NOTA APERTA PER LA PRESIDENZA A.N.P.d’I n° 2

 

Attenzione ai ” colpi d’ala “

” In esecuzione di apposita delibera del Consiglio Nazionale del 16 dicembre 2006 è stato querelato per violazione dell’art595,c.3 del codice penale ( diffamazione ), un socio che ha diffuso in vari ambienti anche esterni all’associazione, alla magistratura ed alla guardia di finanza un esposto infarcito di mere supposizioni, illazioni e insinuazioni gravemente lesive per la reputazione dell’A.N.P.d’I. ……..E’ un segno di trasparenza  ………e………della determinazione di non tollerare…………” colpi d’ala “  dei soci………..”

Così é scritto con buona evidenza alla pag. 7 di Folgore del febbraio di quest’anno.

Ti sembra che sia una bordata sparata nel mucchio ed allora ti informi, impieghi molto tempo, ma ci riesci.

Chi é questo socio che ” batte le ali ” ? 

Si tratta del Gen. ( r ) paracadutista Raffaele Credendino.

Di che cosa si é macchiato?  Ti leggi un malloppo di oltre 70 ( settanta !) pagine  e capisci che costui, dopo avere effettuato un lancio sul campo di Montagnana, rimasto malauguratamente infortunato, ha ritenuto di non essere stato adeguatamente e tempestivamente assistito in dipendenza di una organizzazione sanitaria a terra carente.

E’ questa la sua versione, ma non é questo il punto che ci interessa!

Il Credendino, soprattutto, non ha sentito attorno a sè il calore che ritiene essere dovuto ad un socio meritevole da parte della ” sua “ Associazione.

E questo ci interessa molto, per la persona in generale e per questo socio in particolare.

Dalle sue rimostranze é nata una querelle annosa che ha portato al coinvolgimento di avvocati di parte con il conseguente ovvio ed immacabile inasprimento della situazione.

Ricordiamo di avere ” urlato” in occasione di una Assemblea Nazionale…..fuori gli avvocati dall’Associazione…..proprio perché essere associati da comuni ideali e valori comporta l’assoluta indisponibilità a querelles non componibili con il dialogo, di qualunque natura esse siano.

Conosciamo benissimo il socio Credendino.

Abbiamo militato con lui nella Folgore in anni difficili quando era ” duro “  essere Paracadutisti e ci si stringeva fortemente anche con le famiglie per trovare quel calore e quell’affetto che il mondo esterno non ci dava.

Sappiamo di che pasta é fatto quel Paracadutista appassionato, sereno, pacato, grande professionista che ha servito decenni nella Folgore contribuendo anch’egli, con il suo ” mattoncino “, alla  esaltazione della nostra Grande Unità.

Sappiamo che ” in vecchiaia” talora si ” sbarella”. Sappiamo tuttavia che non é questo il caso dell’amico Credendino, ancora attivo nel mondo del lavoro con alta e riconosciuta professionalità.

Ed allora che succede?

Caro amico Paolo Mearini, che succede?

Sappiamo che recentemente il comune amico  - si era insieme a Livorno, in quegli anni - Credendino ( che sappiamo deluso e fortemente amareggiato per questa situazione inopinatamente creatasi ) ha teso la mano per una conciliazione che a noi pare il solo logico sviluppo.

Non ti chiedo, caro Presidente, caro Paolo, caro amico. di accettare le ragioni di Raffaele.

Ti chiedo però con convinzione di ascoltare anche lui…….direttamente e personalmente………e non soltanto le ragioni di chi ( contemporaneamente responsabile di quella organizzazione a terra e Presidente Nazionale pro tempore : il solito problema del conflitto di competenze ancora non risolto in ambito Associazione!) ha necessariamente dovuto mal accettare, allora ed in seguito,  le rimostranze di Credendino.

Vorrei essere sicuro di essere ben capito ed allora ripeto : scrivo questa ” nota aperta”  senza volere entrare nel merito della diatriba.

Scrivo questa ” nota aperta ” solo nell’auspicio che la querelle, chiarita ascoltando direttamente tutte le campane, possa ricondursi in un ambito piu appropriato, quello tra gentiluomini………. anche se litigiosi paracadutisti!

