I PARERI SU ” IMPEGNO MILITARE ITALIANO ALL’ESTERO ” ( 1 )

 

Forte interesse dei nostri lettori : dibattito aperto 

 

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Siamo molto lieti per l’interesse che ha suscitato il nostro  intervento in data 18 nov. 2007 dal titolo “ l’impegno militare italiano all’estero “ .

 

Avevamo sollecitato i parere dei nostri lettori e l’evidente importanza dell’argomento ci ha consentito di ricevere molte osservazioni che i nostri lettori hanno voluto riversare nel FORUM di questo stesso sito nell’argomento “ commenti ad osservatorio “ riteniamo perché quella formula  viene considerata più diretta ed immediata., ma che tuttavia richiede che chi volesse leggere integralmente i testi completi dovrà entrare nel FORUM stesso

 

Nulla cambia per noi,  grati comunque per l’attenzione.

 

Tuttavia,  prima di riportare gli interventi , riteniamo opportuno richiamare in stretta sintesi quanto  da noi scritto, perché abbiamo la sensazione che, come altre volte ci è capitato, non siamo riusciti ad essere completamente chiari.

 

Dunque il nostro intervento richiamando la successione logica del ragionamento :

 

- il concetto di sicurezza  si è allargato negli ultimi anni da una configurazione nazionale ad una globale;

 

-  infatti il terrorismo che viene da lontano deve essere combattuto lì ove nasce e viene alimentato;

 

-  noi ( Italia ) abbiamo assecondato per molti anni questo modello comportamentale ( voluto in primis dagli USA );

 

-  i risultati non sono stati pari alle attese e nello stesso tempo è aumentata a dismisura l’esigenza di “ sicurezza interna “;

 

-  il nostro Esercito è fortemente penalizzato dalle spese necessarie per sostenere questa azione;

 

-  é il caso, allora, di rientrare o almeno di ridurre l’impegno all’estero?

 

-  noi pensiamo che vadano almeno ritirate le Forze destinate normalmente alla sicurezza per essere impiegate sul territorio nazionale fortemente bisognoso appunto di sicurezza;

 

-  noi pensiamo anche che vada almeno rivisto l’impegno di molte delle oltre 30 missioni militari all’estero operative da molti anni che probabilmente hanno assolto il compito.

 

Questo dunque il nostro pensiero sul quale abbiamo chiesto opinioni e commenti.

 

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In FORUM,   Nicola  scrive che, pur condividendo le conclusioni , non giudica valido il ragionamento di partenza basato su un aprioristico postulato di difesa sovranazionale e comunque preannuncia l’invio di un parere più articolato.

 

Prussiano contrasta decisamente le ragioni dell’insorto concetto di difesa globale ed afferma con determinazione che tutti gli attentati negli ultimi anni sono avvenuti in conseguenza di una politica imperialistica americana e che quindi non ha senso dire che è giusto esercitare questa sicurezza globale per diminuirli.

 

Bisogna evitare che le persone decidano di farsi saltare……e non cambiando la loro cultura come si cerca di fare da anni.

 

Purtroppo è l’economia a muovere gli eserciti oggi e non la sicurezza globale.

 

Comincia, allora, ad essere d’accordo invece su………..situazione fuori controllo all’interno……..nessun risultato all’esterno…………e  dichiara  che non è difficile scegliere se  sia il caso di far rientrare i nostri militari per far loro fare quello per cui sono stati creati : difendere gli Italiani.

 

Dichiara infine di avere una precisa opinione ( cause, effetti, scopi, mandanti ) sull’attuale invasione di stranieri in Italia.

 

Abbiamo comunque, conclude Prussiano,  troppi problemi all’interno per interessarci dei problemi esterni.

 

Nicola dichiara il suo accordo con l’analisi di Prussiano per quanto attiene le motivazioni della politica estera americana errata perché riconducibile ad una questione di politica economica e di lobby.

