LA FOLGORE INTRODUCE IL “CORSO DI SPECIALITA’ “

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Il Comandante della FOLGORE, Gen. Maurizio FIORAVANTI, in collaborazione con il suo responsabile dell’Ufficio Stampa ( Ten.Col.Fabio Mattiassi), ci presenta e commenta in esclusiva il nuovo ” Corso di specialità “.

L’esigenza di poter disporre di personale che vanti uno standard addestrativo adeguato anche alle rinnovate e sempre più frequenti esigenze della Brigata Paracadutisti “ FOLGORE “ , ha spinto lo Stato Maggiore della stessa Brigata a concepire e realizzare un corso addestrativo in grado di fornire al personale in afflusso alla G.U. gli strumenti indispensabili per far parte dei reparti paracadutisti.
Come conseguenza, il 26 febbraio 2007, avrà inizio il primo “ Corso di specialità “
Ci è parsa l’occasione giusta per rivolgerci al Comandante della Folgore, il Gen. B. Maurizio FIORAVANTI che, nonostante i suoi impegni prioritari, ha accolto la nostra richiesta per un breve commento a questa novità addestrativa alla quale noi, già in servizio nella G. U., siamo ovviamente sensibili ed interessati.
Ci piace considerare la disponibilità del Comandante come un ulteriore atteggiamento di rispetto e di riguardo per il nostro sito www.congedatifolgore.com che sappiamo essere ben seguito da lui e dal suo staff e per questo lo ringraziamo sentitamente.

Ecco la presentazione/commento che il Generale FIORAVANTI ci ha fatto pervenire:

 

E’ nel 2004 che vede la luce il primo “Seminario di aggiornamento sulle tecniche individuali di combattimento”. Negli anni ne sono stati realizzati ben cinque per mettere a punto questo nuovo iter adderstrativo e finalmente tra qualche giorno, il 26 febbraio 2007, avrà inizio il primo “Corso di specialità”, diretta emanazione, appunto, dei seminari.

Il corso, della durata di 8 settimane, si prefigge lo scopo di rivedere, approfondire ed affinare le nozioni di base del militare ponendo particolare attenzione alle nuove modalità d’impiego dei paracadutisti.

Nulla viene lasciato all’iniziativa personale o all’improvvisazione : dall’esposizione dei materiali e degli equipaggiamenti in dotazione e loro modalità d’uso, al confezionamento dello zaino.
Al personale frequentatore viene spiegato e motivato il perché di ogni azione fino ai minimi particolari. Tutti confezionano lo zaino allo stesso modo e sono perfettamente capaci di distribuire i pesi nel modo migliore ( conoscenza che si rivelerà poi fondamentale nel corso delle marce zavorrate visto il peso del solo zaino che è di 25 kg al quale vanno aggiunti armamento e combat jacket ). Il personale deve essere in grado di utilizzare tutto quanto ha al seguito anche in condizioni di scarsa visibilità fino al buio assoluto.

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Le prove psico-fisiche alle quali il personale viene sottoposto sono severe e vengono ripetute più volte per dar modo agli istruttori, tratti di volta in volta dai nostri Reggimenti paracadutisti, di monitorare le progressioni dei candidati durante l’iter addestrativo.

Viene tenuta in altissima considerazione la capacità di analisi delle problematiche tecnico-tattiche e delle nozioni basilari del combattente soprattutto in condizione di stress ed affaticamento.

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Quest’ultimo aspetto riveste un’importanza strategica dal momento che il paracadutista, per sua propria tipologia d’impiego, è l’unico soldato che si trova, sia durante le fasi del lancio sia – talvolta - azione durante, in condizione di isolamento. Ed è proprio la situazione di impiego in questo tipo di condizioni che fa la differenza tra un soldato ed un paracadutista, esaltando la sua “ atipicità”.

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La statistica risultante da questi primi cinque seminari, cui ho fatto riferimento, ci presenta un quadro secondo il quale circa il 40% del personale frequentatore non risulta idoneo e viene dimesso.
E questo conferma, ovviamente, la necessità di ottime doti psico-fisiche iniziali, la durezza dell’addestramento così come concepito e la serietà assoluta del personale istruttore : è solo in questo modo che si possono avere buone garanzie di formare un “ combattente “ che è poi chiamato ad operare in tempi brevi sul terreno, mettendo a frutto le conoscenze acquisite.

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E’ da sottolineare, poi, come il “Corso di specialità” non abbia carattere di selezione ma il suo fine prioritario sia la standardizzazione. Ecco perché la sua frequenza è obbligatoria a tutti i livelli di grado e per tutti coloro che chiedono di essere assegnati alle aviotruppe.

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Il personale che non risulta idoneo e chiede di rinunciare alla prosecuzione dello stesso, viene riassegnato ad unità esterne alla Folgore.
Al termine delle otto settimane addestrative ( e solo allora ) il personale risultato idoneo viene ammesso alla frequenza del corso di paracadutismo per essere successivamente poi avviato ai Reggimenti di arma base dove acquisisce ulteriori capacità attraverso la frequenza di specifici corsi ( esploratore paracadutista, aviorifornitore… ecc ). Sappiamo, io ed i miei collaboratori, che questo nuovo iter addestrativo potrà fornire ai nostri paracadutisti quel bagaglio di conoscenze che gli impieghi di oggi, particolarmente centrati sulle missioni militari all’estero, richiede. La sperimentazione è stata lunga ( è – come detto – dal 2004 che ci si sta lavorando ) ed è quindi legittimo prevedere che i risultati saranno di sicura soddisfazione.

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Non abbiamo , comunque, la presunzione di affermare che siamo già oggi in grado di “ confezionare “ un prodotto perfetto. Se ci saranno miglioramenti da apportare lo faremo nella consapevolezza che il coraggio di cambiare è dimostrazione di intelligenza.Noi vogliamo ottenere un “ prodotto “ ottimamente rispondente alla “ richiesta “ e ci riusciremo certamente, nell’interesse e per la salvaguardia degli uomini che impieghiamo , e per il mantenimento, e se possibile l’accrescimento, del prestigio della nostra FOLGORE
Un tonante FOLGORE per tutti noi Folgorini, “ in ” e “ già “ in servizio!

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cura di FRAMER per conto di OSSERVATORIO del sito www.congedatifolgore.com