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ANNIVERSARIO DELLA OPERAZIONE HERRING: PRENDE IL VIA UNA MARCIA DEI PARACADUTISTI
Venerdì, 12 Marzo 2010
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I paracadutisti di Ferrara ci ricordano gli eventi che stanno organizzando per il mese di Aprile:



FERRARA-nell’aprile del 2010 ricorre il 65° anniversario dell’Operazione Herring e le commemorazioni toccheranno il mantovano. Nell’ambito delle numerose ed interessanti manifestazioni, la sezione di Ferrara unitamente a quella di Poggio Rusco organizza l’esposizione della Mostra itinerante dal 10 al 18 presso il Palazzo Gonzaga, sede del municipio di Poggio Rusco.

Nelle settimane seguenti, la mostra farà tappa in altri luoghi carichi di ricordi gloriosi dei nostri paracadutisti: Felonica Po, Magnacavallo, Schivenoglia, Sermide e Villa Poma. Poi sono previsti periodi espositivi a Milano, Pisa, Bresso e in altre località.

Questa è un’anticipazione del programma dei giorni dal 10 al 19 Aprile a Poggio Rusco con finale a Mantova:


Sabato 10 ore 10.00: inaugurazione della nostra mostra a presso il Palazzo Comunale di Poggio Rusco alla presenza delle Autorità e delle scolaresche locali.


Venerdì 16 ore 21.00: convegno storico sulla “Operazione Herring” presso il museo delle IIª Guerra Mondiale di Felonica. Con la partecipazione del professor Carlo Benfatti (autore del libro “Operazione Herring n.1”) ed altri studiosi e ricercatori;


Lunedì 19 dalle ore 10.00: esposizione della nostra mostra nel corso del convegno storico sulla “Operazione Herring” presso il Teatro Accademico “Bibiena” di Mantova. L’evento è organizzato dall’Istituto Mantovano di Storia Contemporanea sotto la direzione del professor Carlo Benfatti


Sempre dal 12 al 18 aprile, sotto l'egida della Presidenza Nazionale ANPd'I, le sezioni di Bologna, Cento, Domodossola, Ferrara, Modena, Poggio Rusco e Verbania promuovono e organizzano la “Marcia della Memoria” per ricordare i valorosi Combattenti ed onorare i gloriosi Caduti. La marcia attraverserà i territori e i paesi che videro impegnati i paracadutisti inquadrati nel “Gruppo di Combattimento FOLGORE” e de nello “Squadrone FOLGORE” dell’Esercito Regolare

La marcia prenderà avvio alle 10.30 di lunedì 12 da Bondeno (FE) e proseguirà con questo programma:




12 aprile lunedì kmt 23 Bondeno, Casumaro, Vigarano M.

13 aprile martedì kmt 20 Vigarano M., Mirabello, S.Agostino, Poggio Renatico

14 aprile mercoledì kmt 26 Poggio Renatico, Galliera, Maccaretolo, S.Pietro in Casale, Pieve di Cento, Cento

15 aprile giovedì kmt 23 Cento, Ravarino, Stuffione

16 aprile venerdì kmt 27 Stuffione, S.Prospero sul Secchia, Cavezzo, Mirandola

17 aprile sabato kmt 19 Mirandola, Poggio Rusco, Dragoncello

18 aprile domenica kmt 07 Dragoncello, Poggio Rusco



La marcia ha carattere associativo: possono partecipare tutti i paracadutisti a titolo personale o associativo. Ogni partecipante dovrà essere autosufficiente e sostenere le proprie spese salvo eventuali contributi da enti o associazioni a riguardo dei pasti e pernottamenti per i partecipanti provenienti da fuori provincia che pernotteranno nelle varie sedi di tappa. Per ogni tappa sono previste fermate presso cippi, lapidi e monumenti posti a ricordo dei nostri Caduti per cause belliche o di servizio. Oltre ai Caduti della Herring, nel municipio di Bondeno i paracadutisti marciatori renderanno omaggio alla lapide che ricorda il C.le Paracadutista Bruno Guidorzi, caduto nel 1971 con “Gesso 4” alla Meloria.

Nei mesi scorsi, la sezione di Ferrara ha chiesto alle varie amministrazioni comunali che videro impegnati i nostri paracadutisti di intitolare vie o piazze di nuova urbanizzazione ai caduti della Herring o al reparto “Nembo” o al alla stessa “Operazione Herring”.

Nel corso della “Marcia della Memoria”, i paracadutisti marciatori visiteranno i vari municipi e consegneranno ai sindaci lettere di sollecito a chi non ha ancora provveduto e di ringraziamento a chi ha già accondisceso all’intitolazione. Per il momento il comune di S.Pietro in Casale (BO) ha già intitolato una via a Amelio De Juliis, la più giovane M.O.V.M. dell’Esercito Italiano e Vigarano Mainarda (FE) ha deliberato l’intitolazione di una via alla M.A.V.M. Silvio Infanti.

Gli organizzatori si augurano che l’iniziativa abbia riscontro presso gli Enti ed Associazioni dei territori attraversate dalla Marcia, ma soprattutto che veda la presenza di un nutrito numero di paracadutisti.

Tutte le manifestazioni vedranno la presenza significativa e l’apporto concreto di tutte le sezioni ANPd’I. Le informazioni sullo sviluppo dell’iniziativa sulla “Marcia della Memoria” possono essere richieste al promotore, Alpino Paracadutista Domenico Delbarba, tel 0324/83362 e cell 349/3559140 e al presidente della sezione di Ferrara, Paracadutista Maurizio Grazzi, Tel. 0532-202636, Cell. 339-4438080 e e-mail: grazzisrl@libero.it.







Sezione ANPd’I di Ferrara



Per il Presidente Par. Maurizio Grazzi


 
 
 
 
 
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IL CONSIGLIO DEI MINISTRI RIORGANIZZA LA NORMATIVA DI INTERESSE MILITARE
Venerdì, 12 Marzo 2010
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Il Consiglio dei ministri ha approvato, su proposta dei Ministri della difesa, Ignazio La Russa, e del Ministro per la semplificazione normativa, Roberto Calderoli, il riordino dell'ordinamento giuridico militare.

Il riordino consiste in un decreto legislativo che riunisce, razionalizza ed armonizza in un unico Codice le disposizioni normative.

La struttura di entrambi i testi riunisce le norme così suddivise: organizzazione e funzioni; beni; amministrazione e contabilità; personale militare; personale civile e personale ausiliario delle Forze armate; trattamento economico, assistenza e benessere del personale; trattamento previdenziale e per le invalidità per causa di servizio; servizio militare e degli obiettori di coscienza in tempo di guerra o di grave crisi internazionale.


 
 
 
 
 
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Venerdì, 12 Marzo 2010
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MODENA- Identificato dagli agenti della polizia postale il referente del ku klux klan in Italia, organizzazione dell'estrema destra inneggiante la diversità razziale, nata negli Usa nel 1865. E' un uomo di 33 anni residente nella provincia di Modena, che dopo perquisizione domiciliare effettuata in collaborazione con la sezione della polizia postale e la Digos di Modena, è stato denunciato in stato di libertà per aver commesso atti di discriminazione e odio etnico, nazionale, razziale al fine di agevolare l'attività di organizzazioni, movimenti che hanno il medesimo scopo. Con l'operazione denominata "kkk Italia" la Polizia Postale del Lazio ha individuato l'uomo, già noto alle forze dell'ordine come simpatizzante degli skinheads ed era anche il responsabile dell'area italiana del sito www.unskkk.com. L'intento del movimento italiano, secondo gli investigatori, era farsi pubblicità, richiamare a sé nuovi adepti, coordinandone i movimenti per azioni inneggianti l'odio razziale.

 
 
 
 
 
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A SPOTORNO "FESTA DEL VENTO"
Venerdì, 12 Marzo 2010
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SPOTORNO- Dopo aerostati e aquiloni del 13 e 14 Marzo, sarà la volta dei lanci da elicottero previsti sabato 20 e domenica 21 Marzo.

Ecco il comunicato degli organizzatori, letto sulla stampa locale:


Il festival del vento proseguirà il 21 e il 22 marzo con le esibizioni dei paramotore e dei parapendio e i lanci dei paracadutisti (prove preparatorie il sabato, esibizioni la domenica). Un numero di alta spettacolarità sarà eseguito da due paracadutisti, che si alzeranno in quota sino a 3 mila metri e poi, con l’elicottero in «overing», ovvero fermo, salteranno uniti, aprendo un solo paracadute (dopo alcuni secondi quello con il paracadute ancora chiuso si lancerà nel vuoto, per aprire poi a sua volta il paracadute). Un classico del Festival, che tornerà anche nell’edizione 2010, è la stella formata da 5 paracadutisti che, arrivati alla quota di apertura, si allontaneranno l’uno dall’altro in direzione opposta disegnando in cielo la classica «bomba» con i coloratissimi fumogeni.

 
 
 
 
 
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IL PADRE ERA STATO TRUCIDATO DA PARTIGIANI: LA CORTE DELL'AJA CONCEDE L'INCHIESTA PER GENOCIDIO COMMESSO DAI PARTIGIANI ROSSI
Venerdì, 12 Marzo 2010
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PIACENZA- Accolto il ricorso all'Aja di un piacentino il cui padre venne fucilato 66 anni fa dai partigiani.

Luis Moreno Ocampo, procuratore capo della corte internazionale dell'Aia ha aperto un fascicolo che riporta l'ipotesi di reato di genocidio.

Il promotore è l'architetto piacentino Giuseppe Tiramani che, attraverso la consulenza del suo legale Michele Morenghi.

Racconta il Figlio: "Mio padre fu prelevato nei pressi di casa sua a Rustigazzo nel piacentino nel luglio del '44 da un gruppo partigiano della brigata Stella Rossa - spiega Tiramani - fu processato e condannato a morte senza un giudice, senza un comandante partigiano e senza una sentenza a verbale. Fu fucilato poche ore dopo nei pressi del Monte Moria. Mia madre lo trovo' crivellato di colpi. Ho già perdonato tutti coloro che uccisero mio padre, che abitavano nel mio paese e li ho conosciuti personalmente dopo la guerra. Chiedo sia fatta giustizia per il suo caso e per tutti gli altri combattenti della repubblica sociale uccisi in quegli anni nel piacentino".

Il padre di Giuseppe Tiramani, si chiamava Lodovico Tiramani, era un milite scelto della Guardia nazionale repubblicana. Durante la guerra civile fu catturato dai partigiani e scambiato con altri prigionieri, tornato in libertà rientrò nelle file della Rsi e di nuovo cadde prigioniero ma questa volta, finì davanti ad un plotone d'esecuzione. Quando fu ucciso aveva 33 anni.


 
 
 
 
 
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PAGLIA A PESARO
Venerdì, 12 Marzo 2010
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PESARO- L'Onorevole Paglia è atteso oggi alle 17.30 nella sala del consiglio comunale di Pesaro per sostenere la candidata alle elezioni regionali Elisabetta Foschi, sua amica personale e collega di partito.

Gianfranco Paglia milita nelle fila del Pdl, ed è stato primo firmatario della legge quadro sulle polizie locali, della legge sull'introduzione di sanzioni penali per il mancato adeguamento di edifici e spazi pubblici alla vigente normativa in materia di eliminazione di barriere architettoniche, e della legge per l'istituzione della riserva di completamento delle Forze Armate.

 
 
 
 
 
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VISITA ISTITUZIONALE ALL'ISTITUTO GEOGRAFICO MILITARE PER IL GENERALE BERTOLINI
Venerdì, 12 Marzo 2010
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FIRENZE- Il Comandante del Comando Militare Esercito “Toscana”, Generale di Divisione Marco Bertolini, ha visitato ieri mattina la sede storica dell’Istituto Geografico Militare in via Cesare Battisti.

Il Comandante dell’IGM, il Generale di Divisione Antonio De Vita, ha accolto l’alto Ufficiale già Comandante della Brigata paracadutisti “Folgore” e Capo di Stato Maggiore della missione Isaf della Nato.

La visita ha interessato i principali settori produttivi dell’Istituto, in particolare l’attività cartografica sviluppata a favore dei reparti dell’Esercito impegnati nei vari teatri operativi.

L’attenzione si è incentrata ancorpiù sui processi produttivi destinati all’elaborazione del materiale digitale di alta complessità, ad elevato contenuto informativo, indispensabile per l’analisi del territorio, la pianificazione operativa e la sicurezza delle unità.

 
 
 
 
 
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IMPRESA ESTREMA PROMOSSA DAL SITO
Giovedì, 11 Marzo 2010
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PARMA- E' in preparazione una prova non competitiva di resistenza alla fatica e all'ambiente ostile che si svilupperà in 48 ore ( SAB - DOM) a partire dalla notte del venerdì.

ANDATE NELLA RUBRICA ADDESTRAMENTO

 
 
 
 
 
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NO ALLO SCUDO DEI FIGLI CHE STUDIANO: ESPULSIONE PER GLI IMMIGRATI ILLEGALI
Giovedì, 11 Marzo 2010
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PARM- La Cassazione - con la sentenza n. 5856 della I sezione civile ha respinto il ricorso di un immigrato irregolare albanese, con moglie in possesso di permesso di soggiorno, in attesa della cittadinanza italiana, e due figli minori. L'immigrato, residente a Busto Arsizio (VA), aveva chiesto l'autorizzazione a restare in Italia in nome del diritto al "sano sviluppo psicofisico" dei suoi bambini, che sarebbe stato alterato dall'allontanamento del loro padre. I supremi giudici gli hanno risposto che ai clandestini è consentita la permanenza in Italia, per un periodo di tempo determinato, solo in nome di "gravi motivi connessi con lo sviluppo psicofisico del minore se determinati da una situazione d'emergenza".

Queste situazioni d'emergenza, però, non sono quelle che hanno una "tendenziale stabilità " come la frequenza della scuola da parte dei minori e il normale processo educativo formativo che, a parere dei giudici, sono situazioni di "essenziale normalità ". Se così non fosse, dice la Cassazione, le norme che consentono la permanenza per motivi d'emergenza anche a chi è clandestino, finirebbero con il "legittimare l'inserimento di famiglie di stranieri strumentalizzando l'infanzia".

 
 
 
 
 
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ANCHE LA FOLGORE COINVOLTA IN UNO SCREENING CONTRO IL RISCHIO DI OSTEOPOROSI
Giovedì, 11 Marzo 2010
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LIVORNO- Alla prevenzione della OSTEOPOROSI, ovvero la progressiva demineralizzazione ossea, è dedicata la giornata di sabato prossimo con un’iniziativa promossa da Comune e Asl 6 col patrocinio della presidenza del consiglio comunale e in collaborazione con Ordine dei medici di Livorno, federazione medici di famiglia, brigata Paracadutisi Folgore, TeleGranducato e club Soroptimist : una giornata di prevenzione presentata ieri mattina con la partecipazione del dottor Enrico Bianchi (presidente del consiglio comunale), del dottor Eliano Mariotti (ordine dei medici), del dr.Fabrizio Malvaldi e del dr.Gianluigi Occhipinti, oltre a Silvia Di Batte (Soroptimist).


L’osteoporosi è un problema di crescente impatto sociale che coinvolge soprattutto le donne in postmenopausa (ma anche qualche maschio ultrasettantacinquenni) il cui sistema scheletrico perde progressivamente i sali di calcio che ne formano la struttura resistente: le ossa divengono sempre più fragili. E spesso questo si accompagna alla frattura del femore, patologia assai invalidante.


 
 
 
 
 
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CASERTA: LISTA DI POLIZIOTTI E UOMINI DELLO STATO CONTRO GOMORRA
Giovedì, 11 Marzo 2010
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IL CORRIERE DEL MEZZOGIORNO del 11.3.2010

CASERTA — Una lista di candidati alla Provincia formata esclusivamente da appartenenti a corpi militari dello Stato: esercito, polizia di Stato e penitenziaria, carabinieri, guardia di finanza, aeronautica e della marina militare. Ecco chi sono i 14 uomini della lista «Stop camorra», che — almeno in quanto a presenza di forze dell’ordine in lista — è una novità nel panorama delle elezioni amministrative provinciali in Terra di Lavoro.

SOTTUFFICIALE E CANDIDATO - Il candidato presidente è Salvatore Cervo di Aversa, appena ventitreenne, sottufficiale dell’esercito in servizio a Roma. La lista è presente in 13 dei 36 collegi provinciali, nessun manifesto ancora alle cantonate, nessuno dei candidati ha provveduto a stampare santini, i cartoncini con foto e slogan: la propaganda è del tipo porta a porta e a cura dei familiari, perché quasi tutti i candidati sono in servizio fuori dalla provincia di Caserta.

IL «PROMOTORE» - La lista si ispira al movimento fondato da Luigi Cangiano, giornalista di Carinaro che fa da portavoce dei candidati «perché — dice — non lavorano qui e anche perché vogliono attenersi alla discrezione di chi veste una divisa militare. La nostra è una candidatura di testimonianza diretta di chi combatte sul campo una guerra quotidiana contro la criminalità e contro il malaffare politico. Per noi camorra non vuol dire solo pistole e morti ammazzati, come certi osannati cantori del fenomeno camorra vorrebbero farci credere. La camorra è anche la politica corrotta, i concorsi pilotati, l’elargizione di posti pubblici a parenti e amici dei politici». E — sul ministro dell’Interno Roberto Maroni che ha più volte elogiato le forze dell’ordine impegnate nel cosiddetto modello Caserta— Caggiano la pensa così: «Sono operazioni sicuramente positive ma fino a un certo punto. Oltre a colpire la manovalanza, i killer e le schegge impazzite camorra, bisogna colpire il secondo livello, i colletti bianchi. Dalle nostre parti finiscono in manette le truppe della camorra, ma molti ufficiali continuano a fare affari al Nord, investendo nell’edilizia, apparentemente alla luce del sole».

«PRESENZA IDEALE» - Speranze di ottenere un seggio il candidato presidente Salvatore Cervo ne ha«poche o nessuna. La nostra è presenza ideale, altri si danno battaglia. Chiediamo ai politici di far proprie le nostre istanze di legalità, di onestà e impegno concreto contro tutto il malaffare. È risibile che proprio fra alcuni candidati della Provincia di Caserta vi siano persone che hanno fatto ed ancora attualmente fanno uso delle loro cariche politiche per esigere ed ottenere prebende per parenti ed amici».

Franco Tontoli

 
 
 
 
 
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I PARACADUTISTI DONANO SANGUE
Giovedì, 11 Marzo 2010
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immagine di repertorio che mostra alcuni paracadutisti che donano sangue al centro trasfusionale di Livorno



“I Paracadutisti donano il sangue”





PISA- Nella mattinata di domani, Venerdì 12 marzo, presso la sede del Centro Addestramento Paracadutismo di via di Gello si terrà una raccolta di sangue a cura del Centro Trasfusionale di Pisa.

Grazie alla sinergia che si è venuta a creare tra il direttore del Centro Trasfusionale, il Dottor Fabrizio Scatena, ed i Paracadutisti del CAPAR, sono spesso possibili iniziative di questo genere.

Diverse decine di militari, sia uomini che donne, nell’arco della giornata lavorativa a loro disposizione, compiranno questo importante gesto che, oltre ad concreto valore a carattere sanitario, ha un significato morale molto profondo.

I Paracadutisti del Centro sono già da molti anni impegnati in questa attività. Spesso infatti molti di loro, anche attraverso associazioni come la Croce Rossa Italiana o l’AVIS, sono contattati anche direttamente dai Centri Trasfusionali degli Ospedali cittadini per sopperire a particolari urgenze.

Il Comandante del Centro, Colonnello Gianluigi De Matteis, particolarmente sensibile a queste iniziative a carattere sociale, rammenta che… “spesso siamo contattati dalle strutture sanitarie presenti sul nostro territorio in casi di bisogno ed i nostri paracadutisti sono sempre pronti a rispondere per aiutare il prossimo. Quando ci viene avanzata una richiesta per uno specifico gruppo sanguigno normalmente in poche decine di minuti siamo in grado di inviare tutti i nostri militari che si rendono disponibili per effettuare la donazione”.

 
 
 
 
 
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640MILA EURO PER I FAMILIARI DEI PARACADUTISTI CADUTI AKABUL RACCOLTI DA "IL GIORNALE"
Giovedì, 11 Marzo 2010
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Roma -106mila 633 euro, per Simone, Stefania e per tutti familiari del sergente maggiore capo Roberto Valente, morto a Kabul nell’attentato contro i paracadutisi del 186° Reggimento Paracadutisti Folgore di Siena nello stesso attentato dove sono stati uccisi anche 15 civili afghani.

E' l'incredibile importo che i lettori del Giornale hanno donato, sorprendendo anche lo Stato maggiore dell’esercito.
Nelle mani dei parenti dei Paracadutisti caduti sono stati consegnati 639mila 800 euro. Per l’esattezza più di trecentomila direttamente ieri e i restanti tramite l’esercito, perché tre famiglie non sono potute venire a Roma.


L'incontro è avvenuto nella biblioteca del palazzo di via XX settembre, alla presenza di Stefania e Giovanna, mogli di Valente e del capitano Antonio Fortunato, e Annarita Pistonami, mamma del caporal maggiore scelto Giandomenico, con il marito.

Il capo di Stato maggiore dell’Esercito, il generale Giuseppe Valotto, li abbraccia a uno a uno e li saluta: «Bentornati a casa».

Giovanna si avvicina e parla per tutti: «La prego di ringraziare i lettori del Giornale. Questa sottoscrizione ci ha commossi. È la prima volta che accade una mobilitazione di questo tipo per noi, la cosa bella è che è una donazione fatta da persone semplici, e questo ci fa ancora più piacere».

Il tenente generale Michele Ragusa, presidente della Onaomce, l’opera nazionale di assistenza agli orfani, ribadisce l’impegno a seguire tutti i bambini negli studi.

Anche Stefania, la vedova di Roberto Valente si avvicina, dopo un momento di commozione: «È una cosa bellissima, questa sottoscrizione ci lascia senza parole. È una solidarietà meravigliosa». Accarezza la piastrina militare di suo marito, che ora lei porta al collo.

 
 
 
 
 
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MUORE UN PARACADUTISTA VENTICINQUENNE
Giovedì, 11 Marzo 2010
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di Andrea De Milato

MILANO- E' morto il 7 Marzo scorso il Paracadutista Gabriele Vianale, 25 anni, originario di Domodossola, brevettatosi assieme a me, durante il secondo corso 2009, lo scorso 13 dicembre.

E' scomparso per un incidente stradale avvenuto la notte del 7 marzo, a Vogogna ( Verbania), perdendo il controllo della sua vettura a causa del ghiaccio.

Ai funerali di ieri, 10 Marzo, era presente in chiesa una delegazione di 22 paracadutisti della sezione di milano . C'erano tutti i partecipanti del nostro corso oltre agli istruttori Giuseppe Vaccariello e Franco Falzone e l'aiuto istruttore Marco Taddei.

Durante la cerimonia è stata letta una lettera di addio al nostro Amico, al quale abbiamo donato un Basco e un brevetto, promettendo vicinanza ai suoi genitori.




 
 
 
 
 
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DONNE PILOTA NELLA SECONDA GUERRA MONDIALE: MEDAGLIA ALLE OLTRE MILLE AMERICANE
Giovedì, 11 Marzo 2010
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WASHINGTON, Sono le oltre 1.000 donne del Women Airforce Service Pilots, che hanno servito gli Stati Uniti tra il '42 e il '44, rimaste dimenticate per decenni sino alla cerimonia di ieri a Capitol Hill, durante la quale 200 di loro, ottuagenarie e spesso in sedie a rotelle, hanno ricevuto la 'Congressional Gold Medal', il massimo riconoscimento civile degli Stati Uniti.

Pilotavano aerei da guerra "cargo" e per questo motivo non sono mai state considerate veri "piloti militari". Svolgevano il prezioso compito di spostare materiali e velivoli da una base aerea a un'altra. Molte di loro sono morte in missione ma non hanno mai avuto funerali di Stato e sui loro feretri non ci sono mai state bandiere stelle e strisce.

Quando poi hanno finito di servire gli Stati Uniti nessuno ha mai pensato a tributare loro alcun onore.

Dopo una lunga battaglia legale, solo nel '77 hanno conquistato lo status di veterane di guerra, ma la premiazione e' il vero tributo a cui tutte loro hanno sempre puntato. "Questo è giorno è molto importante - spiega una di loro - non tanto per noi che siamo sopravvissute, ma per le circa 800 nostre compagne che sono morte in questi anni senza che nessuno riconoscesse il loro valore.
Siamo qui per loro e per le loro famiglie".

Nonostante l'età, non hanno perso il gusto della battuta e il cameratismo di un tempo. Una di loro, oggi novantaduenne, per ricordare i vecchi tempi, ha ricordato divertita che quando arrivavano negli aeroporti, prima che salissero sull'aereo, ogni volta i meccanici si chiedevano increduli: "Che fine ha fatto il pilota?"


 
 
 
 
 
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CROAZIA: GREMBIULE CON L'IMMAGNE DI MUSSOLINI IN VENDITA IN UN SUPERMERCATO
Giovedì, 11 Marzo 2010
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TRIESTE- Un grembiule da cucina con l'immagine di Benito Mussolini e il tricolore italiano è stato visto in vendita in un supermercato di Pola (Pula in croato), capoluogo istriano, in Croazia. La notizia con le foto del grembiule è stata poi ripresa dalla stampa nazionale croata, secondo la quale oggetti con immagini che inneggiano o mettono in una luce positiva il fascismo non dovrebbero essere messi in commercio. Il grembiule ritrae Mussolini in divisa militare nella sua famosa posa con le mani sul torso. Alle sue spalle c'é la bandiera italiana e la scritta: 'Benito Mussolini – statista' con l'indicazione dell'anno di nascita e di morte.