Scrivo questo, caro Paolo, confidando sulla nostra quarantennale amicizia e stima reciproca per non essere accusato di  incorrere anch’io, modesto socio del neo-costituito Nucleo di Bracciano della Sezione di Roma, nell’accusa di avere battuto ” un colpo d’ala “!

Non occorre che - comunque vadano le cose, decida tu o no di  prendere in considerazione il mio suggerimento - ti rinnovi la mia immutabile stima.  Se fosse necessario riconfermartela  non avrò remore a farlo sabato prossimo, quando ci vedremo appunto a Bracciano, in occasione della nuova  ( dopo lo scioglimento  da me voluto qualche anno addietro con motivazioni che certo oggi non sono cambiate)  inaugurazione del Nucleo.

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LA RISPOSTA DEL VICE PRESIDENTE  DALFIUME:

 

Sona, 22 giugno 2007

Siamo alle solite, vengo ancora tirato in ballo dal solito personaggio,che mi sembra evidente esprima costantemente una certa acredine nei miei confronti, cosa che non viene, assolutamente, da me corrisposta.

Questo mio intervento, infatti, di cui mi scuso con il mio Presidente Gen. Paolo MEARINI, del quale condivido e concordo in pieno ogni azione ed accetto, quindi di buon grado, un suo eventuale “rimbrotto”, non scaturisce da un insano desiderio di polemica, bensì dalla ferma volontà di fare chiarezza, dalla ferma convinzione di contestare con forza ogni tentativo di mettere in cattiva luce l’operato di soci che con la loro professionalità, il loro impegno e la loro incondizionata collaborazione tengono alta l’immagine dell’Associazione ed infine dal profondo desiderio di ribattere ogni tipo di falsità espressa dal Sig. Gen. Merlino che, peraltro, come al solito, non perde l’occasione di volersi porre in evidenza elargendo consigli, che potrebbero risultare anche offensivi, visto che scaturiscono dalla convinzione che nell’emanazione di un giudizio sia stata sentita solamente una “campana”, cosa che ritengo sarebbe stato  molto grave, ma assolutamente lontano dallo stile del Gen. Mearini.

Il Gen. Credendino, allora Socio della Sezione di Verona, appena espresse il desiderio di effettuare attività lancistica, regolarizzata la parte documentale, gli fu messo a disposizione un istruttore, di comprovata esperienza, che con meticolosa precisione gli rinverdì tutto ciò che riveste particolare importanza per l’effettuazione di un lancio con il paracadute (ripasso delle tecniche di uscita – fasi del lancio – malfunzionamenti e tecnica di atterraggio).

 

Purtroppo il Gen. Credendino a seguito di un lancio eseguito in modo perfetto ed in condizioni ideali, causa un’errata posizione degli arti inferiori, in fase di atterraggio, impattava malamente con il terreno accusando all’istante un forte dolore al fondo schiena. Dolore considerato dall’interessato di poca rilevanza: una “culata” come definito dallo stesso, che alzatosi  quasi subito in piedi avrebbe voluto rifiutare di essere trasportato presso le infrastrutture della Scuola dal mezzo di servizio, cosa, che invece, avvenne regolarmente.

Accortomi subito che il colpo ricevuto dal Credendino era forse più che una “culata” ed essendosi  infortunato lievemente un altro paracadutista, ritenni opportuno avvalermi del Servizio Nazionale 118 che a seguito della mia chiamata  mi fece arrivare in zona , tempo qualche minuto, un’ambulanza regolarmente attrezzata.

Il personale paramedico prestate le prime cure al giovane paracadutista, su mia indicazione si rivolse al Gen. Credendino, il quale rifiutò le cure , primo perché voleva essere visitato da un medico e non da un infermiere professionale e poi perché avrebbe voluto essere trasportato direttamente a Verona e non all’ospedale più vicino come prevede la regolamentazione del Servizio Nazionale 118.

Il responsabile  del soccorso con un bel dietro-front è salito sull’ambulanza e se ne è andato.

Il Gen. Credendino, poi, si fece trasportare a Verona dai suoi famigliari, presenti sul luogo.

Il giorno dopo si fece ricoverare in ospedale dove gli venne diagnosticata una frattura lombare ed ebbe inizio il travaglio più volte raccontato dall’interessato nelle sue lunghe lettere.

