ORGANI ED ISTITUZIONI TRABALLANTI : PREMESSA PER L’ANARCHIA ? ( 1 )
A malincuore alcune riflessioni politiche
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Nell’avvio programmatico del nostro Osservatorio avevamo annunciato una osservazione a 360 ° ripromettendoci di essere fedeli a questo impegno ma annunciando anche che raramente, o meglio solo in casi particolari, avremmo affrontato temi prettamente politici.
Ora ci pare proprio di essere in uno di quei momenti.
Un susseguirsi di avvenimenti, a nostro parere tutti fortemente negativi , che ha connotato di recente il clima politico nelle nostre Istituzioni governative, parlamentari, regionali, comunali, giuridiche e del mondo della istruzione universitaria e addirittura dell’incapacità di assolvere a compiti primari per la popolazione, ha avvelenato l’ambiente, gia fortemente sottoposto a violenti dosi di diossina, della dialettica democratica.
Una situazione grave che è affacciata sull’orlo di un precipizio in fondo al quale possono rotolare tutte le nostre Istituzioni anche ed in conseguenza del fatto che nessuno ritiene di avere colpe rifiutando conseguentemente le responsabilità.
Siamo in presenza di una serie di drammi all’italiana che sono forti indizi di terremoti ovviamente non scontati ma fortemente probabili
Gli indizi.
Il primo, in ordine di tempo, quello della monnezza in Campania ( quanto appare assurda ed irridente l’antica aggettivazione latina di felix! ).
In merito ci siamo già in parte pronunciati quando abbiamo violentemente stigmatizzato la decisione di fare intervenire l’Esercito per dimostrare che si è fatto tutto il possibile senza pensare che si stava coinvolgendo una Istituzione in una avvilente attività non di sua competenza e che, tra l’altro, non può risolvere neanch’essa se non vengono reperite zone idonee alla discarica.
Ci siamo anche lasciati andare ad indicare una soluzione del problema nettezza urbana in Campania ed altrove in Italia che é molto semplice, ma richiede che le Istituzioni, come si dice, tirino fuori…..le palline! : facciamo lavorare i molti regolari e straordinari operatori ecologici assunti ad hoc ( quelli sì un vero esercito e pure specializzato ), cacciamo di forza, visto che non hanno la dignità di farlo di propria iniziativa, gli amministratori locali incapaci …..vadano loro a …..spalare ……la monnezza che hanno lasciato accumulare senza intervenire tempestivamente e mandiamo in galera, per poi tenerceli a lungo e senza diritto ad indulti vari, quelli tra gli amministratori che si sono arricchiti ed hanno fatto arricchire gli amici e gli amici degli amici con la stessa ……….. monnezza .
Rimane comunque il fatto che ci si trova davanti ad una situazione assurda ove l’Istituzione governativa, regionale, comunale ha dato il peggio di sé accreditando nel mondo intero una immagine dell’Italia fortemente negativa che avrà per anni ripercussioni gravissime.
Il secondo indizio riconducibile alla rinuncia del Sommo Pontefice, in presenza di contestazioni annunciate, a tenere la lectio magistralis in occasione dell’apertura dell’anno accademico della Università de La Sapienza di Roma.
La rinuncia per non creare disagi e difficoltà ad un ambito scolastico ed istituzionale che ( si dice e si spera ! ) solo in parte contrario per motivi assolutamente ideologici all’intervento del Papa ma che di fatto ha negato la libertà di parola in un Istituto che vuole e deve essere il santuario della libertà stessa.
E’ proprio perché di questo siamo convinti che ci permettiamo di scrivere che avremmo preferito che il Papa non rinunciasse : in nome della libertà, infatti, la chiesa cattolica ha affrontato e superato ben altre situazioni, sicuramente più difficili.
Lasciare che un centinaio di dissidenti abbia potuto gridare al trionfo, ebbene, ci é parso veramente troppo.
Anche perché - siamo convinti e temiamo - il comportamento in tale circostanza costituirà in futuro un precedente per altre situazioni analoghe.
