COMMENTI, VALUTAZIONI E RIFLESSIONI CHE CI GRATIFICANO

 

Grazie ai nostri lettori

 

Accingendosi a lanciare questa rubrica non pensavamo che i nostri interventi potessero incontrare adesione e considerazione come di fatto é poi avvenuto.

Nel contempo temevamo di essere poi sommersi numericamente da interventi di critica magari dura alla quale avremmo poi dovuto adeguarci ed accettarla.

Di fatto avviene invece che molti di coloro che ci scrivono lo fanno brevemente per esprimerci semplicemente la loro condivisione sui nostri punti di vista.

Li ringraziamo tutti sinceramente.

Capita poi che, intervento dopo intervento, scattano stimoli di amicizia basata su sentimenti di condivisione e talora anche di dissenso espresso con cortese sincerità e convinzione.

E’ così che pensiamo di avere instaurato un produttivo rapporto con il nostro lettore Iller Frasson( ricordiamo Ispettore delle Forze di Polizia ma già Ufficiale di complemento del 105° Corso, abilitato A.N.P.d’I nel 1984, ha conseguito diversi brevetti militari esteri)  i cui commenti, valutazioni e considerazioni attendiamo sempre di ricevere, quasi con l’ansia di sapere come lui la pensa.

Di seguito pubblichiamo allora il ” pensiero ” di Frasson in merito ai nostri tre ultimi inertventi anticipando che, come auspicavamo, pubblicheremo nei prossimi giorni altri significativi interventi, taluni già pervenuti e taluni annunciati, in merito a ” Impegno militare italiano all’estero ” che evidentemente per la sua importanza ha sollecitato l’interesse di molti nostri lettori.

Naturalmente siamo sempre disponibili a ricevere altri pareri all’indirizzo ossconfolgore@alice.it

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Caro Merlino,
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                                                              le tue osservazioni mi stimolano sempre e perciò, approfittando della tua ospitalità, ti rispondo con la franchezza di sempre che, anche quando è rude, è nel perfetto stile paracadutista.
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I tre ultimi argomenti sono collegati tra di loro e consentono un’unica risposta.

Come disse una volta il grande Niki Lauda a proposito di un gran premio che si era risolto con un fallimento per la Ferrari :” Krande kasino, niente funzionare! “.
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La crassa ignoranza della storia patria e mondiale fa sì che nessuno ricordi che siamo nazione da appena 146 anni: niente di fronte agli altri! 146 anni poi di storia convulsa costellata di guerre ed in cui le tre grandi “questioni” meridionale, sociale e morale subito evidenziatesi all’indomani di Porta Pia, sono ancora drammaticamente sul terreno, più o meno sopite e mai risolte.
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Consentimi un garbato dissenso sul primo tema ( ndr : procedimento giudiziario avverso i Comandanti a Nassiriya da noi presentato sotto il titolo ” Giusto così “) : ci sono voluti quattro anni.

Può darsi che a rigor di diritto internazionale il Procuratore  Militare di Roma abbia ragione, ma a rigor di logica non ci si può stare proprio.

Ma come?

Proprio perché il potere politico manda i propri cittadini-soldati in missione di pace in zona di guerra, con la solita ambiguità, un Comandante competente e responsabile dovrebbe fare il buono ma prepararsi al peggio.

Noi siamo inseriti in una coalizione (per vincoli di alleanza, ma nostro malgrado) la quale ha fatto una guerra preventiva e che sta lamentando più morti dopo il termine ufficiale che durante le ostilità e noi che facciamo?

Andiamo là a costruire ospedali ed a distribuire cioccolatini, convinti che questo basti?

Ma sappiamo guardarci con gli occhi degli altri o no?

Quando si va in un altro Paese in uniforme e con le armi, ospedali e cioccolatini o no, si è sempre visti come intrusi sgraditi, soprattutto se si è al fianco degli U.S.A.!

Ed a detta di tutti, gli approntamenti difensivi erano palesemente insufficienti.

Lo si vada a raccontare ai parenti delle vittime che gli altri sono stati dei cattivoni e che non dovevano farci la bua.

La realtà è che le missioni fanno gola a tutti perché con quattro missioni all’estero, oltre ai titoli per la carriera, ci si compra in Italia quella casa che lo Stato dovrebbe già garantire se fosse uno Stato serio, convinti di rischiare poco perché è evidente il compromesso politico dell’accettare l’impegno imposto dall’alleanza a patto però di non essere coinvolti in combattimenti.

A casa mia, militare significa cultura profonda e senso di responsabilità verso tutti, superiori, ma soprattutto subalterni, non solo indossare le stellette al bavero della giubba.
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Per quanto riguarda i secondo tema  ( ndr :  Espulsioni forzate dall’Italia  ) anche qui è evidente il compromesso alle spalle delle persone perbene.

