del tricolore e quindi dello STATO sono stati accettati anche in un campo così variegato.

Dimenticavo: Cenci gira con un pennone da 7 metri smontabile per fare "alzabandiera" portatili. Un pò come i cappellani militari con l'altarino in valigia.







 
 
 
 
 
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LE GESTA DI FIUME RICORDATE ALLA PICCOLA CAPRERA
Venerdì, 26 Giugno 2009
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PRIMO RADUNO DEI CONGEDATI DELLA BANDA MUSICALE FOLGORE ( IN CONCERTO)
Venerdì, 26 Giugno 2009
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1° RADUNO DEI PARACADUTISTI IN CONGEDO DELLA
BANDA MUSICALE FOLGORE

Tirrenia (PI) - Sabato 4 luglio alle ore 20.45 nello stabilimento balneare della Folgore, sito in località Tirrenia (PI) si terrà il concerto per il 1° Raduno dei Congedati della Banda Musicale Folgore.
Per l’occasione dirigerà l’allora capomusica, il 1°Maresciallo Giuseppe Guggino, già orchestrale della Banda Musicale dell’Esercito, oggi in servizio al Centro Addestramento Paracadutisti.
Paracadutisti/musicanti in congedo e familiari di ogni parte d’Italia, dopo anni di lontananza si ritroveranno a Pisa nella Caserma “Gamerra” per trascorrere insieme un week end nel luogo dove hanno passato i momenti più belli del servizio di leva.
Piazzale El Alamein, la torre di lancio e il Museo Storico dei Paracadutisti saranno i due padroni di casa che solleticheranno la mente dei congedati scatenando loro emozioni difficili da contenere.
Il Raduno ha un nutrito programma: s’inizierà con la visita al Museo, pranzo nella mensa della caserma e poi trasferimento allo Stabilimento balneare per la preparazione del concerto serale al quale parteciperanno anche, in forma privata, alcuni degli attuali componenti la Banda Musicale della Brigata Paracadutisti Folgore.
Una prova e via, il debutto, che si terrà al cospetto dei familiari e di tutti i sottufficiali ed ufficiali in servizio della Brigata.
Alcuni dei paracadutisti musicanti che interverranno, dopo l’esperienza della naja nella Folgore, hanno continuato la carriera musicale raggiungendo livelli di elevata professionalità.


par. Christian PEGORARO
Rappresentate Gruppo Paracadutisti in congedo della
Banda Musicale Folgore
Tel. 347 4195805





 
 
 
 
 
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NASCE LA NUOVA COMPAGNIA CINOFILA DEL GENIO MILITARE
Giovedì, 25 Giugno 2009
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unità cinofila dell'Esercito italiano impiegata in Libano.Anche l'8° rgt guastatori paracadutisti aveva alcune unità cinofile. Ora il servizio è stato unificato a Grosseto


ESERCITO: A GROSSETO NASCE COMPAGNIA CINOFILA DEL GENIO

GROSSETO, Sarà il Centro militare veterinario di Grosseto l'unica sede delle unità cinofile dell'esercito.

Domani,26 giugno, in occasione dei festeggiamenti per il 148/o anniversario dalla nascita del servizio veterinario dell'Esercito, sarà costituita una nuova unità, la Compagnia cinofila del genio, formata, spiega una nota dell'esercito, "da binomi (coppie di uomini e cani) specializzati nella ricerca di mine ed esplosivo".

Durante la cerimonia, alla presenza del comandante logistico dell'Esercito, il generale Rocco Panunzi, saranno consegnati riconoscimenti a tre binomi che si sono distinti in Afghanistan in operazioni ad alto rischio, consentendo "il ritrovamento di considerevoli quantità di armi, mine e ordigni esplosivi".

Il centro militare veterinario, spiega la nota, è da tempo un punto di riferimento per le facoltà italiane di Medicina veterinaria: domani si concluderà la 27/a edizione del Campus universitario, iniziativa che porta ogni anno al Centro circa 50 studenti per lezioni teoriche ed esercitazioni pratiche.




 
 
 
 
 
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LA BRIGATA FOLGORE RICORDERA' I CADUTI DELLA OPERAZIONE IBIS PRESSO IL COMANDO
Giovedì, 25 Giugno 2009
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LIVORNO- Giovedì 2 Luglio 2009, alle ore 10, presso la Caserma "Ruspoli" di Via Marconi 20,sede del Comando, la Brigata Paracadutisti Folgore celebrerà la commemorazione dei caduti dell'Operazione IBIS in Somalia.

Nel prato antistante il Monumento che li ricorda, Padre Vincenzo , cappellano della Folgore, officerà la Santa Messa alla presenza delle rappresentanze di tutti i Reggimenti e dei familiari e parenti dei Caduti .





 
 
 
 
 
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ANCHE I SIMBOLI DELLA FOLGORE ENTRANO NELLA COLLEZIONE DI MODA DI UNA AZIENDA BERGAMASCA
Giovedì, 25 Giugno 2009
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Milano - 25 giugno 2009 - Ieri , a Milano, nel salone Radetzky di Palazzo Cusani, sede del Circolo di Presidio dell’Esercito,è stata presentata alla stampa la collezione Uomo e Donna Primavera/Estate 2010 di Esercito Italiano.

La collezione 2010, realizzata da "Officina della Moda", è suddivisa in due parti, una con il solo logo dell’Esercito Italiano e l’altra, dedicata a Paracadutisti, Aviazione dell’Esercito e Lagunari, presenta capi personalizzati con fregi e motti dei reparti.

Lo stato maggiore Difesa ha affidato dal 2008 la gestione commerciale di alcuni dei propri marchi per trarne vantaggi in popolarità tra i giovani con la possibilità di stimolare la curiosità negli arruolamenti e anche -perchè no?- economici.

Gli incassi sono attualmente sottoforma di donazioni in beni e servizi oppure elargizioni in denaro a enti benefici di assistenza per il personale oppure orfani e vedove di militari.

A breve, se la registrazione ufficiale di DIFESA SERVIZI Spa andrà in porto, le forze armate si organizzeranno con veri e propri contratti di merchandising, ovvero commercializzazione intensiva dei marchi fatta da privati dietro pagamento di una "royalty" alla Difesa servizi spa.


Nell’ambito delle collezioni, merita un accenno particolare il nuovo giubbetto antivento, realizzato ritagliando a mano i paracadute dismessi dalla "Folgore".


foto: cortesia Officina della Moda - Bergamo


 
 
 
 
 
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IMMAGINI DA BALA MURGAB
Giovedì, 25 Giugno 2009
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PARMA- In prima pagina abbiamo pubblicato le eccezionali immagini della Folgore mentre contrasta un attacco di insorgenti a Bala Murgab.

