LA MIRA

 

Divagazioni tra il faceto ed il  (  molto  ) serio 

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Qualche anno è passato da quando un nostro apprezzato Comandante ci disse : si,  hai ragione,  ma attento a non cadere in presunzione……….

E’ vero, ogni tanto ci lasciamo andare ad atteggiamenti di presunzione come ci è capitato oggi prendendo visione dai media della situazione “ espulsi dall’Italia ” dopo due settimane dall’entrata in vigore del Decreto relativo appunto a questo provvedimento.

Vuoi vedere, ci siamo lasciati andare a pensare, che la puntualizzazione del Viminale è in risposta al nostro intervento in data 14 novembre dal titolo “ Espulsioni forzate dall’Italia “?

Povero illuso, ma chi ti si fila……

Sicuramente infatti  non sarà cosi, ma comunque la puntualizzazione, ci dà spunto per una nuova riflessione apprendendo contestualmente da parte del Viminale:

(i dati aggiornati al 15 novembre 2007 ) sono 177 i destinatari dei provvedimenti. Alcuni hanno già lasciato l’Italia, imbarcati sui voli che quasi ogni giorno collegano le grandi città a Bucarest. Altri sono nei Cpt, i Centri di permanenza temporanea, in attesa del trasferimento nell’aeroporto più vicino. Altri ancora hanno ricevuto l’intimazione a uscire «dal territorio nazionale entro trenta giorni». È quest’ultima la procedura seguita a Bologna, in testa alla classifica con 41 decreti già convalidati e notificati.  

E quasi a prevenire giustificate critiche per il  numero esiguo di espulsioni effettuate il Viminale aggiunge che si intende procedere “ non ad espulsioni di massa ma ad espulsioni mirate “.

Interessante l’ affermazione e pure curiosa.

Interessante perchè facendo due rapidi calcoli si arriva a comprendere come ancora una volta all’ordine “ facite a faccia feroce “ purtroppo da noi si riesce solo e soltanto a “ fare ammoina “.

Meno male che gli italiani si sono subito resi conto che di ” ammoina ” si tratta se é vero, come é vero, che 3 su 4 di essi hanno dichiarato di sentirsi ” presi in giro ” da questi comportamenti del Governo e delle sue Istituzioni.

Speriamo che il buon Dio ci riservi ancora qualche lustro di buona e lucida ( altrimenti se la prenda pure! ) vita in modo da consentirci di constatare gli effetti finali di questa azione di espulsione così convinta e determinata la cui efficacia è, tra l’altro, minata dal fatto che ………con la paura che gli abbiamo messo addosso!!!!!!!!!……abbiamo aperto all’immigrazione clandestina autostrade verso l’Italia.

Curiosa perché ci pare che non dovrebbe essere proprio il Viminale ad evocare “ la mira “ in particolare in questi giorni in cui si sta cercando di ricostruire l’andamento dei fatti di “ Badia al Pino “, suscitando tra l’altro in noi  il desiderio di qualche riflessione anche su questo grave accadimento.

Da quanto abbiamo appreso, riteniamo :

- con buona pace ed assoluto rispetto per la vittima, che  si possa pensare che gli occupanti della vettura colpita  fossero proprio preparati ed organizzati per cercare la rissa;

- nulla autorizzava l’agente di polizia all’uso dell’arma, in particolare in una situazione di fuga, ed anche per colpire alle ruote la vettura, come noi ragionevolmente riteniamo volesse fare, nella percezione dimostratasi poi errata che si trattasse di malviventi in fuga a seguito di una rapina;

- nella nostra convinzione che di questo si sia trattato ( tentativo di bloccare la vettura sparando alle ruote ) sia pertanto intervenuto un  maledetto errore di mira ( uno scostamento in altezza di circa 50 cm. assolutamente possibile con quel tipo di arma, con un bersaglio in movimento a distanza superiore a 50 metri e nella concitazione della situazione ).

Ecco, secondo noi, e ripetiamo assolutamente secondo la nostra convinzione, un maledetto errore di mira logicamente conseguente ai parametri di cui sopra.

Fermo restando che per primi vorremmo che fosse dimostrata in tempi brevi l’assoluta certezza dello sparo involontario ed accidentale.

E questo lo vorremmo davvero per la solidarietà che deve essere data ad un agente di polizia, servitore di quello Stato delle cui regole non tutti gli aventi causa nella circostanza forse possono attribuirsi parimenti il rispetto.

Ma un’ ultima riflessione ci viene da fare.

Chissà se il perito balistico che certamente sarà chiamato a contribuire a chiarire l’accaduto si interrogherà ( o meglio interrogherà ) su alcuni elementi non trascurabili, secondo noi :

-  quanti colpi ha sparato in poligono nell’ultimo anno questo agente di polizia stradale?

-  quando si è esercitato in poligono l’ultima volta con la stessa arma questo agente di polizia stradale?

Vorremmo davvero essere confortati su questo per non essere costretti a pensare che le sue gravi responsabilità possano essere attribuite anche in parte alla sua scala gerarchica qualora ci fossero carenze siffatte, quella stessa scala gerarchica che certamente ben sa come sia importante la funzione addestrativa che deve portare al buono e corretto uso delle armi in ogni situazione anche fortemente concitata e quindi emotivamente limitante.

Ai posteri l’ardua sentenza di manzoniana memoria.

 

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Framer
per conto di osservatorio del sito www.congedatifolgore.com