L’ANNIVERSARIO DELLA SCOMPARSA DEL FOLGORINO NICOLA CIARDELLI
Un modo per ricordarlo : intervista alla madre
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Abbiamo molto rispetto e considerazione per il dolore altrui che deve essere, a nostro parere, “ bruciato dentro “ uscendo soltanto per uno scopo nobile e meritevole.
Ecco perché, appunto per uno scopo nobile, approssimandosi il primo anniversario della tragica morte del Maggiore paracadutista Nicola Ciardelli. ci siamo permessi di rivolgerci alla madre, Signora Antonella Tornar, che sappiamo - come il nostro sito ha comunicato qualche tempo fa – fortemente impegnata, insieme alla famiglia, in una grande opera umanitaria per onorare la memoria del familiare.
Opera altamente significativa perché rivolta al bene di bambini tesa a riportare in tanti l’esigenza di non dimenticare ma anche di portare avanti un grande messaggio di speranza.
In particolare il progetto di Antonella e Giovanna, rispettivamente madre e moglie di Nicola, tende alla realizzazione di una casa di accoglienza per bambini bisognosi di cure mediche specialistiche, provenienti da tutti i teatri di guerra dove i nostri militari sono impegnati nelle missioni di pace e, per il tramite dell’ Associazione Nicola Ciardelli, alla quale stanno lavorando, alla raccolta di fondi anche nelle fasi successive, per quanto possa occorrere ai piccoli pazienti che verranno ivi ricoverati.
La “Casa dei bambini di Nicola” (questo é il nome scelto), di proprietà della Croce Rossa Italiana (che collabora nella realizzazione del progetto), sorgerà a Careggi, nei pressi dell’ospedale Mayer e sarà messa a disposizione dei bambini e delle loro famiglie nella fase di post - degenza, per garantire loro la continuazione delle cure mediche necessarie ad una completa riabilitazione.
Appunto per capire a fondo i motivi che hanno intimamente animato la decisione della famiglia Ciardelli. ci siamo permessi di contattare la signora Antonella per rivolgere alcune domande e per conoscere lo stato di avanzamento del progetto
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Ritrovandoci nei sentimenti che animano queste nobili donne siamo lieti di contribuire a mettere a conoscenza della grande Famiglia della Folgore, e non solo, questa attività fortemente meritoria, perché rivolta a conservare la memoria di un Folgorino caduto, in armi, in missione di pace, a Nassirya, il 27 aprile del 2006.

Gentile Signora Antonella, chi ha conosciuto il suo Nicola in servizio, ci assicura delle sue grandi qualità umane e di servizio. Un vero uomo entro e fuori dal servizio.
Ma il ricordo che lei porta con sè, sicuramente sempre vivo, ci può aiutare a meglio comprendere Nicola perché anche noi si possa averne una conoscenza più puntuale e precisa.
Nicola era un ragazzo che amava la vita, era animato da grandi ideali, aveva una forte determinazione e un alto senso del dovere uniti ad una sensibilità fuori dal comune.
Sapeva di essere una persona fortunata, per tutto ciò che la vita gli aveva concesso e proprio per questo aveva deciso di intraprendere una professione al servizio degli altri.
Le missioni di pace rappresentavano per lui la possibilità per impegnarsi a favore di popolazioni meno fortunate delle nostre ed erano il modo con il quale Nicola cercava di fare qualcosa di concreto per avvicinare anche solo di un piccolo passo le condizioni di quelle popolazioni alle nostre. Sapeva bene che molto spesso si trattava solo di una “goccia nel mare” ma era ben consapevole della necessità comunque di adoperarsi in ogni modo, soprattutto per i bambini, vittime innocenti dei teatri di guerra.
Come poteva Nicola, aldilà dei compiti istituzionali, attivarsi concretamente per questi bambini?
Anche pochi giorni prima del terribile attentato che lo ha colpito Nicola aveva tentato, come altre volte in precedenza, di trasportare in Italia un bambino iracheno, gravemente affetto da leucemia.
Ci raccontò di come il padre del bambino si era raccomandato a lui e di quanto ciò lo avesse turbato visto che da pochi giorni anche Nicola era diventato padre.
Purtroppo la gravità delle condizioni del bambino non ne aveva consentito il trasferimento, lasciando Nicola estremamente scosso. Poi é intervenuto l’attentato e nonostante le nostre ricerche, di questo bambino non abbiamo saputo più nulla.
Ci pare di capire, senza nulla togliere alle iniziative della Famiglia, che Voi vi siete lanciati in un’opera colossale interpretando esattamente la volontà non dichiarata ma manifestata nei fatti da parte di Nicola.
L’attentato ha privato Nicola della possibilità materiale di portare avanti in prima persona questo progetto che aveva lasciato intuire.
E’ per questo motivo che noi ci sentiamo oggi in dovere di onorare così la sua memoria e trasmettere questi sentimenti di coraggio e solidarietà, a quanti vorranno recepirli partecipando alla sua Associazione ( ndr : Associazione Nicola Ciardelli ONLUS ).
Nasce quindi così l’idea della “ Casa dei bambini di Nicola “?
Esattamente con questi sentimenti abbiamo deciso di lanciare e di sostenere il progetto “La casa dei bambini di Nicola”, in collaborazione con la C.R.I. che ha messo a disposizione sulle colline di Firenze, adiacente ai centri sanitari pediatrici della città, una casa colonica di sua proprietà, da restaurare e destinata all’accoglienza dei piccoli ospiti che giungeranno dai vari paesi, bisognosi di cure mediche urgenti, unitamente ai loro accompagnatori, in modo tale da poter ricostituire, durante le cure, quel nucleo familiare di cui ciascun bambino ha bisogno.
Tale progetto verrà da noi sostenuto sia nella fase di ristrutturazione del succitato casale, sia nelle fasi gestionali successive.
Questo sarà per noi il modo per portare avanti il progetto di Nicola e per far sì che anche da un evento tragico come questo possa nascere un messaggio di speranza.
Dopo qualche mese dal “ lancio “ di questa vostra nobile idea, qual è, al momento, lo stato di avanzamento del progetto?
La fase di raccolta fondi per la ristrutturazione dell’immobile, partita a luglio con l’apertura di un conto corrente dedicato da parte della Croce Rossa Italiana, è già a buon punto ( ndr : alla data odierna sono già stati raccolti circa 80.000 euro, all’incirca la metà di quanto necessario per completare l’opera ) anche se c’è ancora bisogno dell’aiuto di molti perché i lavori da fare sono tanti. L’Associazione verrà fondata entro questo mese di marzo sempre con lo scopo di raccogliere fondi per questo progetto, non solo nella fase di ristrutturazione ma anche nella fase di gestione per garantire il buon funzionamento della struttura.
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Per concludere concretamente, ci pare opportuno segnalare ai nostri lettori una modalità per onorare Nicola, approssimandosi il primo anniversario del tragico evento di Nassirya : un contributo finanziario alla realizzazione del progetto da devolvere ESCLUSIVAMENTE a :
“Casa dei bambini di Nicola” c/c n. 9996/00
Cassa di Risparmio di Firenze
ABI 06160
CAB 37840
CIN H
Per chi vorrà poi sostenere il progetto nel tempo, c’è anche la possibilità di associarsi all’ “Associazione Nicola Ciardelli”, che come già scritto si costituirà formalmente entro questo mese, con una quota di iscrizione annua di 30 Euro. ( ndr : ci riserviamo di indicare in tempi brevi le modalità )
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A cura di FRAMER
per conto di OSSERVATORIO dl sito www.congedatifolgore.com
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