IL CANCRO DENTRO ( 1 )
Lo stereotipo di certo pacifismo
Eravamo presenti stamane nell’ara del cimitero di Tarquinia per la cerimonia di accensione della ” Fiaccola ” che recherà a Livorno il ricordo dei tanti Caduti del paracadutismo nelle antiche scuole di Viterbo e Tarquinia.
C’eravamo per rendere omaggio ai giovani che hanno raccolto e stanno magnificamente consolidando quella che é stata una nostra personale intuizione di alcuni anni addietro e che sempre più, con nostro immenso orgoglio, costituisce parte integrante delle celebrazioni per l’anniversario di El Alamein in Livorno : la cerimonia delle ” Fiaccole degli ideali “.
La semplice cerimonia di Tarquinia che i validissimi rappresentanti locali dell’Associazione preparano con cura ed attenzione estrema, richiama ormai ogni anno la presenza delle Autorita’ civili, religiose, militari, e rappresentanze di tutte le Associazioni d’arma presenti nell’area cui deve naturalmente andare la gratitudine e la riconoscenza di tutti.
Ma allora perchè il cancro dentro?
Capita che il Sindaco presente, prendendo la parola con appropriate espressioni di saluto e di assicurazione per il mantenimento del ricordo dei paracadutisti Caduti nella terra di sua competenza, non riesca a trattenere dentro di sè quel cancro che pervade tutti coloro che amano giustamente la pace ma che sono convinti che il ” pacifismo ” sia la strada per perseguirla e che pertanto ritengono corretta la distinzione tra chi ( il civile ) l’ama e chi ( il militare ) al contrario non l’ama.
Ecco il cancro dentro inguaribile : il “pacifismo” ( attenzione : non la pace ).
Come non comprendere che ” noi militari ” siamo in primis coloro che amano la pace, perchè il mantenimento della pace, da sempre in Patria ed in tempi recenti anche all’estero, é il credo della nostra vita professionale cosi profondamente sentito da portare talora all’estremo sacrificio della vita come testimoniano i tanti Caduti in servizio, certo non ultimi quelli che nella circostanza si stavano ricordando.
No, Signor Sindaco, non era quello il luogo ed il momento per evocare il pacifismo e per prendere le distanze da “ voi miltari “.
” Noi militari ” e ” voi civili ” amiamo la pace allo stesso modo e in più ” noi militari ” operiamo concretamente per il suo raggiungimento e mantenimento, per nostra scelta di vita ed al servizio delle Istituzioni che, con il nostro impegno, rendiamo libere e democratiche e pacifiche.
Ed allora, Signor Sindaco, non si adombri e non si offenda - come ci hanno riferito - se qualcuno dei presenti ( nella fattispece lo scrivente Framer ) sente contestualmente il bisogno, e lo fa, di richiamare la sua attenzione su questo concetto basilare del vivere comune.
Tutti ” noi militari ” e ” voi civili ” indistintamente amiamo la pace : e ciascuno cerca di dimostrarlo a modo suo, chi blaterando a ogni piè sospinto e chi arrivando al sacrificio della propria vita per affermarla.
Ma sempre pace sia!
Qua la mano, e sia pace anche tra noi, Signor Sindaco!
Grazie per la sua presenza, che ha testimoniato il rispetto di tutti i cittadini di Tarquinia, e arrivederci al prossimo anno.
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Framer
per conto di OSSERVATORIO del sito www.congedatifolgore.com
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