PICCOLA PREOCCUPAZIONE

 

A proposito del d.d.l. Gelmini sulla scuola primaria 

 

Et voilà !

Abbiamo di proposito evitato di avventurarci in un campo scivoloso - quello delle proteste di piazza scaturite prima e dopo l’emanazione del ” d.d.l. Gelmini sulle disposizioni urgenti in materia di istruzione” - semplicemente perchè ………..non ci sentivamo in grado di esprimere un parere compiuto e motivato.

Ma i nostri lettori, e ne siamo lieti, ormai ci incalzano su argomenti non solo militari ed in particolare paracadutistici.

E noi non abbiamo il diritto di sottrarci anche perché abbiamo preso impegno di ” osservare a 360° ”

Ecco dunque cosa ci scrive ” Pave ” ( la sua identità coperta da pseudonimo é a noi nota ).

 

Caro Generale,

rilevo con piacere che nel suo OSSERVATORIO non si limita a trattare argomenti di carattere militare ma che il suo interesse é spesso rivolto anche a quelli sociali.

Mi farebbe piacere leggere il suo pensiero sul ” Decreto Gelmini ” che tanto ha interessato l’opinione pubblica nei giorni scorsi.

In merito ecco il mio pensiero, che é un pensiero di preoccupazione.

La riforma scolastica della scuola materna ed elementare  fatta negli anni 80
è forse il miglior esempio di riformismo fatto in Italia negli ultimi
trent’anni, sicuramente l’unico citato nel mondo.

Grazie a questa riforma il rendimento scolastico dei bambini italiani è fra i primi cinque del mondo.
  

Ora bisogna sfasciare l’unica cosa portata a termine con dei risultati 
positivi.

Ho provato a seguire il dibattito sulle trovate del Ministro Gelmini.

Ho trovato solo l’ostinazione ideologica di tornare come prima e l’interesse
“inconfessabile” di favorire le scuole private, cattoliche e non.
  

Nessun taglio, nessun posto di lavoro a rischio  riguarda l’insegnamento
della religione (sacrosanto). 24 mila insegnanti di religione di ruolo scelti
dai Vescovi ed assunti per la vita dallo Stato.

Segnalo volentieri questo interrogativo al nostro “Brunetta”.

Quindi ecco la mia preoccupazione: tagli alla scuola “pubblica” .

Tagli ai servizi essenziali come gli ospedali ed i trasporti.

In cambio aiuti ad aziende fallite.

In pratica dobbiamo pagare più tasse per avere meno scuole, meno ospedali, ma in compenso garantire utili  a Colaninno, Elkan, Margcegaglia…

Questa è la mia preoccupazione di onesto lavoratore,di onesto padre di
famiglia, di onesto cittadino che “adora” il proprio Paese, “adora” la propria
Bandiera ma non capisce più dove si può finire. 

Scusi lo sfogo, ma sul diritto di far studiare “tutti” allo stesso modo
non “possiamo” lasciar passare. 

Per quanto riguarda le università non mi sento in grado di dare un giudizio e quindi non mi permetto di fare commenti.
   
Pave.

P.S. I dati statistici provengono dall’archivio del quotidiano “La Repubblica”.

 

Interessante! 

Ma per rispondere dobbiamo approfondire l’argomento e non vi é strada più diretta che quella di fare riferimento al ” testo ” del decreto così come firmato dal Presidente Napolitano il 1 settembre 2008.

Dunque il ” decreto ” nella sua sostanza:

 

 

Art. 1.

Cittadinanza e Costituzione

1. A decorrere dall’inizio dell’anno scolastico 2008/2009, ………..sono attivate

azioni finalizzate all’acquisizione ……..delle

conoscenze e delle competenze relative a ” Cittadinanza e

Costituzione”.

Art. 2.

Valutazione del comportamento degli studenti

1. ……….. in sede di scrutinio intermedio e finale viene valutato il comportamento di ogni

studente durante tutto il periodo di permanenza nella sede

scolastica ……..

2. A decorrere dall’anno scolastico 2008/2009, la valutazione del

comportamento e’ espressa in decimi.

3. La votazione sul comportamento degli studenti, attribuita

collegialmente dal consiglio di classe, concorre alla valutazione

complessiva dello studente e determina, se inferiore a sei decimi, la

non ammissione al successivo anno di corso o all’esame conclusivo del

ciclo.