 
 
 
 
 
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FOLGORE E TUSCANIA IMPEGNATE AL TELETHON
Giovedì, 11 Marzo 2010
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LIVORNO. Torna dopo il successo della passata edizione il «Trofeo XXV Aprile - Città di Livorno» di calcio a 11, una competizione organizzata dalla Uisp provinciale con il patrocinio del Comune e in collaborazione con le forze armate.Tuscania e 187mo Reggimento parteciperanno con due squadre agguerrite. Al 187mo spetterà anche battersi con la Polizia Penitenziaria.

Le altre squadre a scendere in campo sono la Guardia di Finanza, l’Accademia Navale, la Banca di Credito Cooperativo di Castagneto Carducci e le cinque circoscrizioni livornesi tutte rappresentate da un team in maglietta e scarpette.

Alla presentazione del trofeo c’erano anche il comandante dei Carabinieri, il capitano Carlo Lecca, Giovanni Battocchi presidente della Circoscrizione 3, rappresentanti della Polizia Penitenziaria e, a far gli onori di casa, Michele Barzagli e Daniele Bartolozzi (numero uno della Lega calcio Uisp).
Al via ci saranno dodici squadre e 250 “atleti”: si parte martedì 16 marzo con Banca di Credito Cooperativo-Circoscrizione 4 per finire il 28 aprile (data da confermare), con la finale che con molta probabilità verrà disputata allo stadio Armando Picchi. Le partite sono tutte in programma alle ore 19 e si giocheranno su sette diversi campi della città. Le risorse risparmiate nell’organizzazione vengono devolute a Telethon, così come altri contributi ricavati dalla vendita di mini-palloni e di altri gadget che di volta in volta saranno messi in vendita. La cifra totale messa a disposizione della onlus servirà per l’acquisto di un macchinario da destinare alla ricerca universitaria.


© RIPRODUZ

 
 
 
 
 
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MISSIONI: IL CONSIGLIO SUPREMO DI DIFESA HA CONFERMATO LA NECESSITA' DI FINANZIARE LE MISISONI
Mercoledì, 10 Marzo 2010
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ROMA- Il Consiglio Supremo della Difesa nella riunione di stamani al Quirinale ha ribadito che in Asia Centrale, Medio Oriente e Balcani "l'impegno militare e di concorso allo sviluppo profuso dal nostro Paese nel quadro della Comunità Internazionale resta fondamentale e, pertanto, deve continuare ad essere sostenuto con adeguate risorse umane, economiche e materiali". La riunione è stata presieduta dal presidente della Repubblica, Giorgio Napolitano.

Hanno partecipatO il presidente del Consiglio, Silvio Berlusconi, il Ministro per gli affari esteri, Franco Frattini, il Ministro per l'interno, Roberto Maroni; il Ministro per l'economia e le finanze, Giulio Tremonti; il Ministro per la difesa, Ignazio La Russa; il Ministro per lo sviluppo economico, Claudio Scajola; il Capo di Stato Maggiore della difesa, Generale Vincenzo Camporini.

Il Consiglio ha esaminato la situazione internazionale, con particolare riferimento all'Asia Centrale, al Medio Oriente ed ai Balcani. L'impegno militare e di concorso allo sviluppo profuso dal nostro Paese nel quadro della Comunità Internazionale resta fondamentale e, pertanto, deve continuare ad essere sostenuto con adeguate risorse umane, economiche e materiali.

Considerati i crescenti oneri che l'impegno militare per la sicurezza comporta, a fronte delle perduranti ristrettezze di bilancio, è stata ribadita l'esigenza di procedere con determinazione sulla strada della razionalizzazione.

ADDESTRAMENTO, MANUTENZIONI E INVESTIMENTI PER LA SICUREZZA E l'EFFICIENZA DELLE TRUPPE ALL'ESTERO

In tale quadro, sarà necessario recuperare risorse per il mantenimento in efficienza dello strumento militare (addestramento ed alla manutenzione dei mezzi) , ed orientare gli investimenti verso un impiego finalizzato al sostegno delle operazioni in corso.


 
 
 
 
 
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PISA: ISLAMICO ENTRA IN UNA CASERMA DEI CARABINIERI ARMATO DI SPADA
Mercoledì, 10 Marzo 2010
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PISA- Ha fatto irruzione ieri pomeriggio nella caserma dei carabinieri di Pisa armato di una katana - sciabola da samurai - e urlando "Siamo tutti figli di Allah, Allah è grande". L'uomo, 33 anni, di nazionalità marocchina, già conosciuto dalle forze dell'ordine, è stato poi arrestato. A renderlo noto sono i carabinieri della città pisana. Tutto, si spiega, è avvenuto intorno alle 16.15. L'uomo, approfittando del fatto che il militare di servizio alla caserma aveva aperto il portone di ingresso per far uscire un collega, é riuscito a entrare dentro, brandendo la sciabola da samurai che aveva poco prima preso in un negozio del centro di Pisa e che aveva nascosto sotto il giaccone. Si è poi messo a roteare la katana minacciando i presenti e urlando appunto "Siamo tutti figli di Allah, Allah è grande". E' stato poi circondato e bloccato dai carabinieri. L'uomo, è stato ancora spiegato, aveva nascosta addosso anche una secondo sciabola da samurai

 
 
 
 
 
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SCHUTZEN E ALPINI AI FERRI CORTI IN TRENTINO
Mercoledì, 10 Marzo 2010
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BOLZANO- Facce tese e argomenti "caldi" tra penne nere e Schützen .
All'assemblea annuale degli alpini il presidente Demattè ha ribadito l'italianità del Trentino, attaccando le celebrazioni hoferiane e negando l'appartenenza della figura dell'oste Barbon alla storia trentina.

In alcune zone del trentino -al contrario- si definiscono «austriaci d'Italia» in virtù di radici storiche che sentono di avere come popolo trentino-tirolese e nei cui valori si rispecchiano ancora oggi molti abitanti di lingua italiana, tedesca e ladina di questa terra.

C'è chi oppone agli argomenti degli alpini il fatto che fino a quando il Tirolo sopravvisse come entità multilinguistica e multiculturale prevalse la cooperazione, l'integrazione e la concordia.

In questa ottica, la figura di Andreas Hofer -dicono- può essere utile per comprendere quanto sottili fossero all'epoca i confini linguistici all'interno della nostra regione tirolese.

Molti abitanti di quella zona pensano che il fatto che una terra sia di lingua italiana non significa che questa sia anche «italiana».

Gli esempi che portano sono innumerevoli: Canton Ticino o val Mesolcina nel Canton dei Grigioni, terre di lingua italiana ma storicamente non italiane.

Problemi che vanno afrontati e -possibilmente- risolti in vista dell'adunata del 2012 a Bolzano.

Le amministrazioni locali a vocazione austriaca chiedono che le penne nere trentine rivendichino un percorso autonomo rifiutando di onorare i simboli che -loro dicono- furono cari al regime fascista, che in Sudtirolo sono rappresentati, sedondo loro, dai monumenti ai caduti italiani nelle guerre mondiali..

Come vedete, ne vedremo e ne sentiremo non tutte belle, a giudicare dalle premesse.

 
 
 
 
 
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RIFIUTI CAMPANIA: LAVORO PREZIOSO DEI MILITARI DELL'ESERCITO
Mercoledì, 10 Marzo 2010
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NAPOLI. In un anno e mezzo i mezzi dell'Esercito Italiano che hanno preso parte all'operazione "Strade Pulite" per il superamento dell'emergenza rifiuti in
Campania hanno percorso oltre tre milioni di chilometri e portato negli appositi siti 36.700 tonnellate di spazzatura.
Sono alcuni dei dati illustrati all'ammiraglio Rinaldo Veri, capo di stato maggiore del Commando operativo di Verticeinterforze (Coi), che ha visitato a Napoli il comando Logistico Sud.
I militari, inoltre, hanno sottoposto a controlli radiologici - in poco più di 17 mesi - oltre 233mila mezzi diretti a siti di stoccaggio rivelando su 49 mezzi valori superiori alla media. L'ammiraglio Veri è stato accolto dal maggiore generale Mario Morelli, comandante del Comando Logistico Sud.


 
 
 
 
 
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RASSEGNA STAMPA: I RADICALI CHIEDONO COMMISSIONE DI INCHIESTA PER SCIERI E L'ALPINO GARRO
Mercoledì, 10 Marzo 2010
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articolo letto su Qui Oggi.it del 10 marzo 2010

L'Italia dei misteri

La morte del soldato Garro e il giallo dei funerali tenuti nascosti ai genitori

MILANO - «Non ci hanno nemmeno lasciato vedere il corpo di nostro figlio». E’ da oltre dieci anni che Angelo e Anna Garro rincorrono la verità: vogliono sapere come è morto davvero loro figlio Roberto, 19 anni, vittima di un incidente stradale quando era militare nel quattordicesimo reggimento alpini, la brigata Julia degli alpini di Tolmezzo. Lo scorso settembre il Partito Radicale ha redatto una proposta di legge per l’istituzione di una commissione di inchiesta per fare chiarezza sulla morte del 19enne e dei suoi compagni di viaggio (Giovanni Lombardo, Andrea Cordori, Mirko Bergonzini) e di Emanuele Scetri, un parà rimasto ucciso nella caserma della Folgore. La divisione Julia oggi non esiste più e non è nemmeno più obbligatorio il servizio militare, ma rimane il ricordo di quattro giovani che nella notte tra il 9 e il 10 giugno del 1998 hanno perso la vita in un incidente stradale. «Mio figlio - racconta Anna - aveva appena finito le scuola superiore: fin da piccolo voleva essere ammesso nell’Arma dei Carabinieri». Roberto, che oggi avrebbe trentuno anni, aveva deciso di prestare servizio di leva, nonostante lo status di “figlio di rifugiati dalla Libia” gli avrebbe consentito di evitarlo. Tre giorni prima del congedo aveva messo la firma volontario, ma poi si è consumato l’incidente. Un autista serbo alla guida di un camion austriaco ha travolto l’auto dove viaggiava con tre commilitoni. Quella notte, genitori vengono chiamati nel cuore della notte dalla caserma per avvertirli che il loro unico figlio è morto. «E’ meglio che non vediate il corpo di vostro figlio - viene detto loro - è completamente smembrato». Il riconoscimento, dicono, è già stato fatto. E il giorno dopo quando si ripresentano in caserma gli dicono che anche il funerale c’è già stato. Riusciranno solo a ottenere un filmato, ma i dubbi affiorano. I genitori chiedono chiarezza, ma trovano solo porte chiuse e qualche ammissione anonima da parte di altri commilitoni. Fondano un comitato. «Entrammo in contatto - dice Angelo Garro - con alcuni parlamentari leghisti, riuscimmo a raccogliere 17mila firme. Organizzammo una manifestazione per avere la riesumazione del corpo e l’autopsia». Il corpo viene riesumato. Dopo quattro mesi, il verdetto: morte da politrauma. «E’ una spiegazione che non ci soddisfa - sbotta il padre - siamo soli a lottare per la verità su nostro figlio». Andrea Ballone

 
 
 
 
 
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IL CAPO DI STATO MAGGIORE DEL COI IN VISITA IN CAMPANIA
Mercoledì, 10 Marzo 2010
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L'Ammiraglio di Divisione Veri, Capo di Stato Maggiore del Comando Operativo di vertice Interforze (COI) in visita al 2° Comando delle Forze di Difesa e al Comando Logistico Sud


Napoli – Oggi pomeriggio l'Ammiraglio di Divisione Rinaldo Veri concluderà la sua due giorni in Campania per fare il punto sulle Operazioni “Strade Pulite” e “Strade Sicure 2”, in occasione della recente assunzione dell’incarico di Capo di Stato Maggiore del Comando Operativo di vertice Interforze (COI), avvenuta il 26 febbraio 2010.

A fare gli onori di casa al 2° Comando Forze di Difesa, il comandante Generale di Corpo d’Armata Francesco Tarricone, il cui staff ha tenuto un briefing illustrativo sulle Operazioni “Strade Pulite” e “Strade Sicure 2”.

Come noto, dal gennaio 2008 l’Esercito ha ricevuto dal Governo, il mandato di condurre, congiuntamente e in concorso con le Forze dell’Ordine, l’Operazione “Strade Pulite”, per l’emergenza rifiuti in Campania, con l’impiego di personale in attività di allestimento e vigilanza dei siti e, in situazioni estreme, anche di raccolta e versamento dei rifiuti, mentre da agosto dello stesso anno ha avuto inizio l’Operazione “Strade Sicure”, ribattezzata nell’agosto del 2009 in “Strade Sicure 2” per il controllo del territorio, nelle principali aree metropolitane del Paese, al fine di garantire e accrescere la sicurezza dei cittadini.

In questo contesto, il 2° Comando delle Forze di Difesa è stato designato per la condotta e la gestione, alle dipendenze del COI, sia dell’Operazione “Strade Pulite”, attualmente con circa 250 uomini, sia dell’Operazione “Strade Sicure 2” per la propria area di giurisdizione, con circa 3.000 uomini e donne.

In particolare, nell’ambito dell’Operazione “Strade Sicure2”, l’Ammiraglio ha effettuato anche un sopralluogo ai dispositivi schierati nella provincia di Napoli, ove ha potuto constatare che ragguardevoli sono stati i risultati raggiunti dalle Unità Operative coordinate dal Comando 2° FOD, nella propria area di responsabilità: circa 530.000 persone controllate, 1.500 tratte in arresto e 2.300 denunciate; circa 320.000 veicoli controllati di cui 5.400 sequestrati e 397 automezzi rubati recuperati; circa 61 kg. di sostanze stupefacenti rinvenuti; 186 armi e 5265 munizioni sequestrate.

Al Comando Logistico Sud l’Ammiraglio Veri, questa mattina, è stato accolto dal comandante il Maggior Generale Mario Morelli che, nelle vesti di Coordinatore del Sottosegretario di Stato Dott. Bertolaso, ha fornito un aggiornamento circa lo stato del superamento dell’emergenza rifiuti in Campania.

Successivamente, l’Ufficiale Generale ha visitato il Termovalorizzatore di Acerra dove ha espresso la sua piena soddisfazione, ringraziando il Generale Morelli, unitamente a tutto il personale impegnato nelle varie attività asserendo che “il successo è stato ottenuto grazie alla nostra capacità di eseguire ordini con indiscusso senso del dovere, senza mai badare né ad orari né a giorni festivi, anteponendo sempre l’interesse dei cittadini a qualsiasi altra esigenza”.



Comando Operativo di vertice Interforze (COI)

Capo di Stato Maggiore del COI


L'Ammiraglio di Divisione Rinaldo Veri è nato a Bombay (India) il 22 aprile 1952. Ha frequentato l'Accademia Navale di Livorno negli anni 1971-1975, uscendone con il grado di Guardiamarina.

Successivamente ha frequentato il Corso di Pilotaggio in USA (1976-1977).

Sino al grado di Tenente di Vascello ha prestato servizio a bordo delle unità navali, impiegato nel servizio volo e nei Gruppi Elicotteri a terra.

L'Amm. Div. Veri ha comandato la motocannoniera Lampo (1982-1983), le corvette Aquila (1983-1984), De Cristofaro e Todaro (1990-1991), la fregata Espero (1991-1992) e il cacciatorpediniere Duran de La Penne (1997-1999).

Tra gli incarichi ricoperti a terra si ricordano, inoltre:

* Comandante ai corsi in Accademia Navale (1984-1986);
* Capo della Segreteria dell'Ufficio Generale del Capo di Stato Maggiore della Difesa (1988-1990);
* Assistente del Sottocapo di Stato Maggiore della Marina (1993-1994) e Vice Capo Ufficio Documentazione e Attività promozionale;
* Capo Ufficio Coordinamento dell'Ufficio Generale del Capo di Stato Maggiore della Difesa (1995-1997).

Oltre ai corsi di specializzazione ha frequentato il "Corso Superiore di Stato Maggiore" presso l'Istituto di Guerra Marittima di Livorno (1979), l'Ace Senior Orientation School presso il Nato School Oberammergau (1988) e la 51ª sessione dell'Istituto Alti Studi Difesa presso il Centro Alti Studi Difesa di Roma (1999-2000).

È stato promosso Contrammiraglio il 1° luglio 2001.

Dal giugno 2000 all'agosto 2002 ha ricoperto l'incarico di Vice Capo Reparto per la Politica Marittima del 3° Reparto PG dello Stato Maggiore Marina e nel periodo febbraio-aprile 2002 è stato inviato quale Italian Senior National Reppresentative presso il Comando USCENTCOM in Florida (USA) per l'Operazione Enduring Freedom.

Il 30 agosto 2002 ha assunto l'incarico di Comandante del Gruppo Navale Italiano e della Forza Anfibia Italo-Spagnola (SIAF). Nel corso di tale Comando è stato inviato, nel periodo gennaio - giugno 2003, nell'Oceano Indiano quale Comandante del Gruppo Navale Europeo e Comandante della TF 150 (responsabile del Corno d'Africa) nell'ambito delle Operazioni Resolute Behaviour/Enduring Freedom.

Dal 09 marzo 2004 al 12 luglio 2007 ha ricoperto l'incarico di Capo del 3° Reparto P.G. dello Stato Maggiore Marina.

Il 1° luglio 2005 è stato promosso Ammiraglio di Divisione.

Dal 20 Luglio 2007 al 25 Febbraio 2009, ha ricoperto l'incarico di Comandante delle Forze d'Altura e Comandante delle Italian Maritime Forces.

Il 26 febbraio 2009 ha assunto l'incarico di Capo di Stato Maggiore del Comando Operativo di Vertice Interforze.

L'Ammiraglio Veri ha conseguito, con la lode, la laurea in Scienze Marittime e Navali ed in Scienze Internazionali e Diplomatiche.

È stato insignito delle seguenti decorazioni al merito:

* Commendatore dell'Ordine al Merito della Repubblica Italiana;
* Ufficiale dell'Ordine al Merito della Repubblica Italiana;
* Cavaliere dell'Ordine al Merito della Repubblica Italiana;
* Cavaliere dell'Ordine Militare d'Italia;
* Medaglia Mauriziana al merito di 10 lustri di carriera militare;
* Medaglia d'argento al Merito di lungo comando nella Marina 15 anni;
* Medaglia d'oro per lunga navigazione aerea nell'Aeronautica Militare;
* Medaglia d'onore di lunga navigazione di 2° grado nella Marina Militare;
* Croce d'oro con stelletta (40 anni) di anzianità di servizio;
* Medaglia commemorativa operazioni di soccorso in Campania (1980);
* Medaglia Commemorativa NATO KOSOVO;
* Medaglia Commemorativa Operazioni Sicurezza Internazionale Pacificazione Afghanistan;

ed è inoltre stato insignito del titolo di Cavaliere di Pace della Confederazione dei Cavalieri Crociati.

L'Ammiraglio di Divisione Veri è coniugato ed ha 3 figli.

 
 
 
 
 
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PILATUS PRECIPITATO NEL 1966 CON DEPUTATO A BORDO: I RESTI RITROVATI. ESPLOSIONE?
Martedì, 9 Marzo 2010
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AOSTA - E' stato ritrovato in un bosco nel cuneese un pezzo del Pilatus Porter precipitato il 25 aprile 1966 nel cuneese dopo il decollo da Albenga con destinazione Aosta. A bordo del velivolo, condotto dall'allora deputato valdostano Corrado Gex, c'erano 7 passeggeri: nessuno si salvò.

Il reperto ritrovato è una parte del timone di coda. Lo ha notato un residente nella zona, che ha fotografato i resti; le immagini sono ora sul tavolo del procuratore capo di Mondovì, Maurizio Picozzi. La causa dell'incidente - secondo la ricostruzione finora avallata dalle autorità - era stata il maltempo, in particolare le nuvole basse. Alcuni amici del deputato, però, hanno sempre sostenuto l'ipotesi dell'attentato (con un presunto movente legato allo spionaggio internazionale). Quest'ultima potrebbe trovare conferme nel caso che i resti trovati nei giorni scorsi, a circa mezzo chilometro da dove precipitò l'aereo, appartenessero al Pilatus, dimostrando così che avvenne una esplosione in volo.

 
 
 
 
 
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ADUNATA DEI CONGEDATI DELLA 13ma COMPAGNIA CONDOR DEL 186mo REGGIMENTO
Martedì, 9 Marzo 2010
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SIENA-
13 GIUGNO 2010 - LA 13ma COMPAGNIA CONDOR del 186mo REGGIMENTO PARACADUTISTI CHIAMA L'ADUNATA


Il Capitano Petrella, comandante di Compagnia, ci ha confermato che il Comandante Colonnello Zizzo ha autorizzato i "suoi" congedati a ritrovarsi la mattina del 13 Giugno - Domenica- nella Caserma Bandini, sede del Reggimento. Il Capitano Petrella li riceverà personalmente iniziando con l'alzabandiera e trascorrendo successivamente qualche ora insieme, consumando alla fine il "rancio"* nella Mensa della Caserma.
Il programma prevede anche una mostra statica e la proiezione di filmati e fotografie della ultima missione.
Sarà l'occasione per il ricordo dei Caduti, che il Reggimento non perde occasione di onorare e portare ad esempio.
Sarà -quindi- una riunione che rinsalderà i già forti vincoli di fratellanza tra coloro che sono in servizio e chi ha avuto il privilegio di calzare il Basco amaranto in passato.

PER INFORMAZIONI E PRENOTAZIONI: 328 7068959 Mllo o. CANIDI


*Il pasto costerà solo 10€. Come sapete, il servizio mensa dell'Esercito - e quindi anche della Folgore- è affidato da qualche anno a società private, seguendo un principio di contenimento dei costi


 
 
 
 
 
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AFGANISTAN: ATTACO DI TALEBANI A KHOST RESPINTO. IL SEGRETARIO ALLA DIFESA AMERICANO ERA A KABUL.
Martedì, 9 Marzo 2010
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KABUL- Il commando di talebani entrato in azione ieri a Khost, capoluogo della omonima provincia orientale afghana, ha cercato senza successo, mentre il Segretario alla Difesa statunitense era a Kabul, di occupare il palazzo del governatore provinciale. E' quanto emerge da un comunicato diffuso oggi dalla Forza internazionale di assistenza alla sicurezza (Isaf) in cui, attraverso le parole del portavoce del ministero della Difesa afghano, generale Azimi, si esalta il modo in cui è stata respinta l'offensiva. Si è trattato di "un esempio - ha sottolineato - di quanto lavorano bene insieme le forze dell'esercito afghano e dell'Isaf nel respingere gli attacchi degli insorti". Chiarendo per la prima volta l'obiettivo dei talebani, il comunicato indica che "il gruppo di tre-cinque insorti che hanno attaccato il palazzo con armi di piccolo calibro e lanciarazzi, insieme ad un kamikaze, non è riuscito a superare il perimetro di sicurezza. Un altro kamikaze - si dice ancora - é stato ucciso dalle forze di sicurezza che liberavano il commissariato di polizia". "Il governatore è rimasto illeso nell'attacco - si precisa - e le uniche persone uccise sono insorti. Nessun civile ha riportato danni".

 
 
 
 
 
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VIAGGIO A TAKROUNA ORGANIZZATO DAI PARACADUTISTI DI LIVORNO
Martedì, 9 Marzo 2010
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La ASSOCIAZIONE NAZIONALE PARACADUTISTI D’ITALIA
Sezione di Livorno

organizza un


SOGGIORNO IN TUNISIA CON

CERIMONIA COMMEMORATIVA A TAKROUNA

PERIODO 6 – 13 SETTEMBRE 2010

(Riferimenti: Salvatore IACONO 3474035035 - Mario TALERICO 3393287164)


PARTENZE DA MILANO – PISA – ROMA

CON VOLO SPECIALE PER MONASTIR E TRASFERIMENTO ALL’ HOTEL SEA CLUB VINCCI NOZHA BEACH (4 STELLE) SITUATO NELLA PARTE NORD DI HAMMAMET

TOTALE QUOTA ADULTI PER PERSONA IN CAMERA DOPPIA Euro 670,00

Supplemento singola Euro 90,00

Riduzione terzo letto adulto Euro 35,00

Quota bambino 2/12 anni Euro 195,00



Partenza 6 settembre 2010 da Milano – Pisa – Roma

Destinazione Monastir e trasferimento ad Hammamet

Durata soggiorno 8 giorni – 7 notti

Hotel Sea Club Vincci Nozha Beach – 4 stelle


LA QUOTA COMPRENDE

Trasporto aereo in classe turistica dall’Italia alla Tunisia e ritorno; la franchigia bagaglio di 15 Kg.; i trasferimenti da e per l’aeroporto in Tunisia; la sistemazione in Hotel in camera doppia o matrimoniale; trattamento di pensione all inclusive; assistenza negli aeroporti ed in loco; assicurazione di viaggio medico e bagaglio; tasse aeroportuali; adeguamento carburante; visto consolare; quota d’iscrizione e ESCURSIONE A TAKROUNA PER LA CERIMONIA COMMEMORATIVA.
La quota non comprende le visite e le escursioni facoltative, le mance e gli extra.


