ANCORA SUL LIBANO
Un ulteriore aggiornamento di Paolo Borchetta, senza il nostro commento.
Carissimo Generale,
ti ringrazio di cuore per il commento e ti propongo alcune nuove osservazioni, sempre aperte a discussione e commenti.
La mia analisi, sempre opinabile ripeto, si basa sul una serie di presupposti quali:
1. Assenza effettiva o quantomeno poca presenza di fatto (o di “fatti”) del Governo centrale nella regione dl Sud. Questo non contrasta di certo influnze esterne che tendono a riempire i vuoti chiamiamoli istituzionali. Tale assenza ‘ a mio parere, principalmente dovuta alla secolarizzazione della politica in Libano.
2. Gli Hezbollah hanno una forte base popolare di supporto. Tale base popolare e’ culturalmente molto distante dall’accettare un regime politico di tipo Iraniano, i Libanesi del Sud sono sostanzialmente molto attaccati alla loro terra e pur essendo Musulmani; hanno un tessuto sociale e tradizionale che piu si avvivina alle tipologie delle nostre aree rurali, che a quelle sociali Iraniane. Ho avuto modo di constatarlo di persona.
3. I’ Iran va controllato non ci sono dubbi. Il problema rimane la strategia di controllo. Non ne vedo una al momento. Vedo pero’ che si comincia a parlare di potenziale dialogo e ho da poco appreso che Khatami il moderato, si riproporra’ come candidato alla presidenza.
4. Se é vero che una manifesta ostilita’ verso Israele si evince sia dai discorsi dei leader degli Hezbollah che da quelli Iraniani, a mio parere, le reali ragioni di tale propaganda sono diverse. La propaganda Iraniana é basata su un concetto secolare di prevalenza religiosa equiparabile ad altre dottrine religiose, quindi di base poco sana. La propaganda Libanese seppur mirata allo stesso bersaglio; non sono convinto che sia di tipo secolare; ma con piu’ probabilita’ lo strascico di 20 anni di occupazione. Nasrallah non e’ cosi stupido da non considerare tale distinzione, se cio’ fosse gli verrebbe meno il supporto popolare che e’ la base di supporto del movimento.
5. Quello di cui sto’ parlando é un processo che deve partire. Al momento, implementando le risoluzioni ONU su cui ho sempre forti dubbi, cosa stiamo ottenedo a lungo termine? Il disarmo degli Hezbollah? L’ unificazione effettiva del Libano con una presenza delle istituzioni in tutte le aree del paese? Un accordo comprensivo tra il Libano ed Israele? Un disarmo delle altre milizie o gruppi?
6. Quello che non vedo e‘ una soluzione duratura all’ orizzonte; il Generale Sulaiman ci ha proposto una pista, ardua forse, ma che potrebbe portare chiarezza in molte aree al fine, forse, di mirare gli interventi politici e militari.
7. Se e’ vero che tra i capi degli Hezbollah c’e’ un pasdaran, e’ anche vero che il pasdaran é venuto a sostiture qualcuno ammazzato, e da chi? (vedi ingaggio di tutte le parti nella soluzione finale, non nello stallo perpetuo)
8. Chi ha vissuto il nostro immediato dopoguerra, e qui non mi improvviso revisionista ma solo, almeno ci provo, obbietttivo; sa’ che anche tra i nostri capi di allora c’era’ qualche testa calda alle dipendenza di altri governi con ideologie meno liberali e domocratiche delle nostre. Anche allora, pero’, il processo iniziò e alla fine la base popolare votò fuori dalla scena le sinistre con vedute poco “nazionali”.
9. Si continua, a mio parere, a vedere gli Hezbollah come un tumore in seno ad un corpo sano, senza considerare che hanno una base popolare fortissima che non puo’ essere ignorata dalla leadership stessa degli Hezbollah. Se 30 anni fa’ la creazione del gruppo parti’ come influenza Iraniana in un guerra civile in cui almeno in parte Israele aveva la mano attraverso le milizie Cristiane; fino a poco tempo fa’ stavamo parlando di un’occupazione territoriale ventennale, passata completamente ignorata nel pieno dispetto delle risoluzioni ONU.