Ringraziamo l'operatore combat camera, Marasciallo Capo Vincenzo Di Canio, che -lo dice il suo incarico- si aggrega ai singoli reparti in operazione e -oltre alla sua difesa personale, con armamento leggero.- trasporta anche le apparecchiature video e fotografiche per documentare il lavoro dei suoi colleghi.


Attiriamo la Vostra attenzione sul fatto che deve esporsi molto spesso in zone battute dai colpi a fuoco degli insorgenti, mentre utilizza le apperecchiature video anzichè le armi di difesa personale in dotazione.


Il Maggiore Amoriello, che coordina l'attività di pubbliche relazioni ed è il portavoce del Comandante Castellano, si comporta allo stesso modo, seguendo molto spesso sul campo le operazioni per poter rispondere adeguatamente ai suoi superiori e alla stampa.

Negli scontri della scorsa settimana ( quelli, per intenderci, del video spagnolo), Di Canio e Amoriello-che erano sul posto col Comandante- sono stati esposti per 48 ore al fuoco, rimanendo bloccati in alcune posizioni perchè era in corso l'operazione di messa in sicurezza dell'area, per far ripartire il Comandante.





 
 
 
 
 
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2 LUGLIO 2009 - I PARACADUTISTI NON DIMENTICANO
Giovedì, 25 Giugno 2009
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CI SCRIVE IL PADRE DI UN GUASTATORE PARACADUTISTA
Mercoledì, 24 Giugno 2009
by webmaster


24.6.09
gent.mo walter amatobene ,
la ringrazio per aver risposto alla mia e - mail ( che chiedeva più notizie suli guastatori paracadutisti, ndr) . io non sono un paracadutista (magari avessi avuto il coraggio da giovane) ma sono l'orgoglioso padre di un VFP4 guastatore dell'8° reg. Guastatori Folgore di Legnago.
vi spiego il perchè delle mia e - mail: per seguire mio figlio nel suo lavoro mi collego tutti i giorni ad internet ed entro nel vs. sito perche siete gli unici che seguono da vicino questi ragazzi.
essendo voi stati un supporto validissimo nella precedente missione di mio figlio in Libano e dovendo lui stesso partire prossimamente per l' Afganistan volevo avere la certezza di poter contare su di voi per avere quelle informazioni che dai canali tradizionali non riesco ad ottenere. vi ringrazio ancora infinitamente per il vostro lavoro.
Gianni


Risponde Walter Amatobene


quello che ci scrive ci riempie di orgoglio.
Ci impegnamo a fare molto meglio.

Un sincero, fraterno e cameratesco augurio di IN BOCCA AL LUPO a Suo figlio.

Gli ufficiali in Afganistan a cui è stato affidato il compito di tenere i contatti con Noi hanno già letto il Suo messaggio.

Conti su di noi e -sono certo- anche su di loro, per avere notizie delle attività dei Vostri Ragazzi, di cui siamo anche noi orgogliosi..


con stima

walter amatobene

 
 
 
 
 
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IL CAPO DI S.M. ESERCITO VISITA LA PINEROLO A BARI
Mercoledì, 24 Giugno 2009
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Barletta , 24 giugno 2009

Il generale di Corpo d'Armata Fabrizio Castagnetti, Capo di Stato Maggiore dell'Esercito, ha visitato oggi il Comando Brigata Pinerolo di Bari e l'82° Reggimento Fanteria Torino a Barletta

La visita si è focalizzata sulle attività svolte dalla Brigata, comandata dal generale di Brigata Roberto D'Alessandro, e dai reggimenti dipendenti.

L'operatività sino ad ora dimostrata è il frutto non solo dell'intenso
addestramento svolto in Madrepatria, ma anche del continuo e metodico
impegno profuso dai militari impegnati nelle Operazione fuori dai confini Nazionali.

Durante la visita presso l'82° Reggimento Torino il Generale di Corpo
d'Armata Fabrizio Castagnetti, che è stato anche Comandante della Brigata Pinerolo, ha potuto vedere i primi esemplari del nuovissimo veicolo "Freccia" giunti, nelle scorse settimane, a Barletta.

Nel suo intervento il generale Castagnetti ha sottolineato come l'82° sia la prima Unità operativa ad avere il "Freccia", mezzo tecnologicamente avanzatissimo e totalmente digitalizzato.

 
 
 
 
 
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GAZZETTINO DI BELLUNO: INAUGURAZIONE DI PISTA CICLABILE INTITOLATA AI CADUTI DI CIMA VALONA SENZA CITARE L'ANPDI
Mercoledì, 24 Giugno 2009
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PARMA- Notiamo con stupore che una pista ciclabile dedicata ai caduti di Cima Valona sarà inaugurata senza che sia citata la presenza dei Paracadutisti.Sperianmo sia un errore o una dimenticanza :

IL GAZZETTINO pagina BELLUNO

Mercoledì 24 Giugno 2009, Santo Stefano

La via di Ronco di Santo Stefano, che a Campitello si congiunge con la pista ciclabile di San Nicolò, lungo la sponda destra del torrente Padola, si chiamerà da domenica prossima, 28 giugno, “Percorso vittime di Cima Vallona”.

Il varo si terrà proprio pochi istanti prima della celebrazione prevista a Cappella Tamai. Le autorità, alle 10, si fermeranno a Santo Stefano, subito dopo il ponte che porta alla caserma dei vigili del fuoco e lì, a destra, taglieranno il nastro assieme al prefetto, Provvidenza Raimondo, che a suo tempo aveva sollecitato l’allora sindaco del capoluogo del Comelico, Silver De Zolt, cui si deve la concretizzazione della proposta.

L’evento vedrà, inoltre, la partecipazione del Circolo culturale della donna nonché la presenza, tra gli altri, di una nutrita rappresentanza della sezione interregionale dell’associazione italiana combattenti interalleati, che ha espresso la volontà di presenziare alla cerimonia quale atto di omaggio.


Con la nuova denominazione si vuole ricordare l’eccidio di Cima Vallona, quando il 25 giugno del 1967 persero la vita in quattro per l’improvvisa esplosione di un ordigno collocato lungo una carrareccia: il capitano dei carabinieri Francesco Gentile, il sottotenente paracadutista Mario Di Lecce, il sergente paracadutista Olivo D’Ordi e l’alpino Armando Piva. Rimase ferito in modo gravissimo il sergente maggiore paracadutista Marcello Fagnani. Il sacrificio dei cinque militari, vittime del terrorismo sudtirolese, viene ricordato ogni anno con una solenne cerimonia alla fine giugno.
Y.T.

