IL CANCRO DENTRO ( 2 )
Un conributo di pensiero sull’argomento
Non avremmo voluto ritornare ancora una volta sulla ” querelle “, relativa al ” pacifismo “,che ha coinvolto noi ed il Sindaco nei giorni scorsi a Tarquinia, nel Cimitero monumentale, al momento dell’accensione della ” fiaccola ” destinata a raggiungere Livorno.
Avevamo concluso il nostro intervento ” Il cancro dentro ( 1 )” porgendo la mano al Sindaco in termini esaustivi.
Pensavamo di avere detto e scritto tutto ciò che era necessario.
Abbiamo però ricevuto una bella lettera del nostro fedele e gradito lettore Iller Frasson. che ci conforta nelle nostre affermazioni adducendo in modo corretto e pertinente alcune altre riflessioni che riteniamo giusto sianno conosciute.
Eccole, allora, a seguire con i nostri ringraziamenti per l’estensore.
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Bravo Generale!
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Vedi che le persone come te possono ancora dare tanto anche se non più in servizio attivo?!
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Non ti devi stupire dell’insipienza del Sindaco di Tarquinia, mezzo secolo di italo-catto-anarco-bolscevismo ha puntato prima di tutto a distruggere la cultura e poi a valorizzare quella viltà nostrana che insidiosamente cerca di insinuarsi sempre nascondendosi talvolta anche all’ombra della croce, facendo orrore perfino a Nostro Signore.
Bisogna avere pazienza e mostrarsi tolleranti, in fin dei conti è proprio vero: ” Padre perdona loro perché non sanno quello che fanno! “.(e spesso neanche quello che dicono!).
Hai fatto bene a rappresentare le giuste ragioni porgendo idealmente la mano al Sindaco, chissà che non capisca che il vero amore per la pace, non implica il non prepararsi alla guerra per sapersi difendere all’occorrenza, MA SOPRATTUTTO CHE NOI MILITARI NON CI PONIAMO IN ALTERNATIVA ALLA SOCIETA’ CIVILE MA NE SIAMO PARTE.
Nel 2002, come rappresentante per la mia provincia dell’Associazione Nazionale Ragazzi del ’99 (mio nonno materno era uno di loro nel 2° Granatieri di Sardegna), dopo essere stato preso in giro per circa sei anni dalla Provincia a cui avevo proposto di dedicare un 4 Novembre ai Cavalieri di Vittorio Veneto del luogo e dopo che nel frattempo erano deceduti quasi tutti, grazie alla disponibilità di un piccolo Comune più sensibile, potei realizzare la mia proposta consegnando il diploma di cittadinanza onoraria di Paluzza (UD) all’ultimo di essi ancora in vita e, accettando di parlare per ultimo, dovetti affrontare l’ignoranza ed il paciafondismo di maniera del Vice Sindaco intervenuto, il quale, a sostegno della sua tesi, ricordò che i primi soldati italiani caduti dopo la fine del secondo conflitto mondiale erano in missione di pace e disarmati, dimenticando che gli Avieri di Kindu, trucidati nel 1960 non portavano al seguito armi leggere semplicemente perché avieri!
Alla fine capì e sorridendo mi strinse la mano…..
Io penso che veramente dopo tanti anni di distruzione della cultura, questa gente non abbia nemmeno la più pallida idea di cosa dice.
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Un salutone
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Iller FRASSON
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A cura di Framer
per conto di Osservatorio del sito www.congedatifolgore.com
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