ANCORA A PROPOSITO DELLE DICHIARAZIONI DEL POLITICO DEL VECCHIO
Alcune considerazioni da parte di Iller Frasson sulle dichiarazioni che hanno suscitato scalpore ancora non sopito
Caro Merlino,
ho letto il tuo commento a proposito delle dichiarazioni del Generale Del Vecchio e come al solito ti invio alcune modeste riflessioni.
Sottolineo il termine modeste perché non voglio assolutamente peccare di superbia.
Ammesso e non concesso che le tesi sostenute possano essere condivise all’interno del suo schieramento politico, mi pare che il protagonista della vicenda abbia violato alcune regole fondamentali dell’arte militare come la valutazione delle forze in campo, l’attivazione delle fonti informative, l’analisi del contesto e la scelta dei mezzi e della strategia da adottare ed il mantenere un basso profilo.
La lobby degli omosessuali è fortissima non tanto quantitativamente ma qualitativamente e non conta solo gli omosessuali dichiarati ma anche i cosiddetti “femministi” cioè quelle persone che sostengono i diritti inconcepibili delle donne.
Credo che la maggior parte degli omosessuali comuni viva la loro vita tranquillamente pensando ai casi (con la esse…) propri, con riservatezza e senza problemi.
Oggi non vi è più alcun tipo di biasimo sociale per cui ognuno può vivere tranquillamente le proprie scelte in campo sessuale senza problemi.
Il problema è un fenomeno di costume su cui si riflette poco.
L’aver scisso il sesso dal sentimento nel ’68 con lo sfascio della famiglia ha determinato un’aggressività psicologica da parte della donna sull’uomo con il rifiuto del ruolo tradizionale e l’adozione di una logica di competizione nel rapporto tra sessi che come tutte le competizioni alla fine degenera in conflitto.
L’uomo ha reagito talvolta con un incremento della violenza fisica ma più spesso con un vero e proprio ripiegamento verso il proprio sesso ed un’identità psicosessuale più incerta, meno definita, ambivalente.
Questo fa sì che piano piano, subdolamente sia stia creando un tipo di psicologia diffusa sempre più indulgente verso di loro, con un sempre maggiore ascolto ed un sempre maggior difesa di presunti diritti negati anche quando questi sono inconcepibili.
Si pensi solo al diritto di adozione, al riconoscimento delle famiglie omosessuali ed al costante martellamento cui è fatta segno la Chiesa con la pretesa del riconoscimento dell’omosessualità come normalità, del il sacerdozio femminile ed altre amenità.
E’ ovvio che idee come queste per quanto bislacche possono portare un forte sostegno elettorale, coagulino forze politiche diverse e siano sostenute da lobby potenti.
Se il Generale ha deciso di scegliere un altro terreno di battaglia, a mio modesto parere, dovrebbe cambiare armi e strategia.
Non ho poi compreso la priorità attribuita a questo argomento che poteva benissimo essere affrontato con eguale fermezza, ma in altro momento, con altri toni e cercando a sostegno magari argomenti di carattere scientifico-psicologico.
Così ha dato ancora una volta l’impressione di omofobia ed in politica non ce lo si può permettere.
Anch’io penso che gli omosessuali non siano idonei alla vita militare, ma lo si deve dire in altro modo ed in altri momenti, supportando tale affermazione con argomentazioni consistenti, quasi scientifiche, magari, perché no, strumentalizzando fatti che accadono perché queste sono le armi dell’agone politico.
Per quanto riguarda i bordelli (se è questo che intendeva) tra le truppe ed il nonnismo, confesso di non aver compreso.
La legge prevede e punisce il favoreggiamento della prostituzione e qui si auspica la presenza di prostitute all’interno, anzi a supporto di un’Istituzione dello Stato?
L’emergere dell’esigenza di uno sfogo sessuale in luoghi dove la vita è particolarmente difficile può essere un fatto.
Ma in tal caso, a mio modesto parere, sarebbe più corretto affrontare prima il problema nella società civile risolvendo il dilemma se è meglio tollerarla regolamentandola come avveniva prima del 1958 o no.
Mi ha poi deluso questa “apertura” verso le donne, quote rosa ecc..
Con tutto il rispetto per l’impegno, la volontà, anche l’abnegazione dimostrati da donne che hanno scelto una professione in armi, non ritengo che questa scelta, così come è stata concepita, senza alcun limite di impiego e senza una ferrea disciplina, sia stata un’esperienza globalmente felice e produttiva.
Si pensi solo alle coppie che si formano all’interno di uno stesso reparto od ufficio e che diventando micro-lobbies condizionano pesantemente la vita dello stesso, per non parlare poi di situazioni in cui l’evidente incapacità di separare la propria vita pubblica da quella privata ha letteralmente devastato gli ambienti.
Per quanto riguarda il nonnismo mi sono già espresso e non voglio ripetermi.
In un altro messaggio ho citato i paracadutisti svedesi come esempio, ora ricordo anche il corso per Istruttori di Educazione Fisica o di Difesa Personale con otto, nove ore di palestra al giorno.
Posso assicurare che anche il più esuberante alle 21:00 era già a letto, altro che scherzi ed altre sciocchezze e per chi aveva dei dubbi sul rispetto ai superiori o la fedele esecuzione di ordini gli si metteva davanti il codice penale militare o comune e anche la più ostinata maleducazione si chetava presto.
Se devo affrontare il fuoco nemico, stanco e senza né cibo né acqua, voglio accanto a me persone che sappiano esattamente cosa si fa, perché lo si fa e con la convinzione intima di andare incontro alle più terribili sofferenze o ad infliggerle per una valida ragione superiore, degna del sacrificio della propria vita, per quanto possibile nei limiti del diritto bellico o comune internazionale.
La nostra storia ce lo ha mostrato più volte.
Cittadini-soldati spesso non professionisti hanno affrontato atrocità inenarrabili andando all’assalto magnificamente o sopportando torture, solo per l’educazione ricevuta al senso del dovere, non altro.
Il nonnismo non può e non deve essere considerato un utile fattore addestrativo, il vero addestramento è altro.
In questo senso mi piaceva molto il Regolamento di Disciplina Militare del 1965; molto ben fatto.
Per concludere: auguro a tutti le migliori fortune personali, professionali ed in questo caso politiche, ma forse c’è bisogno di rivedere qualcosa in termini di tattica e strategia e soprattutto porre più attenzione alla tecnica della comunicazione.
Cordialmente
Iller FRASSON
^^^^^^^^^^^^^^^^^^^^^^^^
A cura di Framer
per conto di OSSERVATORIO del sito www.congedatifolgore.com
Nella categoria: Osservatorio