LA CERTEZZA DELLA PENA ( 1 )

 

Un malcostume istituzionale imperanteMore...

 

Ci siamo a lungo soffermati, nei giorni scorsi, sui particolari temi  della certezza della pena del “ rispetto per i familiari delle vittime” sollecitati dalla Signora Francesca Di Lecce -  figlia del Tenente dei Paracadutisti vilmente assassinato a Cima Vallona - esasperata per la recente concessione della grazia ad uno degli assassini di suo padre.

Il nostro intervento di condanna ha avuto il consenso -  guarda caso - anche di autorevoli rappresentanti della Polizia di Stato e dei Carabinieri, quelli appunto che sono spesso le vittime degli attentatori e che, prima prodigatisi per l’arresto dei criminali, poi si ritrovano a doverli nuovamente contrastare per reprimere ulteriori delitti commessi in virtù della ritrovata libertà,  frutto ingiusto di discutibili leggi e decisioni della magistratura.

Sentiamo il bisogno ora di ritornare su questi argomenti perché pressati da un nuovo avvenimento che rientra appunto in questa casistica.

Ecco la “ stampa “ in merito.

“ Cristoforo Piancone, ex – brigatista  (  ndr : ma perché ex se mai si è nemmeno  pentito o dissociato ), in semilibertà vigilata ( ! ) detenuto di notte nel carcere di Vercelli, impiegato di giorno quale bidello ( ! ) in una scuola di Torino,  è stato arrestato in Siena a seguito di una rapina nel corso della quale solo il fortuito inceppamento dell’arma che impugnava gli ha impedito di commettere un nuovo omicidio da aggiungere ai sei di cui è già stato ritenuto responsabile e per i quali gli è stata comminata la pena di ben tre ergastoli “.

Pazzesco!!!!!!!!

No,  oltre la pazzia.

Perché già il fatto di impiegare uno  spregevole essere del genere in una scuola a contatto dei giovani é pazzia inarrivabile.

Ed è pure paradossale pazzesca  ipocrisia apprendere che il Piancone era costretto  con disagio ( ndr : poverino ! ) a trasferirsi giornalmente da Vercelli a Torino e viceversa perché non era sembrato opportuno detenerlo nella casa carceraria di quest’ultima città intestata a Lorenzo Cotugno, un agente di custodia assassinato appunto dallo stesso  Piancone.    

Che sensibilità pelosa e disgustosa !!!!!!!!!!!!!!

A noi tuttavia non interessano molto le polemiche e le verifiche puntualmente avviate da governo e partiti politici e magistratura.

Ormai ci siamo abituati e non sarà nemmeno l’ultima volta che ci toccherà di sorbircele.

Il governo,  la magistratura  –  forse  –  ci diranno e daranno anche questa volta le loro spiegazioni ed anche questa volta certamente non attribuiranno a chicchessia la responsabilità per la concessione di questo ennesimo vergognoso provvedimento di semilibertà vigilata.

Sappiamo della esistenza della legge Gozzini che concede particolari condizioni ai detenuti che dopo un lungo periodo di detenzione passato con buon comportamento possono ottenere agevolazioni e sconti : ma é proprio questo che contestiamo.

Perché noi sappiamo  che la nostra filosofia vuole assolutamente il rispetto per le vittime e per i loro familiari e che questo rispetto passa assolutamente attraverso la “ certezza della pena “.

Non accettiamo altro!

Forse non siamo nel giusto ma sicuramente noi non ne siamo capaci!.

A noi interessa prendere invece ancora una volta in considerazione le  amare ma non rassegnate dichiarazioni del figlio del Maresciallo dei Carabinieri Berardi, vilmente assassinato da Piancone che, dopo averlo colpito, lo ha finito a terra mostrando una ferocia inaudita con un colpo alla nuca : “ lo Stato continua a rinnovare il nostro dolore  mostrando  comprensione per terroristi vili ed assassini che nemmeno dopo 25 anni mostrano sentimenti umani di ravvedimento e pentimento “

Già, perché il Piancone ha continuato a dichiarare il  suo orgoglioso e perverso  “ non pentimento “ altrimenti, probabilmente, gli sarebbe stata perfino concessa la grazia, con l’aria che tira.

Ci pare paradossale, ma avendo egli commesso questo nuovo reato, per mera fortuna senza spargimento di sangue,  almeno  gli sarà tolta la semilibertà vigilata,  non sarà più ritenuto idoneo a svolgere l’incarico di bidello e ( speriamo ) attenderà in carcere la fine dei suoi giorni.

Il suo dolore, caro Berardi, rimane comunque ed  è insanabile ma rimane anche il nostro, certo non pesante come il suo, ma pur sempre sincero.

Nostro dolore di Cittadini che vorrebbero in primis il rispetto della umana convivenza e delle leggi che la regolano.

Nostro dolore di Cittadini che vorrebbero fare di più, ma non sanno cosa, se non continuare a denunciare con i pochi mezzi e la poca voce che hanno questo malcostume imperante della concessione della grazia, delle amnistie, degli indulti, degli sconti di pena, della libertà vigilata, delle licenze dal carcere, dei permessi ed altro.

Nostro dolore di Cittadini che credono  fortemente che chi delinque deve essere punito e, soprattutto, scontare con la detenzione fino in fondo le sue colpe.

Nostro dolore di Cittadini che sanno che chi delinque lo fa ben conoscendo le regole e non deve credere come poi avviene, negli  “sconti “ o, peggio, nei “ saldi “ di Stato.

Nostro dolore di Cittadini che credono che la pietà umana debba essere  riservata per altre situazioni.

Nostro dolore di Cittadini che non possono fare altro che dichiarare solidarietà ai familiari delle Vittime nel ricordo dei Caduti .

Nostro dolore di Cittadini che possono solo dichiarare i loro sentimenti di disprezzo e schifo per questo malcostume istituzionale imperante, pur sapendo che nessuno li terrà in giusta e doverosa considerazione.

Nostro dolore di Cittadini, infine, che pur frequentando la Chiesa di quel Cristo che ci ha detto che si deve  “ porgere l’altra guancia “ non ne sono capaci perché già il primo schiaffo li fa incazzare maledettamente.

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Framer

per conto di OSSERVATORIO del sito www.congedatifolgore.com.