10. Se ai nostri tempi alcuni dei nostri partigiani si appoggiavano a Stalin (peggio o meglio degli Iraniani non lo so’) questo non ha impedito in seguito, seppur con notevoli sofferenze, che alla distanza, la nostra base popolare ha optato per la via della democrazia; al pari pur trattandosi di un esperimento, non e’ da escludere, viste le basi sociali di cui godono gli Hezbollah, che elementi caldi vengano eventualmente espulsi dal sistema tramite la base.
11. Al momento non vedo, come ho gia’ avuto modo esprimere, una soluzione permanente in fase di attuazione; benvenga la nostra imparzialita’ ma per quanto dovremo rimanere nel mezzo se non viene attuata in parallelo una soluzione politica? E tale soluzione da dove deve arrivare? Dall’ Europa o dai Libanesi? Mi sembra che si chieda tanto in cosi’ poco tempo da un popolo che ha vissuto la guerra e l’occupazione per quasi 30 anni. Ammettendo anche che qualsiasi soluzione proposta sia assolutamente imparziale per tutte le parti coinvolte, Israele incluso.
12. Se la soluzione finale e’ stabile e dignitosa per tutta la popolazione del Libano, benvengano le visite da Tehran, senza una base di supporto, in un Libano unito in cui non esistono cittadini di serie B e in cui tutti possono guadagnars da vivere dignitosamente; forse sara’ come le visite dei Russi in Italia prima della caduta della cortina di ferro……benvenuti, Comunisti noi? No grazie.
13. Alla fine, e a titolo assulatemente personale e come sempre opinabile dagli amici paracadutisti-lettori, mi permetto di dubitare di quanto appare sui nostri giornali. Pur avendo il piu’ grande rispetto per alcuni apartenenti alla categoria giornalistica, ne ho un po’ meno per altri, la cui obbiettivita’ e la capacita’ di fare giornalismo e non notizia rimane a mio parere dubbia. Ci tengo a precisare che anche questa posizione parte da esprerienze personali al tempo della prima guerra del Golfo in cui mi trovavo a 90 km dal confime del Kuwait. In alcune occasioni mi trovai a leggere parole e dichiarazioni a me e ad altri colleghi attribuite, ma mai rilasciate o piu’ correttamente rilasciate in maniera differente.
14. Per concludere, devo associarmi allo sdegno o quantomeno alla delusione espressa da Sig. Walter Amatobene nella rubrica Opinoni con l’articolo “IL SORPASSO”. Pur accettando le eventuali critiche, mi sento di dire:’ TE L’AVEVO DETTO”; in relazione a quanto espresso, seppur in un altro contesto quale quello degli impegni militari all’estero, in merito alla bonta’ di mandare truppe senza entrare in una logica di ingaggio anche politico.
15. Seppur, forse, si e’ trattato di una semplice incidente di protocollo, mi e’ piaciuta la sagace e sottile osservazione del Sig Amatobene; mi permetto di aggiungere il fatto che, a mia opinione, e’ si vero che il Sarkozy e’ un maestro del sorpasso, ma e’ anche vero che in prima fila ci sono anche l’Emiro del Qatar (il cui peso militare non e’ certamente comparabile al peso dei dollaroni che mette sulla bilancia) e altre personalita’ a cui sicuramente non spettava un posto che invece sarebbe spettato al rappresentante dell’Italia.
Alla fine mi pare che il sorpasso sia stato generale, bel ringraziamento ai nostri amati militari per i loro sforzi quotidiani, un vero esempio di mancanza di leadership politica o forse solo di “medesimi”.
Mi permetto inoltre di associarmi, con quanto scritto in precedenza, al conteggio delle iniziative per la creazione di uno stato Palestinese, che con maggior precisione, il Sig. Amatobene ha quantificato in cinquanta. Spero di non rivederci alla centesima………..
A te carissimo Generale, l’arduo compito della censura di costume.
Affezionatissimo,
Paolo
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A cura di Framer
per conto di OSSERVATORIO del sito www.congedatifolgore.com
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