ASSUEFAZIONE

 

Ora é questo il grande pericolo 

 

 

Adattamento a condizioni particolari, proprie di un dato ambiente o trattamento. Abitudine contratta in modo definitivo.  Abitudine dell’organismo ad un farmaco, quando la somministrazione continua ne diminuisce o addirittura ne annulla l’efficacia.” Così recita il Devoto/Oli della nostra gioventù fornendoci la definizione di assuefazione.

Stiamo constatando con amarezza ma con attenzione che dopo i recenti e ripetuti attentati ed atti terroristici delle scorse settimane e giorni i media e conseguentemente l’opinione pubblica tendono, dopo avere preso atto della notizia per doverosa informazione, a glissare ed a dimenticarla in fretta, salvo richiamarla quando poi si verificano nuove situazioni drammatiche.

Insomma altra cosa gli attentati alle torri gemelle, altra cosa gli attentati alla metropolitana di Londra, altra cosa agli attentati alla stazione di Madrid.

Perché altra cosa?

Perché allora quei vili attentati sconvolsero l’opinione pubblica e generarono una spirale di timore ma anche di attenzione che rimase viva per lunghi mesi, ed erano quasi quotidianamente rievocati.

Stessa cosa per gli attentati in Iraq - ci riferiamo in particolare a quelli contro la popolazione civile - che una volta ” colpivano ” la nostra attenzione.

Oggi, dopo l’attentato all’Unifil in Libano, dopo gli ultimi avvenimenti a Londra, dopo l’attentato in Yemen  ( che ha visto ancora vittime civili spagnole dopo quelle militari in Libano : chissà che non siano nuovi messaggii a Zapatero dopo che era andato a buon fine il messaggio della stazione di Madrid che aveva portato al ritiro dall’Iraq ), mentre continuano senza sosta gli attentati in Iraq ed in Afghanistan, dopo tutto questo ci accorgiamo che questi accadimenti ci colpiscono molto meno, quasi non ci lasciano alcun segno e sicuramente li rimuoviamo molto velocemente dai nostri pensieri.

Ecco, siamo arrivati alla fase della assuefazione.

Quella dell’adattamento a situazioni particolari.

Quella dell’abitudine contratta in modo definitivo.

Quella del………tanto ci dobbiamo convivere.

Quella susseguente alla somministrazione continua, che  diminuisce l’efficacia.

Quella che addirittura annulla l’efficacia.

Tutto ciò - a nostro avviso  - deve essere invece fonte di continua attenzione, pena l’abbassamento della guardia e dell’avvio di una pericolosa spirale psicologica che ci può portare a ritenere come normale una situazione drammatica.

Da respingere con tutte le nostre forze questa assuefazione.

Per noi questo é atteggiamento pericolosissimo da evitare e da contrastare perchè tra l’altro  foriero di situazioni sempre più gravi alla ricerca dell’ “eco mondiale ” da parte di chi esercita il terrorismo per realizzare i suoi scopi.

Orribile dictu “  c’è persino chi - per noi con ragionamento folle e paradossale - sostiene che é bene che non si attribuisca ormai troppa attenzione ad avvenimenti drammatici come quelli che stiamo ricordando perchè in tal modo se ne diminuisce o addirittura se ne annulla l’efficacia invogliando, chi pratica l’attentato allo scopo di attirare l’attenzione su di sè, a desistere.

Sarà pur vero, ma per noi un tale ragionamento significa solo che ……..il limite della follia é sempre più lontano e irrangiungibile!

Estote semper vigilantes et parati ” ammonivano i nostri padri.

E perchè non  ascoltarli?

 

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Framer

per conto di OSSERVATORIO del sito www.congedatifolgore.com