LA CERTEZZA DELLA PENA ( 3 )

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Ancora un parere autorevole sull’argomento

 

 

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Ci scive il nostro amico Gen. C.A. Michele Colavito per comunicarci di avere letto ed apprezzato il nostro recente intervento su ” La certezza della pena ( 1 ) ” e di averne ripreso alcuni spunti nell’editoriale di ” Fiamme d’Argento ” di prossima uscita.

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Siamo lieti di avere suscitato l’interesse del Presidente della Associazione Nazionale Carabinieri, pure Direttore di quel mensile, dopo avere suscitato anche l’interesse di un Funzionario di Polizia ( Iller Frasson ) il cui parere abbiamo riportato in ” La certezza della pena ( 2 )”.
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E’ naturale che il tema trattato oltre ad essere  di attualità per tutti noi susciti  particolare interesse in chi é preposto a perseguire i delinquenti e poi, in tempi brevissimi, una volta consegnati alla ” Giustizia “, se li ritrova nuovamente ad ingrossare le fila della malavita e del terrorismo.
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Con l’autorizzazione del Gen. Colavito riportiamo, in anteprima  per tutti i nostri lettori, l’editoriale.
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VOLANO GLI STRACCI…………..
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( di Michele Colavito )
               

Absit iniuria verbis, è ben lungi infatti dal nostro intento un’allu­sione alla vexata questio dei più che legittimi e giustifi­cati voli di stato di un vice pre­mier, delegato alla consegna della palma del vincitore al miglior pilo­ta del gran premio automobilistico d’Italia (illustri i precedenti se persino qualche imperatore roma­no non ricusava lo scendere nell’a­rena per cingere di lauro il gladia­tore sopravvissuto) ovvero di un ministro assillato di noti gravi peri­coli del traffico ferroviario e stra­dale (essendo, quello marittimo, nettamente più sicuro).
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In verità, quel che da taluno si in­tenderebbe far volare (e nel titolo esclusivamente a ciò si vuole allu­dere) sono i cosiddetti venditori da marciapiede, gli ambulanti, i la­vavetri ed affini, gabellati come una tra le cause non secondarie del degrado delle condizioni della sicurezza pubblica.

 

Orbene, se l’assillo, ad ogni possi­bile sito ed incrocio cittadino, del­le miserevoli su citate categorie di precari costituisce, indubbiamen­te, motivo di molestia e disturbo, che dire dei ben più gravi «disturbi e molestie» arrecati a tanti concit­tadini da parte di stranieri - comu­nitari e non, magari clandestini e magari già colpiti da provvedimen­to di espulsione - che ne violano la persona ed il tetto siccome respon­sabili di ogni genere di delitti?

Ma quando riusciremo ad espelle­re dall’Italia gli stranieri che delin­quono?

Ma quando riusciremo a mantene­re nei prescritti luoghi di deten­zione, per il tempo stabilito in giu­dizio, chiunque - italiano o stranie­ro che sia - venga colpito da prov­vedimento restrittivo?

E INVECE!

Si tirano fuori dalle patrie galere, con sovrano indulto, una massa di 26762 detenuti re­sponsabili di ogni tipo di delitto (senza contare le molte migliaia di beneficiari dell’indulto non dete­nuti).

Ora, a distanza di un solo anno, nelle carceri d’Italia sono già ristretti tremila detenuti in più rispetto ai limiti di ricettività (Cor­riere della Sera del 22-09-2007). Morale: abbiamo messo in circola­zione (6194 sono già tornati in cella) una gran potenzialità crimi­nale, come evidenziato dalle relati­ve statistiche 2006-2007, senza ri­solvere il problema del sovraffolla­mento (motivo addotto a sostegno della necessità dell’indulto). Com­plimenti! Bel successo!

E INVECE!

A Treviso due anziani coniugi vengono massacrati da due albanesi «pregiudicati», uno dei quali scarcerato per indulto.

E INVECE!

Un «EX» brigatista rosso (perché poi ex visto che non si è mai pentito né dissociato) re­sponsabile di 6 omicidi 6 e con­dannato a 3 ergastoli 3, è libero di andare a zonzo per il territorio dello Stato, armato fino ai denti, per rapinare banche ed attentare alla vita di appartenenti alle Forze dell’Ordine.

Un brigatista rosso, pluriomicida, cui erano state devolute evidente­mente non vincolanti mansioni di bidello presso un istituto scolasti­co; certo per porgere ai discenti di quella e di tutte le scuole d’Italia, un esemplare modello di vita.

E INVECE!

Un rom ubriaco, alla guida di autovettura, si rende re­sponsabile dell’uccisione di quat­tro giovani e del ferimento di altri quattro e viene inviato, in espia­zione di pena, in un grazioso resi­dence.

E INVECE!

«Bisogna dare certez­za a chi denuncia. Deve sapere (dichiarazioni del presidente del­la camera di commercio di Cata­nia - Corriere della Sera 10-10-2007) che chi commette il reato finirà in galera e ci rimarrà a lun­go. Decine di commercianti dico­no la stessa cosa: una settimana dopo che li ho fatti arrestare sono già fuori a chiedere ancora di più. In Italia i delinquenti non vanno in galera e, soprattutto, non vi ri­mangono; così l’estorsione diven­ta un reato conveniente ed a bas­so rischio».

E INVECE!

«In Italia c’è un serio problema di criminalità e purtrop­po (intervista all’ex consigliere del Consiglio Superiore della Magi­stratura Giovanni Salvi - Corriere della Sera 05-09-2007) manca un casellario giudiziario efficiente che sia in grado di mettere rapida­mente in esecuzione le sentenze.

Spesso vengono processate perso­ne che risultano ancora incensura­te perché sentenze di condanna precedenti non sono state registra­te. Infine bisognerebbe rendere effettiva la revoca della sospensio­ne condizionale della pena tutte le volte che vi è una nuova condan­na. È un serio problema organiz­zativo».

Inaudito!

Possibile che con tutti gli strumenti informatici ora di­sponibili non si riesca a risolvere un problema di tale rilievo?

E’ solo un problema organizzativo?

È proprio vero:  l’Italia è il paese della libertà… per i delinquenti.

In questa valle di lacrime, sia per richiamare gli «stracci» da cui sia­mo partiti sia nel tentativo, credo a questo punto vano, di strappare un sorriso, ancorché amaro e sconsolato, al mio unico lettore, un rovello di non poco rilievo: la ramazza o scopettone che l’extra­comunitario di turno brandisce a mo’ di lancia contro il nostro pa­rabrezza, siccome possibile corpo di reato, va o no sequestrato e tra­dotto in caserma per la custodia in apposito, sicuro locale?

MAH!

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A cura di Framer

per conto di Osservatorio del sito www.congedatifolgore.com