PRENOTAZIONE ENTRO IL 30 APRILE 2010 (tassativo) CON VERSAMENTO DI ACCONTO DI EURO 200,00 PER CIASCUN ADULTO.

Le prenotazioni ed i versamenti delle quote dovranno pervenire direttamente all’Agenzia Viaggi del Filo Rosso – Livorno – Via Mazzini 186 – tel. 0586.492220
e-mail: info iviaggidelfilorosso.com
IBAN: IT 98 F 06200 13907 000000125179 presso Cassa Risparmi Lucca, Pisa, Livorno e, per conoscenza alla Sezione ANPd’I di Livorno, Piazza Domenicani,6
tel. 0586.887552 - cell. 339.3287164 (Talerico) - cell. 3474035035 (Iacono)

e-mail: anpdilivorno gmail.com

Le prenotazioni devono comprendere Nome e Cognome di ciascun partecipante, data di nascita per i minorenni, recapito telefonico, indirizzo e-mail (ove possibile), aeroporto di partenza.

IL SALDO DELLE QUOTE DOVRA’ PERVENIRE IN AGENZIA ENTRO IL 10 AGOSTO 2010

DOCUMENTI: E’ richiesto il passaporto o la carta d’identità valida per l’espatrio. I minori di 15 anni sprovvisti di documento d’identità possono accedere in Tunisia solo se registrati sul passaporto dei genitori.

POSIZIONE: Il Club si affaccia direttamente sulla lunga spiaggia di sabbia bianca del litorale a nord di Hammamet, sulla costa mediterranea della Tunisia. Dista 6 Km dal centro della città ed è situata in posizione strategica tra le città di Nabeul e Hammamet. L’aeroporto di Monastir dista circa 90 Km. La spiaggia sabbiosa e le piscine dell’Hotel sono attrezzate con ombrelloni e lettini gratuiti. Sono disponibili gratuitamente i teli mare (ritiro su cauzione), una piscina grande per adulti, la piscina per bambini, la piscina coperta.

CAMERE: Tutte le 447 camere sono spaziose, confortevoli, elegantemente arredate e dispongono di servizi privati, aria condizionata, terrazzo o balcone, tv satellitare, telefono con linea diretta, frigobar, asciugacapelli, cassetta di sicurezza.

SERVIZI: 5 RISTORANTI: uno principale a buffet, uno snack bar, uno sulla spiaggia, uno italiano ed uno tunisino. Ristorante a la carte per la cena (opzione a pagamento).

Prima colazione a buffet al ristorante principale dalle ore 0630 alle ore 1030;

Pranzo su tutti i ristoranti dalle ore 1230 alle ore 1430;

Cena al ristorante principale con servizio a buffet e serata a tema;

Snack dolci e salati e bevande servite nei vari bar dell’hotel dalle ore 1600 alle ore 1800 e dalle ore 2200 alle ore 2300

Bevande incluse ai pasti: acqua minerale, vino, birra, soda e soft drink.

BEVANDE A PAGAMENTO: caffè espresso, spremute di frutta, bevande alcooliche importate e vini di marca.

4 BAR: Lobby bar, bar in piscina, bar in spiaggia, pub e caffè moresco.

A pagamento: boutique, bazar, internet, lavanderia ed infermeria.

SPORT E SVAGO: Ping-pong, tiro con l’arco, freccette, mini golf, acqua gym, pallanuoto, aerobica, nordic walking, campo polivalente, campo da tennis, palestra, pedalò, kayak, corsi di lingua araba e corsi di danza orientale, miniclub diviso per fasce di età

Il team di animazione, con personale italiano, propone un ricco programma di intrattenimenti diurni e spettacoli serali con il grande coinvolgimento del pubblico. Per i piccoli ospiti (4-8 anni) il Mini Club offre attività dedicate per tutto l’arco della giornata in area riservata. Per la fascia young (9-12 anni) lo Junior Club offre varie attività ludiche, incluso tornei sportivi. Ampia spiaggia di sabbia bianca , attrezzata con ombrelloni, lettini e teli mare (gratuiti).

PROMEMORIA


1. PARTENZA 6 SETTEMBRE 2010

DA AEROPORTO MILANO MALPENSA ORE 15.35 (disponibili 100 posti)

DA AEROPORTO PISA SAN GIUSTO ORE 14.30 CIRCA (disponibili150 posti)

DA AEROPORTO ROMA FIUMICINO ORE 15.55 (disponibili 50 posti)

2. ARRIVO MONASTIR ORE 17.30 CIRCA - SISTEMAZIONE IN HOTEL

3. RIENTRO – PARTENZA ORE 13.00 CIRCA DA MONASTIR

4. CHEK-IN DUE ORE PRIMA DELLA PARTENZA (zona gruppi)

TUTTI GLI ORARI ATTENDONO CONFERMA DA PARTE DEL TOUR OPERATOR

5. BAGAGLIO NON PIU’ DI 15 KG A PERSONA NELLA STIVA E 5 KG. A MANO

6. I PARACADUTISTI SONO PREGATI DI PORTARE IL BASCO ED UN PAIO DI PANTALONI LUNGHI COLOR BEIGE PER LA CERIMONIA AL SACRARIO. I PRESIDENTI DI SEZIONE NON DIMENTICHINO IL LABARO.

7. A TUTTI I PARTECIPANTI VERRA’ DONATA UNA MAGLIETTA AZZURRA CON L’EMBLEMA DEI PARACADUTISTI DA INDOSSARE DURANTE LA CERIMONIA AL CIPPO DI TAKROUNA.

10. LA CERIMONIA A TAKROUNA E’ PREVISTA PER MERCOLEDI’ 8 SETTEMBRE
ESCURSIONI


E’ POSSIBILE FARE ESCURSIONI CON ACCOMPAGNATORI, NON INCLUSE NEL PREZZO DEL VIAGGIO, CHE SI POTRANNO PRENOTARE SUL POSTO. DI SEGUITO ALCUNE PROPOSTE:

INTERA GIORNATA A CARTAGINE E SIDI BOU SAID EURO 50

MEZZA GIORNATA A KAIROUAN EURO 25

MEZZA GIORNATA A NABEUL EURO 15

 
 
 
 
 
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FONDAZIONE COSSIGA: NO ALLE DONNE IN COMBATTIMENTO
Martedì, 9 Marzo 2010
by webmaster



LA FONDAZIONE COSSIGA SCONSIGLIA L'USO DELLE DONNE IN COMBATTIMENTO



Nota della REDAZIONE: articolo apparso su "italia oggi" del 4 febbraio 2010


Muscoli e non gonne svolazzanti delle soldatesse, armi sofisticate, magari un ponte da battezzare di tanto in tanto e tanti investimenti.

Ah, dipendesse da Marco Minniti e Francesco Cossiga, l'Italia in Afghanistan ne avrebbe di cose da fare.

Che cosa? È tutto scritto nel primo report sfornato dalla Icsa (di cui Minniti e Cossiga sono rispettivamente presidente e presidente onorario), la fondazione che si vanta di essere un «centro di analisi e di elaborazione culturale che intende trattare in modo innovativo i temi della sicurezza, della difesa e dell'intelligence».

Icsa che, a lettura ultimata delle 23 pagine del dossier («l'Italia e la Nato in Afghanistan: un approccio integrato per la stabilizzazione dell'area»), sembra atteggiarsi a una sorta di ministero della Difesa parallelo: il documento è curato dai generali Carlo Cabigiosu, Fabio Mini e Leonardo Tricarico, ma con l'ovvio visto-si-stampi di Cossiga.

Ebbene, il risultato è una lettura interessante.

Dicono gli strateghi di Icsa che in Afghanistan, visto che c'è una guerra, occorrono militari addestrati.

Invece, «la perdurante criticità delle risorse destinate all'addestramento potrebbe generare il rischio di portare nel teatro afghano personale con preparazione deficitari rispetto gli standard richiesti» e «forse ve ne sono già le prime avvisaglie».


L'addestramento al quale si fa riferimento «non si deve limitare alle attività di peace keeping (check point, pattugliamenti, attività umanitaria), ma al combattimento vero e proprio nel quale la prestanza fisica rappresenta ancora una capacità fondamentale».

Insomma: ci vogliono muscoli, muscoli, muscoli.

E a tal proposito, consigliano Cossiga e i suoi generali, «parrebbe opportuno riflettere sull'impiego delle donne in attività di combattimento, circostanza verosimilmente già accorsa in zona di operazioni».


In altre parole «sarebbe il caso di operare una verifica sulle scelte a suo tempo compiute dai tre stati maggiori, in particolare dell'esercito, di non precludere alcun impiego operativo alle donne».

E se non bastasse, invitano a cogliere l'occasione del conflitto afghano per «verificare la presenza di eventuali nuclei di criticità in ordine all'impiego delle donne in combattimento».


Della serie: per le nostre Tomb Raider non c'è posto. Non è la sola cosa fuori dalle righe che spunta dal dossier della Icsa.

A pagina 19, per esempio, si accerta «l'esigenza di un cambio di passo nell'attività civile».

I progetti di grande sostanza «sono poco visibili», meglio quelli «di maggiore e immediato impatto comunicativo»: dunque, che cosa c'è di meglio che «battezzare come italiano un aeroporto, una strada, una ferrovia, dei ponti, una diga»?

Operazione d'immagine, notizia in prima pagina assicurata e gli afghani e la storia si ricorderanno per sempre di noi.

Ma al capoverso successivo (quello dedicato alle imprese italiane) ci si imbatte nel concetto forse più difficile da digerire. Scrivono i tre generali, infatti, che «anche la componente civile deve maturare una mentalità di accettazione del rischio quando si opera in aree di conflitto. Un simile atteggiamento consentirebbe di superare l'approccio psicologico e la prassi secondo cui soltanto i soldati devono accettare di rischiare la propria incolumità in zona di operazioni». Della serie non soltanto i soldati devono rischiare la pelle.

 
 
 
 
 
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VIMERCATE: GLI INCURSORI DI MARINA OSPITI DEI SUB LOCALI
Martedì, 9 Marzo 2010
by webmaster


LA MARINA MILITARE OSPITE PER RACCONTARE LA STORIA DELLA SUBACQUEA

Vimercate - La «Marina militare», il «Comando operativo subacquei e incursori», l'«Handicap Scuba association» saranno ospiti in città . Esponenti di spicco di queste tre importanti realtà interverranno alla serata, organizzata dal «Club sub amici del mare» di Vimercate, che si svolgerà sabato 12 marzo, alle 21, presso l'auditorium dell'«Omnicomprensivo» di via Adda, per ripercorrere la storia della subacquea, dalle origini ai giorni nostri.

Dopo i saluti, da parte dell'assessore allo Sport, Francesca Paparazzo e del presidente del club promotore dell'evento, Sergio Rolla , sul palco del teatro saliranno il capitano di vascello Francesco Chionna , del Gruppo operativo incursori di La Spezia, il capitano di corvetta, Gianfranco Betrò , direttore della scuola subacquei e Aldo Torti , presidente di «Hsa Italia». «La marina militare - hanno spiegato i soci del club - non ha certo bisogno di presentazioni. L'"Hsa Italia", poco nota ai non appassionati della nostra disciplina, è invece l'organizzazione che ha permesso, a partire dagli anni '80, anche ai portatori di disabilità motorie e ai non vedenti di avvicinarsi a questa specialità ». Anche il club "Sub amici del mare" è una scuola "Hsa". Ha sposato questa nobile causa già dal 2000 formando istruttori e brevettando qualche allievo che ancora oggi fa parte del gruppo. Info www.clubsubamicidelmare.it.


 
 
 
 
 
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PRECISAZIONE
Martedì, 9 Marzo 2010
by webmaster



PARMA- Nell'articolo apparso Domenica 7 Marzo che riguarda la ricerca di volontari per la pattuglia Berughiera 2010, abbiamo erroneamente indicato che l'autore -Mario Locatelli- è istruttore della sezione di Lecco.

Il paracadutista Locatelli non appartiene alla sezione di Lecco ma a quella di Como. Ci scusiamo per l'involontario errore.


 
 
 
 
 
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ALLE ORE 15 HA SMONTATO LA GUARDIA FEMMINILE AL QUIRINALE
Lunedì, 8 Marzo 2010
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CAPUA

8 Marzo, le donne con le stellette montano la guardia al Quirinale

di Nunzio De Pinto

CAPUA – L'8 Marzo delle donne con le stellette si è concluso nel pomeriggio alle 15.00, sul piazzale del Quirinale, dove ventiquattro ore prima la Compagnia d’Onore, composta interamente da personale femminile dell’Esercito, ha prestato servizio di guardia. La Compagnia d’onore dell’Esercito, formata da 2 Ufficiali e 54 militari, appartiene al 235° Reggimento Addestramento Volontari “Piceno” di stanza ad Ascoli, ma l'Unità è organicamente inquadrata nel RUA (Raggruppamento Unità Addestrative di stanza presso la Caserma Oreste Salomone di Capua.

La cerimonia del cambio della guardia ha avuto luogo il 7 marzo alle ore 15.00 nel Piazzale del Quirinale ed è stata ripetuta il giorno successivo, 8 Marzo, al termine del servizio.

Il 235° Reggimento dell’Esercito è stato il primo reparto interamente composto da donne delle Forze Armate a prestare il servizio di Guardia d’Onore al Quirinale già il 27 novembre del 2007.

A comandare ieri la Compagnia è stata il Capitano Laura Biancaterra, mentre a comandare il plotone di guardia è stata prescelta il Tenente Erika Calibeo. Quest'ultima, partita da soldato volontario in ferma breve (VFB) ha successivamente frequentato l’Accademia Militare di Modena.


Il 235° Reggimento è una delle unità preposte all'addestramento dei volontari in ferma prefissata ad uno e quattro anni; in passato ha anche addestrato i volontari in servizio permanente ed i Sergenti. Dal 2000 il Reggimento è preposto a svolgere funzioni di centro di addestramento iniziale per tutto il personale femminile delle Forze Armate.

Il 235° R.A.V. "PICENO", già alle dipendenze della Scuola Sottufficiali dell'Esercito dall'8 Ottobre 2004 è inquadrato nel Raggruppamento Unità Addestrative di Capua.

LE FOTO - cortesia SME

 
 
 
 
 
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TRASPORTO AEREO INFETTIVO PER LA 46MA DI PISA
Lunedì, 8 Marzo 2010
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PISA- - Un paziente affetto da una grave malattia infettiva è stato ricoverato oggi all'ospedale 'Spallanzani' di Roma dopo essere stato trasportato da Catania a Pratica di mare con un velivolo C-130J della 46/a Brigata aerea di Pisa con a bordo una speciale "Unità di isolamento aeromedico" composta da ufficiali medici e infermieri addestrati a questo tipo di emergenze. Il trasporto sanitario, richiesto dalla prefettura di Catania, è stato predisposto e coordinato dalla Sala situazioni dello Stato maggiore dell'Aeronautica militare. A bordo del C130, una particolare barella chiusa – denominata "Aircraft Transit Isolators" (Ati)(foto) - impiegata appositamente per il trasporto via aerea di pazienti colpiti da patologie infettive altamente contagiose e diffusibili, tra le quali ad esempio le febbri emorragiche, la Sars e il colera. Questo tipo di attività è una nicchia di eccellenza dell'Aeronautica militare, che è tra le poche al mondo a poter effettuare trasporti di questo genere con mezzi adeguati e personale qualificato e costantemente addestrato.

 
 
 
 
 
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EGREGIO LAVORO DEI CARABINIERI IN IRAQ. IL COLONNELLO DEL TUSCANIA, TROJA A BAGHDAD ADDESTRA LE FORZE DI POLIZIA IRAQENE
Lunedì, 8 Marzo 2010
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BAGHDAD- il generale Giuseppe Spinelli, dall'Iraq, commenta favorevolmente l'ottimo lavoro della "Nato Training Mission" in Iraq (Itm-I) di cui è vice comandante e che dal 2004 provvede all'addestramento e a un'attività di consulenza e assistenza delle forze di sicurezza in Iraq.

In questo momento la cellula dei Carabinieri è comandata dal Tenente Colonnello Troja, paracadutista del Tuscania, grande amico dell'ANPDI,istruttore di paracadutismo, a cui si deve anche un progetto che potrebbe prendere corpo, di un corso di paracadutismo ANPDI agli uomini delle forze di polizia che il suo nucleo sta addestrando.

Nello speciale TG1 di domenica sera Monica Maggioni ha dedicato ai carabinieri alcuni minuti per illustrare la preziosa opera di addestramento che stanno conducendo, che il colonnello Troja ha così riassunto: "addestramento, investigazioni, diritto internazionale ed etica professionale di polizia ", concentrando in poche parole il succo della loro attività

Vitale anche il lavoro svolto dalla nostra "task force" di istruttori, nei centri di formazione dei quadri delle forze di sicurezza e di consulenza nelle stanze dei bottoni, a partire dai centri operativi presso l'ufficio del premier, del ministero della Difesa e di quello dell'Interno.

E anche con esercitazioni specifiche, come quella svolta in previsione delle elezioni che hanno avuto luogo ieri e che sono stato un banco di prova a tutto campo per le forze di sicurezza irachene.

Ma la soddisfazione emerge anche dai numeri, che parlano chiaro. "In 12 corsi di nove settimane abbiamo addestrato 18 battaglioni di polizia federale, ovvero 7.500 agenti, di cui 80 diverranno a loro volta istruttori", dice il generale da Baghdad.

Un lavoro svolto egregiamente dai 50 carabinieri che dal novembre 2007 si sono uniti ai 30 militari italiani di Esercito, Marina e Aeronautica della Ntm-I, formata in tutto da 200 soldati di 13 Paesi, tra cui Usa, Gran Bretagna e Turchia. E la loro attività suscita soddisfazione ad ogni livello, ci tiene a sottolineare il generale.


Nel corso dell'ultima cerimonia al termine del 12mo corso, "il comandate della polizia federale irachena, generale Hussein al Awadi, ha ringraziato la Ntm-I, citando specificamente i Carabinieri".



 
 
 
 
 
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LA SPAGNA ABOLISCE I COLOMBI VIAGGIATORI MILITARI
Lunedì, 8 Marzo 2010
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MADRID, lo stato spagnolo ha formalmente smobilitato i piccioni viaggiatori, finora sotto il controllo delle forze armate iberiche perché considerati di "interesse per la Difesa nazionale".

E' apparso oggi sulla Gazzetta Ufficiale (Boe),infatti, il decreto firmato dal ministro della difesa, Carme Chacon.

Un'antica norma obbligava da 130 anni i militari a controllare tutti gli allevamenti di piccioni viaggiatori del Paese. La Difesa ora ha anche rinunciato ufficialmente a usare questi volatili, allevati e addestrati fino a due anni fa dai militari perché considerati, in base alla vecchia ordinanza di fine 1800, "un mezzo di comunicazione efficace in caso di mancata comunicazione tecnica". I piccioni viaggiatori avevano effettuato l'ultimo volo in divisa e chiuso la carriera militare nel marzo 2008. La "Seccion colombofila" dell'esercito spagnolo è stata sciolta, e i "colombogrammi" sono finiti negli scaffali dei musei militari.

 
 
 
 
 
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FORZE SPECIALI INGLESI DECIMATE DALLA GUERRA IN AFGANISTAN
Lunedì, 8 Marzo 2010
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LONDRA- Le forze speciali britanniche risultano decimate nel conflitto in Afghanistan come mai prima dalla seconda guerra mondiale.Sono circa 80 i militari dei commandos britannici rimasti uccisi o invalidi al fronte. Si tratta dello Special Air Service (Sas) e degli Special Boat Squadron (Sbs) che, stando ai dati raccolti dal domenicale britannico hanno condotto "diverse centinaia" di moperazioni contro i talebani dal 2007. Tra loro, oltre 70 sono rimasti feriti durante combattimenti e per questo non sono più in grado di partecipare alle operazioni sul campo, mentre 12 sono rimasti uccisi. Ciò vuol dire, sottolinea ancora il Sunday Times, che le forze speciali hanno così perso circa un sesto della loro capacità d'intervento. Secondo fonti citate dallo stesso giornale, per far fronte alla situazione i vertici di Sas e Sbs stanno esercitando pressioni sui riservisti delle forze speciali per colmare i vuoti creatisi.

 
 
 
 
 
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PATTUGLIA BRUGHIERA 2010 : CERCASI SOSTITUTI
Lunedì, 8 Marzo 2010
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RICEVIAMO DA MARIO LOCATELLI
(Istruttore di paracadutismo) :



Vi chiedo aiuto nel divulgare questa ricerca relativa alla gara di pattuglia che si tiene nella Brughiera ( cliccate qui per avere informazioni) della provincia di Varese nei giorni 12-13-14 Marzo

Avevamo in squadra tre soldati stranieri, ma sabato hanno ricevuto una comunicazione dal loro stato maggiore che avranno impegni di servizio.

Mancano quindi 3 elementi per completare la pattuglia.
Chiedo ai lettori del sito se c'è qualcuno che vuole partecipare.

Potrà contattarci al seguente indirizzo di posta elettronica:mlocatelli@atvspa.com


 
 
 
 
 
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NOTIZIE DAI TEATRI OPERATIVI
Lunedì, 8 Marzo 2010
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FORZE SPECIALI USA IN SOMALIA

NEW YORK - il New York Times afferma che l'offensiva dei governativi somali potrebbe cominciare nelle prossime settimane.Forze speciali americane aiuteranno l'esercito somalo che si appresta a condurre un'offensiva per riprendere il controllo di Mogadiscio e cacciare la milizia islamica Shaabab, legata ad al Qaida. "Ci saranno attacchi aerei e operazioni delle forze speciali", ha assicurato la fonte. Consiglieri americani sono impegnati da mesi nell'addestramento delle forze somale che parteciperanno all'offensiva, secondo il Nyt. Il governo di transizione somalo (Tfg) controlla solo una piccola parte di Mogadiscio e aveva preannunciato alla fine dello scorso anno di voler "liberare" la capitale dagli Shaabab. La milizia controlla anche gran parte del centro e del sud della Somalia.



IRAQ: ANCORA GRANDE IL BUSINESS PER I CONTRACTOR


BAGHDAD - La sicurezza privata in Iraq è ancora un grande business. Di cosiddetti contractor ce ne sono ancora oltre 100 mila, mentre le società regolarmente registrate sono circa 80 e operano ogni giorno "sul campo". Più della metà sono irachene, le altre sono un terzo americane, un terzo britanniche e un terzo ai altri Paesi. Lawrence Peter, un passato nella Marina Usa, è il direttore della Associazione compagnie private di sicurezza in Iraq, che ne rappresenta 32, e appare molto pragmatico. "Il nostro lavoro é come quello che si svolge in ogni Paese. Solo che qui è più pericoloso. Gestiamo tre tipi di sicurezza: scorta alle persone, scorta ai convogli e sicurezza 'statica', cioé ad installazioni di ogni genere, dalle abitazioni agli impianti petroliferi". Sul giro d'affari non si sbilancia. Parla di cifre che vanno da diverse centinaia di milioni a miliardi di dollari l'anno. "Ma è difficile essere più precisi perché le società non rivelano i loro contratti, la durata, i rinnovi". Più facile è conoscere servizi 'al dettaglio'. Una giornata con scorta a Baghdad costa fino a 9.000 dollari, gli spostamenti all'interno della superprotetta Zona Verde fino a 500. "Gli operativi guadagnano tra i sette e i 12 mila dollari al mese", ma per le società "dipende dai servizi che garantiscono".


KFOR SOSPENDE LA COLLABORAZIONE CON LA FORZA SICUREZZA NAZIONALE
PERCHE' HA VIOLATO L'ACCORDO SUL DIVIETO PER GLI AGENTI DI PORTARE ARMI


BELGRADO - La Kfor, il contingente militare a guida Nato in Kosovo, ha sospeso temporaneamente il suo sostegno e la sua collaborazione con la Forza di sicurezza del Kosovo (Ksf) dopo che agenti di tale Forza hanno violato l'impegno a non andare in giro armati. La decisione è stata presa dal comandante del contingente militare Markus Bentler. "C'era un accordo con le autorità kosovare in base al quale la Ksf non doveva portare alcun tipo di arma", ha detto il portavoce. Venerdì scorso agenti della Forza di sicurezza sono stati visti armati nel centro di Pristina nel corso di una cerimonia per la Giornata dedicata all'Esercito di liberazione del Kosovo (Uck). La Forza di sicurezza, che non ha statuto militare, ha una funzione di protezione civile e di appoggio in situazioni di emergenza. Creata poco più di un anno fa, ha sostituito il Corpo di protezione kosovaro (Kpc), formato in maggioranza da ex membri dell'Uck. La Nato, che controlla la Ksf, si è impegnata a sostenerla e a formare gli agenti che la compongono.

 
 
 
 
 
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NUNZIO DE PINTO COORDINA LA PRIMA GIORNATA DEL SACRARIO DELLA MEMORIA VOLUTO DALLA FAMIGLIA PAGLIA
Lunedì, 8 Marzo 2010
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CASERTA

Il sottosegretario Crosetto, prefetto e On. Zinzi alla presentazione del Sacrario della Memoria presso l’Eremo di San Vitaliano


di Nunzio De Pinto

CASERTA – Si è tenuta nel primo pomeriggio di venerdì, 5 marzo, presso l’Eremo di San Vitaliano a Casola, la conferenza stampa di presentazione dell’iniziativa del “Sacrario della Memoria”.

