IL VIA ALLE ” RONDE ” ( 4 )
Ancora un po’ di acqua fredda sul mio entusiasmo
Un ulteriore commento, questa volta del nostro lettore Paolo Borchetta,sul tema in titolo.
Borchetta, tra l’altro, auspica l’intervento di Frasson, che conosce come operatore d i sicurezza : i due interventi sono giunti contemporaneamente a noi e ci pare che Frasson pur non avendo cognizione dei quesiti e dei dubbi, abbia già risposto in modo esauriente.
Certo i pareri ( il mio, quello di Frasson, quello di Borchetta ) non sono esattamente coincidenti : meglio così, chi ne avrà voglia di leggerci, ovviamente, avrà solo qualche motivo in più per approfondire le sue valuatazioni.
Se così sarà il nostro OSSERVATORIO avrà realizzato uno dei suoi obiettivi : informare, documentare, approfondire lasciando a ciascuno, ovviamente, il diritto della propria libera opinione.
In attesa che ” i fatti ” ci dicano chi…………aveva ragione!
Carissimo Generale,
Ho letto con molto interesse il tuo intervento a favore delle ronde di recente in via di costituzione e da quello che e’ dato a capire.
Avendo a cuore la soluzione dei problemi e per usare il pragmatismo alla Don Camillo, mi interessa salvare prima di tutto i cavoli dei cittadini dopo la capra dei politici, mi pongo alcune domande su questo nuovo parto legislativo all’ Italiana su cui interesserebbe molto avere l’opinione di tutti e principalmente di persone del mestiere quali il Sig. Frasson.
Prendo spunto da quanto citato in precedenza:
“…..la possibilità che i sindaci, previa intesa coi Prefetti, si avvalgano di forme di collaborazione da parte di associazioni di cittadini (non armati) utili a segnalare casi di disagio sociale o che possano recare pregiudizio alla sicurezza.“
Domande:
Perche’ le ronde, essendo di fatto una sorta di volontariato impiegate in supporto ad un servizio di pubblica sicurezza, devono dipendere dal Sindaco, seppur previa intesa con l’Autorita Prefettizia, e non dal Prefetto stesso?
Mi sembrerebbe logico, cosi come per i servizi di volontariato dlla Portezione Civile, che tali organizzazioni siano dipendenti da chi se ne intende di pubblica sicurezza.
Come sappiamo i Sindaci sono dei politici, con le loro agende di partito, allora chi mi garantisce che queste nuove ronde operino con il solo fine della pubblica sicurezza e non secondo agende di partito che, magari, piu’ che della pubblica sicurezza si interessano ad altre finalita’ pro-parte?
Per non parlare della competenza organizzativa/gestionale che come sappiamo, non e’ un punto forte dei nostri politici.
Il fatto che chi puo’ accedere a tali ronde debba avere alcuni requisiti come essere un ex-militare non mi rassicura affatto, in Italia fino a qualche anno fa’ eravano tutti ex-militari (seppur di grado diverso) e l’elettorato attuale dai 23-24 anni in su’ si puo’ fregiare di tale titolo avendo la maggior parte, servito nelle forze armate.
Il discorso cambia un po’ per gli ex appartenenti alle forze dell’ ordine, peraltro una percentuale di molto inferiore rispetto alla categoria di cui sopra.
La ronda segnala, benissimo: e dopo?
Presumo che le Forze dell’ Ordine debbano intervenire.
E qui mi casca l’ asino, anzi la capra.
La domanda e’: su quale base le forze dell’ ordine possono intervenire sulla base di una pregiudiziale alla sicurezza?
Mi pare siamo punto e a capo, arresto (preventivo fino a 8 settimane, mi pare), imputazione, processo (con tre gradi di giudizio o su base accelerata, mesi se non anni), condanna (depenalizzata con indulti vari, per pene fino a 5 anni se ben ricordo) e alla fine carcerazione in un sistema carcerario che e’ quasi al doppio della capacita’ (non si capisce perche’ non si costruiscano carceri se tanto si parla della certezza della pena).
