CI SCRIVE ………PAVE

 

A proposito del nostro intervento sull’intervista al Generale Mini

 

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Caro Generale,
 

rieccomi suo attento lettore.

Ho letto il suo commento all’intervista del Generale Mini (che non conosco) e mi sento in dovere di dire la mia, da cittadino comune.

Non capisco perchè chiunque abbia portato le stellette a grandi livelli non possa uscire “mai” da una linea ben definita e sia tacciato di incoerenza in caso di parere diverso.

Siete sempre tutti ben allineati e un parere fuori dal vostro coro viene sempre “bacchettato”.

Forse non vi sentite di offendere i “desiderata” di qualcun’altro?

Pave.

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Grazie, caro amico, per la tua interessante lettera cui provo a dare risposta.

Tu hai colto nel segno affermando che siamo , “quelli che hanno portato le stellette a grandi livelli ” scrivi tu ” allineati “ e, aggiungo io, anche ” coperti ” : non a caso nell’atrio del portone principale dell’Accademia di Modena sopra alle lapidi del sacrario campeggia a caratteri cubitali una scritta “ UNA ACIES ” che è un monito, un programma ed un impegno per tutti coloro che varcano quella soglia.

E perchè allora dovremmo uscire ” da una linea ben definita” ?

Una linea che poi é stata consolidata negli anni attraverso studi e percorsi di lavoro e di comando analoghi e similari.

Studi che, nel caso in esame,  portano me ed il Generale Mini, a considerare allo stesso modo le valutazioni strategiche : in caso di situazioni belliche o turbolente é strategicamente corretto ” essere in posto ” con le proprie forze militari e, quando non possibile ovunque, ” essere proiettati ” in zone sicure e protette che consentano interventi rapidi e mirati.

Questo é quanto richiesto dall’applicazione dei principi dell’arte della guerra relativi all’ ” impiego delle riserve “ ed alla  “economia delle forze “.

Mi pare che dall’intervista del Generale Mini e dal mio intervento si possa evincere chiaramente che su questo punto siamo appunto allineati e coperti.

Il problema nasce quando partendo da una stessa certezza si affermano poi conclusioni in contrasto.

Nel caso specifico ci é parso che l’amico Mini, invitato dai ” Comitati No Dal Molin ” a sostenere le loro tesi condividendo, perché lui stesso li enuncia, i principi di cui sopra, sostenga  che pur comprendendo l’esigenza strategica degli USA non vede la necessità di schieramenti in Italia ed in particolare a Vicenza.

Ecco perché abbiamo titolato ” importanza dell’ottica di partenza “.

Mini parte da un presupposto corretto per arrivare ad una conclusione interessata quella di sostenere che l’ampliamento ( bada bene l’ampliamento non la costituzione ex-novo ) della base di Vicenza sia una scelta sbagliata.

Ecco perchè io non mi sono trovato d’accordo.

Se l’ipotesi di partenza é corretta la conclusione non può escludere che anche Vicenza può essere considerata una scelta giusta.

Il fatto é che, come ha ricordato nei giorni scorsi il Presidente della Repubblica proprio in visita a Vicenza, bisogna essere capaci di superare i particolarismi locali a favore degli interessi nazionali.

Ripeto, non voglio banalizzare il problema - come ho già esemplificato nel mio intervento - ma mi pare di essere ritornati al ” tormentone dei rigassificatori ” : tutti ne riconoscono l’utilità ma nessuno li vuole in casa propria.

Per concludere, lungi da me l’intenzione di ” bacchettare ” l’amico Mini.

Attribuendo a Mini il suo diritto sacrosanto di dire ciò che vuole, implicitamente mi sono sentito autorizzato a fargli sapere, senza mezzi termini, che sta sbagliando

La mia sola intenzione era ed é quella di esprimere sull’argomento il mio motivato parere anche se in contrasto con il suo.

Insomma volevo fargli capire che esiste la libertà di cantare fuori dal coro, ma poi si corre il rishio di stonare, in particolare se si vuole forzatamente assecondare la volontà degli altri non essendo per primi convinti che questa volontà sia corretta.

Per quanto poi riguarda ” l’offesa ai desiderata degli altri ” mi pare, caro Pave, che conoscendomi , anche perché mi leggi da tempo, non dovresti minimamente dubitare della mia massima attenziore, sempre, a non suscitare la suscettibilità di alcuno.

Ma il mio parere lo dirò sempre!

Anche quando ci ” sarà da rompere l’allineamento “.

L’ho gia fatto in passato quando - come poi avvenuto - avevo qualcosa da perdere e nulla mi potrà impedire di farlo a maggiore ragione ora dalla mia ” poltrona di pensionato vista lago ” che ormai solo il buon Dio mi può togliere.

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P.S.

Il 22. 09. 08 Pave aggiunge:

Caro Generale,

stavolta mi ha convinto.

Grazie della pubblicazione e della risposta.

Con affetto

Pave.

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Framer

per conto di OSSERVATORIO del sito www.congedatifolgore.com