CONSEGUENZE PERICOLOSE ( 3 )

 

Ancora un articolato intervento di Iller Frasson

 

 

Caro Merlino,
 

innanzitutto un saluto ed un augurio a te, all’amico Borchetta ed a tutti i paracadutisti in servizio e non, ed ai semplici visitatori del sito.
 

Le considerazioni del signor Borchetta in merito alla tirata d’orecchie sono pienamente sensate ma….per le persone di buon senso che forse indipendentemente dalla cultura e dall’intelligenza, sono rimaste un po’ pochine…
 

Purtroppo i toni del legittimo confronto politico sono da tempo divenuti aspri, elevati, grossolani e triviali, forse conseguenza naturale della nostra natura di italiani, di tutti quei secoli e di quelle generazioni cui fa appunto riferimento il signor Borchetta, sottolineando giustamente, prima del 1945….
 

In definitiva mediterranei, mi duole per loro, anche gli alto-atesini (o sud tirolesi, come preferiscono…), siamo grossolanamente esuberanti, individualisti fino all’estremo ed altro….
 

Il guaio è che i nostri legittimi rappresentanti popolari, non percepiscono come essendo appunto l’essenza prima della sovranità nazionale, qualsiasi loro comportamento è per forza di cose immediatamente esempio trainante per tutti i cittadini, anche se è appunto un essere primi legittimati dal basso e non più dall’alto come nei secoli passati.

Legittimando taluni comportamenti come “normali espressioni” del “normale contrasto politico” la prima conseguenza è di svuotare letteralmente di significato comportamenti ed espressioni, determinandone nei fatti l’impunità.

Ecco quindi che le espressioni grossolane che finiscono per offendere la religione islamica la quale è il fondamento degli stati mediorientali in quanto teocrazie, che teoricamente potrebbero anche configurare seppur in senso molto lato il reato previsto e punito dall’articolo 244 del codice penale come “atti ostili contro uno stato estero tali da turbare le relazioni con un governo estero, ovvero da esporre lo Stato italiano od i suoi cittadini, ovunque residenti al pericolo di rappresaglie o ritorsioni” diventano cosa normale non solo nelle aule parlamentari ma anche tra i cittadini comuni con le conseguenze immaginabili.

Ecco quindi che l’appellare l’avversario politico come ghiandola sessuale maschile, cosa che potrebbe configurare il reato previsto e punito dagli articoli 594 e 595 (ingiuria e diffamazione) diventa poi cosa comune non solo nelle aule parlamentari ma anche tra i cittadini comuni con le conseguenze immaginabili che non di rado arrivano alle coltellate.

Ecco quindi che quando già mezzo secolo fa tal Togliatti (definito “il migliore”…), già coniugato in Torino preferì condividere la vita con altra persona con cui condivideva le lotte politiche in Roma, cosa che avrebbe potuto configurare il reato previsto dagli articoli 559, 560 (ora abrogati) e 570, prontamente imitato e supportato da personaggi dello spettacolo (Mina/Corrado Pani, Pavone/Teddy Reno, Coppi/Ilaria Occhini), siffatto comportamento diventò poi aspirazione comune di molti altri cittadini arrivando alla distruzione della famiglia, coronata poi con il divorzio e l’abrogazione della norma che prevedeva e puniva l’adulterio, per finire al bordello attuale dove se non hai almeno, dicasi almeno, un rapporto extraconiugale sei una nullità, con tutte le conseguenze del caso (con la esse…).

Per i Paracadutisti, vicenda De Rosa, ecc.….

Ecco quindi che tutto viene svuotato di significato, tutto diviene lecito, tutto si perde, tutto è relativo, tutto va bene, in fin dei conti niente è poi così grave…….

Tornando al tema del difficile rapporto con l’Islam, io credo si possano esprimere le proprie opinioni od anche la necessità di difendere gli interessi nazionali nel senso più ampio del termine con altre parole.

Si può dire ad esempio che finora la religione islamica ha mostrato un aspetto aggressivo ed intollerante verso le altre religioni, tale da instillare legittimo timore in occidente.

Le altre religioni non emettono condanne a morte in contumacia ed eseguibili in tutto il mondo per la sola ingiuria alla divinità….

Si potrebbe dire (come mi risulta abbia fatto qualcuno un’ottantina di anni addietro….) che il sentimento di accoglienza deve essere reciproco e pur essendo lo Stato italiano uno stato laico, tutela tutti i diritti di tutti i suoi cittadini in patria ed all’estero, quindi anche quello di essere cristiani e di poter pregare in luoghi di culto ovunque e che quindi la costruzione di moschee in Italia dovrebbe necessariamente trovare una reciprocità nella costruzione ad esempio di un Duomo alla Mecca, senza trascendere in espressioni forti.

Ma tant’è.

Pare che oggi per conquistare consensi individuali o collettivi sia necessario dimostrare forza ed aggressività o trivialità (anche con le donne…) e quindi valori come la sobrietà, la moderazione, il garbo, la proprietà di linguaggio non servano più….

.I risultati mi pare si vedano…..una società che sta ritornando al paleolitico….

Il signor Borchetta afferma che non esiste un problema culturale dato che “questi sono problemi non ci vedono disarmati socialmente se solo facciamo riferimento al nostro passato”.