L’iniziativa, nata dalla richiesta fatta nel 2006 all’allora Capo di Stato Maggiore della Difesa, Ammiraglio Giampaolo DI PAOLA (dal novembre 2007 ricopre l’incarico, prestigioso, di presidente del Comitato militare della Nato, il massimo organo militare collegiale dell'Alleanza) dalla undicenne Daniela PAGLIA (sorella della Medaglia d’Oro al Valor Militare, Gianfranco PAGLIA) di voler ricordare in un luogo simbolico tutti i militari italiani caduti, dal dopoguerra ad oggi, in missioni umanitarie e di peacekeeping. Dopo quasi cinque anni, quella richiesta diventa, grazie all’impegno di un gruppo di civili, sebbene supportati dallo Stato Maggiore. Il Sacrario della Memoria diventerà presto una bellissima realtà proprio in un luogo simbolo per eccellenza l’Eremo di San Vitaliano. Nel corso della cerimonia, la produzione della fiction “Le Ali”, tramite l’attore napoletano, Ciro ESPOSITO, che nella fiction ha interpretato Gianfranco Paglia, ha donato a don Valentino Picazio un assegno di 3.000 euro per contribuire alla realizzazione del Sacrario.



sotto: La famiglia di Gianfranco Paglia ( moglie e i due figli) con l'attore Ciro Esposito, della fiction televisiva "LE ALI".Alle spalle di Gianfranco, la sorella , promotrice della richiesta del Sacrario della Memoria



 
 
 
 
 
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LA LIBERTA' DI PIACENZA PARLA DEL LEONE DELLA FOLGORE ORESTE MAGNANI, NEL SECONDO ANIVERSARIO DELLA SUA MORTE
Lunedì, 8 Marzo 2010
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LIBERTA' DI PIACENZA del 8 MARZO 2010


Travo (PC) - commemorato tra lacrime di neve
il "leone della Folgore" Oreste Magnani

Travo - Il cielo sopra Quadrelli ha pianto lacrime di neve nel ricordo del paracadutista Oreste Magnani.

I suoi compagni lo hanno voluto omaggiare nel corso della messa celebrata ieri mattina nella chiesa del paese. La funzione è stata condotta dal parroco don Andrea Fusetti, che ha speso parole di gratitudine verso il servizio reso da uomini come il parà Magnani durante la Seconda guerra mondiale.

Presenti nella chiesa di San Paolo, gremita di persone, le autorità locali quali il sindaco Lodovico Albasi, l'assessore Pietro Tagliaferri, il vicesindaco Roberta Valla, il maresciallo Giuliano Bacioli e un picchetto dell'Associazione nazionale paracadutisti d'Italia.

Tra questi anche il figlio di Oreste, Walter Magnani, che ha seguito le gloriose orme del padre diventando egli stesso paracadutista.

Un momento di particolare commozione si è registrato quando Eugenio Quartieri ha recitato la preghiera del paracadutista: «…Come nebbia al Sole, davanti a noi siano dissipati i nostri nemici. Candida come la seta del paracadute sia sempre la nostra fede e indomito il coraggio. La nostra giovane vita è tua o Signore! Se è scritto che cadiamo, sia! …».

E Oreste è caduto, ma non in battaglia, bensì a causa della malattia circa due anni fa. Il parà si arruolò nel 1942 nelle neocostituite avio truppe e fu mandato a combattere nei cieli dell'Africa settentrionale, a El Alamein. In quegli scontri si scrisse l'epopea della Folgore grazie al valore di soldati come Magnani che furono in grado di guadagnarsi l'ammirazione e il rispetto dello stesso nemico che combattevano.

Una volta terminata la funzione i presenti si sono spostati al cimitero di Quadrelli per depositare una corona sulla lapide del paracadutista. Infine i compagni dell'associazione lo hanno omaggiato con il rituale del picchetto d'onore.

Come sottolinea Quartieri: «Oreste era uno dei reduci della Seconda guerra mondiale, noi siamo venuti dopo di lui. Anche se non abbiamo combattuto insieme ci teniamo molto a ricordare il valore di quegli uomini e tutti i sacrifici che hanno dovuto pagare, come recita la preghiera del paracadutista "Ma da ogni goccia del nostro sangue sorgano gagliardi figli e fratelli innumeri, orgogliosi del nostro passato, sempre degni del nostro immancabile avvenire". Fieri e orgogliosi esattamente come lo siamo noi paracadutisti quando ricordiamo Oreste Magnani».
Nicoletta Novara



 
 
 
 
 
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DONNE IN ARMI FARANNO LA GUARDIA AL QUIRINALE L' 8 MARZO
Domenica, 7 Marzo 2010
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Ascoli- In occasione della festa della donna, il servizio di guardia d’onore al palazzo del Quirinale sarà tutto al femminile con le volontarie del 235° reggimento addestramento volontari “Piceno”.

Nell’ambito delle celebrazioni per tale festività, quest’anno lo Stato maggiore dell’Esercito italiano ha voluto conferire ulteriore risalto all’evento, vista la coincidenza della cerimonia con la ricorrenza della festa delle donne, prevedendo che lo svolgimento del prestigioso servizio fosse devoluto al 235° Rav “Piceno”, Unità dipendente dal Raggruppamento unità addestrative dell’Esercito, con al vertice il generale Attilio Claudio Borreca.

Si ripeterà pertanto quanto avvenne il 23 novembre del 2007, allorquando, per la prima volta nella storia della Repubblica italiana, un reparto militare composto esclusivamente da donne ha assolto a tale solenne e prestigioso compito.

La cerimonia del cambio della guardia avrà luogo oggi, alle ore 15 nel piazzale del Quirinale e sarà ripetuta domani al termine del servizio. Le volontarie del quarto blocco 2009, agli ordini del capitano Laura Biancaterra, faranno il loro ingresso nella “casa degli italiani”, scortando la Bandiera di Guerra del 235° reggimento, decorata di Medaglia d’argento al valor militare.

 
 
 
 
 
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NOVI LIGURE: UN PARACADUTISTA MONZESE FUORI CAMPO SUL CAMINO DI UN ALBERGO
Domenica, 7 Marzo 2010
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NOVI LIGURE- Un paracadutista al terzo lancio è atterrato sfiorando il tetto di una casa. Agganciata la grondaia ha sbattuto sul muro poi a terra, da circa due metri con poche conseguenze fisiche.

Protagonista un giovane monzese di 22 anni.

«Le condizioni di vento erano regolari – spiega il presidente della scuola ANPD'I, Gianni Bertoletti –ma una manovra sbagliata del ragazzo lo ha portato fuori area, oltre la strada provinciale. Nulla di grave, tutto si è risolto per il meglio. È la prima volta in 25 anni che mi occupo del club a Novi che ci succede una cosa simile».

Il paracadutista è precipitato sul tetto dell’albergo – ristorante Villa Roma di Pozzolo, sfiorando il lucernario. Il paracadute si è impigliato a un camino causando l’effetto pendolo. Il parà ha spaccato le grondaie, battendo ripetutamente sulla parete e infine è caduto sul piazzale. Se la caverà con pochi giorni di prognosi a causa di una brutta contusione. Sul posto sono intervenuti i carabinieri e un’autoscala dei vigili del fuoco per staccare il paracadute.

LA scuola di NOVI di solito effettua passaggi da due allievi, come era successo in questo caso. Il fuori campo è stato seguito da un incaricato che la direzione tiene ai binocoli durante gi atterraggi



 
 
 
 
 
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EL ALAMEIN : I PARACADUTISTI SI "RIPRENDONO" IL FRONTE SUD
Domenica, 7 Marzo 2010
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13 febbraio 2010- prima missione di ripristino delle postazioni della Folgore. La squadra "Naqb Rala" nella buca comando del V battaglione appena restaurata. Sullo sfondo l'Himeimat. Ci scusiamo per la qualità dell'immagine: il forte vento ha infilato la sabbia anche dentro l'obbiettivo


I PARACADUTISTI SARANNO PROTAGONISTI DELLA SALVAGUARDIA E RIPRISTINO DELLE POSTAZIONI DELLA FOLGORE A EL ALAMEIN.
IN PARTENZA LA SECONDA SQUADRA IL 25 DI MARZO


PARMA- L' Università di Padova ha firmato il 13 Gennaio scorso un protocollo di collaborazione tra i ricercatori del progetto universitario internazionale "EL ALAMEIN PROJECT" il sito Congedati Folgore.com, e l'ANPD'I.
Si tratta di un documento che inserisce organicamente la nostra azione di pulizia e ripristino delle postazioni della Folgore, all'interno del programma scientifico di salvaguardia, classificazione e mappatura dell'area della Battaglia, coordinato dal Dipartimento di Geografia e Geologia dell' ateneo padovano e che coinvolge numerosi organismi di alto profilo scientifico, tra i quali la Societa di Geologia e Geografia Militare ( SIGGMI), l'Ambasciata italiana al Cairo e alcuni organismi , ministeri ed enti culturali e di ricerca scientifica egiziani ed italiani.

Gli obbiettivi del progetto dell' Università di Padova:


organizzazione di quei luoghi come grande parco storico all'aperto, riorganizzazione del Museo del Sacrario Italiano di El Alamein e produzione di documentazione aggiornata e mappe dell'intero teatro di battaglia.


Gli obiettivi dei Paracadutisti:

impedire che la sabbia cancelli le tracce delle postazioni della Folgore, attualmente in fase di scomparsa in gran parte, attraverso la loro pulitura e -dove possibile- il completo ripristino; fornitura di rilievi topografici, fotgrafici e GPS perchè siano inseriti all'interno della banca dati dell'Università, presto consultabile grazie ad un Centro studi online in collaborazione con l'ANPDI.

La seconda missione in partenza il 25 di Marzo sarà composta di 12 paracadutisti accompagnati da un geologo del dipartimento di Geografia e Geologia, dr Lamberto Fabbrucci, esperto dei luoghi per avere fatto ripetute e approfondite missioni su tutta l'area dela battaglia.


Paracadutisti scavano le buche a El Alamein.





PROGRAMMA
Squadre di 10/12 paracadutisti volontari soggiorneranno per 4 giorni nel deserto di El Alamein per riportare alla luce le nostre postazioni, ripristinandone l'aspetto originale e impedendo alla sabbia di cancellarle, dopo averle registrate e rilevate con metodologia scientifica.
Dopo la missione pilota di Febbraio, sono pronte quelle di Marzo e Aprile. Quest'ultima sarà composta di paracadutisti in servizio del 186mo REGGIMENTO che verranno a proprie spese, a titolo personale e utilizzando giorni di licenza.
La squadra di Aprile opererà a Nabq Rala, dove il 186mo ha sostenuto i primi attacchi del 23 Ottobre, respingendoli.



cliccate qui per ingrandire la cartina prodotta a mano
da un Guastatore paracadutista dell'8°,Giorgio Peruzzi, che ha combattuto a El Alamein


DOVE
Le missioni agiranno sui 15 chilomeri del fronte assegnato alla Folgore, a sud di El Alamein, con campo base all' HIMEIMAT, la punta sud più estrema dove il 23 Ottobre 1942 iniziarono i combattimenti.
Le squadre -durante l'anno- si spingeranno fino all'ospedale italiano di Bab El Qattara,a quindici chilometri dal litorale, verso nord: anche quel luogo -infatti- necessita di un intervento di asportazione di sabbia e rifiuti. Stessa sorte toccherà all'ospedale del Passo del Cammello, nelle retrovie .


i rilevamenti delle buche iniziano con la numerazione e la rilevazione delle coordinate GPS. Seguono la ricognizione e le fotografie dai quattro punti cardinali. Alla fine si procede allo scavo con la opportuna cautela

METODOLOGIA SCIENTIFICA


I PARACADUTISTI SARANNO "INQUADRATI" DA UN RICERCATORE DELL'UNIVERSITA' DI PADOVA che ne seguirà e coordinerà il lavoro, utilizzando documenti, mappe dell'epoca, reperti storici e foto satellitari dei centri aerospaziali italiani ed egiziani, per localizzare le postazioni e registrarle.


proietto di artiglieria inglese, ritrovato nei pressi di Nabq Rala il 14 Febbraio. E' appoggiato vicino sullo scalimetro per la foto di repertazione.Ogni reperto viene classificato e fotografato, abbinato alla buca di ritrovamento e successivamente consegnato al Sacrario di El Alamein.

Sotto:resti di bombe a mano italiane ( chiamate "balilla"). In caso di reperti potenzialmente pericolosi, questi vengono contrassegnati con pile di sassi per renderli visibili. le rigide norme di sicurezza che la missione si è data, prevedono che gli oggetti di dubbia pericolosità non siano toccati e che le operazioni in buca vengano sospese



Sotto: resti di materiale bellico vario trovato recentemente dai ricercatori dell'EL ALAMEIN PROJECT




Ogni squadra -composta da 3 paracadutisti- dovrà compilare una SCHEDA-RAPPORT0 che servirà all'UNIVERSITA' DI PADOVA per redigere la "anagrafe" delle buche, mentre ogni reperto sarà consegnato ai referenti universitari per l'affidamento al Museo del Sacrario di cui sono stati dichiarati consulenti.


CHI ORGANIZZA I VIAGGI - A CHI RIVOLGERSI

L'organizzazione sarà seguita da nostro sito su contatto diretto
a webmaster@congedatifolgore.com o attraverso le sezioni ANPDI.
In stretto accordo e contatto con la Presidenza Nazionale ci occuperemo di:
- formare le squadre di lavoro
le prenotazioni via posta eletronica vanno inviate a webmster@congedatifolgore.com.
- verificare il rispetto del "codice di disciplina" che ogni partecipante dovrà accettare ( vedere sotto).

-tenere i contatti con le organizzazioni Universitarie nazionali e internazionali il cui referente è il dr Aldino Bondesan, coadiuvato dal dr Daniele Moretto,co-fondatore del SIGGMI e figlio di un carrista della Ariete che ha combattuto a fianco della Folgore.

CHI PUO' PARTECIPARE
Paracadutisti in servizio, in congedo e brevettati ANPDI e simpatizzanti.
Per partecipare al progetto bisogna iscriversi ( o re-iscriversi) alla sezione ANPDI più vicina.
Le sezioni ANPDI potranno organizzare gruppi omogenei di 10 unità compreso un caposquadra, oppure inviare singoli paracadutisti.


QUANTO COSTA
A seconda della tempestività nel prenotare e acquistare il biglietto in anticipo: da 550 a 650 euro a persona. La partecipazione è volontaria e a proprio rischio. I pernottamenti avverranno nel deserto, in tenda, con l'assistenza della agenzia che opera da 15 anni con l'EL ALAMEIN PROJECT e con il Dr Moretto. Niente alberghi. Il nostro sito fornirà a tutti l'elenco del materiale e del vestiario indispensabile o utile per la missione.

I costi si suddividono in:

- biglietto aereo alitalia che ognuno potrà acquistare direttamente sul sito ALITALIA.it seguendo le istruzioni che verranno fornite dal nostro sito. Il costo varia da 194 a 340 € a seconda della tempestività e dal preavviso di prenotazione.

- 350/380 € richiesti dalla organizzazione EL ALAMEIN PROJECT per:

a)ottenimento autorizzazioni e scorta di polizia
b)assistenza in aereoporto al Cairo in arrivo e partenza
c)pasti e bevande non alcoliche a volontà
d)trasferimenti in jeep
e)fornitura di tende e logistica
f)iscrizione a SOCIETA' ITALIANA DI GEOGRAFIA MILITARE (SIGGMI)
(nota:anche i loro funzionari si iscriveranno all'ANPDi)
g)quota di viaggio del funzionario dell EL ALAMEIN PROJECT che a campione supervisionerà scientificamente il nostro operato.
Ognuno viaggerà a titolo personale e con proprie eventuali coperture assicurative.
Il nostro sito nè l'ANPDI percepiranno alcun compenso nè rimborso di alcun tipo ad alcun titolo.

LE BUCHE RIPRISTINATE SARANNO TOCCATE DALLA STAFFETTA PER I LEONI DELLA FOLGORE DEL 23 OTTOBRE 2010
L'Ambasciatore italiano al Cairo, dott. Pacifico, e il tenente colonnello paracadutista Franco Merlino, assistente per l'Esercito dell'Addetto MIlitare, hanno immediatamente appoggiato l'idea della Staffetta e le iniziative di ripristino delle linee della Folgore. Il 23 Ottobre del 2010 ripeteremo l'impresa su un percorso più lungo e nel 2011, quando all'Italia toccherà il turno di organizzare le celebrazioni, queste saranno arricchite da speciali eventi di cui parleremo più avanti. Per quella data il fronte della Folgore sarà tutto nuovamente visibile e da quel momento sarà possibile organizzare solo missioni annuali di ricognizione e manutenzione ordinaria.


Folgorini nell'area del Munassib



Le squadre di Marzo e Aprile sono al completo.
PROSSIME MISSIONI :

23-26 SETTEMBRE

Prenotazioni 8
Posti liberi 6

21-24 OTTOBRE

Staffetta, cerimonia al Sacrario e ripristino
Prenotazioni 22 Posti liberi 8
(la missione sarà di circa 30 persone, per consentire di partecipare ala Cerimonia solenne del 23 Ottobre al maggior numero di Paracadutisti:


Sollecitiamo i Paracadutisti ad inviarci al più presto la prenotazione per segnalare la data di loro preferenza.


In caso di gruppi di Sezione di almeno 10 unità, potremo aggiungere una partenza, sempre assistita da un referente del PROGETTO



PRENOTATEVI SUBITO ANCHE PER LE MISSIONI FUTURE
Scrivete a webmaster@congedatifolgore.com



I PARACADUTISTI CHE ANDRANNO A EL ALAMEIN PER RIPRISTINARE LE LINEE DEL FRONTE DI FUOCO DELLA FOLGORE DOVRANNO SOTTOSCRIVERE UN IMPEGNO MORALE.




IL CODICE ETICO DEI PARACADUTISTI DEL PROGETTO EL ALAMEIN
di Giovanni Conforti

L'iniziativa "Adottiamo una buca della Folgore" ha un'impronta esclusivamente volta alla perpetuazione della memoria della Battaglia di El Alamein e di coloro vi parteciparono.

Chi intende farne parte deve attenersi ad un codice etico-comportamentale improntato al massimo rispetto dei luoghi che verranno visitati.

Lo sforzo è quello di riportarli il più fedelmente possibile alle proprie condizioni originarie, cioè quelle in cui si trovavano subito dopo l'evento bellico di ottobre-novembre 1942.

Per ogni paracadutista ciò che deve guidare la propria azione deve essere l'umiltà e lo stesso spirito di servizio che ebbero i nostri Padri.

Lo scopo della missione non è turistico o ricreativo, ma culturale, storico, spirituale, di attiva partecipazione ad un'iniziativa di ripristino e restauro dei luoghi della Battaglia.


Pertanto si elencano di seguito le condizioni e i comportamenti da osservare scrupolosamente durante la permanenza nel deserto di El Alamein:


1) Obbedienza. Per ogni missione sarà designato un capo squadra dall'organizzazione; egli avrà il compito di assegnare i ruoli, stabilire orari, assegnare i compiti, per fare in modo che tutti gli obbiettivi vengano raggiunti; ognuno avrà il dovere di rispettare quanto stabilito dal capo gruppo, indipendentemente dal grado militare ricoperto.

2) Vestiario. I partecipanti dovranno mantenere uniformità nel vestire, e a tal scopo verranno diramate le opportune informazioni con congruo anticipo. L'uniforme risponderà a requisiti di sobrietà, funzionalità, e coerenza con lo spirito della missione.

3) Comportamento. Ogni paracadutista dovrà sempre mantenere un comportamento improntato a decoro, dignità, rispetto, cameratismo, verso sè stesso, verso i luoghi visitati, verso gli altri partecipanti, verso il personale dello staff tecnico.

4) Luoghi: si va nel deserto dove la Folgore si è immolata per l'Onore e per la Bandiera; nessuno ha il diritto di profanarli con comportamenti che non siano assolutamente e rigorosamente rispettosi. Quindi niente musica, niente schiamazzi, niente alcoolici, niente rifiuti abbandonati. Ogni luogo deve essere lasciato in condizioni migliori di come lo si è trovato.

5) Aspetto. Chi vuole partecipare deve avere un aspetto ordinato. Fa parte del rispetto anche il non essere trasandati.

5) Atteggiamento interiore positivo. Ogni paracadutista deve avere ben chiaro che la propria partecipazione all'evento è un onore, un onere, e un dovere morale verso la memoria dei "Ragazzi della Folgore". Chi sceglie di recarsi nei luoghi che sono il tempio del paracadutismo militare italiano deve uniformarsi in tutto alle regole previste o che saranno rese note di volta in volta.

PRENOTATEVI PER LE FUTURE MISSIONI

 
 
 
 
 
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MC CHRYSTAL: LA TASK FORCE 45 ITALIANA COMBATTE BENISSIMO., SIATE ORGOGLIOSI
Domenica, 7 Marzo 2010
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un paracadutista incursore della Folgore su una "VAV" ( land rover defender allestite come veicolo di assalto veloce)




KABUL. Il comandante dell’Isaf, Stanley McChrystal, ha elogiato i militari italiani della Task Force 45, il commando interforze di incursori che opera in Afghanistan sotto il cappello Nato. «Posso solo dire che ho potuto osservare il lavoro e la professionalità di quella squadra», ha dichiarato in un’intervista al Corriere della Sera, «credo che gli italiani sarebbero orgogliosi dei loro soldati».


Quanto ai mille soldati di rinforzo in arrivo dall’Italia, McChrystal non ha escluso un loro impiego fuori dal comando regionale Ovest in cui sono concentrate le truppe italiane.


«Per ora non abbiamo discusso il loro utilizzo fuori da quell’area, ma voglio precisare: se la situazione sul terreno cambia, spero che tutte le nazioni saranno abbastanza flessibili da essere spostate dove c’è più bisogno».
Su un eventuale dialogo con gli insorti, persino con i talebani, McChrystal è possibilista anche se ha sottolineato che «deve essere prima di tutti una decisione afghana, con un coinvolgimento della comunità internazionale». «Tutte le guerre devono avere una fine e se non capiamo che dobbiamo essere preparati a superare quello che è accaduto durante il conflitto, non siamo abbastanza flessibili», ha avvertito.
«Ogni guerra che va avanti fino alla cancellazione di uno dei contendenti è una guerra di folli».
L’Italia è stato uno dei primi alleati europei ad accogliere l’appello del presidente americano Barack Obama di inviare più truppe in Afghanistan, decidendo rinforzi per 1.100 soldati e un centinaio di nuovi addestratori.
Infine nel martoriato Paese c’ da registrare l’ennesino attentato. L’ex vicepresidente della Camera afghana, Fozia Kofi, nota per la sua battaglia a favore dei diritti delle donne, è sfuggita ieri a un attentato mentre con la sua auto stava viaggiando fra Kabul e Jalalabad, città della provincia orientale di Nagarhar. Lo scrive l’agenzia di stampa Pajhwok.
La Kofi, si è appreso, è rimasta illesa nell’attacco, mentre due sue guardie del corpo sono rimaste ferite. L’attentato è stato rivendicato per telefono dal portavoce dei talebani, Zabihullah Mujahid.

 
 
 
 
 
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MANTOVA: CONVEGNO DEI PARACADUTISTI
Domenica, 7 Marzo 2010
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SABBIONETA (mn) — La Piccola Atene-così viene chiamata la splendida cittadina rinascimentale, rimasta intatta tra le sue caratteristiche mura- sabato 13 Marzo diventerà la capitale dei paracadutisti della zona grazie all’incontro con l’Associazione nazionale dei paracadutisti d’Italia di Mantova a Sabbioneta. ‘I paracadutisti mantovani nella storia del paracadutismo militare e sportivo’, questo il tema del convegno in programma alle 17 nella Sala Rosa di Palazzo Forti. L’incontro — organizzato dall’assessorato alla Cultura del Comune e dall’A.n.p.d’I. Sezione di Mantova è il primo di due eventi, uno dei quali sarà in giugno, dove ci sarà una giornata di lanci il 2 giugno.Per Sabato prossimo sono previsti gli interventi dell’assessore alla Cultura, Giovanni Sartori, e di Alberto Benatti, Presidente dell’A.n.p.d’I. di Mantova. «Verrà illustrato — spiega l’assessore — come i paracadutisti mantovani — tra i quali Moretti, Parma, Faccini — abbiano contribuito a scrivere la storia della gloriosa specialità. Saranno di ausilio alla presentazione suggestivi filmati, fotografie d’epoca, vari tipi di paracadute, oltre ad importanti cimeli, come la casacca riportata da El Alamein dal compianto reduce paracadutista Vittorio Ottolini. Nell’occasione, sarà anche ricordato Ugo Paglia, capostipite tra i paracadutisti della zona, ed indimenticato associato della Sezione A.n.p.d’I. di Mantova». L’incontro si preannuncia molto partecipato, grazie anche al lavoro di promozione della Pro loco del presidente Alberto Sarzi Madidini che sta portando avanti una capillare opera di sensibilizzazione dei paracadutisti locali, i quali sono invitati tutti alla partecipazione, unitamente agli appassionati del tema. Per informazioni 0375/52599.

Una occasione per un fine settimana anche per i paracadutisti di fuori provincia: la cittadina è splendida!

