ANCORA SULLA FESTA DEL PARACADUTISMO ( 3 )
Una condivisione ben motivata
E’ bastato che pubblicassimo la nostra decisione di abbondanare la ” spinta ” per sostenere la nostra idea di vedere realizzata la ” Festa del Paracadutismo militare italiano ” per constatare che, tutto sommato, sono molti coloro che pensano che non sia poi così sbagliata.
A conferma pubblichiamo, a seguire, una lettera che ci dimostra che poi se l’idea non é stata capita nelle sue motivazioni la colpa non é nostra ma piuttosto di chi non la condivide ed ha voluto far finta di non capire.
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Caro Merlino,
ho letto il tuo articolo sulla Festa del Paracadutismo. Ho sempre pensato che fosse una cosa quasi naturale e mi viene da commentare: non capisco e non mi adeguo, contrariamente ad un modo di dire di anni addietro.
Forse è improprio chiamarla “Festa del Paracadutismo”. Forse oltre a qualcuno geloso c’è anche qualcuno timoroso di vedere appannata la Festa della prestigiosa Brigata “Folgore”.
Alle volte banali questioni di forma fanno apparire le cose differenti da come sono in realtà.
Nei discorsi che ho udito le volte che ho partecipato alla Festa della Brigata gli oratori hanno salutato nelle loro allocuzioni le rappresentanze delle Truppe Alpine e dei Carabinieri, definendoli giustamente ospiti.
Ci può stare; la Festa è quella della Brigata “Folgore” quella che si costituì a Castel Benito, combattè a Cefalonia, El Alamein, Poggio Rusco e poi il Libano, la Somalia.
In ogni Festa vi sono ospiti di riguardo e che non possono mancare. MAI.
Credo sia così anche per gli Incursori dell’Aria dell’Aeronautica Militare e quelli del COM.SUB.IN della Marina Militare.
Vi sono poi anche ospiti semplicemente graditi come potrebbero essere quelli delle altre Forze di Polizia.
Se è indiscutibile che la Festa è quella dei Paracadutisti dell’Esercito Italiano e della Brigata Folgore, come dimenticare che il Paracadutismo Militare Italiano nasce con la penna nera nel 1918, che i Carabinieri (ora quarta Forza Armata e quindi non più in seno all’Esercito) hanno seguito il destino della Folgore in Africa Settentrionale battendosi anch’essi come leoni a Eluet El Asel, che gli Avieri dell’A.D.R.A ed i Nuotatori Paracadutisti della Regia Marina si formano anch’essi a Tarquinia, così come tuttora vengono formati a Pisa?
Come dimenticare infine il Reparto Speciale di Pubblica Sicurezza formato da reduci della Folgore e della Nembo, l’Ispettore Samuele DONATONI ed il N.O.C.S., i Baschi Verdi della Guardia di Finanza?
Si chiami a buon diritto Festa della Brigata Folgore dei Paracadutisti dell’Esercito, si batta pure sull’epopea di El Alamein, si presenti la Brigata schierata al completo, ma come ogni padrone di casa, che sia un vero signore, si invitino i vicini con cui si condivide molto e si dimostri il proprio spirito di amicizia e di accoglienza, così come ognuno di noi al proprio compleanno invita gli amici più cari e fa di tutto per farli sentire a casa propria, pur rimanendo protagonista dell’evento.
Non riesco proprio a capire dove stia il problema.
Forse, ripeto il timore che altre presenze offuschino l’immagine di quelli che a buon diritto sono i protagonisti dalla giornata, ma non credo che pochi plotoni in più possano tanto.
Concludo con il fervido augurio che la cosa si possa un giorno realizzare, non tanto e non solo per la commemorazione, fatto di per sè già importante, ma per il significato di ritrovata unione e coesione tra le varie Forze che sarebbe importante.
Iller Frasson
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Framer
per conto di OSSERVATORIO del sito www.congedatifolgore.com
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