4 NOVEMBRE
La giornata delle Forze Armate e della Unità nazionale
Un po’ distratti da altri impegni incombenti ieri sera ( in seconda serata TV, durante la trasmisssione ” Porta a Porta ” che ci ha dato l’opportunità di vedere, in splendida forma, tuttavia chiaramente più ” uomo d’azione che di mondo e di facile loquela ” , la M.O.V.M on. Gianfranco Paglia, amico di vecchia data del nostro sito) ci siamo sentiti bruscamente richiamati a ricordarci ed a sottolineare ” i valori ed i significati ” della celebrazione del 90° anniversario della fine della 1^ Guerra mondiale.
Per noi é chiaro che il significato di questa celebrazione ( dopo 90 anni la storia fa giustizia e rimangono solo i significati profondi ) é nella esaltazione della Unità nazionale.
Dopo la disfatta di Caporetto soltanto la coesione e l’unità di un popolo consentirono di recuperare non solo i valori militari ma anche e soprattutto quelli civili che da soli portarono alla vittoria finale in una guerra terribile come poche altre nella storia del mondo.
Questo il valore fondante per noi : la costruzione della unità di un popolo che solo da quel momento in poi ha potuto vantare le sue credenziali, appunto di un ” Popolo “ nella sua accezione più alta, di una ” Nazione “, di una ” Patria “.
Ci capita poi di assistere, appunto in seconda serata TV, ad una rievocazione che, pur destinata alla celebrazione, ha assunto in alcuni momenti atteggiamenti disgustanti.
Sia chiaro, noi abbiamo il massimo rispetto della libertà di parola e di pensiero ed é proprio in virtù di questo principio che rivendichiamo la stessa libertà anche noi : il diritto di definire disgustante l’atteggiamento di chi, trovandosi ad avere a spese nostre ma a sua disposizione una platea considerevole, nega non solo i valori ma anche l’esistenza stessa del concetto di ” PATRIA “.
Che poi costui sia il direttore di un quotidiano schierato per negare l’esistenza liberata da ogni condizionamento dei valori, pur dandoci molto fastidio , possiamo pure capirlo.
Più difficile, invece, comprendere come un eminente storico possa condividere tesi così assurde, salvo poi, accortosi del suo infelice schieramento di parte, rimangiare le sue stesse affermazioni e prendere le distanze.
Dicono i francesi ” parlotter “.
” Ciacolare “ - si dice da noi - quando si perde tempo a disquisire di cose che per la loro assurdità non meritano alcuna considerazione.
Prendendole in considerazione invece, come successo ieri sera, si attribuisce loro una importanza che altrimenti non meriterebbero dando ” dignità ” a chi, evidentemente compiaciuto, si bea della sua riuscita provocazione.
Ed infatti é poi da questo ” lievito ” provocatorio che prende vigore e si alimenta ” il pane ” di quei vermi che nottetempo imbrattano di sangue i muri della Scuola d’Applicazione di Torino ingiuriando così gli Ufficiali allievi che colà si addestrano e si preparano per essere in grado di assicurare a tutti, a loro in primis, la libertà che loro compete e che essi si prendono oltremisura.
Nessuna sorpresa in questo.
Ma che sia la ” televisione di stato “ ( che noi paghiamo! ) ad offrire queste opportunità solo per sbandierare l’ipocrita postulato della pluralità di informazione questo ci sentiamo di criticarlo ed i fatti immediatamente conseguenti di Torino stanno a dimostrare che la ragione é dalla nostra parte.
Dalla parte di noi che siamo convinti che il riferimento ai valori dell’unità costruita con quegli eventi storici ha costituito e costituisce traccia per tutto il Popolo italiano e per le sue Forze Armate che celebrano, in questa ricorrenza, l’esaltazione dei valori passati e del loro presente.
Ci pare che il Presidente della Repubblica, quale massimo Rappresentante del Popolo e Comandante Supremo delle Forze Armate, abbia nella circostanza ben espresso il significato della celebrazione nel suo messaggio nel quale ha giustamente richiamato il nuovo ruolo assegnato dalla evoluzione dei tempi all’Esercito nazionale:
” Lo strumento militare non è più chiamato a presidiare in armi confini e trincee contro genti considerate nemiche provenienti da un mondo visto come straniero ed ostile.
Al contrario, esso oggi costituisce componente primaria di un’azione complessa e costante che l’Italia, membro fondatore dell’Unione europea, conduce in seno alla Comunità internazionale, intervenendo sulle cause generatrici dei conflitti, attraverso la prevenzione, il controllo e la stabilizzazione delle crisi che mettono in pericolo la sicurezza ed attentano ai diritti primari dell’uomo.
Questo è il nuovo compito delle Forze Armate Italiane nel XXI secolo.
E’ importante ribadirlo nella giornata ad esse dedicata.
Nella medesima prospettiva, l’unità d’Italia, che oggi celebriamo insieme alle Forze Armate che ne furono artefici, non rappresenta più l’affermazione di un’identità nazionale in contrapposizione ad altre.
Essa va invece intesa quale capacità del Paese di esprimersi, attraverso i valori, le idee e le azioni che gli sono propri, come parte integrante dell’Europa unita e soggetto collettivo unitario operante, al fianco di altri Paesi ed insieme ad essi, per obiettivi ed interessi sempre nel contesto di crescente interdipendenza in cui tutti viviamo e lavoriamo “.
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Framer
per conto di OSSERVATORIO del sito www.congedatifolgore.com
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