 
 
 
 
 
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IL CAPO DI SME , GENERALE VALOTTO , CAMPOBASSO: SAREMO SEMPRE VICINI ALLA FAMIGLIA DI LISIO
Domenica, 7 Marzo 2010
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CAMPOBASSO. Visita del Capo di Stato maggiore dell'Esercito, generale di Corpo d'Armata Giuseppe Valotto, ieri a Campobasso. L'alto ufficiale ha incontrato il comandante regionale «Esercito Molise», generale Aldo Piccotti, e si poi è intrattenuto con i genitori di Alessandro Di Lisio.

«Sono delle persone squisite, con le quali l'Esercito mantiene degli ottimi rapporti. Sono stati colpiti da una immane tragedia e hanno dimostrato un coraggio eccezionale, reagendo con forza e grande dignità al dolore. I genitori di Alessandro Di Lisio hanno avuto e continueranno ad avere tutta la nostra solidarietà. Siamo molti vicini alla famiglia Di Lisio e come ho già avuto modo di dire, non li lasceremo soli».

Lasciando il capoluogo ha dichiarati ai numerosi giornalisti:

"L' Esercito in questo momento ha più di 6.500 uomini, schierati dai Balcani all'Iraq all'Afghanistan, siamo presenti anche ad Haiti con altre 200 persone. É un impegno significativo, molto importante, che stiamo affrontando con la professionalità tipica della nostra Forza armata. Con la professionalizzazione - ha sottolineato Valotto - abbiamo fatto passi da gigante e i nostri soldati sono bravissimi"


 
 
 
 
 
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IL COMSUBIM FA BRILLARE UN ORDIGNO A LIVORNO
Sabato, 6 Marzo 2010
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LIVORNO. E’ stato fatto brillare ieri alle 12,30, al largo del Romito, il proiettile di artiglieria che era stato rinvenuto giovedì mattina in porto sul fondale della calata Carrara, all’accosto 55.
L’operazione è stata portata a termine dagli specialisti del gruppo Sdai degli incursori della Marina Militare del Varignano, a La Spezia, insieme alla Capitaneria di Porto. La granata da 105 millimetri, unn proiettile da cannone lungo circa 40 centimetri, era stato rinvenuto durante le operazioni di ricerca di eventuali ordigni bellici che precedono ogni volta i lavori in porto. L’ordigno è così stato trasportato ieri mattina con un gommone due miglia al largo del Romito, su un fondale di 60 metri, e mentre le vedette della Capitaneria tenevano libera l’area, fatto brillare.

 
 
 
 
 
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SUBACQUEI E INCURSORI: SCAMBIO DI ESPERIENZE
Sabato, 6 Marzo 2010
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RIVA (tn). Interessante e partecipato appuntamento, quello organizzato l’altra sera dal Gruppo Sommozzatori di Riva nella sede di porto S.Nicolò: un incontro di natura sportivo-culturale con un autorevole rappresentante del ComSubIn (acronimo di Comando Subacquei e Incursori), il capitano di corvetta Giampaolo Trucco.

Il relatore ha intrattenuto una platea di sommozzatori provenienti da vari circoli e scuole della regione, trattando argomenti e tematiche che hanno stuzzicato l’attenzione dei più: apprezzati, ad esempio, i racconti sullo storico raggruppamento Palombari e sulle attività che esso svolge, partendo dal lontano 1849 con aneddoti sulle ardite missioni di questi pionieri della specialità.

«Ruolo fondamentale svolto dai Palombari - ha spiegato Trucco - è la bonifica di ordigni e residuati bellici inesplosi di qualsiasi natura rinvenuti sott’acqua che ogni anno vengono rinvenuti soprattutto nei laghi. Nel corso del solo 2009 sono stati bonificati più di 6000 pezzi».

La serata ha permesso di confrontarsi con una realtà di eccellenza mondiale per quanto riguarda la disciplina subacquea, avendo a disposizione una quantità notevole di filmati, foto e quant’altro potesse permettere di comprendere a fondo il senso di cosa significhi lo sforzo che la Marina Militare Italiana ha compiuto in 160 anni di attività, contribuendo negli ultimi sei decenni allo sviluppo scientifico e metodologico della subacquea ricreativa e sportiva.

Trucco ha descritto poi i reparti Gos (Gruppo Operativo Subacquei), Nave Anteo e alcuni raggruppamenti speciali quale il “Nucleo Spag”, avio-eli lanciato in mare con tutta l’attrezzatura e altamente specializzato nel prestare soccorso al personale di sommergibili incidentati. Si è parlato pure di sicurezza nell’immersione sportiva, di limiti operativi e di ricreatività, ma anche di gestione dei casi di emergenza.

Con un linguaggio per quanto possibile semplice e accessibile a tutti, Trucco è riuscito a coinvolgere la numerosa platea in tematiche molto complesse come la descrizione di tecnologie avanzate quali i sofisticati Rebreather in dotazione ai reparti e lo scafandro Ads (Atmospheric Diving Suit), una specie di minisommergibile antropomorfo capace di raggiungere la profondità di 300 metri.
Viste le molte domande poste al capitano dai convenuti, la serata s’è conclusa dopo la mezzanotte. (m.cass.)


 
 
 
 
 
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FUNERALI DI MELANIA: MORTA UNA RAGAZZA PIENA DI IDEALI ED ESEMPIO PER I GIOVANI
Sabato, 6 Marzo 2010
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TRAPANI - Una folla commossa ha dato l'ultimo saluto venerdì mattina a Melania Giovanna La Mantia. Le esequie si sono svolte nella Cattedrale San Lorenzo. "Melania volava alto per inseguire un nobile ideale - ha esordito il vescovo di Trapani, Francesco Micciché - Che il suo sia un esempio per tanti giovani che vivono senza ideali".

Al termine della funzione religiosa ha preso la parola il cognato della soldatessa, Roberto Cavarretta, spiegando che la giovane "é morta a causa dell'imbecillità omicida di alcuni". All'ultimo saluto erano presenti anche le autorità militari, tra cui il generale di brigata Salvatore Altomare e il comandante del 46/o Reggimento trasmettitori di Palermo, colonnello Giuseppe Failla.


 
 
 
 
 
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UNIFORMI E ARMI FEBBRAIO: SECONDA PUNTATA DELLO SPECIALE SUI PARACADUTISTI
Venerdì, 5 Marzo 2010
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PARMA- La rivista Uniformi e Armi di Febbraio, numero 166, riporta la seconda parte di uno speciale sulla Folgore, completando in otto pagine splendidamente illustrate, la storia dei fregi, distintivi e uniformi da combattimento, lancio e libera uscita. Un lavoro ben fatto.
Chiedetela in edicola oppure all'editore ALBERTELLI di Parma fax 0521290387.



 
 
 
 
 
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PIANO CASA DEL COMUNE DI ROMA PER I MILITARI: C'E' LO "ZAMPONE" DI UN GENERALE "VOLTO NOTO"
Venerdì, 5 Marzo 2010
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PARMA- Riceviamo da un amico paracadutista che per motivi di lavoro segue le vicende del Consiglio Comunale di Roma una segnalazione che riguarda il "piano casa" per i militari che il Comune di Roma ha siglato e di cui abbiamo riportato notizia. Ci scrive:


Caro Walter, tutte le "vittorie hanno molti padri", la cosa vale anche per le case ai militari previste nel Piano Casa del Comune di Roma.
In effetti non c'é stato nessun "attento e certosino lavoro tra gli impiegati capitolini e il personale militare" ma solo l'impegno di un vecchio (si fà per dire) e tosto generale che, per caso, si trova nell'aula Giulio Cesare.Tu sai di chi parlo.



Si tratta del generale Torre, che aveva emesso un comunicato in merito al protocollo, che ci ha allegato:




EMENDAMENTI AL PIANO CASA DEL COMUNE DI ROMA



Con la sospensione della leva e il conseguente arruolamento di militari professionisti, il problema della casa è diventato pressante anche per gli uomini con le stellette.

Ai giovani militari che venivano chiamati alle armi per un anno, infatti, sono subentrati i volontari che, nella maggioranza dei casi, restano in servizio fino al raggiungimento della pensione e che, quindi, servizio durante mettono su famiglia con tutto ciò che ne consegue.


Per queste motivazioni il Consigliere capitolino, Antonino Torre, già generale dei granatieri di Sardegna, ha presentato un emendamento al piano casa del Comune di Roma tendente a riservare al personale militare e a quello delle forze dell’ordine, che nel territorio del comune raggiunge le 50.000 unità, un’aliquota del 5% degli appartamenti che nel tempo si renderanno disponibili.

L’emendamento è stato approvato a larghissima maggioranza.


Altro interessante emendamento, presentato dallo stesso Torre, è quello relativo all’abolizione, da effettuarsi in maniera progressiva, delle sistemazione di nuclei familiari in emergenza abitativa nei residence.



I nuclei sistemati in queste particolari strutture private, inventate dalle passate amministrazioni, risultano essere circa 1.500.


“Occorre sottolineare, a tale proposito, che la spesa attualmente sostenuta dal Comune ammonta a 32.8 milioni di Euro - pari a circa 2.000 Euro/mese a nucleo familiare, cifra questa che sarebbe più che sufficiente a pagare un canone d’affitto e che, fra l’altro, potrebbe essere notevolmente ridotta in caso di contratti concordati con una convenzione.”.

Con queste incontrovertibili argomentazioni il Consiglio comunale ha dovuto approvare l’emendamento e, anche questa volta, lo ha fatto a larga maggioranza.




 
 
 
 
 
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CANALE VIDEO
Venerdì, 5 Marzo 2010
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PARMA- Il canale video di Congedatifolgore.com è aggiornato

 
 
 
 
 
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LIVORNO: IL ROTARY E L'ANPDI CITTADINA PARLANO DELLE MISSIONI DELLE FORZE ARMATE
Venerdì, 5 Marzo 2010
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LIVORNO- Si è tenuto ieri sera in un teatro cittadino il seminario sulle Missioni internazionali delle Forze armate, col patrocinio del Rotary e dell'ANPD'I di Livorno.
Dopo la proiezione di immagini inedite ( splendide!!) della Folgore in Afganistan, accompagnate da un breve concerto per pianoforte e flauto che le rendeva ancora più suggestive, la scaletta prevedeva alcuni cenni sulle attività della Folgore e delle Forze armate e un approfondimento degli scenari geopolitici attuali e futuri. Materia di stringente attualità assegnata al dr Pedde, che insegna all'Università e ai master di giornalismo "di guerra". Il moderatore è stato il generale par.( aus) IACONO .





AFGANISTAN: OTTIMO LAVORO ITALIANO.
MONDO: IN AUMENTO LE AREE DI POSSIBILE INTERVENTO


Il noto analista dell'Institute for Global Studies di Roma e consulente della Difesa,appena rientrato da un lungo viaggio in Iran e Afganistan, ha segnalato i visibili miglioramenti della situazione a Herat, nella provincia a controllo italiano, dove il difficile lavoro della Folgore ha creato le condizioni alle "sure" dei villaggi per riprendere il controllo del territorio.

Al Qaeda sta mollando la presa sulla popolazione, ormai esausta. Il brigantaggio sembra essere il principale nemico da battere per il futuro della gente, mentre è diminuita fortemente la presenza talebana. Fenomeno positivo,quest'ultimo, da attribuire alla azione militare incisiva ed efficace dei mesi passati. Rimane il forte gradimento della popolazione per il contributo italiano all'addestramento della polizia e dell'esercito, che i capo villaggio hanno definito fondamentale.

Parlando della situazione mondiale, gli scenari di possibile impiego italiano sono -purtroppo- in aumento e il compito degli istituti come il suo è quello di valutare i segnali, non sempre palesi e di interpretare sul terreno fatti socio politici apparentemente trascurabili per consentire di conoscere le situazioni e reagire per tempo.

Dalla Georgia al corno d'Africa, è assai lungo l'elenco di punti esplosivi che negli ultimi quindici anni sono rimasti sostanzialmente gli stessi e che potrebbero avere come unico rimedio quello dell'intervento internazionale militare e civile. Il medio oriente, ad esempio, è ormai così complesso e variegato -avvertiva Pedde- al punto di non essere più sicuro di poterlo ancora chiamare "arabo" e tale da richiedere approfondite e lunghe analisi sul posto. Caso per caso è necessario soggiornarvi a lungo e programmare colloqui mirati con intellettuali, politici, rappresentanti della società e con le forze militari o paramilitari in campo.
Il Libano, ma anche Iran e Iraq , dimostrano come siano diversi gli approcci e come sia facile sbagliare la "cura" di certe tensioni.
Da questo punto di vista l'Italia ha acquisito notevoli conoscenze e una fama internazionale di neutralita' e capacita' operativa che facilita il lavoro delle Forze armate.
Investire di piu' su questo modo di lavorare produce risultati che vanno a vantaggio dell' intero "sistema Italia".

CONSEGNATO IL PREMIO FICUCIELLO AL CAPITANO AMORIELLO

Un momento particolarmente toccante è stato quello della consegna al Capitano Amoriello della Folgore del PREMIO DI GIORNALISMO FICUCIELLO dedicato a chi fa informazione con le stellette, e intitolato a chi è caduto a Nassyria svolgendo il ruolo di "public information officer", il Capitano Massimo Ficuciello. Era stato impossibile consegnarlo prima perchè il vincitore era in Missione,quando a Roma la giuria di giornalisti di fama nazionale lo indicava come vincitore. Alla lettura della motivazione della onorificenza conferita al Capitano Ficuciello, fatta da Walter Amatobene, la platea si è alzata in piedi -militari sull'attenti- e ha lungamente applaudito l'emozionato Capitano Amoriello che ha ritirato la targa. Il premio-alla seconda edizione- è stato ideato dall'Istituto di cui il dr Pedde è il Direttore. I master di giornalismo operativo che l' Institute for Global Studies organizza ogni anno sotto l'egida dello Stato Maggiore Difesa, lo hanno reso un punto nevralgico di scambio culturale tra le Forze Armate e il mondo della stampa cartacea e radiotelevisiva nazionale.Da questo contatto è nata l'idea del Premio.





LA REGIONE TOSCANA STIMA LA FOLGORE

Belle parole di stima ha speso per la Folgore, L'ASSESSORE REGIONALE alla cooperazione e agli aiuti internazionali, dr Toschi, che -da disabile- ha apprezzato, tra le altre sensibilità dei baschi amaranto, quella di disporre in Libano di attrezzature per agevolare il lavoro del capitano Paglia "quando nemmeno al Comune di Firenze sono funzionanti le pedane per chi deve muoversi in carrozzina" ( cito testualmente).




L'INTERVENTO DEL VICECOMANDANTE DI BRIGATA

Dal colonnello Ribezzo, vicecomandante di brigata che rappresentava il Generale D'Apuzzo infortunato, la platea ha ricevuto un interessante e accurato briefing sulla Folgore del 2010. Solo la capacità del Vicecomandante di Brigata poteva illustrarlo così "al galoppo" ma facendolo rimanere chiaro ed efficace. Al Colonnello Ribezzo -infatti- era stato affidato il compito di recuperare i tempi che si erano leggermente dilatati. Ci è riuscito senza trascurare gli aspetti organizzativi ed operativi più interessanti della sua Grande Unità.

Supportato da diapositive e filmati, il pubblico ha conosciuto i presupposti addestrativi dei paracadutisti, impiegabili indifferentemente per scopi militari di difesa, con armi e mezzi di assalto, oppure in operazioni "diverse dalla guerra", come recita la formula che definisce l'impiego negli attuali teatri operativi. Giustificata fierezza, quella del Colonnello Ribezzo, motivata dalle tante "missioni compiute" e -purtroppo- dai 90 Caduti da quando è stata ricostituita la Folgore, nel 1963. La chiave del successo è la motivazione degli uomini, che sono volontari due volte: per la scelta di indossare l'uniforme dell'Esercito e per averlo voluto fare nei Paracadutisti.




LA MARINA RICORDA TUTTI I COLLEGHI AL LAVORO INSIEME A LEI

Il comandante dell'Accademia Militare della Marina, ammiraglio Rosa, ha cavallerescamente ricordato come l'impegno delle forze armate sia sempre interforze e che è compito della componente più visibile ricordare anche il resto della "filiera" di missione. Un bel lavoro di squadra e un bel modo di dimostrare stima ai propri colleghi. Per esigenze mediatiche, talvolta i riflettori inquadrano più volentieri una portaerei, senza soffermarsi sul resto delle forze che la Marina ha imbarcato, come avvenuto per la nave Cavour ad Haiti, oppure raccontano il lavoro dell'Esercito sul terreno, dimenticando -magari- che il San Marco lavora spalla a spalla da anni con le altre fanterie, Folgore compresa.





RISERVISTA E GIORNALISTA: COME E' CAMBIATA LA COMUNICAZIONE DELLE FORZE ARMATE

Ha chiuso i lavori Giovanni Neri, che da giornalista prima e da Ufficiale riservista poi, ha raccontato in pochi minuti come sia cambiato l'atteggiamento dei militari nei confronti della stampa, sino al punto di arruolare giornalisti professionisti come consulenti per veicolare messaggi che - se non fossero chiari e trasparenti- porterebbero inevitabilmente alla ricerca di scoop quasi sempre fasulli e ad una ostilità ingiustificata dei "media".
Le iniziative di informazione mirata che la cellula di pubblica informazione della Folgore ha condotto durante la missione in Afganistan, ad esempio, ha dato il quadro degli avvenimenti con puntualità e senza reticenze , oltre ad avere assistito decine di giornalisti sul campo, portandoli sulle scene di operazione e consentendo di sfatare molti tabù sui militari. La stampa livornese, ad esempio, è molto più attenta agli aspetti del lavoro di quella che è -come ha detto il sindaco- una azienda che impiega seimila concittadini e che porta ricchezza alla città e prestigio all'Italia
La intelligenza del "nuovo corso" dello Stato Maggiore Difesa e delle strutture che seguono i rapporti con l'informazione unita alla capacità dei Comandanti delle unità impiegate, ha permesso di apprendere, insieme a inevitabili tristissime notizie, un quadro completo dei fatti. Il "volto umano" - ma non per questo rinunciatario o debole- della nostra Difesa.




C'E BISOGNO DI SEMINARI COME QUESTO

ANPD'I di Livorno e il Rotary hanno consentito alla dottoressa Pina Colia -grande amica delle Forze Armate e della Folgore- di realizzare il suo progetto di un evento informativo di così alto livello.

Ci auguriamo che seminari come questo diventino consuetudine durante l'anno per contare su "aggiornamenti" circa i progressi dei nostri ragazzi in armi e sulle strategie sottostanti, raccontati da chi li vive in prima linea, studiosi o militari.

La "italian way", fatta non solo di caramelle ai bambini ma di capacità non comuni sia militari che di analisi delle situazioni, deve diventare il nostro "segreto militare" più visibile e conosciuto. Forse anche il più copiato, a giudicare dalla strategia americana in Afganistan che ha fortemente "virato" verso il nostro modo di operare, con tanto di attestazioni di stima da parte del generale Mc Chrystal, capo delle forze USA e comandante ISAF. Tutte cose di cui andare orgogliosi, insomma.


LA BROCHURE DEL CORSO DI GIORNALISMO DELL'INSTITUTE FOR GLOBAL STUDIES di ROMA


 
 
 
 
 
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DOMANI A TRAPANI I FUNERALI DEL CAPORALE MELANIA LA MANTIA
Giovedì, 4 Marzo 2010
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Melania ( in alto seconda da sinistra) in mezzo ai suoi compagni di corso e i paradacadutisti della sezione ANPDI di Castellammare, il gioro della presentazione del corso. La nota riferiva che il lancio sarebbe avvenuto il 20 Febbraio. La data nella quale Melania è caduta nel laghetto che l'ha uccisa


RAVENNA- Alle ore di domani all'aeroporto militare di Pisignano di Cervia, sempre in provincia di Ravenna, la salma della nostra sfortunata giovane Amica , alla presenza del comandante militare regionale e delle autorità, verrà trasferita su un aereo dell'Esercito per il trasporto in Sicilia. Quindi le autorità di Palermo accompagneranno il feretro alla caserma 'Turba', sede del Reggimento della militare, nella quale verrà allestita la camera ardente e celebrato il rito religioso.

 
 
 
 
 
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Haiti: Visita dell’Alto Rappresentante per la politica estera e di Sicurezza europea ai militari italiani
Giovedì, 4 Marzo 2010
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PORT AU PRINCE- Ieri Lady Catherine Ashton, Alto Rappresentante per la politica estera e di sicurezza europea, accompagnata dall’Ambasciatore d’Italia a Santo Domingo e Haiti, Enrico Guicciardi, ha visitato il personale del contingente militare italiano, della protezione civile e dei vigili del fuoco. Ad accoglierli, il comandante del Contingente italiano e della portaerei Cavour Capitano di Vascello Gianluigi Reversi, il Comandante della Task Force “Genio” Tenente Colonnello Ovidio Esposito, il Direttore del servizio internazionale della Protezione Civile Dott. Agostino Miozzo e il Capo missione della Protezione Civile ad Haiti dott. Luigi D’Angelo.

Le autorità sono sbarcate con un elicottero EH101 della Marina Militare presso il sito dei Salesiani, dove hanno avuto modo di verificare lo stato dei lavori iniziati il 9 febbraio scorso dai genieri alpini dell’Esercito in coordinamento con i Vigili del Fuoco e Marinai del Cavour. Successivamente le autorità hanno visitato i due accampamenti allestiti con le tende della Protezione Civile in Place Fiertè e molo Jeremie; in quest’ultimo sito, dove tra l’altro è presente un Posto medico avanzato in cui i medici militari hanno visitato i pazienti locali, i genieri guastatori dell’Esercito hanno posato a terra un piano drenante e montato delle tende. L’attività si è conclusa con la visita dell’Istituto scolastico delle piccole sorelle del Vangelo in cui i militari italiani hanno rimosso le macerie di una palazzina crollata in seguito al sisma mentre i Marinai hanno ricostruito il muro perimetrale.

Nella serata lady Ashton ha visitato la portaerei Cavour e, dopo una conferenza riepilogativa dell’intervento del contingente italiano ad Haiti, si è soffermata presso l’ospedale di bordo, salutando i pazienti haitiani ricoverati e i piccoli pazienti operati dai chirurghi maxillo facciali della Fondazione “Operation Smile”.


«Il metodo italiano, di collaborazione tra strutture civili e militari, rappresenta l’esempio da seguire per fornire una risposta efficace e tempestiva alle emergenze», così ha concluso lady Catherine Ashton salutando i responsabili del team italiano, prima di lasciare la portaerei e a conclusione della sua visita.


 
 
 
 
 
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OSSERVATORIO
Giovedì, 4 Marzo 2010
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PARMA- La rubrica OSSERVATORIO è aggiornata con un appello di Framer al capo di SME, il generale di corpo d'armata VALOTTO.


LEGGETE L'ARTICOLO


 
 
 
 
 
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LIVORNO : ANALISI DELLA SITUAZIONE INTERNAZIONALE E MISSIONI ITALIANE
Giovedì, 4 Marzo 2010
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PARMA- Si terrà a Livorno stasera un interessante seminario che parla delle Missioni Estere italiane. Uno dei relatori, il dr Nicola Pedde, è un analista internazionale dell' INSTITUTE FOR GLOBAL STUDIES di Roma e traccerà un quadro della attuale situazione geo politica mondiale che interessa ( e interesserà) l'Italia.

Pedde è uno studioso di prima linea, esperto di asia e medio oriente: è appena rientrato da due lunghi viaggi di studio in aree di crisi. Una delle due destinazioni era l'Afganistan, dove per alcuni giorni ha visitato villaggi e province in fase di pacificazione, al seguito di militari ISAF. La sua conoscenza "sul campo" dei risultati meno visibili delle missioni italiane, renderà particolarmente interessante l'apertura.

Una della attività del suo istituto è la formazione di reporter di guerra, ( è direttore del master sul giornalismo "di guerra" internazionale) insegnando loro ad analizzare e seguire gli eventi aggiungendo una severa fase "pratica" sul campo, con missioni embedded e visite ai contingenti schierati all'estero e partecipazione ad esercitazioni in patria..

Gli interventi degli altri relatori, anch'essi diretti testimoni delle aree di crisi come militari, e il quadro che traccerà il Comando della Folgore daranno la giusta introduzione all'intervento di un medico, anch'esso abituato a operare in prima linea, che traccerà una mappa della sofferenza mondiale.

INGRESSO LIBERO




 
 
 
 
 
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IL CAPO DI SME IN VISITA AGLI ALPINI
Giovedì, 4 Marzo 2010
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BOLZANO. Ieri il capo di stato maggiore dell’Esercito, il generale di corpo d’armata Giuseppe Valotto, accompagnato dall’Ispettore delle Infrastrutture, il generale Maurizio Ruggeri, ha visitato il Comando truppe alpine di Bolzano.
Nel corso dell’incontro, il comandante delle truppe alpine, generale di divisione Alberto Primicerj, ha illustrato le principali questioni inerenti al personale delle truppe alpine, con particolare riferimento a chi presta servizio in Alto Adige.

Successivamente, alla caserma “Vittorio Veneto”, i militari del 4º reggimento alpini paracadutisti hanno potuto illustrare al capo di stato maggiore la situazione addestrativa e operativa del Reparto. Raggiunta via Resia, le autorità hanno visionato una nuova palazzina alloggi di servizio realizzata grazie al protocollo d’intesa che il Ministero della difesa ha realizzato con la Provincia.

