LA STORIA DEL MANGUSTA
Ci scrive il Gen. Emiddio Valente, il ” padre ” dell’ A 129
Dopo l’incomprensione con il nostro lettore ” Moreno ” , di cui abbiamo trattato nei giorni scorsi, a proposito delle caratteristiche dell’elicottero A 129 MANGUSTA, allo scopo di fare assoluta chiarezza abbiamo pensato di rivolgerci al Gen. Valente per ” mettere il punto definitivo ” sull’argomento
Ne ha pieno titolo il Gen. Emiddio Valente - oggi ottantaseienne, nato ufficiale carrista, combattente nella 2^ G.M., decorato al V.M. , ha dedicato gran parte della sua vita militare alle attività aeronautiche nella Aviazione dell’Esercito, totalizzando anche 4000 ore di volo - che nell’ambito dello Stato Maggiore dell’Esercito ha formulato i requisiti di base per il MANGUSTA, del quale ha poi seguito lo sviluppo fino alla realizzazione.
Dopo due mandati quale Presidente nazionale della Associazione Nazionale Aviazione dell’Esercito, ne é ora Presidente Onorario.
Ecco, di seguito, cosa ci scrive il Gen. Valente, da noi interpellato
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“… orgoglio della Forza Armata prima ancora che dell’ industria nazionale. “
Con queste parole si conclude la motivazione della Croce d’Argento al Merito dell’Esercito concessami per le benemerenze acquisite nel corso della attività di ricerca e studio tendente a definire una “politica dei materiali” dello Stato Maggiore dell’Esercito per lo sviluppo dell’aeromobilità.
In tale contesto venne individuata una soluzione originale per le realizzazione di un sistema aeromobile con doppia capacità : controcarri e di sostegno esplorante e di protezione.
Nel corso del confronto EST - OVEST, nell’ipotesi di uno scenario di guerra convenzionale, appariva estremamente preoccupante il divario di forze corazzate tra il Patto di Varsavia e la NATO (oltre il doppio a favore del PW). Tra i sistemi d’arma terrestri in grado di agire efficacemente contro i carri armati, emergevano i missili filoguidati a lunga gittata, (dal francese HOT allo statunitense TOW) che potevano, però, garantire il pieno sfruttamento delle loro prestazioni solo se installati su piattaforma aeromobile.
Nel corso di sperimentazioni condotte sul terreno da parte degli USA e della RFG (ciclo sperimentale “ANSACH-FATTERBACH”), fu dimostrata l’efficacia - fino a un rapporto di perdite di 18 carri contro 1 elicottero - utilizzando la combinazione elicottero pesante d’attacco -elicottero relativamente leggero destinato all’esplorazione ed alla protezione a favore della componente pesante.

Da tali esperienze derivò la decisione dell’US ARMY di sviluppare un elicottero pesante d’attacco (AH 64 “APACHE”) ed un elicottero di sostegno (il COMANCHE}. Va subito sottolineato che il secondo elicottero, pur pienamente sviluppato, non è entrato in servizio poiché il cambiamento degli scenari operativi ne ha ridimensionato l’esigenza. Tuttavia le funzioni previste vengono asso!te da elicotteri CH 58 JET RANGER (AB 206 in servizio nell’E.I.) profondamente modificati.
Lo SME avvertiva l’esigenza di dotarsi di un sistema controcarri aeromobile ma non potendo seguire, per motivi economici, le iniziative statunitensi e mancando una cooperazione europea nel particolare settore, stava orientandosi ad installare il sistema missilistico TOW (Tube Launched Optically trached fire guided) su elicotteri multiruolo AB 205 soluzione di ripiego che non poteva portare certamente alla realizzazione di un vero sistema d’arma controcarri.
La mia intuizione vincente fu quella di realizzare le due funzioni (controcarri ed esplorante) in un solo mezzo, relativamente leggero, in grado di adattare la propria configurazione d’impiego in base alla situazione ed alle esigenze. I requisiti operativi dei mezzi approvati dallo SME e sottoposti alla Società AGUSTA tramite la Direzione delle Costruzioni Aeronautiche, portarono alla realizzatone di un mezzo, denominato inizialmente ELECC, elicottero leggero da esplorazione e controcarri, giunto, attraverso varie fasi di sviluppo, all’attuale “elicottero da combattimento A 129 MANGUSTA, in grado di essere armato con missili controcarri, missili contraerei, razzi di vario calibro, mitragliera a canne rotanti da 20 mm.

Il mezzo è dotato di una complessa ed avanzata sistemistica informatica ed elettronica che lo rende in grado di operare di giorno e di notte, anche in avverse condizioni atmosferiche, oltre che di particolari misure che assicurano un elevato fattore di protezione e di sopravvivenza.
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A cura di Framer
per conto di OSSERVATORIO del sito www.congedatifolgore.com
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