L’Italia è l’unico Paese al mondo dove il comunismo è strumentale al capitalismo. 

Mi spiego meglio. 

Grazie alle scelleratezze del ’68 la famiglia e la scuola (tra le altre Istituzioni) sono state distrutte.

Le conseguenze sono state il decremento pauroso della natalità e il regalo a tutti del diploma di scuola media superiore e spesso della laurea, con il risultato che i nostri pochi rampolli nostrani che spesso famiglie più scellerate di loro mantengono in casa fino ad età stratosferiche garantendo loro tenori di vita inconcepibili, si ritengono esentati per cultura e diritto divino dai lavori manuali.

Ovvio che con questo stato di cose dovevamo consentire alla svelta grandi flussi migratori da parte di tutti i Paesi poveri ai quali non è sembrato vero di risolvere i loro problemi economici scaricandoci tutta la loro disperazione e la loro delinquenza, aprendo le carceri, come avevamo fatto anche noi nei confronti degli U.S.A. agli inizi del ‘900, regalando loro i vari Genovese, Capone, Gambino, ecc. ecc.

Risultato: nessun governo di destra o di sinistra potrà mai prendere provvedimenti rigorosi di espulsione, sennò chi farà l’operaio, l’idraulico, il manovale, il carpentiere, l’infermiere ecc.? 

Si tenga conto poi che anche la criminalità organizzata ha un problema di ricambio generazionale.

E così contenti tutti, o quasi.

I grandi e medi imprenditori perché hanno quella manovalanza che i nostri rampolli nostrani non accetterebbero mai, e spesso possono avere mano d’opera a basso costo anche in barba alla normativa sul lavoro (sicurezza, contratti ecc.).

La media e piccola borghesia che può vantare rampolli diplomati o laureati ed una mobilità sociale verticale che prima del ’68 si sarebbe sognata.

La delinquenza organizzata perché così anche da loro gli italiani dirigeranno e gli stranieri faranno i lavori sporchi rischiando di più.

Ma chi piangerà l’extracomunitario di turno se muore sotto un’impalcatura perché non capisce nemmeno bene l’italiano o quello che viene ucciso in un conflitto a fuoco?
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Per quanto riguarda il terzo tema ( ndr : Impegno militare italiano all’estero ) rimando tutti a quanto ebbi occasione di scrivere nell’articolo “E se domani?” pubblicato su “Folgore” dell’Ottobre 2005.

E’ perfettamente logico che paesi ricchi e potenti aspirino ad una statura internazionale di primaria grandezza, svolgendo il ruolo di poliziotto internazionale, ma trovo assurdo e perdente che il nostro paese, lo ricordo, quasi totalmente privo di materie prime, con tutti i problemi che ha, investa cospicue risorse per risolvere le problematiche di genti lontanissime da noi per cultura, mentalità, tradizioni, tanto da far dubitare che veramente vogliano ricevere la nostra democrazia o essere difesi.

Gli interessi nazionali sono molto più vicini di quanto non si immagini e trovo assurdo perpetuare velleità di grande paese in politica estera mediante lo strumento militare, con la convinzione mai chiaramente espressa, ma evidente, di trasformare un nostro impiego (e le inevitabili perdite) in un credito da esigere successivamente, sul modello dei Bersaglieri in Crimea nel 1855.

Di Cavour ce n’è stato uno solo e quella situazione è irripetibile.

Essere soldati, tecnicamente significa prepararsi ad uccidere o ad essere uccisi.

Tutto ciò richiede una forte motivazione che ritengo noi non abbiamo sia in relazione al nostro attuale livello di benessere, che al nostro ruolo internazionale, perciò sarebbe molto più saggio, uscire immediatamente dalla N.A.T.O., dichiararsi internazionalmente neutrali, adottare il modello svizzero di servizio militare obbligatorio e cercare di risolvere definitivamente le tre grandi questioni post-risorgimentali sopra citate.

Per chi non se ne fosse accorto ricordo che la guerra ce l’abbiamo in casa con quattro bellissime regioni militarmente occupate dalla delinquenza organizzata che strangola l’economia nazionale e che ha dimostrato estrema efficienza a livello mondiale.

La ‘ndrangheta è presente con nuclei “dormienti” in ventun paesi del mondo, in grado di eliminare chiunque e dovunque, di acquistare qualsiasi tipo di bene mobile od immobile, senza tanti acronimi anglosassoni, senza MIG, F104, Tornado od altro.

Certo loro hanno mantenuto il senso della famiglia, l’onore, la lealtà nei rapporti interpersonali, la meritocrazia, il rigore, la serietà nel giudizio, la certezza della pena, tutte cose che noi abbiamo ampiamente giudicato obsolete e superate da tempo.

Meditate gente, meditate….
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Cordiali saluti
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FRASSON Iller

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A cura di Framer

per conto di OSSERVATORIO del sito wwwcongedati.folgore.com