ORGANI ED ISTITUZIONI TRABALLANTI ( 2 )
Una richiesta di chiarimenti
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Riceviamo normalmente poche osservazioni e commenti ai nostri scritti in questo OSSERVATORIO e, con la presunzione che a volte ci prende, pensiamo che ciò sia dovuto al fatto che i nostri lettori apprezzano e condividono ciò di cui noi andiamo scrivendo.
Ci capita poi che un lettore ( Pave……da noi conosciuto ) ci invii due quesiti in merito al nostro ultimo intervento ( Organi ed Istituzioni traballanti ) presentati in modo tale da evidenziare un palese dissenso verso il pensiero da noi espresso.
Ci scrive Pave :
- perché scrive di “ avvilente attività non di sua competenza “ nel caso di intervento dell’Esercito in Campania ? Quali sono i lavori avvilenti ? Per me l’Esercito DEVE intervenire in casi di pericolo;
- non Le sembra che il Pontefice stia entrando troppo in politica e , soprattutto, lo stia facendo cercando di dividere ( a gamba tesa ) e non porgendo la mano ( terzo tempo ) ?
Rispondiamo volentieri sperando di riuscire, in questo caso, a chiarire meglio ciò che abbiamo gia scritto.
Il primo chiarimento riguarda ovviamente l’impiego dell’Esercito in Campania in merito al quale noi ci siamo espressi in modo decisamente negativo.
E, lo ribadiamo, perché non di sua competenza ed in più in una attività avvilente e nella quale non è chiamato ad operare dai suoi compiti istituzionali ( non DEVE come è nella convinzione di Pave ).
Qui non è questione di lavori avvilenti : si tratta di sentirsi avviliti perché si è chiamati a svolgere lavori impropri, in questo caso di spalare monnezza, che altri, che sono pagati e tenuti a fare per contratto, per debolezza ed incapacità delle Istituzioni non fanno e non ritengono di dovere fare.
Nessun lavoro è avvilente quando rientra in un regime contrattuale liberamente sottoscritto.
Nessuno dei militari sa o sapeva di poter essere chiamato a svolgere lavori a favore della comunità ed in sostituzione di chi ( ora ci sta bene ) DEVE farlo.
Sicuramente è nei militari la consapevolezza di operare perché c’è pericolo per la popolazione ( che tuttavia ha anch’essa le sue grosse colpe ), ma c’è anche la certezza che prima degli interventi straordinari ci dovrebbero essere quelli ordinari che non sono stai messi in opera nemmeno davanti al rischio cui viene sottoposta la popolazione.
Perché oggi vediamo all’opera nelle strade della Campania solo e soltanto i militari del Genio “ usi ad ubbidire tacendo “ ma sicuramente contro voglia ?
Il secondo chiarimento riguarda il mancato intervento del Sommo Pontefice all’Università La Sapienza di Roma.
Che la Chiesa Cattolica talvolta entri nelle cose politiche è innegabile.
Che ciò avvenga “ troppo “ come scrive Pave, non ci pare proprio.
Che il Sommo Pontefice stia cercando di entrare in politica cercando di dividere ( chi ? ) ci pare assolutamente troppo.
Che il Sommo Pontefice stia cercando di entrare in politica non porgendo la mano ci pare ampiamente non condivisibile anche solo pensando che è stato proprio Lui a porgere la mano ritirandosi in buon ordine per non creare problemi alle Istituzioni italiane in forte imbarazzo.
Dopo alcuni giorni di decantazione di questo spiacevole accadimento è rimasta in noi questa sintesi:
- il Papa è stato invitato ( dal Rettore e quindi a nome della collettività ) a parlare;
- il Papa ha accettato con grande rispetto per l’Università:
- alcune decine di docenti hanno ritenuto improprio il suo intervento ed hanno espresso il proprio dissenso;
- il Papa ha rinunciato ( terzo tempo , porgendo la mano ) ritenendo che altrimenti si sarebbe potuta creare una situazione di dissenso anche fisico difficilmente controllabile.
Ecco, caro Pave, abbiamo così ripreso e speriamo in modo più chiaro il nostro pensiero.
La forza della dialettica è proprio questa : davanti agli stessi fatti le nostre argomentazioni ci portano a conclusioni ed opinioni diverse e contrastanti ma , dopo esserci scritti ciò che ognuno pensa, ci possiamo lasciare stringendoci la mano.
E questo mi porta però a rivolgerle un quesito polemico : se Lei è d’accordo su questa conclusione perché non vogliamo trovare giusto che anche il Sommo Pontefice possa liberamente esprimere il proprio pensiero, soprattutto quando invitato a farlo, senza tacciarlo di volere entrare nelle cose della politica italiana?
Grato comunque a Pave per l’attenzione ai nostri scritti
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Framer
per conto di OSSERVATORIO del sito www.congedatifolgore.com
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