Sono andato personalmente a trovare il Gen. Credendino per portargli la solidarietà mia e di tutta la sezione e dopo di me altri soci sono andati a trovarlo, ma forse, dal suo punto di vista, che posso anche comprendere, ciò sembra sia stato troppo poco. Se così fosse prego il Gen. Credendino di volere accettare le mie scuse più sincere.

Questi sono i fatti!

E allora, caro Gen. Merlino prima di intervenire e di erigersi a paladino, forse anche non richiesto,  si informi bene sui fatti.

Si vada a leggere la circolare 1400 e vada a verificare cosa sia previsto per quanto attiene all’organizzazione sanitaria e non confonda, La prego, come ha fatto il Gen.Credendino l’organizzazione dell’attività aviolancistica messa in atto da un Ente militare con quella messa in atto da una Scuola dell’A.N.P.d’I..

Mi permetta poi di farLe notare che, a parte io non ritenga possano esistere conflitti di competenze se un Presidente Nazionale, in possesso dei giusti requisiti e delle specifiche qualifiche esegue qualsiasi  incarico, anche di carattere squisitamente tecnico, inerente all’attività lancistica, nella data in cui il Gen. Credendino si è infortunato (20 settembre 2003) il sottoscritto era Vice-Presidente Nazionale e non Presidente Nazionale pro-tempore. Vede quindi, che , il”molto tempo” impiegato per informarsi, come Lei ha dichiarato non è proprio riuscito ad informarLa a dovere e ritengo pertanto sia stato solo tempo perso. Forse se le Sue ricerche  avessero preso qualche altra direzione, magari verso fonti, paracadutisticamente parlando, più autorevoli i risultati sarebbero stati certamente migliori.

Comunque, concordo pienamente con Lei quando asserisce che “in vecchiaia” talora si “sbarella”

Non me ne voglia, cordialmente

                                                                                                        Piero DAL FIUME

 

 

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            LA CONTRORISPOSTA DEL GENERALE MERLINO

Caro Dal Fiume,

                       prendo atto con piacere dell’attenzione rivolta a me ed alla mia NOTA n° 2 e delle spiegazioni  ( per la verità non da me richieste perchè non rientrano nel mio interesse ) in merito ai fatti della controversia Credendino / Associazione.

Hai ragione, caro come sempre Dal Fiume ( l’amicizia e la stima non si perdono se su alcuni punti  non si é d’accordo, anzi si rafforzano, almeno così é per me  nei tuoi confronti ) è vero che in vecchiaia si sbarella.

In questo caso mi accorgo di avere sbarellato perchè non sono stato capace di farmi capire.

Il mio unico scopo era ed é solo quello di tentare una mediazione ( non richiesta ) a favore di un nostro comune commilitone  dei tempi di Livorno/Pisa.

Ho detto chiaramente, e lo ripeto per doverosa chiarezza, che non desidero entrare nel merito della diatriba ma auspico solo che il Presidente Nazionale senta il piacere/dovere di ascoltare entrambe le campane prima di arrivare alle denunce.

So con certezza - contrariamente a quanto tu scrivi di ritenere, caro Dal Fiume - che la “campana” Credendino il Presidente non l’ha ascoltata ( intendo anche solo con una telefonata tesa a chiarire la situazione).

Quindi tu scrivendo che ritieni sarebbe stato molto grave se il Presidente non l’avesse fatto…..ti sbilanci un po’ troppo, non vorrei che anche tu cominciassi a ” sbarellare “………..

Leggo anche che chiedi scusa al Presidente Mearini per questo tuo intervento e  mi pare quindi di capire che intervieni a nome personale tuo ( e forse anche di Mario  ( ? ) come risulta da una mail che trovo in “ossconfolgore” probabilmente a me giunta involontariamente )  e non della Presidenza.

Ed allora rinnovo al Presidente Mearini o alla Presidenza il mio invito, cortese ed in punta di piedi : perché non ascoltare di persona o telefonicamente il Generale Credendino? Nessun altro motivo nel mio intervento.

Caro Mearini,  se ci sei batti un colpo,  anche solo per l’amicizia che ci lega che non sarebbe comunque intaccata.

Con stima e soprattutto con amicizia per tutti e senza polemica.

Con le mie scuse per il Webmaster per avere io utilizzato impropriamente lo spazio che mi mette a disposizione.

Gen. Merlino

Bracciano, 29.06.07

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Framer

per conto di Osservatorio del sito www.congedatifolgore.com