 
 
 
 
 
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NOTIZIE DA KABUL
Mercoledì, 24 Giugno 2009
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Kabul 24 giu.- Nel corso di un’operazione notturna congiunta tra forze italiane e polizia afghana, volta ad assicurare la liberta’ di movimento nella parte meridionale della Regione Ovest sotto comando italiano, e’ stato eliminato un nucleo di insorti locali dedito all’esecuzione di imboscate mediante ordini esplosivi (IED-Improvised Explosive Device).
In particolare, i miliziani concentravano le loro azioni sulla strada n. 517, nella provincia di Farah lungo la quale, anche recentemente, sono stati effettuati attacchi contro le unita’ del 187 reggimento paracadutisti della Folgore operanti nell’area.
La strada 517 riveste un’ importanza vitale per la popolazione locale, in quanto congiunge l’abitato di Farah con la cosiddetta “Ring Road” che costituisce il maggior collettore viario afghano.


Vincenzo LIPARI
Capt. ITA Army (OF-2)
HQ ISAF PAO Accreditation Office


 
 
 
 
 
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VIAGGIO A EL ALAMEIN
Mercoledì, 24 Giugno 2009
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PARMA- Le sezioni ANPDI di Novara e Livorno organizzano il consueto viaggio a El Alamein, che si preannuncia il solito successo organizzativo e di partecipazione massiccia.

Per il 67mo anniversario la partenza è prevista il 6 Ottobre e il rientro il 13.


La sezione di Novara ha acquisito negli anni una notevole esperienza , riuscendo ad organizzare gruppi di centinaia di persone, che si sono sempre distinte per il comportamento impeccabile e coreografico durante le loro presenza al Sacrario.

Da qualche anno la loro azione è supportata anche dalla sezione di Livorno, il cui attuale presidente è il Generale (ris) Iacono.

Grazie al loro potere contrattuale, sono riusciti ad ottenere una tariffa inferiore ai 600 euro per una settimana.


SCARICATE IL VOLANTINO





SECONDO VIAGGIO ALLA FINE DI OTTOBRE
Il nostro sito sta organizzando una Staffetta per i Leoni della Folgore che si terrà nel deserto dei nostri Padri in concomitanza della data della Battaglia, tra il 23 e il 24 Ottobre.

La fiaccola giungerà al Sacrario e le immagini del suo ingresso saranno proiettate sul maxischermo della Vannucci.

VI TERREMO AL CORRENTE.

 
 
 
 
 
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ferito paracadutista del 183MO
Mercoledì, 24 Giugno 2009
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visione parziale dell'accampamento di Bala Murgab dove ha sede l'avamposto del 183mo comandato dal Colonnello Tuzzolino



HERAT- Un paracadutista della Folgore è rimasto ferito in modo non grave in uno scontro a fuoco a Bala Morgab, nell'ovest dell'Afghanistan: un militare dell'esercito afgano, impegnato nell'operazione congiunta con gli italiani, è stato invece ucciso. Danneggiati 4 mezzi del contingente italiano.

Ecco il comunicato del Comando di Herat, stilato dal Maggiore Amoriello:




BALA MURGAB: Lievemente ferito Paracadutista della Folgore nel corso di un’operazione congiunta per il controllo del territorio .

Herat, 24 Giugno 2009

Questa mattina nella valle di Bala Murgab (provincia di Badghis 200 Km Nord di Herat), nel corso di un’importante operazione congiunta, delle forze di sicurezza afgane ed ISAF, volta ad eliminare ulteriori sacche di resistenza presenti nell'area, le nostre unità hanno subito un attacco.

Nello scontro condotto con armi portatili e razzi contro carri RPG, è rimasto lievemente ferito uno dei Paracadutisti del 183° reggimento “Nembo”.

Il militare italiano, non ha riportato conseguenze, è stato medicato sul posto e ha potuto proseguire l'attività. È invece deceduto un militare afgano ed altri 4 sono rimasti feriti. Sono rimasti leggermente danneggiati 4 “lince” Italiani che comunque hanno potuto proseguire l’attività.

La manovra per ottenere il controllo di questa zona fondamentale è stata complessa ed articolata, condotta con azioni tattiche di truppe sul terreno e con il fuoco combinato e coordinato, di armi a tiro teso, una coppia di elicotteri Mangusta e mortai, sia dei Paracadutisti italiani che dell’Esercito Afghano.

Anche ieri a Sud, nell'area di Farah, i Paracadutisti del 187° reggimento Folgore erano intervenuti a supporto dell'esercito afghano a seguito di un attacco che era stato condotto contro una loro base e nel corso del quale erano rimasti uccisi due militari.

Nel corso di un successivo controllo in un villaggio in quell'area, i militari italiani hanno rinvenuto un ingente quantitativo di esplosivo (più di 100 fra bombe e razzi ed oltre 80 spolette). Il materiale, perfettamente funzionante, era pronto per essere impiegato per la preparazione di attacchi con ordigni esplosivi.

 
 
 
 
 
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AUGURI AI LAGUNARI
Mercoledì, 24 Giugno 2009
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Foto Scarpitta





di Nunzio De Pinto

Il prossimo 25 giugno, presso la caserma “Edmondo Matter” a Mestre, sede del reggimento lagunari Serenissima, si terrà la cerimonia del 25° anniversario del riconoscimento ufficiale della specialità lagunari, iscritta nel 1884 nei ruoli dei Reparti operativi dell'esercito.

Alla cerimonia prenderà parte il Generale di Corpo d’Armata Mario MARIOLI, comandante del 1° F.O.D. (Forze Operative Difesa). I Lagunari, eredi dei gloriosi Fanti da mar della Serenissima Repubblica di Venezia, sono l’unità di manovra della Brigata di Cavalleria “Pozzuolo del Friuli”.

Costituiscono, altresì, un moderno oltre che unico reparto di fanteria con capacità anfibia dell’Esercito italiano rientrando, come tale, nella Forza di proiezione dal mare, progetto voluto dallo stato maggiore della Difesa. Durante la cerimonia, alla presenza della bandiera di guerra del reggimento, già decorata con medaglia d'argento al valore dell'Esercito ed alla quale il presidente della Repubblica ha recentemente concesso la medaglia d’oro al valore dell’Esercito, saranno consegnate delle onorificenze.

In occasione della cerimonia del 25 giugno sarà allestita, con la collaborazione dell’Associazione lagunari truppe anfibie (Alta), una mostra statica e fotografica di mezzi e materiali in dotazione ai lagunari di ieri e di oggi. L

a specialità dei Lagunari è una moderna unità meccanizzata - anfibia dell'Arma di fanteria, istituita nel 1951. Inizialmente formati da personale dell'Esercito e della Marina, dal 1957, persa ogni componente della Marina, danno vita al Raggruppamento Lagunare, che sarà trasformato in reggimento nel 1964. I Lagunari, recentemente potenziati, sono dotati di ordinamento ed armamento analoghi a quelli delle unità 1° reggimento Lagunari "Serenissima" è particolarmente addestrato alla difesa del settore della laguna meccanizzate, pur disponendo in gran parte di mezzi anfibi.

