STUPRI E VIOLENZE : E LA SICUREZZA? ( 1 )

 

Sempre, purtroppo, all’ordine del giorno 

Ci mancava anche San Valentino.

Sarà certamente un caso, una malaugurata coincidenza certamente, sta di fatto tuttavia che la festa degli innamorati ha lasciato una scia terribile di violenze e stupri che ha riportato al centro dell’attenzione, ancora una volta, il problema sicurezza.

E questo di per sè significa che il problema sempre esiste ed è tutto da risolvere alla faccia di tutti i palliativi che ci hanno propinato nei casi precedenti.

Ora di fronte a questa nuova escalation si cerca di correre ai ripari : ancora una volta con tamponamenti episodici e sotto la pressione dell’opinione pubblica esasperata.

Ora siamo in attesa di un DdL che, definito urgente, deve rendere immediatamente esecutivi alcuni  inasprimenti di legge previsti nel Disegno di legge già presentato alle Camere.

Si sentirà più sollevata la maggioranza che andrà sbandierando……….abbiamo fatto, abbiamo realizzato………

Si sentirà autorizzata l’opposizione a sbandierare……..provvedimenti demagogici, inutili parole……….

Noi abbiamo da tempo le nostre idee in merito alla sicurezza : occorre il ” controllo del territorio ” da tutti auspicato, ma per la cui attuazione non si individua ancora la soluzione definitiva.

Noi siamo convinti da sempre che le soluzioni generalistiche non risolvono alcun problema, in particolare oggi in un mondo che richiede altissima specializzazione e professionalità indiscussa in ogni campo.

Per il controllo del territorio ci rifacciamo, semplificandolo al massimo, ad un episodio che molti anni orsono vide protagonista l’allora Colonnello Paracadutista Marco Bertolini che ebbe l’ardire di far sapere dalla Bosnia ai nostri vertici politici e militari che per avviare a soluzione la pacificazione dell’area balcanica a nulla servivano i raid aerei da loro autorizzati ma piuttosto occorreva………lo scarpone del fante con le sue orme dovunque.

Ci fu sconcerto per l’ardire, molti lo ” bacchettarono ” allora e nessuno però poi ha avuto l’onestà morale di riconoscergli la piena ragione data dall’evidenza dei fatti seguiti negli anni.

Ora si parla di accentuare la presenza dei militari dell’Esercito addestrati per altre esigenze  ed altrove in massa impiegati ( e già ci siamo permessi recentemente di motivare il nostro  dissenso ) e di autorizzare ronde civili non armate delle quali pensiamo tutto il male possibile perchè motivate ideologicamente e quindi ” esasperate ” e quindi pericolosissime perchè ci paiono una legittimazione della ” sicurezza fai da te “indegna in un paese civile.

Siamo fortemente contrari a soluzioni o palliativi ad hoc.

Il problema é strutturale e va preso immediatamente per i capelli, anzi proprio dalla radice dei capelli.

Occorre rifondare completamente il comparto sicurezza allo scopo di ottenere efficienza razionalizzando il comando ed ottimizzando l’utilizzazione delle forze e delle risorse.

Si diceva un tempo che una forza di polizia unica poteva essere troppo potente per non minacciare la libertà democratica : fandonie allora e ancor più fandonie oggi!

Ecco il risultato di tali insulse preoccupazioni.

Sappiamo quale sia la proliferazione e la dispersione degli organi di polizia e dei corpi assimilati nel nostro paese.

Proviamo ad elencarli, sicuramente in modo incompleto : carabinieri, polizia, guardia di finanza, corpo forestale, polizia penitenziaria, capitanerie di porto …………ognuno di questi organi con diverse demoltiplicate specializzazioni.

Chi riesce a districarsi in mezzo a queste varianti ha comunque molta difficoltà a discernere i limiti di competenza e non può fare altro che constatare come le sovrapposizioni siano molto frequenti.

Il fatto é che siamo in presenza di tanti organismi similari, ognuno con un suo ” cervello ” separato quando invece sarebbe certissimamente utile, ed oggi appare indispensabile, avere un unico grande ” cervello di Comando ed operativo “.

Uno dei principi fondamentali dell’arte della guerra é quello della  ” Unicità di Comando “.

Invece ognuno oggi vuole  ” mostrare bandiera “, naturalmente la sua, in contrapposizione a quella degli altri.

