REINTRODUZIONE DEL SERVIZIO MILITARE DI LEVA?
Il nostro parere in merito
Riavviata in questi giorni, dopo una estemporanea uscita del ministro della Difesa, Arturo Parisi, che ha tutta l’aria di un ” ballon d’essai “, la decennale discussione che ti ha accompagnato, quale professionista, all’interno del sistema Difesa per molti anni : servizio di leva sì, servizio di leva no.
Ne scrivono e ne parlano tutti, molti anche a sproposito e senza essere in grado di una valutazione originale, ed allora anche noi pensiamo di avere titolo ad entrare nella discussione.
Dunque Arturo Parisi : ” il servizio militare di leva non é mai stato abolito, é stato solo sospeso. Se vogliamo possiamo tranquillamente reintrodurlo………………”
Prima considerazione : non avevamo capito ( o forse non avevano intenzione di farci capire ) un c……!
Non diamo la colpa a nessuno se non avevamo capito, ma ritenevamo irreversibile la decisione del superamento del concetto di leva militare, storico per il nostro Paese, che ha avuto il grande merito sociale - questo sicuramente - di contribuire fortemente alla unificazione dell’Italia. Ma non era questo il suo scopo principale.
Dal punto di vista dell’effiicienza militare - rapporto costo/risultati - la leva ha insistito, mi riferisco ovviamente al periodo post 2^ guerra mondiale, su una poilitica militare italiana non esaltante e molto defilata che non ha consentito una valutazione profonda della sua efficienza ed utilità dal punto di vista specifico militare : insomma, compiti limitati e circoscritti, e vai così.
Poi la sterzata violenta : aperti gli orizzonti nell’ambito di una internazionalizzazione di assunzione di impegni e responsabilità é intervenuto il passaggio all’esercito professionale.
Attenzione : é gia molto importante questa attribuzione di professionale se la si considera nella sua stretta accezione di capacità di svolgere al meglio un determinato compito!
Questa professionalità - ripetiamo di compiti e di applicazioni - é stata confrontata sul terreno operativo in molte parti del mondo ed i risultati sono stati e sono eccellenti.
Ed allora, se questi sono i compiti che si vogliono affidare alle nostre Forze Armate e se queste come sono ora strutturate hanno mostrato operativamente - sul terreno - la loro validità, perché cambiare?
Qui casca l’asino : ” manca sempre una lira per fare un milione “, dicevamo qualche tempo fa, si tratta sempre di un problema economico.
Non si possono aumentare gli stanziamenti per la Difesa, quelli attuali e prevedibilmente futuri sono al limite della sopravvivenza, ed allora tagliamo le spese.
L’equazione é semplice.
Il costo di un militare di leva é valutato in un ottavo rispetto a quello di un militare professionista.
E’ stata valutata, in rapporto ai compiti , l’esigenza ( sono i numeri della attuale legge ) in 190.000 uomini per le tre Forze Armate classiche ( quinidi esclusi i Carabinieri ), salvaguardiamo i numeri, reintroduciamo la leva, riduciamo considerevolmente le spese………………..
Oppure riduciamo la quantità ( gli attuali 190.000 uomini ) e miglioriamo la qualiità.
Nel primo caso avremmo sicuramente un forte scadimento qualitativo.
Nel secondo un’eguale qualità ma insufficiente a coprire le esigenze.
Allora nasce una ” bella pensata “ .
Facciamo un misto : 60% di leva e 40 % di professionisti : e sulla base di che, queste percentuali, chiediamo noi?
Facciamo un Esercito retrogrado che ignora assolutamente il concetto della parità.
Deleterio comunque questo atteggiamento e non più percorribile.
Chi come noi ha vissuto in ambito paracadutistico ricorda con disappunto la difficoltà di gestire nello stesso microscopico ambiente militari brevettati paracadusti e militari non brevettati.
Nulla di più squallido ed in ultima analisi di offensivo : militari di serie A e militari di serie B !
Introducendo le percentuali in un sistema macroscopico, si riprodurrebbe la stessa situazione : per favore, cancelliamo questa idea balzana e malsana nel suo nascere anzi facciamo in modo che non nasca nemmeno.
Dicono alcuni che vedono prevalente l’esigenza di non aumentare i finanziamenti con la reintroduzione della leva e così migliorare la qualità!
E’ questo un ipocrita ” leit-motiv ” che ha percorso per molti anni i corridoi degli Stati Maggiori alla ricerca di una giustificazione delle varie ristrutturazioni.
Ci ha sempre dato, a noi che percorrevamo quei corridoi, la sensazione della funzione del famoso burro dell’altrettanto famoso ” ultimo tango a Parigi ” : soltanto lubrificante da parte dei Politici nei confronti dei Militari per indurli a studiare nuove soluzioni riduttive compatibili con il depauperamento delle risorse.
Sappiamo con certezza che lo Stato Maggiore ha allo studio “il nuovo ( ennesimo! ) modello di difesa ” : che la ” sparata di Parisi ” costituisca il primo imput di presentazione della novità, appunto il ” ballon d’essai ” di cui scrivevamo?
Ma allora tu che vuoi?
Presto detto, con onestà professionale e convinzione.
Basta con la leva : é antistorica e non migliora certo la qualità.
Si all’Esercito professionale adeguato ai compiti voluti dalle nostre istituzioni : oggi lo é !
Se non ci sono altri possibili stanziamenti si rivedano i compiti e le esigenze operative.
” Le nozze con i fichi secchi non si fanno perché vengono male sicuramente “.
Se abbiamo solo i fichi secchi, lasciamo perdere le ambizioni, che noi personalmente auspichiamo possano continuare, internazionali.
Ed allora : cari Politici, decidete.
Ogni ambizione ha un costo : fuori la ” grana ” altrimenti restiamocene nel nostro orticello ma, per favore, lasciamo perdere l’idea di ripristinare la leva. Comunque!
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Framer
per conto di OSSERVATORIO del sito www.congedatifolgore.com
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