 

Art. 3. 

Valutazione del rendimento scolastico degli studenti

1. …………la valutazione periodica ed annuale degli apprendimenti degli alunni e

la certificazione delle competenze da essi acquisite e’ espressa in

decimi ed illustrata con giudizio analitico sul livello globale di

maturazione raggiunto dall’alunno.

……………………….

Art. 4.

Insegnante unico nella scuola primaria

1. ……………………………e’ ulteriormente previsto che le

istituzioni scolastiche costituiscono classi affidate ad un unico

insegnante e funzionanti con orario di ventiquattro ore settimanali.

Nei regolamenti si tiene comunque conto delle esigenze, correlate

alla domanda delle famiglie, di una piu’ ampia articolazione del

tempo-scuola.

2. ………….. e’ definito il trattamento economico dovuto per le ore di

insegnamento aggiuntive rispetto all’orario d’obbligo di insegnamento

stabilito dalle vigenti disposizioni contrattuali.

Art. 5.

Adozione dei libri di testo

1. ………………………. i competenti organi scolastici

adottano libri di testo in relazione ai quali l’editore si sia

impegnato a mantenere invariato il contenuto nel quinquennio, salvo

le appendici di aggiornamento eventualmente necessarie da rendere

separatamente disponibili. Salva la ricorrenza di specifiche e

motivate esigenze, l’adozione dei libri di testo avviene con cadenza

quinquennale, a valere per il successivo quinquennio.

………………………………..

Art. 6.

Valore abilitante della laurea in scienze della formazione primaria

1. L’esame di laurea ……………….ha valore di esame di Stato e abilita all’insegnamento,

rispettivamente, nella scuola dell’infanzia e nella scuola primaria.

2……………………………………………………

Art. 7.

…………….. al concorso per l’accesso alle scuole di specializzazione

mediche possono partecipare tutti i laureati in

medicina e chirurgia.

………………………………………………

Art. 8.

Norme finali

1. Dall’attuazione del presente decreto non devono derivare nuovi o

maggiori oneri a carico della finanza pubblica.

2. …………………………………

Dato a Roma, addi’ 1° settembre 2008

Napolitano

 

In estrema sintesi, tutto ruota attorno a poche modifiche di sostanza - valutazione del comportamento ( voto in condotta di rilevante importanza ), valuatzione del rendimento in decimi, insegnante unico nella scuola primaria, adozione prolungata dei libri di testo - ed una puntualizzazione : nuovo e più importante rilievo alla educazione civica ed allo studio della Costituzione.

Nulla ci pare sconvolgente.

Al contrario, in prima approssimazione, tutto ci pare condivisibile.

E’ quasi ovvio e condivisibile da tutti che si accentui lo studio della educazione civica e della Costituzione.

E’ ovvio che in tempi di ” vacche magre ” si possano introdurre solo provvedimenti tesi a razionalizzare le non aumentabili spese.

E’ altrettanto ovvio che l’adozione di ” testi duraturi ” va condiviso perchè da anni auspicato.

Rimangono allora in piedi gli articoli relativi alle ” valutazioni “, e ” l’insegnante unico ” e su questi vogliamo soffermarci  perché in ultima analisi sono quelli sbandierati nelle proteste di piazza.

Che si cerchi di introdurre metri ” sintetici  numerici e puntuali ” anzichè giudizi e valutazioni analitiche, ci sembra un passo in avanti ( anche se é un ritorno al passato ) importante perché tende - é la nostra valutazione - al ristabilimento di un corretto principio di ” meritocrazia “.

Quella meritocrazia che deve dare agli stessi studenti il senso dei loro sacrifici - espressi nello studio e nel rendimento anche nei confronti degli altri studenti - più e meglio che non confusi giudizi analitici che, non omogenei e non uniformi, spesso sollevano perplessità e incomprensione ed infine appiattimento.

Quell’appiattimento - sono volutamente polemico - figlio di un ‘ 68 che ha perfino portato agli esami di gruppo.

Dunque, ben venga la ” valutazione in decimi ” !

