UNA ANALISI SPIETATA MA INOPPUGNABILE ( 2 )

 

La concordanza dei pareri é preoccupante

 

 

Continua il ping-pong di qualificati interventi tra l’Italia ed il Medio Oriente che rimarcano una situazione veramente sconfortante e scoraggiante per il nostro Paese.

Purtroppo queste analisi sono assolutamente concordanti nel lumeggiare una situazione veramente grave e questo ci preoccupa sempre più : se tutti sono d’accordo ciò significa che tutto é vero!

Ebbene noi siamo già consapevoli di questo ma il nostro incorreggibile ottimismo ci porta sempre a sperare.

Sperare in che cosa?

Che finalmente ci si renda conto nella nostra amata Italia che così non si può continuare.

Siamo assolutamente bi-partisan o meglio all-partisan nel ribadire ( soprattutto in questo periodo preelettorale ) che non ce ne frega niente di destra, di centro, di sinistra  : ci interesserebbe sapere e conoscere chi si vuole prendere a cuore questa nostra amata ( ci ripetiamo volentieri ) Italia che amaramente vediamo sempre più sprofondare.

L’ultimo intervento inviatoci che riportiamo integralmente ci ribadisce concetti essenziali che concordano, come scrivevo, con altri precedenti per consolidare la nostra amarezza.

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Carissimo Generale,

                         tra le schioppettate (quelle lavorative) e in diversi luoghi durante i miei spostamenti in Medio Oriente, non manco di sbirciare la tua rubrica per leggere le ultime e  ti devo confessare che mi piace ogni giorno sempre di piu’,  non solo perche’, come dici, mi da’ l’occasione di togliermi qualche sassolino dalle scarpe, ma anche e soprattutto perche’ il dibattito, cosi’ come proposto, mi arricchisce intellettualmente presentandomi (in aggiunta a quelli della mia famiglia che vive in Italia) altri punti di vista dall’ interno del nostro amato Paese.

Durante la mia recente visita in Giordania, ho avuto modo di leggere l’analisi del Sig. Frasson di recente pubblicata.

Al riguardo vorrei esprimere in primis il mio piu’ grande apprezzamento per il commento del Sig. Frasson da cui traspare una genuina sofferenza nel vedere la nostra Patria (sia lontana per alcuni, che vicina per altri) cosi’ bistrattata, vilipesa e sofferente: un sentimento che mi trovo a condividere appieno.

A tale sentimento a volte , e lo ammetto, contrappongo un pizzico di idealizzazione dovuto per lo piu’ alla stessa rabbia e sofferenza.

Condivido l’opinione del Sig. Frasson su molti punti, anzi su tutti, praticamente.

Penso inoltre di non aver risparmiato le critiche all’ attuale amministrazione Americana e non dimentico le parole di un carissimo amico e mentore sull’argomento di politiche estere e medio-orientali,  che un giorno mi disse che la risposta alla domanda ” Perche’ gli Americani fanno la guerra ? ” e’ : ” Because is lucrative (perche’ e redditizio) ”.

Penso, seppur non in dettaglio, di aver presente la situazione in Italia. 

Lo sento una volta alla settimana dai miei genitori e da mio fratello :  dal nucleo familiare escono le verita’ rapportabili alla realta’ sociale, economica e politica del nostro Paese.

Molte delle problematiche presentate dal Sig. Frasson  sono reali e tangibili anche dall’estero,  altre un po’ meno.

Di recente mi e stato dato di scoprire che apparentemente i nostri servizi sociali sembrano dare piu’ supporto agli immigrati che agli Italiani :  se la parita’ di trattamento era un obbiettivo che dimostrava una grande civilta’,  lo sbilanciamento a favore degli stranieri é,  per me, dimostrazione di grande politicizzazione di alcuni valori che sono alla base della nostra stessa Costituzione.

L’ipotesi di un abbandono almeno temporaneo delle aspirazioni militari internazionaliste,  a beneficio di un riconsolidamento interno  o meglio di un risanamento interno  e’ , di per sè, una proposta logica e naturale.

