FINALMENTE!!!!!!!
Dopo il nuovo rapimento in Afghanistan, una azione di forza e coraggio
Quando ancora non sono definiti i contorni del rapimento in Afghanistan di due sottufficiali dell’Esercito italiano e della loro pronta liberazione , come ha dichiarato il Ministro della Difesa Parisi, a seguito di un intervento effettuato congiuntamente da forze speciali italiane e da uomini della SAS inglese sotto Comando NATO, ed in attesa di conoscere i dettagli - se mai ci sarà dato conoscerli - facciamo una sola considerazione : finalmente!
Finalmente perché l’intervento con le armi per la liberazione é stato questa volta immediato appena individuato il luogo della prigione, senza tentennamenti.
Evidentemente é stata accontanata immediatamente ogni nefasta idea di trattativa politica, di mediazione diplomatica, di patteggiamenti.
Si é immediatamente passati all’azione militare assumendo tutti i rischi ad essa connessi : rischi che erano insiti nell’operazione tant’é vero che é costata la vita ad un accompagnatore afghano ed il ferimento grave di un nostro militare
Non sappiamo chi abbia deciso.
Un plauso al nostro governo, se é stato esso a decidere, come gli compete.
Un plauso al Comando NATO se esso ha deciso magari scavalcando le autorità politiche.
Un plauso comunque alle Forze che hanno effettuato l’operazione, alla loro cooperazione, eliminando un commando di almeno 9 talebani posti a custodia dei prigionieri.
Abbiamo sempre sostenuto che in situazioni di questo tipo la tempestività e la determinazione premiano, e questa ne é la conferma, anche se la viltà dei sequestratori é stata tale da indirizzare, come si pensa, i primi colpi sui prigionieri incatenati.
Prigionieri incatenati che tutto lascia supporre e come tutti vanno dicendo ” uomini dei servizi segreti “.
Basta solo un minimo di conoscenza delle modalità comportamentali di certi ambienti per confermare che di tali specialisti si tratti : dopo due giorni ancora non sono stati comunicati i nomi e questo, se così é, é assolutamente indicativo.
Per concludere vogliamo evidenziare uno sgradevole commento di un giornalista autorevole del ” Corriere “: il prezzo pagato - il ferimento dei due sottufficiali , quando ancora non era noto il decesso dell’accompagnatore afghano - ci stava trattandosi questa volta di due militari, non di un giornalista non di civili o operatori volontari……………
Carne da macello quindi per il solo fatto di essere in uniforme.
Infine, ancora una volta, il nostro invito a smetterla con la definizione di “missioni di pace”. smentita ancora una volta da questo avvenimento che ha riguardato il nostro Esercito e soprattutto dall’annuncio di oggi della morte di due militari e dal ferimento di altri sei dell’Esercito spagnolo nella stessa area afghana.
Se non é guerra questa………..
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Framer
per conto di Osservatorio del sito www.congedati folgore.com
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