DROGA : TRA PREVENZIONE E REPRESSIONE

 

Alcune riflessioni di un ” vero ” esperto

 

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Siamo veramente lieti di offrire ai nostri lettori alcune riflessioni sul ” problema  droga “, le stesse che il Gen. CC Nicolò Mirenna ha già illustrato sul mensile Fiamme d’Argento ( al cui direttore siamo grati per l ’autorizzazione a riprenderle  ).

Come lo stesso Mirenna scrive, il libretto -  ” DROGA TRA PREVENZIONE E REPRESSIONE, SUGGERIMENTI E CONSIGLI AI GENITORI” - in corso di pubblicazione per conto dell’Associazione Nazionale Carabinieri e che qui presentiamo, é una sintesi di appunti raccolti durante il suo servizio antidroga dell’Arma, con l’obiettivo - senza fini di lucro - di offrire un contributo concreto alle famiglie ed agli operatori scolastici.

Per chi avesse interesse comunicheremo, a breve, le modalità per acquisire il libretto in argomento.

 

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La categoria  “ drogati”, con tutte le implicazioni spregiative che il termine  comporta, non esiste. Esiste, invece, una generazione di giovani che soffrono  per abuso di droga, talvolta senza capire le vere radici del proprio malessere. Il guaio è che ache anche noi adulti facciamo fatica a com­prendere il mondo della droga e non sempre riuscia­mo ad ascoltare la voce dei giovani disperati che non hanno saputo scoprire la gioia di vivere e nel deserto della loro anima trovano il motivo fondamentale del­la  loro fragilità.Nessuno può ritenersi fuori pericolo: la droga può colpire tutti; è un mostro subdolo che tende ad oc­cultarsi tra le pieghe di ogni altro problema psicolo­gico o sociale ed a sfuggire ad ogni rilevazione stati­stica, ma distrugge la personalità di coloro che ne fanno uso e le loro famiglie.

Cannabis, cocaina, eroina ed i più micidiali cocktail di psicofarmaci associati all’alcool, sono i terribili protagonisti del mondo della droga.
Polemiche inuti­li e dannose infestano il mondo della comunicazione.
Si continua a discutere sulla falsa problematica dro­ghe leggere/droghe pesanti. Molti si ostinano a non voler comprendere che di cannabis non si muore ma si vive molto male e può capitare di entrare attraverso hashish e marjiuana nel mondo della tossicodi­pendenza.
Una ulteriore non necessaria conferma degli effetti nocivi del «semplice» spinello l’ha re­centemente fornita il conduttore di un pullman in gita scolastica andato fuori strada per avere fu­mato poco prima un «innocuo» spinello, provo­cando la morte di due bambini e il ferimento di alcuni altri.

Altrettanto inutili polemiche infestano l’opinione pubblica sulla prevalenza da dare alla prevenzione piuttosto che alla repressione (che arriva sempre tardi e non è certo risolutiva per il problema droga).

Mentre si discute, il fenomeno aumenta a dismisura, portando un senso di sconforto tra gli interessati e le loro famiglie. «Mentre Sagunto brucia, a Roma si continua a di­scutere».

Nel periodo 2001-2005 l’uso di stimolan­ti e di allucinogeni è triplicato. Negli ultimi due anni il consumo di cocaina è più che raddoppiato. La produzione mondiale della cocaina, nonostan­te gli sforzi profusi dalla comunità internazionale e dalle autorità nazionali delle aree direttamente coinvolte, nell’ultimo quinquennio è aumentata dal 3,5% passando da 879 a 910 tonnellate. I decessi per overdose - in prevalenza prodotti dall’e­roina, il cui spaccio sembra in flessione, considerata sempre la droga-killer per definizione - sono stati 603 nel 2005, con tendenza all’aumento.

Considerata la gravità della situazione dell’attuale società ita­liana è necessario cor­rere ai ripari coinvol­gendo nella lotta alla droga in un impegno corale, i genitori, gli insegnanti gli operato­ri sanitari, gli ammini­stratori locali.

Tuttavia ciò serve ma non basta, anche per­ché i risultati delle bat­taglie condotte sul pia­no dei principi si rendo­no evidenti soltanto in tempi lunghi e la gente vuole invece vincere su­bito le paure e scongiu­rare le minacce che la presenza di un tossico­dipendente in famiglia porta alla convivenza fa­miliare e sociale. In questo senso molti mi hanno chiesto di contribuire a questa lotta di civiltà, facendo ricorso ad una mia du­plice esperienza: una professionale, di tipo re­pressivo dello spaccio e del traffico di droga, avendo retto in passato il Comando carabinieri anti­droga; una umana, per la mia ventennale partecipa­zione all’attività di recupero e reinserimento sociale dei giovani tossicodipendenti all’interno di una im­portante Comunità di vita.

Nasce così un libretto di oltre trenta pagine contenente «Suggerimenti e consigli ai genitori. Droga: tra pre­venzione e repressione», che però non ho scritto sol­tanto io.

Contiene infatti la sintesi di appunti raccolti durante il mio servizio all’antidroga dell’Arma ed il volontariato in Comunità; vi ho anche inserito parti di opuscoli circolanti tra gli amici operatori di varie co­munità, nessuno dei quali - come del resto il sottoscritto - persegue scopi di lucro.

L’obiettivo principale del libretto senza al­cun intento dottrina­rio, è quello di offrire un contributo concre­to alle famiglie e agli operatori scolastici, ai quali suggerisce come affrontare i problemi connessi all’uso e all’a­buso della droga.

Per la realizzazione dell’o­pera è stato essenziale l’intervento dell’Asso­ciazione Nazionale Ca­rabinieri che ha avalla­to l’iniziativa in armo­nia con le norme del suo Statuto.

In un’epoca in cui è in atto una ennesima emergenza per il dila­gare della cocaina, in cui fervono accesi di­battiti televisivi e gior­nalistici sull’uso della cannabis, il nostro pic­colo libretto costituisce un invito ai genitori e agli operatori scolastici a voler cooperare non solo nell’ambito del proprio ruolo «per dovere d’ufficio», non solo come atto doveroso di autodifesa dei valori della famiglia e dell’istituzione scuola, ma soprattutto come un atto responsabile di amore e di fiducia nell’uomo, creato da Dio a Sua immagine e somiglianza.

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A cura di Framer

per conto di OSSERVATORIO del sito www.congedatifolgore.com

 

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