IL VOLTASTOMACO

 

Qualche commento all’impiego dell’Esercito nelle città italiane. 

 

 

Siamo da tempo, tutti, in Italia alla ricerca di una possibile soluzione per il  problema sicurezza  ( quella in particolare contro la microcriminalità ) che ha raggiunto livelli impensabili anche e non solo per la insipienza e la indecisione dei nostri politici ed amministratori locali.

Ci era parso che, finalmente, si volesse prendere il toro per le corna : ” mostrar bandiera ” nelle città italiane con la presenza dei militari delle F. A., principalmente dell’Esercito, affiancata a quella dei Carabinieri e delle Forze di Polizia in genere, queste preposte istituzionalmente alla sicurezza interna e ritenute insufficienti quantitativamente alla bisogna.

Anche e soprattutto perchè talora impiegate, queste forze, in compiti dispersivi.

Ci riferiamo, in particolare, alle  scorte  abbondantemente assegnate e spesso a sproposito anche ad improbabili personaggi politici e non per i quali l’essere  protetti a vista 24/24 h  costituisce ormai  status symbol  a difesa e protezione al massimo da aggressioni ed ingiurie verbali…….molto spesso meritate.

Ci riferiamo ai presidi dei vari   centri raccolta  che, per il particolare tipo di controllo richiesto, assorbono elevato numero di agenti tra l’altro non armati ed equipaggiati adeguatamente per una esigenza che richiede specifica preparazione.

Ci riferiamo ai presidi fissi dei  punti sensibili di varia natura anche questi molte volte non ben selezionati e che richiedono comunque elevato numero di personale per la difesa.

Bene, ci pareva,  e ci pare anzi,  che queste esigenze come molte altre potessero proprio essere  coperte  affidandole in parte e comunque sempre sotto la responsabilità delle forze di Polizia ai militari dell’Esercito.

E nel momento in cui finalmente si attua una decisione di questo tipo, che succede?

Certo non ci aspettavamo che la presenza dei militari nelle città potesse essere salutata, come a Padova, con striscioni recanti espressioni di gratitudine, ma  sentivamo  che la popolazione, comunque e dovunque - come avvenuto - si sarebbe lasciata andare ad espressioni di palese gratitudine ed apprezzamento.

Certo, come si usa dire, la ” percezione della sicurezza ” é aumentata.

E non solo perché é stato arrestato qualche borseggiatore o mariuolo di bassa tacca.

Forse é più importante pensare che molti altri piccoli reati sono già stati evitati con la sola presenza dei militari.

Si veda, in proposito, come alcuni storici luoghi malavitosi nelle città già risultano deserti anche durante le ore notturne.

Certo, il problema non é risolto.

La malavita ed i malintenzionati sanno piegarsi al ” vento nuovo “ per non essere spezzati.

Tuttavia, intanto, il  vento nuovo  viene percepito da  tutti non solo da parte dei malavitosi ma anche da parte di chi ha, giustamente, ” fame di sicurezza”.

Tutto bene allora?

Certo che no!

Polemiche su polemiche, ecco quello che non ci aspettavamo.

Polemiche che vengono strumentalmente sollevate dalle forze dell’opposizione politica, da cui comunque te le aspetti perché strumentali al ruolo ricoperto.

Polemiche, queste non aspettate, che vengono pesanti da parte del sindacato della stessa Polizia che dovrebbe essere la prima beneficiaria del provvedimento in argomento.

Sindacato che sembra sottovalutare la possibilità di recupero di uomini che ha sempre ritenuto ” dispersi ” rispetto ai compiti principali.

Sindacato che avrebbe voluto maggiori assegnazioni di fondi senza considerare che l’ esigenza sicurezza , questa in particolare, necessita di maggiori risorse umane che, professionalmente preparate, possono andare incontro alla popolazione.

Sindacato che sostiene - giustamente - che l’esigenza sicurezza é come un convoglio con tre vagoni : quello  del contrasto vero e proprio, quello della gestione della giustizia e quello della certezza della pena.

Sindacato che dice  l’uno senza gli altri non porta lontano : il convoglio non marcia.

E qui  non siamo d’accordo : forse non é risolutivo dedicarsi solo al contrasto, ma intanto cominciamo da lì e facciamo nel contempo pressione sui nostri politici perché mettano mano anche agli altri provvedimenti che riguardano gli altri due  vagoni .

Noi siamo convinti che, intanto, si possa e si debba cominciare e siamo anche molto sicuri che i militari dell’Esercito sapranno assolvere il compito al meglio.

Essi sapranno superare ogni scetticismo come avvenuto in precedenti analoghe operazioni - Forza paris, Vespri siciliani…. - concluse con soddisfazione di tutti e con il rimpianto di molti quando sono terminate.

Ci ha fortemente disturbato - ecco perché abbiamo titolato questo intervento ” il voltastomaco ” - udire con le nostre orecchie un rappresentante del sindacato di Polizia, certo Romano, affermare testualmente, con l’intento di dimostrare che i militari dell’Esercito non sono idonei per il nuovo compito assegnato ” perché preparati solo per l’impiego indiscriminato delle armi in ossequio a consegne estreme e troppo rigide  come avvenuto per la morte di Calipari in Iraq quando al chek point prima si é sparato poi si é cercato di capire contro chi e perché ”

Ecco : il voltastomaco, e null’altro!

Stia certo, questo Romano, che i nostri militari sapranno  operare correttamente, ora per un motivo in più!

E noi ci auguriamo che le Forze di Polizia sindacalmente rappresentate ( ? ) da questo Romano sappiano da lui prendere le distanze dovute.

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Framer

per conto di OSSERVATORIO del sito www.congedatifolgore.com