LA NUOVA SITUAZIONE IN LIBANO
Il nostro esperto ” libanese ” ci aggiorna
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Il 2 aprile u.s., in questo nostro OSSERVATORIO abbiamo ospitato un intervento del Gen. Bruno TOSETTI che, da noi sollecitato per le sue conoscenze della situazione libanese avendo comandato il Contingente italiano Governolo durante la missione Libano1 (agosto - settembre ‘82 ), ha fornito un qualificato contributo di informazione per i militari della Folgore in partenza.
L’intervento, facilmente rintracciabile cliccando in rubrica nel mese di aprile é titolato ” La storia recente del Paese dei Cedri “.
Il cruento cambiamento della situazione negli ultimi tempi, sfociato nel vile attentato in cui hanno trovato la morte sei Paracadutisti spagnoli, ci ha spinto a chiedere al Gen. Tosetti un aggiornamento di situazione ed una sua competente valutazione.
Gli siamo grati ancora una volta e pubblichiamo, di seguito, dopo il suo curriculum che motiva con evidenza la sua titolarità di ” esperto ” che gli abbiamo attribuito, il suo pensiero e le sue valutazioni.
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Il Gen. D. (r) Bruno Tosetti é un altro dei brillanti Ufficiali - Fraticelli, Ottogalli, Cabigiosu, Mearini, Quintana - di un brillantissimo 16° Corso di Accademia, che ci onoriamo di ospitare nella nostra rubrica. Tra i suoi principali vanti professionali : il Comando della Missione Governolo in Libano, la frequenza del Corso di Stato Maggiore in Brasile e l’incarico di Addetto militare in Argentina, Uruguay, Paraguay e Perù. In primis Bersagliere d.o.c. porta con orgoglio sincero il brevetto di abilitazione al lancio)

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A fine marzo di quest’anno, ho avuto il piacere di rivolgere il mio caloroso saluto alla Brigata “Folgore” in partenza per il Libano (Missione “Leonte”) formulando un bersaglieresco “in bocca al lupo” certo che i nostri Parà si sarebbero fatti onore nel Paese dei Cedri così come onore si sono fatti, eccome, in tutte le precedenti missioni cui hanno partecipato.
In quella circostanza mi sono dilungato facendo un raffronto fra la situazione politico militare che i nostri militari avevano trovato a Beirut nel 1982 a conclusione dell’ “Operazione Pace in Galilea” - intrapresa e vittoriosamente portata a conclusione dall’ Esercito israeliano - e quella invece che dovettero affrontare i nostri Paracadutisti a Sud del fiume Litani dopo la “guerra dei 34 giorni” (12 luglio – 14 agosto 2006) fra Hezbollah e Tshal.
In particolare mettevo in evidenza la chiarezza del compito affidato ai Bersaglieri del Contingente “Governolo” e le altrettanto precise “regole di ingaggio” : fattori indispensabili per conferire a Comandati e gregari impegnati in rischiose missioni, la giusta ed auspicabile serenità.
Chiarezza che al contrario sembra non esserci per la Missione “Leonte” tant’ è che in aprile avevo ritenute “fumose” le direttive impartite al nostro Contingente e “cerino acceso” lo scettro lasciato in mano ai Comandanti.
Non solo ma , come temevo, la blanda, conciliante e mutevole Risoluzione ONU 1701 forgiata a misura per trovare una urgente via d’uscita alla “crisi”, ha consentito ad Hezbollah di rifornire i propri arsenali con nuove armi giunte dalle incontrollate frontiere della Siria e di tentare la “spallata” finale al traballante Governo libanese cercando di attuare un “golpe strisciante” ordito a Teheran e pianificato a Damasco.
“Golpe” per ora non riuscito per l’imprevista fermezza dimostrata dal Capo del Governo libanese Siniora, il tempestivo appoggio politico che il Premier ha ricevuto dagli USA, Germania, Francia e dai Paesi Arabi moderati e grazie al sostegno politico ed economico assicurato dai 36 Paesi e 14 Organizzazioni Internazionali promotori della Conferenza di Parigi del 25 gennaio 2007.
Ora che Hamas ha “spaccato” in due il cosiddetto Stato palestinese, alleandosi di fatto con gli Hezbollah, portando la Striscia di Gaza sotto influenza dell’Iran e relegando in Cisgiordania il desautorato Presidente dell’ANP Abu Mazen, lo scenario dell’area è nuovamente mutato.
A favore di Israele, dico io.
E ciò perché in aderenza all’ assioma “chi è nemico del mio nemico è mio amico”, la situazione in atto porta ovviamente ad un avvicinamento di Fatah e dell’Egitto con lo Stato ebraico.
Il primo ( Fatah ) per sopravvivere e Mubarak perché ora teme che dalla frontiera con Gaza in mano di Hamas, giungano armi e terroristi di Al Qaida per dare man forte agli affiliati all’organizzazione dei “Fratelli Musulmani”, suoi maggiori oppositori interni che da sempre perseguono la fine del regime totalitario egiziano
Tramontato ormai definitivamente il progetto della “Road map” (sponsorizzata da Stati Uniti, UE, Russia e ONU) che per traguardi successivi avrebbe portato alla creazione di uno Stato Palestinese entro il 2005, non rimane ora che sperare nella determinazione di Tony Blair - appena nominato mediatore per le situazioni belliche mediorientali - e nella sua capacità appunto di mediare fra le parti.
Attività questa che sicuramente verrà ostacolata da Iran, Hezbollah e Hamas che tutto faranno per impedire la creazione di una Patria per i palestinesi a fianco dell’odiato Israele.
La possibilità che ciò accada esiste e la probabilità é anche assai elevata.
Se ciò dovesse accadere, io credo che, per scongiurare un male peggiore per l’intera area, nel medio termine qualcuno dovrà mostrare il ” cartellino rosso ” alla Siria ed all’Iran, comunque prima che quest’ultimo si doti di arma nucleare.
Solo così si stabilizzerà l’area per un altro lungo periodo, si offrirà al Libano la certezza della sua sovranità ed all’Occidente maggiore sicurezza.
Con buona pace degli smemorati, in particolare quelli in malafede, che non ricordano o volutamente evitano di ricordare che la ” guerra preventiva ” ha avuto inizio con il proditorio attacco alle torri gemelle di New York.
I nostri Parà, che per tre mesi hanno egregiamente operato malgrado il “cerino acceso in mano”, ora dovranno confrontarsi con un scenario più fosco che vede sul terreno il rischio di azioni terroristiche e, alle spalle, l’indeterminatezza del “fronte interno” specie dopo la “sentenza” rilasciata dal capo del “fronte” il giorno dopo (26 giugno u.s.) l’attentato subito dai Caschi Blu dell’Unifil : ……..quanto accaduto “esige ancor più cura e ancor più capacità di coordinamento della missione…..” .
Ed anche questa volta senza dire chi dovrebbe…………….. e con chi!
Situazione deteriorata, quindi, e soprattutto poco chiara : un quadro generale che lascia trasparire solo segnali negativi.
Comunque ed ancor più, ………….forza ragazzi……….. e sempre “Folgore”!
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A cura di Framer
per conto di OSSERVATORIO del sito www.congedati folgore.com
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