MI VIEN DA RIDERE……( 2 )

 

Iller Frasson aggiunge il suo articolato parere 

 

Caro Merlino,
                    

 

           ho letto come sempre con interesse gli articoli del tuo osservatorio sia sulle sentenze relative alla questione di Nasiryah che sull’impiego delle Forze Armate come spalatori di pronto impiego a Milano, così come, diciamo con un neologismo oggi molto in uso, operatori ecologici a Napoli con relativo avviso di garanzia al Generale responsabile, il discorso sulla coperta corta, per finire poi con l’impiego in ausilio alle Forze di Polizia.

Dico subito che quest’ultimo impiego, pur con alcune osservazioni che già avanzai è l’unico che non ritengo improprio.

Sono cresciuto in un tempo in cui vi era ancora l’esaltazione del Risorgimento e seppur con tutte le ombre che ogni realtà ha e che solo successivamente sono state portate alla luce, è un periodo della nostra storia che ancora mi affascina ed ogni volta che passo da Roma e guardo il bel monumento al Bersagliere a Porta Pia, nel commuovermi, mi piace l’idea romantica del Soldato Italiano come pura espressione dei sentimenti migliori del nostro popolo, coraggioso, valoroso, capace di eroismo ed abnegazione ma anche generoso, sia col nemico esterno che allora era perlopiù l’appartenente all’impero Austro-ungarico che col nemico interno nella lotta al feroce brigantaggio.

Quella che poi considero una felice intuizione di Re Vittorio Emanuele I nell’istituzione dell’Arma dei Carabinieri il 13 Luglio 1814, sancisce il principio di propedeuticità e complementarietà delle due culture, quella militare e di polizia.

Lascia perdere il pensiero del nostro sindacalista che hai riportato, oltre ad esprimersi male, non riflette certo il pensiero della maggioranza degli appartenenti alla Polizia di Stato.

Onore poi ai Soldati Italiani che nella più misconosciuta delle virtù, l’obbedienza, hanno operato silenziosi e fedeli anche in compiti che non avrebbero mai dovuto ad essere chiamati a svolgere e che come giustamente è stato scritto, se formalmente legittimi, sostanzialmente lesivi della loro dignità, soprattutto perché volontari, mentre un esercito di giovani fannulloni, premiato già nel 1972 con la promulgazione della legge sull’obiezione di coscienza e poi con la sospensione del servizio militare di leva, è stato lasciato nella propria indolenza a godere i benefici del lavoro dei Soldati.

Oltretutto si è veicolata l’idea che se non impiegato fuori area il Soldato in caserma non fa nulla e quindi è giusto fargli fare qualsiasi cosa.

Tralascio per carità di Patria poi tutte le polemiche non del tutto infondate sull’impiego, sulle relative modalità, sui risultati reali ottenuti nelle varie missioni fuori area e sulle risorse messe a disposizione.

Tutto ciò però a questo punto non può non far nascere spontanee alcune riflessioni e domande.

Per un popolo che nei suoi legittimi rappresentanti ha simile considerazione e decide così del destino delle sue Forze Armate, diciamolo sinceramente, con l’impressione che si preferiscano più dei bei funerali di stato da celebrare in seguito ad attentati che vigorosi e vittoriosi combattimenti che diano forza al diritto internazionale violato,  è giusto, ha ancora un senso mantenerle in vita così?

Nessuno invoca la guerra,  per carità, ma è giusto formare dei giovani a degli elevati ideali che la società civile pare aver abbandonato da tempo, al sacrificio, all’idea di uccidere od essere uccisi, di sopportare od infliggere terribili sofferenze, chiedergli un’elevata mobilità con relativi sacrifici personali e familiari visto che l’edilizia residenziale di servizio non viene più realizzata da almeno quarant’anni, e poi trattarli così?

Simile interrogativo ce lo si pone anche per le Forze di Polizia, visto che molto del lavoro che viene fatto da queste, viene poi vanificato da leggi buoniste che producono sentenze che sostanzialmente fanno uscire molti  delinquenti. Ricordo l’ imbarazzo del conduttore di una trasmissione televisiva alla spiegazione se non ricordo male del Procuratore Nazionale Antimafia Vigna il quale spiegò appunto come attualmente sia più semplice e conveniente dal punto di vista economico…… sopprimere la consorte che non si sopporta più che non separarvicisi! Io credo che tutte queste domande bisogna porsele perché mi pare che andare avanti abbia veramente poco senso.

Ha senso, ripeto, allevare un giovane a elevati ideali all’interno di un prestigioso Istituto per poi farlo sentire metaforicamente tradito quando ne esce?

Ed ancora: se i giovani di oggi sono sicuramente più svegli e più informati di quelli di ieri, possibile che chi decide di entrare a far parte a qualsiasi titolo delle Forze Armate non conosca già queste contraddizioni?

Ed allora perché decide di entrare a farne parte?

Quali sono le sue reali aspirazioni? Gli interrogativi e le perplessità nascono spontanei in seguito alle delusioni, le risposte molto meno.

Quali le soluzioni?

Non saprei proprio che rispondere……. Le Forze Armate esistono per difendere con la forza il diritto delle nazioni ad esistere…….

Come già scrissi, se l’Italia nella sua Carta Costituzionale all’articolo 11 (peraltro in palese contraddizione con l’articolo 78) ha ritenuto di rifiutare concettualmente l’uso della forza  per difendere il diritto all’esterno (e pare lo abbia fatto anche all’interno con la giustizia con l’articolo 27 …), forse non doveva nemmeno accettare di entrare nella N.A.T.O..

Forse sarebbe stato più coerente fare come Svizzera, Austria e Svezia, forse avremmo evitato molti guai, polemiche, incoerenze, caos concettuale, sociale  e politico. 

Con tutto il rispetto per la tua mamma, il tempo delle nozze con i fichi secchi è finito da un pezzo, anche perché non sono rimaste neanche le bucce.

Il fatto che nemmeno chi ha insozzato per quarant’anni i muri con la scritta “Fuori l’Italia dalla N.A.T.O. e fuori la N.A.T.O. dall’Italia”, quando è andato al governo abbia avuto il coraggio di farlo, fa pensare  ma, in definitiva sono gli stessi che lordavano i muri scrivendo anche “cloro al clero” e poi una volta al governo baciano l’anello al Santo Padre inchinandovicisi di fronte………….

Forse si potrebbe farlo ora, mutando la politica estera del Paese e rimodulando lo strumento militare come quello svizzero o forse bisognerebbe cambiare semplicemente qualche parola nella Costituzione, forse bisognerebbe prendere qualche impegno in meno, ridurre l’organico e destinare più fondi alle risorse tecnologiche in ambito militare, o forse sono tutte disquisizioni inutili dato che forse hanno ragione Luca Cordero di Montezemolo ed il Presidente dell’EURISPES, dr. Fara,  quando dicono rispettivamente nel discorso alla Scuola Superiore della Pubblica Amministrazione e nel Rapporto Italia 2007 , che un italiano su due rema contro e che il nostro Paese è immobile a logiche medioevali, modi eleganti per dire che almeno metà degli italiani, a qualsiasi gruppo sociale appartengano, sono……(omissis)…….

Ed in una democrazia quando il 50,1% dei consociati fosse disonesto, non si va da nessuna parte.

Passo ora agli altri lettori la palla.
 

Cordiali saluti a tutti.
 

Iller Frasson

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A cura di Framer

per conto di OSSERVATORIO del sito www.congedatifolgore.com