Vero.

Il punto è che non mi pare ci sia quest’inclinazione, anzi.

Dopo anni di martellate e di falciate, si è riusciti oltre che a distruggere la scuola anche a cancellare la storia e con essa il nostro passato.

E’ come se dall’album di famiglia scolorissimo le foto dei nostri avi a partire dai nostri nonni ad andare indietro.

Quindi anche volendo, e, ripeto, non mi pare si voglia, i nostri giovani non potrebbero neanche fare riferimento ad un passato di cui si sono quasi completamente cancellate le tracce, per farlo partire dal 25 Aprile 1945….

Si domanda poi se esista un problema sicurezza facendo il paragone con alcune situazioni interne di evidente gravità.

Francamente non mi sento di dare una risposta univoca.

Dipende da come si vuole considerare la situazione.

Se prendiamo in considerazione i nostri parametri da “dinosauri”, possiamo parlare di un problema sicurezza.

E’ di tutta evidenza come:

a) quattro nostre bellissime regioni (quasi metà del territorio nazionale) siano militarmente occupate dalle quattro migliori organizzazioni criminali  (siamo sempre i migliori….),

b) sia in atto da tempo un’invasione straniera di cui non conosciamo nemmeno l’esatta entità,

c) le tre grandi questioni meridionale, sociale e morale, siano drammaticamente ancora sul tappeto, immutate dall’unità d’Italia (dallo scandalo della Banca Romana).

Purtroppo, il passaggio traumatico e fraudolento dallo stato totalitario alla democrazia in Italia ci ha resi prigionieri della nostra stessa ipocrisia, ragion per cui ogni ricorso alla forza od alla coercizione, ancorché pienamente legittimo o necessario in base al più elementare buon senso, viene indiscriminatamente associato al passato regime, bollato come illiberale e quindi condannato e sostanzialmente inibito.

Questo fattore storico-sociologico prima ancora che politico-ideologico ci ha irrimediabilmente indebolito, più che le altre democrazie occidentali, ragion per cui non mi pare ci sia per nessun governo la possibilità di uscire dalla situazione attuale.

Una società si regge su pochi concetti che noi abbiamo abbandonato da tempo e che invece le quattro grandi organizzazioni criminali italiane hanno mantenuto: identità nazionale/senso di appartenenza, famiglia, fede religiosa, rigorosa meritocrazia, normativa semplice e chiara, certezza della pena, giustizia rapida e sicura.

Noi abbiamo aperto le porte alla disperazione (ed alla delinquenza) mondiale, difendiamo ancora la libertà e la promiscuità sessuale e l’aborto come metodo di contraccezione a posteriori, senso religioso serio non ne abbiamo più, abbiamo permesso che il clientelismo trionfasse, la produzione normativa è estremamente prolifica e confusa al punto che nel 1988 la Corte Costituzionale ha intaccato il principio dell’inescusabilità dall’ignoranza della legge penale, la pena è un baratto tra accusa e difesa e si è scelto il “liberi tutti” ed il “vietato vietare” senza praticamente conseguenze serie per nulla e la giustizia penale, civile ed amministrativa ha tempi da tutti stimati eccessivamente lunghi.

Continuando così siamo destinati entro mezzo secolo a fare la fine di Roma nel 476 d.C.  

Se si esamina invece la situazione con altri parametri, allora possiamo dire che non esiste un problema sicurezza.

In definitiva la maggior parte degli italiani dimostra di preferire il commercio ed il baratto nell’accezione più deteriore del termine ad una fiera opposizione ed a saldi principi morali e l’immigrazione ha rappresentato un vero e proprio affare per molti in quanto i reati che vengono necessariamente (lo sottolineo) consumati dai disperati, fanno girare di più l’economia con tutto l’indotto che apportano per la tutela od il reintegro dei beni e dei servizi lesi.

Gli stessi reati rappresentano una sorta di compensazione/giustizia sia per la Chiesa che vede questo passaggio sia pur violento di beni dai cittadini onesti ma troppo abbienti ai disperati, conforme al dettato evangelico, e sia per chi ha sempre ideologicamente sostenuto che la proprietà è un furto ed un insensato egualitarismo del tutto privo di riscontro biologico. 

Il signor Borchetta cita una simpatica battuta della bellissima saga guareschiana Peppone/Don Camillo.

Concludo con un’altra battuta cinematografica tratta dal simpatico film “Amici miei” in cui il nobile toscano decaduto Conte Mascetti/Ugo Tognazzi rivolgendosi ai suoi amici che discutevano su chi doveva pagargli qualcosa, dice loro: “Bottegai! Vu sete dei bottegai!” …

Ecco…..un popolo di bottegai…..ed i bottegai si salvano sempre perché non hanno né amici, nè nemici o minacce, solo clienti con cui commerciare e possibilmente da imbrogliare.

Ognuno di noi può scegliere a quale categoria si sente di appartenere, fare il giro d’orizzonte, contarsi e quindi decidere se esista un problema sicurezza o no, in attesa che l’Ettore Fieramosca di turno ne difenda un ipotetico onore.
 

Cordiali saluti ed auguri a tutti.
 

Iller Frasson

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A cura di Framer

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