LE REGOLE D’INGAGGIO

 

Ma allora?

 

Conosciamo e stimiamo il Generale Graziano Comandante UNIFIL in Libano : a lui tutta la nostra comprensione nel momento in cui si trova, dopo l’infelice non-azione conseguente all’impossibilità di intervenire per impedire il trasferimento illecito di armamenti attraverso i territori controllati dai suoi uomini, a dovere giustifiacre certi comportamenti dovendo ” salvare capra e cavoli”.

Con l’attuale mandato e con l’attuale situazione le regole di ingaggio della forza Onu nel Sud del Libano (Unifil) sono adeguate” ha detto il Generale Graziano.

La pattuglia ha preso posizione secondo le regole di ingaggio e gli elementi armati hanno così avuto il tempo di dileguarsi“, ha detto ancora il Generale Graziano.

Ma allora?

Adeguate a che, queste regole ?

A permettere a chi viene colto ( magari anche solo per caso ) in flagrante di avere il tempo di dileguarsi impunemente.

Ma é per questo che teniamo impegnate all’estero le nostre migliori unità militari?

Per sottoporle a queste risibili umiliazioni?

Questo ci pare il messaggio non poi tanto subliminale che il  Generale Graziano lancia alle autorità politiche : ma vi rendete conto di quello che mi chiedete?

Sono mesi che ci permettiamo di chiedere chiarezza su queste regole e non abbiamo mai avuto risposte, queste sì, adeguate.

Noi lo sappiamo bene quanto queste regole siano permessive e quindi pericolose per i nostri uomini.

E’ per questo che da tempo chiediamo ( e continueremo a farlo  anche a costo di crearci, come già avvenuto, ulteriori reprimende ed inimicizie ) chiarezza, chiarezza, chiarezza e la indispensabile determinazione assoluta : i nostri uomini all’estero sono soldati con le armi in pugno e come tali debbono essere considerati da tutti e, ovviamente, soprattutto da coloro che debbono essere impediti di commettere irregolarità gravi violando le regole imposte da chi ha poi inviato le truppe per farle eseguire.

A che serve sbandierare populistiche distribuzioni di cioccolatini quando poi si é costretti a nascondere ( senza poi nemmeno riuscirvi, come in questo caso avvenuto già da tempo) l’impossibilità di adeguati interventi militari di controllo?

Non é questo che la maggior parte dell’opinione pubblica italiana vuole in cambio dei pesanti oneri finanziari che ciò comporta oltre al depauperamento delle forze che noi continuiamo a ritenere prioritarie per esigenze della sicurezza interna italiana e, certamente, non siamo noi a volere questo.

Come vorremmo non tornare più su questo argomento!

La speranza é l’ultima a morire, così come la nostra immancabile illusione!

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Framer

per conto di OSSERVATORIO del sito www.congedatifolgore.com