CI SCRIVE………ILLER
Il secondo intervento che ci fa venire dubbi sulla nostra chiarezza
Come anche Pave, ora Iller ci instilla il dubbio, anzi ce lo scrive chiaramente, che nel nostro intervento relativo all’intervista al Generale Mini non siamo stati molto chiari.
Rispondendo a Pave abbiamo avuto conferma che il nostro chiarimento successivo era stato esaustivo.
Non sappiamo se Iller inviandoci il suo commento fosse già a conoscenza della nostra controrisposta nella quale, riteniamo, siano contenuti gli elementi chiarificatori da lui richiesti.
Iller, comunque, riprende esaurientemente le nostre motivazioni a favore dell’allargamento possibile della base di Vicenza, anzi le completa in modo ineccepibille, con la lettera che, a seguire pubblichiamo volentieri.
Grazie caro Iller, ancora una volta per la tua attenzione.
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Caro Merlino,
ho letto il tuo commento all’intervista del Generale Mini, ed anche se confesso di non aver compreso molto bene i motivi del tuo dissenso, ti esprimo alcune considerazioni di carattere generale, utilizzando un linguaggio semplicisticamente grossolano per essere più chiaro e diretto possibile.
Essendo gli U.S.A il Paese più potente della terra è ovvio che aspirino anche in politica estera ad un ruolo di primaria grandezza, di conseguenza mi pare altrettanto ovvio che desiderino mettere il naso o altro dappertutto.
Da ciò ne deriva inevitabilmente sotto il profilo strategico che ogni luogo è importante per avere delle basi operative e/o logistiche da cui proiettare rapidamente truppe o da cui supportarle.
Se prima si aveva una contrapposizione tra blocchi per motivi ideologici, ora mi pare che la contrapposizione sostanzialmente abbia come nodo le risorse energetiche.
Mi pare anche ovvio che alla Russia, per quanto democratica ed amica o presunta tale sia, non è che faccia molto piacere che paesi i quali prima erano suoi satelliti nel patto di Varsavia ora piano piano, pezzettino dopo pezzettino entrino o cerchino di entrare nella N.A.T.O., di fatto accerchiandola.
Fermo restando poi che come soldati si ha solo l’obbligo di obbedire e non di sindacare, ed al massimo quello di una collaborazione attiva, fattiva e leale con il potere politico, rappresentando correttamente, dettagliatamente ed approfonditamente le conseguenze vicine e lontane di tutte le scelte possibili, io credo che per quanto riguarda noi italiani il tutto ruoti intorno al ruolo internazionale che l’Italia vuole avere, ai mezzi di cui dispone ed alla massima chiarezza nei rapporti.
Si vuole stare, more solito, con i più forti nella speranza di partecipare sia pur marginalmente alla spartizione della torta?
Bene!
Questa è una democrazia e se i legittimi rappresentanti popolari così decidono, così sia.
Il punto è che, considerato che noi non siamo i più furbi e gli altri non sono scemi, se si vuole mangiare un pezzo della torta bisogna anche dare qualcosa e questo qualcosa sta in termini di disponibilità, di soldini e di sangue.
Bisogna quindi domandarsi: ce l’abbiamo? Ce la facciamo? Ce lo possiamo permettere?
Perché, non si può sempre dire: bene, stiamo nella N.A.T.O., mettiamo le truppe, però per favore non mandateci dove si combatte veramente perché se no le mamme piangono, i comunisti protestano, portano in piazza migliaia di persone che distruggono tutto e casca il governo.
E nemmeno possiamo dire: non mettete le basi in Italia o non allargate quelle che ci sono già per gli stessi motivi.
Una volta deciso finalmente con chiarezza il ruolo internazionale che si vuole avere e verificato le risorse finanziare, materiali ed umane di cui si dispone, si potrà finalmente prendere una decisione ed agire di conseguenza.
Se la decisione è quella prospettata sopra, si permetta agli americani di installare tutto ciò che vogliono, dove e come lo vogliono, diversamente si abbia il coraggio di uscire dalla N.A.T.O., dichiararsi internazionalmente neutrali come Svezia, Svizzera ed Austria e non si avranno più obblighi di nessun genere con nessuno, ma si sia chiari una volta per tutte. A meno che…..a meno che…..tutto non sia diverso da come appare e le manifestazioni e le interviste che esprimono pareri contrari non siano come molte cose in Italia, finte per il solito mercanteggiamento bizantino in modo che il Governo possa dire agli americani (che però, ricordiamocelo, non sono scemi…..): vedete che resistenze abbiamo dovuto vincere, dateci qualcosa in cambio……
Cordiali saluti a tutti.
Iller
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A cura di Framer
per conto di Osservatorio del sito WWW.congedatifolgore.com
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