E così con evidenza spudorata vediamo  presenze e scorte ripetitive che occupano gli spazi visivi e televisivi trasmettendo quindi un messaggio di presenza ostentata ma falsata.

Dicevamo degli organi di Comando : ogni organismo ha il suo e temiano fortemente che il coordinamento tra essi sia deficitario e sicuramente dispersivo anche se spesso ci dicono che esiste : ma il fatto stesso che spesso sentano la necessità di evidenziarlo, questo coordinamento, sta a significare che non é poi così naturale ed automatico.

Chi può fare una valutazione di quanto un Comando unico delle forze di polizia potrebbe fare risparmiare in uomini ( da destinare al territorio ) ed in mezzi centralizzati e non più ripetitivi?

Senza dimenticare poi che oggi la ” tecnologia ” consente l’ottimizzazione del ” cervello unico “.

Dicevamo poi della ” specializzazione “.

Sapevamo, e recentemente ci viene confermato dagli impieghi all’estero, che le nostre forze di polizia ( i carabinieri in particolare ) sono considerate tra le migliori del mondo.

Le loro capacità sono indiscusse se mirate al controllo del territorio.

Ed allora se nel nostro paese si riconosce oggi l’esistenza di una emergenza sicurezza perchè non si stabiliscono le dovute priorità e queste forze non vengono impiegate sul territorio italiano per la sicurezza prioritaria dei nostri concittadini?

E poi  : basta con queste ” scorte ” che altro non sono che uno ” status symbol ” di una posizione di privilegio e di arroganza.

Certo, i personaggi istituzionali e politici sono più esposti di altri alla ” sicurezza ” :  rischiano di più ma é anche per questo che sono ben pagati.

Non è proprio secondo questo principio che anche i nostri militari all’estero ricevono indennità adeguate ai disagi ed al rischio?

E poi ancora : meriterebbe una riflessione perfino la dispersione di fondi e l’utilizzazione impropria degli appartenenti ai gruppi sportivi che, é vero, portano lustro ai vari corpi di appartenenza ma, ci pare, nulla hanno a che fare con i compiti istituzionali.

Il CONI ha altri fondi e tuttavia torna comodo non pagare gli stipendi di  ” personale professionista ” che svolge attività per suo conto.

Vogliamo dire spese ingenti recuperabili ai fini della sicurezza anche se non sarebbe la stessa cosa per gli uomini e le donne che vestono le varie uniformi solo quando si recano a ricevere i complimenti dal Capo dello Stato o del Governo : senza lo stipendio lascerebbero subito le uniformi.

Che svolgano pure la loro encomiabile attività questi atleti ma non con i fondi istituzionalmente dedicati al comparto sicurezza!

E poi infine : le bande musicali di cui ogni organo di polizia va orgoglioso, siamo proprio sicuri che rientrino nelle esigenze della sicurezza?

E poi…………………

Tirando le somme.

Noi vorremmo che il problema della sicurezza in Italia partisse dal controllo del territorio effettuato da personale addestrato e specializzato e coordinato da un  Comando centralizzato , il tutto dopo avere ben raschiato i barili ove sono dispersi rispetto alle esigenze prioritarie uomini di altissimo livello che ora vengono impiegati in compiti diversi dalla sicurezza dei cittadini e che utilizzano risorse importanti destinate alla sicurezza appunto.

Sappiamo che abbiamo segnalato soluzioni semplici se pure difficili da realizzare senza determinazione e volontà decisa e condivisa..

Sappiamo che ci siamo addentrati nell’utopia.

Sappiamo anche che si tratta delle solite battaglie contro i ” mulini a vento “.

Sappiamo anche tuttavia che é tutto quello che noi possiamo fare .

Consapevoli di andare contro corrente, anche avendo la certezza di inimicarci qualcuno , ma di lanciare comunque il sasso,  ben pronti però a non nascondere poi la mano.

Comunque sia, nessuno potrà convincerci, anzi i fatti dimostrano il contrario, che  non possa essere meglio utilizzato il numero totale di forze di polizia attive in Italia  ( dati 2005 )  di 324.339 unità,  il più alto in Europa, 74.000 in più rispetto alla Germania e più del doppio della Gran Bretagna.

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Framer

per conto di OSSERVATORIO del sito www.congedatifolgore.com