Rifacendosi poi all’interno, ritenendosi non rappresentato dal Presidente Napolitano, afferma di non considerare tutto oro colato ciò che egli dice in merito al problema immigrazione  anche perché non è suo compito disegnare le linee politiche che debbono essere seguite.

 

Seagul riprende con durezza il rimprovero a Napolitano : ma i politici sanno come noi viviamo ? Perché non hanno mai chiesto a noi cosa vogliamo?.

 

Supremo postula con un esempio personale di esperienza vissuta l’esigenza che  l’ingresso in Italia sia subordinato all’accertamento della possibilità di sostentamento.

 

 

Su questo stesso tema ci ha inviato direttamente su ossconfolgore@alice.it il proprio parere che riportiamo integralmente ( perché facile da riprendere dalla mail, pure per noi “ dilettanti “ in materia ) anche il nostro assiduo lettore Iller Frasson :

é’ perfettamente logico – ci scrive - che paesi ricchi e potenti aspirino ad una statura internazionale di primaria grandezza, svolgendo il ruolo di poliziotto internazionale, ma trovo assurdo e perdente che il nostro paese, lo ricordo, quasi totalmente privo di materie prime, con tutti i problemi che ha, investa cospicue risorse per risolvere le problematiche di genti lontanissime da noi per cultura, mentalità, tradizioni, tanto da far dubitare che veramente vogliano ricevere la nostra democrazia o essere difesi.

 

Gli interessi nazionali sono molto più vicini di quanto non si immagini e trovo assurdo perpetuare velleità di grande paese in politica estera mediante lo strumento militare, con la convinzione mai chiaramente espressa, ma evidente, di trasformare un nostro impiego (e le inevitabili perdite) in un credito da esigere successivamente, sul modello dei Bersaglieri in Crimea nel 1855.

 

Di Cavour ce n’è stato uno solo e quella situazione è irripetibile.

 

Essere soldati, tecnicamente significa prepararsi ad uccidere o ad essere uccisi.

Tutto ciò richiede una forte motivazione che ritengo noi non abbiamo sia in relazione al nostro attuale livello di benessere, che al nostro ruolo internazionale, perciò sarebbe molto più saggio, uscire immediatamente dalla N.A.T.O., dichiararsi internazionalmente neutrali, adottare il modello svizzero di servizio militare obbligatorio e cercare di risolvere definitivamente le tre grandi questioni post-risorgimentali -  meridionale, sociale e morale - subito evidenziatesi all’indomani di Porta Pia, che sono ancora drammaticamente sul terreno, più o meno sopite e mai risolte.
 

Per chi non se ne fosse accorto ricordo che la guerra ce l’abbiamo in casa con quattro bellissime regioni militarmente occupate dalla delinquenza organizzata che strangola l’economia nazionale e che ha dimostrato estrema efficienza a livello mondiale.

 

La ‘ndrangheta è presente con nuclei “dormienti” in ventuno paesi del mondo, in grado di eliminare chiunque e dovunque, di acquistare qualsiasi tipo di bene mobile od immobile, senza tanti acronimi anglosassoni, senza MIG, F104, TORNADO od altro.

 

Certo loro hanno mantenuto il senso della famiglia, l’onore, la lealtà nei rapporti interpersonali, la meritocrazia, il rigore, la serietà nel giudizio, la certezza della pena, tutte cose che noi abbiamo ampiamente giudicato obsolete e superate da tempo.

Meditate gente, meditate….

 

 

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Non vogliamo trarre conclusioni affrettate ma mentre aspettiamo altri graditi interventi ci sembra di potere affermare che esiste già una pronunciata prevalenza a considerare assolutamente prioritario il problema “ sicurezza interna.” che postula un impiego delle nostre forze e delle nostre risorse all’interno del territorio nazionale, per la sicurezza di noi Italiani

 

A presto.

 

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Framer
per conto di OSSERVATORIO del sito www.congedatifolgore.com