DROGA : TRA PREVENZIONE E REPRESSIONE
Alcune riflessioni di un ” vero ” esperto
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Siamo veramente lieti di offrire ai nostri lettori alcune riflessioni sul ” problema droga “, le stesse che il Gen. CC Nicolò Mirenna ha già illustrato sul mensile Fiamme d’Argento ( al cui direttore siamo grati per l ’autorizzazione a riprenderle ).
Come lo stesso Mirenna scrive, il libretto - ” DROGA TRA PREVENZIONE E REPRESSIONE, SUGGERIMENTI E CONSIGLI AI GENITORI” - in corso di pubblicazione per conto dell’Associazione Nazionale Carabinieri e che qui presentiamo, é una sintesi di appunti raccolti durante il suo servizio antidroga dell’Arma, con l’obiettivo - senza fini di lucro - di offrire un contributo concreto alle famiglie ed agli operatori scolastici.
Per chi avesse interesse comunicheremo, a breve, le modalità per acquisire il libretto in argomento.
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La categoria “ drogati”, con tutte le implicazioni spregiative che il termine comporta, non esiste. Esiste, invece, una generazione di giovani che soffrono per abuso di droga, talvolta senza capire le vere radici del proprio malessere. Il guaio è che ache anche noi adulti facciamo fatica a comprendere il mondo della droga e non sempre riusciamo ad ascoltare la voce dei giovani disperati che non hanno saputo scoprire la gioia di vivere e nel deserto della loro anima trovano il motivo fondamentale della loro fragilità.Nessuno può ritenersi fuori pericolo: la droga può colpire tutti; è un mostro subdolo che tende ad occultarsi tra le pieghe di ogni altro problema psicologico o sociale ed a sfuggire ad ogni rilevazione statistica, ma distrugge la personalità di coloro che ne fanno uso e le loro famiglie.
Altrettanto inutili polemiche infestano l’opinione pubblica sulla prevalenza da dare alla prevenzione piuttosto che alla repressione (che arriva sempre tardi e non è certo risolutiva per il problema droga).
Mentre si discute, il fenomeno aumenta a dismisura, portando un senso di sconforto tra gli interessati e le loro famiglie. «Mentre Sagunto brucia, a Roma si continua a discutere».
Nel periodo 2001-2005 l’uso di stimolanti e di allucinogeni è triplicato. Negli ultimi due anni il consumo di cocaina è più che raddoppiato. La produzione mondiale della cocaina, nonostante gli sforzi profusi dalla comunità internazionale e dalle autorità nazionali delle aree direttamente coinvolte, nell’ultimo quinquennio è aumentata dal 3,5% passando da 879 a 910 tonnellate. I decessi per overdose - in prevalenza prodotti dall’eroina, il cui spaccio sembra in flessione, considerata sempre la droga-killer per definizione - sono stati 603 nel 2005, con tendenza all’aumento.
Considerata la gravità della situazione dell’attuale società italiana è necessario correre ai ripari coinvolgendo nella lotta alla droga in un impegno corale, i genitori, gli insegnanti gli operatori sanitari, gli amministratori locali.
Tuttavia ciò serve ma non basta, anche perché i risultati delle battaglie condotte sul piano dei principi si rendono evidenti soltanto in tempi lunghi e la gente vuole invece vincere subito le paure e scongiurare le minacce che la presenza di un tossicodipendente in famiglia porta alla convivenza familiare e sociale. In questo senso molti mi hanno chiesto di contribuire a questa lotta di civiltà, facendo ricorso ad una mia duplice esperienza: una professionale, di tipo repressivo dello spaccio e del traffico di droga, avendo retto in passato il Comando carabinieri antidroga; una umana, per la mia ventennale partecipazione all’attività di recupero e reinserimento sociale dei giovani tossicodipendenti all’interno di una importante Comunità di vita.
Nasce così un libretto di oltre trenta pagine contenente «Suggerimenti e consigli ai genitori. Droga: tra prevenzione e repressione», che però non ho scritto soltanto io.
Contiene infatti la sintesi di appunti raccolti durante il mio servizio all’antidroga dell’Arma ed il volontariato in Comunità; vi ho anche inserito parti di opuscoli circolanti tra gli amici operatori di varie comunità, nessuno dei quali - come del resto il sottoscritto - persegue scopi di lucro.
L’obiettivo principale del libretto senza alcun intento dottrinario, è quello di offrire un contributo concreto alle famiglie e agli operatori scolastici, ai quali suggerisce come affrontare i problemi connessi all’uso e all’abuso della droga.
Per la realizzazione dell’opera è stato essenziale l’intervento dell’Associazione Nazionale Carabinieri che ha avallato l’iniziativa in armonia con le norme del suo Statuto.
In un’epoca in cui è in atto una ennesima emergenza per il dilagare della cocaina, in cui fervono accesi dibattiti televisivi e giornalistici sull’uso della cannabis, il nostro piccolo libretto costituisce un invito ai genitori e agli operatori scolastici a voler cooperare non solo nell’ambito del proprio ruolo «per dovere d’ufficio», non solo come atto doveroso di autodifesa dei valori della famiglia e dell’istituzione scuola, ma soprattutto come un atto responsabile di amore e di fiducia nell’uomo, creato da Dio a Sua immagine e somiglianza.
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A cura di Framer
per conto di OSSERVATORIO del sito www.congedatifolgore.com
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