In conclusione il generale Valotto ha assistito, presso la base “Tettoni” di Ora, ad un’esercitazione dimostrativa del 4º reggimento alpini paracadutisti. I ranger, con l’ausilio di gommoni e degli elicotteri dell’Esercito, hanno dato una dimostrazione delle varie possibilità di infiltrazione per condurre un colpo di mano.


 
 
 
 
 
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PIACENZA: ESERCITAZIONE UNUCI CON PARACADUTISTI
Giovedì, 4 Marzo 2010
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PIACENZA- L'Unione nazionale Ufficiali in congedo d'Italia di Piacenza ha organizzato una esercitazione per sabato 6 marzo e domenica. La zona dell'operazione è Monte Bogo - Pietra Parcellara. La Pattuglia Unuci Piacenza proseguirà il suo programma addestrativo concentrato sull'adattamento operativo e sull'attività di pattuglia.

Bivacco notturno, collaudo dei materiali e zavorrata sono i temi addestrativi a cui si aggiungerà il "ripasso" di essenziali procedimenti tecnico - tattici e di impiego delle pattuglie.

L'esercitazione è aperta a tutte le altre componenti della compagine addestrativa Unuci Piacenza, tra questi i paracadutisti.
Il programma attuale prevede per sabato il raggiungimento della zona operazioni nel pomeriggio - sera, la predisposizione del bivacco per la notte, l'inizio dell'attività notturna intorno alle 18. Per domenica è in programma: la colazione ed il riassetto dell'area di bivacco, l'inizio dell'attività di pattuglia intorno alle 8,00, il termine delle attività addestrative entro le 12,30.



 
 
 
 
 
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SERDIANA (CAGLIARI): SCOPERTA UNA TRUFFA DA PARTE DI CHI DOVEVA CEARE UNA AVIOSUPERFICE PER ULTRALEGGERI E AREA PER PARACADUTISMO
Giovedì, 4 Marzo 2010
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CAGLIARI- Una truffa da oltre 300.000 euro nove mesi fa aveva convinto la Procura della Repubblica di Cagliari a chiedere l'arresto di una coppia di imprenditori cagliaritani. In attesa della decisione del giudice per le indagini preliminari, però, il marito è morto: a quel punto il sostituto Giangiacomo Pilia ha revocato la richiesta di arresto ma ha insistito per il sequestro preventivo dei beni fino a compensare la somma truffata.
Così, ieri mattina gli ufficiali della Guardia di Finanza del nucleo Tutela economia hanno bussato alla porta di Candida Cavassa, 53 anni cagliaritana, vedova di Antonio Cardia, e hanno sequestrato cinquantamila euro in titoli, duemila euro in contanti e beni immobili per un controvalore di circa duecentocinquantamila euro.

ALBERGO-ULTRALEGGERI E PARACADUTISMO ADDIO

La donna è accusata di malversazione e truffa: la società Tursjet, di cui il marito era rappresentante legale, aveva ottenuto dalla Regione un anticipo di circa 370.000 euro sul contributo per la costruzione di un albergo a tre stelle e la realizzazione di una struttura sportiva per aerei ultraleggeri e paracadutismo a Serdiana. Secondo l'accusa però quelle somme non sono state destinate all'attività per cui sono state erogate.


Candida Cavassa è indagata anche per truffa perché avrebbe predisposto una serie di scritture private tra le società riconducibili a lei o al marito. Quei documenti si riferivano a fittizi compromessi di vendita o altrettanto fasulle locazioni di immobili su cui doveva sorgere la struttura finanziata dalla Regione.

 
 
 
 
 
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IL MAGGIORE FIORENTINI ( FOLGORE) E GAINI (ANPDI) I DUE PERITI PER MELANIA
Giovedì, 4 Marzo 2010
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RAVENNA - Si è svolta ieri mattina presso la camera mortuaria dell'ospedale di Ravenna l'autopsia sul corpo di Melania Giovanna La Mantia, la caporale di 22 anni caduta nel bacino artificiale della cava Ca'Bianca al termine di un lancio col paracadute. Gli accertamenti, che chiariranno se la ragazza sia morta per annegamento o se abbia accusato un improvviso malore durante le fasi del lancio saranno depositati dai periti nominati dal pm entro sessanta giorni.


Il sostituto procuratore di Ravenna, Monica Gargiulo, ha aperto un fascicolo con l'ipotesi di reato di omicidio colposo. Al momento l'unico nome iscritto nel registro degli indagati è il direttore di lancio, difeso dall'avvocato Claudio Arria del foro di Mantova. Ma non è escluso che nell'indagine possano finire ulteriori nomi.

Mercoledì, inoltre, si è svolta anche la perizia sul paracadute della giovane soldatessa in forza al 46esimo reggimento Trasmissioni di stanza a Palermo.


La salma di Melania Giovanna rientrerà giovedì nella sua Sicilia a bordo di un aereo messo a disposizione dalle forze armate. Prima del decollo, che avverrà dall'aeroporto 5°Stormo di Pisignano, ci sarà una cerimonia commemorativa alla presenza del comandate militare regionale e delle autorità locali. Quindi la salma sarà portata presso la caserma "Turba" di Palermo, dove sarà allestita la camera ardente e celebrato il rito religioso. Quindi ci sarà l'ultimo saluto anche a Trapani, città natale della ragazza.



I periti nominati dal gip del tribunale di Ravenna, Anna Mori, sono il professore Adriano Tagliabracci dell'Ausl di Ancona ed il maggiore Luca Fiorentini della brigata Folgore di stanza a Livorno. I consulenti nominati dalla difesa sono il professor Pier Michele Germanò di Ravenna ed il paracadutista Gianluca Gaini.


 
 
 
 
 
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ADDESTRAMENTO
Mercoledì, 3 Marzo 2010
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PARMA- Una massacrante esercitazioone in Danimarca ha visto impegnati due team di Paracadutisti, provenienti da Milano e Faenza.

LEGGETE L' ARTICOLO DI UNO DEI PARTECIPANTI

 
 
 
 
 
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LA FAMIGLIA DELLA MOVM GIANFRANCO PAGLIA SI FA PROMOTRICE DELLA CREAZIONE DI UN SACRARIO DEDICATO AI CADUTI IN SERVIZIO
Mercoledì, 3 Marzo 2010
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LO SPLENDIDO EREMO DI SAN VITALIANO OSPITERA' IL "SACRARIO DEI CADUTI IN SERVIZIO

CASERTA- Tutto nacque da una lettera che Daniela Paglia, sorella di Gianfranco, spedì quattro anni orsono all'ammiraglio De Paola, Capo di Stato Maggiore della Difesa in quel momento.

Chiedeva che fosse dedicato un luogo da consacrare ai Caduti in Servizio; un luogo simbolico che ospitasse i loro nomi e le loro foto. Finalmente, venerdì prossimo 5 marzo, avverrà un fatto concreto:

l'iniziativa prenderà corpo con un assegno per finanziare i primi lavori.

Il “Sacrario della Memoria” sarà presso l’Eremo di San Vitaliano ( foto) , un complesso che risale al XII sec., nell'entroterra di Caserta.

Alla "posa del primo assegno" per i lavori di preparazione, interverranno, oltre al sottosegretario alla Difesa, onorevole Crosetto, i produttori e gli interpreti della fiction “Le Ali” che racconta la storia dell’allora tenente Paglia. La produzione donerà un assegno per la realizzazione del progetto in questione. Moderatore dell'incontro sarà il nostro amico e redattore , il giornalista Nunzio de Pinto.

Programma

Ore 16.30 Inizio manifestazione con introduzione da parte del moderatore dott. .Nunzio Di Pinto;

Ore 16.35 Intervento di Don Valentino Picazio rettore dell’Eremo;

Ore 16.40 Interverrà Daniela Paglia;

Ore 16.45 Proiezione della Fiction “ Le Ali” della durata di 8min;

Ore 16.55 Consegna del contributo da parte della produzione;

Ore 17.00 Intervento On. Paglia;

Ore 17.05 Intervento del Sottosegretario di Stato alla Difesa On. Crosetto.

Al termine dell’intervento si concluderà la Cerimonia.


 
 
 
 
 
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IL 183° NEMBO MPIEGATO IN "STRADE SICURE"
Mercoledì, 3 Marzo 2010
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PISTOIA- La XII compagnia “Leopardi” del 183° Reggimento Paracadutisti “Nembo”, comandato dal Colonnello Marco TUZZOLINO, ha ultimato l’iter formativo sul Metodo di Autodifesa Militare predisposto dal Gruppo di Lavoro del 187mo reggimento Folgore, composto dal Tenente Colonnello Rodolfo SGANGA, caporalmaggiore Capo Antonio CITI, caporalmaggiore Capo Daniele PILAGATTI, e dai tecnici nazionali (Avv) Carlo Francesco TOMBOLINI, (Ing.) Domenico CARLINI.

Il gruppo tecnico del 187mo Reggimento viene regolarmente impiegato in numerosi reparti anche non paracadutisti per una vera e propria "cattedra itinerante".

Il metodo è inserito come sistema operativo di Forza Armata.


per l’impiego nella città di Prato nell’ “Operazione Strade Sicure”.


 
 
 
 
 
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IL MINISTRO LARUSSA VISITA I PARACADUTISTI DI LEGNANO
Mercoledì, 3 Marzo 2010
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I fratelli Ignazio e Romano La Russa (Assessore Regionale), hanno fatto visita ai paracadutisti di Legano che sono particolarmente legati ai due politici, uno dei quali Ministro della Difesa

E’ la prima volta in cui un Ministro della Difesa fa visita in una Associazione D’Arma Legnanese e in particolare ai paracadutisi.

Se è vero che ” per i paracadutisti l’imprevisto è la regola”, ricevere adeguatamente un Ministro e un Assessore regionale senza tanto preavviso, è stato un bell'impegno .

Il Presidente Sergio Luraschi ha chiesto la collaborazione del locale Poligono di Tiro.

Grazie al Presidente Settimio Croci Candiani, aal Vice Mario Lombardi e ai consiglieri sempre sensibili alle richieste dell'ANPDI, si è potuto utilizzare le strutture del Poligono.

L' Assessore Legnanese Domenico Gangemi e il Presidente dell'ANPDI Milanesi Dario Macchi hanno contrinuito a tenere i contatti.

Durante la visita al poligono sia Ignazio che Romano La Russa si sono intrattenuti in modo amichevole con i vari tiratori che in quel momento affollavano le linee di tiro.

La sezione legnanese dlel'ANPDI ringrazia da queste pagine i paracadutisti Ermanno Manenti, Francesco Bianchi, Rolando Corno ,Walter Riboni, Sergio Maino, Sante Ritucci, Giovanni Cesareo e
il Presidente dell’Associarma Cv. Antonio Cortese col consigliere Cav . Cataldo Zaza pe rla loro presenza.


 
 
 
 
 
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HURT LOCKER: GENIERI AMERICANI E CAUSE PER PLAGIO
Mercoledì, 3 Marzo 2010
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Un sergente dell'esercito Usa ha fatto causa ai produttori del film candidato all'Oscar "The hurt locker" a cinque giorni dalla cerimonia di premiazione, accusandoli di aver basato il personaggio principale proprio su di lui.

Il Sergente Maggiore Jeffrey S. Sarver sostiene che lo sceneggiatore Mark Boal ha basato "sostanzialmente tutte le situazioni" del film su eventi che hanno riguardato la sua vita e sostiene altresì di aver coniato lui la frase "the hurt locker", si legge sul comunicato diffuso in Michigan dal suo legale Geoffrey Fieger.

Oggi si terrà una conferenza stampa proprio negli uffici di Fieger, alla luce di quella che i legali di Sarver hanno definito una "causa multimilionaria".

La casa distributrice del film, Summit Entertainment, ha diffuso a sua volta un comunicato ribadendo che il film è "un racconto immaginario" sulla vita dei soldati sul campo di battaglia.

"Non abbiamo dubbi che il Sergente Maggiore Sarver abbia servito il suo paese con impegno e con onore rischiando la sua vita per un bene più grande, ma il film si basa su un copione immaginario scritto da Mark Boal", ha fatto sapere Summit.

Boal è un giornalista che è stato al seguito delle truppe Usa in Iraq, in particolar modo degli artificieri, e ha raccontato le loro vicende sul magazine Playboy. Successivamente, ne ha fatto un copione basato in particolare sulla vicenda di un soldato, Will James. E proprio da questo copione è nato il film.

"The hurt locker" ha subito incassato consensi dai critici, ottenendo anche nove nomination agli Oscar, che saranno assegnati il prossimo sette marzo.

La causa legale, però, è solo l'ultima grana per il film. Lo scorso mese, infatti, uno dei produttori, Nicolas Chartier, ha inviato una mail ai membri dell'Accademy per invitarli a premiare il suo film, violando così le regole della competizione.

Chartier, nella giornata di ieri, è stato punito dall'Accademy, che lo ha privato del suo invito per la cerimonia di domenica.

LA TRAMA>


In un’epoca in cui gli eserciti non sono formati da militari di leva ma da volontari e gli uomini si lanciano di buon grado nell’azione militare, a volte la guerra corteggia in maniera potente e seducente fin quasi a diventare vera e propria dipendenza, come una droga. THE HURT LOCKER è il ritratto intenso di un’unità speciale di soldati, la squadra “BRAVO COMPANY”, con il compito più pericoloso del mondo: disarmare bombe nel mezzo dell’azione. Quando il nuovo sergente, James (Jeremy Renner), assume il comando dell’unità speciale esperta in disarmo di bombe nel bel mezzo di un violento conflitto, sorprende i due soldati, Sanborn ed Eldridge (Anthony Mackie e Brian Geraghty), lanciandosi inesorabilmente in un gioco mortale di guerriglia urbana. James sembra essere indifferente alla morte. Mentre i soldati lottano per controllare la follia del loro nuovo capo, in città esplode il caos e ogni singolo individuo è un potenziale “Kamikaze”. La sceneggiatura è opera della stessa Bigelow insieme allo scrittore e reporter di guerra Mark Boal autore della sceneggiatura di "Nella valle di Elah" di Paul Haggis. Nel cast figurano anche Ralph Fiennes, Guy Pearce, David Morse e Evangeline Lilly. The Hurt Locker è stato presentato in concorso e in anteprima mondiale al 65° Festival del Cinema di Venezia, accompagnato da un successo straordinario di critica e pubblico.


 
 
 
 
 
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ANPDI PIACENZA CELEBRA IL SESSANTESIMO DEI COMBATTENTI
Mercoledì, 3 Marzo 2010
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di Luigi Curotti,
in memoria del padre

SALICETO-PC- Cascate di ricordi, commozione, inni, un lungo corteo, questi gli elementi che hanno reso indimenticabile la celebrazione del 60esimo anniversario dell’associazione nazionale Combattenti e Reduci tenutasi di recente a Saliceto.

Tanti gli eroi, gli ex combattenti, da ricordare e da premiare.

Tra essi, Pietro Curotti, in un momento di particolare intensità emotiva. A ricevere la targa, in memoria del padre, il luogotenente incursore paracadutista Luigi Curotti. L’emozione aumenta all’improvviso. Un brivido, il cuore in sussulto, le gesta dei combattenti rivivono nella memoria: a sovrastare gli applausi, il grido “Folgore!”. Così le voci dei parà della sezione di Piacenza hanno echeggiato nel salone parrocchiale di Saliceto rendendo vivi attimi di storia.

“DELLA FOLGORE L’IMPETO”, IL MOTTO DEL 9° REGGIMENTO … ALL’INTERNO DEL QUALE CUROTTI HA COMBATTUTO

 
 
 
 
 
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VICENZA: LEONE DELLA FOLGORE NOMINATO CAVALIERE
Mercoledì, 3 Marzo 2010
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LONIGO-VICENZA- Con una cerimonia svoltasi al piano nobile di palazzo Pisani ,sede della prefettura, i paracadutisti del Basso Vicentino hanno festeggiato un loro Leone della Folgore in occasione del conferimento del titolo di Cavaliere al merito della Repubblica Italiana.

Lino Luca, classe 1920, è stato compagno d'arme durante la battaglia di El Alamein di Giuseppe Cappelletto, altro Leone vicentino che, per l'eroismo dimostrato, ha ottenuto la medaglia d'oro al valor militare.

Proprio per onorare la memoria dell'amico caduto, il vicentino Lino Luca ha voluto iscriversi alla sezione berica dell’Associazione nazionale paracadutisti d'Italia. Sono state lette le lettere di felicitazioni inviate a Lino Luca dal ministro della Difesa La Russa e dal presidente nazionale dell’Anpd I generale Giovanni Fantini. È seguita la consegna del diploma di Cavaliere a firma del presidente Giorgio Napolitano.


 
 
 
 
 
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CASE PER I MILITARI: PARTE A ROMA UN PIANO IMPEGNATIVO
Mercoledì, 3 Marzo 2010
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A Roma il Piano Casa in favore delle FF.AA. e FF.OO
Frutto del Protocollo d’Intesa tra il Comune e il Comando Militare della Capitale

Roma – Con l’approvazione della delibera n. 175/2009 da parte del Consiglio comunale di Roma, il personale appartenente alle Forze Armate, in servizio nella città di Roma, potrà accedere, grazie ad uno specifico emendamento, ai benefici previsti dall’attivazione del Piano casa.
Nel 2009 è stato siglato il Protocollo d’intesa tra il Sindaco Gianni Alemanno ed il Comandante della Regione Militare Centro, Comando Militare della Capitale, Gen. C.A. Domenico Rossi, il quale poneva al centro dell’attenzione degli scambi di benefici per il personale militare che vive nella Capitale, oggi, dopo un attento e certosino lavoro tra gli impiegati capitolini e il personale militare si incominciano a raccogliere i primi frutti.
Dopo la concessione ATAC delle card di libera circolazione per i militari in divisa, a breve si vedrà attuarsi anche la possibilità di permettere l’accesso agli strumenti previsti dal Piano casa, in virtù della concessione di una riserva di alloggi pari al 5% delle disponibilità.
Insomma una collaborazione efficacie, che vede al centro dell’attenzione le esigenze del personale dipendente dello Stato che svolge una particolare professione particolare, quella appunto della difesa del territorio, e meno problemi si trova a vivere, maggiore saranno i risultati, in termini di prevenzione, che potrà garantire in primis alla cittadinanza della propria Nazione.
Dopo i primi obiettivi colpiti, ci si aspetta l’attuazione di tutto il Protocollo d’Intesa.

Annamaria Cicchetti



 
 
 
 
 
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I COMPLIMENTI ALL'ITALIA PER L'IMPEGNO IN AFGANISTAN
Mercoledì, 3 Marzo 2010
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BRUXELLES- Il segretario generale della Nato, Anders Fogh Rasmussen ha pubblicamente elogiato il ruolo che l'Italia sta avendo in Afghanistan.

Il segretario dell'Alleanza atlantica ha incontrato ieri a Bruxelles il Presidente della Repubblica italiana Giorgio Napolitano cogliendo l'occasione della conferenza stampa svolta al termine dell'incontro per manifestare la sua gratitudine per il nostro Paese. Anzi, Rasmussen ha chiesto all'Italia di ''fare di piu''' nell'addestramento delle forze di polizia e militari afghane.

''Ho colto questa occasione - sono parole di Rasmussen - per elogiare l'Italia per il suo ruolo'' e ''ringrazio il governo italiano'' per l'invio di 1.100 militari in piu'. Una cosa questa, rileva il segretario dell'Alleanza, che ''testimonia la forte solidarieta' dell'Italia al popolo afghano e alla Nato''.

Il ruolo svolto dall'Italia (con ''l'approccio umano'' dei suoi militari, che ''svolgono i loro compiti militari interagendo con la comunita' locale'') ''e' importante - dice ancora Rasmussen - sul terreno e nell'addestramento delle forze di polizia e dell'esercito'', campo dove le nostre forze armate mostrano la loro ''alta professionalita''. Ma l'Italia in questo campo, sollecita Rasmussen, ''puo' fare ancora di piu', accelerando il momento in cui gli afghani potranno assumersi la responsabilita' della propria difesa e della sicurezza interna''.

Spostando poi la sua riflessione su questioni piu' generali, Rasmussen dice di ''non vedere alcuna tensione tra gli alleati europei e gli Usa: le relazioni transatlantiche sono forti come non mai''. A conferma di cio' Rasmussen ricorda come trentacinque partner (tra cui l'Italia) abbiano accolto ''prontamente'' l'appello lanciato dal presidente degli Stati Uniti Barack Obama di inviare piu' truppe in Afghanistan.

''Trentacinque alleati e partner - ricorda - hanno promesso sforzi aggiuntivi impegnandosi ad inviare complessivamente circa 10 mila soldati in piu''. Ad oggi delle truppe presenti in Afghanistan, spiega, circa il 40% del totale e' non americano e ''la maggioranza di questa quota e' rappresentata da europei''.

 
 
 
 
 
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ARCHIVIO STORICO DELL'ESERCITO IN SARDEGNA: SEI CHILOMETRI DI STORIA D'ITALIA
Mercoledì, 3 Marzo 2010
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UNIONE SARDA del 3 Marzo 2010


L'archivio regionale dell'Esercito è custodito nella caserma Ederle di Calamosca

In sei chilometri di scaffali la storia di tutti i militari sardi

Un milione e mezzo di documenti: dal soldato Podda del 1861 all'ultimo coscritto



Il documento più vecchio risale all'anno dell'Unità d'Italia e della costituzione dell'Esercito italiano. È il foglio matricolare del soldato Daniele Salvatore Podda di Villasor, nato appunto nel 1861 e arruolato il 7 gennaio 1882 in fanteria per il servizio di leva. Sotto le armi il giovane sardo venne impiegato come telegrafista. Dopo il congedo mise a frutto l'esperienza fatta in divisa e trovò un lavoro nelle Poste.
Del soldato Podda si conserva solo la matricola, mentre il fascicolo personale non esiste più. Quel documento è custodito nel Centro documentale dell'Esercito a Cagliari, ospitato dal 1993 nella caserma "Ederle" in viale Calamosca.

L'archivio storico conserva oltre un milione e mezzo di documenti, rigorosamente classificati nei 6410 metri di scaffalature: messe in fila al Poetto da Marina Piccola raggiungerebbero la rotonda per Quartu. Qui è raccolta la memoria di tutti i sardi che dall'Unità d'Italia hanno vestito la divisa per la leva obbligatoria, sospesa nel 2005 per lasciare spazio alle forze armate di soli professionisti.

È un patrimonio di grande importanza per gli storici, ma anche per i cittadini che qui possono rintracciare i documenti necessari per usi pensionistici, concorsi e il porto d'arma. Basta un numero per fotografare l'utilità "civile": ogni anno vengono rilasciati in media diecimila certificati. Eppure in un passato recente ha rischiato più volte di scomparire dalla Sardegna o addirittura di finire in cenere. Lo raccontano a bassa voce alcuni militari testimoni di storie di cieca burocrazia.

L'ARCHIVIO SALVATO Negli anni Novanta, dopo la soppressione dei Distretti militari provinciali, qualche cervellone con le stellette decise che la documentazione regionale dovesse essere trasferita in blocco a Roma. I cento e più Distretti, ridotti a 25 in tutta Italia, avrebbero dovuto imballare gli archivi e inviarli nella capitale. In Sardegna chiusero Oristano nel 1992 e l'anno dopo Sassari, accentrando tutto a Cagliari nel neonato Centro documentale regionale nella caserma "Ederle".

Dove oggi funziona a pieno regime grazie al lavoro di sessantasei militari (tra ufficiali e sottufficiali), sotto il comando del colonnello Michele Chieri. «Il progetto di trasferimento venne ben presto accantonato» raccontano. Ancor più incredibile fu l'ordine - arrivato sempre da Roma - di bruciare i documenti perché non si sapeva dove sistemarli. «Di fronte a una simile richiesta ci fu un atto di insubordinazione a cui parteciparono tutti, dai comandanti all'ultimo soldato. Si fece solo finta di bruciare qualche foglio, tanto per prendere tempo. Com'era ovvio dopo pochi mesi giunse il contrordine». L'archivio dei sardi era stato salvato. Ed oggi si può consultare nelle sale della caserma.

I DOCUMENTI Negli scaffali si conservano i fogli matricolari del personale non in servizio riguardanti ufficiali, sottufficiali e truppa dell'Esercito inseriti nelle liste di leva dei comuni della Sardegna e dei militari residenti nell'isola. Inoltre custodisce i fogli matricolari di sottufficiali e truppa di Aeronautica, Carabinieri e Guardia di finanza. L'archivio contiene anche i "giornali ufficiali" e i ruolini a partire dal 1890 dove i ricercatori possono ritrovare ogni genere di notizie che riguardino la vita dell'Esercito: bollettini, promozioni, onoreficenze, ordini.


LA STORIA L'Esercito italiano fu istituito il 4 maggio 1861 con decreto del ministro Fanti: l'Armata Sarda, che aveva già incorporato gli eserciti dei regni pre-unitari, assumeva la nuova denominazione. Spettava alla leva fornire i soldati che da quel momento avrebbero indossato il grigioverde. Nei primi anni fu impiegato per la lotta al brigantaggio e nella terza guerra d'Indipendenza. Dopo un periodo di riordinamento e potenziamento nel 1885 l'Esercito cominciò a muoversi per le campagne coloniali in Africa orientale e nel 1897 nell'isola di Candia per quella che oggi si definirebbe una missione di pace con un corpo interalleato.