Attualmente nei lagunari si entra a farne parte solo dopo prove di selezione, che comprendono una corsa di 2.000 metri, 6 km. di marcia con zaino di 15 kg, addominali, piegamenti, prova di nuoto e di galleggiamento nell’acqua e tre trazioni alla sbarra.







 
 
 
 
 
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LA STAMPA PARLA DEI GUASTATORI PARACADUTISTI DI LEGNAGO
Mercoledì, 24 Giugno 2009
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foto: archivio del sito per documentare solo una parte delle molteplici attività dei nostri paracadutisti guastatori:

sopra: una foto storica che ricorda i leggendari paracadutisti che annientavano i tank inglesi con le loro stesse bombe, rubate di notte ai loro campi minati.

In mezzo: guastaori al lavoro in Libano per opere di contenimento.

sotto: guastatori paracadutisti mentre predispongono le misure di sicurezza per l'esplosione controllata di una bomba d'aereo rinvenuta in romagna. Una delle tante attività del Reggimento di Legnano è il disinnesco di ordigni in Italia, dove operano con una task force a disposzione della Prefettura 24H su 24.





ARENA DI VERONA- EDIZIONE DEL 24 GIUGNO 2009


LEGNAGO. Contro i militari della Folgore quattro attentati in un mese nel sud dell’Afghanistan. Lunedì l’ultimo: salta in aria un blindato guidato da quattro parà


La «Briscese» nell’inferno di Logar

I soldati se la sono cavata senza ferite e dopo l’esplosione hanno bonificato l’area circostante dagli altri ordigni presenti


Tutte le guerre ci riguardano, ma la situazione in Afghanistan, costellata di rappresaglie sempre più ravvicinate agli eserciti italiani e stranieri, ci tocca molto da vicino.

L’altro ieri è scoppiato un ordigno sotto un blindato in cui viaggiavano cinque paracadutisti dell’ottavo reggimento «Folgore» della caserma Briscese di Legnago.

Il mezzo era in ricognizione nella valle di Musay, operazione in supporto dell’esercito afghano contro gli insorti che tentano, attraverso la regione di Logar - dove si trova la «Folgore» - di arrivare alla capitale Kabul. La bomba che ha colpito il mezzo era artigianale ma aveva una tale potenza che ha rovesciato il blindato e lo ha fatto rotolare.

I cinque guastatori sono usciti dall’agguato con ferite lievi e anche chi era in osservazione - tre soldati - è già stato dimesso: il mezzo militare, infatti, è corazzato, costruito cioé come un «salvavita».

Dunque è andato tutto bene ai soldati legnaghesi.

Non solo, ma hanno reagito all’esplosione scendendo immediatamente dal blindato per controllare se c’era un secondo ordigno sulla carreggiata - e ce n’è sempre un secondo, per colpire i soccorritori - e hanno anche prelevato i resti della bomba esplosa per analizzarla, come è compito dei guastatori.

La situazione dei «nostri» militari però - e di tutti gli eserciti in Afghanistan - non è affatto tranquilla.

Quello dell’altro ieri è il quarto attacco in poco più di 40 giorni - praticamente da quando è arrivato l’ultimo contingente di 60 soldati da Legnago, ovvero dai primi di maggio - che subiscono a sud di Kabul: ci sono già stati, infatti, tre scontri a fuoco, anche con lanci di razzi Rpg (razzi portatili anticarro simili a bazooka, ndr) e un attacco con un ordigno esplosivo improvvisato.

Secondo il capitano Marco Marcelletti, il comandante della compagnia del Genio guastatori, non ci sarebbe una strategia contro l’esercito italiano ma l’escalation di attacchi sarebbe dovuta «all’incremento della presenza sul territorio che aumenta anche la potenzialità di atti ostili».

Tra l’altro, il Governo ha deciso di incrementare il numero di soldati italiani in Afghanistan: da metà luglio in poi è previsto l’innalzamento da 2.800 a oltre 3.000 militari all’avvicinarsi del periodo elettorale.

Certo, nel sud del paese la situazione è un po’ meno pericolosa di quella della regione di Kabul: «La presenza degli insorti in questa parte del paese», dice infatti il capitano Matteo Mineo, portavoce del contingente Italfor, «è aumentata perché cercano di evitare i rastrellamenti dell’esercito americano. Ciò li induce a tentare di raggiugere la capitale passando da Logar, dove si trovano i guastatori della Folgore».

Tra i compiti dei sessanta soldati della «Folgore» partiti ai primi di maggio - praticamente l’intelligence dell’esercito per quanto riguarda mine e bombe - c’è quello di fornire protezione alle forze del contingente mediamente un controllo accurato di strade, canali e ponti per prevenire attentati al grosso delle forze operanti.

«Un compito rischioso», dice il colonello Aldo Zizzo che comanda il contingente nazionale nella capitale afghana, «per i quali però i nostri paracadutisti del Genio sono preparati eccellentemente».


 
 
 
 
 
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NOTIZIE DAL CONTINGENTE IN LIBANO
Mercoledì, 24 Giugno 2009
by webmaster




I BERSAGLIERI DELL’11° REGGIMENTO FESTEGGIANO IN LIBANO IL 173° ANNIVERSARIO DELLA COSTITUZIONE DEL CORPO



L’11° Reggimento bersaglieri schierato in Libano, nell’ambito dell’operazione “Leonte 6”, inquadrato nel Sector West, operante su base Brigata Ariete, ha festeggiato il 173° anniversario della costituzione del corpo dei bersaglieri.

Nella base di Maraka, ove è di stanza l’11° Reggimento bersaglieri, che costituisce la Task Force ITALBATT 1, alla presenza del Comandante del Contingente Nazionale e Comandante del Sector West, Gen. B. Carmelo DE CICCO, tutti i fanti piumati, operanti in terra libanese, si sono riuniti per presenziare ad una semplice cerimonia in ricordo del 18 giugno 1836, giorno in cui, 173 anni fa, a seguito della proposta del Generale Alessandro LA MARMORA, venne istituito il Corpo dei Bersaglieri con il compito di svolgere servizio di esplorazione e missioni di carattere ardito.



Il Col. Fabio POLLI, 50° Comandante, nel corso della cerimonia, ha ricordato la lunga e gloriosa storia dei bersaglieri e dell’11° Reggimento, i quali a partire dalla costituzione dell’Unità, si sono ricoperti di gloria, in passato con la partecipazione ai principali fatti d’arme, e di recente con la partecipazione a tutte le missioni fuori dal confine nazionale.

L’11° Reggimento Bersaglieri, di stanza a Orcenico Superiore, è ritornato in Libano il 1° maggio del 2009, dopo la precedente operazione che ha visto i fanti piumati dell’undicesimo impegnati nella terra dei cedri per circa 8 mesi.

