PER COLPI RIPETUTI…….
Come dicono gli artiglieri
Apprendiamo con dolore immenso la ferale notizia della morte contemporanea di due colleghi ed amici dei tempi migliori, i Generali Furio Talluri e Paolo Menchi.
Per colpi ripetuti, come dicono gli artiglieri, ma così é un po’ troppo - caro ed eterno ed immenso Iddio dei Paracadutisti - per le nostre coronarie anche perchè ci rendiamo consapevoli che la nostra generazione comincia ad andare avanti……troppo velocemente.
Il nostro dolore é grande ed alle famiglie rispettive vanno le nostre sincere condoglianze, che si uniscono a quelle, dovute, della grande nostra comune famiglia della ” Folgore “.
Il nostro dolore ha trovato sollievo rileggendo un brano di Seneca.
Lo dedichiamo alle famiglie ed agli amici comuni augurando che possano anch’essi trovare in parte, nella filosofia e nella fede, sollievo al loro dolore.
Addio Signori Generali Furio Talluri e Paolo Menchi, carissimi amici!
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Scriveva Seneca :
Considera come il tempo passa velocemente e com’é breve questo terreno cammino che percorriamo in gran fretta; osserva questa schiera di uomini che tendono alla stessa meta, a brevissima distanza l’uno dall’altra, anche quando gli intervalli a noi sembrano lunghissimi: quello che tu credi scomparso, ti ha solo preceduto.
Ora, dovendo percorrere anche tu quella via, vi può essere una stoltezza maggiore che piangere colui che é andato avanti?
Può uno lagnarsi di un avvenimento, se sapeva che doveva avvenire?
Se poi non sapeva che l’uomo é destinato a morire, ha voluto ingannare se stesso.
Chi può dolersi di un fatto quando sa che é inevitabile?
Lamentarsi per la morte di uno significa lamentarsi che quello sia stato un uomo.
Siamo tutti soggetti ad un unico destino : chi nasce deve morire.
Anche se in tempi diversi, la conclusione é sempre la stessa.
Il tempo che passa tra il primo e l’ultimo giorno non é determinato e può variare: in relazione agli affanni, é lungo anche quello di un bimbo ; se si guarda alla velocità degli anni, é breve anche quello di chi vive fino alla vecchiaia.
Non v’é niente che non sia labile, fallace e mutevole nel tempo : ogni cosa é instabile ed al primo colpo di fortuna si volge al suo contrario e, in tanto agitarsi di umane vicende, niente é certo, tranne la morte.
Tuttavia tutti si lagnano di questa, che é sola a non ingannare nessuno!
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Framer
per conto di OSSERVATORIO del sito www.congedatifolgore.com
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