Quanto poi alla valuatzione del comportamento e ad un inasprimento nei giudizi tale da invitare i nostri giovani ad un maggiore autocontrollo, ci pare cammini esattamente nella direzione di una ricerca della eliminazione di quei comportamenti bulleschi che ormai costituiscono atteggiamento normale per gli studenti e che va invece stroncato con la collaborazione delle famiglie.

Resta allora il provvedimento relativo alla reintroduzione del ” maestro unico “.

Forse ormai la mia età é troppo avanzata e quindi sono condizionato dal ricordo ancora vivo dell’infanzia quando il mio punto di riferimento, oltre e non sempre dei genitori, forse del  parroco che mi faceva catechismo, era sicuramente la ” mia maestra “.

Il cui ricordo - oggi in età avanzata - ancora mi commuove : nel maestro unico si identificava l’esempio ed il riferimento al di fuori della famiglia.

Colui che ci parlava  - con linguaggio univoco e responsabile - dei valori della famiglia, dello studio, della convivenza sociale, della Patria ai quali avremmo dovuto uniformarci in futuro.

Con questa ” partenza ” se ci guardiamo indietro non ce la sentiamo proprio di accettare che…..siamo poi riusciti così male.

Anzi!

Tu,  caro Pave, mi scrivi della tua preoccupazione per i tuoi figli in età scolare.

Deduco quindi che la tua generazione sia quella che ha vissuto i danni - penso io ! - procurati dal ‘68.

L’insegnamento multiplo e differenziato é quello che ha caratterizzato la tua generazione.

E’ quello del ” nessuno é responsabile ”

E’ quello dei maestri che alternano la loro presenza nelle classi confondendo - credo io! - le idee in formazione dei nostri studenti spesso a causa delle loro contrapposizioni ideologiche o almeno delle idee non uniformate.

Lungi da me l’idea che i nostri giovani siano peggiori di quanto fossimo noi alla loro età.

Sicuramente sono molto meglio di come noi eravamo.

Ma é legittimo chiedersi quanto più potrebbero essere migliori se la scuola li preparasse meglio alla vita.

Quanto al ” tempo pieno “, quello che giustamente preoccupa i genitori di famiglie nelle quali é indispensabile che entrambi possano lavorare per far fronte alle sempre più pressanti esigenze economiche, ci pare di potere affermare che nessuno e certamente non il decreto in argomento abbia avanzato proposte di eliminazione.

Solo una interpretazione volutamente strumentale può alimentare una idea del genere.

Ci pare infatti di capire che con il maestro unico si voglia anche evitare che il tempo pomeridiano sia soltanto un  “parcheggio protetto ” e che si voglia invece aumentare la ” qualità ” delle ore non diminuire la ” quantità “.

E questo richiedendo al maestro unico un impegno che superi le 24 ore settimanali di insegnamento consentendo agli studenti ” assistenza ” nella elaborazione dei compiti durante le ore pomeridiane impegnate invece in attività dispersive o non primarie o quanto meno non continuative di quanto appreso al mattino.

Per poi demandare ai genitori a casa, al termine del lavoro, di far fare i compiti ai propri figli!

Direi che si dovrebbe trattare in questo modo in futuro di ” studiare giocando ” anziché ” giocare studiando ” .

Ripeto : forse malinconie di un maestro unico che ha segnato la mia vità, che mi ha consentito poi negli anni di ascoltare la saggezza di chi mi diceva ” non preoccuparsi mai dei problemi ma solo occuparsi di essi .

Non credo quindi, caro Pave, che almeno in questo caso tu debba preoccuparti, mentre capisco fino in fondo che tu ti occupi.

Ed affida, se ritieni di darmi credito, serenamente i tuoi figli al maestro unico.

E quando sentirai i tuoi figli affermare ” come dice il mio maestro ” allora avrai la certezza di avere ben fatto!

Ed quello che io ti auguro di cuore.

Sono consapevole di non avere esaurito tutti i temi da te messi sul tappeto nella tua lettera : motivi di spazio  e di ” rispetto ” per i miei lettori ai quali non posso richiedere di dedicare troppo tempo alla lettura dei miei interventi mi hanno consigliato di soffermarmi sul decreto Gelmini che é stato l’argomento scatenante delle tue ” preoccupazioni “.

Grazie per la comprensione.

 

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Framer

per conto di OSSERVATORIO del sito www.congedatifolgore.com