I SIMBOLI ( LOGHI ) ED I POSSIBILI PLAGI

 

 Divagazioni per non restare in ozio 

 

 

 

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Sappiamo di una recente polemica nata sulle pagine di ” Panorama ” subito dopo la presentazione del logo del neonato Partito Democratico.

Qualche attento ( neanche troppo poi! ) osservatore ha evidenziato la somiglianza di quel logo con quello dell’ Esercito Italiano ( inteso come Forza Armata terrestre ) già preesistente, affermato ed utilizzato con successo da ben 25 anni tanto da non richiedere più, perchè acquisito, di essere accompagnato dalla parola Esercito.

L’impatto visivo richiama assolutamente la somiglianza ( qualcuno, e noi siamo tra questi,  ha detto e scritto anche il plagio ).

Cerchiamo di capirci di più rileggendoci le descrizioni ufficiali di due simboli.

 

Il logo dell’Esercito italiano nasce nel 1983 da uno studio intitolato ” Cinque segni per l’Esercito italiano “, a cura della Marshall WPT di Roma.

Il logo é la sintesi della sigla dell’Esercito Italiano ottenuta con un sapiente assemblaggio di cinque elementi grafici semplicissimi, inscritti in una forma quadrangolare inclinata verso destra che dà un notevole effetto dinamico. ( ndr : ne è sortito un effetto  di assoluta comunicazione immediata in seguito citato come esempio nei testi e studi universitari di comunicazione insieme a pochi altri, in particolare il famoso logo del vermout Punt e Mes, in assoluto considerato il migliore esempio di sintesi comunicativa : una semplice pallina affiancata da una ulteriore mezza pallina ).

L’inserimento del tricolore aggiunge l’elemento tradizione, tanto indispensabile a questa importante istituzione dello Stato.

Lo Stato Maggiore dell’Esercito, e per esso il relativo Ufficio Documentazione ed Attività Promozionali ( Col. Altina, Ten.Col. Merlino, Cap. Molini ),  ha adottato un marchio che da ora in poi, utilizzato in tutte le comunicazioni, le manifestazioni e le attività divulgative dell ‘Istituzione, ne identificherà l’immagine.

Il marchio é quindi il comune denominatore che tende a riunire sotto un’unica insegna la molteplicità delle operazioni e degli interventi che via via si porranno in essere con particolare cura nel settore promozionale.

Il logo é stato registrato ( 31 ottobre 1983 ) all’Ufficio Italiano Brevetti.

Il logo del Partito Democratico, é stato detto nella presentazione, evidenzia una grande ” P ” verde, una ” D ” bianca su sfondo rosso e sotto la scritta Partito Democratico, con un piccolo ulivo.

E’ un simbolo che raccoglie l’identità di un partito e la sua chiave di lettura é quella di una sigla che  racconta di un partito che nasce per fare una Italia nuova ma che, anche, assume su di sè l’identità nazionale.

Il simbolo é composto da tre colori che rispondono a tre tradizioni diverse dell’Italia.

Il verde é la tradizione laica e ambientalista.

Il bianco é il solidarismo cattolico.

Il rosso é il colore del lavoro e del socialismo.

Il risultato, conclude la presentazione ufficiale, é una sintesi molto forte.

L’inventore del logo é Nicola Storto, un giovane laureato in Comunicazioni visive, creativo presso l’Agenzia Area.

Qualche nostro lettore si chiederà : e questo che c’azzecca?!?!?

La risposta sta nell’orgoglio personale di evidenziare che il riuscitissimo logo dell’EI é stato il frutto del lavoro e dell’intuizione anche dello scrivente allora Ten. Col. Merlino che ricorda anche con piacere che il primo sondaggio per la scelta tra altre tre proposte della Agenzia fu effettuato proprio in…..famiglia!

Lavoro lungo ed attento che portò allora alla stesura di un book particolareggiato che fissava tutte le modalità di utilizzazione del marchio anche in colorazioni diverse e congiuntamente ad altre scritture.

Ecco forse il motivo di fondo che ci ha portato a volere divagare ora su questi simboli facendo alcune osservazioni, non sappiamo nemmeno quanto pertinenti, nostre e riprese anche dall’articolo di ” Panorama ” che per primo ha rilevato somiglianze riconducibili forse a plagio.

Si tratta di due loghi assolutamente simili : di colore e di impostazione.

Molto ben riuscito quello dell’EI che, ben equilibrato e inclinato in avanti, dà l’immagine della solidità ( tradizione ) dell’Istituzione Esercito che guarda avanti ( l’inclinazione a destra ) ed é protesa al futuro.

Meno riuscito quello del PD che vuole dare l’impressione dell’equilibrio statico ma appare un po’ traballante e confuso che non sa da che parte andare  ( la D sembra ricadere all’interno dando l’impressione certamente non voluta della implosione ) e produce un effetto ottico che porta a dare maggiore rilievo alla P facendo apparire di dimensioni più ridotte la D.

Il richiamo al tricolore ci pare molto centrato nei due simboli.

Ma pensavamo che, come sicuramente é per il logo EI, anche per il logo del PD il significato dei tre colori dovesse comunque ricondurre all’identità nazionale e non richiedere spiegazioni.

Noi sapevamo  ( perchè ce lo spiegavano fin dai tempi dell’asilo quando ci portavano con sacralità nel teatro regio di Reggio Emilia ove é nata la nostra Bandiera )  : verde come le nostre pianure, bianco come le nevi delle Alpi e degli Appennini, rosso come il sangue versato dai nostri compatrioti per l’unione della nostra terra.

Questo é il significato romantico che più ci piace e siamo disposti, tuttavia solo in secondo ordine perchè ci pare meno laico, a dare credito anche a quello che si riferisce alle virtù teologali : verde per la speranza, bianco per la fede, rosso per la carità.

Consideriamo infine blasfemo ed irridente perché riferito al nostro Tricolore il significato più popolare che riportiamo solo per completezza : verde come il basilico, bianco come la mozzarella, rosso come il pomodoro!

Ma certamente non sapevamo e non ci aspettavamo, se non ce lo avessero spiegato, che i tre colori potessero essere ricondotti ai significati attribuiti nella presentazione del logo del PD : ci é sembrato capzioso l’ammiccamento al Tricolore per poi spiegare che il verde é la tradizione laica e ambientalista, il bianco é il solidarismo cattolico, ed il rosso é il colore del lavoro e del socialismo.

E qui, un po’ perplessi, ci fermiamo non riuscendo a fare altre considerazioni.

Rimanendo ben fermi nella convinzione che   ( mutuando  un noto slogan della Settimana Enigmistica )  …………………………….   il logo EI é stato il primo e resta il migliore!

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Framer

per conto di OSSERVATORIO del sito www.congedatifolgore.com