UNA ANALISI SPIETATA MA INOPPUGNABILE ( 1 )
E’ quella che emerge a margine del dibattito sugli impegni militari italiani all’estero
Già si era espresso Iller Frasson in merito agli impegni miltari italiani all’estero lasciandoci capire che, a suo avviso, la situazione generale italiana dovrebbe richiedere una attenzione maggiore ai problemi interni.
Ora, stuzzicato dal dibattito tra lo scrivente e Paolo Borchetta, con una analisi dura, aggiunge alcune altre considerazioni a sostegno della sua tesi.
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Caro Merlino,
ho letto con attenzione le lettere del signor Borchetta ed i tuoi commenti.
Tutto molto interessante, con argomentazioni pertinenti ed anche quelle che non ritengo condivisibili hanno un ottimo fondamento logico.
Ho già esposto le mie considerazioni in tema e non voglio tediare nessuno ripetendole.
Vorrei solo qui rimarcare alcuni punti che considero premesse fondamentali per qualsiasi analisi e per qualsiasi processo decisionale nella scelta di strategie.
Forse il signor Borchetta che dimostra ottima conoscenza dei contesti internazionali, lavorando da tempo all’estero non ha l’esatta percezione di cosa sia purtroppo diventato il nostro Paese negli ultimi anni.
Un principio fondamentale che vale per la singola persona come per un’entità statuale è che se non si sta bene con se stessi non si può stare e fare bene insieme agli altri.
Siamo a pezzi.
Un Paese che era la patria del diritto e della cultura non ha praticamente più né l’uno né l’altra.
C’è una disonestà diffusa che fa spavento.
Quattro delle nostre bellissime regioni sono militarmente occupate dalla criminalità organizzata e l’economia nazionale è strangolata da questa feroce occupazione che ha lasciato molte aree in una condizione socio-economica paragonabile a sessant’anni fa.
La cellula principale di ogni specie animale, la famiglia, è distrutta, le culle sono pressoché vuote e noi difendiamo ancora il divorzio e l’aborto non terapeutico.
Molte scuole di qualsiasi livello anche grazie e dopo i 18 politici a tutti del ’68, ormai regalano promozioni per non far diventare disoccupati i docenti.
I nostri figli già da piccoli si avviano ad essere i più maleducati, indolenti ed ignoranti dell’occidente.
Irresponsabilmente a livello politico si vive ancora dell’inganno resistenziale e delle divisioni politico-ideologiche di sessant’anni fa.
Forse a qualcuno non è ancora chiaro che l’ultima guerra l’abbiamo combattuta e persa facendo i furbi con tutti e mandando i nostri valorosi soldati a fare figure miserande secondo il giusto detto: ” un branco di leoni comandati da un pugno di asini “, e dopo sessant’anni, sia detto con tutto il rispetto per i militari onesti, valorosi e competenti di qualsiasi grado, la musica non è cambiata di molto.
Mussolini disse che la guerra era inevitabile se non si voleva correre il rischio di diventare una Svizzera moltiplicata per dieci.
Beh, in attesa di maturare sociologicamente e civicamente, forse è meglio essere una Svizzera od un’Austria, altro che scenari e strategie internazionali.
Ma qualcuno si è reso conto che noi non siamo i più furbi e che gli altri non sono scemi?
L’ex Presidente Cossiga ha ammesso che la strategia politica internazionale dell’Italia democristiana è stata quella di consentire il libero transito dei terroristi mediorientali in cambio di una presunta tranquillità.
Ma nessuno ha mai pensato che qualcun altro poteva anche incazzarsi di brutto e magari farcela pagare cara?
E’ vero, la parte onesta, sana, competente, responsabile del nostro apparato militare sta comportandosi molto bene all’estero e come ho già scritto potrebbe fare e dare anche molto di più se sostenuta ed incoraggiata, ma ciò non avverrà mai perché anche ammesso e non concesso che a livello internazionale si riconoscessero i meriti, nessun paese tra i più potenti al mondo accetterebbe mai il punto di vista di un paese piccolo e che oltretutto affoga nell’immondizia.
Io non voglio essere antiamericano, né sostenere tesi bolsceviche (Dio me ne scampi!) ma ci si ricordi che per gli U.S.A. la cui economia si basa sul debito, la guerra è quasi una necessità e, come la giustizia, ha anche una funzione sociale di “scrematura”.
A morire tra le giungle orientali ci sono andati i ragazzi delle classi più povere, così come O.J. Simpson è riuscito a sfuggire alla pena più dura per l’imputazione di omicidio.
Il Bush che afferma di aver fatto il servizio militare tra i guerrieri della domenica (la Guardia Nazionale) fa sorridere.
Infine ricordo come la persona capace che poteva far non decollare ma addirittura volare i nostri interessi, un certo Enrico Mattei dava molto fastidio alle compagnie petrolifere americane ed ha fatto una brutta fine.
Per concludere, nel profondo rispetto delle opinioni espresse e con stima nei confronti di chi le ha espresse, io penso che prima sia necessario edificare e consolidare all’interno e poi possiamo anche permetterci una politica estera.
Cordiali saluti da Iller Frasson.
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A cura di Framer
per conto di OSSERVATORIO delsito www.congedatifolgore.com
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