A PROPOSITO DI VIOLENZA NEGLI STADI E NON SOLO

Una possibile soluzione dettata dall’esperienza sul campo

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Dall’alto della sua pluriennale esperienza di Carabiniere d.o.c.  il Generale dei Carabinieri Michele Colavito,  ci ha chiesto di potere  intervenire  sull’argomento della violenza negli stadi che qualche tempo fa abbiamo lanciato nella nostra rubrica.
 

Naturalmente siamo ben contenti di riportare il suo qualificato parere in merito, e gli siamo ancora una volta sinceramente grati per l’attenzione che dedica al nostro sito.
 

Ben contenti di pubblicare il testo che segue,  anche perché nell’ intervento viene indicata una soluzione possibile che,  uscendo dagli schemi del “ buonismo imperante “,  richiede di affrontare il toro prendendolo per le corna alla ricerca della soluzione definitiva per consentire la  “ vivibilità “ degli stadi  e restituirli alla loro primaria funzione di luoghi di divertimento per tutti, famiglie comprese.
 

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Iugula!  Iugula ! (scanna! scanna!) urlavano settantamila scalmanati in tunica più o meno candida, dalle scalee dello stadio-Colosseo nel I secolo d.c., protendendo il braccio col pollice verso all’indirizzo del gladiatore “reziario” che, dopo averlo sopraffatto, puntava alla gola del “mirmillone” il suo tridente mortale. ( n.d.r. : per i non addetti ai lavori si precisa che i reziari ed i mirmilloni  erano due categorie di gladiatori che si differenziavano per armamento ed equipaggiamento).
 

Nei sacri testi si legge che l’imperatore Costantino, in odore di cristianesimo, ebbe ad abolire i ludi gladiatori che, peraltro, clandestinamente furono praticati almeno per un altro secolo.

Ebbene i su citati testi incorrono in un abbaglio.

  
Se, infatti, un telespettatore,  a XXI secolo inoltrato, si trovasse a seguire sul piccolo-grande schermo una partita di calcio ove le telecamere inquadrassero una delle famigerate curve nel momento in cui decine di migliaia di scalmanati, addobbati di variegati colori, protendono minacciose le braccia verso i mirmilloni di turno,  siano essi Carabinieri, Poliziotti, arbitri o calciatori  nelle inintellegibili urla ed invettive potrebbero ancora recepire la tragica esortazione:  Iugula!   Iugula!
                                                                                                                       
Ma, all’epoca degli imperatori romani,  se ti azzardavi a toccare un pretoriano erano mirmilloni tuoi.
Nell’Italia dell’oltre 2000,  invece,  se colpisci un Carabiniere o un Poliziotto,  il peggio che ti possa capitare è di passare qualche ora in “guardina”.
 

Alcuni anni addietro pensarono di risolvere i problemi della pazzia chiudendo i manicomi.  
La legge 180  ha fatto scuola:   nel 2000 inoltrato qualcuno ha pensato dì risolvere i problemi della violenza negli stadi chiudendo gli stadi.
 

Nel  frattempo i violenti sono tutti in libertà e,  in attesa della riapertura a più o meno breve scadenza, danno manifestazione della loro truculenza e dei loro futuri,  e per noi tutt’altro che tranquillizzanti,  progetti  tracciando scritte oltraggiose e dissacranti sui muri di molte città.

     
Si è pensato di poter risolvere il  problema installando i  c.d.  girelli o tornelli ( come preferite ).
                                                                                                                       
Ma, non appena gli stadi si apriranno, e ormai lo sono quasi tutti,  non mancheranno le occasioni pretestuose o del tutto futili per scatenare la violenza dei c.d. ultras che,  ricalzati i mefisto, faranno fare ai girelli la fine dei sedili,  delle reti di recinzione ,  dei sanitari e di ogni altro oggetto o struttura che non sia saldamente ancorata al suolo, da utilizzare come armi contro le Forze dell’Ordine.
                                                                                                                       
Né l’impiego di vigilantes civili all’ interno degli stadi parrebbe soluzione rìsolutiva ; unico risultato (che non credo possa essere considerato positivo) potrebbe essere quello di ottenere la spedalizzazìone (o peggio) dei vigilantes piuttosto che degli appartenenti alle Forze dell’Ordine.
 

E allora?  
 

La soluzione sembra essere una ed una sola:  non andrebbero chiusi gli stadi,  andrebbero “chiusi” i violenti,  come mìnimo allontanandoli dagli stadi e dalle loro prossimità a tempo indeterminato.
 

La soluzione è sempre la stessa.

  
Se si vuol far diminuire i furti e le rapine è necessario tenere in galera,  e per tutto il tempo previsto,  ladri e rapinatori.
 

Per far diminuire o annullare la violenza negli stadi vanno allontanati i violenti ed i suscitatori di violenze.

Qualche tempo addietro,  per contro,  il Prefetto di Roma,  in un breve intervento in  tv,  a seguito dei gravi fatti di Catania,  osservava,  con amarezza,  che alcuni  capiciurma , responsabiÌi della propalazione di false notizie  che avevano portato alla sospensione di una partita nazionale di cartello con susseguenti violenti disordini fuori dello stadio,  erano stati posti in libertà giusto in  tempo per poter assistere ad una successiva partita internazionale.
 

Si è soliti  affermare : cosa aspettiamo?  Che ci scappi il  morto?
Ma qui il morto , anzi i morti, ci sono già scappati per non parlare degli innumerevoli feriti.
                                                                                                                        
Da Cicerone a Catilina:  fino a quando abuserai della nostra pazienza?

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A cura di FRAMER

per conto di OSSERVATORIO del sito www.congedatifolgore.com