LA PREOCCUPAZIONE PER LA SALUTE E L’AEREO DI ALCUNI SENATORI A VITA

Qualche commento a margine del rinvio alle camere del Governo

 

Cade il Governo in carica perché la cosiddetta maggioranza che lo sostiene al Senato non raggiunge il quorum dei voti su un tema non certo di secondo piano , quello della “politica estera“,  dopo che la stessa situazione si era già verificata solo quindici giorni prima sul tema “base militare USA di Vicenza“.
Crisi conseguente di Governo.
 

Il Presidente del Consiglio dei Ministri sale al Quirinale per rassegnare le dimissioni sue e del suo Governo ed il Presidente della Repubblica, effettuate le consultazioni di rito secondo il percorso istituzionalmente corretto, rinvia al Parlamento lo stesso identico Governo per una richiesta di     “ fiducia “ che dovrà essere votata dallo stesso Senato.
 

Ora che, dopo una settimana, lo stesso Senato possa votare in modo diverso ci pare almeno “strano” anche se, come sembra, sarà  possibile.
 

Ma il punto non è questo!
 

Il punto è che si è scatenata una bagarre assurda determinata dalla ricerca dei due o tre voti necessari per raggiungere una eventuale risicatissima maggioranza in grado di assicurare al Governo una precaria stabilità che ad ogni successiva votazione al Senato “ sic stantibus rebus “ è destinata a procurare patemi e sussulti politici ad un Paese che ha invece bisogno di certezze per concepire, organizzare, seguire i percorsi idonei per risolvere  i propri molti problemi.
 

Il punto è che alla ricerca dei due o tre voti necessari per raggiungere una eventuale risicatissima maggioranza siamo costretti a sentire parlare di “ campagna acquisti “ rivolta alla acquisizione di due o tre voti  ( si badi bene : non “  l’acquisizione del consenso “ ) provenienti da “ già dissenzienti “ ricondotti alla disciplina di partito, oppure da votanti che condizionano il loro voto all’ottenimento di concessioni particolari, oppure ancora come si sente dire a …… ( Dio non voglia )……contribuzioni finanziarie sotto banco!  E questo, soprattutto,  ci fa venire il voltastomaco!
 

Il punto è che alla ricerca dei due o tre voti diventa necessario pregare il buon Dio, che sicuramente ha altre cose più importanti da fare, di rivolgere il suo sguardo verso un Senatore a vita colpito da influenza e quindi impossibilitato a recarsi in Senato , perché lo ristabilisca o non lo ristabilisca in salute, a seconda del pensiero politico di chi lo prega.  E questo perché il solo  voto di quel Senatore potrebbe essere determinante.
 

Il punto è che alla ricerca dei due o tre voti diventa necessario sperare che un altro Senatore a vita, in Dubai per un congresso scientifico, prenda o perda l’aereo a seconda del pensiero politico di chi spera, in modo tale che abbia o non abbia la possibilità di votare.  E questo perché il suo voto potrebbe essere determinante.
 

Il punto è che alla ricerca dei due o tre voti viene corteggiato un minimale gruppetto di Senatori affinché valichi la attuale linea di demarcazione tra il centro-destra ed il centro-sinistra letteralmente tradendo il mandato elettorale.
 

Il punto è che alla ricerca dei due o tre voti  la data del “ voto di fiducia “ non viene definita, nonostante la forte necessità di ripartire, perché non si hanno notizie certe sulla disponibilità fisica dei due Senatori a vita citati sopra.
 

Il punto è che in tale situazione sono sicuramente determinanti i voti dei Senatori a vita che,  pur costituzionalmente corretti, non derivano tuttavia  dalla designazione popolare ma da investitura del Presidente della Repubblica.
 

Bene!  Anzi male!
 

Ci sembra impossibile che ciò che avviene nel nostro Paese sia possibile.
Ci sembra impossibile che la situazione politica, con tutte le conseguenze istituzionali e concrete, possa dipendere da fattori così aleatori e marginali.
 

Si sente ripetere che questa è la Democrazia.  E’ vero, ma è anche vero che la Democrazia deve creare condizioni tali per cui le Istituzioni debbono funzionare. E in questo momento, con tale situazione di equilibrio, una delle principali Istituzioni dello Stato non è in grado di rispondere alle aspettative del Paese, anzi del Popolo di cui è il rappresentante.
 

Il punto è questo : indeterminatezza, instabilità, confusione, tempo sottratto alla soluzione di tanti problemi, perdita di credibilità interna e soprattutto esterna per un Paese che non ne ha comunque tanta da disperdere.
 

Ed allora perché non ritornare  immediatamente a sentire, con nuove elezioni, cosa ne pensa appunto il Popolo sovrano?!?!?!
 

Il perché lo sappiamo, ma questo è un altro punto che forse tratteremo in futuro.
 

A cura di FRAMER

per conto di OSSERVATORIO del sito www.congedatifolgore.com