LA CERIMONIA DEL 186° A SIENA
Il ricordo di un periodo esaltante
Perfettamente conscio di utilizzare un mezzo non mio ma messomi a disposizione dal nostro generoso webmaster commetto comunque ” reato di uso improprio di mezzi altrui “.
Lo faccio perché anch’io voglio ricordare un avvenimento particolare che riguarda il paracadutismo militare e quindi mi sento un po’ sollevato, anche se si tratta di un ricordo molto personale.
L’avvenimento é quello del 67° anniversario della costituzione del 186° Reggimento e dei 30 anni di stanza nella città di Siena che si celebra il 6 settembre 2008 : cortesemente invitato a presenziare rimango inchiodato alla mia sedia di pensionato pigro e pieno di ricordi.
E tuttavia voglio ricordare l’avvenimento perchè anch’io ” sono uno del 186°! “.
A dire il vero sono di più uno del 5° battaglione paracadutisti ” El Alamein ” quello che allora, mi riferisco agli anni ‘70 e ’80, era l’erede del 186° Reggimento di cui si ricorda il 67° anniversario della costituzione.
Allora era Battaglione perchè nell’ordinamento militare era stato infelicemente abolito il livello Reggimento e quindi il Battaglione dipendeva direttamente dal Comando Brigata.
Per farla breve : il Battaglione era allora quello che oggi é il Reggimento.
Dopo avere servito nel 5° a Livorno quale Comandante di plotone e poi ancora quale Comandante di compagnia ebbi la fortuna di essere Comandante del 5° El Alamein a Siena.
Tu puoi avere la fortuna di fare moltissime altre esperienze di servizio gratificante, ma nulla può superare il servizio nella ” Folgore ” a Siena!
Un servizio stupendo in una città stupenda.
Una città inizialmente difficile che alla fine degli anni ‘70 fece molta fatica ad accettare nel suo contesto contradaiolo un nuovo elemento che voleva e doveva rimanere a sè stante perché ” la sua storia e la sua cultura non erano millenarie come quelle senesi “.
Una città comunque intelligente perchè poi rapidamente seppe apprezzare e considerare ” suo ” quel migliaio di paracadutisti ( anche solo questo appellativo destava timore e sospetto : ” quelli ci sfasciano tutto “……….pensavano) che passavano con rispetto reverenziale in quelle contrade che di Siena sono l’anima.
Una città nella quale oggi tutti vantano come un fiore all’occhiello - insieme al palio, al panforte, al chianti ed al brunello - la presenza dei ” paracadutisti “.
Certo merito della cittadinanza, ma quanto anche del lavoro sapiente di noi Comandanti e quanto della intelligenza e del buon senso anche di tutti i Paracadutisti che si sono succeduti nella caserma allora Lamarmora ed oggi giustamente Bandini.
Personalmente ricordo quel periodo di comando come uno dei più felici del mio quarantennale servizio nell’Esercito.
E sono certo che molti degli autorevolissimi Comandanti del Battaglione di allora e del Reggimento poi sono d’accordo con me.
E come dice Greggio……….mica pissi pissi bau bau!
Nomi come De Vita, Loi, Satta, Staccioli, Fioravanti, Arena, Castellano, Camiciola, Menchi ed altri hanno fatto e fanno la storia recente della nostra ” Folgore “, e non me ne vogliano altri che sicuramente dimentico…
Nomi gloriosi ai quali chiedo scusa se voglio ricordare in particolare in questo momento due nostri predecessori : Giorgio Gualandi ed Augusto Marinelli.
I Comandanti sulle cui spalle é stato messo il 5° battaglione con l’ordine ” semplicissimo “ di trasferirlo da Livorno a Siena: ” andate e sono c…. vostri ”
Fu una scelta intelligente e geniale del Comandante della Brigata, il Gen. De Vita, che affidando quel compito sapeva, come poi i fatti dimostrarono, che nella circostanza era necessario un troupier vecchia maniera ( ma quale ” titolato Scuola di Guerra “! ) per mettere in piedi una nuova caserma ed un uomo di pubbliche relazioni ( laureando in chianti e brunello !) dotato di un accattivante savoir faire ed in grado di entrare nel tessuto sociale senese in punta di piedi ma con determinazione.
Non mi dilungo ad elencare le glorie del Reggimento : queste sono note a tutti.
Ricordi miei personali invece questi del 5° e di Siena.
Cui si aggiungono i volti di tutti coloro che mi aiutarono nel mio servizio.
Ricordi che modestamente e con affetto dedico a chi ha costruito la gloria del 186° negli anni ed a chi oggi con perseveranza la mantiene, nella ” Folgore “, in Italia ed all’estero, sui livelli che le competono.
Auguri, Comandante Scopigno, auguri sinceri per te e per tutti del 186° e del 5°, di oggi e di allora.
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Framer
per conto di osservatorio del sito www.congedatifolgore.com
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