OLIMPIADI E PARACADUTISMO ( 1 )
Rieccomi………!
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Al momento dell’avvio di questo nostro OSSERVATORIO ( allora era solo mio e di Valter Amatobene, oggi posso scrivere “ nostro “ in virtù del fatto che mi si dice che sono 700 -800 i lettori che mi prendono giornalmente in considerazione ) abbiamo dichiarato che ci saremmo occupati di ciò che attorno a noi avviene a 360° .
Possiamo allora non occuparci di Olimpiadi in questo momento?
Di certo no!
Ed allora occupiamocene, ma a modo nostro.
Sono passati cinque anni da quando, durante il mandato di Presidente Nazionale dell’A.N.P.d’I, ci siamo interrogati sul fatto che il “ Paracadutismo “ non rientra tra gli sport olimpici mentre altri, assolutamente di minore dignità sportiva, lo sono: non occorre richiamarli ma chi sa ben intende!
Lanciammo allora l’idea, anche in ambito Unione Europea di Paracadutismo raccogliendo ovviamente consensi, di fare il possibile per ottenere anche per il Paracadutismo questa dignità : sport olimpico.
Studiammo allora, come si conviene, i parametri di partenza:
- occorre che sia costituita una Federazione Italiana di Paracadutismo;
- la stessa Federazione deve poi farsi promotrice della richiesta al CONI;
- il CONI deve avanzare richiesta al Comitato olimpico internazionale unico competente per attribuire l’idoneità;
- occorre che uno sport proposto per le Olimpiadi sia praticato in un numero minimo di Paesi ( ci pare ricordare almeno 2/3 ed in tutti i Continenti : requisito questo ampiamente presente per il Paracadutismo già nel 2003 almeno a livello maschile ) ;
- occorre cercare forte sostegno politico ed a livello alto in ambito sportivo nazionali;
- occorre coagulare il consenso a livello delle Associazioni Paracadutisti di tutti i Paesi membri dell’U.E.P e richiedere da parte loro, attraverso i Presidenti, forti azioni di convincimento sui livelli politici e sportivi dei rispettivi Paesi;
- la richiesta per la partecipazione all’Olimpiade deve essere presentata almeno 7 ( sette ) anni prima della data di effettuazione della stessa : per essere più chiari, la richiesta di partecipazione deve essere avanzata entro il 2009 per la partecipazione all’Olimpiade del 2016.
Avevamo allora cominciato a “ sondare il terreno “ : solo e soltanto pareri positivi (il CONI è già ben consapevole che il Paracadutismo italiano è in grado di rimpinguare il “ medagliere “ nazionale! ).
Giova anche ricordare che allora, si era nel periodo antecedente alle Olimpiadi 2004, tutti i Presidenti dell’U.E.P. assicurarono di avere cercato il consenso nei loro rispettivi Paesi, sull’onda dell’entusiasmo di avere finalmente un argomento meritevole di attenzione anche a fronte dei tanti troppo spesso insulsi e non meritevoli di giustificare la ” annuale gita sociale dei Presidenti U.E.P.” .
Contestualmente da parte italiana fu avviata una richiesta nei confronti dell’allora Presidente della Commissione Europea, l’italiano Romano Prodi.
Di tutto fu data doverosa informazione sul mensile ” Folgore ” ed agli ” atti ” dell’Associazione dovrebbe esserci ancora traccia del carteggio sull’argomento.
Questo per rendere idea concreta del livello di impegno necessario.
Poi le “ circostanze “ , personali e della Associazione, hanno portato a dimenticare quella che per noi - ci risiamo - era ed è una “ buona idea “.
Ci accorgiamo in vecchiaia, quando necessariamente l’Amore quello fisico rivolto al gentil sesso perde almeno l’A maiuscola, che ci si innamora delle proprie idee.
E noi siamo proprio in questa situazione.
Anche di questa idea, come di altre che ci hanno portato a prendere solenni capocciate, siamo innamorati.
Ma, capocciata più capocciata meno, vogliamo ………rilanciare.
Tuttavia oggi non abbiamo più alcuna autorità istituzionale.
Il che ( fuori dal politichese ) significa : ma tu chi sei?
Dando per scontate tutte le motivazioni perché possa essere riconosciuta dignità olimpica al Paracadutismo, sicuramente anche in confronto ad altre discipline cui ora è già attribuita, ci pare che questa idea possa e debba essere raccolta da “ altri “.
Allora pensavamo che l’A.N.P.d’I dovesse avere competente “ voce in capitolo “.
Oggi ne siamo ancora convinti ma non siamo più noi ad impostare la politica dell’Associazione.
Che vogliamo fare, cari lettori, tutti insieme?
Chi può suggerire proposte e modalità operative concrete?
La strada per la costituzione di una Federazione sembrò allora il punto più difficile da superare e sapete perché?
Perché in questo nostro mondo di ” tutti paracadutisti ” vige sempre ed impera lo “ spirito di parrocchia “ che con la sua gelosia mina lo “ spirito di vescovado “!
Ognuno guarda il proprio orticello e vede ( o vedeva allora ) solo il pericolo di perdere i suoi privilegi.
Ma non può essere così !
Occorre una volontà comune ed occorre che questa sia ben rappresentata e ben sostenuta.
Cominciamo a discuterne in occasione di ogni manifestazione paracadutistica organizzando a margine di ciascuna seminari, tavole rotonde, ogni diavoleria possibile………..che consenta dibattiti sull’argomento!
A cominciare proprio da questi giorni, nella mitica area di lancio di Pavullo nella Modena cara alla mia gioventù, in occasione dei Campionati italiani.
Da cosa nasce cosa!
E potrebbe, ad esempio, essere costituito un “ Comitato ad hoc “ nel quale potrebbero essere parte attiva alcuni qualificati “ parroci “ ben convinti che la realizzazione dell’idea porterebbe dignità e vantaggi a tutti.
Comitato che dovrebbe studiare le strategie, seguirne lo sviluppo fino alla realizzazione approfondendo tutti i relativi aspetti
Idea balzana, forse, che richiede molta passione e sacrificio e coraggio.
Ma occorre ripetere ai nostri lettori paracadutisti che senza questi nulla si ottiene?
Paracadutismo olimpico : qualcosa di nuovo?
No, qualcosa di dovuto a tutti noi, anche alla nostra passionaccia.
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Framer
per conto di OSSERVATORIO del sito www.congedatifolgore.com
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