ANCORA SUL PROCESSO PER NASSIRIYA

 

Un ulteriore commento 

 

Ancora sul processo per Nassiriya ci giunge da Mario Barchi un interessante commento che volentieri pubblichiamo e per il quale ringraziamo il nostro lettore.

 

Nel caso della sentenza di Nassirija, non si tratta semplicemente della solita scrupolosa ricerca di un responsabile da parte del giudice di turno.

C’è molto di più.

C’è la dimostrazione palese e “solenne” di una nostra incapacità “costituzionale” (cioè inscritta nella nostra Costituzione).

Infatti, con l’art.11 della stessa, i cosiddetti padri costituenti parrebbero aver avuto la pretesa non solo di ripudiare, ma addirittura di abolire la guerra, per noi e per gli altri, iscrivendo così l’Italia, con un semplice tratto di penna, tra i benemeriti dell’umanità.

Strano che non ci avesse mai pensato nessuno, prima!

Per cui, quello che avviene in operazioni deve essere trattato pervicacemente ed ideologicamente esattamente come se fosse avvenuto in Patria, dove gli eventi violenti riguardano tutt’al più gli scontri tra Forze dell’Ordine e delinquenti, tra Buoni  e Cattivi.

Il fatto che i nostri uomini si trovino invece, come avviene da anni tutti i giorni nella pressocché totale indifferenza generale, in situazioni di guerra vere e proprie, dove ci sono volontà, professionalità e addirittura tensioni morali volte ad escogitare ogni mezzo per ammazzarli, poco conta per i nostri uomini della legge.

Ricordate?

Avevano avuto la pretesa di processare un soldato US per la morte del povero Calipari.

Lo stesso soldato, che si era comportato assolutamente in linea con le regole di ingaggio, se fosse stato italiano e non semplicemente italo-americano con passaporto US, sarebbe già tra le sbarre, chissà, per eccesso di legittima difesa o per porto abusivo d’arma.
 

Così per il povero Stano, reo di essere Generale e dell’Esercito e di essersi trovato nel posto sbagliato e al momento sbagliato (cioè, nel posto e nel momento che gli erano stati comandati) non c’è stato nulla da fare.

Hai voglia a spiegare ai giudici questioni di carattere operativo.

Vagli a far capire che dove si trovavano i nostri, morivano tutti i giorni decine o addirittura centinaia di militari e civili nello stesso modo.

Loro, questo non lo possono comprendere.

E, comunque, non lo possono accettare. La sola “realtà” che la nostra Costituzione gli impone di riconoscere è, infatti, quella fantastica e fantascientifica che ci ha fabbricato la precedente generazione, nella quale non è nè previsto, nè corretto, nè educato morire di guerra.
 

Mi sorge un sospetto!

Vista la logica sottesa da questo approccio, non è che, immerso in questa realtà immaginaria, qualche tribunale ha pure aperto un fascicolo sull’uccisione di Oetzi, visto che nella carcassa dell’Uomo del Simulaun è stata rinvenuta una punta di freccia?
 

O il caso è caduto in prescrizione?
 

Mario Barchi

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A cura di framer

per conto di OSSERVATORIO del sito www.congedatifolgore.com