Se poi si parla di stranieri, si apre la possibilita’ che alla condanna (indultata) possa seguire l’espulsione.
Se sono extra-comunitari, bisogna dargli i soldi per il biglietto, se sono comunitari, quelli per treno.
Questi fondi non ci sono, e allora che ne facciamo di questi?
Se poi riusciamo ad espellerli, che cosa esiste per assicurare, specialmente per gli Europei, che non prendano un altro treno con un nuovo passaporto e rientrino?
Faccio notare che i beduini del paese in cui vivo, hanno un problema similare del controllo dell’ immigrazione; la sola differenza e che mentre da noi gli immigrati sono una percentuale che si aggira attorno al 10-15% e comunque di molto inferiore ai cittadini Italiani, nei paesi del Golfo gli immigati sono dal 200% al 500% della popolazione e non tutti, credimi, di ceto medio/alto.
Il problema e’ stato risolto con una spesa relativamente modica, come del resto anche negli Stati Uniti, con quello che si chiama lo scan del bulbo oculare.
Senza entrate nel merito di baggianate come il profilo del DNA, costoso e non necessario, il bulbo oculare non e’ alterabile (o cancellabile come per le impronte digitali) ed e’ unico per ogni persona.
Se invece di dare soldi alla Libia, discutessimo investimenti congiunti con i paesi fonte di tali immigrazione, per implementare banche dati di scan del bulbo oculare al momento di richiedere il documento per l’espatrio forse riusciremmo a prevenire certi influssi o ad identificare certi delinquenti disperati prima che lascino il loro paese o all’ arrivo nel nostro; l’identificazione e’ gia’ un passo avanti contro la clandestinita’ e la delinquenza.
Supponendo che, a fronte delle ronde, ci sia un controllo piu’ capillare del territorio, come sposiamo questo aumentato volume di segnalazioni con i tagli alla pubblica sicurezza, le inefficienze del sistema penale, la legiferazione pro-delinquenza, ecc.?
Forse non e’ a tutti noto la recente legislazione in merito agli arresti domiciliari; mi e’ dato di capire che siano stati abrogati gli arresti domiciliari per i reati di stupro e mafia.
In sostanza si va in galera e ci si sta’ fino alla sentenza (anche se poi magari sei innocente) che in Italia prende un pochino di solito (sempre che non si sia un politico e che ci sia posto).
Rimangono gli arresti domiciliari nel caso di omicidio.
Se cio’ e vero, ancora una volta, qualche Jure Consulto dell’ ultima ora, ci propina il solito fumo calpestando la capacita’ di giudizio della Magistratura.
Ricordo che per fortuna in uno stato di diritto, anche la confessione non e’ prova di colpevolezza e che gli arresti domiciliari vengono concessi, in attesa della comprovata colpevolezza, solo nel caso in cui il Giudice reputi che non esista il pericolo di recidivita’ o di inquinamento delle prove.
Quindi se strupri vai in galera, e fin qui’ poco male, se uccidi puoi anche stare a casa.
Alla fine, da profano, posso sempre sbagliarmi, comumque mi sembra che quantomeno vale la pena di porsi la domanda se tali decreti siano effettivamente di sicurezza o solo rassicurativi non andando al sodo delle problematiche (la punta dell’iceberg e meno del 10% del volume totale).
Qui cito un attento osservatore (sempre a mia opinione) che usando il parallelo delle leggi della fisica equiparo’ il flusso dell’immigrazione dai paesi meno sviluppati ai paesi piu’ industrializzati (che deriva da altri fattori macro-economici) ad una massa liquida e gli stati industrializzati a dei contenitori; secondo le leggi della fisica, l’acqua fluisce maggiormente dove la pressione nel contenitore e minore.
E qui sarebbe interessante fare uno studio del tipo se io fossi un delinquente straniero in quale stato vorrei emigrare?
Mi sembra che siamo ancora di fronte ad una situazione shakespeariana…………..” much ado about nothing ” (occuparsi alacremente del niente).
Affezionatissimo
Paolo Borchetta
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A cura di Framer
per conto di OSSERVATORIO del sito www.congedatifolgore.com
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