Qui operano, in accordo con quanto sancito dalla Risoluzione ONU 1701, con lo scopo di monitorare la cessazione delle ostilità, sostenere le Lebanese Armed Forces nell’attività di controllo del territorio e mantenere l’area compresa tra il fiume Litani e la Blue Line libera da personale illegittimamente armato.



È infatti intensa l’attività operativa condotta dai bersaglieri i quali quotidianamente sono impegnati nella conduzione di pattuglie diurne e notturne, motorizzate e appiedate, nell’osservazione da posti fissi e nel pattugliamento in cooperazione con le Forze Armate Libanesi. Grande impulso è dato altresì alle attività di cooperazione civile militare che coinvolgono i bersaglieri nella realizzazione di numerosi progetti umanitari a favore delle municipalità libanesi, con le quali si è instaurato un rapporto di profonda stima reciproca.
Nel recente passato l’11° Reggimento bersaglieri ha partecipato a operazioni per il mantenimento dell’ordine pubblico e di controllo del territorio, quali “Vespri Siciliani”, “Testuggine”, G8” (Genova 2000) e “Domino”, dall’ottobre 2007 al maggio 2008.



Dal luglio al novembre del 2002 ha operato in Kosovo nell’ambito dell’operazione “Joint Guardian” inquadrato nella Brigata Multinazionale Ovest nella località di Pec. Dal gennaio a maggio del 2004 è stato impegnato in Iraq nell’operazione “Antica Babilonia 3” inquadrato nella 132^ Brigata Corazzata “Ariete” nell’area di Nassiriyah, dove è stato coinvolto in frequenti scontri a fuoco con irregolari; il 6 aprile 2004, l’occupazione dei ponti da parte di miliziani sciiti ha portato alla condotta dell’Operazione “Porta Pia”, durante la quale, riportando 12 feriti, ha riconquistato il controllo di due ponti occupati, costringendo successivamente i miliziani a ritirarsi anche dall’ultimo.

Per i fatti d’arme in Iraq a bersaglieri particolarmente distintisi sono state conferite una Medaglia d’Argento al Valor Militare e due Medaglie di Bronzo al Valor Militare. E ancora, dopo un anno di impiego sul territorio nazionale nell’Operazione “Domino”, il Reggimento ha partecipato, sempre inquadrato nella Brigata ARIETE, all’operazione “Antica Babilonia 8” nel periodo settembre 2005 gennaio 2006.
Cellula Pubblica Informazione
Col. Giuseppe Perrone





L’11° Reggimento Bersaglieri dell’ “Ariete” nelle attività di cooperazione con le Forze Armate Libanesi (LAF)


Nell’ambito della Risoluzione del Consiglio di Sicurezza ONU 1701 dell’11 agosto 2006, la missione italiana in Libano “Leonte 6”, inquadrata nell’United Nations Interim Force in Lebanon (UNIFIL),conduce attività in cooperazione e coordinamento con personale delle Forze Armate Libanesi .

Infatti, l’11^ Reggimento Bersaglieri inquadrato in Patria nella 132^ Brigata Corazzata “Ariete” costituisce, nell’ambito della Joint Task Force Lebanon su base “Ariete” al Comando del Generale di Brigata Carmelo DE CICCO, la Task Force di manovra denominata ITALBATT 1.Dal maggio scorso opera a Sud del fiume LITANI, su di un’area di circa 460 Kmq e comprendente ben 46 municipalità tra cui grandi agglomerati urbani ed amministrativi quali Qana e Tiro.

Dall’inizio del mandato conduce sistematicamente operazioni coordinate ed in supporto alle LAF nel loro compito istituzionale di controllo del territorio, evitando atti ostili contro Israele o trasporto illegale e uso di armi all’interno dell’area di responsabilità.

Nell’impiego coordinato sul terreno di bersaglieri e militari libanesi, ogni nazionalità continua ad applicare le proprie procedure tecnico-tattiche ed a rispondere alla propria linea di comando (UNIFIL e LAF), cosa che comporta preventivamente un rilevante lavoro di coordinazione, studio e pianificazione comune prima di ogni attività operativa.

I servizi sono svolti con differenti modalità, a ciascuna delle quali corrisponde uno o più scopi particolari, tutti però riconducibili a quello più generale, come detto in precedenza, di controllo del territorio e quindi di mantenimento delle condizioni di stabilità e sicurezza dell’Area, di libera circolazione di merci e personale e, non ultimo per importanza, di assicurare alla popolazione civile un’adeguata assistenza umanitaria,soprattutto nel comparto sanitario.
Accanto all’elevata capacità di coordinamento ai fini di una comune risposta tempestiva ad eventuali eventi operativi, assicurata dalla presenza a tutti i livelli di Ufficiali di collegamento, il meccanismo ormai è talmente rodato che le operazioni vengono condotte quotidianamente e simultaneamente in tutte le aree di responsabilità UNIFIL nel Sud del Libano, comprendendo nelle varie tipologie posti di controllo, pattuglie a bordo di mezzi o appiedate e posti di osservazione.

Tutto ciò ovviamente non può prescindere dalla conoscenza delle rispettive procedure tecnico-tattiche, da un discreto affiatamento tra il personale di differenti nazionalità, nonché da strette misure di coordinamento per una pronta capacità di reazione su necessità; ed in questo l’11° Reggimento Bersaglieri si è trovato senz’altro facilitato, avendo assolto pari responsabilità nel corso della precedente missione “Leonte 3”, dall’ottobre 2007 al maggio 2008.

I risultati di tali attività erano già evidenti allora: la maggiore presenza sul terreno così come l’aumento di controlli vanno a vantaggio della deterrenza, scoraggiando il trasporto di armi illegali ed ostacolando contestualmente chiunque voglia minacciare la pace, ma un ulteriore beneficio indotto è costituito dalla più ampia familiarità con un terreno di operazioni di norma abbastanza difficile, in quanto fortemente compartimentato, con presenza di impluvi ripidissimi(wadi) e con una rete viaria molto precaria soprattutto nelle zone rurali dell’entroterra..

Nondimeno, sarebbe oltremodo riduttivo sottovalutare il positivo impatto psicologico di queste attività verso la popolazione, che risultano indubbiamente funzionali ad un più ampio consenso ed accettazione dei caschi blu, visti da sempre, ma a maggior ragione nel caso di operazioni combinate, come imparziali, rispettosi della sovranità del paese e quindi anche degli usi e costumi locali.

Le pattuglie appiedate in particolare, condotte quotidianamente con aperiodicità in centri abitati e zone d’interesse, danno modo ai bersaglieri dell’11° Reggimento non solo di approfondire la propria conoscenza del territorio ma soprattutto alle LAF di svolgere, senza alcun preavviso, controlli a campione su autoveicoli e personale in transito, impiegando più personale e mezzi grazie alla compresenza di UNIFIL.

