CI SCRIVE ILLER FRASSON

A proposito del libro ” Folgore di morte e di omertà ” a cura dei coniugi Scieri.

 

Con vero piacere abbiamo ricevuto in osscongolgore@alice.it  la  serena e pacata lettera, che a seguire pubblichiamo integralmente, da parte di un qualificato  ” operatore ” di polizia, e che nella sostanza diverge dalle nostre argomentazioni in merito al libro ” Folgore di morte e di omertà ” che abbiamo qui pubblicato recentemente.

Le sue argomentazioni sono profonde e meditate da esperto professionista come investigatore e , come da suo auspicio, ci hanno portato a riflettere ancora una volta sul ” caso Scieri “.

Siamo tuttavia emersi da queste riflessioni con la convinzione finale che già avevamo espresso : l’archiviazione del caso ha danneggiato sicuramente il desiderio assolutamente legittimo dei coniugi Scieri - cui va ancora una volta il nostro doveroso saluto - ma ha nuociuto e nuoce tuttora al buon nome della ” Folgore “.

Tutti coloro che amano la ” Folgore ” avrebbero voluto e vorrebbero piena e dimostrata verità che invece si allontana sempre più rinnovando il dolore dei genitori e portando sulla bocca di denigratori il buon nome dell’unità.

Grazie,  caro Frasson,  per il suo intervento che i nostri lettori valuteranno e condivideranno se vorranno.

Abbiamo presentato valutazioni divergenti ma chi ci leggerà non potrà non apprezzare anche la nostra volontà di comprendere le ragioni diverse messe in campo al fine di raggiungere la verità.

Con viva cordialità e assoluta disponibilità a leggerla nuovamente se vorrà scrivermi ancora.

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Signor Generale,

sono un appartenente alla Polizia di Stato con la qualifica di Sostituto Commissario, Tenente nella riserva dell’Esercito nonchè paracadutista abilitato al lancio.

Leggo i suoi articoli sul sito congedati Folgore; li trovo pertinenti, interessanti e spesso pungenti, al di là delle opinioni tutte rispettabili anche quando non condivise.

Ho letto recentemente il suo commento al libro scritto dai genitori dell’Allievo Paracadutista Emanuele SCIERI e volevo sottoporre alla sua attenzioni alcuni spunti di riflessione.

Ho letto anch’io il libro dato che a suo tempo la vicenda aveva destato il mio interesse professionale come investigatore, suscitando anche dispiacimento sia per la vittima, sia per l’Istituzione che aveva ricevuto in poco tempo un altro colpo alla propria immagine.

La casa editrice è chiaramente schierata, ma a parte alcuni testi che sono stati dei clamorosi flops, chiari tentativi di discreditare alcune Istituzioni o personaggi, ne annovera altri in catalogo che purtroppo mostrano le parti deviate che ogni organismo annovera al suo interno, in senso sociologico.

Il libro su SCIERI mi pare al di là di qualche spunto di acredine da parte degli autori (peraltro comprensibile) abbastanza ben fatto, con una prosa scarna, ma con un linguaggio giuridico appropriato.

Io credo, come ho avuto più volte occasione di dire e scrivere che niente e nessuno possano minimamente offuscare le glorie passate della “Folgore” ed il valore dei Paracadutisti di oggi, nemmeno questi episodi che pur nella loro gravità rappresentano una marginale devianza, ma il continuare a negare recisamente che vi siano state delle responsabilità in senso oggettivo o purtroppo anche soggettivo penso sia più di danno che di difesa all’Istituzione.

Che chi vuole male alla “Folgore” si serva di ogni appiglio (anche di questo fatto) per cercare di distruggerla è innegabile, ma credo che una strategia di chiusura a riccio paradossalmente finisca per dare una mano ai suoi detrattori, piuttosto che all’Istituzione.

Io non so che cosa sia successo in quel tragico 13 Agosto 1999, ma dagli atti pubblicati nel libro emerge un quadro a dir poco sconcertante.

Le perizie medico legali sul cadavere, svolte per il pubblico ministero appaiono carenti e divergono anni luce da quelle svolte dai periti della famiglia.

Le prime parlano di posizione definitiva del cadavere a seguito di impatto col suolo con un’agonia durata poche decine di minuti, le seconde di posizione modificata da qualcuno ed agonia addirittura di alcune ore.

Non voglio essere assolutamente nè ingiusto, nè ingeneroso, nè critico verso il lavoro di altri stimabili professionisti, ma anche le indagini appaiono peccare in taluni momenti di superficialità che a volte può anche finire per apparire dolosa.

Come si fa a “infiltrare” Carabinieri Paracadutisti e pensare che non sarebbero stati individuati subito?

Operazioni come queste vengono fatte all’insaputa di tutti e da investigatori con notevole esperienza operativa.

Negare poi che il nonnismo sia stato conseiderato da molti Ufficiali delle Forze Armate come un utile fattore addestrativo purtroppo significa negare l’evidenza.

Che la gestione del personale di leva sia sempre stata difficile l’ha scritto lei stesso nel commento circa il ripristino della leva obbligatoria.

Che il problema della prevaricazione sia in tutta la società italiana è un fatto ormai dimostrato anche nelle scuole pubbliche.

Che il servizio militare non sia un posto per delicati è verissimo.

Forse però si è sempre fatto troppo poco sia sotto il profilo addestrativo e sia sotto quello della cultura giuridica militare facendo funzionare troppo poco i Tribunali militari e la Polizia Militare.

Ho udito spesso di colleghi Ufficiali in servizio presso vari Reparti operativi affermare a proposito delle reclute e dei soldati semplici: ” di giorno sono miei, ma di notte sono vostri “ detto ai graduati.    

Ci si può addestrare duramente facendo una volta alla settimana la vasalope come i Paracadutisti Militari svedesi o si può far salire tutti su un ring ma con guantoni e casco, non credo ci sia bisogno del nonnismo.

Del resto, mi corregga se sbaglio, il Comando Brigata ha sempre avuto l’autorità necessaria per far trasferire chiunque nei normali Reparti di Fanteria per inidoneità alla Specialità.

Il libro parla di una testimonianza raccolta dai colleghi della Questura di Pisa che se si riferisce al fatto è tremenda.

Un abitante di un condominio sito vicino al muro di cinta in corrispondenza del punto ove è caduto lo SCIERI ha riferito di aver sentito verso le 3 del mattino un suono strozzato.

Se l’avesse emesso quel povero ragazzo esalando l’ultimo respiro, in preda a terribili sofferenze, magari sotto quei materiali di risulta messigli sopra da chi ne aveva causato la caduta, perchè fosse difficile alla guardia vederlo, sarebbe orribile.

Penso quindi a quei poveri genitori straziati dal dolore per la perdita di un figlio in quel modo, con un vuoto incolmabile senza una risposta ma con tanta grossolanità davanti.

Come genitori, quando commentiamo il titolo di quel libro, abbiamo il dovere di pensare se Emanuele fosse stato nostro figlio.

Credo quindi sia necessario tornare spesso su questo argomento e su questi fatti, nella speranza che terminata la campagna anti-Folgore chi sa parli e contribuisca così a cancellare un episodio che ha solo portato disdoro all’immagine della gloriosa Brigata e dei suoi onesti componenti.

Mi creda, con stima

FRASSON Iller - ALESSANDRIA

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Framer

per conto di OSSERVATORIO del sito www.congedatifolgore.com