INTERVISTA AL COMANDANTE ITALIANO IN AFGHANISTAN
Il Generale Antonio SATTA risponde, in esclusiva, alle nostre domande

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Il comune servizio prestato negli anni ’80 –’82 nel prestigioso 5° btg “ El Alamein “ in Siena, con l’allora Capitano Antonio SATTA , Comandante della 13^ cp., ci ha fatto trovare l’ardire, consapevoli della responsabilità del suo Comando, di rivolgerci al Generale Comandante della Regione Ovest, in Afghanistan, per sentire direttamente da lui la funzione svolta dai nostri militari in quel Paese, che cosa significhi gestire una missione così complessa, quali siano i rapporti con le autorità locali, e quali siano le condizioni della sicurezza.
La delicatezza della situazione ci ha consigliato, e in tal senso abbiamo pregato il Comandante di contenersi, di porre domande di carattere generale tali da consentire di non incorrere in “ scivoloni “ strumentalizzabili e quindi tali da danneggiare il nostro personale.
Al Generale SATTA va tutta la nostra gratitudine per essere riuscito a trovare qualche momento per rispondere alle nostre domande.

Consideriamo la disponibilità del Generale SATTA come una dimostrazione di considerazione nei confronti del nostro sito ed un omaggio a tutti i paracadutisti che, con costanza, ci leggono.
A lui ed ai suoi uomini vanno gli auguri di buon lavoro nel meritorio servizio che stanno svolgendo : noi confidiamo molto che dal loro operato le Forze Armate Italiane abbiano a tratte ulteriore prestigio.
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Signor Generale SATTA, in cosa consiste la missione dei nostri militari in AFGHANISTAN e, più in particolare, nella Regione Ovest?
La nostra missione consiste principalmente nel condurre operazioni nell’Area di Responsabilità a supporto del Governo Afghano, ampliando la sua autorità attraverso le Istituzioni. Tale missione si estrinseca nel favorire la stabilità e la reciproca fiducia all’interno della Regione e nell’assistere le Autorità locali nella costituzione e nel mantenimento di un ambiente sicuro, in stretta collaborazione con le Forze di Sicurezza Nazionali Afgane e con le numerose Agenzie ONU, IOs ed NGOs presenti nella AoR, al fine di assicurare la maggiore coerenza possibile nel conseguire gli obiettivi connessi con lo sviluppo del Paese.
Quali sono gli altri Paesi che operano nella Regione Ovest?
Il Contingente alle mie dipendenze è composto da militari provenienti da 11 Nazioni (Italia, Spagna, Bulgaria, Slovenia, Danimarca, Ungheria, Francia, Islanda, Croazia, Lituania e Stati Uniti)
Lo sforzo maggiore in termini numerici è sostenuto dall’Italia (con circa il 49% della Forza) e dalla Spagna (con circa il 33%), seguite da Slovenia e Lituania. Gli altri paesi contribuiscono percentualmente in termini minori, ma rimangono parte essenziale dello strumento militare alle mie dipendenze. In particolare, nell’ambito della Regione ho alle dipendenze 4 Provincial Reconstruction Teams (PRT), rispettivamente ad HERAT (a guida italiana), a FARAH (a guida statunitense), a CHAGHCHARAN (a guida lituana) e a QUALEH YE NOW (a guida spagnola) e la Forward Support Base, al cui comando vi è un Colonnello Spagnolo.
Cosa significa per un Comandante gestire una forza Multinazionale?
Gestire una Forza Multinazionale composta da così tanti Paesi, in un Teatro complesso come l’Afghanistan, è sicuramente una sfida avvincente ed al tempo stesso impegnativa. In ogni caso, poter contare su personale in possesso di esperienze così diversificate rappresenta senza dubbio una risorsa preziosa e, oserei dire, fondamentale. La grande professionalità dimostrata da tutti, anche nelle immancabili situazioni di difficoltà e di pericolo, ed il grande livello di coesione raggiunto dalla singole unità e dai singoli individui presenti all’interno del Contingente, ci consentono di svolgere la missione con grande fiducia e serenità. D’altra parte siamo tutti, nella stessa misura, consapevoli dell’importanza del compito che ci è stato affidato e siamo convinti di poter continuare a raggiungere risultati significativi e utili per la sicurezza, lo sviluppo ed il benessere di questo Paese

Quali sono i rapporti con le Autorità e la popolazione locale?
I rapporti in generale sono ottimi. Quotidianamente, raccogliamo dimostrazioni di stima e gratitudine sia da parte delle Autorità civili e militari sia da parte della popolazione locale che, oserei dire, è assolutamente favorevole alla presenza di ISAF e, conseguentemente, dei nostri uomini e donne sul territorio. In qualità di Comandante del Contingente ho rapporti frequentissimi con tutte le Autorità, anche periferiche, e tutti, indistintamente, apprezzano la nostra linea d’azione e i nostri sforzi e ci chiedono di continuare in questa direzione. Gli stessi Comandanti di minori unità e tutto il personale del Contingente che opera costantemente sul territorio, a contatto con la gente, riceve di continuo riscontri favorevoli ed incoraggianti in termini di sicurezza, di collaborazione e di fiducia.
In cosa consiste la attività di ricostruzione e sviluppo?
L’attività di R&D è devoluta principalmente ai PRTs, unità eterogenee costituite da militari e civili che vengono forniti dalle Nazioni contribuenti la missione ISAF.
Questi assetti, strutturati diversamente a seconda delle esigenze nazionali, svolgono praticamente tutti lo stesso lavoro.
Il concetto di PRT, infatti, è focalizzato sulla stretta cooperazione tra componente militare e componente civile. La componente civile è maggiormente concentrata su progetti a medio-lungo termine, mentre la componente più prettamente militare, denominata CIMIC (civil military cooperation) è più orientata al principio del “quick impact project”, ovvero verso quei progetti la cui realizzazione produce effetto più immediato ed altamente positivo in termini di rapporto beneficio/legittimazione della presenza militare. Tutto viene svolto in sintonia con quelli che sono gli obiettivi strategici individuati dal Governo centrale e le indicazioni delle Autorità locali. Tutti i progetti di rilievo vengono valutati e approvati dai ministeri di competenza che ovviamente, secondo un sistema di priorità, autorizzano o meno i lavori, evitando ridondanze, malcontenti tra la popolazione e soprattutto sprechi di risorse.
Si parla con sempre maggiore insistenza di una possibile offensiva Talebana e di una situazione sempre più calda e difficile nel Paese. Quale é esattamente la situazione della sicurezza nella Regione Ovest?
Grazie anche al costante impegno ed all’assidua presenza sul territorio del personale di RC West, la situazione della sicurezza nella nostra Regione non è per ora preoccupante, anzi oserei dire che è relativamente tranquilla e stabile e questo ci consente di continuare con fiducia il nostro lavoro, soprattutto sul fronte della Ricostruzione e dello Sviluppo. Ciò non toglie che, vista la vastità del territorio da controllare, la vicinanza di Aree tradizionalmente più instabili –soprattutto a Sud- e le sempre possibili azioni isolate da parte di insurgents, il nostro livello di guardia rimane sempre molto alto.
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A cura di FRAMER
per conto di OSSERVATORIO del sito www.congedatifolgore.com
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