Il RISPETTO PER TUTTI I CADUTI IN GUERRA
Non può essere di parte
Francesco Crippa, Presidente della sezione monzese dell’Associazione Nazionale Paracadutisti d’Italia, ha lanciato una proposta : nel percorso al cimitero a rendere omaggio ai Caduti il prossimo 4 novembre sarebbe stato un segno di civiltà onorare anche le tombe dei morti della Repubblica sociale.
Apriti cielo.
Al solo sentire nominare quella parole i rappresentanti dei partigiani e degli ex internati sono andati su tutte le furie.
Il mio era un gesto di civiltà, ha commentato Crippa.
Noi comunque onoreremo anche da soli i caduti della Repubblica sociale.
Questa situazione assurda é l’espressione dell’incapacità di uomini di 80 anni di prendere posizione a favore di un tributo dovuto a tutti i Caduti di tutte le guerre .
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Abbiamo conosciuto Francesco Crippa qualche anno addietro e ne apprezziamo da allora la schiettezza, la determinazione, l’entusiasmo e la purezza dei sentimenti tutti requisiti che fanno di un uomo un paracadutista.
E siamo lieti di constatatre che per nulla é cambiato.
Caro Crippa, la guerra sul tema degli onori ai Caduti, di tutte le parti, di tutte le guerre é persa in partenza ma debbono continuare le battaglie come la tua per affermare un principio che solo l’inciviltà e l’odio vendicativo di buona parte degli Italiani vuole negare passandolo nell’oblio.
Ricordo una battaglia analoga condotta nel 2002 dall’allora Ministro Tremaglia nel Sacrario di El Alamein quando nello stesso Sacrario il Ministro della Difesa Martino affermò che i Caduti di quella guerra erano stati sacrificati per una guerra sbagliata.
( Ci sia perdonato il dubbio che l’ultimo editoriale di ” Folgore ” ha suscitato in noi e che riprenderemo a parte : forse non l’abbiamo ben capito l’editoriale, ma ci ha proprio lasciato il dubbio che il concetto di guerra sbagliata ad El Alamein sia entrato anche nella testa di coloro che, per primi e con assoluta convinzione, dovrebbero combatterlo).
Ricordo che, allora in carica alla Presidenza dell’ANPd’I , prendemmo posizione inequivocabile contro le affermazioni del Ministro Martino e che, controcorrente, gli rappresentammo di persona e per iscritto la nostra disapprovazione.
Ricevemmo questa sconcertante ma intellettualmente onesta risposta : ” Generale, ma lei crede ancora che un ministro non possa sbagliare? “.
Ecco un ministro sbaglia, sapendo di sbagliare per calcoli che non tutti sappiamo quali siano.
Ecco allora molti cittadini sbagliano, per ottusità, per ignoranza, per coltivare uno spirito vendicativo che li umilia come uomini.
Ecco allora che occorrono uomini come te, caro Crippa, che si assumono la responsabilità di ricordare a tutti, anche a coloro che non vogliono sentirselo dire, che chiunque é caduto in guerra, da qualunque parte, avendo avanti a sè la ” fiaccola ” degli ideali di Patria in cui credeva é degno del rispetto imperituro di tutti coloro che aspirano ad essere considerati uomini.
Grazie, Caro Crippa, per quello che hai ricordato ancora una volta a tutti noi.
La tua é una voce nel deserto destinata a cadere al cessare del vento.
L’importante é che ogni tanto qualcuno, giovane ed entusiasta quale tu sei, sappia sussurrare per alimentare nuovamente il vento.
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Framer
per conto di OSSERVATORIO del sito www.congedatifolgore.com
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