Il fascicolo personale più vecchio raccoglie i dati del maresciallo maggiore dei carabinieri Giuseppe Melis di Pula: nato il 5 ottobre 1870 fu arruolato nel 1891. Di Salvatore Uda, di Villanovafranca, e Antonio Cirronis, di Pabillonis, entrambi classe 1882, esistono ancora le foto tessera: il primo è ritratto col fez fascista e l'altro con un cappello da contadino. Quasi cinquantenni nel 1930 furono richiamati per prestare servizio nella Milizia dei volontari per la sicurezza nazionale. Il fascicolo più antico riguardante gli ufficiali conserva i documenti del bersagliere Gioachino Solinas, nato a Bonorva nel 1892 e morto a 87 anni dopo una lunga e gloriosa carriera che lo portò sino al grado di generale di divisione. Nella prima guerra combattè in Albania dove il destino lo ricondusse nel 1940. Un anno dopo Solinas comandava un reparto nella campagna di Russia: nell'ottobre finì in ospedale e per sua fortuna fu rimpatriato in dicembre, quando nella steppa innevata restarono migliaia di "gavette di ghiaccio".

I RUOLI Un particolare interesse per i ricercatori rivestono le raccolte dei "Ruoli": sono registri in cui venivano inseriti i dati anagrafici da cui si attingeva per le chiamate alla leva. Il più vecchio (del 1880) si apre con Giovanni Basilio Salis di Sindia. Era alto appena un metro 59, magro, con un torace di 89 centimetri, contadino analfabeta. L'ultimo iscritto in quel registro invece è un carlofortino: Gennaro Porricino, pescatore, piuttosto alto (1,73) rispetto alla media, occhi azzurri e con la «dentatura guasta», già riformato in Marina e trasferito nell'Esercito. Lui sapeva leggere e scrivere. A scorrere le note dei giovani coscritti era una rarità, ma all'epoca l'analfabetismo raggiungeva l' 89 per cento della popolazione sarda.

QUELLI DEL '99 Dai fogli ingialliti dei ruoli affiorano i destini dei ragazzi del '99, la classe dei diciottenni richiamati dopo la catastrofe di Caporetto e mandati in prima linea per la riscossa sul Piave: Francesco Mocci di Domusdemaria tornò a casa nel gennaio 1918 perché malato. Si salvarono dalla carneficina anche due "sassarini" di Villamassargia: Giulio Cardia (preso prigioniero nel giugno 1918) e Giovanni Mariani finito in ospedale perché affetto da tubercolosi. Dai documenti personali i ricercatori possono ricostruire le vicende della storia: così per il generale Antonio Basso, comandante militare della Sardegna nel 1943 al momento dell'armistizio, o di tutti i militari che si distinsero in qualche modo nelle guerre. «Spesso i comuni ci chiedono la documentazione per poter intitolare una piazza o un monumento», dice il luogotenente Roberto Ganga, "memoria storica" dell'archivio dove lavora da 14 anni.

IL MITICO MUSINU Ben in vista l'onoreficenza che il capo dello Stato Francesco Cossiga, consegnò al generale algherese Giuseppe Musinu il 25 gennaio 1991: quel giorno il valoroso combattente della Brigata Sassari compiva cent'anni e veniva insignito del titolo di Grande ufficiale della Repubblica. Musinu, come Lussu, è un simbolo per la Sardegna. In quei fogli salvati da una possibile distruzione e custoditi con cura dagli archivisti in divisa, resta una traccia di tutti i militari sardi. Un patrimonio importante, ma sconosciuto alla città. Tanto che da tempo non ci arriva più neppure l'autobus di linea.
CARLO FIGARI


 
 
 
 
 
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LA PRESIDENZA NAZIONALE ANPDI DIFFONDE UN COMUNICATO CHE RIGUARDA LA MORTE DELLA PARACADUTISTA MELANIA LA MANTIA NAZIONALE ANPD'I
Martedì, 2 Marzo 2010
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PARMA-L'ufficio stampa dell'ANPD'I ha diffuso una documento che riguarda la morte della Paracadutista Melania La Mantia.


COMUNICATO STAMPA DELLA PRESIDENZA NAZIONALE ANPD'I SUL TRAGICO INCIDENTE DI LANCIO DI RAVENNA
cliccate qui per leggerlo

 
 
 
 
 
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EL ALAMEIN PRIOJECT: PASSO AVANTI CON LE SCUOLE SUPERIORI
Martedì, 2 Marzo 2010
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di Daniele Moretto*

BRESCIA -Presso l'aula magna dell’Istituto EUROSCUOLA di Brescia (liceo scientifico, istituto tecnico per il turismo,istituto tecnico per geometri) in una sala gremita oltre la capienza si è tenuta la conferenza Progetto El Alamein-SIGMMI e la proiezione del video “Uomini di El Alamein” .


Tale iniziativa rientra nella collaborazione fra SIGGMI e Euroscuola che vedrà uno dei suoi momenti culminanti nella missione di ricognizione del fronte e rilievo topografico dell’ospedale sotterraneo di Qaret el Abd da parte degli allievi dell’Istituto Medesimo nel prossimo mese di Aprile.


Dopo una breve introduzione del Preside, dr Roberto Viani, illuminato promotore della partnership, il quale ha illustrato come la scuola di Lui diretta sia diventata partner del Progetto Universitario, la serata si è sviluppata con l’intervento del relatore Daniele Moretto sulle finalità e scopi del medesimo e della SIGGMI, seguita dalla proiezione di un video da lui prodotto.

Grande attenzione e commozione ha mostrato il pubblico presente sempre attento e numerose sono state le domande sia sul progetto e la società che sulle vicende storiche legate ad Alamein e le origini della presenza italiana in terra d’Africa.

La presenza di due reduci d’Africa (dott Zamboni Div. Bologna e il paracadutista Compagnoni, Divisione Folgore) e il loro intervento hanno arricchito di emozione e episodi inediti una serata certamente indimenticabile sia per gli organizzatori che per gli intervenuti.

Un plauso particolare ai “Cadetti d’Italia”, un'associazione sportiva dilettantistica nata nel 2009 a Brescia dalle ceneri del Gruppo Sportivo Militare della Riserva.

È stata riconosciuta ufficialmente dall'Esercito Italiano con Protocollo firmato a Milano nel mese di ottobre 2009 e patrocinata dai Ministeri della Pubblica Istruzione e della Difesa. guidata dal Maggiore Roberto Viani, si propone essenzialmente come ponte tra il mondo della scuola e il mondo dell'Esercito; l'Associazione è infatti patrocinata sia dal Ministero della Difesa sia dal Ministero dell'Istruzione.

*co-fondatore del SIGGMI
webmaster del sito www.quattara.it
studioso di storia di El Alamein dove ha combattuto il padre come
carrista della ARIETE

 
 
 
 
 
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RASSEGNA STAMPA -
Martedì, 2 Marzo 2010
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Il quotidiano di Parma riporta la notizia di un plotone di genieri di Piacenza che iniziano da oggi l'affiancamento alle forze dell'ordine.
Alcuni approfondimenti riguardano il loro addestramento. Eccone uno che parla della Folgore

GAZZETTA DI PARMA DEL 2 MARZO 2010

PARMA- L'addestramento

I violenti? Fermati a mani nude con le tecniche dei paracadutisti
A mani nude


Con le insegne del Genio Pon­tieri sul petto, con le tecniche della Folgore nelle braccia. I sol­dati che da oggi parteciperanno all'operazione «Strade sicure» a Parma devono essere in grado di difendersi e affrontare i malvi­venti a mani nude, senza biso­gno d'armi (nonostante abbiano la pistola d'ordinanza alla cinta).

Venerdì a Piacenza, nella sede del loro reggimento, due istrut­tori di arti marziali della Folgore hanno concluso l'addestramen­to dei 24 soldati impiegati nel­l'operazione Strade sicure.

«In realtà spiega il capitano Fredj Formichetti, comandante della compagnia i cui uomini sono destinati a Parma si è trattato di un ripasso, perché tutti sono già stati più volte addestrati a queste tecniche». Durante le intense giornate di Piacenza, gli istruttori hanno riprodotto «assai realisti­camente » tutte le situazioni pos­sibili.

I due istruttori, i ca­poralmaggiori Citi e Pilagatti, ap­partengono al 187mo Reggimen­to Paracadutisti di Livorno e van­tano un pedigree di tutto rispetto in diverse arti marziali, di cui sono maestri federali. Entrambi sono -nel tempo libero- tecnici responsabili del Gruppo sportivo Asd 187mo Reggimento paracadutisti, di cui uno degli sponsor è un quotidiano elettronico della no­stra città, il seguitissimo www.congedatifolgore.com, di­retto da Walter Amatobene.


 
 
 
 
 
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RASSEGNA STAMPA: L'ARENA DI VERONA PARLA DI BOSCOMANTICO
Martedì, 2 Marzo 2010
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ARENA DI VERONA del 2 Marzo 2010

Signora delle nuvole

Anna Madinelli dall’infanzia a Torbe alle medaglie con il paracadute


Da bambina sognava di recitare in teatro, ma passava il tempo anche a fare la lotta nel cortile di casa, costruita sulla roccia a Torbe, contrada Malanchini.

Faceva teatrini con quel che aveva e si nascondeva (per non dispiacere alla mamma) a leggere tutto ciò che trovava, ma prediligeva pure le prove di forza con i coetanei e non si tirava mai indietro se c'era una gara.

Vivace, curiosa, timida ma coraggiosa. Capace di adattarsi alle situazioni e determinata a ottenere il meglio da se stessa, quella bambina. Anna Madinelli, oggi dinamica cinquantenne, alla fine da grande ha fatto la paracadutista: sette volte campionessa italiana, primo titolo nel 1978 a 25 anni, nella Nazionale per 10 anni dal 1978 al 1988, quarta (prima europea) ai campionati del mondo del 1986 in Turchia.

In 20 anni di carriera sportiva circa 4.500 lanci nel vuoto e altrettanti atterraggi avvolta dai colori del paracadute, sulle Dolomiti, a Venezia, in piazza Bra oppure allo stadio Bentegodi nel 1985 per festeggiare lo scudetto dell'Hellas Verona.

«Indimenticabile», ricorda, «man mano che mi avvicinavo a terra sentivo il boato che cresceva, tremavo per l'emozione. Era un'apoteosi».

Anna ha girato il mondo, ma non ha mai dimenticato le sue radici negraresi. Quando aveva sette anni la sua famiglia — papà Salvatore, mamma Maria Bonaldi e i fratelli maggiori Angela e Paolo — si è trasferita a Verona, in via Mameli, ma la Valpolicella resta nel cuore: ha ristrutturato la vecchia casa di famiglia e d'estate ci trascorre più tempo che può.

Ricorda con piacere l'infanzia passata a Torbe: i giochi con gli amici. «Stavamo sempre fuori, si giocava a s-cianco oppure si scavava la terra per trovare qualche talpa». La piazza con i negozi di alimentari dei Caprini «dove, finite le funzioni, si andava a mangiare la brassadela». Le lezioni in classe con la maestra Marchesini, «severissima».

Atmosfera semplice, genuina, tipica della campagna di allora, al caldo del camino e degli affetti.

Eppure la vita non era facile.

«Mio padre faceva il muratore, lavorava 10 ore al giorno e si spostava in bicicletta anche fino a Verona; quando pioveva il tabarro s'inzuppava di acqua e diventava un enorme peso addosso. In casa non c'era l'acqua e la mamma andava a lavare i panni alla fontana di Fredàl, in basso, vicino Novàl».

CARRIERA A Verona era tutto diverso. Dalla pluriclasse di Torbe Anna si trovò alle elementari Antonio Provolo tra i bambini di città. Cominciò a parlare in italiano e da allora non ha più smesso, in famiglia (dove si parlava dialetto) come tra gli amici. All'inizio fu per istinto di sopravvivenza, poi scoprì che le veniva bene. Diventò una delle più brave alunne e la passione per lo studio, soprattutto per le materie letterarie, continuò alle medie, suore della Misericordia, istituto Lavinia Mondin, e alle superiori, scelta obbligata ragioneria. «Però non ho mai fatto la ragioniera», precisa, «ho persino rinunciato, dopo due mesi, alle Poste, dove mi avevano assunta».

Una che si esalta a fluttuare nell’aria, come poteva accettare il posto fisso?

L'incontro con il paracadute avvenne per caso, come i grandi amori. Il marito di una sua compagna di teatro, ai tempi della Barcaccia di Giorgio Totola che ha frequentato per un po', faceva il paracadutista.

«Mi si accese una lampadina: andai in una palestra dove c'era una sezione paramilitare, feci il primo lancio a 21 anni e capii che non volevo più smettere. Un brivido irrinunciabile, un'insieme di forti emozioni che è duro spiegare». La gara di precisione? «Una sfida». La caduta libera? «Indescrivibile». Siamo curiosi, vogliamo sapere. «C'è un modo solo: provateci»

Anna è nata il 15 gennaio 1953 a Torbe: segno del Capricorno, caparbietà e forza di volontà. L'anno è quello di un'altra veronese volante, l'airone dell'atletica italiana, la saltatrice in alto Sara Simeoni, di cui è amica e che ha convinto a provare il paracadute in tandem, cioè agganciata a un istruttore.

«Un'emozione unica» ha commentato la campionessa di Rivoli dopo quel salto verso il basso, lei che aveva sempre puntato in alto. Anna Madinelli ammette invece di non aver mai avuto pretese nel salto in alto, provato solo da bambina. «Questione di fisico», sorride dall’alto del suo metro e 60. La capacità persuasiva non le manca, ha convinto molte persone anche famose a buttarsi, tra cui lo skipper di Azzurra Cino Ricci. Con il soprano Cecilia Gasdia non c'è voluto molto, visto che è la cantante è pilota e la confidenza con l'aria non le manca. Oggi Anna Madinelli è impegnata nella scuola veronese di paracadutismo a Boscomantico ed è vicepresidente del consorzio che rappresenta ufficialmente tutte le attività che si svolgono nello storico aeroporto, da quelle dell'Aeroclub Verona alle scuole di volo. Il presidente è Mario Morandini, pilota di linea, con lei nella fotografia scattata a Siena nel 1985, al termine di una gara. C.M.



 
 
 
 
 
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PREMIO AL CAPITANO AMORIELLO DELLA FOLGORE
Martedì, 2 Marzo 2010
by webmaster

foto: Archivio del sito


IL TIRRENO del 2 Marzo 2010


LIVORNO. E di interventi delle Forze Armate all’estero si parlerà giovedì sera al Kino d’Essè (Via dell’Angiolo 19, ore 20.30) di Livorno.

Il cinema, in collaborazione con il Circolo Kinoglaz pone infatti da anni, nell’ambito della programmazione di cinema di qualità, un’attenzione ai documenti che raccontano la contemporaneità organizzando anche serate tematiche. Giovedì sera sarà proposta così una rassegna di foto e reportage in collaborazione con Rotary e Anpdi dal titolo

«L’intervento militare italiano nelle aree di crisi internazionali». Dopo un concerto per flauto traverso e pianoforte delle professoresse Eleonora e Cristina Donnini, il moderatore, generale (aus.) Iacono introdurrà il prof. Pedde che consegnerà al capitano Marco Amoriello
il premio di giornalismo internazionale intitolato al capitano Ficuciello.

Seguiranno gli interventi del colonnello Ribezzo, vicecomandante della Folgore, del dottor Giovanni Neri, ufficiale della Riserva Selezionata e giornalista e del dottor Luciano Enrico Frontini, medico e consulente dell’Oms e Unicef.



 
 
 
 
 
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IL TIRRENO PARLA DEL PROGETTO EL ALAMEIN E DEL NOSTRO SITO
Martedì, 2 Marzo 2010
by webmaster


IL TIRRENO del 2 Marzo 2010 dedica oggi una pagina intera all'EL ALAMEIN PROJECT e cita il nostro quotidiano



El Alamein, una battaglia sotto la lente di storici e geografi Una missione scientifica universitaria in Egitto Verso un museo all’aperto, ma c’è l’incognita petrolio

DAL NOSTRO INVIATO GIOVANNI NERI


EL ALAMEIN (Egitto). Indagare come tanti detective di Csi sui luoghi della battaglia, investigare su quelle che sono state le sue pagine dimenticate, completare in maniera scientifica l’analisi di un evento che 68 anni fa segnò - con la lontana battaglia di Stalingrado - la svolta chiave della seconda guerra mondiale e l’inizio della fine per le dittature dell’Asse.

E’ con questi ambiziosi programmi che si muove Projet El Alamein, iniziativa di ricerca storico-geografica che Università di Padova, Società Italiana di Geografia e Geologia Militare, Associazione Paracadutisti d’Italia e giornale telematico www.congedatifolgore.com hanno fatto partire nei giorni scorsi con la prima delle missioni scientifiche di un programma che andrà avanti a lungo.

Lasciando da parte nostalgia e retorica, i ricercatori hanno individuato e georeferenziati con il gps buche e appostamenti nella zona sud del fronte - quella dove venne schierata la Folgore - restaurando le più significative e raccogliendo campioni e piccoli oggetti che sono stati poi portati al museo del Sacrario Militare di El Alamein.

“Nessuno vuole esaltare una battaglia di una guerra sbagliata che gli italiani combatterono dalla parte sbagliata - spiega il professor Aldino Bondesan, geologo e project manager dell’operazione - perché la storia ha già emesso le sue sentenze. Il nostro scopo è piuttosto quello di superare le polemiche del passato dando vita ad una ricerca meticolosa e scientifica che non vuole analizzare le ragioni politiche o ideologiche del conflitto, ma studiare la battaglia, verificare se quello che è stato scritto in tanti libri è corretto, capire come si svolsero i movimenti tattici e come fosse la vita di tutti i giorni dei soldati che qui, in tanti, sacrificarono la loro esistenza per rispettare la parola data”.

Un museo all’aperto. Un po’ per scaramanzia, un po’ perché sarà veramente difficile arrivare fino in fondo, il progetto ha anche un altro traguardo che nessuno dice.

Quello di preservare almeno una parte del fronte per creare una specie di museo all’aperto come già è successo in tante zone del mondo dove si sono combattute battaglie - la Normandia in primis - che hanno segnato la storia.

“Poter mostrare alcune delle postazioni restaurate, far percorrere ai turisti tratti del fronte, far capire loro in quali condizioni vivessero i nostri soldati, portare infine i visitatori nel sacrario di El Alamein dove sono conservate le spoglie dei caduti - chiosa Walter Amatobene, direttore di www.congedatifolgore.com - sarebbe non solo un gesto di rispetto verso chi qui ha lasciato la vita, ma anche una buona chance per l’economia della zona”.

Il nuovo nemico: il petrolio. Sopravvissuto ai cingoli dei carri di Montgomery e di Rommel, il deserto rischia però di essere stritolato da quelli delle macchine operatrici delle multinazionali del petrolio.
In questa zona sono stati trovati infatti dei giacimenti e le trivelle sono già al lavoro e tutto potrebbe essere cancellato nei prossimi anni. “E’ una ragione di più per fare presto - continua il professor Bondesan - perché dobbiamo almeno conservare la testimonianza storica di questi luoghi”.

A 60 chilometri dalla cittadina di El Alamein, che un tempo era solo una stazioncina ferroviaria e che ora si sta trasformando in una nuova, disordinata Sharm El Sheik visto che il mare è bellissimo, l’area indagata è nel mezzo del deserto, tra balze di calcare, rocce e sabbia.

Qui era il vertice meridionale dello schieramento italo-tedesco e qui si combatté a lungo e ferocemente nelle tre battaglia di El Alamein.

Depressione di El Qattara. Più a sud c’è infatti la depressione di El Qattara, una distesa di centinaia di chilometri quadrati di fango e terreno impercorribile alle colonne dei mezzi pesanti. Per questo la cuspide meridionale del fronte era considerata fondamentale per evitare l’aggiramento ed è qui che si infransero contro i capisaldi tenuti dalla Folgore e dalla Pavia gli attacchi Alleati che invece ebbero successo nella parte più settentrionale della linea difensiva fino a costringere i paracadutisti a ritirarsi per evitare di essere accerchiati.

Fu, la storia è nota, una battaglia impari che vide gli italiani affrontare nell’ultimo, decisivo scontro, forze doppie in uomini e quadruple in rifornimenti, mezzi corazzati, cannoni e aerei e che segnò come si è detto il primo stop alle ambizioni italo tedesche di bloccare il canale di Suez e di raggiungere i campi petroliferi del Medio Oriente, fondamentali con i loro pozzi al proseguimento della guerra.

Nelle buche della Folgore. Una guerra che tra le buche riempite dalla sabbia che si è accumulata negli anni si tocca ancora con mano. Perché se il progetto è storico e scientifico è impossibile dimenticare le sofferenze e il valore di quanti sacrificarono la loro vita non per inseguire ideologie e retorica, ma per rispettare un ordine e stare al fianco dei loro compagni.

Così, quando da una buca singola, un appostamento di sassi scavato alla meglio nella sabbia che sembra più una tomba che un bunker, escono fuori un cinturone, un flacone di chinino, una scatola di fiammiferi bruciati e il frammento di una lettera scritta a un “Caro Pietro...” oltre a qualche bossolo di pistola calibro 45 e calibro 9 che dimostrano quanto si sia combattuto corpo a corpo, è difficile non emozionarsi.

La vetta dell’Heimamet. Come quando si sale sulla vetta dell’Heimamat, la quota più alta della zona, dove si trovava un punto di osservazione italiano e dalla quale si vede l’estendersi del deserto. Da qui gli italiani videro prepararsi la grande offensiva Alleata, da qui capirono di non aver scampo di fronte a tanta potenza militare. Ridotto a una grande discarica di ferraglie e attrezzature di tutti i tipi, il campo di battaglia è stato saccheggiato negli anni dai beduini che hanno portato via tutto quello che poteva essere utile e bonificato dagli ordigni, che, sotto la sabbia, si indovinano però ancora pericolosi e presenti in grande numero.

Per sicurezza il Progetto El Alamein non ha perciò scavato a fondo ma ha puntato su una cleaning mission, una missione di pulizia con la quale si sono ricostruiti i muretti a secco di alcune postazioni, spazzata via la sabbia, censito, misurato e registrato gli appostamenti. Un lavoro lungo, meticoloso e a tratti noioso indispensabile però a ricostruire almeno sulle mappe quelle che furono le posizioni italiane, in attesa di un museo all’aperto che forse non ci sarà mai ma che la storia vorrebbe veder nascere.



 
 
 
 
 
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LE STATISTICHE DEL FORUM DEL SITO ( WWW.RISERVAFOLGORE.COM)
Lunedì, 1 Marzo 2010
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PARMA- Inizia da questo mese la pubbicazione delle statistiche che riguardano le pagine del FORUM annesso al menù del quotidiano.

L'indirizzo è www.riservafolgore.com/forum e si attiva ogni volta che viene cliccato nel MENU, pulsante FORUM.

Il traffico dimostra che viene letto da un numero di visitatori assai maggiore rispetto a quelli iscritti, con ben 14mila visite mensili!



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LE STATISTICHE DEL SITO, MESE DI FEBBRAIO 2010
Lunedì, 1 Marzo 2010
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E QUELLE DEL 2009

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TORTURA IN MISSIONE: UNA LEGGE IN ARRIVO
Lunedì, 1 Marzo 2010
by webmaster


PARMA- Al consiglio dei ministri di domani approderà una legge penale studiata per tutti gli italiani che partecipano alle missioni militari all'estero, militari o civili.

Il provvedimento era stato annunciato la scorsa estate dal ministro Ignazio La Russa, che da tempo lamenta l'inadeguatezza delle norme sino ad oggi in vigore.

Per le missioni militari in Iraq e in Afghanistan fino al 2006 è stato fatto valere il codice penale militare di guerra, mentre in questi ultimi quattro anni quello di pace. ''Se ci sono morti e feriti è come se questo avvenisse in una normale esercitazione'', ha denunciato La Russa nell'agosto 2008 di fronte all'escalation di pericolo per i militari impegnati in Afghanistan.

I ministeri Difesa e Giustizia hanno elaborato un testo in quattro articoli che delega il governo ad adottare, entro dieci mesi, il nuovo codice delle missioni militari all'estero.

Il provvedimento si poggia su due principi:

- la non punibilità dei militari che in base alle regole d'ingaggio della missione abbiano fatto uso delle armi o della forza;


- pene severe per gli italiani che compiono atti arbitrari di violenza contro i civili.

Tra le novità l'introduzione della tortura, reato inesistente nel codice penale ordinario: la pena fissata va da un minimo di quattro a un massimo di 12 anni di carcere (che possono diventare 15 in caso di lesioni gravi), fino all'ergastolo se la tortura o i trattamenti inumani portano alla morte di una o più persone.

La lista dei reati è lunga e prevede: il saccheggio, l'incendio e la distruzione di luoghi di culto o di beni in suo alla popolazione civile; lo stupro etnico, la sterilizzazione forzata e la gravidanza forzata; l'uso di ''scudi umani''; la deportazione e altre gravi violazioni del diritto internazionale. Punito con il carcere da 5 a 15 anni chi fa uso di armi contro ambulanze (o contro ospedali, strutture sanitarie etc). Una circostanza analoga si verificò nell'agosto del 2004 a Nassiriya, quando i militari italiani furono posti a difesa dei tre ponti dell'Eufrate: nel corso della battaglia dei ponti due lagunari spararono contro un'ambulanza ma furono assolti dal gip militare di Roma. In base al nuovo codice delle missioni, se l'autore di uno di questi reati sarà un militare, allora procederà l'autorità giudiziaria militare di Roma e non più la procura ordinaria della Capitale. A quest'ultima, tuttavia, spetterà indagare sui civili italiani (compresi quelli a seguito della missione), gli stranieri e i militari stranieri che abbiano agito a danno degli italiani impegnati nelle missioni all'estero.