Comunque con tale comportamento, si voglia o non si voglia, il Papa ha assestato anch’egli un violento schiaffone alle nostre Istituzioni che ora piangono sul latte versato, e cercano di correre ai ripari.
E tutto il modo, mentre sbalordisce e ci irride stupefatto per la monnezza in Campania, si interroga ora sulla libertà di pensiero e parola in Italia
Il terzo indizio. riguarda l’inchiesta della procura di Santa Maria Capua Vetere ancora in pieno corso, le cui carte sono ancora da leggere ( chissà quando ) ma che ha avuto già ripercussioni gravi in almeno due direzioni.
La prima, quella delle dimissioni del Guardasigilli che avrà sicuramente molte difficoltà nel cercare di scaricare dalle spalle sue, della sua famiglia e del suo entourage politico accuse che comunque vada lasciano trasparire comportamenti non sempre e sicuramente cristallini come si richiede a personaggi istituzionali, in particolare se preposti agli affari della giustizia.
Finalmente comunque il Ministro ha fatto un gesto, desueto in Italia, di grande responsabilità istituzionale a rassegnare subito le dimissioni e noi siamo del parere che il Presidente del Consiglio avrebbe fatto bene ad accettarle subito.
E lo avrebbe fatto sicuramente se non avesse la certezza che i pochi senatori del partito del Ministro sono fondamentali per la stessa sopravvivenza del Governo.
La seconda, quella ancora di avere posto in essere uno scontro violentissimo tra politica e magistratura in conseguenza delle affermazioni ( in Parlamento ) del Ministro della Giustizia che si sente tradito dai suoi uomini e li accusa di azioni ad orologeria , dimenticando che le stesse accuse erano state da lui più volte respinte quando nel mirino dei giudici erano personaggi di altra parte politica.
Per i giudici non è certo un periodo facile e felice
E questo è, a nostro parere, il quarto grave indizio.
Le vicende di alcuni magistrati recentemente saliti alla ribalta dei media se da un lato hanno ridato fuoco alle polveri del conflitto con i politici, dall’altro lato hanno suscitato più di una perplessità, sulle modalità di gestione dell’azione penale : e questo già di per sé non depone bene per le Istituzioni.
Questi nuovi avvenimenti confermano comunque la violenza del contrasto tra caste che rivendicano autonomia e primazia di comportamenti e nel fare questo danneggiano la loro stessa immagine e fortemente anche quella del Paese.
Politica e magistratura, si evince da questi comportamenti, avranno grossa difficoltà ad uscire da questa guerra fratricida tra Istituzioni.
Inoltre questo spirito autoconservazionista corporativo finirà col fare perdere di vista, per sempre, il bene comune dei cittadini portando quest’ultimi a sempre più passive apoliticità e antipolitica che pure hanno già raggiunto il livello del disgusto nei confronti di quella che è poi la cosa pubblica nostra, di noi tutti.
Dicendoci la verità non possiamo fare altro che affermare che siamo davvero in una forte emergenza democratica, che poi tanto non è emergenza se consideriamo che è una situazione cronica che da troppo tempo constatiamo essere presente nel nostro Paese.
Noi siamo fortemente timorosi : l’emergenza riguarda l’affidabilità delle Istituzioni, di quasi tutte le Istituzioni, perché è difficile dire quale sia meglio dell’altra.
Di certo nessuna sembra essere in grado di assumersi le sue responsabilità.
Ecco questo ci preoccupa fortemente : la mancanza di assunzione di responsabilità che porta con sé, come immediata conseguenza, l’anarchia.
Infatti l’anarchia - di catiliniana latina memoria - travolge, insieme agli uomini, anche gli Organi e le Istituzioni che li rappresentano.
Vorremmo tanto essere pessimisti in questa nostra visione negativa delle cose italiane e vorremmo davvero che qualcuno ci tranquillizzasse con validi argomenti sulla tenuta delle Istituzioni che noi vediamo traballanti : ecco perchè, come sempre, sollecitiamo all’indirizzo ossconfolgore@alice.it il parere di chi avrà avuto la cortesia e la pazienza di leggerci.
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Framer
per conto di OSSERVATORIO del sito www.congedatifolgore.com....
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