Per imparzialità, umanità e capacità di vicinanza l’Unità Bersaglieri dell’Ariete può vantare un’esperienza quasi decennale, maturata in vari teatri operativi quali Kosovo ed Iraq oltre che nel precedente Libano ed è quindi ben cosciente di quanta importanza rivestano le “foot patrol”, che aldilà degli scopi operativi immediati rappresentano uno strumento prezioso per modalità di approccio e facilità di contatto con la popolazione locale, in quanto dimostrano nel modo piu’ semplice e diretto che UNIFIL trova la sua ragion d’essere nell’operare tra la gente per la gente.

Con rudimenti di lingua araba, ponendo la massima cura in fattive relazioni esterne con le autorità civili ed avvalendosi dei numerosi legami di amicizia stretti nel corso della precedente missione, il personale dell’11° Reggimento Bersaglieri continua ad essere particolarmente attento nel valorizzare queste modalità di contatto con la popolazione, non a caso denominate “social patrol”.

Infatti, esse costituiscono la chiave migliore per comprendere appieno la realtà sociale locale ed instaurare rapporti di mutua confidenza e reciproco rispetto, senza i quali ogni sforzo di assistenza e collaborazione risulterebbe senz’altro meno efficace. E’ proprio nel corso di tali operazioni che spesso si riceve notizia di eventuali necessità da parte degli abitanti degli agglomerati urbani visitati, e così, senza filtri e grande senso di equità, vengono gettate le fondamenta del successivo intervento,in coordinazione con l’Amministrazione locale, improntato ad imparzialità e massima trasparenza,allo scopo di creare un “ circolo virtuoso” economico-sociale di cui beneficerà l’intera comunità.



Al Mansouri (Libano), 21 giugno 2009
“FRIENDSHIP DINNER” ALLA TASK FORCE ITALBATT2



Una cena all’insegna dell’amicizia, della conoscenza e dell’affiatamento reciproco (per l’appunto un “Friendship Dinner”) è stata offerta dalla Task Force ITALBATT 2 , costituita dal reggimento “Lancieri di Aosta (6°)”., presso la base di AL MANSOURI, ai Sindaci dei Comuni che insistono nell’ area di responsabilità.
Il convivio, che ha avuto quale ospite d’onore ed ha presenziato il Generale di Brigata Carmelo DE CICCO, Comandante della JOINT TASK FORCE “LEBANON” costituita su base 132a Brigata Corazzata “Ariete”, ha consentito ai Sindaci degli otto villaggi, compresi nella nostra Area di Responsabilità - AOR, di apprezzare l’ospitalità, la cordialità e la qualità tutte italiane di eventi del genere, ma anche di trattare, in un ambiente quanto mai amichevole e disteso, argomenti di comune interesse, quali la cooperazione civile-militare e le iniziative congiunte per il sempre maggiore successo della missione di United Nations Interim Force in Lebanon - UNIFIL.
Il consolidamento della pace e della stabilità, grazie soprattutto al pieno consenso ed alla collaborazione del Paese ospitante, la convivenza pacifica, la crescita democratica, lo sviluppo economico, sociale e culturale di aree che tuttora portano su di sé le drammatiche tracce di guerre e di odii intestini ancora molto recenti, rappresentano il sincero obiettivo dei Sindaci dei paesi dove i “Lancieri di Aosta” svolgono quotidianamente il loro mandato.
Mandato che così tante, sincere e talora commoventi manifestazioni di plauso e di apprezzamento sta ricevendo dalle Autorità e dalle popolazioni locali perché è anche grazie ad esso, ed in particolar modo all’”ombrello di sicurezza” di cui gli uomini e le donne di “Aosta” sono divenuti garanti, che la vita sta velocemente tornando alla normalità e che svariate iniziative economiche, benefiche, sociali e culturali stanno rifiorendo in questa estrema propaggine meridionale del Paese dei Cedri.
Le attestazioni di stima e di apprezzamento rivolte dai Sindaci libanesi al 76° Cte dei “Lancieri di Aosta”, Col. Enzo GASPARINI CASARI, il quale ha fatto loro dono di un’artistica stampa raffigurante un lanciere a cavallo nell’uniforme del 1835, sono state il più gradito suggello di un evento effettivamente speciale, vissuto in totale distensione ed armonia, che ha segnato un ulteriore passo in avanti nel rendere ancor più forte ed emotivamente sentito il legame esistente tra i “Lancieri di Aosta” e la terra dove essi stanno operando nel nome della pace e della sicurezza.






 
 
 
 
 
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NOTIZIE DALLA ASSOCIAZIONE DECIMA MAS
Mercoledì, 24 Giugno 2009
by webmaster




ROMA- Il 13 giugno al Sacrario del “Campo della Memoria”, numerose persone hanno ricordato con una suggestiva cerimonia l’anniversario della nascita del Comandante Junio Valerio Borghese e dei Caduti sul fronte pontino nella difesa di Roma.

Sono intervenuti il Dott. Guido Mussolini e il Comandante Bartolo Gallitto che ha letto una toccante “Preghiera ai Decumani” composta dal Principe Andrea Scirè Borghese, che ha inviato per l’occasione un messaggio agli organizzatori e ai partecipanti.

Dopo la S. Messa in rito tridentino sono stati benedetti i labari dell’Ordine dell’Aquila Romana e dell’Ass. Volontari sez. di Roma.
Infine il Marò Franco Grazioli del Btg. Lupo ha declamato la Preghiera del Marinaio e con l’appello ai Caduti sepolti al Campo si è conclusa la manifestazione sulle note dell’Inno della Decima.


Il prossimo appuntamento è per domenica 27 settembre alle ore 10,30 al Cimitero Monumentale del Verano in Roma per ricordare i martiri della Tagliamento trucidati a Rovetta.

ASSOCIAZIONE CAMPO DELLA MEMORIA

Raffaella Duelli
Alberto Indri

ASSOCIAZIONE COMBATTENTI Xa FLOTTIGLIA MAS
Sez. di Roma




La preghiera inviata da Andrea Scirè Borghese e letta durante la cerimonia




Alla memoria di mio padre Comandante M.O.V.M, Junio Valerio Borghese dei combattenti di terra e di mare e delle Ausiliarie della gloriosa DECIMA MAS, oggi e sempre idealmente con noi , con gratitudine.


