IMPORTANTE E’ RESTARE SEMPRE A GALLA
Spudorati fino in fondo
Ci hanno insegnato, negli anni passati al servizio dell’Istituzione militare, che nella ricerca della soluzione di un problema operativo esiste una regola comportamentale dalla quale non si può derogare.
Immaginiamo poi che anche in ambito ” civile ” ( quasi ovunque ) sia vigente la stessa regola proprio perché fondamentale laddove si tratti di ” lavoro di gruppo ” o - come si usa più frequentemente oggi preferendo termini anglosassoni a quelli italiani altrettanto validi ed anche più facilmente comprensibili - ” lavoro di staff “.
Dunque la regola.
Ricevuto l’obiettivo strategico per attivazione dal basso o più spesso dall’alto ( il Capo ) lo staff analizza tutti i termini del problema ed individua, in fine della stessa analisi, con un lavoro di gruppo la sintesi che poi determina l’individuazione delle LAP ( Linee d’Azione Probabili ) da sottoporre alla decisione definitiva del Responsabile.
Si tratta di un processo decisionale che nelle sue fasi iniziali, sviluppato da diverse persone ai diversi livelli, ha come caratteristica comune la discussione, approfondita da vari esperti dei diversi settori, nel corso della quale vengono messi sul tavolo senza pregiudizi e senza rispetto reverenziale tutti gli elenti decisionali.
Va da sè che non sempre la discussione può essere serena e pacata anzi in rapporto diretto con l’importanza del problema in argomento, molto spesso é forte fino a divenire anche aspra : il criterio é che deve essere sollecitata e garantita la piena libertà di pensiero e quindi di parola.
Sarebbe auspicabile che alla fine di questa fase si potesse determinare una sola LAP.
E’ invece normale ( e forse é meglio ) che al Capo vengano presentate più LAP lasciando così la facoltà di una decisione supportata da elementi probanti.
E’ qui interviene la regola.
Il Capo ha deciso e la LAP prescelta determina le azioni del gruppo che deve, da quel preciso momento, operare con le forze di ciascuno per il conseguimento dell’obiettivo strategico e questo indipendentemente dalle proprie valutazioni contrarie che in precedenza ciascuno ha avuto la possibilità di esprimere e di sostenere fino in fondo.
Molto semplice : nella fase decisionale ognuno dice la sua, nella fase operativa non esistono più i pareri singoli ma solo ed esclusivamente la decisione del Capo divenuta la decisione del gruppo.
Non abbiamo mai pensato che potesse essere diversamente.
Ci capita invece di seguire un diffuso dibattito televisivo nel corso del quale, dopo ripetuti attacchi portati con cognizione di causa al risultato favorevole espresso dai lavoratori nel referendum sul wellfare e prospettati al Ministro per la solidarietà sociale on. Paolo Ferrero, presente in sala in rappresentanza del Governo, costui, messo alle strette, afferma con disinvolta sicumera : ” questo non va detto a me perchè io, in Consiglio dei Ministri, mi sono astenuto dalla votazione perchè la penso esattamente come voi”.
Con sicumera, appunto, ma senza rendersi conto di sconfessare una decisione di un Governo di cui anch’egli é parte.
Ed allora ecco le nostre convinzioni crollare di colpo.
Il Consiglio dei Ministri, per essere chiari, ha votato una decisione, la decisione del Governo, ed uno dei suoi ministri, nella fase di realizzazione di quella decisione la disconosce, ne prende le distanze e si dissocia dal Governo e si giustifica affermando che non era favorevole a quella decisione del gruppo e del suo Capo.
Ora che farà, questo nostro ministro ?
Remerà contro ?
Metterà in atto le decisioni del Governo che riguardano il suo dicastero?
O, più probabilmente, si accontenterà di galleggiare respingendo responsabilità che sono anche sue ?
Noi conosciamo le risposte.
Ma, nel rispetto dei nostri lettori, preferiamo che ognuno se le dia da solo.
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Framer
per conto di OSSERVATORIO del sito www.congedatifolgore.com
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