LA NUOVA 500

 

Un parere competente e disinteressato sull’ultima nata in casa FIAT

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Quando abbiamo presentato questo OSSERVATORIO abbiamo dichiarato la nostra intenzione di osservare a 360° e di saltare sulla attualità    

 

Volendo appunto tenere fede a questo impegno, non possiamo esimerci dall’entrare anche noi su un avvenimento che in questi giorni é stato al centro della attenzione di tutti i media : la presentazione da parte della casa automobilistica torinese del suo ultimo prodotto, la nuova FIAT 500

Abbiamo sentito, visto e letto immagini e pareri, quasi sempre positivi e taluni fino a rasentare l’entusiasmo.

Moltissimi ci sono parsi  tuttavia interessati perchè volutamente tesi a sopravvalutare un prodotto pur valido che, per il momento, ha comunque bisogno di una spintarella pubblicitaria 

Abbiamo allora pensato, per avere una valutazione e qualche considerazione sicuramente non “interessate ” di rivolgerci………………( guarda  la novità ! )…………….ad un collega del 16° Corso d’Accademia, il Maggiore Generale ( r )Pietro TONIARINI DORAZI  dell’Arma Trasporti e Materiali dell’Esercito che, già Capo Ufficio Trasporti dell’ex Regione Militare Centrale,  é sicuramente competente per fornire, in materia, un parere

Eccco, di seguito, quanto ha voluto scriverci, meritando la nostra gratitudine.

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Caro Framer, per aderire alla tua richiesta mi sono praticamente messo nella rete da solo.

Mi sono veramente impaniato in quanto è su tutti i giornali quotidiani e riviste periodiche la presentazione della vettura, ultima nata in casa Fiat.

Essa fa seguito all’introduzione sul mercato di due vetture, che hanno riscosso un successo di tutto rispetto, quali la nuova Panda e la Grande Punto ed al buon successo commerciale di altri modelli di classe superiore come la Bravo e quelli col marchio Lancia.

Quindi dire parliamo della Cinquecento richiederebbe di indugiare su alcune valutazioni riguardanti più l’impostazione divulgativo-pubblicistica che è stata data alla sua presentazione che non il puro aspetto tecnico.

L’aspetto tecnico si potrebbe liquidare, diciamo in termini abbastanza validi, con la considerazione che il modello cui quasi certamente si è ispirata la riproposizione della 500 è la versione, riveduta e corretta in casa BMW, della celeberrima Morris MiniMinor di Alec Issigonis

Anche la vettura italiana con la rivitalizzazione di una creazione ormai ultracinquantenne sicuramente rende omaggio ad un grandissimo ingegnere e progettista della Fiat come Dante Giocosa che, sia con la 600, sia successivamente con la 500, ha dato vita a dei modelli dotati di una meccanica quasi rustica nella sua semplicità, efficiente e piuttosto robusta.

Fortemente innovativi per la allocazione posteriore del gruppo motopropulsore (motore e cambio)adottata nelle due vetture, soluzione che non era molto diffusa all’epoca.

Considerata quindi la realizzazione del primo veicolo: con il motore raffreddato ad aria, con due cilindri in linea, posto posteriormente e con un bagaglio per la vettura estremamente esiguo, che doveva far posto anche al serbatoio, tanto che per fare rifornimento si doveva aprire il bagagliaio, l’attuale modello è assolutamente innovativo e conserva del predecessore solo la configurazione esterna ancora piacevole.

Anche la Fiat 600 che precedette di un paio d’anni la 500 fu una audace realizzazione, emblematica dello spirito innovativo del progettista, sia per la scocca portante che per il motore chiuso nel vano posteriore seppure con notevoli difficoltà per dotarlo di un adeguato impianto di raffreddamento( ad acqua).

Infatti, alcuni modelli derivati, più sportivi e prestazionali, dell’Abarth dovettero far ricorso a radiatori aggiuntivi posti anteriormente.
Dire quindi: oggi la 500 che cos’è?

Dopo la sua presentazione in uno scenario quasi faraonico, di suoni e luci, tra lampi laser e suggestive esibizioni artistiche, è relativamente semplice: si tratta di una vettura modernissima che va a competere in un mercato agguerritissimo, arricchito di recenti offerte estere che, quanto meno in termini di prezzi se non di qualità, fanno una concorrenza notevole alla nuova arrivata in casa Fiat.

Il raffronto tecnico, come ho cercato di dire, tra la vecchia e la nuova 500 è totalmente improponibile: in primis perché tra loro è passato mezzo secolo poi perché i criteri realizzativi sono totalmente diversi.

Chi ricorda la vecchia 500 o i più fortunati che ne possiedono ancora una, ripensino alla famigerata levetta che bisognava tirare per attivare il motorino d’avviamento, la piccola maniglia che regolava il flusso dell’aria attraverso sportellini quasi inaccessibili, aria che non serviva certo a climatizzare l’abitacolo ma a mandare un poco di calore nel periodo invernale.

A questo punto la prima considerazione che mi viene di fare è che proprio l’allestimento spartano del veicolo, la semplicità estrema della meccanica, la possibilità di guardare il cielo attraverso uno sportellino di tela, ha dato un senso di grande facilità d’uso, quasi un elettrodomestico ad ausilio degli italiani che per quotidiane esigenze dovevano spostarsi in libertà.

Forse per questo il “cinquino” è stato tanto amato (3.893.294 esmplari prodotti), gelosamente custodito da tante signore che ne sapevano apprezzare la grande praticità ed ora oggetto di culto.

Questa di adesso, pur nella sua modernità e capacità di grande confort in sicurezza, pone ancora limitazioni severe ai passeggeri posteriori.
Credo però che l’imponente scelta di optionals: ci sono addirittura 4 livelli di allestimento, 12 colori, 5 diversi tipi d’interni, 9 tipi di cerchi ruota,quasi 100 accessori che consentiranno centinaia di varianti personalizzate, aiuterà a ricreare quel feeling quasi irripetibile del passato.

C’è da dire, anche, che tanta innovazione e tecnologia hanno comportato una lievitazione di costi che non so, nell’utilizzazione di massa, quanto potrà essere competitiva e sostenere la pressione di prodotti, sia europei che giapponesi, fortemente concorrenziali.

 

 

 

 

Da ultimo va detto che la 500 é cstruita, come la Panda, all’estero, in Polonia: si tratta di tecnologie che da sempre qualificano la produzione Fiat nel settore delle auto medio-piccole che, forse per una logica di mercato o di continuità produttiva assicurata da maestranze straniere, ha implicato quelle scelte di allocazione della produzione.    

Tant’è: la 500 pur italianissima è una realtà “comunitaria”.
E’ bella, è certamente accattivante, bella per quanto possa esser bello un remake, che però non potrà fare solo affidamento su richiami sentimentali e nostalgici ma dovrà scontrarsi con una complessa realtà di mercato.

La stessa cosa si può dire per la Mini che per mantenersi la sua nicchia di mercato si è costantemente rinnovata suscitando nei giovani le stesse emozioni dei padri.

Sarà secondo me il mercato, dopo le suggestioni del battage pubblicitario per il lancio, che decreterà un successo, una penetrazione e soprattutto un attaccamento affettivo che è difficile prevedere simile a quello che c’è stato per la “vecchia” 500.

Caro Framer, staremo a vedere!
 

Pietro Toniarini

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A cura di Framer

per conto di OSSERVATORIO del sito www.congedatifolgore.com