 
 
 
 
 
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IN RICORDO DI LORENZO D'AURIA
Lunedì, 1 Marzo 2010
by webmaster



"La Sezione Anpd'i Goceano (SS) - M.llo Paracadutista LORENZO
D'AURIA",
ha l'onore di avere il proprio Labaro con su ricamato il Nome del Sottufficiale del Sismi, Paracadutista Lorenzo D'Auria, e solidarizza con la Signora Francesca Soraci, Madrina della stessa Sezione , nel momento della morte di Pietro Colazzo, collega di Lorenzo, che ha riaperto la ferita nel cuore della Nostra Madrina.

I soci della sezione, si stringono "in quadrato fermissimo" attorno a Lei ed ai piccoli Andrea Alessio e Luca.

"Gli Afghani lo chiamavano" Lorenzo Jan", un appellativo che nella
loro lingua significa amico fraterno, come racconta un suo amico e collega,che così continua:

"A contato con le tribù locali si era dato molto da fare per sostenere, le attività di ricostruzione del contingente italiano.
Nelle sue note si legge che D'Auria amplia "considerevolmente la
struttura della rete informativa nell'intera provincia di Herat e di alcuni distretti più instabili della regione, intreccia relazioni sia con le cariche istituzionali afghane, che con gli elementi tribali più conservatori contribuendo alla sicurezza dei Contingenti nazionali schierati nel settore occidentale dell'Afghanistan.

Madrina Francesca: siamo con te nel bene e nel male pronti, se Tu lo
vorrai, a sottoscrivere la tua richiesta di concessione della Medaglia d'Oro per il Nostro Carissimo fratello Lorenzo che noi consideriamo un Eroe, perchè da eroe è morto nell'estremo tentativo di salvare i due camerati che erano con lui.

Ma noi siamo Paracadutisti e non politicanti di basso cabotaggio.

Sabato 6 Marzo ci sarà la cerimonia della consegna dei brevetti ai
neo paracadutisti dell' ultimo corso della Sezione intestata alla memoria del Tuo Lorenzo.

Noi lo ricorderemo recitando la Preghiera del Paracadutista e
osservando un minuto di silenzio.

Ciao Lorenzo, riposa in Pace...!

F O L G O R E
S E M P R E
E
DO V U N Q U E

 
 
 
 
 
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IL DIRETTORE DI LANCIO DI RAVENNA ( ANPDI POGGIO RUSCO) UFFICIALMENTE L'UNICO INDAGATO PER LA MORTE DI MELANIA
Lunedì, 1 Marzo 2010
by webmaster


PARMA- Appartiene alla associazione paracadutisti Anpi di Poggio Rusco, Andrea Tomasi, indagato per omicidio colposo per la morte del caporale di 22 anni, Melania Giovanna La Mantia.

Tomasi era il direttore di lancio a bordo del Pilatus decollato dall’aeroporto Baracca di Ravenna da cui si sono lanciati giovedì scorso, sia la vittima che altri 5 paracadutisti.

Il paracadute della ragazza si è aperto regolarmente ma la traiettoria di discesa l’ha portata molto lontano dal bersaglio.

«Una tragedia che presenta molti aspetti da chiarire - dice l’avvocato Claudio Arria che difende Tomasi - a partire dalla circostanza che tutti gli altri paracadutisti che si sono lanciati sono scesi nell’area bersaglio o a poca distanza. Anche il fatto che la ragazza sia stata ritrovata con addosso il paracadute e il caschetto è un elemento che va chiarito. Per questo ho richiesto l’incidente probatorio. Questo dà maggiori garanzie di difesa. Il direttore di lancio ha un compito importante, ma limitato. Per la sicurezza dei lanci vengono coinvolte diverse figure con compiti diversi».


 
 
 
 
 
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A TERNI CONTESTAZIONI CONTRO IL PARACADUTISMO DI CASA POUND ALLA AVIOSUPERFICE LOCALE
Lunedì, 1 Marzo 2010
by webmaster


TERNI All'aviosuperficie di Maratta un centinaio di persone ha contestato l'iniziativa di paracadutismo sportivo che sarebbe stata legata a «Casapound», il movimento giovanile di destra.

In settimana a più riprese l'assessore comunale allo sport, Renato Bartolini, e il presidente dell'Atc (che gestisce l'aviosuperficie per conto del Comune), Sergio Sbarzella, hanno escluso l'allestimento di manifestazioni o raduni di carattere politico.

Alla manifestazione ha preso parte anche Pietro Taricone ex del Grande fratello: «Connotazioni politiche? ha detto poco prima di salire sull'aereo per poi lanciarsi con il paracadute Macché, io sono qui solo per divertirmi, come faccio spessissimo... ».

I rappresentanti dei Centri sociali si sono ritrovati all'esterno dell'aviosuperficie e hanno manifestato utilizzando megafoni e fumogeni, cori e striscioni. In alcuni momenti sono volate parole grosse e ci sono stati momenti di altissima tensione, soprattutto quando non più di dieci persone hanno cercato di «rompere» il cordone delle forze dell'ordine ed entrare nell'area interna dell'aviosuperficie.

A MARATTA c'erano anche il sindaco Leopoldo Di Girolamo e gli assessori Simone Guerra e Renato Bartolini che hanno preso le distanze dalla protesta dei Centri sociali.


Il sito della associazione sportiva THE ZOO, che opera in quell'aviosuperfice, non riporta alcuna notizia degli avvenimenti di ieri. La conferma che non si tratta di un centro politicizzato ce la dà il loro sito:


introduzione all'elenco degli "EVENTI

Allo ZOO non si fa altro che fare festa dalla mattina alla sera. Un'altro weekend all'insegna dei bagordi


 
 
 
 
 
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IL GENERALE CASTELLANO E IL COLONNELLO ZIZZO RITIRANO IL PREMIO SANTA CATERINA 2010
Domenica, 28 Febbraio 2010
by webmaster



SIENA- E' STATA sicuramente una delle edizioni più emozionanti del premio Santa Caterina d'Oro quella che si è svolta ieri al teatro dei Rozzi, affollato di pubblico in ogni ordine, loggione compreso.

Un'edizione carica di emozioni; sarà difficile dimenticare le immagini dei paracadutisti in missione e i volti sorridenti, ancora pieni di aspettative di vita, dei sei militari caduti lo scorso settembre nell'attentato in Afghanistan.

Un lunghissimo applauso ha ricordato i sei ragazzi «oggi sicuramente in quell'angolo di cielo riservato a tutti noi» (come ha detto il Generale Castellano), mentre il piccolo Marco, figlio di Antonio Fortunato, uno dei caduti, accompagnato dalla mamma Gianna, sorrideva un po' frastornato in mezzo al pubblico.

«Il ricordo di quei giorni è molto doloroso ricorda il colonnello Zizzo ma erano talmente tante le cose da fare che nel momento eravamo concentrati nell'azione. L'attentato di questi giorni in cui ha perso la vita Pietro Colazzo, l'addetto diplomatico italiano, ha riaperto vecchie ferite, perché fu proprio lui, a metterci in condizione di uscire da quella situazione. La stessa cosa che sembra abbia fatto anche nella circostanza che gli è costata la vita».

Tra i premiato anche Bertolaso, assente per impegni di sopralluoghi sul Po.

«Sono già 250 i Cateriniani nel mondo ricorda Gilberto Madioni, ideatore della manifestazione e sono davvero ovunque. Le massime eccellenze nelle più diverse professioni».


 
 
 
 
 
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IL GENERALE CASTELLANO E IL COLONNELLO ZIZZO RICORDANO IL FUNZIONARIO DELL'AISE CADUTO A KABUL
Domenica, 28 Febbraio 2010
by webmaster



PARMA- L'OMAGGIO AL FUNZIONARIO DELL'AISE PIETRO COLAZZO UCCISO A KABUL IN UN ATTENTATO DA PARTE DI DUE UFFICIALI CHE HANNO LAVORATO CON LUI IN AFGANISTAN.



Un commosso ricordo di Pietro Colazzo arriva dal colonnello Aldo Zizzo, comandante del 186/o Reggimento, che insieme al generale Roberto Castellano, comandante di Brigata durante la Missione e ora al COI di Roma, ha ricevuto IERI pomeriggio a Siena il Premio Santa Caterina d'Oro (cliccate qui per leggere l'articllo del Corriere) , riconoscimento che commemora i sei soldati caduti nell'attentato in Afghanistan del 17 settembre scorso.

«Il nostro pensiero va a Piero, che ha perso la vita l'altro ieri - ha detto Zizzo -: ebbe un ruolo fondamentale per farci sganciare dalla valle del Musay. È importante ricordare chi continua a morire in Afghanistan».

Quattro dei sei soldati morti a settembre appartenevano al 186/o Reggimento: tra questi il tenente Antonio Fortunato, la cui moglie Gianna, accompagnata dal figlio Martin che ai funerali commosse tutti correndo verso la bara del padre, ha ricevuto ieri sera la medaglia d'oro al merito da parte dell'Associazione dei Cateriniani nel mondo.

«È stato durissimo - ha detto Zizzo - tornare in caserma senza quattro nostri uomini e per loro continuiamo a combattere». 28 Febbraio 2010

LE SALME IN VIAGGIO PER L'ITALIA

Si è conclusa stamattina a Kabul, sotto una pioggia battente, la breve cerimonia funebre di saluto dell'agente dei servizi Piero Colazzo e del regista francese Severin Blanchet, uccisi nell'attacco terroristico dell'altro giorno. Entrambe le bare sono state caricate su un C-130 italiano che, secondo le previsioni, dovrebbe giungere a Ciampino domani mattina.

Ad officiare la breve cerimonia - giusto la benedizione e una preghiera - è stato il padre Barnabita Giuseppe Moretti, responsabile per conto della Santa Sede della 'missio sui iuris' afghana.

In un hangar dell'aeroporto, prospiciente alla pista, si sono riuniti gli amici e i colleghi di Colazzo (presente anche l'incaricato d'affari dell'ambasciata italiana, Samuela Isopi) e diversi connazionali del regista francese. Al termine un picchetto militare ha reso gli onori, mentre le bare - avvolte nelle rispettive bandiere - sono state portate fuori a spalla.

A sorreggere quella italiana militari dell'Esercito, dell'Aeronautica, dell'Arma dei carabinieri e i finanzieri che partecipano alla missione europea.

I feretri sono stati quindi sistemati in due blindati francesi, che li hanno condotti fino al C-130: dietro, sempre sotto la pioggia battente, un corteo di diverse decine di persone. L'arrivo del velivolo militare a Ciampino è previsto per domani mattina alle 8.30.

MARTEDI' I FUNERALI A GALATINA

Sono in programma per martedì a Galatina, la cittadina pugliese di cui era originario, i funerali del funzionario dei servizi segreti Pietro Antonio Colazzo, ucciso nell'attentato di Kabul, la cui salma arriverà domani mattina in Italia.

Il velivolo dell'Aeronautica militare con il feretro del funzionario dell'Aise atterrerà, salvo imprevisti, alle 8.30 a Ciampino. Successivamente dovrebbe essere eseguita l'autopsia, su disposizione della procura di Roma che ha aperto un'inchiesta. Una camera ardente sarà poi allestita presso l'ospedale militare del Celio dalle 15 alle 18. Il feretro raggiungerà quindi Galatina per i funerali, che si svolgeranno in duomo alle 15.



 
 
 
 
 
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RASSEGNA STAMPA
Domenica, 28 Febbraio 2010
by webmaster

IL TIRRENO di LIVORNO del 28 Febbraio 2010

mio marito, un eroe dimenticato


anna cecchini /

LIVORNO. «Anche mio marito è stato un eroe, ma nessuno lo ha mai detto. In questo paese ci sono morti di serie a e serie b». Francesca Soraci è la moglie di Lorenzo D’Auria, l’agente del Sismi che il 4 ottobre 2007 è morto all’ospedale Celio di Roma, a causa delle ferite riportate durante un blitz delle forze armate inglesi in Afghanistan, organizzato per liberarlo dai talebani, che lo avevano fatto prigioniero insieme a un collega e a un interprete. Quello di Francesca è uno sfogo legato alla notizia della morte, venerdì, di Pietro Antonio Colazzo, l’agente dell’Aise (Servizio informazioni per la sicurezza esterna) che ha perso la vita durante un attacco dei Talebani a tre hotel di Kabul.
«Sono stata male tutta la notte - dice ancora Francesca Sorace -, da quando ho visto la notizia. Senza niente togliere a Colazzo, che è stato un eroe, vorrei però che qualcuno evidenziasse l’onore che ha distinto mio marito, anche lui un eroe, che ha prestato un’opera meritoria ed è morto per salvare un collega. Invece nessuno lo ha mai riconosciuto».
Lorenzo D’Auria era un maresciallo capo del Sismi, i servizi segreti, e con la famiglia abitava a Rosignano Solvay. Da quando è morto suo marito Francesca, che di anni adesso ne ha 38, vive con i suoi tre bambini. Andrea, Alessio e il piccolo Luca, che quando è morto Lorenzo aveva poco più di due mesi.
Francesca è originaria di Livorno, dove ha conosciuto Lorenzo, un paracadutista proveniente da Castelfranco Emilia, la cui famiglia è di origini campane. Si sono innamorati e poi hanno deciso di vivere insieme, nella casa che lui aveva a Rosignano. Nel 2004 è nato il primo bambino, poi il secondo, mentre Lorenzo, che per anni aveva prestato servizio nei paracadutisti della Folgore, era diventato uno 007 del Sismi.
«Aveva cominciato nel 2006 - dice la moglie -, ormai era un po’ di tempo che faceva missioni, era esperto e bravo. Teneva rapporti di intelligence con i capi dei Talebani. Tutti lo apprezzavano, sapeva fare il suo lavoro». Francesca ha visto per l’ultima volta il suo Lorenzo dal 14 al 31 luglio del 2007, quando l’agente ottenne la licenza per la nascita dell’ultimo figlio, Luca. Poi Lorenzo è tornato in Afghanistan, per la missione multinazionale Isaf. All’alba del 23 settembre del 2007, il sottufficiale viene rapito insieme a un collega e a un interprete, mentre si trovano nei presi di Shindad.
La mattina dopo, era il 24 settembre, il blitz per la liberazione. Forze armate italiane e inglesi sono riuscite a individuare la carovana che teneva prigionieri i due agenti e il collaboratore afgano e a liberarli. Solo che durante l’operazione i tre restano feriti, il maresciallo D’Auria in modo grave. Lorenzo D’Auria viene trasferito, praticamente in coma, al Celio di Roma e, il 27 settembre, all’ospedale militare della capitale vengono celebrate le nozze in articulo mortis con la compagna Francesca, che Lorenzo aveva molte volte esèresso la volontà di sposare.
Una settimana dopo, il 4 ottobre, il maresciallo D’Auria muore. Francesca da allora tira avanti da sola i suoi tre bambini nella sua casa di Rosignano.
Venerdì, guardando la televisione, la donna ha saputo della morte dell’agente Colazzo. E non ce l’ha fatta a trattenere il dolore e la rabbia, per quello che considera un trattamento da eroe, che invece a suo marito pensa non sia stato riservato. «Quando Lorenzo è morto - spiega Francesca - tutti hanno messo in evidenza il blitz e quanto erano stati bravi i militari a liberare mio marito e gli altri due. Ma nessuno ha detto che Lorenzo è stato un eroe, durante la prigionia ha subito percosse e sevizie anche per salvare il collega e l’altra persona rapita. Poi, durante il blitz, ha fatto scudo agli altri due con il suo corpo. Li ha salvati».
Francesca è addolorata, ripensa alla morte del marito e pretende giustizia. Pretende che le istituzioni riconoscano il valore dell’opera del maresciallo capo D’Auria. «Ho chiesto che gli venisse conferita la medaglia d’oro - dice ancora -, ma mi hanno detto che sono cambiate le leggi e non è prevista. Ora, questo caso di Colazzo, ha riaperto la mia ferita. Lui è stato un eroe, certo, ma anche Lorenzo. Invece questo paese è strano, vedo che ci sono morti di serie a e serie b». Nei prossimi mesi Francesca lascerà la Toscana, si trasferirà a Roma con i suoi figli, ma promette di non abbandonare la causa di suo marito: «Là i miei bambini avranno più possibilità per la loro vita. E potrò seguire meglio anche la storia di mio marito, tanto è vero che mi sono affidata a un legale della capitale».

 
 
 
 
 
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IL COL MOSCHIN ABBATTERA' VECCHI TRALICCI DELL' ENEL
Domenica, 28 Febbraio 2010
by webmaster


ROSIGNANO. I paracadutisti della Folgore - nono reggimento d'assaltono Col Moschin - si eserciteranno in un'area intorno a Rosignano per abbattere una decina di tralicci dell’Enel, ormai dismessi e che deturpano la bellezza di questa area a verde.

Una presenza ingombrante, ma difficile da eliminare: troppo costoso per il Comune di Rosignano rimuovere gli scheletri d’acciaio.

E allora arriva proprio a puntino la proposta della Brigata Folgore: ai tralicci ci pensiamo noi con un’esercitazione. L’operazione comincerà domani per concludersi nel giro di due giorni (ci sarà un secondo intevento a fine marzo) . Risolto ogni intoppo burocratico e ricevute tutte le autorizzazioni del caso (compresa quella dell’Enel), l’amministrazione comunale di Rosignano ha accettato.

Gli incursori della Folgore non si limiteranno ad abbattere i tralicci, ma provvederanno anche alla completa bonifica.

Useranno piccole cariche esplosive capaci di far venir giù in tutta sicurezza i vecchi tralicci.

 
 
 
 
 
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RASSEGNA STAMPA - UNA DICHIARAZIONE DELLA FOLGORE SULL'INCIDENTE DI RAVENNA
Sabato, 27 Febbraio 2010
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ROMAGNA OGGI del 27 Febbraio 2010
(articolo integrale)


Ravenna - "Un parà non deve cadere in acqua"

La soldatessa Melania Giovanna La Mantia è morta annegata cadendo in un lago durante un lancio civile. L'esercito incredulo di fronte a questa vicenda. La Folgore: "Nelle nostre esercitazioni non può succedere, scegliamo zone con requisiti precisi tra cui l'assenza di bacini e seguiamo da terra chi si lancia fino a quando si rialza in piedi"

RAVENNA - Vent'anni di servizio nella brigata paracadutisti Folgore non bastano al capitano Marco Amoriello per trovare una spiegazione alla morte della 22enne Melania Giovanna La Mantia. "Quando sabato abbiamo saputo che la ragazza era dispersa non riuscivamo a crederci. Nelle nostre esercitazioni non succede". Ma quella in cui ha perso la vita la trapanese caporale del 46esimo reggimento Trasmissioni di stanza a Palermo non era un'esercitazione militare. Era un lancio per conseguire il brevetto civile di lancio vincolato con paracadute ad apertura automatica. La soldatessa infatti vi ha preso parte come civile.

La Folgore, eccellenza del paracadutismo italiano, non avrebbe mai usato l'aeroporto La Spreta per una sua esercitazione: "Usiamo zone che devono rispettare parametri precisi. L'assenza di ostacoli fisici come alberi o pali della luce, l'assenza di specchi di acqua nei dintorni". Troppo vicino allora il lago della cava Ca' Bianca dove è caduta e annegata Melania. La tragedia della siciliana scuote tutto l'esercito: "Tutti i paracadutisti, civili o militari, sono legati da un'unica passione. Siamo vicini ai suoi familiari, è una tragedia che per noi resta inspiegabile".

Precise e rigide le misure di sicurezza previste dal protocollo militare per le esercitazioni: "A terra il numero degli addetti alla sicurezza varia in base a quanti si lanciano. Una volta usciti dall'aereo, i paracadutisti in discesa sono seguiti a vista con il binocolo fino a quando toccano terra e si rialzano per avere la certezza che tutto sia andato bene altrimenti parte l'ambulanza per il soccorso medico. Per questo dico che nelle nostre esercitazioni un paracadutista non può finire in acqua. Se ci fosse un canale con un basso livello di acqua gli addetti alla sicurezza sarebbero attrezzati con salvagenti e corde".

Andrea Alberizia
aalberizia@romagnanoi.it

 
 
 
 
 
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SLITTA l'AUTOPSIA DI MELANIA LAMANTIA
Sabato, 27 Febbraio 2010
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RAVENNA - Slitta l'autopsia sul corpo della 22enne Melania Giovanna La Mantia, atterrata durrante un lancio nel bacino artificiale della cava Ca'Bianca, nei pressi dell'aviosuperfice "LA SPRETA".

L'esame, disposto dal magistrato per stamattina presso la camera mortuaria dell'ospedale ‘Santa Maria delle Croci' di Ravenna, è stato rinviato a data ancora da definire dopo che uno dei legali coinvolti nel caso ha presentato riserva di promuovere incidente probatorio.

PERCHE' QUESTO RITARDO

Il magistrato ha iscritto nel registro degli indagati (per omicidio colposo) un gruppo di persone che nella aviosuperfice hanno avuto un ruolo nel lancio. Proprio uno dei loro avvocati ha richiesto la possibilità di anticipare durante la fase autoptica l'acquisizione di prove ( a discarico, in questo caso), anzichè attendere il dibattimento, che è il luogo deputato a quella funzione.

L'incidente probatorio avviene alla presenza dei periti di parte, seguendo una procedura prevista dal codice di procedura penale, per la cui preparazione è necessario tempo. Da qui la posticipazione dell'esame da parte dell'anatomo-patologo della povera Melania.

La tipologia di prove da assumere e le situazioni che permettono di ricorrere a tale strumento sono tassativamente elencate dall’art. 392 c.p.p.:

a) la testimonianza, quando vi è fondato motivo di ritenere che un testimone non potrà essere esaminato nel dibattimento per infermità/altro grave impedimento o che lo stesso sia esposto "a violenza, minaccia, offerta o promessa di denaro o di altra utilità affinché non deponga o deponga il falso";

b) l’esame dell’indagato su fatti concernenti la responsabilità di altri;

c) l’esame delle persone indagate di un reato connesso o collegato;

d) il confronto, quando vi sono persone che in altro incidente probatorio o al P.M. hanno reso dichiarazioni discordanti;

I MOTIVI CHE RIGUARDANO IL CASO DI MELANIA

e) la perizia o l’esperimento giudiziale, quando la prova riguarda una persona, una cosa o un luogo il cui stato è soggetto a modificazione non evitabile;

f) la ricognizione, quando particolari ragioni di urgenza non consentono di rinviare l’atto al dibattimento.


 
 
 
 
 
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IL CORDOGLIO DEL CAPO DI STATO MAGGIORE DELL'ESERCITO A NOME DEI COLLEGHI E DEI SUPERIORI DEL CAPORALE MELANIA LA MANTIA
Sabato, 27 Febbraio 2010
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ROMA - Il Capo di Stato Maggiore dell'Esercito, Generale di Corpo d'Armata Giuseppe Valotto, unitamente a tutti gli uomini e donne dell'Esercito Italiano, esprime il proprio sentito e sincero cordoglio ai familiari del Caporale Melania Giovanna La Mantia, tragicamente scomparsa in un incidente fuori dal servizio.

 
 
 
 
 
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NON ERA UN MILITARE L'AGENTE DELL'AISE MORTO OGGI A KABUL
Venerdì, 26 Febbraio 2010
by webmaster


PARMA- Non apparteneva alle Forze Armate Pietro Antonio Colazzo, ucciso stamane a Kabul, dove era il vice responsabile dell'Aise (agenzia per le informazioni e la sicurezza esterna)

In altre parole: i servizi di sicurezza italiani destinati ad operare all'estero.

Era quindi un funzionario dello stato dipendente dalla presidenza del Consiglio.

Colazzo godeva della protezione del passaporto diplomatico per il suo lavoro a tutela della comunità italiana e del contingente militare nazionale.

CLASSE 1962 a Galatina, un comune dell'entroterra salentino, Colazzo aveva studiato all'università Orientale di Napoli.
Parlava il dari, una delle lingue in Afghanistan.

A Kabul era assegnato da un paio d'anni.

I dirigenti afgani, e lo stesso presidente Karzai, hanno già reso omaggio all'agente italiano ucciso dai talebani.

"L'italiano alloggiava al Park Residence", ha spiegato il capo della polizia della capitale afgana, il generale Abdul Rahman. "Dopo la prima bomba era al telefono con la polizia quando è stato ucciso a colpi di arma da fuoco dagli assalitori. Era un uomo coraggioso".


Fra le vittime accertate ci sono anche un cittadino francese, dieci indiani e almeno due agenti di polizia afgani. Un britannico ospite dell'albergo Safi Landmark a Kabul, Brian Briscombe, ha detto alla Bbc di essersi svegliato tra vetri infranti e nel fumo. Dopo circa 30 minuti ha deciso di lasciare l'edificio: "Sono rimasto ferito ad una mano, volevo farmi curare, ma un soldato ha iniziato a gridarmi contro, quasi mi ha sparato quando ha visto che avevo uno zaino. Pensava fossi un kamikaze".