CADUTI ( 1 )
Dolore………dolore………….impotenza
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Nel momento in cui ci accingevamo ad un commento sull’esito ufficiale delle elezioni presidenziali in Afghanistan che hanno visto il successo senza ballottaggio di Karzai con la conferma della sua Presidenza, ci giunge la ferale notizia dell’attentato che nelle strade di Kabul, colpendo due mezzi Lince, ha procurato la morte di nostri 6 Paracadutisti e del ferimento grave di altri 4 militari.
Il nostro cordolglio é sentito e profondo.
I nostri auguri ai feriti sono sentiti e sinceri.
Il dolore é immenso : abbiamo troppo rispetto, doverosamente, per quello dei familiari delle vittime per paragonarlo al loro ma quello che noi sentiamo é pure fortissimo.
Il dolore di noi Italiani ma anche e soprattutto di noi che abbiamo vissuto la nostra vita professionale nella ” famiglia ” della Folgore e, in particolare, nell’allora Batttaglione Paracadutisti “ El Alamein ” oggi 186° Reggimento.
Proprio quello che é stato stamane il più colpito ( deceduti quattro suoi Paracadtusti, insieme ad uno del 183° ed uno del 187° ) nel vile attentato.
Il dolore é immenso.
E lo é ancor più a fronte dell’impotenza contro la viltà.
Abbiamo pensato nei giorni scorsi, nelle nostre prime analisi sui risultati elettorali ancora provvisori, che il successo di Karzai senza passare attraverso il ballottaggio avrebbe contribuito in tempi più contenuti a ” stabilizzare ” il Paese con la rassegnazione degli sconfitti.
Ma l’esasperazione non é evidentemente controllabile.
E facciamo fatica a pensare, anche se vorremmo che così fosse, che l’attentato di oggi possa essere stato un ” colpo di coda ” di un terrorismo purtroppo ancora lontano dall’essere vinto.
E’ in questa chiave che leggiamo gli attentati di stamane ( quello agli italiani non é stato il solo ): come un forte segnale nei confronti di Karzai proprio nel giorno del suo insediamento dopo l’esito ufficiale delle elezioni.
Attenzione, caro Presidente : la tua é una legittimità limitata perché deriva dal suffragio di 6 milioni di voti ( di cui 1 milione contestato per irregolarità ) su 17 milioni di aventi diritto al voto.
Noi talebani ( ? ) siamo comunque liberi di agire e te lo dimostriamo : il controllo del territorio é tutto nostro.
Il messaggio é chiaro e non rivolto agli italiani ma proprio a Karzai perché avvenuto nel centro di Kabul, coinvolgendo molta popolazione locale e proprio nello stesso momento in cui il Presidente nel corso del suo intervento vantava il successo elottorale.
Ora, é sicuro, dopo il cordoglio ( per alcuni solo di facciata ) ripartiranno in Italia i tempi dei ripensamenti.
Ci riempiranno le orecchie di ” exit strategy “, di ” transition strategy “, di ” afganizzazione del conflitto “, di “ territorio sotto controllo “……………….
Vorremmo proprio che così non fosse, almeno per il tempo necessario ad fare un pò decantare il dolore ed il cordoglio di questa nuova tragedia.
Adesso, per pietà, lasciateci piangere in silenzio…….
E speriamo proprio che poi , a freddo, gli organismi e le politiche internazionali potranno trovare , insieme, la strada per ridimensionare gli obiettivi in Afghanistan : l’auspicato obiettivo della ” pacificazione “ del Paese a cura di truppe esterne appare troppo pretenzioso mentre appare appena più possibile ( ma anch’esso in tempi non brevi ) quello del ” controllo del territorio ” puntando sulla afganizzazione progressiva, politica e militare, del problema.
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Framer
per conto di OSSERVATORIO del sito www.congedatifolgore.com
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