DECUMANI TUTTI

CHE ALLA VOSTRA TERRA DONASTE LA PRIMAVERA DELLE VOSTRE VITE E CHE ORA SPAZIATE COME AQUILE POSSENTI NELL’AZZURRO INFINITO…

LIBRATE LE VOSTRE ALI AL DI SOPRA DEL PAESE INGRATO CHE SPOGLIATO DA GIUDA, DAL NOVELLO ALLEATO E DAL FRATRICIDA SCIACALLO DI OGNI SUO ORGOGLIO, VORREBBE OGGI NEGARE, CON LA MENZOGNA, IL DILEGGIO E L’OBLIO, L’APPORTO CHE VOI, SUOI FIGLI FEDELI, LE OFFRISTE CON SLANCIO, PER SCRIVERNE LA FULGIDA STORIA DAPPRIMA ED IN SEGUITO PER RISCATTARLA DALLA VERGOGNA. COMBATTENDO “PER L’ONORE”!

VI CHIEDIAMO DI GUIDARCI DALL’ALTO,
MA ANCOR PIU’ DI VEGLIARE SULL’ITALIA,
PUR SE PER CERTO NON PIU’ QUELLA VOSTRA,
IN VIRTU’ ED IN MEMORIA DEI TEMPI LONTANI
QUANDO, CON FIEREZZA E CON CUORE VIBRANTE,
LA CHIAMAVATE “PATRIA”

NOI CI IMPEGNAMO A TRAMANDARE
LE VOSTRE GESTA ED IL VOSTRO CREDO
AGLI ITALIANI DEL DOMANI, AFFINCHE’
POSSANO ANCH’ESSI UN GIORNO
RISCOPRIRE L’AMOR DI PATRIA
E COSI’ SIA.

DECIMA MARINAI ! …
DECIMA COMANDANTE !

Andrea Scirè Borghese - MMVII


 
 
 
 
 
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l'ITALIA NEL CORPO D'ARMATA EUROPEO
Martedì, 23 Giugno 2009
by webmaster



STRASBURGO - Con una cerimonia militare tenutasi a Strasburgo, l'Italia è entrata ufficialmente a far parte di Eurocorps, il Corpo d'Armata Europeo.

"La decisione italiana di unire la sua bandiera a quelle delle nazioni di Eurocorps fa sì che la costa settentrionale del Mediterraneo sia tutta rappresentata ed apre un cammino promettente per l'Italia nell'ambito di Eurocorps", ha detto il Generale spagnolo Pedro Pitarch, attuale comandante di Eurocorps, durante la cerimonia in cui è stato issato il tricolore e suonato l'inno di Mameli.

Il generale ha rivolto un ringraziamento alle autorità italiane per la decisione di unirsi ad Eurocorps, ed in particolare al generale Vincenzo Camporini, Capo di Stato Maggiore della Difesa italiana. Eurocorps nasce nel 1992 per volere del presidente francese Francois Mitterand e del cancelliere tedesco Helmut Kohl. Attualmente ne fanno parte cinque nazioni fondatrici - Belgio,
Francia, Germania, Lussemburgo, Spagna - e con l'Italia altre quattro nazioni contribuenti: Austria, Grecia, Polonia e Turchia. Quest'anno dovrebbero entrare a far parte del gruppo delle nazioni contribuenti anche la Romania e gli Stati Uniti. In due sessioni (giugno 2008 e febbraio 2009), il parlamento europeo ha chiesto che Eurocorps diventi un vero corpo europeo e ha chiesto a tutti i paesi Ue di contribuire al Corpo d'Armata

 
 
 
 
 
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MASSICCIA AVIO-INFILTRAZIONE DI 350 PARACADUTISTI INGLESI DIETRO LE LINEE DEI TALEBANI
Martedì, 23 Giugno 2009
by webmaster

cortesia: The Times , Londra




AFGHANISTAN: MASSICCIO ATTACCO DEGLI INGLESI CON UN AVIO-INFILTRAZIONE DIETRO LE LINEE DEI TALEBANI NEL SUD DELL'AFGANISTAN


HELMAND - AFG- Truppe britanniche hanno sferrato un massiccio attacco contro posizioni dei talebani nel sud dell'Afghanistan.

Lo ha reso noto il ministero della Difesa britannico, sottolineando che si tratta di una delle "più ampie operazioni militari dall'aria" degli ultimi anni.

Oltre 350 uomini del reggimento scozzese Black Watch sono stati
aviotrasportati ( le agenzie italiane dicono aviolanciati, ma le notizie in nostro possesso parlano di elisbarco),a Babaji, a nord di Lashkar Gah nella provincia di Helmand, poco dopo la mezzanotte.

Dodici elicotteri da trasporto Chinhook americani e britannici sono stati impegnati nell'operazione, chiamata L'artiglio della pantera, che ha avuto il supporto di elicotteri da combattimento Apache e Black Hawk, di jet Harrier, di un bombardiere Spectre e di droni senza pilota.

Secondo il ministero GB, le truppe hanno preso il controllo di tre punti di passaggio strategici della zona, neutralizzando anche diversi ordigni rudimentali sequestrati al nemico.



 
 
 
 
 
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DIFESA PERSONALE
Martedì, 23 Giugno 2009
by webmaster




LIVORNO- Nelle giornate del 15 e 16 giugno, presso la Caserma Vannucci , i Tecnici del Gruppo Tecnico di Difesa Personale Militare, C.le Magg. Capo Antonio CITI e il C.le Magg. Capo Daniele PILAGATTI,

specialisti in Mga – E.S.FF.AA. (Metodo Globale Autodifesa - Evoluzione Speciale Forze Armate) hanno condotto un seminario insieme ai tecnici Mga dell’ Emilia Romagna Maestro (Ing.) Domenico CARLINI e il Ten. (Avv.) Carlo Francesco TOMBOLINI .

Si trattava di un vero e proprio addestramento “congiunto” tra i “tecnici militari” del 187° Reggimento e “civili”, per perfezionare l’ autodifesa e renderla utile e funzionale all’impiego operativo.

Tema di lavoro, tecniche di dissuasione e neutralizzazione di elementi ostili, che saranno utilissime agli operatori in partenza per l’ “Operazione strade sicure”.




 
 
 
 
 
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REGGIO EMILIA: BARICENTRO DEL PARACADUTISMO SPORTIVO INTERNAZIONALE
Martedì, 23 Giugno 2009
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PARMA- Il centro di paracadutismo di Reggio Emilia gestito da BFU, è noto ai nostri lettori come insostituibile punto di riferimento per i lanci con paracadute tondo a controllo militare.

Ma fortissima è la loro attività lancistica sportiva, e molto apprezzata, a giudicare dai numeri di un evento internazionale di cui è stato protagonista nei giorni scorsi: un "international boogie" , come si chiama in gergo un avvenimento di questo tipo, che, appena concluso, ha già innescato le richieste dei partecipanti di conoscere la data del 2010.