A tale riguardo, spinto dai contenuti della rubrica, sto lavorando ad una breve dissertazione dal titolo “Italia, imminente implosione” in cui intendo esprimere e condividere la visione esterna del nostro Paese che ho raccolto da diverse persone da me incontrate nel corso dei miei viaggi e le possibili soluzioni a me presentate in risposta ai problemi individuati.

Rimane pero’ il problema di base che, una volta chiariti gli obbiettivi del risanamento, a mia opinione  mancano ancora i ” medici ” qualificati ad effetuare l’operazione.

Diversi i problemi.

Il problema della partitocrazia che manipola la governabilita’ del Paese,.

Il problema che, per qualche motivo a me sconosciuto, si continua a legiferare specialmente in tema di prelievo fiscale senza mai rivedere il quadro in maniera piu’ ampia con l’obbiettivo di semplificare  invece di complicare ( mi sembra che le leggi possano essere fatte ma anche abolite).

Il problema dell’ incapacita’ congenita di programmare a livello politico a lungo termine invece che limitarsi alle manovrine da periodo Natale-Santo Stefano.

Il problema di una classe politica, rappresentante dei cittadini, che per qualche motivo non risponde piu’ dell’ operato, buono o cattivo che sia, a quei cittadini che deve rappresentare.

Il problema che qualcuno, molti in Italia, pensano che governare e fare politica sia la medesima cosa e votano sulla base dell’ ideologia o di programmi con base ideologica che poco hanno a che vedere con problematiche di vero risanamento sociale, economico e anche culturale.

Alla fine della fiera chi li mette i nostri politici dove sono ?

Siamo indebitati fino al collo,  cosa fanno :  piu’ macchine blue!

Qualcuno ha mai visto un programma di « austerity » dei politici ?

Ma cosa sono, intoccabili ?

Abbiamo un Presidente della Republica che ha il compito di garantire la Costituzionalita’ dell’operato del governo, bene  allora le cause della recessione economica dovuta alla mancanza di agevolazioni  reali  agli investimenti in Italia, che causa un aumento della disoccupazione,  non e’ forse anticostituzionale quando alla base di tutto risiede l’incapacita’ di chi governa di garantire un diritto costituzionale ai cittadini ?

Che qualcuno si muova!

Forse e’ bene cominciare a precettare i politici  invece di digerire tutto quello che ci propinano.

La verita’ e che’ l’abuso della democrazia ci ha portato a creare una classe politica che ragiona in termini di seggiola e a breve termine,  il partito fine a se stesso,  fine al potere puro.

Bene chiamiamo in causa l’incostituzionalita’ per non adempienza agli oblighi sanciti dalla Costituzione.

Quando uno straniero viene trattato meglio degli Italiani  chiamiamo in causa l’incostituzionalita’ che sancisce l’uguaglianza.

Mi domando se sull’ argomento di riduzione della pressione fiscale che e’ comune a tutti (destra o sinistra) non sia possibile mettere in atto un piano comune supportato sia dal governo sia dall’opposizione, che garantisca continuita’ anche in caso di cambiamenti di governo.

In verita’ mi sembra che i nostri politici sembrano discutere anche su quello su cui sono d’accordo ed il tutto a scapito dell’efficacia, dell’efficienza e a solo beneficio della lore stessa esistenza finalizzata a se stessa.

Dobbiamo capirlo : il dibattito politico é per le masse, é fine a se stesso e per dare una ragion d’essere a questo o quel partito al governo od all’opposizione.

E’ impossibile che con due soli poli non si riesca a raggiungere un accordo su come attivare programmi di risanamento a lungo termine di aree quali la riduzione fiscale, l’occupazione, lo studio, il rilancio economico e cosi via.

Queste, che tu sia operaio o imprenditore, di destra o di sinistra o di centro sono aree di comune interesse.

Allora perche’ non viene fatto ?

Perche’ se lo fa lui vuol dire che non l’abbiamo fatto noi e altre baggianate del genere.

Ritiriamoci a casa per un po’ per risanarci.

Ma prima di tutto risaniamo la classe ” medica ” : come ?

Da elettori chiediamo qualcosa di piu’ che filosofia per dare il nostro voto..

Affezionatissimo

Paolo Borchetta

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A cura di Framer

per conto di OSSERVATORIO del sito www.congedatifolgore.com