Il centro BFU accoglie entrambe le specialità classiche del paracadutismo: quello a vocazione militare -condotto dalla scuola ANPDI di Vitorchiano, ospite gradita- e quello sportivo. Si tratta di una intelligente strategia dei direttori, Paolo Haim -ufficiale in congedo della Folgore-, e i suoi colleghi EDO e FRANK.

La gara del 25 e 26 Luglio riservata ai "tondi" , ad esempio,lo dimostra: così come gli eventi "sportivi" , anche quello "militare" avrà uno spazio ed un aereo riservati alla attività, senza preclusioni.

Una scelta che premia il centro con una attività con fune di vincolo che nei periodi migliori arriva fino a 200/240 lanci a weekend.


Il successo del "boogie" del 2 Giugno dimostra, tra l'altro, che l'aviosuperfice gode di ottima salute e di standard di sicurezza di altissimo livello.

Le notizie incalzanti dall'Afganistan rischiavano di seppellire la notizia del loro successo, che riportiamo oggi. Ce ne scusiamo con Paolo Haim, che per punizione farà lanciare preoccupato il webmaster, rifiutando il solito controllo scaramantico che gli riserva quando lo vede in decollo:




Il 2 giugno si è concluso il III International Boogie organizzato dalla BFU.


Sei giorni caratterizzati da tantissimi lanci, un altissimo livello tecnico, un numero ancora maggiore rispetto all’anno scorso di organizzatori di prestigio mondiale e come sempre…grandissimo divertimento!!!!

Quest’anno anche il tempo è stato clemente e, su sei giorni, ha fatto le bizze solo per un paio di mezze giornate: decisamente meglio…se comparato con la scorsa edizione.

Grande riscontro di paracadutisti italiani e stranieri.

Il livello tecnico in campo è sicuramente aumentato rispetto all’anno passato, sia per quanto riguarda i salti di free-fly che i gruppi di relativo.

QUALCHE NUMERO, PER DARVI LA DIMENSIONE DELL'EVENTO:


- 3 AEREI: BEECH 99, TURBOFINIST, PILATUS PORTER,

- 144 DECOLLI DI BEECH, 49 DI TURBOFINIST, 51 DI PILATUS

- 3026 LANCI

- 16150 LITRI DI JET A1 CONSUMATI

- 18 NAZIONI PRESENTI: BULGARIA, GERMANIA, FRANCIA, SPAGNA, SLOVENIA, INGHILTERRA, U.S.A, BRASILE, SVIZZERA, ROMANIA, UCRAINA, ARGENTINA, RUSSIA, NUOVA ZELANDA, SUFFOLK, REPUBBLICA CECA, OLANDA E ….ITALIA

- 213 ISCRITTI

- 2 SGANCI

- 0 INCIDENTI

- 1071 LITRI DI BIRRA


Nota della direzione: non sono rilevabili le bottiglie di superalcolici consumate e i decibel dell’impianto stereo BFU: complice la festa con deejay di sabato sera che si è protratta fino alle 6 di mattina.

Durante lo stage si è inoltre svolto il tentativo dei “giovani di secondo pelo” di migliorare il record italiano di formazione a nove elementi.

Notevole la performance realizzata dai paracadutisti “Over 60”, venuti da tutta Italia per il tentativo di record di formazione in caduta libera.

Nel pomeriggio di sabato 30 maggio, i”vecchietti” (si fa per dire) hanno realizzato, per ben due volte, una formazione a undici elementi che costituisce il nuovo record italiano della categoria.

Il lancio è stato eseguito da due aerei in formazione, un Pilatus e un Turbofinist, da 4.500 metri di altezza. La caduta libera, effettuata ad una velocità di circa 200 Km/ora, ha avuto una durata di circa 65 secondi.

Vi erano tutte le condizioni per migliorare ulteriormente il record ma, sfortunatamente, le avverse condizioni meteo non hanno consentito di fare altri tentativi nella giornata successiva.

Gli "arzilli pensionati" non si scoraggiano e, appena possibile, tenteranno nuovamente.

Ecco gli autori dell'insano gesto, pardòn del record, con la loro età fra parentesi, alternatisi nei due lanci:

Giovanni Beduzzi (67), Renzo Carlini (64), Roberto Carrani (61), Leonardo Consoli (63), Rodolfo Emondi (77), Celestino Frugoni (65), Eugenio Gardini (62), Paolo Haim (60), Alberto Ilengo (67), Beppe Malavasi (69), Eugenio Pizzitutti, (66), Giancarlo Sarti (69), Claudio Serafini (65). Lamberto Serenelli (70).

Le riprese video in caduta libera sono state realizzate da Mimmo Arnesano (59) anche lui, al pari degli altri, inossidabile.

Sono in corso trattative con i giudici di gara per convertire gli anni in euro.

Lo staff BFU desidera ringraziare:

- I LOAD ORGANIZER: FRED FUGEN, VINCENT REFFET, IPPO FABBI, PETE ALLUM, MANUEL BASSO, LUCA TONDELLI, PATRICK PASSE, PHILIPPE VALLAUD, TIM PORTER, WENDY SMITH e MAX HAIM (FOTO)

- LAMBERTO SERENELLI PER L’ORGANIZZAZIONE DEGLI OVER 60

- LE AZIENDE INTERVENUTE: BFU SHOP, TURBOLENZA,TONFLY, ARIA, SONIC, AERODYNE, BASIC, STRONG, PERFORMANCE DESIGNS, 90PERCENT, PARACHUTE DE FRANCE, PARASPORT, WINGS


Poalo Haim, Edo e Frank inviano un grazie speciale anche a tutti coloro che hanno creduto e continuano a credere in questo grande progetto: l’International Boogie BFU…unico in Italia!!!

Rimaniamo in attesa di conoscere le date per il prossimo meeting






 
 
 
 
 
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I SALUTI DEL GENERALE CASTELLANO
Martedì, 23 Giugno 2009
by webmaster




HERAT- La conversazione è stata brevissima, visti i numerosi impegni , ma il Generale Rosario Castellano ha tuttavia avuto il tempo di prendere la comunicazione e salutare la redazione e i nostri lettori, e segnalarci l'apprezzamento per l'informazione puntuale che diamo degli avvenimenti in Afganistan.

Il generale Castellano ha parlato a nome dei suoi uomini che -ci ha detto testualmente- "hanno un approccio professionale, sereno e forte in ogni situazione, anche la più stressante e pericolosa. E' questo che mi preme far sapere, più di tutto: che i ragazzi della Folgore stanno dimostrando di essere all'altezza delle migliori tradizioni dei baschi amaranto". Al termine della veloce conversazione ha aggiunto: "San Michele Arcangelo e Santa Gemma ci proteggono, così come il solenne affidamento alla Madonna di Fontanellato a cui abbiamo partecipato"


Buon lavoro, Comandante!.

Complimenti.